Edizione n.5 di mercoledì 13 febbraio 2019

Comunità Montana Valli del Verbano

Valli del Verbano, impianti anticollisione tra fauna selvatica e auto

Innovativi sistemi sonori saranno installati sulle strade del territorio montano
roadkill

Tra il 1995 e il 2005 ha provocato in Italia 150 vittime. Alla sola Regione Lombardia costa circa 300.000 euro l’anno. Ogni anno registra circa 15.000 animali per provincia coinvolti in incidenti. È l’impatto stradale tra animali e veicoli, fonte di infortunio o decesso dei conducenti e di morte o agonia degli animali investiti.
Le vittime principali sono gli animali in fase di spostamento verso i luoghi di riproduzione o in ambienti più favorevoli. A essere investiti sono, secondo le statistiche, nell’81% dei casi, mammiferi (cervi, cinghiali, tassi, volpi, ecc.), nel 15% uccelli e, a seguire, rettili e anfibi. Ma a pagarne le conseguenze sono la biodiversità e l’ecosistema locale nel loro complesso.
Per tutelare l’ambiente e la sicurezza dei guidatori, la comunità montana Valli del Verbano ha messo a punto il progetto “Roadkill-Interventi per la riduzione dell’impatto stradale”, realizzato in collaborazione con Istituto Oikos Onlus e finanziato da Fondazione Cariplo.
Nel corso del 2016 nel territorio dell’ente saranno installati sistemi anticollisione basati su un’innovativa tecnologia. Il meccanismo scatterà quando un animale stia per attraversare la strada e contemporaneamente una macchina non rallenti. La coincidenza di questi due fattori innescherà un segnale sonoro (urla o ululati) che spaventerà l’animale. L’attraversamento rimarrà momentaneamente bloccato e il rischio di impatto si ridurrà. I sistemi saranno piazzati da Idrogea Servizi Srl d’intesa con Istituto Oikos, che misurerà anche l’effetto dell’iniziativa sulla biodiversità del territorio montano.
Il progetto punta anche a rendere più visibili i tratti a rischio e a investire nella comunicazione. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza dei guidatori sulla necessità di diminuire la velocità nelle aree segnalate. 

“Tempesta Vaia”, 27.000 euro a Comunità Montana Valli del Verbano per ripristino danni

Approvato piano regionale di 7 milioni di euro per 108 interventi in otto province

C'è anche la Comunità montana Valli del Verbano tra i destinatari dei 7 milioni di euro stanziati il 18 gennaio 2019 da Regione Lombardia per ripristino dei danni della “tempesta Vaia”. Le risorse saranno ripartite tra venti Comunità montane, il Parco regionale del Mincio ed Ersaf (140.000 euro). Alla Comunità montana Valli del Verbano sono stati assegnati 27.000 euro.
Gli eccezionali eventi atmosferici del 29 e 30 ottobre 2018 colpirono in Lombardia 4600 ettari di foreste in 186 comuni. Il piano approvato dal Dipartimento nazionale della protezione civile consentirà lavori sulla viabilità agro-silvo-pastorale di accesso, anche attraverso piccole opere di sistemazione idraulico forestale.
Gli interventi, come hanno precisato gli assessori regionali Fabio Rolfi (agricoltura) e Pietro Foroni (territorio), riguarderanno «il taglio ed esbosco di alberi caduti, la sistemazione idraulico-forestale (riassetto idrogeologico, regimazione idraulica, consolidamento di versanti in frana e manutenzioni in aree boscate e sul reticolo idrografico minore) e la manutenzione straordinaria, strumentale all'esbosco, di tracciati esistenti inseriti nei Piani della viabilità agro-silvo-pastorale, per ripristinarne percorribilità e sicurezza».

Valli del Verbano, escursioni verdi e informate lungo le piste ciclopedonali

Tra Cuveglio e Luino e tra Cittiglio e Laveno cartellini gialli con codice QR aggiornano sull'ambiente circostante
cartello Roadkill

Due indicatori tra Laveno e Cittiglio, sette tra Cuveglio e Luino, il decimo al parco Boschetto di Germignaga, sulla foce della Tresa. Sono i dieci cartellini gialli installati lungo le piste ciclabili tra Cuveglio e Luino e tra Cittiglio e Laveno dal Settore agricoltura e foreste della Comunità Montana Valli del Verbano.
Dal 2 gennaio 2019 chi corre, cammina e pedala può sapere quali animali potrà incontrare, come sia meglio comportarsi, a che specie appartengono le piante viste, qual è la storia del fiume che costeggia la pista o dei monti circostanti. Le informazioni sono riportate in un codice QR facilmente leggibile con lo smartphone e non saranno sempre le stesse. Ogni cartello riporta informazioni diverse e, soprattutto, modificate ogni mese dell'anno, seguendo l'andamento delle stagioni, gli spostamenti degli animali, la stagionalità della flora spontanea.
La posa dei cartellini fa parte del progetto “Interventi per la riduzione dell’impatto stradale”, realizzato dalla Comunità Montana delle Valli del Verbano in partnership con Istituto Oikos Onlus e finanziato da Fondazione Cariplo. «L'azione – spiega una nota della Comunità Montana - fa parte delle attività di divulgazione del progetto Roadkill, grazie al quale sono stati installati lungo le strade della Comunità Montana otto impianti ad alta tecnologia per la segnalazione di animali in prossimità della sede stradale e per la riduzione del rischio di incidenti. Per questo motivo, nei cartellini gialli si possono leggere anche notizie e statistiche riguardanti gli incidenti stradali e gli animali interessati nei diversi punti critici individuati lungo il fondovalle».

Voldomino, inaugurazione nuova sede della Comunità Montana Valli del Verbano

ingresso

A Voldomino (frazione di Luino), sabato 14 ottobre 2017 (ore 11), viene inaugurata in via Asmara 56 (ex tribunale) la nuova sede operativa della Comunità Montana Valli del Verbano. Alla cerimonia è prevista la partecipazione del presidente comunitario Giorgio Piccolo, del presidente del tribunale di Varese Vito Piglionica e del sindaco di Luino Andrea Pellicini.
L’ente montano è ritornato a Luino dopo sedici anni di lontananza in Valcuvia. Il rientro da Cassano Valcuvia (via Provinciale 1140) è iniziato lunedì 24 luglio e si è completato tra venerdì 28 luglio e venerdì 4 agosto 2017.

Cassano Valcuvia, inaugurato il Centro Documentale “Linea Cadorna”

In occasione dell’annuale commemorazione della battaglia del S. Martino

Giornata memorabile quella di domenica, 18 novembre, nella quale si è posta una pietra miliare sul percorso, spesso faticoso, del recupero della memoria storica del nostro territorio.
L’occasione la celebrazione della commemorazione della battaglia del S. Martino, che quest’anno si è tenuta a Cassano Valcuvia (Varese), dove è stato inaugurato il Centro Documentale Frontiera Nord “Linea Cadorna”, fortemente voluto dal sindaco Marco Magrini e dalla Comunità Montana Valli del Verbano di cui è presidente. Un’opera realizzata anche con il contributo della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo.
Sei sale espositive raccontano la storia della linea di difesa Cadorna, della cruenta battaglia partigiana del S. Martino, evidenziando nel contempo, in modo dettagliato, la geologia, la geomorfologia, la fauna, la flora e gli aspetti naturalistici della nostra zona. Un lavoro che si è avvalso della preziosa consulenza di Francesca Boldrini, Gianfranco Giannantoni e Federico Pianezza, coadiuvati da numerosi collaboratori cassanesi.

Istituzione unica nel Varesotto
Le sale multimediali espositive sono dotate di strumentazioni audio-visive, di pannelli iconografici, di punti interattivi e di documenti ed oggetti pertinenti alle varie tematiche trattate. Il fabbricato che accoglie il Centro è stato donato al comune dalla famiglia Giani in memoria del partigiano Marco Giani.
Un’istituzione unica nella nostra provincia, destinata a diventare un polo di riferimento per le scuole, per i ricercatori, per la promozione di un’articolata offerta culturale e didattica. Questo l’auspicio espresso più volte durante la mattinata dal presidente Magrini e dalle varie personalità intervenute. Una cerimonia che ha visto la presenza di una folta rappresentanza dei comuni della provincia, insieme ai sindaci o ai loro delegati.

Reduci del S. Martino
Un gran numero di gonfaloni, gli uni accanto agli altri, hanno sfilato, al termine della messa nella chiesa parrocchiale, lungo le vie del paese per convergere nella piazza dove sorge il monumento ai Caduti. Momenti di intensa commozione soprattutto quando Pietro Somaini, uno dei reduci del S. Martino, ha rievocato i drammatici avvenimenti di cui è stato testimone e protagonista. Sul palco d’onore anche Carlo Alini, classe 1916, lui pure scampato al massacro. Presenti inoltre il prefetto di Varese, Giorgio Franco Zanzi, Luca Marsico, vicepresidente della Provincia, il senatore Giuseppe Zamberletti, l’ex assessore regionale Raffaele Cattaneo, il presidente provinciale dell’ANPI, Angelo Chiesa. Da parte di tutti gli oratori è stato ribadito l’invito, in un momento di generale sconforto come quello che stiamo attraversando, a dare concreta attuazione agli ideali di libertà, di impegno politico e sociale, per i quali i partigiani del S. Martino hanno combattuto mettendo a repentaglio la loro vita. (Altre immagini sulla manifestazione in Prima pagina)
Emilio Rossi 

Comunità montana Valli del Verbano, rientro a Luino

palazzo ex tribunale di Voldomino

Dopo sedici anni di lontananza in Valcuvia la Comunità montana Valli del Verbano ritorna a Luino. Il rientro da Cassano Valcuvia (via Provinciale 1140) è iniziato lunedì 24 luglio e si completerà tra venerdì 28 luglio e venerdì 4 agosto 2017. Sede però non sarà più la Villa Walty di via Collodi, ma il palazzo ex tribunale di Voldomino (via Asmara 56).
Durante il trasloco gli uffici resteranno chiusi al pubblico, ma lo Sportello Unico associato per le Attività Produttive garantirà regolarmente il servizio nella sede di Cuveglio (piazza Marconi 1; tel. 0332-658513).
L’”esilio” di Cassano Valcuvia era iniziato il 21 aprile 2001. Fu allora che l’ente abbandonò la liberty villa luinese di sua proprietà per collocarsi in affitto nella struttura valcuviana a un canone negli anni salito da 50mila a circa 80mila euro l’anno. Nell’ottobre 2015 il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, propose il rientro a Luino, offrendo in comodato gratuito l’edificio di Voldomino, usato solo, per un terzo, dall’ufficio del giudice di pace e, per tutto il resto, vuoto. Ora è arrivata la risposta (e la fine di una spesa).

Cassano Valcuvia, finanziamento regionale di 1,6 milioni per animazione territoriale

Prevista la realizzazione di cinque interventi, comprese due piste ciclabili tra Porto Ceresio e Bisuschio e tra Cuveglio con Cuvio e Cittiglio con Brenta
ciclopedonale, foto Comunità montana Valli del Verbano

Tra Porto Ceresio, Cuasso al Monte, Bisuschio, Cuveglio, Cuvio, Germignaga, Cittiglio e Gemonio saranno garantiti dalla Regione Lombardia 1.600.000 euro cofinanziati per oltre il 20 per cento. Le risorse permetteranno la realizzazione di cinque interventi, fra i quali una pista ciclabile di 3,8 chilometri da Porto Ceresio a Bisuschio e una di quasi 2 chilometri nel territorio della Comunità Montana del Verbano, andando così a collegare Cuveglio con Cuvio e ancora Cittiglio con Brenta e avvicinandosi al completamento della Luino-Laveno.
È questo l'intervento di rilievo della Strategia d'Area proposta dalla Comunità Montana Valli del Verbano di concerto con la Comunità Montana del Piambello e approvata il 17 luglio 2017 a Cassano Valcuvia (Varese). La decisione conclude la fase di animazione territoriale della Strategia di sviluppo locale dell'Area denominata 'I Laghi in bicicletta', selezionata tra quelle finanziabili dal Fondo di Regione Lombardia per lo sviluppo delle Valli prealpine. Presente alla riunione il sottosegretario di Regione Lombardia alle politiche per la montagna Ugo Parolo.
OBIETTIVO - «L'intervento di rilievo su cui si basa l'intera strategia – ha spiega Parolo - prevede la realizzazione di un collegamento ciclopedonale che consenta di unire il Lago Maggiore con il Lago di Varese e con quello di Lugano. Grazie alle risorse messe a disposizione dal fondo regionale, si potranno non solo attuare alcuni stralci di questo grande progetto di attrattività turistica, ma anche dare avvio ad un processo di valorizzazione delle valli comprese tra i laghi, come la Valcuvia e la Valganna».

Migrazione anfibi, uno stagno per la riproduzione

Eviterà a rane e rospi l'attraversamento della statale 394 tra Mesenzana e Cassano Valcuvia - A Cocquio Trevisago e Cuvio altri interventi della Comunità montana Valli del Verbano in favore della piccola fauna
Lavori all'inizio della realizzazione della pozza

Sulla statale 394 tra Mesenzana e Cassano Valcuvia è da alcuni giorni iniziato lo scavo di uno stagno, che permetterà agli anfibi di trovare un'area ideale per la deposizione delle uova. L'area scelta sorge sulla direttrice di spostamento di rane e rospi e presenta ristagni di acqua che saranno raccolti nello scavo. Lo stagno sarà integrato da piante idonee alla conservazione dell'acqua e delle specie ad essa legate.
L'operazione salva-anfibi segna un'altra tappa della Comunità Montana Valli del Verbano per la riduzione di incidenti e danni a persone, animali e autoveicoli avviata da qualche anno con il progetto “Roadkill–Interventi per la riduzione dell’impatto stradale” in collaborazione con Istituto Oikos Onlus e con il contributo di Fondazione Cariplo. Dopo cervi, caprioli, cinghiali, la prevenzione punta ora sulla fauna minore, non priva di problemi per la sicurezza stradale né meno importante per la locale biodiversità. Altri interventi in favore di anfibi sono previsti a Cocquio Trevisago e Cuvio. 

DAL 1993 CENSITI 70MILA RANE E ROSPI
Oltre la fauna di grossa taglia, la viabilità sul nostro territorio deve fare i conti con la migrazione di anfibi. Nel mese di marzo migliaia di anfibi migrano verso le aree riproduttive e spesso terminano il viaggio schiacciati dalle automobili.
«L'area maggiormente interessata – spiega la Comunità montana - è il tratto di statale tra Mesenzana e Cassano Valcuvia, dove le guardie ecologiche volontarie operano dal 1993 con grande dedizione, posando apposite barriere, raccogliendo e trasportando rane e rospi con secchi per evitare il rischio di incidenti per gli automobilisti e di schiacciamento per gli animali». Dal 1993 ad oggi le Gev hanno censito il passaggio in andata e in ritorno di quasi 70.000 individui, soprattutto rospi comuni ma anche rane rosse (“Rana dalmatina” e “Rana temporaria”). 

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