Edizione n. 16 di mercoledì 25 aprile 2018

trasporti

Stazioni ferroviarie, da luogo di transito a polo di attrazione urbana

Nuovo corso di RFI per magazzini merci, sale d’attesa, uffici e appartamenti delle stazioni “impresenziate”
salone dogane stazione

Pronunci Trenitalia, Tilo o Trenord e ti vengono in mente treni passeggeri, più o meno comodi, veloci, a volte strapieni o addirittura incidentati, e mugugni di pendolari. Scrivi Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e il pensiero ti riconduce a stazioni, binari, passaggi a livello, scambi, segnali luminosi, magazzini e tutto quanto sa di infrastrutture. E non puoi dimenticare l’esistenza dei treni merci.
Quelle sigle si riferiscono ad aziende che allestiscono treni e ne consentono la circolazione. Il tutto, però, non sempre a misura di cittadinanza. Vincoli di bilancio la fanno, spesso, da padrone con gli utenti che passano in secondo piano davanti a guasti, interruzioni di linee e materiali rotabili che accusano acciacchi. Ma non mancano le scuse con il gentile annuncio: «Ci scusiamo per il disagio».
Ora, però, Rfi si presenta con un nuovo volto che ci lascia ben sperare. La società concessionaria, oltre agli studi tecnici, progetti di evoluta ingegneria ferroviaria, elaborazioni elettroniche, mostra pulsazioni di un cuore che batte per la salvaguardia del patrimonio di centinaia di stazioni e non trascura cultura, storia, aspetti sociali ed esigenze umane in sinergia con associazioni, territorio ed enti locali.
Una direzione intrapresa non da uno stuolo di appassionati di treni o stazioni ma da quella Rfi che ritenevamo impegnata solo sul versante tecnico. Il suo amministratore delegato ne parla presentando un interessante volume dal titolo Stazioni Ferroviarie: come rigenerare un patrimonio. Finalmente dai vertici ferroviari giungono parole incoraggianti che attendevamo da decenni. Uno squarcio di sole parrebbe illuminare la storia ultracentenaria della ferrovia.
«Le stazioni ferroviarie – sono le parole del capo di Rete Ferroviaria Italiana - oggi (vanno) utilizzate per scopi sociali, turistici o culturali. Spazi di promozione turistica e ambientale, centri culturali e di aggregazione per giovani e anziani. Attraverso questo processo di rigenerazione Rfi offre una nuova vita a magazzini merci, sale d’attesa, uffici e appartamenti…». Più che dell’alta dirigenza ferroviaria parrebbero parole di un sociologo. Questa è musica per le orecchie di chi da tempo ne va parlando, spesso inascoltato, anche sullo scenario locale. 

RUOLO DI COMUNI E VOLONTARIATO
Va precisato, tuttavia, che gli innovativi concetti si riferiscono alle stazioni cosiddette “impresenziate” (Luino è tutt’altra roba e ne parleremo) i cui locali, un tempo vissuti da personale Fs, ora si presentano vuoti e inanimati. Una parte di essi, inaccessibile al pubblico, ha rimosso tavoli, sedie, sportelli per la vendita di biglietti e ora è dominata da strumenti elettronici, relè, monitor e apparecchi per arrivi, partenze, quadri luminosi e annunci ai viaggiatori.
I locali che eccedono sarebbe un vero peccato abbandonarli al degrado o, peggio, allo scempio di vandali. Allora Rfi con saggia decisione si rivolge ad associazioni e amministrazioni comunali per affidarli alla collettività. E poiché sappiamo tutti che le nozze non si fanno con i fichi secchi Rfi, alleandosi con la Banca Etica, lo scorso 26 marzo ha stilato un accordo per gli opportuni sostegni finanziari a enti e associazioni. Uffici vuoti e spazi verdi di un tempo vanno in buone mani «…in comodato d’uso gratuito o in locazione agevolata».
RIUSO SOCIALE DEL PATRIMONIO FERROVIARIO NON UTILIZZATO
«Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane - ci spiega Rfi - è da anni impegnato in un profondo sforzo di riorganizzazione e rigenerazione delle stazioni ferroviarie che, in seguito al perfezionamento dei sistemi tecnologici di gestione centralizzata della circolazione ferroviaria, non necessitano della presenza di personale operativo. Questa evoluzione ha comportato anche una ridefinizione semantica e concettuale di tali spazi: le stazioni non sono più concepite come meri luoghi di transito, di arrivo e partenza dei viaggiatori (i cosiddetti non-luoghi di Marc Augé), ma stanno acquisendo, sempre di più, una valenza commerciale e culturale, diventando luoghi d’incontro, di scambio e di relazione per tutti i cittadini. La stazione, nella nuova accezione del termine, si apre alla città circostante, al territorio, diventa agorà e si propone come polo di attrazione urbana, centro di servizi e funzioni polivalenti dedicati a tutti gli abitanti e non solo punto cardine della mobilità collettiva».

STAZIONE DI LUINO
Questo è quanto andiamo sollecitando da decenni. A questo punto varrebbe la pena fare un pensierino sulla Stazione internazionale di Luino, costruita e amministrata, un tempo, dalle ferrovie italiane e svizzere. E balzano agli occhi i magazzini dai tetti che crollano, gli spazi e impianti sacrificati da decisioni che lasciano perplessi, sale d’attesa che si preferisce tenere vuote, saloni stile Belle Époque lasciati disadorni e strutture dell’antico mercato di bestiame, frequentato da operatori dell’antica Europa, che ora si vorrebbero abbattere. Gli annali del Corriere del Verbano sono pieni dei ripetuti appelli in proposito.
La stazione di Luino, classe 1882, va fatta rivivere. Ben vengano le innovazioni per far circolare treni merci e passeggeri, ma gli innumerevoli locali e spazi in disuso vanno affidati alla collettività e alla Città di Luino, sempreché alle parole seguano i fatti.
Rfi e amministrazione comunale, sottoposti alle sollecitazioni dei cittadini, devono dimostrare nuovi e fattivi interessi per il recupero di una stazione che è un radicato patrimonio.
Giovanni Mele
ninomele35@gmai.com
(1-continua) 

Alptransit, entra in esercizio il nuovo Gottardo

Da domenica 11 dicembre inizia ufficialmente il traffico ferroviario attraverso la Galleria di base tra Pollegio ed Erstfeld
Gottardo galleria durante i lavori, foto C.Iu

Giornata storica, domenica 11 dicembre, per la Svizzera. Entra in vigore il nuovo orario ferroviario ed entra ufficialmente in esercizio la Galleria di base del San Gottardo, lunga 57 chilometri, che collega Pollegio ed Erstfeld.
In attesa – sarà per il 2020 – della Galleria di base del Monte Ceneri, la distanza tra Svizzera italiana e Svizzera tedesca si accorcia: il tragitto Lugano-Zurigo si percorre in due ore e 10 minuti. Le principali stazioni ferroviarie diventano il fulcro di una nuova mobilità sostenibile e così, sempre domenica 11 dicembre, verranno ufficialmente inaugurate anche la nuova stazione delle Ferrovie Federali Svizzere di Lugano e la nuova Funicolare, che collega la stazione con il cuore del centro cittadino.
NOVITÀ TRA TICINO E MILANO
Il cambio orario dell’11 dicembre 2016 è all’insegna della Galleria di base del San Gottardo, che ridurrà di 30 minuti il tempo di viaggio tra il Ticino e la Svizzera interna. Importanti novità anche per il traffico regionale in Ticino.
Da domenica 11 dicembre sulla tratta panoramica del San Gottardo circoleranno i treni delle linea TILO RE10 tra Bellinzona ed Erstfeld. Ogni due ore i collegamenti circoleranno direttamente da e per Lugano e quattro volte al giorno da e per Milano Centrale.
A Bellinzona i TILO RE10 avranno coincidenze immediate con i treni a lunga percorrenza che attraverseranno la galleria di base del San Gottardo. Ad Erstfeld le coincidenze da e per Zurigo e Lucerna-Basilea saranno immediate e sullo stesso marciapiede.
NOVITÀ PER MALPENSA
Novità anche per le altre linee TILO. I collegamenti TILO S30 che circoleranno fino a Malpensa Aeroporto arriveranno fino al Terminal 2, grazie al nuovo collegamento ferroviario tra i due Terminal.
Tra Locarno e Lugano vi saranno inoltre nuovi collegamenti diretti. Da parte sua la linea TILO RE80 circolerà ora con due collegamenti tra Locarno e Lugano (uno al mattino e uno la sera) e con tre collegamenti serali tra Lugano e Locarno.
CANTIERI E LINEA CADENAZZO-LUINO
Anche durante il 2017 e fino all’apertura della galleria di base del Monte Ceneri (dicembre 2020) l’esercizio ferroviario in Ticino sarà interessato da numerosi cantieri per l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria e le conseguenti limitazioni.
Per i lavori a nord della stazione di Bellinzona tutti i collegamenti TILO S10 nell’orario 2017 termineranno la loro corsa a Bellinzona.
I lavori necessari per il rinnovamento della stazione di Lugano-Paradiso, opera importante e di grande vantaggio per la clientela, causerà la soppressione della fermata di Lugano-Paradiso dall’11 dicembre 2016 al 9 dicembre 2017. Da Paradiso in direzione della Stazione FFS di Lugano e ritorno ci sarà un’offerta transitoria su gomma con l’adeguamento degli orari e delle destinazioni delle corse bus ordinarie della linea numero 2 mentre da e per Melide ci saranno corse di bus sostitutivi, in particolare nelle fasce orarie dei pendolari.
Fino a giugno 2017 i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus tra Cadenazzo e Luino tra le ore 9 alle ore 13, mentre da giugno 2017 tutti i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus. La misura è necessaria per lavori in corso su tutta la linea. 

Ferrovia Lugano-Malpensa, «accordo su una soluzione provvisoria»

Tra Canton Ticino e Lombardia per ora solo “chiarimento positivo” – Impegno comune per chiudere la questione entro il 2018
Lugano-Malpensa

«Accordo su una soluzione provvisoria per partire nei tempi previsti e, nel frattempo, lavoro per una soluzione definitiva - entro la fine del 2018 - che contempli tutte le esigenze di Lombardia e Cantone Ticino». Questo, per Roberto Maroni, il risultato del faccia a faccia del 5 luglio 2017 a Coldrerio (Svizzera) con il presidente del Consiglio di Stato ticinese Manuele Bertoli sulla tratta ferroviaria Lugano-Malpensa.
Il governatore lombardo era accompagnato dagli assessori Alessandro Sorte e Francesca Brianza e ha dichiarato come «il dibattito degli ultimi mesi abbia portato a un chiarimento positivo. Le incomprensioni possono capitare, l'importante è trovarsi e chiarirsi, come abbiamo fatto noi oggi».

MOTIVI DEL CONTENDERE
Le «incomprensioni» hanno toccato i servizi ferroviari sulla tratta della linea S40 (Como-Chiasso-Mendrisio-Varese) verso Malpensa.
Bellinzona accusava l’Italia di voler dirottare il servizio diretto verso Malpensa dalla linea S50 Lugano-Mendrisio-Varese alla S40 Como-Chiasso-Mendrisio-Varese e minacciava lo stop al cofinanziamento da due milioni di euro.
La reazione di Palazzo Lombardia non s’era fatta attendere e non era stata sfumata. «Le dichiarazioni del Consiglio di Stato del Canton Ticino non rispondono al vero» aveva dichiarato il 28 giugno l’assessore ai trasporti Alessandro Sorte e, a conforto delle sue affermazioni, aveva ricordato riferimenti precisi.
«Le modifiche al servizio ferroviario tra Varese e Malpensa rispetto a quanto previsto dall'Intesa del 25 novembre 2011 – spiegava Sorte - sono state discusse e concordate in diversi incontri tecnici tra gennaio e giugno tra il Cantone e la Regione nei quali si è evidenziata l'opportunità di rendere più appetibili i collegamenti con Malpensa, distanziando le corse in maniera più efficiente. Ciò è stato possibile solo prolungando a Malpensa il servizio proveniente da Como, poiché il Cantone non ha acconsentito a ruotare di 30 minuti i propri servizi pur lasciandone le frequenze invariate».
LOMBARDIA: «IMPEGNI ONORATI»
«La Lombardia - aveva aggiunto Sorte - in fase di aggiornamento dell'accordo ha ritenuto di dover attualizzare le previsioni alla mutata situazione odierna. Anziché portare a Malpensa un servizio che parte da Bellinzona, ha proposto di far arrivare nello scalo varesino la linea proveniente da Como per evitare l'inefficienza di avere due treni diretti da Varese a Malpensa a distanza da 5 minuti l'uno dall'altro. In alternativa ha proposto al Cantone di modificare i propri orari di 30 minuti così da rendere più efficiente il sistema. Il Cantone per ora non intende attuarla, pertanto ha accettato la soluzione proposta non mantenendo però l'impegno di cofinanziare il servizio su Malpensa come previsto dall'Intesa. La Regione dal canto suo onora gli impegni assunti nell'Intesa vigente, tanto é vero che ha finanziato l'acquisto di treni bitensione dedicati al servizio e non viene meno all'impegno di finanziare il servizio su Malpensa».
RISPETTO ACCORDO 2011
Basterà il «chiarimento positivo» di Coldrerio a chiudere definitivamente lo scontro tra Milano e Bellinzona? Per ora, è solo armistizio. Le spinte locali sono forti, ma comune appare tuttavia l’interesse al decollo del collegamento diretto tra Bellinzona/Lugano e Varese/Malpensa.
Toccherà ai tecnici trovare elementi per un compromesso e, naturalmente, ai politici alzare lo sguardo oltre il proprio recinto. Per arrivare al prolungamento della S50 fino a Malpensa, ci sono da risolvere varie altre questioni. Prima fra tutte, bisogna risolvere le interferenze con il Piemonte lavorando sugli orari. «Per farlo – ha precisato Maroni - ci vogliono più di sei mesi di tempo e il coinvolgimento di Rfi e Regione Piemonte».
L'obiettivo temporale è entro la fine del 2018. «L'impegno preso nel 2011 - ha concluso Maroni – viene confermato. Bisogna solo intervenire sul piano tecnico per risolvere alcuni problemi, cosa che siamo tutti impegnati a fare e sono certo che ci riusciremo». 

Bellinzona, oltre 500 lavoratori nella clinica dei treni

Lo stabilimento ferroviario svolge anche formazione di apprendisti e impiegati
Zali e Hauri locomotiva
Zali e Hauri reparto sale

Sono un po’ la clinica del trasporto ferroviario, dove oltre 500 persone e numerosi artigiani, divenuti quasi una rarità nella realtà produttiva del cantone, revisionano diverse tipologie di veicoli destinati per lo più al traffico merci. Sono le Officine delle Ferrovie federali svizzere di Bellinzona, dove il 24 ottobre il direttore Felix Hauri ha accolto la visita del Consigliere di Stato del Ticino Claudio Zali.
Lo stabilimento industriale bellinzonese revisiona i carri merci, lavora le sale montate e fa il tagliando anche alle locomotive. Inoltre accoglie il centro di formazione professionale login, dove vengono formati oltre 60 apprendisti tra polimeccanici e operatori in automazione e anche una decina di impiegati di commercio e in logistica per le Officine.
Nel Canton Ticino le Ffs impiegano oltre 2000 collaboratori. Entro il 2020 investiranno oltre un miliardo e mezzo di franchi per il rinnovo delle stazioni, l’acquisto di nuovo materiale rotabile per il traffico nord-sud e l’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria.
Nelle foto: visita del Consigliere di stato Claudio Zali. 

Linea FFS Giubiasco – Locarno, dal 2020 fermata moderna e accessibile a S. Antonino

S.Antonino imm 01 27 02 2018
S. Antonino imm 03 28 02 2018/FFS.jpg

L’attuale fermata della ticinese S. Antonino, sulla linea Bellinzona Cadenazzo, è in posizione che non la rende idonea per essere utilizzata dai treni che passeranno attraverso la galleria di base del Monte Ceneri. «Si trova troppo vicina al portale nord – spiegano le Ferrovie Federali Svizzere – e affinché dal 2021 i treni che collegheranno Locarno a Lugano attraverso la nuova galleria di base possano fermarsi anche a S. Antonino è necessario spostare la fermata di circa 350 metri verso Locarno, in prossimità della zona industriale e commerciale».
Dal 2020 S. Antonino avrà quindi una nuova fermata ferroviaria più accessibile, in particolare per la clientela con mobilità ridotta, perché priva di barriere architettoniche. Saranno realizzati due marciapiedi di 220 metri di lunghezza, parzialmente coperti, che permetteranno l’accesso piano ai treni regionali TILO Flirt. I marciapiedi saranno raggiungibili sia da scale sia da rampe di accesso prive di ostacoli e saranno collegati da un sottopasso.
La fermata risponderà agli evoluti standard FFS: sistemi di informazione alla clientela con monitor, distributori automatici di ultima generazione e due sale d’attesa chiuse. Saranno inoltre realizzati in parallelo un nuovo P+Rail, moderni parcheggi per le biciclette e per gli scooter e una nuova fermata per i bus. Tutte le misure vogliono favorire la mobilità lenta, in armonia con il nuovo piano viario del Comune di S. Antonino.
L’investimento totale relativo a queste misure, di 12 milioni di franchi circa, è finanziato dal Canton Ticino con contributi della Confederazione e del comune di S. Antonino. In febbraio 2018 l’Ufficio federale dei trasporti ha avviato la procedura di approvazione dei piani; pubblicazione del progetto sul foglio ufficiale di venerdì 6 aprile 2018. Dal 9 aprile al 9 maggio l’incarto sarà consultabile presso il comune di S. Antonino. 

Alla riscoperta dell’antica idrovia Locarno-Milano-Venezia

Tra il 20 maggio e il 4 giugno in programma due progetti di mobilità lenta

Altra spinta al rilancio dell’antica idrovia Locarno-Milano-Venezia da due itinerari finalizzati alla valorizzazione della mobilità lenta. Sono il progetto LoVe (Locarno-Venezia Bike and Boat Adventure), in programma dal 20 al 27 maggio, e il progetto Milano-Venezia Classic 2017 (reMIVEri), fissato dal 27 maggio al 4 giugno. Entrambi sono stati presentati a Milano, rispettivamente, il 9 maggio in Regione Lombardia e l’8 maggio a Palazzo Marino.
DA LOCARNO A VENEZIA IN BICI E BARCA
La Locarno Venezia Bike and Boat Adventure è l’idrovia più antica d’Europa, un unico bacino d’acqua dolce di 540 chilometri e si svolgerà dal 20 al 27 maggio. Il progetto punta alla riscoperta - in barca e in bici - dell’antico collegamento commerciale e turistico tra la Svizzera e l’Italia, unendo le Alpi al mare Adriatico con una linea d’acqua navigabile fatta di laghi, canali, fiumi, delta, lagune.
Alla sua presentazione hanno partecipato gli organizzatori Renato Zocchi ed Elisabetta Bianchessi, l’assessore regionale Massimo Garavaglia, il presidente del Consorzio ETVilloresi Alessandro Folli, la dirigente generale della Navigli Lombardi Scarl Tiziana Gibelli, la main sponsor Tiziana Lamberti di Generali Italia e l’ex ciclista professionista Andrea Noè (nella foto).
Partenze e arrivi di tappa avverranno tutti nel centro storico di Locarno, Arona, Milano, Cremona, Mantova, Ferrara, Porto Tolle, Chioggia  e Venezia. Il percorso potrà essere affrontato in otto giorni (oppure scegliendone solo alcune tappe), da percorrere – a scelta - in bicicletta (muscolari o elettriche, stradali o mtb con ruote tassellate), in bicicletta+barca oppure, per posti limitati, solo in barca. Info: www.locarnovenezia.it; Mail info@locarnovenezia.it
IN BARCA DA MILANO A VENEZIA
La Classic 2017 Milano-Venezia è prevista dal 27 maggio al 4 giugno e intende consolidare con un appuntamento fisso a cadenza annuale l'esperienza della navigazione senza mezzi a motore sulla via d'acqua da Milano al Po. L’obiettivo è incentivare il rilancio del percorso dalla Svizzera all’Adriatico e favorire una prossima riapertura del Naviglio Pavese.
Alle due iniziative hanno fatto da sfondo una serie di temi collaterali, quali il completamento delle opere necessarie per accrescere in concreto la continuità del percorso Locarno-Milano-Venezia, la possibile riapertura dei Navigli, l'uso, sempre più diffuso, delle strade alzaie. Il presidente del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi Alessandro Folli ha rinnovato l'impegno del Consorzio a favore della riapertura del Naviglio Pavese laddove si rendessero disponibili le necessarie risorse. 

Chiasso e Bellinzona, assunti altri 12 macchinisti TILO

Per il 2016 l'organico sarà ulteriormente potenziato in vista dell'apertura della Mendrisio-Varese-Malpensa

Circolano prevalentemente in territorio svizzero ma da qualche anno anche in quello italiano. Il gradimento del servizio è alto, specie sulla linea Bellinzona-Luino-Malpensa, dove la clientela italiana si trova a confrontare materiale rotabile e pulizia della società ferroviaria mista Ticino-Lombardia (TiLo, appunto) rispetto a certi convogli di Trenord.
La flotta TiLo è in continuo sviluppo e l'aumento dei treni comporta necessariamente nuove assunzioni. Da lunedì 10 marzo, con la consegna della licenza federale, nella rete ferroviaria ticinese sono entrati in servizio dodici nuovi macchinisti. Sono stati selezionati tra 400 candidati e tutti sono abilitati alla guida dei treni del tipo Flirt e Domino, i treni della flotta TiLo.
L'organico sarà ulteriormente incrementato entro il 2016. L’offerta sarà adeguata alla domanda del mercato e soprattutto all’apertura della linea ferroviaria Mendrisio–Varese–Malpensa. Attualmente la società TiLo dispone di una flotta di 31 elettrotreni (27 Flirt e quattro Domino), che effettuano 200 corse nei giorni lavorativi e 178 nei giorni festivi. Nel 2013 i passeggeri sono stati 8,5 milioni con un aumento del 6 per cento rispetto al 2012. 

Alptransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate, a Palazzo Lombardia raccordo tra territorio, Rfi e Governo

Una cabina di regia, presieduta dal commissario della Provincia di Varese Dario Galli, raccoglierà le richieste dei sindaci della sponda varesina da sottoporre poi a Governo e Rete Ferroviaria Italiana
Stazione Luino, interno

Finalmente! Il futuro della ferrovia Bellinzona-Luino-Gallarate non calerà più dall'alto, ma la voce del territorio arriverà fino nei palazzi romani e sul tavolo di Rete Ferroviaria Italiana. A Milano, il 13 febbraio, una delegazione di sindaci della sponda varesina del lago Maggiore ha trovato accoglienza a Palazzo Lombardia.
La Regione Lombardia farà da raccordo tra le loro proposte e segnalazioni, da una parte, e le decisioni di Governo e Rfi, dall'altra. Il governatore Roberto Maroni ha ascoltato le preoccupazioni manifestate sui progetti Alptransit e sul Corridoio europeo Genova-Rotterdam per il trasporto delle merci e ha annunciato la costituzione di una cabina di regia. Un tavolo permanente, coordinato dal commissario della Provincia di Varese Dario Galli, farà da ponte tra i comuni e i centri decisionali di Governo e Rfi sul potenziamento e adeguamento della tratta. La consigliera regionale Francesca Brianza raccoglierà le richieste del territorio e poi la Regione Lombardia tratterà le misure necessarie ai livelli superiori.
L'Alptransit avanza e i tempi si stringono. Mentre la Svizzera marcia con pieno rispetto di programmi e tempi, da parte italiana i ritardi cominciano a pesare, come testimonia il caso della bretella ferroviaria Arcisate-Stabio. Sindaci e cabina di regia hanno perciò deciso di rivedersi a breve. 

"Il ponte dei due mari" da Rotterdam a Genova

Nel 2017 anche la linea ferroviaria di Luino nel Corridoio 24 con l’apertura di AlpTransit

Il pianeta terra si fa sempre più piccolo grazie alla moderna tecnologia e l'uomo accorcia anche gli spazi siderali. Cadono le frontiere, le aree commerciali fuoriescono dagli angusti ambiti nazionali e i continenti si avvicinano sempre più all'Europa. Da queste aspirazioni non potevano restare esclusi i collegamenti ferroviari.
Traffico merci
Gli orizzonti dei treni si allargano con nuove strutture, maggiori velocità, aumentate potenzialità di prestazioni e l'Europa crea un reticolo di binari chiamati "corridoi". La linea ferroviaria di Luino fa parte del Corridoio 24, un tracciato che si estende da Rotterdam a Genova. Un corridoio lungo 2500 chilometri, che attraversa Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Italia, definito anche "Il ponte dei due mari", dall'Atlantico al Mediterraneo, con il porto di Genova struttura strategica per le "autostrade del mare" fino a Palermo e verso i Balcani e per i collegamenti con i paesi emergenti del nord Africa.
Accordo italo-elvetico del 2001
Nel 2000 la Rotterdam-Genova viene inserita nell'elenco di 6 assi ferroviari e nel 2011 si colloca al primo posto fra gli aumentati 9 corridoi europei. La linea di Luino, quindi, con l'apertura di "AlpTransit" nel 2017 entrerà di diritto nel Corridoio 24 e sarà impegnata da oltre 90 treni merci giornalieri. Lasciata così come è oggi risulterà inadeguata a far fronte alla circolazione di convogli moderni più lunghi (700 metri), più pesanti (1600 tonnellate) e dal più alto profilo (4 metri). Si impongono, pertanto, indispensabili ammodernamenti individuati dalle ferrovie svizzere e italiane in un documento sottoscritto l'11 maggio 2001.
Destinazione fondi svizzeri
Ma ora dalle Fs quel progetto viene ripudiato lamentando carenze finanziarie. Non così per la Svizzera, il cui Consiglio Federale si proietta nel futuro stanziando 940 milioni di franchi per opere nel suo territorio da realizzare entro il 2020 e ha lanciato una ciambella di salvataggio verso l'Italia, destinandone 230 di cui ben 170 per Luino, affinché si adeguino binari, gallerie, linee di contatto, deviatoi, passaggi a livello e ponti. Purtroppo da noi Regione e Governo centrale guardano all'immediato e in barba alla lungimiranza elvetica il contributo destinato a Luino lo si vuol dirottare sul versante di Chiasso-Seregno-Bergamo-Milano, un percorso che non ha nulla a che vedere con la Rotterdam-Genova.
Rischio "collo di bottiglia"
Il tracciato del nord Verbano, abbandonato così a sé stesso con le sue carenze strutturali, vanificherebbe gli ammodernamenti dell'AlpTransit. Un "collo di bottiglia" lo ha definito l'ex assessore regionale Raffaele Cattaneo. Una strettoia che danneggerà il traffico merci su rotaia, incrementerà il trasporto su gomma e sarà di intralcio anche all'esercizio passeggeri, sottraendo al territorio luinese possibili vantaggi occupazionali. I nostri governanti così facendo si meriterebbero il giudizio espresso da Alcide De Gasperi: «La differenza fra un politico ed uno statista sta nel fatto che un politico pensa alle prossime elezioni mentre lo statista pensa alle prossime generazioni».
E' desolante riconoscere che da parte svizzera si guarda al futuro mentre da noi, in Lombardia e nei palazzi romani, si dirottano finanziamenti ispirandosi al successo elettorale. Se i politici e governanti nostrani fossero stati in auge nell'800 saremmo forse costretti a viaggiare ancora a bordo delle diligenze per superare le Alpi.
Ruolo locale
Sarà bene, a questo punto, che il territorio del nord Verbano si faccia sentire. Sindaci, comunità montana, provincia e gli eletti nelle istituzioni locali e regionali hanno il dovere di reagire tessendo un file rouge con le autorità svizzere e con le istituzioni genovesi. In quella città si sono da tempo mobilitati per il Corridoio 24.
Lo scorso 23 ottobre si è tenuto un convegno (vedi Il Corriere del Verbano del 24/10) dal titolo: "Genova-Rotterdam: un corridoio sostenibile" al quale il comune di Luino, invitato dall'ambasciata svizzera in Italia organizzatrice dell'evento, ha partecipato con l'assessore Alessandra Miglio. Relatori il sindaco di Genova, le autorità portuali, la camera di commercio, il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti di Berna, il direttore dell'Hupac e numerosi operatori impegnati nel traffico merci. Ne parleremo nel prossimo numero. (La foto è tratta dalla pubblicazione "I cento anni della Stazione internazionale di Luino", a cura dell'Amministrazione comunale di Luino, Centrostampa Luino, 1982).
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com
(1. continua) 

Treni Tilo, da Bellinzona a Malpensa e nel cuore di Milano

La società ferroviaria ticinese, fondata nel dicembre 2004, conquista viaggiatori anche sulla tratta di Luino

Non solo si conferma ma cresce a vista d'occhio il successo dei treni della S-Bahn Tilo, la società ferroviaria ticinese sorta nel dicembre 2004. Tra l'anno di avvio (2005) e il 2011 l’incremento dei viaggiatori ha superato quota 68 percento.
L'anno scorso i comodi, e puntuali, convogli hanno trasportato 7,7 milioni di clienti ticinesi, quattrocentomila in più del 2010 (5,5 per cento). E da fine 2011 il treno ha sfondato la frontiera meridionale con il primo collegamento diretto dal Ticino all’aeroporto internazionale di Milano Malpensa.
Utenza in crescita
Secondo fonti della società, in media nel 2011 ogni giorno, dal lunedì al venerdì, oltre 24 mila viaggiatori hanno utilizzato un treno Tilo per i loro spostamenti, mentre nei fine settimana sono stati oltre 13 mila quelli che hanno scelto di muoversi con il servizio regionale.
L’occupazione dei treni non è tuttavia costante nell’arco della giornata. Come nel resto della Svizzera, anche in Ticino l’occupazione è concentrata nelle ore di punta, soprattutto al mattino. Per permettere alla clientela di scegliere meglio con quale treno preferiscono viaggiare, da alcune settimane nell’orario delle Ferrovie Federali Svizzere online è stato introdotto anche per il traffico regionale Tilo il servizio di informazione sul grado di occupazione del treno. Grazie al collaudato sistema degli “omini”, riportati a fianco del treno suggerito per il proprio viaggio, è possibile capire se il treno scelto sarà vuoto o affollato: un omino indica una bassa occupazione, due omini un’occupazione media e tre omini un’alta occupazione.
Collegamenti con Malpensa e Milano Centrale
Da fine 2011 l’offerta Tilo è stata ulteriormente ampliata e dal Ticino è possibile raggiungere l’aeroporto di Malpensa in treno, via Luino. Giornalmente sono 14 i collegamenti della S30 tra Bellinzona e l’aeroporto lombardo.
Tilo collega inoltre direttamente il Ticino al capoluogo lombardo dal 2010 con la linea S10; dal lunedì al sabato tre treni Flirt al mattino partono dal Ticino e raggiungono la stazione di Milano Centrale e rientrano in Ticino nel tardo pomeriggio/sera. Da Bellinzona, in meno di due ore di viaggio, è possibile raggiungere il centro di Milano in tutta comodità, senza problemi di traffico e parcheggio.
I treni Tilo, oltre ad essere comodi e confortevoli, sono anche puntuali. Nel 2011, il 95 percento dei treni del traffico regionale in Ticino sono arrivati in puntuali (con un ritardo massimo inferiore ai tre minuti), garantendo le coincidenze secondo l’orario ufficiale. 

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