Edizione n.26 di mercoledì 11 luglio 2018

trasporti

Servizio ferroviario, Trenord divisa tra Fnm e Trenitalia

Ipotesi di accordo tra Lombardia e Ferrovie dello Stato
Trenord

In Lombardia cambierà l'assetto gestionale di Trenord. Il servizio ferroviario lombardo sarà affidato a due differenti imprese ferroviarie, una controllata da FNM e una da Trenitalia, con «l’intento di incentivare gli investimenti per nuovi treni, migliorare la qualità del servizio di trasporto e creare una sana competizione».
È questa l’ipotesi di accordo che il 9 luglio 2018 il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha concordato con l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, e il giorno seguente ha comunicato all'assemblea regionale. I consiglieri regionali affronteranno la questione in una delle prime sedute di settembre.
Quali le reazioni alla svolta annunciata?
La FNM Spa si è dichiarata «disponibile ad approfondire con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, nel rispetto delle disposizioni normative e procedurali applicabili alla stessa Società, le modalità tecnico-giuridiche per il raggiungimento del sopraindicato obiettivo». La società, inoltre, comunicherà al mercato «i successivi sviluppi al ricorrere delle condizioni, e con le modalità, previste dalla normativa di legge e regolamentare applicabile».
Piena condivisione hanno dichiarato i consiglieri della Lega Francesca Brianza, Marco Colombo e Emanuele Monti. «Ringraziamo Fontana per aver portato ancora una volta nell’aula del Pirellone la questione del trasporto pubblico, un punto fondamentale del nostro programma elettorale e in quello di governo regionale. Il presidente, anche con le sue dichiarazioni dei giorni scorsi, ha voluto affrontare di petto la questione, evitando di minimizzare quei disagi che ogni giorno complicano la vita degli utenti. È certamente vero che sono stati fatti investimenti rilevanti, ma siamo ancora distanti dall’avere un trasporto ferroviario degno di una Regione come la Lombardia».
Riserve e perplessità sono state invece espresse dal consigliere regionale del PD Samuele Astuti. A suo avviso, «per i pendolari non cambierà nulla, almeno per un anno. La Regione è con un piede in due scarpe, urge un piano straordinario. Trenord sarà completamente partecipata da Ferrovie Nord Milano e gestirà le tratte suburbane, mentre Trenitalia gestirà il servizio delle tratte regionali. Nuove governance e due nuovi contratti di servizio. Non è chiaro però come la Regione interromperà il contratto in essere e come riformulerà i due nuovi. L’impressione è che stiano prendendo tempo». 

Alptransit, entra in esercizio il nuovo Gottardo

Da domenica 11 dicembre inizia ufficialmente il traffico ferroviario attraverso la Galleria di base tra Pollegio ed Erstfeld
Gottardo galleria durante i lavori, foto C.Iu

Giornata storica, domenica 11 dicembre, per la Svizzera. Entra in vigore il nuovo orario ferroviario ed entra ufficialmente in esercizio la Galleria di base del San Gottardo, lunga 57 chilometri, che collega Pollegio ed Erstfeld.
In attesa – sarà per il 2020 – della Galleria di base del Monte Ceneri, la distanza tra Svizzera italiana e Svizzera tedesca si accorcia: il tragitto Lugano-Zurigo si percorre in due ore e 10 minuti. Le principali stazioni ferroviarie diventano il fulcro di una nuova mobilità sostenibile e così, sempre domenica 11 dicembre, verranno ufficialmente inaugurate anche la nuova stazione delle Ferrovie Federali Svizzere di Lugano e la nuova Funicolare, che collega la stazione con il cuore del centro cittadino.
NOVITÀ TRA TICINO E MILANO
Il cambio orario dell’11 dicembre 2016 è all’insegna della Galleria di base del San Gottardo, che ridurrà di 30 minuti il tempo di viaggio tra il Ticino e la Svizzera interna. Importanti novità anche per il traffico regionale in Ticino.
Da domenica 11 dicembre sulla tratta panoramica del San Gottardo circoleranno i treni delle linea TILO RE10 tra Bellinzona ed Erstfeld. Ogni due ore i collegamenti circoleranno direttamente da e per Lugano e quattro volte al giorno da e per Milano Centrale.
A Bellinzona i TILO RE10 avranno coincidenze immediate con i treni a lunga percorrenza che attraverseranno la galleria di base del San Gottardo. Ad Erstfeld le coincidenze da e per Zurigo e Lucerna-Basilea saranno immediate e sullo stesso marciapiede.
NOVITÀ PER MALPENSA
Novità anche per le altre linee TILO. I collegamenti TILO S30 che circoleranno fino a Malpensa Aeroporto arriveranno fino al Terminal 2, grazie al nuovo collegamento ferroviario tra i due Terminal.
Tra Locarno e Lugano vi saranno inoltre nuovi collegamenti diretti. Da parte sua la linea TILO RE80 circolerà ora con due collegamenti tra Locarno e Lugano (uno al mattino e uno la sera) e con tre collegamenti serali tra Lugano e Locarno.
CANTIERI E LINEA CADENAZZO-LUINO
Anche durante il 2017 e fino all’apertura della galleria di base del Monte Ceneri (dicembre 2020) l’esercizio ferroviario in Ticino sarà interessato da numerosi cantieri per l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria e le conseguenti limitazioni.
Per i lavori a nord della stazione di Bellinzona tutti i collegamenti TILO S10 nell’orario 2017 termineranno la loro corsa a Bellinzona.
I lavori necessari per il rinnovamento della stazione di Lugano-Paradiso, opera importante e di grande vantaggio per la clientela, causerà la soppressione della fermata di Lugano-Paradiso dall’11 dicembre 2016 al 9 dicembre 2017. Da Paradiso in direzione della Stazione FFS di Lugano e ritorno ci sarà un’offerta transitoria su gomma con l’adeguamento degli orari e delle destinazioni delle corse bus ordinarie della linea numero 2 mentre da e per Melide ci saranno corse di bus sostitutivi, in particolare nelle fasce orarie dei pendolari.
Fino a giugno 2017 i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus tra Cadenazzo e Luino tra le ore 9 alle ore 13, mentre da giugno 2017 tutti i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus. La misura è necessaria per lavori in corso su tutta la linea. 

Ferrovia Lugano-Malpensa, «accordo su una soluzione provvisoria»

Tra Canton Ticino e Lombardia per ora solo “chiarimento positivo” – Impegno comune per chiudere la questione entro il 2018
Lugano-Malpensa

«Accordo su una soluzione provvisoria per partire nei tempi previsti e, nel frattempo, lavoro per una soluzione definitiva - entro la fine del 2018 - che contempli tutte le esigenze di Lombardia e Cantone Ticino». Questo, per Roberto Maroni, il risultato del faccia a faccia del 5 luglio 2017 a Coldrerio (Svizzera) con il presidente del Consiglio di Stato ticinese Manuele Bertoli sulla tratta ferroviaria Lugano-Malpensa.
Il governatore lombardo era accompagnato dagli assessori Alessandro Sorte e Francesca Brianza e ha dichiarato come «il dibattito degli ultimi mesi abbia portato a un chiarimento positivo. Le incomprensioni possono capitare, l'importante è trovarsi e chiarirsi, come abbiamo fatto noi oggi».

MOTIVI DEL CONTENDERE
Le «incomprensioni» hanno toccato i servizi ferroviari sulla tratta della linea S40 (Como-Chiasso-Mendrisio-Varese) verso Malpensa.
Bellinzona accusava l’Italia di voler dirottare il servizio diretto verso Malpensa dalla linea S50 Lugano-Mendrisio-Varese alla S40 Como-Chiasso-Mendrisio-Varese e minacciava lo stop al cofinanziamento da due milioni di euro.
La reazione di Palazzo Lombardia non s’era fatta attendere e non era stata sfumata. «Le dichiarazioni del Consiglio di Stato del Canton Ticino non rispondono al vero» aveva dichiarato il 28 giugno l’assessore ai trasporti Alessandro Sorte e, a conforto delle sue affermazioni, aveva ricordato riferimenti precisi.
«Le modifiche al servizio ferroviario tra Varese e Malpensa rispetto a quanto previsto dall'Intesa del 25 novembre 2011 – spiegava Sorte - sono state discusse e concordate in diversi incontri tecnici tra gennaio e giugno tra il Cantone e la Regione nei quali si è evidenziata l'opportunità di rendere più appetibili i collegamenti con Malpensa, distanziando le corse in maniera più efficiente. Ciò è stato possibile solo prolungando a Malpensa il servizio proveniente da Como, poiché il Cantone non ha acconsentito a ruotare di 30 minuti i propri servizi pur lasciandone le frequenze invariate».
LOMBARDIA: «IMPEGNI ONORATI»
«La Lombardia - aveva aggiunto Sorte - in fase di aggiornamento dell'accordo ha ritenuto di dover attualizzare le previsioni alla mutata situazione odierna. Anziché portare a Malpensa un servizio che parte da Bellinzona, ha proposto di far arrivare nello scalo varesino la linea proveniente da Como per evitare l'inefficienza di avere due treni diretti da Varese a Malpensa a distanza da 5 minuti l'uno dall'altro. In alternativa ha proposto al Cantone di modificare i propri orari di 30 minuti così da rendere più efficiente il sistema. Il Cantone per ora non intende attuarla, pertanto ha accettato la soluzione proposta non mantenendo però l'impegno di cofinanziare il servizio su Malpensa come previsto dall'Intesa. La Regione dal canto suo onora gli impegni assunti nell'Intesa vigente, tanto é vero che ha finanziato l'acquisto di treni bitensione dedicati al servizio e non viene meno all'impegno di finanziare il servizio su Malpensa».
RISPETTO ACCORDO 2011
Basterà il «chiarimento positivo» di Coldrerio a chiudere definitivamente lo scontro tra Milano e Bellinzona? Per ora, è solo armistizio. Le spinte locali sono forti, ma comune appare tuttavia l’interesse al decollo del collegamento diretto tra Bellinzona/Lugano e Varese/Malpensa.
Toccherà ai tecnici trovare elementi per un compromesso e, naturalmente, ai politici alzare lo sguardo oltre il proprio recinto. Per arrivare al prolungamento della S50 fino a Malpensa, ci sono da risolvere varie altre questioni. Prima fra tutte, bisogna risolvere le interferenze con il Piemonte lavorando sugli orari. «Per farlo – ha precisato Maroni - ci vogliono più di sei mesi di tempo e il coinvolgimento di Rfi e Regione Piemonte».
L'obiettivo temporale è entro la fine del 2018. «L'impegno preso nel 2011 - ha concluso Maroni – viene confermato. Bisogna solo intervenire sul piano tecnico per risolvere alcuni problemi, cosa che siamo tutti impegnati a fare e sono certo che ci riusciremo». 

Bellinzona, oltre 500 lavoratori nella clinica dei treni

Lo stabilimento ferroviario svolge anche formazione di apprendisti e impiegati
Zali e Hauri locomotiva
Zali e Hauri reparto sale

Sono un po’ la clinica del trasporto ferroviario, dove oltre 500 persone e numerosi artigiani, divenuti quasi una rarità nella realtà produttiva del cantone, revisionano diverse tipologie di veicoli destinati per lo più al traffico merci. Sono le Officine delle Ferrovie federali svizzere di Bellinzona, dove il 24 ottobre il direttore Felix Hauri ha accolto la visita del Consigliere di Stato del Ticino Claudio Zali.
Lo stabilimento industriale bellinzonese revisiona i carri merci, lavora le sale montate e fa il tagliando anche alle locomotive. Inoltre accoglie il centro di formazione professionale login, dove vengono formati oltre 60 apprendisti tra polimeccanici e operatori in automazione e anche una decina di impiegati di commercio e in logistica per le Officine.
Nel Canton Ticino le Ffs impiegano oltre 2000 collaboratori. Entro il 2020 investiranno oltre un miliardo e mezzo di franchi per il rinnovo delle stazioni, l’acquisto di nuovo materiale rotabile per il traffico nord-sud e l’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria.
Nelle foto: visita del Consigliere di stato Claudio Zali. 

Alla riscoperta dell’antica idrovia Locarno-Milano-Venezia

Tra il 20 maggio e il 4 giugno in programma due progetti di mobilità lenta

Altra spinta al rilancio dell’antica idrovia Locarno-Milano-Venezia da due itinerari finalizzati alla valorizzazione della mobilità lenta. Sono il progetto LoVe (Locarno-Venezia Bike and Boat Adventure), in programma dal 20 al 27 maggio, e il progetto Milano-Venezia Classic 2017 (reMIVEri), fissato dal 27 maggio al 4 giugno. Entrambi sono stati presentati a Milano, rispettivamente, il 9 maggio in Regione Lombardia e l’8 maggio a Palazzo Marino.
DA LOCARNO A VENEZIA IN BICI E BARCA
La Locarno Venezia Bike and Boat Adventure è l’idrovia più antica d’Europa, un unico bacino d’acqua dolce di 540 chilometri e si svolgerà dal 20 al 27 maggio. Il progetto punta alla riscoperta - in barca e in bici - dell’antico collegamento commerciale e turistico tra la Svizzera e l’Italia, unendo le Alpi al mare Adriatico con una linea d’acqua navigabile fatta di laghi, canali, fiumi, delta, lagune.
Alla sua presentazione hanno partecipato gli organizzatori Renato Zocchi ed Elisabetta Bianchessi, l’assessore regionale Massimo Garavaglia, il presidente del Consorzio ETVilloresi Alessandro Folli, la dirigente generale della Navigli Lombardi Scarl Tiziana Gibelli, la main sponsor Tiziana Lamberti di Generali Italia e l’ex ciclista professionista Andrea Noè (nella foto).
Partenze e arrivi di tappa avverranno tutti nel centro storico di Locarno, Arona, Milano, Cremona, Mantova, Ferrara, Porto Tolle, Chioggia  e Venezia. Il percorso potrà essere affrontato in otto giorni (oppure scegliendone solo alcune tappe), da percorrere – a scelta - in bicicletta (muscolari o elettriche, stradali o mtb con ruote tassellate), in bicicletta+barca oppure, per posti limitati, solo in barca. Info: www.locarnovenezia.it; Mail info@locarnovenezia.it
IN BARCA DA MILANO A VENEZIA
La Classic 2017 Milano-Venezia è prevista dal 27 maggio al 4 giugno e intende consolidare con un appuntamento fisso a cadenza annuale l'esperienza della navigazione senza mezzi a motore sulla via d'acqua da Milano al Po. L’obiettivo è incentivare il rilancio del percorso dalla Svizzera all’Adriatico e favorire una prossima riapertura del Naviglio Pavese.
Alle due iniziative hanno fatto da sfondo una serie di temi collaterali, quali il completamento delle opere necessarie per accrescere in concreto la continuità del percorso Locarno-Milano-Venezia, la possibile riapertura dei Navigli, l'uso, sempre più diffuso, delle strade alzaie. Il presidente del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi Alessandro Folli ha rinnovato l'impegno del Consorzio a favore della riapertura del Naviglio Pavese laddove si rendessero disponibili le necessarie risorse. 

Chiasso e Bellinzona, assunti altri 12 macchinisti TILO

Per il 2016 l'organico sarà ulteriormente potenziato in vista dell'apertura della Mendrisio-Varese-Malpensa

Circolano prevalentemente in territorio svizzero ma da qualche anno anche in quello italiano. Il gradimento del servizio è alto, specie sulla linea Bellinzona-Luino-Malpensa, dove la clientela italiana si trova a confrontare materiale rotabile e pulizia della società ferroviaria mista Ticino-Lombardia (TiLo, appunto) rispetto a certi convogli di Trenord.
La flotta TiLo è in continuo sviluppo e l'aumento dei treni comporta necessariamente nuove assunzioni. Da lunedì 10 marzo, con la consegna della licenza federale, nella rete ferroviaria ticinese sono entrati in servizio dodici nuovi macchinisti. Sono stati selezionati tra 400 candidati e tutti sono abilitati alla guida dei treni del tipo Flirt e Domino, i treni della flotta TiLo.
L'organico sarà ulteriormente incrementato entro il 2016. L’offerta sarà adeguata alla domanda del mercato e soprattutto all’apertura della linea ferroviaria Mendrisio–Varese–Malpensa. Attualmente la società TiLo dispone di una flotta di 31 elettrotreni (27 Flirt e quattro Domino), che effettuano 200 corse nei giorni lavorativi e 178 nei giorni festivi. Nel 2013 i passeggeri sono stati 8,5 milioni con un aumento del 6 per cento rispetto al 2012. 

Alptransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate, a Palazzo Lombardia raccordo tra territorio, Rfi e Governo

Una cabina di regia, presieduta dal commissario della Provincia di Varese Dario Galli, raccoglierà le richieste dei sindaci della sponda varesina da sottoporre poi a Governo e Rete Ferroviaria Italiana
Stazione Luino, interno

Finalmente! Il futuro della ferrovia Bellinzona-Luino-Gallarate non calerà più dall'alto, ma la voce del territorio arriverà fino nei palazzi romani e sul tavolo di Rete Ferroviaria Italiana. A Milano, il 13 febbraio, una delegazione di sindaci della sponda varesina del lago Maggiore ha trovato accoglienza a Palazzo Lombardia.
La Regione Lombardia farà da raccordo tra le loro proposte e segnalazioni, da una parte, e le decisioni di Governo e Rfi, dall'altra. Il governatore Roberto Maroni ha ascoltato le preoccupazioni manifestate sui progetti Alptransit e sul Corridoio europeo Genova-Rotterdam per il trasporto delle merci e ha annunciato la costituzione di una cabina di regia. Un tavolo permanente, coordinato dal commissario della Provincia di Varese Dario Galli, farà da ponte tra i comuni e i centri decisionali di Governo e Rfi sul potenziamento e adeguamento della tratta. La consigliera regionale Francesca Brianza raccoglierà le richieste del territorio e poi la Regione Lombardia tratterà le misure necessarie ai livelli superiori.
L'Alptransit avanza e i tempi si stringono. Mentre la Svizzera marcia con pieno rispetto di programmi e tempi, da parte italiana i ritardi cominciano a pesare, come testimonia il caso della bretella ferroviaria Arcisate-Stabio. Sindaci e cabina di regia hanno perciò deciso di rivedersi a breve. 

"Il ponte dei due mari" da Rotterdam a Genova

Nel 2017 anche la linea ferroviaria di Luino nel Corridoio 24 con l’apertura di AlpTransit

Il pianeta terra si fa sempre più piccolo grazie alla moderna tecnologia e l'uomo accorcia anche gli spazi siderali. Cadono le frontiere, le aree commerciali fuoriescono dagli angusti ambiti nazionali e i continenti si avvicinano sempre più all'Europa. Da queste aspirazioni non potevano restare esclusi i collegamenti ferroviari.
Traffico merci
Gli orizzonti dei treni si allargano con nuove strutture, maggiori velocità, aumentate potenzialità di prestazioni e l'Europa crea un reticolo di binari chiamati "corridoi". La linea ferroviaria di Luino fa parte del Corridoio 24, un tracciato che si estende da Rotterdam a Genova. Un corridoio lungo 2500 chilometri, che attraversa Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Italia, definito anche "Il ponte dei due mari", dall'Atlantico al Mediterraneo, con il porto di Genova struttura strategica per le "autostrade del mare" fino a Palermo e verso i Balcani e per i collegamenti con i paesi emergenti del nord Africa.
Accordo italo-elvetico del 2001
Nel 2000 la Rotterdam-Genova viene inserita nell'elenco di 6 assi ferroviari e nel 2011 si colloca al primo posto fra gli aumentati 9 corridoi europei. La linea di Luino, quindi, con l'apertura di "AlpTransit" nel 2017 entrerà di diritto nel Corridoio 24 e sarà impegnata da oltre 90 treni merci giornalieri. Lasciata così come è oggi risulterà inadeguata a far fronte alla circolazione di convogli moderni più lunghi (700 metri), più pesanti (1600 tonnellate) e dal più alto profilo (4 metri). Si impongono, pertanto, indispensabili ammodernamenti individuati dalle ferrovie svizzere e italiane in un documento sottoscritto l'11 maggio 2001.
Destinazione fondi svizzeri
Ma ora dalle Fs quel progetto viene ripudiato lamentando carenze finanziarie. Non così per la Svizzera, il cui Consiglio Federale si proietta nel futuro stanziando 940 milioni di franchi per opere nel suo territorio da realizzare entro il 2020 e ha lanciato una ciambella di salvataggio verso l'Italia, destinandone 230 di cui ben 170 per Luino, affinché si adeguino binari, gallerie, linee di contatto, deviatoi, passaggi a livello e ponti. Purtroppo da noi Regione e Governo centrale guardano all'immediato e in barba alla lungimiranza elvetica il contributo destinato a Luino lo si vuol dirottare sul versante di Chiasso-Seregno-Bergamo-Milano, un percorso che non ha nulla a che vedere con la Rotterdam-Genova.
Rischio "collo di bottiglia"
Il tracciato del nord Verbano, abbandonato così a sé stesso con le sue carenze strutturali, vanificherebbe gli ammodernamenti dell'AlpTransit. Un "collo di bottiglia" lo ha definito l'ex assessore regionale Raffaele Cattaneo. Una strettoia che danneggerà il traffico merci su rotaia, incrementerà il trasporto su gomma e sarà di intralcio anche all'esercizio passeggeri, sottraendo al territorio luinese possibili vantaggi occupazionali. I nostri governanti così facendo si meriterebbero il giudizio espresso da Alcide De Gasperi: «La differenza fra un politico ed uno statista sta nel fatto che un politico pensa alle prossime elezioni mentre lo statista pensa alle prossime generazioni».
E' desolante riconoscere che da parte svizzera si guarda al futuro mentre da noi, in Lombardia e nei palazzi romani, si dirottano finanziamenti ispirandosi al successo elettorale. Se i politici e governanti nostrani fossero stati in auge nell'800 saremmo forse costretti a viaggiare ancora a bordo delle diligenze per superare le Alpi.
Ruolo locale
Sarà bene, a questo punto, che il territorio del nord Verbano si faccia sentire. Sindaci, comunità montana, provincia e gli eletti nelle istituzioni locali e regionali hanno il dovere di reagire tessendo un file rouge con le autorità svizzere e con le istituzioni genovesi. In quella città si sono da tempo mobilitati per il Corridoio 24.
Lo scorso 23 ottobre si è tenuto un convegno (vedi Il Corriere del Verbano del 24/10) dal titolo: "Genova-Rotterdam: un corridoio sostenibile" al quale il comune di Luino, invitato dall'ambasciata svizzera in Italia organizzatrice dell'evento, ha partecipato con l'assessore Alessandra Miglio. Relatori il sindaco di Genova, le autorità portuali, la camera di commercio, il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti di Berna, il direttore dell'Hupac e numerosi operatori impegnati nel traffico merci. Ne parleremo nel prossimo numero. (La foto è tratta dalla pubblicazione "I cento anni della Stazione internazionale di Luino", a cura dell'Amministrazione comunale di Luino, Centrostampa Luino, 1982).
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com
(1. continua) 

Treni Tilo, da Bellinzona a Malpensa e nel cuore di Milano

La società ferroviaria ticinese, fondata nel dicembre 2004, conquista viaggiatori anche sulla tratta di Luino

Non solo si conferma ma cresce a vista d'occhio il successo dei treni della S-Bahn Tilo, la società ferroviaria ticinese sorta nel dicembre 2004. Tra l'anno di avvio (2005) e il 2011 l’incremento dei viaggiatori ha superato quota 68 percento.
L'anno scorso i comodi, e puntuali, convogli hanno trasportato 7,7 milioni di clienti ticinesi, quattrocentomila in più del 2010 (5,5 per cento). E da fine 2011 il treno ha sfondato la frontiera meridionale con il primo collegamento diretto dal Ticino all’aeroporto internazionale di Milano Malpensa.
Utenza in crescita
Secondo fonti della società, in media nel 2011 ogni giorno, dal lunedì al venerdì, oltre 24 mila viaggiatori hanno utilizzato un treno Tilo per i loro spostamenti, mentre nei fine settimana sono stati oltre 13 mila quelli che hanno scelto di muoversi con il servizio regionale.
L’occupazione dei treni non è tuttavia costante nell’arco della giornata. Come nel resto della Svizzera, anche in Ticino l’occupazione è concentrata nelle ore di punta, soprattutto al mattino. Per permettere alla clientela di scegliere meglio con quale treno preferiscono viaggiare, da alcune settimane nell’orario delle Ferrovie Federali Svizzere online è stato introdotto anche per il traffico regionale Tilo il servizio di informazione sul grado di occupazione del treno. Grazie al collaudato sistema degli “omini”, riportati a fianco del treno suggerito per il proprio viaggio, è possibile capire se il treno scelto sarà vuoto o affollato: un omino indica una bassa occupazione, due omini un’occupazione media e tre omini un’alta occupazione.
Collegamenti con Malpensa e Milano Centrale
Da fine 2011 l’offerta Tilo è stata ulteriormente ampliata e dal Ticino è possibile raggiungere l’aeroporto di Malpensa in treno, via Luino. Giornalmente sono 14 i collegamenti della S30 tra Bellinzona e l’aeroporto lombardo.
Tilo collega inoltre direttamente il Ticino al capoluogo lombardo dal 2010 con la linea S10; dal lunedì al sabato tre treni Flirt al mattino partono dal Ticino e raggiungono la stazione di Milano Centrale e rientrano in Ticino nel tardo pomeriggio/sera. Da Bellinzona, in meno di due ore di viaggio, è possibile raggiungere il centro di Milano in tutta comodità, senza problemi di traffico e parcheggio.
I treni Tilo, oltre ad essere comodi e confortevoli, sono anche puntuali. Nel 2011, il 95 percento dei treni del traffico regionale in Ticino sono arrivati in puntuali (con un ritardo massimo inferiore ai tre minuti), garantendo le coincidenze secondo l’orario ufficiale. 

AlpTransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate/Novara, ora necessaria una task force anche per il traffico viaggiatori

Un ministro dei trasporti nel film Destinazione Piovarolo si rivolse al capostazione Totò affermando: «L’eccellenza della rete ferroviaria è il segno della civiltà di un paese». Eccellenza del trasporto merci, passeggeri o di entrambi?
Dopo aver seguito, negli ultimi mesi e con il dovuto interesse, la necessità del trasporto merci su rotaia, così come deriva dall’apertura dell’Alp Transit, ora altrettanto doveroso interesse ci pare debba essere dedicato al servizio pubblico passeggeri, ferroviario e no.
Lo spunto deriva da quello che Regione Lombardia mise in campo qualche anno fa, se è vero che le leggi discusse e approvate non debbano riempire gli scaffali rimanendo lettera morta.

LEGGE REGIONALE DEL 2012
Nel 2012 la Regione promulgò la legge 4 aprile n.6 “Disciplina del settore dei trasporti” commentata su questo giornale il 25 luglio di quell’anno. Questa la parte conclusiva dell’articolo a mia firma “Trasporto ferroviario e le ricette della crisi, Diffuse rivolte contro i tagli e il caso Lombardia – La linea Luino e la presa di posizione della Provincia di Varese”:
"…Eccezione Lombardia
In Lombardia, per fortuna, si marcia in controtendenza, affrontando l'emergenza finanziaria con lucidità e si guarda con interesse perfino ad aumentare del 10% la mobilità ciclistica con un "Piano regionale". La Regione si muove varando leggi sulla "Disciplina del settore dei trasporti" (L.R. n.6 del 4/4/2012) e si adopera per non abbandonare il trasporto pubblico, rivitalizzare le infrastrutture ferroviarie, privilegiando i treni e dare vita ad alleanze a tutto campo per non trovarsi impreparati al dopocrisi.
Nei primi di luglio in un "Tavolo regionale per la mobilità delle merci" ha preso il via un "Protocollo d’intesa" con Rfi, Fnm, imprese ferroviarie e gestori degli impianti di logistica per: sviluppo ed integrazione della rete ferroviaria; aumento della capacità d’interscambio modale strada-ferrovia; miglioramento del trasporto merci ferroviario lombardo. Tutti insieme mirando con realismo al quadro di programmazione "possibile" ed al rimedio delle "criticità segnalate". Appuntamento ad ottobre per sottoscrivere un accordo al fine di eliminare i “colli di bottiglia - così definiti dall'assessore Raffaele Cattaneo, patron del tavolo di lavoro - che riducono notevolmente il traffico merci su ferro".

Tassello Luino
Lasciare che dei 401 milioni di tonnellate di merci il 93% in Lombardia viaggi su gomma e solo il 7% su ferro non è incoraggiante. Mano, quindi, ad uno sviluppo strategico della rete che gioverà anche al servizio passeggeri. Allungamenti di binari, soppressioni di passaggi a livello, aumento del profilo delle gallerie e nuovi terminal.
Luino costituisce un tassello di quanto bolle nella pentola regionale delle infrastrutture. Nella giusta direzione si muove anche la Provincia di Varese. Il consiglio provinciale del 19 luglio ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal luinese Paolo Enrico, sostenuto dal collega Pierangelo Rossi, a sostegno del rilancio della nostra linea ferroviaria. Temi trattati: sicurezza dei trasporti, impatto ambientale, disturbo acustico, passaggio a livello cittadino, compatibilità del traffico merci e passeggeri. Un programma nel quale dovrà essere coinvolto il comune di Luino che dal 2010 è impegnato per affidare le sue istanze a Fs, Canton Ticino, aziende ferroviarie e regione.
L'esito positivo dei treni Tilo da Bellinzona a Malpensa (
Il Corriere del Verbano del 18 luglio) incoraggia a non tirare i remi in barca”.

IMPEGNO POLITICO TERRITORIALE
La Lombardia proponeva un sistema di trasporto integrato “rispondente alle esigenze di mobilità delle persone e della sostenibilità ambientale… con particolare riferimento al trasporto pubblico regionale e locale…” (art. 1).
Così come riteniamo che nessuno, animato da buon senso, possa negare la necessità di dotare la economia nazionale ed europea del valido supporto del trasporto delle merci garantendo sicurezza e compatibilità ambientale, sottraendolo al dominio della strada e dirottandolo sulla rotaia, altrettanto impegno le autorità preposte alle amministrazioni territoriali e locali hanno il dovere per assicurare un servizio indispensabile alla vita di tutti i giorni, siano essi lavoratori, studenti e viaggiatori in genere, quello del trasporto.
Sindaci tutti, consiglieri comunali e regionali (presenti e futuri), istituzioni regionali e nazionali avranno la capacità di costituire una task force a sostegno delle istanze dei cittadini, ripetendo la medesima unione dimostrata per il traffico merci?

In particolare e fuori da ogni metafora è opportuno scendere sul dettaglio.
QUALE IL FUTURO DI TRENORD E TILO?
A partire dal gennaio 2018 (riapertura della linea ferroviaria da Bellinzona a Gallarate o Novara, passando da Luino), il traffico merci sarà il benvenuto e beneficerà di una infrastruttura rinnovata, sicura e più scorrevole, così come vuole il progetto Alp Transit. Ma il palinsesto dei treni passeggeri di Trenord e Tilo non deve diventare figlio di un dio minore e surclassato da sua maestà il Corridoio Rotterdam–(Luino)–Genova.
Il timore, non infondato, deriva dal maggiore appeal-ascolto delle forti economie (Europa, aziende multinazionali e governo) e dal pigolio di chi, costretto all’uso del treno e a un servizio pubblico in genere, si è visto spesso abbandonato. Vogliamo augurarci che quanto riportato dalla citata legge funga da guida alle autorità che hanno il dovere di abbandonare ogni fumosità di stampo elettorale e dare concreta attuazione ad un dispositivo democraticamente approvato.
Ci permettiamo (a rischio di apparire logorroici) di riportare quanto scritto nella legge regionale:
* “…affinchè risponda alle esigenze di mobilità delle persone e di sostenibilità ambientale e favorire, attraverso l'aumento e la razionalizzazione dell'offerta, l'ottimizzazione delle reti e degli orari, lo sviluppo dei centri di interscambio e l'integrazione tra le diverse tipologie di servizio, il trasferimento modale dal mezzo privato al mezzo pubblico”;
*“…migliorare la qualità del servizio in termini di regolarità, affidabilità, comfort, puntualità e accessibilità, anche mediante l'adozione di tecnologie innovative, la definizione di contratti di servizio che incentivino il raggiungimento di tali risultati e la realizzazione di un adeguato sistema di monitoraggio dei fattori di produzione e della qualità del servizio, basato anche sulle valutazioni dell'utenza”.

Come si vede, c’è impegno per tutti: comuni attraversati dalla ferrovia e quelli serviti da bus di linea e dalla navigazione. Tutti uniti da un comune compito nella realizzazione di un servizio di “mobilità pubblica” sotto la efficace egida della Regione Lombardia. Ne saranno capaci?
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com  

Condividi contenuti