Edizione n.21 di mercoledì 17 giugno 2026

Svizzera

Galleria di base del San Gottardo, la svolta del trasporto ferroviario europeo

In dieci anni transitati quasi mezzo milione di treni
Galleria di base del Gottardo (foto Ffs)
Galleria San Gottardo, traffico 2025 (@Ffs)

Il 1° giugno 2016 aprì di fatto le porte al futuro del trasporto pubblico in Svizzera e ridisegnò le coordinate ferroviarie europee. Da allora la Galleria di base del San Gottardo, la galleria ferroviaria più lunga al mondo, ha visto transitare sui suoi cinquantasette chilometri di lunghezza 276.000 treni merci e 169.000 treni passeggeri.
I collegamenti tra il nord e il sud della Svizzera e dell’Europa, lungo l’asse del traffico merci Genova–Rotterdam, sono radicalmente mutati. Insieme ai tunnel di base del Monte Ceneri, grazie al quale il traffico regionale in Ticino è profondamente cambiato con la nascita di una S-Bahn, e del Lötschberg, costituisce il cuore della Nuova ferrovia transalpina (Nfta).
Con la ferrovia di pianura e il corridoio di quattro metri i convogli viaggiano ora a velocità più elevate e possono trainare un maggior numero di carri con carichi più pesanti rispetto alla vecchia linea di montagna.
Il completamento della Galleria di base del Monte Ceneri nel 2020 ha reso la Svizzera interna ancora più vicina.
Da allora il Ticino beneficia di una S-Bahn efficiente con tempi di percorrenza dimezzati nel triangolo composto da Lugano, Locarno e Bellinzona. Il traffico merci è diventato più rapido. I convogli possono viaggiare a velocità più elevate e trainare un maggior numero di carri con carichi più pesanti rispetto alla vecchia linea di montagna.
MANUTENZIONE
A tutt’oggi, poi, conserva la sua importanza la linea panoramica. Con 1400 passeggeri al giorno che la percorrono a bordo dei treni «Gottardo» della Schweizerische Südostbahn (Sob), la storica tratta di montagna, completata nel 1882, rimane una valida alternativa in caso di chiusura della galleria di base del San Gottardo, come attestato durante la chiusura parziale a causa del deragliamento nel 2023.
Per mantenere le elevate prestazioni della galleria, le Ferrovie Federali Svizzere investono ogni anno circa 35 milioni di franchi in manutenzione. L’elevata intensità di traffico genera usura da abrasione dei freni e dei materiali metallici, che viene rimossa con sistemi di pulizia robotizzati.
Oltre agli interventi di manutenzione notturni effettuati ogni fine settimana, sono necessari anche interventi a intervalli più lunghi. Tra questi rientra la sostituzione del sistema di comunicazione radio in galleria, la cui conclusione è prevista entro il 2027. Questi lavori assicurano che il tunnel rimanga operativo e sicuro per le generazioni future.
Nelle foto (@Ffs): Galleria di base del Gottardo; traffico 2025. 

Galleria del San Gottardo, in funzione i rilevatori di deragliamento

Manutenzione dei carri merci e responsabilità civile
Galleria Gottardo, rilevatori di deragliamento (foto Ffs)

Nella galleria di base del San Gottardo la rottura di una ruota causò, nell’agosto 2023, il deragliamento di un treno merci. Per prevenire eventi di questo tipo e ridurre l’impatto in caso di incidente, le Ferrovie Federali Svizzere hanno avviato una serie di misure per incrementare la sicurezza del traffico merci internazionale su rotaia.
RILEVATORI AI PORTALI
In una decina di punti della linea che conduce alla galleria di base del San Gottardo, nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2026, le Ffs hanno messo in servizio rilevatori di deragliamento, installati su una sezione particolarmente sensibile, in particolare prima del cambio di binario ai portali della galleria di base del San Gottardo. Su questa tratta, infatti, sia i treni viaggiatori sia i treni merci circolano a velocità elevata e, per cambiare binario, devono percorrere i cosiddetti scambi ad alta velocità.
Questi rilevatori sono l’unica tecnologia infrastrutturale comprovata per rilevare un deragliamento. Nel caso, ritenuto improbabile, di un nuovo incidente, il loro obiettivo è evitare la collisione tra due treni.
I rilevatori non sono tuttavia in grado di evitare i deragliamenti. Indispensabile è pertanto una migliore manutenzione dei carri merci e un adeguamento delle norme in materia di responsabilità civile per il traffico merci su rotaia.
MANUTENZIONE CARRI MERCI
Cuore del problema è un miglioramento drastico della manutenzione dei carri merci.
Oggi, in caso di incidente per un difetto del carro, la responsabilità ricade sull’impresa di trasporto ferroviario e non sul detentore del carro, che conseguentemente rimane poco incentivato a investire più del minimo indispensabile nella sicurezza.
Senza la modifica del diritto in materia di responsabilità civile anche la più avanzata tecnologia non basta. Per le Ffs le disposizioni emanate dall’Ufficio federale dei trasporti vanno nella giusta direzione e concorrono a un’equa ripartizione dei rischi nel traffico merci su rotaia.
Nella foto (Ffs): Galleria Gottardo, rilevatori di deragliamento. 

Treni, collegamento diretto anche Svizzera–Londra

Intesa tra le società Ffs, Sncf Voyageurs ed Eurostar - Attuazione fattibile negli anni 2030
Londra, foto Daniele Cazzaniga

È già la principale destinazione del traffico aereo dalla Svizzera, ma è pure consistente la domanda da parte della clientela di collegamenti ferroviari diretti con il Regno Unito. Secondo alcuni studi, esistono buone possibilità di mercato e aspettative dei viaggiatori internazionali per collegamenti ferroviari diretti con un tempo di percorrenza di sei ore tra Zurigo e Londra, di cinque ore tra Basilea e Londra e di cinque ore e mezzo tra Ginevra e Londra.
A marzo 2026 Ferrovie Federali Svizzere e Sncf Voyageurs si sono accordate per sviluppare nuove linee. A ruota, l’11 maggio 2026, le due imprese hanno compiuto un ulteriore passo, firmando insieme con Eurostar un memorandum d’intesa per un collegamento diretto tra la Svizzera e Londra.
La composizione dell’alleanza è ideale per rispondere a questa sfida: Sncf Voyageurs lavora già in stretta collaborazione con le Ffs e un collegamento diretto con Londra circolerebbe sul territorio francese, mentre Eurostar gestisce da oltre trent’anni anni i collegamenti ferroviari attraverso l’Eurotunnel tra l’Europa continentale e il Regno Unito.
Il passo successivo a quella che viene considerata una pietra miliare è l’analisi di possibili orari e concetti d’esercizio. I risultati serviranno a definire le tappe più importanti per l’eventuale introduzione di un collegamento diretto dalla Svizzera a Londra.
I tre partner mirano a offrire il più rapidamente possibile un collegamento diretto con Londra e portano avanti il progetto con continuità. Tuttavia, all’introduzione della nuova offerta si arriverà attraverso diverse tappe, tra cui la preparazione delle formalità di ingresso, delle infrastrutture necessarie e di accordi intergovernativi, oltre alla messa a disposizione di treni e tracce adeguate. L’attuazione sarebbe fattibile al più presto nel corso degli anni 2030.
Nella foto (Daniele Cazzaniga): Londra.

Un giornale, tante storie

Figure ed episodi nel cammino del Corriere del Verbano dalla fondazione agli Anni Trenta
Corpo 8

Cari lettori,
un piccolo annuncio connesso al Corriere del Verbano. Esce in questi giorni per l'editore Manni “Corpo 8”, romanzo in cui racconto dall'interno non tanto il giornale quanto le persone che lo crearono e le epoche cui appartennero. Vicende storiche e fatti del quotidiano che mi è piaciuto riannodare e a me stessa ricordare in tutta la loro varietà e intensità.
Ho ben presente come ci siano nuclei familiari che hanno seguito le edizioni scavalcando i decenni, con abbonamenti passati di padre in figlio e di luogo in luogo. Alcuni non hanno mai smesso di seguirlo il Corriere del Verbano addirittura dalla fondazione e i discendenti ancora ci leggono nella formula digitale. Tradotto in anni, vuol dire 1879-2023. A loro ho ricorrentemente pensato mentre prendeva forma “Corpo 8”.
Proprio poche settimane fa mi è tornato tra le mani un indirizzario dei primi del Novecento, vissuto, leggibile però, con nomi e nomi che si sono perpetuati e ci hanno accompagnati senza interruzione in uno scambio reciproco, andato oltre la consuetudine.
Scrivere “Corpo 8” è stato naturale sbocco, il romanzo è venuto avanti da sé. Si è costruito pezzetto dietro pezzetto ogni volta che mi sono passati sotto gli occhi anniversari, annotazioni, lettere, documenti, schizzi, atti di nascita e di morte, fotografie amatissime; e vecchi impaginati, strappi di menabò, firme di collaboratori, cartellette tipografiche, residui di punzoni e matrici con l'amaro-dolce dell'inchiostro.
Nel tempo si setaccia si sperde si recupera si va e si torna dai mondi che ci hanno contenuti. L'ho quindi prima di tutto scritto per me il libro, semplicemente per affetto e perché ne ho sentito il bisogno; ma raccontare questa storia ha inevitabilmente significato ricomporre un bersò collettivo, dialogante, e con piacere vi faccio partecipi della sua nascita.
Elena Ciuti 

Basilea, edifici digitali avanti tutta

Allo Schweizer BIM Kongress 2018 i nuovi orizzonti della pianificazione, costruzione e gestione degli edifici
presentazione “il BIM in SBB” di Lukas Spengeler, leader del programma BIM@SBB.

Trasformazione digitale per la costruzione e gestione degli edifici, Building Information Modeling, gemelli digitali sono alcuni dei temi approfonditi durante lo Schweizer BIM Kongress 2018. Organizzato l'8 e 9 novembre 2018 da Bauen Digital Schweiz in cooperazione con Swissbau, il congresso ha richiamato alla Fiera di Basilea circa 1600 partecipanti per una due giorni di eventi riguardanti la digitalizzazione del settore costruzioni elvetico.
Tema principale il BIM, acronimo di Building Information Modeling, ossia un metodo di lavoro per digitalizzare pianificazione, costruzione e gestione degli edifici, ampiamente diffuso in America, Inghilterra e Scandinavia e che sta prendendo piede in numerose nazioni europee fra cui Francia, Italia e Germania.
Grazie a piattaforme centralizzate di dati e a un ventaglio di software dedicati, tutti coloro che sono interessati a raccogliere o verificare informazioni relative a un edificio durante il suo completo ciclo di vita possono farlo in maniera istantanea, interrogando un “gemello digitale” che racchiude sia informazioni tridimensionali di un oggetto (per esempio le dimensioni di un tavolo) sia le sue informazioni tecniche (per esempio materiali, azienda produttrice e nome commerciale). Secondo questa visione, negli anni a venire sarà possibile per proprietari, progettisti, costruttori e utilizzatori accedere a un unico database, fotocopia digitale in perenne aggiornamento dell’edificio in oggetto, offrendo a tutti accesso rapido alle informazioni e coerenza dei dati.
Il BIM, che in Italia è stato introdotto per digitalizzare le opere pubbliche con il decreto ministeriale DM560/2017, viene ufficializzato in Svizzera nel dicembre 2017 con la pubblicazione da parte Società svizzera degli ingegneri e architetti SIA delle linee guida SIA2051.
Sebbene sia partita successivamente nel processo di digitalizzazione rispetto ai vicini di casa Italia, Francia e Germania, la Svizzera sta spingendo sull’acceleratore per colmare il divario, sia perché Germania e Francia sono partner importanti nel settore immobiliare, sia perché molte sono le società elvetiche con un ampio portfolio immobiliare - Ferrovie Federali Svizzere, per citare un esempio - che viene costantemente manutenuto o rinnovato per mantenere il passo con le richieste del mercato, e un supporto digitale integrato offre la possibilità di velocizzare e gestire meglio i processi.
Numerose le aziende che hanno condiviso lo stato dell’arte o casi studio, da FFS AG - Ferrovie Federali Svizzere - che ha presentato la strategia di implementazione fino al 2025 a Digitalswitzerland, che ha mostrato lo stato di avanzamento della digitalizzazione in Svizzera, al rifacimento dell’ospedale Oberwallis a Briga, sviluppato da Burckhardt+Partner AG e Gruner Roschi AG.
Per approfondimenti: bim-kongress.ch
Ibis
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Foto1: presentazione “il BIM in SBB” di Lukas Spengeler, leader del programma BIM@SBB.
Foto2: presentazione “La Svizzera quale hotspot internazionale – le possibilità per il settore costruzioni”, Nicolas Buerer, leader Digitalswitzerland.
Foto 3: Schweizer BIM Kongress 2018, Basilea. 

Ferrovia di Luino tra le due Gallerie di base svizzere

Primo bilancio del nuovo San Gottardo (dicembre 2016) e prospettive dell’apertura del Monte Ceneri (2020)

La galleria di base del San Gottardo (GbG) ha cambiato profondamente il traffico ferroviario, ridotto i tempi di percorrenza per pendolari e turisti e permesso ai treni merci di attraversare le Alpi in modo rapido ed ecologico. Ciò nonostante, fino alla messa in servizio della galleria di base del Monte Ceneri (GbC) nel 2020, le Ferrovie Federali Svizzere intendono migliorare ulteriormente l’offerta.
A Locarno, alla vigilia del Festival del cinema, le FFS hanno tracciato un bilancio dei primi otto mesi dalla messa in servizio della galleria di base del San Gottardo e si sono già proiettate sull’ulteriore miglioramento del servizio dell’asse nord-sud.
CORRIDOIO ROTTERDAM–GENOVA
Recentemente lungo il corridoio Rotterdam–Genova sono già stati introdotti importanti miglioramenti nel traffico merci transfrontaliero con l’Italia e la Germania. Ebbene, secondo le FFs, dopo l’apertura della Galleria di base del Ceneri a fine 2020 e il completamento del corridoio 4 metri per il trasporto delle merci, l’asse del traffico merci internazionale attraverso il San Gottardo e il Ceneri acquisirà ancora maggiore importanza.
Finora attraverso la GbG sono transitati circa 17 000 treni merci, del peso medio di 1080 tonnellate e lunghi 434 metri. In futuro sulla ferrovia di pianura sarà possibile far circolare treni lunghi 750 metri con carichi fino a 2000 tonnellate anziché 1600 come finora. Inoltre, la capacità quotidiana nel traffico merci passerà da 210 a 260 tracce.
SBARRAMENTO DI LUINO
Per realizzare gli ampliamenti necessari per il corridoio 4 metri per il traffico merci, a giugno 2017 l’asse di Luino (Luino–Novara) è stato sbarrato. In accordo con le imprese di trasporto ferroviario (ITF), in questo periodo circa 160 treni verranno deviati lungo l’asse Lötschberg-Sempione via Domodossola. In quest’ottica il gestore italiano della rete RFI ha già gettato le basi per un aumento delle prestazioni.
Le FFS e RFI hanno messo a punto un sofisticato programma di lavori a fasi per garantire sufficienti capacità su tutto il corridoio anche durante lo sbarramento totale. Ora, a due mesi dallo sbarramento, «è possibile constatare che la domanda di trasporto si è sviluppata maggiormente rispetto a quanto previsto dalle ITF del traffico merci» hanno rilevato le FFS.
«ULTERIORE SFIDA PER IL TRAFFICO MERCI INTERNAZIONALE»
A causa dell’elevato sfruttamento dell’asse del Lötschberg, le FFS ritengono che «ogni perturbazione nello svolgimento dell’esercizio comporta dei ritardi che non è possibile recuperare in modo tempestivo».
Per le ITF del traffico merci vi è così il rischio di perdere dei clienti a vantaggio della strada. Per contrastare questa tendenza, le FFS hanno istituito una task force incaricata di elaborare soluzioni a breve termine e migliorare la situazione: da settembre, insieme a RFI, si rinuncerà ai lavori di costruzione previsti in singole notti per consentire a un numero sufficientemente elevato di treni di circolare liberamente via Chiasso.
SITUAZIONE COMPLESSA
Le FFS adattano i lavori di trasformazione già pianificati a Chiasso alle nuove esigenze, rinviandoli. Nei prossimi giorni si terranno i necessari chiarimenti per tentare di risolvere la complessa situazione da inizio settembre. In base agli sviluppi lungo il corridoio, viene costantemente valutata l’ipotesi di un’ulteriore restrizione dei lavori di costruzione.
In generale FFS Cargo punta molto sull’automazione e sulla digitalizzazione nell’ottica di ridurre i costi e aumentare l’efficienza. Grazie al sistema di segnalamento ETCS (European Train Control System), i treni possono susseguirsi a intervalli di soli tre minuti e anche questo accresce la produttività. 

Canton Ticino, a Rancate sculture lignee dal XII al XVIII secolo

Alla Pinacoteca Zust, dal 16 ottobre 2016 al 22 gennaio 2017, mostra di madonne, crocifissi, compianti, busti e polittici di musei, chiese e monasteri ticinesi allestita da Mario Botta
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Una carrellata di sculture di legno dal XII al XVIII secolo allestita da Mario Botta a Rancate (Mendrisio). È la mostra di madonne, crocifissi, compianti, busti, polittici e anche un presepe provenienti da musei, chiese e monasteri del territorio ticinese ed esposti dal 16 ottobre 2016 al 22 gennaio 2017 alla Pinacoteca Züst.
Le opere testimoniano una tradizione artistica che raggiunse spesso vertici europei. Furono realizzate dagli stessi artisti attivi a Milano e nelle altre città dell’attuale Lombardia, ma anche nelle regioni oggi conosciute come Piemonte, Liguria, Romagna. In mostra giungono dopo una revisione e talvolta restauri eseguiti in collaborazione con l’Ufficio dei beni culturali cantonale.
La rassegna è stata curata da Edoardo Villata, affiancato dagli studiosi (svizzeri e italiani) Lara Calderari, Laura Damiani Cabrini, Matteo Facchi, Claudia Gaggetta, Anastasia Gilardi, don Claudio Premoli, Federica Siddi.
Informazioni: Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio), tel. +41(0)91.816.4791; decs-pinacoteca.zuest@ti.ch; www.ti.ch/zuest.
Orari: da martedì a venerdì: 9-12 / 14-18; sabato, domenica e festivi: 10-12 / 14-18. Chiuso: il lunedì; 24, 25 e 31/12; aperto: 1/11; 8, 26/12; 1, 6/01. Biglietti: intero 10 chf (si accettano euro); ridotto (pensionati, studenti, gruppi) 8. Visite guidate anche fuori orario su prenotazione.  

Quella Villa Clara dei Branca che ospitò la regina Vittoria

La ricerca di Federico Crimi nel 36esimo volume della rivista Verbanus, che sarà presentato a Laveno il 26 maggio

Ancora un tuffo nella piccola e grande storia del lago Maggiore e ancora una galleria di personaggi locali di conclamata rinomanza o sfumata notorietà nell’ultimo numero di “Verbanus”. Il nuovo numero della Rivista annuale della Società dei Verbanisti “rassegna per la cultura, l’arte, la storia del lago”, apparsa per la prima volta 36 anni orsono, sarà presentato a Laveno il 26 maggio (ore 18) nella Biblioteca comunale.
Tra gli argomenti delle 350 nuove pagine del volume primeggia, per novità e segnalazioni sconosciute, quello di Federico Crimi, che ha studiato Villa Clara di Baveno, oggi proprietà della famiglia Branca (quelli del famoso Fernet), ricostruendone la storia che per ora era nota soprattutto per aver ospitato nel 1879 la Regina Vittoria d’Inghilterra.

Vari e vasti gli studi e gli approfondimenti sulle sponde piemontese e lombarda e sulla parte svizzera. La carrellata di figure e avvenimenti spazia dall’estinta famiglia dei Crivelli al cardinale Cesare Monti, dagli intraprendenti emigrati gemoniesi in Etiopia all’astuto parroco di Cadero con Graglio che nel 1892 burlò i gendarmi svizzeri e naturalmente ad altri e numerosi scritti relativi all’area piemontese e rossocrociata.
Curiosità e nostalgia affiorano da vari argomenti riguardanti la sponda lombarda. Possono bastare titoli come “I fiammiferi di Porto, 1862-1863”, “Un <delitto d’onore>, tradimento e pistola” a Bosco Valtravaglia nel 1885, “I diritti di pesca Crivelli” a Luino tra il 1779 e il 1824, “La stazione internazionale” nel 1880 circa con una fotografia d’epoca, “L’Inferno al Teatro Sociale” sulla proiezione del film “L’Inferno” a Luino nel 1911 che ebbe tra i suoi registi anche il luinese A. Padovan, “Altre traversie per Vincenzo Peruggia” (vicenda del 1916 del celebre trafugatore della parigina Gioconda).
La Società dei Verbanisti è stata costituita nel 1981 dal libraio-editore Carlo Alberti e dagli studiosi Pierangelo Frigerio, Claudio Mariani, Pier Giacomo Pisoni, Franco Vercelotti. Sede: Il Chiostro, via Fratelli Cervi 14, Verbania (indirizzo mail: info@societaverbanisti.it).

Bellinzona, telaio di locomotiva dalle Officine FFS

Telaio Stadler

A Bellinzona il 17 marzo ha lasciato le Officine delle Ferrovie Federali Svizzere un telaio per locomotiva realizzato su incarico di Stadler Rail. Per lo stabilimento FFS, specializzato tra l’altro in revisioni e riparazioni di locomotive, si è trattato di una première. È infatti la prima volta che le Officine realizzano un telaio di locomotiva ex novo.
Gli ingegneri del sito bellinzonese hanno concluso la sfida al meglio dato che prima di iniziare le incognite erano molteplici. La struttura grezza sarà ora conclusa a Bussnang e in autunno sarà esposta alla fiera Innotrans 2016 di Berlino. In futuro sarà utilizzata come locomotiva di trazione per una ferrovia di montagna germanica.
Questa nuova collaborazione tra le Officine FFS di Bellinzona e Stadler Rail segue un primo lavoro fatto a Bellinzona per l’azienda ferroviaria nella lavorazione dei pianali dei treni di tipo Flirt. 

Via Regina, recuperato l'antico percorso tra Italia e Svizzera

Il tracciato pedonale di 110 chilometri mappato con geoportali
monte Bisbino (Como) panorama dalla vetta, foto Cai Luino

La Via Regina Lariana, l’antico tracciato pedonale di circa 110 chilometri tra Italia e Svizzera, è di nuovo percorribile. Da Como a Sorico residenti e turisti potranno riscoprire bellezze paesaggistiche e testimonianze culturali con nuove strumentazioni sia tecnologiche, sia tradizionali.
A Milano, il 15 giugno, sono stati presentati a Palazzo Pirelli i risultati del progetto “I cammini della Regina” (www.viaregina.eu), finanziato nell'ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2007-2013 (Interreg). Alla sua realizzazione hanno partecipato Politecnico di Milano, Polo Territoriale di Como (capofila), Fondazione Politecnico di Milano, Associazione Iubilantes, Supsi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), Comune di Cernobbio, Comunità Montana Lario Intelvese, Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, Consorzio Frazioni Corti Acero (Muvis), Museo della Via Spluga di Campodolcino, Università degli Studi di Pavia.
Tra i relatori, l’assessore regionale Massimo Garavaglia, la prorettrice del Polo di Como Maria Antonia Brovelli, il professore Supsi in Ingegneria geomatica Massimiliano Cannata.

NOVITÀ DEL PROGETTO
L'antica Via Regina, sviluppatasi sulla sponda occidentale del Lario, è una via di comunicazione transalpina antichissima, documentata sin dall'età romana. Insieme alla Via Francisca e alla Via Spluga italo-svizzera costituisce un fondamentale sistema di collegamento transalpino di mobilità dolce, di cui sino a oggi non si erano colte le potenzialità di sviluppo.
Attraverso la collaborazione tra esperti di itinerari culturali, ingegneri geomatici, associazioni e Istituzioni, progettisti del paesaggio, architetti e designer, il cammino è stato rilevato e valorizzato nei suoi punti critici, sino a raggiungere una continuità di percorso. L'uso dei geoportali permette di navigare tramite pc o dispositivi mobili. Grazie a innovativi GIS è stata sviluppata un'applicazione che permette a escursionisti e turisti di trasmettere dati su quanto di interessante appaia loro durante il cammino: edifici storici, monumenti, punti panoramici, ma anche segnalazioni di rischi o interruzioni.

STRUMENTI E CONNESSIONI
Durante i lavori è stato compiuto un minuzioso lavoro di raccolta dati, poi elaborati con una nuova forma di mappatura, detta di geocrowd-sourcing territoriale. Queste applicazioni innovative hanno consentito di rilevare e archiviare informazioni in un'ottica di conservazione dei beni culturali. Agli strumenti tecnologici si sono affiancati quelli tradizionali: guide cartacee, segnaletica, punti di informazione sul cammino.
Si è aperta anche una collaborazione con il progetto Interreg 'Il paesaggio culturale alpino su Wikipedia', che mira alla creazione di informazioni di carattere turistico e culturale.
Sul versante svizzero il progetto è stato allineato con “Ticino Turismo”, che prevede la promozione di itinerari a piedi nel Canton Ticino. Sul territorio italiano si sta creando un'importante sinergia con il progetto della Via Spluga e Via Francisca, considerate come un continuo della Via Regina. 

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