Edizione n.16 di mercoledì 22 maggio 2019

Valli monti laghi

Quella Villa Clara dei Branca che ospitò la regina Vittoria

La ricerca di Federico Crimi nel 36esimo volume della rivista Verbanus, che sarà presentato a Laveno il 26 maggio

Ancora un tuffo nella piccola e grande storia del lago Maggiore e ancora una galleria di personaggi locali di conclamata rinomanza o sfumata notorietà nell’ultimo numero di “Verbanus”. Il nuovo numero della Rivista annuale della Società dei Verbanisti “rassegna per la cultura, l’arte, la storia del lago”, apparsa per la prima volta 36 anni orsono, sarà presentato a Laveno il 26 maggio (ore 18) nella Biblioteca comunale.
Tra gli argomenti delle 350 nuove pagine del volume primeggia, per novità e segnalazioni sconosciute, quello di Federico Crimi, che ha studiato Villa Clara di Baveno, oggi proprietà della famiglia Branca (quelli del famoso Fernet), ricostruendone la storia che per ora era nota soprattutto per aver ospitato nel 1879 la Regina Vittoria d’Inghilterra.

Vari e vasti gli studi e gli approfondimenti sulle sponde piemontese e lombarda e sulla parte svizzera. La carrellata di figure e avvenimenti spazia dall’estinta famiglia dei Crivelli al cardinale Cesare Monti, dagli intraprendenti emigrati gemoniesi in Etiopia all’astuto parroco di Cadero con Graglio che nel 1892 burlò i gendarmi svizzeri e naturalmente ad altri e numerosi scritti relativi all’area piemontese e rossocrociata.
Curiosità e nostalgia affiorano da vari argomenti riguardanti la sponda lombarda. Possono bastare titoli come “I fiammiferi di Porto, 1862-1863”, “Un <delitto d’onore>, tradimento e pistola” a Bosco Valtravaglia nel 1885, “I diritti di pesca Crivelli” a Luino tra il 1779 e il 1824, “La stazione internazionale” nel 1880 circa con una fotografia d’epoca, “L’Inferno al Teatro Sociale” sulla proiezione del film “L’Inferno” a Luino nel 1911 che ebbe tra i suoi registi anche il luinese A. Padovan, “Altre traversie per Vincenzo Peruggia” (vicenda del 1916 del celebre trafugatore della parigina Gioconda).
La Società dei Verbanisti è stata costituita nel 1981 dal libraio-editore Carlo Alberti e dagli studiosi Pierangelo Frigerio, Claudio Mariani, Pier Giacomo Pisoni, Franco Vercelotti. Sede: Il Chiostro, via Fratelli Cervi 14, Verbania (indirizzo mail: info@societaverbanisti.it).

Maccagno con Pino e Veddasca, al museo l’epopea di Antonio da Tradate

Al Civico museo, sabato 19 marzo (ore 18), inaugurazione della mostra “Antonio da Tradate. L’Arte Sacra nel Varesotto e Canton Ticino”, in cartellone fino al 17 aprile.
Protagonista della rassegna sarà un monumentale affresco del pittore Antonio da Tradate, la Crocifissione, realizzato nel 1503. Originariamente collocato sul muro esterno di una casa di Campagnano, fu strappato nella seconda metà degli anni Sessanta e oggi è conservato in una sala del palazzo municipale di Luino.
L’esposizione accompagna lo spettatore nei temi storici e artistici dell’arte medievale, grazie anche a venti pannelli che presentano le iconografie della Madonna del Latte, dell’Ultima cena e del Ciclo dei mesi, le più frequentemente attestate nel territorio insubrico. La serie di pannelli e il catalogo annesso sono stati curati da Paola Viotto, Francesca Urizzi, Sara Poretti e Laura Bonicalzi e realizzati dallo studio Concreo di Andrea Benzoni. Uno spazio particolare è dedicato alle tracce lasciate a Maccagno dal pittore rinascimentale, dove pare abbia trovato ispirazione e mecenati disposti ad assicurarsi la sua arte.
La mostra rimarrà aperta il venerdì dalle 14.30 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso gratuito.

Conferenza su Leonardo e l’arte delle macchine
Secondo appuntamento, venerdì 18 marzo (ore 21), di Ottavio Brigandì sulla vita e le opere di Leonardo al Punto d’Incontro di Maccagno (complesso Auditorium). La serata sarà dedicata al tema “Leonardo artista delle macchine. Sogni e studi di un ingegnere visionario” e si prefigge di presentare lo scienziato e l’uomo dietro il mito che da oltre cinque secoli lo avvolge.
Il terzo e ultimo incontro si terrà venerdì 1° aprile e avrà come tema “Leonardo in grande. I progetti ad alto impatto ambientale”. Organizza la Pro Loco, l’ingresso è libero.

Prima semifinale per “Uniti nell’arte”
Sabato 19 marzo (ore 20.30) prende il via all’Auditorium comunale il quarto concorso "Uniti nell'arte", rivolto ai giovani che amano il ballo e il canto. Un genere spesso replicato anche in diverse trasmissioni televisive, secondo la formula del “talent”.
Organizzato dall'Associazione Liberi e Forti di Luino guidata dal presidente Antonino Trio, la manifestazione collabora, tra gli altri, con Fondazione Comunitaria del Varesotto, Comune di Luino, Unicef, Radio Studio 92. Quella maccagnese sarà la prima di tre tappe di selezione, che toccheranno anche Erba (12 aprile) e Fagnano Olona (22 maggio). La finale si terrà invece al Teatro Sociale di Luino, venerdì 10 giugno. Anche quest'anno è confermata la presenza tra gli organizzatori dell'associazione Exodus di don Antonio Mazzi, da sempre attento ad avvicinare i giovani e parlare il loro linguaggio. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.

Nuovo statuto comunale, bozza online
Dal 10 marzo é online la bozza del nuovo statuto comunale di Maccagno con Pino e Veddasca. Come decretato dal commissario prefettizio Pasqualina Ferra durante la sua reggenza ad interim da febbraio a maggio 2014, fino ad oggi era rimasto in vigore lo statuto dell'allora Comune di Maccagno. Nel settembre 2014 è stata introdotta una parziale modifica alla carta fondante del nuovo comune, che introduce i municipi con le figure dei prosindaci e dei consultori.
Ora, fino all'11 aprile, sarà possibile comunicare suggerimenti e proposte di modifica e integrazione al testo depositato mediante una email o consegnando una nota scritta al protocollo del comune di Maccagno con Pino e Veddasca. L'approvazione definitiva del nuovo statuto avverrà prima dell’estate, durante una seduta del consiglio comunale. 

Bosco di Montegrino Valtravaglia, primo Museo d’arte sacra nell'alto Varesotto

Altra tappa del progetto di recupero e valorizzazione grazie al volontariato di alcuni parrocchiani
museo, foto Achille Locatelli

In Bosco di Montegrino Valtravaglia (Varese) un nuovo progetto sta per essere realizzato nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione, grazie alla collaborazione fra l’associazione culturale Amici di G. Carnovali detto il Piccio e il parroco, don Giovanni Giudici: l’apertura del primo nucleo di un Museo d’arte sacra, unico nel nord della provincia di Varese.
Il lungo lavoro, iniziato nel 2010 per recuperare alcune tele della quadreria della chiesa, ha permesso di realizzare il restauro di tre opere seicentesche, di notevole pregio artistico, che saranno esposte in sede stabile, nella rinnovata sala adiacente alla sacrestia. Il locale è stato totalmente ristrutturato negli intonaci, nella pavimentazione, negli impianti elettrici e di protezione, grazie all’impegno di alcuni parrocchiani, che hanno offerto gratuitamente le loro competenze e tante ore di lavoro per allestire un ambiente adeguato alla custodia delle tele.

OPERE DAL '600 AL '900
Sulle pareti del nuovo Museo si possono ora ammirare le tre tele seicentesche “Il sacrificio di Isacco” della scuola del Vermiglio, il “Battesimo di Cristo” di scuola lombarda e una raffinata copia da Perugino “Madonna in trono con Bambino fra i Santi Giovanni Evangelista e Agostino”.
Anche il prezioso Manto della Madonna, piviale settecentesco donato alla chiesa di Bosco da una sposa della famiglia dei Visconti, restaurato nel 2013, ha trovato posto nella sala museale, all’interno di una grande bacheca appositamente realizzata con il contributo di una coppia di coniugi boschesi.
Nel museo sono esposti anche due quadri significativi per la storia della parrocchia, che ritraggono don Ambrogio Parietti, il sacerdote che nel 1708 posò la prima pietra per edificare l’attuale chiesa, e don Augusto Dell’Acqua, parroco dal 1916 al 1965, che resse la parrocchia per cinquant’anni e fece costruire la nuova torre campanaria, la grotta di Lourdes e promosse numerosi altri interventi.
Completano l’esposizione due opere del pittore Massimo Antime Parietti - nato a Bosco cento anni fa - il Ritratto di don Nivo Formentini, sacerdote boschese di nascita, e un “Panorama del paese di Bosco” dominato dalla sua grande chiesa, dipinto donato dall’autore nel 1989 in occasione del quarto centenario della parrocchia.

CONTRIBUTI E PROGETTO
Il Museo d’arte sacra di Bosco ha potuto essere realizzato grazie al prezioso sostegno finanziario di vari privati e istituzioni bancarie o fondazioni. Sono alcuni affezionati parrocchiani, la ditta SIPI, la Banca Popolare di Milano, la Fondazione Comunitaria del Varesotto e la Fondazione Unione Banche Italiane per Varese. La ricerca dei finanziamenti e dei permessi di Curia e Soprintendenza è stata condotta da Carolina De Vittori, mentre Achille Locatelli ha coordinato tutti i lavori di recupero della sala museale.
Il Museo di Bosco va pertanto ad aggiungersi, all’interno degli spazi parrocchiali, ad un’altra esposizione diventata ormai famosa a livello internazionale: il “Presepe di radici di Fermo Formentini” anch’esso allestito in modo permanente nella chiesa di Bosco, luogo da non trascurare per chi ama l’arte nascosta, ma non secondaria, dei piccoli borghi.
L’auspicio è quello di concludere il progetto museale con la ristrutturazione della grande sacrestia e con il restauro delle altre tele che attendono qualche generoso finanziatore.

INAUGURAZIONE CON VICARIO EPISCOPALE
Il Museo d’arte sacra di Bosco sarà inaugurato sabato 3 maggio 2014 a partire dalle ore 20.30 con un concerto d’organo eseguito da Ivan Pedrocca, alla presenza del vicario episcopale di Varese, monsignor Franco Agnesi.
La visita al museo resterà aperta nel pomeriggio di domenica 4 maggio, festa patronale di Bosco, e tutti i giorni festivi, al termine della messa delle ore 9.
Si possono prenotare visite guidate per gruppi contattando gli “Amici del Piccio” (tel. 0332-508203).
Carolina De Vittori 

Alto Varesotto, l’inverno più piovoso da 40 anni

Forcora, foto Cai Luino

(Pat) Ecco un record di cui avremmo fatto volentieri a meno. Nel varesotto l’inverno a cavallo tra il 2013 e il 2014 è stato il più piovoso almeno degli ultimi quarant’anni. A registrarlo con la consueta precisione sono i dati del Centro Geofisico prealpino di Varese, nonostante alla fine del periodo più freddo manchi ancora oltre un mese.
E’ sufficiente sommare le piogge cadute a dicembre (302 mm), gennaio (234) e febbraio (195 fino a lunedì 10) e il totale arriva a 731 millimetri, quasi la metà della pioggia che normalmente cade in un anno. La stagione rigida fin qui più piovosa era stata nell’inverno del 1974, anno in cui si raggiunsero i 569 millimetri d’acqua.
L’eccezionalità di questo scorcio d’anno è data anche dalla quantità di neve caduta al suolo. Se al Campo dei Fiori ne sono stati registrati 120 centimetri, in Forcora (Valveddasca) il metro e mezzo è stato abbondantemente superato: ironia della sorte, proprio nella stagione in cui gli impianti di risalita sono fermi in attesa della loro sostituzione, che inizierà in primavera. Anche se non è diversa la pista baby con il tappeto di risalita per i bambini, costantemente chiusa nonostante non sia interessata da analoghi lavori di manutenzione.
Intanto, gli esperti consigliano di non mettere da parte sciarpe e cappelli. Nessuno si lasci attirare dalle prime giornate di bel tempo. Le temperature rigide non sono destinate a finire a breve e l’uscita dal “generale inverno” si annuncia problematica. Unica soddisfazione, per chi se lo potrà permettere, iniziare a sfogliare i cataloghi estivi all’ombra delle palme tropicali. Qui, per ora, sono solo un miraggio lontanissimo. 

Monteviasco, inaugurato il monumento ai Caduti

(Kit) Domenica 16 giugno una gran folla di alpini provenienti dalle sezioni del Luinese, sindaci, abitanti e una gran folla di curiosi hanno fatto da cornice alla manifestazione per il 57° anniversario di fondazione del Gruppo delle Penne Nere di Monteviasco.
Durante la cerimonia, è stato inaugurato il monumento ai Caduti, eretto nel 1961 e restaurato per l’occasione. Grandissima la soddisfazione per il capogruppo Orazio Morandi e il sindaco di Curiglia con Monteviasco Ambrogio Rossi, che hanno visto concretizzarsi il grande lavoro svolto in collaborazione con i tanti volontari che non hanno voluto far mancare il proprio aiuto.
Dopo la sfilata allietata dalle note del locale Corpo musicale, è stata celebrata la messa sul prato di San Rocco, nei pressi dell’Osservatorio astronomico. A tutti si è presentata una vista mozzafiato sui cinque paesi della Veddasca, fino a vedere uno spicchio di lago Maggiore. Il rancio alpino nell’ex asilo di Monteviasco ha chiuso una giornata da ricordare, perfettamente riuscita anche grazie alla preziosa presenza del Gruppo Amici Monteviasco. 

Vespe e calabroni nel Varesotto, in sei mesi quasi duemila interventi

Bilancio dell’attività di vigili del fuoco e protezione civile

Dal 1° giugno a tutto novembre 2012 sono stati quasi duemila gli interventi di disinfestazione di vespe e calabroni nel Varesotto. Alla bonifica hanno operato vigili del fuoco e Provincia di Varese.
In dettaglio, i vigili del fuoco sono stati impegnati in 1.185 casi tra giugno (110), luglio (280), agosto (453), settembre (227), ottobre (108) e novembre (7). A questi interventi vanno aggiunti i 751 presi in carico dalla Protezione civile della Provincia di Varese. 

Cassano Valcuvia, inaugurato il Centro Documentale “Linea Cadorna”

In occasione dell’annuale commemorazione della battaglia del S. Martino

Giornata memorabile quella di domenica, 18 novembre, nella quale si è posta una pietra miliare sul percorso, spesso faticoso, del recupero della memoria storica del nostro territorio.
L’occasione la celebrazione della commemorazione della battaglia del S. Martino, che quest’anno si è tenuta a Cassano Valcuvia (Varese), dove è stato inaugurato il Centro Documentale Frontiera Nord “Linea Cadorna”, fortemente voluto dal sindaco Marco Magrini e dalla Comunità Montana Valli del Verbano di cui è presidente. Un’opera realizzata anche con il contributo della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo.
Sei sale espositive raccontano la storia della linea di difesa Cadorna, della cruenta battaglia partigiana del S. Martino, evidenziando nel contempo, in modo dettagliato, la geologia, la geomorfologia, la fauna, la flora e gli aspetti naturalistici della nostra zona. Un lavoro che si è avvalso della preziosa consulenza di Francesca Boldrini, Gianfranco Giannantoni e Federico Pianezza, coadiuvati da numerosi collaboratori cassanesi.

Istituzione unica nel Varesotto
Le sale multimediali espositive sono dotate di strumentazioni audio-visive, di pannelli iconografici, di punti interattivi e di documenti ed oggetti pertinenti alle varie tematiche trattate. Il fabbricato che accoglie il Centro è stato donato al comune dalla famiglia Giani in memoria del partigiano Marco Giani.
Un’istituzione unica nella nostra provincia, destinata a diventare un polo di riferimento per le scuole, per i ricercatori, per la promozione di un’articolata offerta culturale e didattica. Questo l’auspicio espresso più volte durante la mattinata dal presidente Magrini e dalle varie personalità intervenute. Una cerimonia che ha visto la presenza di una folta rappresentanza dei comuni della provincia, insieme ai sindaci o ai loro delegati.

Reduci del S. Martino
Un gran numero di gonfaloni, gli uni accanto agli altri, hanno sfilato, al termine della messa nella chiesa parrocchiale, lungo le vie del paese per convergere nella piazza dove sorge il monumento ai Caduti. Momenti di intensa commozione soprattutto quando Pietro Somaini, uno dei reduci del S. Martino, ha rievocato i drammatici avvenimenti di cui è stato testimone e protagonista. Sul palco d’onore anche Carlo Alini, classe 1916, lui pure scampato al massacro. Presenti inoltre il prefetto di Varese, Giorgio Franco Zanzi, Luca Marsico, vicepresidente della Provincia, il senatore Giuseppe Zamberletti, l’ex assessore regionale Raffaele Cattaneo, il presidente provinciale dell’ANPI, Angelo Chiesa. Da parte di tutti gli oratori è stato ribadito l’invito, in un momento di generale sconforto come quello che stiamo attraversando, a dare concreta attuazione agli ideali di libertà, di impegno politico e sociale, per i quali i partigiani del S. Martino hanno combattuto mettendo a repentaglio la loro vita. (Altre immagini sulla manifestazione in Prima pagina)
Emilio Rossi 

Ferrera di Varese, nuovo tratto di pista ciclabile

A Ferrera di Varese sabato 22 settembre è stato inaugurato il tratto di pista ciclabile che arriva fino a Cassano-Rancio, in Valcuvia, dove fa capo la pista proveniente da Luino-Germignaga. L’opera è stata realizzata in due lotti dalla comunità montana Valli del Verbano con finanziamento interamente regionale (poco più di 800 mila euro).
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Gabriele Morello, l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, il presidente della Provincia di Varese Dario Galli, i presidenti delle Valli del Verbano, Marco Magrini, e del Piambello, Maria Sole De Medio.
In prossimità della vecchia filanda, un tempo proprietà di Calcaterra, il tracciato di fondovalle si divide. Una diramazione sale con ampi tornanti da dove ammirare scorci panoramici sulla Valcuvia, Valtravaglia e sui monti che vi si affacciano: Pian Nave e San Martino. La pista incrocia e ripercorre per un tratto il sedime della tramvia, che un tempo congiungeva Luino a Varese passando da Grantola. Il tracciato passa quasi sopra le famose cascate di Ferrera, attraversa con un ponticello il torrente e incontra alcune aree verdi tra le insenature del corso d’acqua.
Al momento la pista arriva nel centro storico di Ferrera, vicino alla piazzetta dell’asilo e il sagrato della chiesa. A breve sarà terminato il tratto per congiungere la nuova pista con quella che attraversa la Valganna e la Valmarchirolo fino a Ponte Tresa, permettendo di arrivare in Canton Ticino su un percorso sicuro, protetto e nel verde.

Germignaga, in porto il recupero dell'ex Colonia elioterapica

Elioterapica

A Germignaga (Varese) procede il recupero dell’ex Colonia elioterapica, uno dei rarissimi se non l'unico esempio del genere affacciato sull'acqua. L’impresa Edilceresio di Porto Ceresio ha concluso entro la prevista scadenza di un anno il primo lotto iniziato nell’aprile 2011 e venerdì 27 luglio l’assessore regionale Raffaele Cattaneo ha effettuato un sopralluogo insieme con il sindaco Enrico Prato e il presidente della Comunità montana Valli del Verbano Marco Magrini.
I lavori riguardavano il consolidamento delle strutture esistenti, compreso il rifacimento di alcune solette e il rinforzo di altre con fibre di carbonio, oltre alla posa di un pontile per l'approdo temporaneo di natanti.
La spesa (650.000 euro) è stata finanziata per 400.000 euro dall’amministrazione germignaghese e per i restanti 250.000 da Regione Lombardia.
Al completamento della “Bislunga”, come da alcuni anni in qua l’edificio viene chiamato per le sue linee slanciate nel lago simili a una nave attraccata ad un molo, mancano due altri lotti di lavori. Il primo è calcolato in 250mila euro a carico dell’amministrazione comunale e consentirà la sistemazione dei viali e l'ampliamento del pontile di approdo, in linea con la realizzazione della linea navigabile Locarno-Ticino-Venezia. Nel 2013 infine il terzo lotto chiuderà la partita con le finiture degli impianti, indispensabili per usare il fabbricato come sala polivalente pubblica.
Le opere in progetto sono state eseguite previa autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici. Le coloriture ricalcano quelle originali e il recupero ha rispettato anche una peculiarità della struttura, la pendenza del pavimento verso il lago come il viale di accesso.

Era in Inghilterra il dipinto "Ritratto di Cristo" di Crespi rubato a Castiglione Olona nel 1989

L'hanno rintracciato i Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Roma e Monza attraverso sofisticate indagini telematiche

Risale al 1989, esattamente alla notte tra il 16 e 17 gennaio, il furto in una abitazione di Castiglione Olona del dipinto di inizio Seicento “Ritratto di Cristo”. L'olio su tavola, di 64 per 48 centimetri, è attribuita al pittore bustese Daniele Crespi (1597-1630), formatosi alla scuola istituita da Federico Borromeo alla Pinacoteca Ambrosiana. A lui, nel 2006 la città natale dedicò una mostra monografica, radunando opere conservate nei musei italiani e stranieri.
I Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Roma e quelli del competente nucleo di Monza, nel novembre 2011, a seguito di accertamenti telematici su sito specializzato (censisce risultati d’asta di tutto il mondo), avevano accertato che il quadro era stato posto in vendita nel 2004 a un'asta di “Sotheby’s” di Londra, la quale risulta comunque estranea alla vicenda. Le foto ricavate dal sito permettevano così agli eredi legittimi di riconoscere con certezza il dipinto che era appartenuto al padre, nel frattempo mancato.
I particolari tecnici della vicenda lasciano ipotizzare un ingresso clandestino del quadro nel Regno Unito e in quest’ottica è stato richiesto dal Pubblico Ministero di Varese Massimo Politi, attraverso rogatoria internazionale, di farlo rientrare in Italia. Le ipotesi di reato formulate dalla Procura varesina, diretta da Maurizio Grigo, sono di “ricettazione” e “riciclaggio” (reati non ancora prescritti secondo la legge italiana) e di furto ed esportazione illecita di opera d’arte (reati prescritti secondo la legislazione italiana). La richiesta si fonda anche sulla Convenzione europea di assistenza giudiziaria (CEAG) in materia penale, ed è diretta alle autorità britanniche per recuperare il bene, sottoporlo a sequestro e acquisire la documentazione necessaria a individuare i respoonsabili. Una volta ottenuto il via libera dall’autorità giudiziaria inglese, i Carabinieri voleranno nel Paese anglosassone per riportare a casa il dipinto. 

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