Edizione n.5 di mercoledì 13 febbraio 2019

Formazione

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

Tic e sindrome di Tourette, percorso sperimentale in Lombardia

Coinvolge l'1% della popolazione mondiale prevalentemente maschile, in tre su cinque, e sono rari gli operatori in grado di gestirla. È la sindrome di Tourette (o sindrome di Gilles de la Tourette), una patologia che fa il suo esordio intorno ai 6 anni (a volte anche prima) e nella maggior parte dei casi migliora o addirittura scompare con il raggiungimento della maturità cerebrale intorno ai 25 anni. Quando persiste nell'età adulta, i sintomi subiscono un peggioramento.
CONVEGNO A MILANO
A Milano, il 17 gennaio 2019, si è tenuto a Palazzo Lombardia un convegno su “Tic e sindrome di Tourette a scuola e nel lavoro. La sperimentazione attraverso un modello”, al quale è intervenuta in apertura l'assessora regionale all'istruzione, formazione e lavoro Melania Rizzoli.
«Nella vita quotidiana - ha dichiarato - le persone affette da questo disturbo incontrano spesso difficoltà, sia nell'ambito scolastico sia in quello lavorativo: è rarissimo, infatti, trovare operatori adeguatamente formati, che sappiano gestire situazioni e contesti dove è presente una persona colpita da questa sindrome. Come Regione Lombardia ci siamo sempre battuti per realizzare le migliori condizioni possibili negli ambienti di apprendimento e di lavoro. Abbiamo realizzato, grazie anche al coinvolgimento del nostro ente accreditato Fondazione Luigi Clerici, un percorso sperimentale, e stiamo riflettendo se inserire un'apposita sezione relativa a questo tipo di formazione nel nostro Quadro regionale degli standard professionali».

TIPOLOGIE DI TIC
La sindrome di Tourette è una patologia caratterizzata da tic di natura sia motoria sia fonica, che possono essere semplici o complessi. Il suo spettro comportamentale rappresenta una condizione a ponte tra la neurologia e la psichiatria, che nel tempo ha attratto l'interesse della comunità pubblica e scientifica.
I tic sonori semplici consistono in raschiamenti della gola, piccoli mugolii o comunque 'suoni' provenienti dalla bocca, dal naso o dalla gola; quelli complessi sono rappresentati da ripetizione di parole o intere frasi (ecolalia o palilalia).
I tic motori semplici comprendono per esempio l'ammiccamento della palpebra, lo scuotimento della testa e del collo, innalzamento delle spalle e quelli complessi invece si presentano attraverso movimenti più lenti che coinvolgono diversi gruppi muscolari, ad esempio il toccare ripetutamente parti del proprio corpo o di quello altrui, toccare oggetti, rannicchiarsi, ripetere gesti altrui (ecoprassia) fino ad arrivare a gesti autolesionistici quali morsi graffi tagli e percosse.
Nei casi più gravi i tic complessi, sia motori sia vocali, possono essere decisamente imbarazzanti, in quanto evolvono in manifestazioni di coproprassia (il toccarsi o muoversi in maniera volgare e oscena) o coprolalia (la ripetizione di scurrilità totalmente fuori contesto).
I tic sono solo la punta dell'iceberg di questa patologia correlata ad altre quali deficit di attenzione e iperattività (ADHD), disturbi del comportamento, disturbo oppositivo provocatorio, non gestione della rabbia e aggressività e disturbo ossessivo compulsivo. 

Tourist Angels, da aprile a ottobre duecento studenti a fianco dei turisti

Nel progetto di Camera di Commercio, Ufficio scolastico e Regione Lombardia impegnati anche ragazzi degli istituti luinesi

Ci saranno anche ragazzi delle scuole luinesi tra i duecento studenti che, dal 1° aprile al 1° ottobre, collaboreranno a informare e assistere i turisti negli infopoint della rete provinciale, sviluppare i contenuti sui canali social, affiancare le guide durante visite e attività all’aria aperta.
Sono i Tourist Angels, nati da un progetto sostenuto da Camera di commercio e Ufficio scolastico territoriale di Varese e Regione Lombardia. Lo hanno presentato il 6 marzo a Varese il presidente della Camera di commercio Giuseppe Albertini, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Claudio Merletti e il governatore Roberto Maroni insieme con il suo assessore allo sviluppo economico Mauro Parolini.
DISTRIBUZIONE SUL TERRITORIO
Nell'infopoint di Varese saranno impegnati i ragazzi del locale Liceo Manzoni, mentre al Sacro Monte opereranno gli allievi dell'Isis Daverio-Casula varesino e degli istituti Geymonat e Marie Curiei di Tradate.
A Laveno Mombello, nel punto informativo comunale gestito dalla Strada dei Sapori delle Valli Varesine, ci saranno gli studenti dell'Istituto Stein di Gavirate e del Liceo Sereni di Luino.
A Luino le ragazze e i ragazzi dell'Isis Volonté saranno presenti sia nell'infopoint comunale sia in quello diffuso dove è attiva la collaborazione della Canottieri Luino.
A Sesto Calende ci saranno gli allievi dell'Istituto Gadda-Rosselli di Gallarate e quelli del Della Chiesa proprio di Sesto Calende.
A Porto Ceresio saranno impegnati alcuni studenti dell'Isis Valceresio di Bisuschio con altri loro compagni che opereranno nell'infopoint di Lavena Ponte Tresa.
Per il Basso Varesotto, infine, nel progetto è coinvolta Volandia, dove le informazioni saranno fornite dagli allievi dell'Istituto Tosi di Busto Arsizio e del Gadda-Rosselli di Gallarate.
FORMAZIONE
Prima di entrare in azione i Tourist Angels - con le loro magliette e i loro cappellini marchiati #DoYopuLake?e InLombardia - riceveranno una formazione incentrata su due temi: l'inquadramento turistico territoriale, con indicazioni anche in inglese fornite da guide locali, e lo sviluppo e la gestione della multicanalità sui social network, con il coinvolgimento di Explora, la Destination management organization di Regione Lombardia. 

Unione Europea, 8 insegnanti su 10 si ritengono sottovalutati

All'indagine dell’Ocse sono stati interessati anche 15 paesi extracomunitari

Sono abbastanza pochi, soprattutto quelli per alunni con esigenze educative particolari. In gran parte si dichiarano soddisfatti del lavoro (90%), ma ritengono che la loro professione non sia debitamente valorizzata nella società (81%). Si considerano adeguatamente qualificati, ma non sempre possono contare su un sostegno a inizio carriera.
Questo il profilo di oltre un terzo di insegnanti nell’Unione Europea tracciato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).
La seconda indagine internazionale sull'insegnamento e l'apprendimento (Talis) si basa su un questionario inviato a insegnanti e dirigenti scolastici del ciclo secondario inferiore. Hanno risposto oltre 55000 insegnanti di 3.300 scuole di 19 paesi e regioni dell’Unione Europea (BE, BG, ES, CZ, CY, DK, EE, FI, FR, HR, IT, LV, NL, PL, PT, RO, SE, SK, UK) e circa altrettanti di altre 15 nazioni (Stati Uniti, Australia, Brasile, Cile, Serbia, Singapore, Islanda, Israele, Giappone, Malaysia, Corea del Sud, Messico, Norvegia, Abu Dhabi e Alberta in Canada). Il dato complessivo di circa 110.000 risposte rappresenta, secondo le stime, una popolazione di quasi 4 milioni di insegnanti.
Più di un terzo degli insegnanti dell'Unione europea lavora in strutture scolastiche carenti di personale qualificato e quasi la metà dei dirigenti scolastici segnala la mancanza di personale docente per alunni con esigenze educative particolari. Quasi il 90% degli insegnanti dell'UE si dichiara soddisfatto del lavoro che svolge, ma l'81% ritiene che la loro professione non sia debitamente valorizzata nella società. Anche se si considerano adeguatamente qualificati per esercitare la loro professione, non sempre possono contare su un sostegno a inizio carriera.
Gli insegnanti tendono a sentirsi più preparati a svolgere il loro lavoro quando la loro istruzione formale comprende una combinazione di contenuti, di pedagogia e di didattica, con tirocini in classe per le materie che essi insegnano. Circa il 40% dei dirigenti scolastici rileva che nei loro istituti mancano programmi formali di avviamento o di sostegno a inizio carriera. Il 15% degli insegnanti dichiara di non aver partecipato ad attività di sviluppo professionale nell'anno trascorso. Circa il 50% degli insegnanti non assiste a lezioni impartite da altri e circa il 20% non prende mai parte a corsi di apprendimento collaborativo.
Il nuovo programma dell'UE per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (Erasmus +, 2014-2020) offre borse per scambi di insegnanti, destinate a migliorare lo sviluppo professionale, e sostiene partenariati tra scuole, università e istituti di formazione degli insegnanti al fine di sviluppare approcci innovativi all'insegnamento. Grazie alla rete di scuole eTwinning, gli insegnanti possono scambiare idee con i loro omologhi di tutta Europa. 

“Affari di famiglia: Bernardino Luini riletto nella sua terra natale”

Esercizi di lettura a cura degli studenti della II A Turismo dell’ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè”

Che si trattasse di un affare di famiglia lo si era già detto ( http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/mostra-di-bernardino-luini-milano... ) a proposito della grande mostra milanese “Bernardino Luini e i suoi figli”, della (complicata) eredità affidata dal Luini padre ai figli, del legame tra il pittore e il nostro territorio. Questa ne è un’ulteriore conferma oltre che una possibile ipotesi ed esperienza di lettura: un gruppo di giovani studenti, coinvolti nell’anno scolastico appena concluso in un progetto didattico interdisciplinare dedicato al patrimonio culturale, si sono avvicinati, nella fase finale, alla vita e all’opera del Luini attraversando, curiosi e attenti (curiosità, attenzione e impegno hanno caratterizzato la partecipazione dei ragazzi durante l’intero percorso progettuale), le sale di Palazzo Reale e, poco più in là, i luoghi della Milano del Cinquecento, alla ricerca delle tracce utili per ricostruire l’ambiente culturale, politico e religioso che incaricò l’artista della realizzazione di opere sacre e profane (che, neanche a dirlo, suona subito come citazione della mostra luinese del 1975).
Sul progetto e sul Luini diamo la parola agli studenti che lo sentono ora più vicino, verrebbe quasi da dire, per restare in tema, più familiare. Non dimenticando che se si allarga il compasso del tempo, includendo il futuro, l’eredità culturale - Luini compreso, anzi per certi aspetti in testa - spetterà a loro gestirla: e per farlo in maniera seria dovranno, innanzitutto, conoscerne la consistenza e la qualità, consapevoli del fatto che servirà «qualcosa di più specifico di una strada o di un monumento» (per valorizzare un artista locale e, più in generale, il patrimonio culturale), scomodando Piero Chiara a proposito delle ragioni dell’evento luinese del 1975.
Tiziana Zanetti
Federico Crimi

DA UN PROGETTO SUI “FURTI D’ARTE”
ALLO STUDIO DI BERNARDINO LUINI

Il progetto “I furti d’arte”, che ci ha visto impegnati nell’ultima parte del secondo quadrimestre, per contenuti e attività si inserisce coerentemente nell’itinerario didattico del nostro corso di studi, il Turismo, e mira all’acquisizione di strumenti utili a comprendere e contestualizzare le opere più significative della tradizione culturale del nostro Paese.
Il progetto, curato dagli esperti esterni Tiziana Zanetti e Federico Crimi, è stato accolto con entusiasmo e curiosità da parte di noi studenti della classe 2 A. Attraverso lezioni frontali abbiamo potuto riflettere sul significato, sul valore e sulla fragilità del nostro “patrimonio culturale”. Ci siamo soffermati sul concetto di “bene culturale” e sulle attività di tutela, valorizzazione e fruizione che caratterizzano il settore e che il Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina (senza dimenticare ovviamente la legge al grado più alto: la Costituzione e l’art. 9 in particolare); abbiamo potuto riflettere sui numerosi rischi che rendono i beni culturali tanto fragili e in particolare sui pericoli legati all’attività dell’uomo: le guerre, l’incuria, gli scavi clandestini, i furti.
Proprio nell’ambito dei furti d’arte ci siamo avvicinati allo studio e alla conoscenza diretta del nostro territorio, con particolare riferimento al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza. A Dumenza (si sa dal 1993) è nato anche il celebre pittore Bernardino Luini: sulla sua opera e sul legame con i suoi luoghi (non solo quello natale) ci siamo soffermati nella seconda fase del percorso progettuale.
“Da Dumenza a Milano… sulle orme di Bernardino Luini” è il titolo dell’itinerario da noi realizzato e presentato in occasione della conferenza del 6 giugno 2014 dal titolo “Affari di famiglia: Luini riletto nella sua terra natale”, curata da Tiziana e Federico, presso il Punto d’incontro dell’Auditorium di Maccagno. Il lavoro presentato è il risultato di lezioni in aula in cui sono state analizzate le fasi che caratterizzano la costruzione di un (grande) evento culturale espositivo e dell’uscita didattica a Milano del 21 maggio 2014. A Milano abbiamo visitato la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli” nelle sale di Palazzo Reale e altri luoghi della città con testimonianze dell’epoca del Luini per avere un quadro più chiaro della Milano cinquecentesca.
L’esperienza vissuta ci rende sicuramente più “istruiti” e ci spinge ad invitare i lettori, che non lo avessero ancora fatto, a visitare la mostra del nostro illustre conterraneo: una mostra di grande importanza sul piano storico-artistico, con 200 opere esposte, allestita in un luogo di grande pregio quale Palazzo Reale, che racconta l’intero percorso del Luini, “dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei, dall’altro, alla traiettoria dei suoi figli, e in particolare del più piccolo Aurelio”.
La mostra resterà aperta fino al 13 luglio 2014 ed è tutta da scoprire e da vivere in prima persona per poter assaporare emozioni e sentimenti che i dipinti proposti possono suscitare con sfumature ed intensità diverse in ciascuno di noi.
Gli studenti della II A Turistico, ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè” con la prof.ssa Filomena Parente, responsabile e coordinatrice del progetto.  

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