Edizione n. 44 di mercoledì 12 dicembre 2018

Milano

Alla riscoperta dell’antica idrovia Locarno-Milano-Venezia

Tra il 20 maggio e il 4 giugno in programma due progetti di mobilità lenta

Altra spinta al rilancio dell’antica idrovia Locarno-Milano-Venezia da due itinerari finalizzati alla valorizzazione della mobilità lenta. Sono il progetto LoVe (Locarno-Venezia Bike and Boat Adventure), in programma dal 20 al 27 maggio, e il progetto Milano-Venezia Classic 2017 (reMIVEri), fissato dal 27 maggio al 4 giugno. Entrambi sono stati presentati a Milano, rispettivamente, il 9 maggio in Regione Lombardia e l’8 maggio a Palazzo Marino.
DA LOCARNO A VENEZIA IN BICI E BARCA
La Locarno Venezia Bike and Boat Adventure è l’idrovia più antica d’Europa, un unico bacino d’acqua dolce di 540 chilometri e si svolgerà dal 20 al 27 maggio. Il progetto punta alla riscoperta - in barca e in bici - dell’antico collegamento commerciale e turistico tra la Svizzera e l’Italia, unendo le Alpi al mare Adriatico con una linea d’acqua navigabile fatta di laghi, canali, fiumi, delta, lagune.
Alla sua presentazione hanno partecipato gli organizzatori Renato Zocchi ed Elisabetta Bianchessi, l’assessore regionale Massimo Garavaglia, il presidente del Consorzio ETVilloresi Alessandro Folli, la dirigente generale della Navigli Lombardi Scarl Tiziana Gibelli, la main sponsor Tiziana Lamberti di Generali Italia e l’ex ciclista professionista Andrea Noè (nella foto).
Partenze e arrivi di tappa avverranno tutti nel centro storico di Locarno, Arona, Milano, Cremona, Mantova, Ferrara, Porto Tolle, Chioggia  e Venezia. Il percorso potrà essere affrontato in otto giorni (oppure scegliendone solo alcune tappe), da percorrere – a scelta - in bicicletta (muscolari o elettriche, stradali o mtb con ruote tassellate), in bicicletta+barca oppure, per posti limitati, solo in barca. Info: www.locarnovenezia.it; Mail info@locarnovenezia.it
IN BARCA DA MILANO A VENEZIA
La Classic 2017 Milano-Venezia è prevista dal 27 maggio al 4 giugno e intende consolidare con un appuntamento fisso a cadenza annuale l'esperienza della navigazione senza mezzi a motore sulla via d'acqua da Milano al Po. L’obiettivo è incentivare il rilancio del percorso dalla Svizzera all’Adriatico e favorire una prossima riapertura del Naviglio Pavese.
Alle due iniziative hanno fatto da sfondo una serie di temi collaterali, quali il completamento delle opere necessarie per accrescere in concreto la continuità del percorso Locarno-Milano-Venezia, la possibile riapertura dei Navigli, l'uso, sempre più diffuso, delle strade alzaie. Il presidente del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi Alessandro Folli ha rinnovato l'impegno del Consorzio a favore della riapertura del Naviglio Pavese laddove si rendessero disponibili le necessarie risorse. 

Milano, Palazzo Marino, don Piero Folli Giusto delle Nazioni

Don Folli

Il 6 marzo, data scelta come Giornata europea dei Giusti, Milano ha ricordato la ricorrenza in Palazzo Marino. Durante la cerimonia è stata consegnata una pergamena che riconosce don Piero Folli Giusto delle Nazioni. Erano presenti il prevosto di Luino don Sergio Zambenetti, l'assessore Pier Marcello Castelli, la consigliera Enrica Nogara,
«Con questo atto si è voluto finalmente dare un riconoscimento ufficiale ed importante all'operato e alla figura di don Piero Folli, che dopo essersi speso per salvare la vita a centinaia di persone, che a lui si erano rivolte, ha subito l'incarcerazione ed un periodo di allontanamento dalla Parrocchia che lo hanno profondamente provato – ha commenta Castelli - Al rientro in Voldomino dal periodo di detenzione, don Folli volle erigere la cappella a ricordo dell'eccidio dei Martiri della Gera presso la Baggiolina, località che costituisce un punto di riferimento importante nel ricordo della vicende della Resistenza del nostro territorio». 

“Affari di famiglia: Bernardino Luini riletto nella sua terra natale”

Esercizi di lettura a cura degli studenti della II A Turismo dell’ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè”

Che si trattasse di un affare di famiglia lo si era già detto ( http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/mostra-di-bernardino-luini-milano... ) a proposito della grande mostra milanese “Bernardino Luini e i suoi figli”, della (complicata) eredità affidata dal Luini padre ai figli, del legame tra il pittore e il nostro territorio. Questa ne è un’ulteriore conferma oltre che una possibile ipotesi ed esperienza di lettura: un gruppo di giovani studenti, coinvolti nell’anno scolastico appena concluso in un progetto didattico interdisciplinare dedicato al patrimonio culturale, si sono avvicinati, nella fase finale, alla vita e all’opera del Luini attraversando, curiosi e attenti (curiosità, attenzione e impegno hanno caratterizzato la partecipazione dei ragazzi durante l’intero percorso progettuale), le sale di Palazzo Reale e, poco più in là, i luoghi della Milano del Cinquecento, alla ricerca delle tracce utili per ricostruire l’ambiente culturale, politico e religioso che incaricò l’artista della realizzazione di opere sacre e profane (che, neanche a dirlo, suona subito come citazione della mostra luinese del 1975).
Sul progetto e sul Luini diamo la parola agli studenti che lo sentono ora più vicino, verrebbe quasi da dire, per restare in tema, più familiare. Non dimenticando che se si allarga il compasso del tempo, includendo il futuro, l’eredità culturale - Luini compreso, anzi per certi aspetti in testa - spetterà a loro gestirla: e per farlo in maniera seria dovranno, innanzitutto, conoscerne la consistenza e la qualità, consapevoli del fatto che servirà «qualcosa di più specifico di una strada o di un monumento» (per valorizzare un artista locale e, più in generale, il patrimonio culturale), scomodando Piero Chiara a proposito delle ragioni dell’evento luinese del 1975.
Tiziana Zanetti
Federico Crimi

DA UN PROGETTO SUI “FURTI D’ARTE”
ALLO STUDIO DI BERNARDINO LUINI

Il progetto “I furti d’arte”, che ci ha visto impegnati nell’ultima parte del secondo quadrimestre, per contenuti e attività si inserisce coerentemente nell’itinerario didattico del nostro corso di studi, il Turismo, e mira all’acquisizione di strumenti utili a comprendere e contestualizzare le opere più significative della tradizione culturale del nostro Paese.
Il progetto, curato dagli esperti esterni Tiziana Zanetti e Federico Crimi, è stato accolto con entusiasmo e curiosità da parte di noi studenti della classe 2 A. Attraverso lezioni frontali abbiamo potuto riflettere sul significato, sul valore e sulla fragilità del nostro “patrimonio culturale”. Ci siamo soffermati sul concetto di “bene culturale” e sulle attività di tutela, valorizzazione e fruizione che caratterizzano il settore e che il Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina (senza dimenticare ovviamente la legge al grado più alto: la Costituzione e l’art. 9 in particolare); abbiamo potuto riflettere sui numerosi rischi che rendono i beni culturali tanto fragili e in particolare sui pericoli legati all’attività dell’uomo: le guerre, l’incuria, gli scavi clandestini, i furti.
Proprio nell’ambito dei furti d’arte ci siamo avvicinati allo studio e alla conoscenza diretta del nostro territorio, con particolare riferimento al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza. A Dumenza (si sa dal 1993) è nato anche il celebre pittore Bernardino Luini: sulla sua opera e sul legame con i suoi luoghi (non solo quello natale) ci siamo soffermati nella seconda fase del percorso progettuale.
“Da Dumenza a Milano… sulle orme di Bernardino Luini” è il titolo dell’itinerario da noi realizzato e presentato in occasione della conferenza del 6 giugno 2014 dal titolo “Affari di famiglia: Luini riletto nella sua terra natale”, curata da Tiziana e Federico, presso il Punto d’incontro dell’Auditorium di Maccagno. Il lavoro presentato è il risultato di lezioni in aula in cui sono state analizzate le fasi che caratterizzano la costruzione di un (grande) evento culturale espositivo e dell’uscita didattica a Milano del 21 maggio 2014. A Milano abbiamo visitato la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli” nelle sale di Palazzo Reale e altri luoghi della città con testimonianze dell’epoca del Luini per avere un quadro più chiaro della Milano cinquecentesca.
L’esperienza vissuta ci rende sicuramente più “istruiti” e ci spinge ad invitare i lettori, che non lo avessero ancora fatto, a visitare la mostra del nostro illustre conterraneo: una mostra di grande importanza sul piano storico-artistico, con 200 opere esposte, allestita in un luogo di grande pregio quale Palazzo Reale, che racconta l’intero percorso del Luini, “dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei, dall’altro, alla traiettoria dei suoi figli, e in particolare del più piccolo Aurelio”.
La mostra resterà aperta fino al 13 luglio 2014 ed è tutta da scoprire e da vivere in prima persona per poter assaporare emozioni e sentimenti che i dipinti proposti possono suscitare con sfumature ed intensità diverse in ciascuno di noi.
Gli studenti della II A Turistico, ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè” con la prof.ssa Filomena Parente, responsabile e coordinatrice del progetto.  

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