Edizione n.13 di mercoledì 15 aprile 2026
Lavena Ponte Tresa
Cave e miniere nell'Ottocento tra Ossola, Malcantone e alto Varesotto
Ancor oggi cercatori s'aggirano per semplice diletto qua e là tra le plaghe dell'Insubria sulle tracce di qualche dispersa pagliuzza gialla; ma nell'Ottocento la corsa all'oro tra il Verbano piemontese, la confinante Svizzera e l'area del Luinese suscitò ben altro interesse e attrasse impegni non di semplice hobby.
A ricordarlo è Carlo Alessandro Pisoni nella newsletter del Magazzeno Storico Verbanese, da questo aprile ritornata sulle rotte internautiche in veste rinnovata e adeguata al potenziamento tecnologico del sito. Al testo si accompagna una non meno preziosa pubblicazione, una Carta Geologica della fascia tra Vergante e Ceresio del 1829 (nella foto dal sito).
Seduti su una pentola d’oro
È notorio che la zona del Rosa è tra le più ricche d’oro, tanto da poter stare al pari, come potenziale ricchezza dei filoni, con i luoghi di maggior produzione del prezioso metallo al mondo.
Piace però constatare come dopo gli antichi e protratti sfruttamenti delle vene scoperte intorno al Rosa, in Ossola e Valsesia (Pestarena, Macugnaga, Alagna, per dire qualche luogo), dove spesso i primi sondaggi e coltivazioni di cave risalivano al periodo medioevale, nell’Ottocento la corsa all’oro (e all’argento...) non si limitò territorialmente al Verbano piemontese.
Francesco Ruzieska (o Ruziczka) D’Odmark, che a fine Settecento era affittuario a Feriolo di un edificio di proprietà Borromeo e direttore della miniera aurifera che i Borromeo possedevano in Ossola, nei primi anni del secolo XIX dirigeva la miniera di Viconago.
Il ben noto imprenditore inglese – con villa a Pallanza – Eugenio Francfort lavorava allo sfruttamento della miniera Teresina di Brusimpiano già a partire dal 1858; non si esclude che egli fosse tra quegli “industriali inglesi” alla fine che negli anni ’70 dell’Ottocento, dopo aver intrapreso tra Vergante e Ossola, effettuavano ricerche nel canton Grigioni, «in una antica miniera detta Felsberg».
Nel 1883 a Magadino si scopriva un filone di pirite aurifera (forse lo stesso che passa sotto il monte Paglione) e subito si effettuavano le analisi nella speranza che i risultati fossero positivi. Nel 1885 si lavorava all’estrazione di minerale nella miniera proprietà di Virginia Baglioni di Lavena Ponte Tresa, «essendo quelle miniere ricche di piombo argentifero». … Della stessa famiglia Baglioni è l’intraprendente ma sfortunato ingegnere Vinasco Baglioni, che tra 1855 e 1878 aveva dato molto impulso allo sfruttamento delle vene aurifere che segnavano e arricchivano il territorio del Malcantone (sempre alle pendici del monte Lema e del Paglione, ma al di là del confine svizzero).
Lago Ceresio, un'oasi di bellezza tra laghi e frontiere
È un incantevole specchio d'acqua incorniciato da non meno splendidi laghi, come il Maggiore e quello di Como, e spesso si riesce a scoprirlo solo navigando. È il Lago Ceresio o di Lugano, che vanta insenature naturali uniche al mondo e borghi riqualificati nel corso degli anni.
Dalla Valsolda, gioiello in terra comasca, alla Valganna e Valmarchirolo, ponte tra la Terra dei Sette laghi del Varesotto e il Canton Ticino, il paesaggio del Lago Ceresio è un regno di piste ciclabili, trekking, sport d’acqua e turismo culturale, ora prima destinazione certificata Fossil Free 2002 dal WWF della Svizzera italiana.
Il “Lago Ceresio–Un mondo tutto da scoprire” è il brand o marca di una nuova campagna di marketing, che fa della mobilità sostenibile la protagonista nella proposta turistica del territorio sostenuta dall’autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla. «Ci piace presentare l’offerta turistica – ha spiegato il vicepresidente Giovanni Bernasconi - come un itinerario da scoprire giorno dopo giorno con grande calma. È inoltre un territorio adatto anche a chi ama una vacanza on the road da fare in moto, ma anche con un veicolo elettrico o una mountain bike».
ARRIVI IN CRESCITA
La forza del territorio trova conferma anche nei numeri diffusi dalla Camera di Commercio di Varese. «A fine 2021 – ricorda Bernasconi - gli arrivi sul Ceresio hanno superato le 8mila presenze, pari a un incremento del 13,6% rispetto al 2020, e i pernottamenti hanno superato le 26mila giornate, con un +27,1% rispetto al 2019. Negli ultimi due anni la presenza media è passata dal 2 a 3 giorni».
L'itinerario culturale spazia dalla chiesa di San Martino, la “Piccola Cappella Sistina” a Castello Valsolda, alla galleria d’arte a cielo aperto di Claino con Osteno, dal “Piccolo Mondo Antico” di Villa Fogazzaro Roi al santuario della Caravina a Cressogno, meta di pellegrinaggi fin dal ‘600, ai borghi riqualificati nel corso degli anni del suo territorio.
TURISMO GREEN
Dalla Foresta demaniale di Valsolda (Como) alle piste ciclabili della Valganna e Valmarchirolo (Varese) e di Porlezza Menaggio, che collega i laghi Lario e di Lugano, Il turismo green offre ai cultori del benessere un’opportunità da vivere con relax e voglia di rigenerarsi attraverso immersioni a stretto contatto con la natura, scenari affascinanti, spazi aperti.
PISTA CICLABILE PORLEZZA-MENAGGIO
Con i suoi 13,5 chilometri la ciclabile che collega il Lago Ceresio con il Lago di Como è un itinerario green tra i più frequentati dagli escursionisti su due ruote. Si snoda lungo la ex ferrovia che univa Porlezza con Menaggio, inaugurata nel 1884. Da una tratta sterrata che attraversa e costeggia il lago di Piano, la ciclabile unisce i paesi di Porlezza, Carlazzo e Bene Lario, dove si trova la stazione di Bene-Grona, un’area verde e incontaminata. La tratta può essere percorsa anche a piedi.
LAVENA PONTE TRESA
Da qui parte la pista ciclabile della Valganna e Valmarchirolo, un percorso piuttosto facile che conduce alla scoperta di un’area di particolare rilevanza ambientale, punteggiata di interessanti monumenti storici.
Chi ama i cammini, da Lavena Ponte Tresa si snoda quello della Via Francisca del Lucomagno, un’antica via romana longobarda che da Costanza, nel centro Europa, porta a Pavia passando dalla Svizzera. Il tracciato è ben segnalato e in sicurezza. La Via può essere percorsa tutto l’anno, a piedi o in bicicletta. Alla meta, a Pavia, la Francisca prosegue verso Roma con la Via Francigena. Lungo il tragitto è possibile visitare beni Unesco, parchi naturali, beni artistici e storici.
LAGO DI PIANO
Il Lago di Piano è parzialmente costeggiato dalla pista ciclabile che collega Porlezza a Bene Lario, per proseguire fino a Menaggio e al Lago di Como. Di notevole interesse naturalistico, la Riserva rientra nei confini comunali dei paesi di Carlazzo e di Bene Lario. Si estende intorno al Lago di Piano (a metà strada tra Menaggio e Porlezza, vicino al Lago di Lugano) e, se pur di modeste dimensioni, è ricco di numerosi habitat naturali e offre paesaggi di incantevole bellezza. Nell’oasi sono presenti uccelli, anche di pregio, come il picchio, l’upupa, la civetta, il falco di palude, ma anche scoiattoli, lepri, volpi, tassi, martore, donnole, faine, cervi e caprioli.
Nelle foto (fonte:Autorità di Bacino del Ceresio): panorami e scorci del Lago Ceresio.






