Edizione n. 20 di mercoledì 19 giugno 2019

Trenord

Ferrovia Luino-Gallarate, estate senza treni Tilo

Fino al 29 settembre 2019 i collegamenti S30 circoleranno solo tra Cadenazzo e Luino
Ferrovia Luino-Gallarate, estate senza treni Tilo

A partire dal 9 giugno e fino al 29 settembre 2019 tra Luino e Gallarate circoleranno bus e treni sostitutivi e i tempi di percorrenza saranno maggiori prevedibilmente fino a 30 minuti. Il provvedimento - da ricondurre ai lavori di manutenzione sulla linea – avrà ripercussioni anche sui collegamenti Tilo S30, che circoleranno solo tra Cadenazzo e Luino.

La linea S30 Cadenazzo–Luino–Gallarate è il collegamento transfrontaliero che dal Ticino raggiunge Gallarate, passando per il Gambarogno e il Luinese. I servizi sostitutivi vengono effettuati da Trenord e si possono consultare sull’orario online di Trenord o, in alternativa, rivolgendosi al Contact Center Trenord (+39.0272.494949, attivo da lunedì a domenica dalle 05.00 alle 01.00). Sui bus e taxi sostitutivi il trasporto di biciclette non è possibile.
Per i viaggiatori con difficoltà che necessitino di assistenza per la salita e discesa dai mezzi di trasporto pubblico, viene consigliato di rivolgersi al numero gratuito 800.210.955 (attivo tutti i giorni dalle 8.15 alle 19.45) oppure di contattare disabili@trenord.it  

Ferrovia Luino-Gallarate, sarà un'estate calda

Bus invece di treni su Laveno-Besozzo-Gallarate e treni da Luino per Gallarate-Milano o Malpensa dirottati via Ispra-Sesto Calende
Giovanni Mele a Mi manda raitre

Lo diceva sempre e, a Luino e dintorni, nessuno degli amministratori gli dava retta: «La bretella ferroviaria di Sesto Calende potrà salvare Luino dall'eventuale isolamento». Poi la sua voce fu portata da politici lungimiranti dal deserto lacuale nella stanza dei bottoni e la bretella di Sesto Calende divenne una realtà. Proprio grazie a quella battaglia combattuta per anni da Giovanni Mele e sostenuta anche dal Corriere del Verbano ora l'estate ferroviaria luinese, che inizierà il prossimo 9 giugno 2019, sarà calda ma non torrida.
Nella stazione di Laveno scalpitano ruspe, macchinari, cumuli di pietrisco, rotaie e tutto quanto sa di ferrovia, pronti a partire per inderogabili lavori programmati da Rfi che si protrarranno fino a settembre accompagnati dal gentile annuncio “Ci scusiamo per il disagio”.
Da una sbirciatina sull’orario Trenord, fino a pochi giorni fa silenzioso circa le novità estive, si scopre che la circolazione della ferrovia luinese sarà completamente sconquassata da soppressioni, bus sostitutivi o treni che sopravviveranno ma con innaturali percorsi “via Ispra” e fermate nella “stazione di Vergiate”, posta sulla linea di Domodossola, che nulla ha da spartire con i treni di Luino.
Perché Ispra e Vergiate? A svelare l’arcano della circolazione in piena estate è il palinsesto di Trenord. Ed ecco le sorprese: 1) da Laveno-Besozzo-Gallarate spariscono treni sostituiti da bus. 2) resteranno in vita alcuni treni provenienti da Luino per Gallarate-Milano o Malpensa dirottati, però, via Ispra-Sesto Calende.
Che cosa vuol dire dirottati? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Mele, che della Bretella di Sesto Calende può legittimamente essere considerato il grande paladino, fortunatamente ascoltato da parlamentari di Lombardia e Piemonte. Questa la sua spiegazione (nella foto: Mele durante il suo intervento del 31 maggio 2019 alla trasmissione televisiva Mi Manda RAI 3).

LUINO-SESTO CALENDE-GALLARATE, STORIA
DI UN BYPASS FERROVIARIO

Per capire che cosa rappresenta la Bretella di Sesto Calende, è il caso di fare un passo indietro nella storia, quella più antica di fine Ottocento e quella di qualche decennio fa a noi più vicino.
La ferrovia del Gottardo (1882) fu progettata per collegare l’Europa a Genova, passando da Luino, attraverso la cosiddetta Linea per Novara, impiantata per l’occasione. Ispra fa parte di quel percorso. In pieno fervore dei trafori alpini nel 1905 toccò al Sempione con la nascita della Domodossola-Milano (Vergiate è parte di quella tratta) a doppio binario, di maggior prestigio e più veloce. Fra le due tratte, seppur scollegate fra loro, fu costruita la stazione di Sesto Calende.
A partire dal 1975 a Luino, intravedendo un vantaggio per la circolazione ferroviaria di merci e passeggeri, mi chiesi: «Perché non collegare la linea di Luino (Novara) a quella di Domodossola (Milano) attraverso lo scalo di Sesto Calende? Sarebbe sufficiente costruire una “bretella” da utilizzare in caso di necessità, consentendo ai convogli di passare da una linea all’altra».
Quella realizzazione avrebbe alleggerito di molto il traffico passeggeri da Luino verso Gallarate, appesantito dai numerosi treni merci.
LA SVOLTA DEL 1996
La mia idea fu per anni inascoltata dalle Fs. Quell’opera era ritenuta inutile e costosa e colui che l’aveva proposta fu anche deriso in ambito locale. Senza demordere, però, continuai la battaglia dalle pagine di questo giornale, fino a quando nel 1996 il luinese Piero Pellicini, eletto al Senato, convinto delle istanze del sognatore-visionario, mi scelse come suo consulente per la materia.
Mi resi conto della necessità di aprire una breccia a Roma presso la direzione delle Fs e caldeggiai una task force parlamentare. I senatori Piero Pellicini (An), Luigi Peruzzotti (Lega Nord) e Sergio Vedovato (Pds), accantonando ogni competizione politica, si mobilitarono a sostegno della bretella. Finalmente coloro che avevano sghignazzato cominciarono a capire che la “bretella” non era un “accessorio per sostenere i pantaloni” ma una importante opera pubblica per la circolazione ferroviaria.
CONVEGNO DEL 2001
Nel novembre 2001 a Luino, in una affollata conferenza nella sede Avav, a sindaci del territorio e della comunità montana, alla presenza del presidente del Consiglio regionale dell’epoca Attilio Fontana, vennero illustrati i contenuti dell’opera, quasi un uovo di Colombo, un po’ costoso, certamente, ma utile e indispensabile. Una curva di circa trecento metri (con annessi indispensabili lavori di assestamento dell’area circostante, collocazione di nuovi binari, deviatoi e segnali) a Sesto Calende, che le Fs, finalmente, avevano finanziato con alcuni miliardi di lire e stavano realizzando, grazie alla quale dalla Luino-Novara si passava sulla Domodossola-Milano e viceversa. I partecipanti al convegno si dissero entusiasti della infrastruttura e alcuni quasi si scusarono con le ironie scaricate su chi aveva assunto l’iniziativa.
La Bretella fin dal primo giorno non ha deluso le aspettative, dimostrandosi quasi un doppio binario fra Luino e Gallarate. In questi giorni grazie a lei l’estate ferroviaria 2019 avrà qualche disagio in meno. Utilizzando la Bretella, nonostante la totale chiusura della linea Besozzo-Gallarate, sopravviveranno alcuni treni diretti a Gallarate-Milano-Malpensa “via Ispra- Sesto Calende con fermata a Vergiate”.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com  

AlpTransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate/Novara, ora necessaria una task force anche per il traffico viaggiatori

Un ministro dei trasporti nel film Destinazione Piovarolo si rivolse al capostazione Totò affermando: «L’eccellenza della rete ferroviaria è il segno della civiltà di un paese». Eccellenza del trasporto merci, passeggeri o di entrambi?
Dopo aver seguito, negli ultimi mesi e con il dovuto interesse, la necessità del trasporto merci su rotaia, così come deriva dall’apertura dell’Alp Transit, ora altrettanto doveroso interesse ci pare debba essere dedicato al servizio pubblico passeggeri, ferroviario e no.
Lo spunto deriva da quello che Regione Lombardia mise in campo qualche anno fa, se è vero che le leggi discusse e approvate non debbano riempire gli scaffali rimanendo lettera morta.

LEGGE REGIONALE DEL 2012
Nel 2012 la Regione promulgò la legge 4 aprile n.6 “Disciplina del settore dei trasporti” commentata su questo giornale il 25 luglio di quell’anno. Questa la parte conclusiva dell’articolo a mia firma “Trasporto ferroviario e le ricette della crisi, Diffuse rivolte contro i tagli e il caso Lombardia – La linea Luino e la presa di posizione della Provincia di Varese”:
"…Eccezione Lombardia
In Lombardia, per fortuna, si marcia in controtendenza, affrontando l'emergenza finanziaria con lucidità e si guarda con interesse perfino ad aumentare del 10% la mobilità ciclistica con un "Piano regionale". La Regione si muove varando leggi sulla "Disciplina del settore dei trasporti" (L.R. n.6 del 4/4/2012) e si adopera per non abbandonare il trasporto pubblico, rivitalizzare le infrastrutture ferroviarie, privilegiando i treni e dare vita ad alleanze a tutto campo per non trovarsi impreparati al dopocrisi.
Nei primi di luglio in un "Tavolo regionale per la mobilità delle merci" ha preso il via un "Protocollo d’intesa" con Rfi, Fnm, imprese ferroviarie e gestori degli impianti di logistica per: sviluppo ed integrazione della rete ferroviaria; aumento della capacità d’interscambio modale strada-ferrovia; miglioramento del trasporto merci ferroviario lombardo. Tutti insieme mirando con realismo al quadro di programmazione "possibile" ed al rimedio delle "criticità segnalate". Appuntamento ad ottobre per sottoscrivere un accordo al fine di eliminare i “colli di bottiglia - così definiti dall'assessore Raffaele Cattaneo, patron del tavolo di lavoro - che riducono notevolmente il traffico merci su ferro".

Tassello Luino
Lasciare che dei 401 milioni di tonnellate di merci il 93% in Lombardia viaggi su gomma e solo il 7% su ferro non è incoraggiante. Mano, quindi, ad uno sviluppo strategico della rete che gioverà anche al servizio passeggeri. Allungamenti di binari, soppressioni di passaggi a livello, aumento del profilo delle gallerie e nuovi terminal.
Luino costituisce un tassello di quanto bolle nella pentola regionale delle infrastrutture. Nella giusta direzione si muove anche la Provincia di Varese. Il consiglio provinciale del 19 luglio ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal luinese Paolo Enrico, sostenuto dal collega Pierangelo Rossi, a sostegno del rilancio della nostra linea ferroviaria. Temi trattati: sicurezza dei trasporti, impatto ambientale, disturbo acustico, passaggio a livello cittadino, compatibilità del traffico merci e passeggeri. Un programma nel quale dovrà essere coinvolto il comune di Luino che dal 2010 è impegnato per affidare le sue istanze a Fs, Canton Ticino, aziende ferroviarie e regione.
L'esito positivo dei treni Tilo da Bellinzona a Malpensa (
Il Corriere del Verbano del 18 luglio) incoraggia a non tirare i remi in barca”.

IMPEGNO POLITICO TERRITORIALE
La Lombardia proponeva un sistema di trasporto integrato “rispondente alle esigenze di mobilità delle persone e della sostenibilità ambientale… con particolare riferimento al trasporto pubblico regionale e locale…” (art. 1).
Così come riteniamo che nessuno, animato da buon senso, possa negare la necessità di dotare la economia nazionale ed europea del valido supporto del trasporto delle merci garantendo sicurezza e compatibilità ambientale, sottraendolo al dominio della strada e dirottandolo sulla rotaia, altrettanto impegno le autorità preposte alle amministrazioni territoriali e locali hanno il dovere per assicurare un servizio indispensabile alla vita di tutti i giorni, siano essi lavoratori, studenti e viaggiatori in genere, quello del trasporto.
Sindaci tutti, consiglieri comunali e regionali (presenti e futuri), istituzioni regionali e nazionali avranno la capacità di costituire una task force a sostegno delle istanze dei cittadini, ripetendo la medesima unione dimostrata per il traffico merci?

In particolare e fuori da ogni metafora è opportuno scendere sul dettaglio.
QUALE IL FUTURO DI TRENORD E TILO?
A partire dal gennaio 2018 (riapertura della linea ferroviaria da Bellinzona a Gallarate o Novara, passando da Luino), il traffico merci sarà il benvenuto e beneficerà di una infrastruttura rinnovata, sicura e più scorrevole, così come vuole il progetto Alp Transit. Ma il palinsesto dei treni passeggeri di Trenord e Tilo non deve diventare figlio di un dio minore e surclassato da sua maestà il Corridoio Rotterdam–(Luino)–Genova.
Il timore, non infondato, deriva dal maggiore appeal-ascolto delle forti economie (Europa, aziende multinazionali e governo) e dal pigolio di chi, costretto all’uso del treno e a un servizio pubblico in genere, si è visto spesso abbandonato. Vogliamo augurarci che quanto riportato dalla citata legge funga da guida alle autorità che hanno il dovere di abbandonare ogni fumosità di stampo elettorale e dare concreta attuazione ad un dispositivo democraticamente approvato.
Ci permettiamo (a rischio di apparire logorroici) di riportare quanto scritto nella legge regionale:
* “…affinchè risponda alle esigenze di mobilità delle persone e di sostenibilità ambientale e favorire, attraverso l'aumento e la razionalizzazione dell'offerta, l'ottimizzazione delle reti e degli orari, lo sviluppo dei centri di interscambio e l'integrazione tra le diverse tipologie di servizio, il trasferimento modale dal mezzo privato al mezzo pubblico”;
*“…migliorare la qualità del servizio in termini di regolarità, affidabilità, comfort, puntualità e accessibilità, anche mediante l'adozione di tecnologie innovative, la definizione di contratti di servizio che incentivino il raggiungimento di tali risultati e la realizzazione di un adeguato sistema di monitoraggio dei fattori di produzione e della qualità del servizio, basato anche sulle valutazioni dell'utenza”.

Come si vede, c’è impegno per tutti: comuni attraversati dalla ferrovia e quelli serviti da bus di linea e dalla navigazione. Tutti uniti da un comune compito nella realizzazione di un servizio di “mobilità pubblica” sotto la efficace egida della Regione Lombardia. Ne saranno capaci?
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com  

Condividi contenuti