Edizione n.39 di mercoledì 25 novembre 2020

Francesco Ronchi

Frontiera, musica all’insegna di Anarchia Crocevia Ticino

A Creva secondo appuntamento del progetto del Museo d'Arte di Mendrisio

Altra Italia. Concerto di Giovanna Marini con Germana Mastropasqua e Xavier Rebut. Si terrà a Luino, presso l'IMF il 21 novembre 2014 alle ore 20.30, a cura del Centro Culturale Frontiera.
È la seconda delle tre manifestazioni che il Museo d'Arte di Mendrisio, ente organizzatore, ha destinato a Luino nell'ambito del progetto Anarchia Crocevia Ticino, ideato dal Dicastero Museo e Cultura del Canton Ticino all'interno dell'iniziativa “Viavai–Contrabbando Culturale Svizzera-Lombardia”.
Di questa iniziativa, di cui Frontiera si è fatta promotrice in Italia, ho già parlato in occasione della presentazione della prima delle tre manifestazioni, che si è tenuta il 14 settembre 2014 sotto il titolo: Si può essere rivoluzionari e amare i fiori? È stato un evento che ha suscitato qualche perplessità in chi non ha saputo coglierne il lato puramente artistico al di là delle proprie convinzioni personali.
Questo secondo evento sarà puramente musicale, non privo però di un forte sostrato ideologico, alla stregua delle concezioni che hanno ispirato l'intero programma.
Tre artisti di vaglia, riconosciuti e apprezzati in ambito internazionale, saranno per noi voci libere che riempiono la scena, lamentano le separazioni che segnano la vita, esaltano la storia dei vinti, narrano dei contadini che si fanno cantori delle proprie vite e ricordano i liberi pensatori quali erano i primi anarchici. Autrice di fama internazionale del canto politico e sociale, intellettuale di grande levatura, Giovanna Marini tesserà, insieme a Germana Mastropasqua e Xavier Rebut, il filo rosso della memoria riportando lo spettatore alla riflessione, alla commozione e al pensiero sul presente. Anche qui importante è saper cogliere la valenza artistica dell'opera, senza lasciarsi fuorviare da personalismi del resto legittimi.
*Giovanna Salvucci Marini: si diploma in chitarra classica perfezionandosi con Andrés Segovia. All'inizio degli anni '60 l'incontro con Pier Paolo Paolo Pasolini, Italo Calvino e il grande antropologo Ernesto De Martino le fa scoprire il canto sociale e la storia orale cantata. Da allora scrive musica per film e per teatro con i maggiori registi italiani. Insegna musica di tradizione orale nella Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma e all'Università Paris VIII.
*Germana Mastropasqua: ha una formazione di canto classico ed esperienze nei repertori moderni. Come solista pratica il canto di tradizione orale, la musica contemporanea, la musica sacra, e come cantante-attrice la musica per il teatro. Canta in opere di Giovanna Marini, oratori e spettacoli teatrali. Fa parte del “Quartetto Urbano”, gruppo vocale che presenta un repertorio di musiche tradizionali e di composizioni contemporanee.
*Xavier Rebut: da anni canta e lavora con Giovanna Marini, come solista in sue creazioni per il teatro e oratori, e come didatta per le ricerche e i corsi sul canto di tradizione orale italiano alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma. La ricerca sulla voce e la musica di tradizione orale sono alla base del suo progetto musicale e teatrale costruito tra Italia, Francia e Svizzera. Fa parte ed è direttore musicale del “Quartetto Urbano”.
Francesco Ronchi

Il lato umano della rivoluzione egiziana

Ne parlerà il 10 novembre a Germignaga Wael Farouq, docente all'Università Americana del Cairo e Visiting professor alla Cattolica di Milano

L'idea non è stata nostra. È stata dell'Associazione culturale San Carlo Borromeo che ha invitato Frontiera a collaborare alla sua realizzazione. E noi abbiamo accettato di buon grado perché San Carlo Borromeo è un'associazione molto seria, formata da persone qualificate e perché la collaborazione tra associazioni mette in moto quello scambio di idee che è il motore della cultura. Ricordo quel simpatico aforisma scritto non so da chi: «Se io ho una mela e tu hai una mela e ce le scambiamo, io ho una mela e tu hai una mela. Ma se io ho una idea e tua hai una idea e ce le scambiamo, io ho due idee e tu hai due idee».
L'associazione San Carlo Borromeo e Frontiera partono da concezioni ideologiche diverse e in questo sta l'importanza del loro incontro. Auspico una maggior presenza dell'Associazione San Carlo sul territorio e più frequenti occasioni di collaborazione.
Ma veniamo all'idea che ci ha coinvolti, cioè al tema che verrà trattato lunedì 10 novembre 2014 alle ore 21 presso il Cinema Teatro Italia di Germignaga: “Avere la libertà o essere liberi? Il lato umano della rivoluzione egiziana”.
Sarà un incontro con il prof. Wael Farouq dell'Università Americana del Cairo, Visiting professor all'Università Cattolica di Milano (mi vergogno ad usare termini inglesi, io che non conosco l'inglese, ma mi è stato detto che è una locuzione intraducibile). Saranno con lui gli studenti del Gruppo SWAP (Share With All People).

Mi sembra sia estremamente importante cogliere e mettere in evidenza il lato umano di una rivoluzione.
Quando si parla di rivoluzione il pensiero corre agli eventi tragici che essa comporta, al rivolgimento violento dell'ordine politico-sociale che essa determina. E si omette di considerare che le rivoluzioni quasi sempre sono fatte da uomini spinti da un irresistibile imperativo morale, non da futili ragioni di convenienza. Vogliamo dimenticare i tre grandi principi morali che hanno ispirato la rivoluzione francese, figlia e madre dell'illuminismo, da cui ha preso sviluppo la nostra moderna civiltà, che pure ha radici primarie e ben più profonde nelle pagine del Libro?
Una conferenza come questa potrebbe cambiare il nostro modo di leggere la storia.
Francesco Ronchi  

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