Edizione n.11 di mercoledì 25 marzo 2020

Svizzera

Gli "Ospiti estranei" di Verena Stefan

Con la efficace traduzione di Emanuela Cavallaro, giunge in Italia il romanzo dell'autrice di "Häutungen", libro-manifesto del movimento femminista svizzerotedesco

Sempre attenta a quel che succede nel panorama letterario elvetico, questa volta Luciana Tufani ci propone davvero un piccolo gioiello di scrittura: l’ultimo romanzo di Verena Stefan nella limpida ed efficace traduzione di Emanuela Cavallaro.
L’autrice, nata e cresciuta a Berna, si é trasferita prima in Germania e poi in Canada, patria della sua compagna di vita. Da quest’ultima esperienza, a cui si accompagna quella dolorosa di un cancro al seno combattuto e vinto, nasce lo spunto per questo romanzo.
Sin dalle prime pagine il lettore viene coinvolto in un fluire di immagini ed emozioni, una corrente che trascina lontano. Si penetra nel pensiero di una straniera che entra non solo in un territorio nuovo, ma é sopraffatta dalla difficoltà della comunicazione linguistica. C’é nel testo un eccezionale gioco di lingue che percepiamo chiaramente grazie all’ottima traduzione dal tedesco, che viene spesso interrotto da inserti in inglese e francese.
Per Verena infatti il linguaggio é il segno tangibile della patria ed é quindi tutta tesa ad assimilare al più presto i suoni e i contenuti dei due idiomi del nuovo paese in cui vive; fatica immane a cinquant’anni, quando la lingua cui puoi fare riferimento e di cui puoi fidarti, quella con cui per abitudine fai confronti, non sta più al centro e tutto intorno sembra franare.
A questo poi si aggiunge la brutta scoperta di un cancro al seno. Sarà però in qualche modo la malattia a darle la forza di vincere, non solo il carcinoma, ma anche le proprie difficoltà di ambientazione, grazie al sostegno e alle cure ricevute nel nuovo ambiente quebecchese.
Come già suo padre, tedesco trapiantato in Svizzera durante la guerra, Verena inizialmente si sente un’ospite estranea una “fremdschlafer”, termine burocratico con cui gli svizzeri indicano i richiedenti asilo che vengono sorpresi a dormire in un altro alloggio che non sia quello ufficialmente assegnato.
L’immenso paese tutto da scoprire - Montreal e la campagna circostante- la spaventa e la respinge, nonostante la gentilezza dei suoi abitanti e l’affettuosa pazienza con cui la sua compagna Lou cerca di renderla partecipe del proprio amore per il territorio e gli animali selvaggi che ancora lo popolano.
Troppo estremo il clima, anche per una svizzera non certo avvezza ai tepori mediterranei, ma comunque terrorizzata dai meno venti che Lou e la altre amiche invece affrontano con gioiosa semplicità. Troppo vasti gli spazi vuoti di uomini e case, in confronto alla pettinata e affollata campagna elvetica. Troppo selvaggi gli animali, cervi lupi e orsi; orsi veri, in libertà, non rinchiusi da generazioni in una fossa dalle lisce pareti al centro di Berna.
Ecco forse proprio la diversa condizione degli orsi, la aiuta a riflettere sulla diversità in genere della vita in Canada, sul rispetto della dignità che fin dal suo arrivo ha riscontrato: dal riconoscimento paritario del legame con la sua compagna, indipendente dalle sue scelte sessuali, alla tutela e alla cure durante la sua malattia.
Mai si é sentita discriminata come donna o come lesbica, ma il contesto culturale e l’ambiente naturale tanto diverso nei primi tempi del suo soggiorno la turbano più del previsto e le fanno perdere l’orientamento. Anche in questo però l’autrice riconosce la profonda diversità della sua esperienza da quella di suo padre, rimasto per tutta la vita “straniero’ in Svizzera, tollerato e controllato dalle autorità e dai vicini, nonostante tutta la sua buona volontà di far bene.
Il suo per fortuna invece é solo un disorientamento interiore, un personalissimo disagio, non dovuto all’ambiente esterno, che anzi cerca di aiutarla a inserirsi e che infine ci riuscirà. Pian piano Verena emergerà dalla malattia e dalle sue ansie, quando imparerà non solo a tradurre, ma a pensare in inglese: «La lingua, la parola scritta, é in effetti la mia patria più importante, quella che mi é sempre rimasta. Per me quello che importa é solo tradurre tutto in questa lingua.»
La parola scritta rimane però sempre il tedesco, che é per lei casa, famiglia, rifugio della mente nei momenti di stanchezza e di emozione. E poi come rendere in inglese la ricchezza di espressioni e la complessità strutturale della lingua madre?
I moti dell’anima, i ricordi d’infanzia, le bellissime descrizioni dei paesaggi innevati, scorrono infatti con fluidità nel racconto; la forma é scorrevole e snella, ma la struttura dei periodi é ricca e articolata.
Bellissima a mio parere soprattutto la terza e ultima parte del libro; ormai Verena ha ritrovato se stessa e può finalmente rientrare in Europa. Stavolta fa lei da guida alla sua compagna a Berna, la città dove ha lasciato un pezzo di cuore. E di nuovo i contrasti stridenti tra le due culture saltano agli occhi; il vecchio mondo appare forse più arido e stanco, ma l’amore é cieco e basta leggere il pezzo in cui Verena descrive i bernesi che fanno il bagno nell’Aare, per capire da che parte batte ancora il suo cuore.
Che dire? Un libro che ho apprezzato e che voglio rileggere, un libro serio, profondo ma non pedante, un’autrice che Tufani ha fatto benissimo a far conoscere in Italia e di cui spero si possa presto leggere altro.
Silvia Mori
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Verena Stefan, Ospiti estranei, Luciana Tufani editrice, Ferrara 2012, pp. 167, euro12,00. 

Mendrisiotto, la difficile vita delle api raccontata dal Museo della civiltà contadina

ape/locandina

Al Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto di Stabio (Svizzera) è in corso una esposizione tematica particolarmente attraente ed educativa, "Una Apis, nulla apis – cenni di apicoltura". All'inaugurazione dell'1 marzo è stata anche presentata la pubblicazione che l'accompagna, che entra nei dettagli di una conoscenza utile da approfondire.
La mostra è nata da una chiacchierata informale e si è poi trasformata in un sostanzioso lavoro sul mondo delle api. «Per affrontarlo – spiegano i responsabili del Museo - abbiamo chiesto la collaborazione della Società Ticinese di Apicoltura, rappresentata dal suo presidente Davide Conconi; dopo aver visto alcune sue foto non abbiamo potuto non coinvolgere Monica Rusconi, ci siamo lasciati dare qualche consiglio da Marco Bosia e infine anche Luca Menghini ci ha dato una mano».
Il percorso dell’esposizione è quasi un gioco “domanda e risposta” che intende soddisfare i tanti interrogativi sull’apicoltura e, pur senza allarmismi, sensibilizzare su ambito delicato.
I problemi sono noti infatti. Gli apicoltori negli ultimi anni incontrano molte difficoltà, in gran parte colpevoli gli insetticidi, i diserbanti, i pesticidi, l’inquinamento in generale, la mancanza di fiori. Basti pensare a quanti prati nei giardini e nelle aree pubbliche vengono tagliati troppo frequentemente per soddisfare canoni estetici che penalizzano proprio le api.
Come si sa le api non sono solo produttrici di ottimo miele e anche di cera. Sono indispensabili per l’impollinazione degli alberi, soprattutto quelli da frutto. La loro sparizione significherebbe il mancato percorso nella produzione di frutta e verdura necessaria all’uomo. Oltre a far conoscere lo splendido insetto impollinatore e la sua organizzazione sociale la mostra porta all'evidenza l’importanza della presenza delle api nella vita, nel paesaggio.
La mostra rimarrà aperta fino al 16 giugno 2016. Info, tel: +41 (0)91 641 69 90 – fax +41 (0)91 641 69 93, e-mail museo: museo@stabio.ch  -  marta.solinas@stabio.ch -  web: www.stabio.ch
Orari d'apertura: martedì, giovedì, sabato, domenica e giorni festivi 14-17. Aperture fuori orario sono possibili previo accordo 

Chiasso, più silenzio lungo la ferrovia

Entro maggio 2015 sarà installato oltre mezzo chilometro di pareti fonoisolanti – Spesa, 3 milioni di franchi

A Chiasso, nel Canton Ticino, il 23 giugno è iniziata la posa di pareti fonoisolanti lungo la linea ferroviaria. Entro maggio 2015 le Ferrovie federali svizzere installeranno, su mandato della Confederazione, 573 metri di pannelli antirumore su via Soldini, dal sottopasso di via Dunant fino al cavalcavia di via Interlenghi. Spesa, 3 milioni di franchi.
Le pareti permetteranno di ridurre sensibilmente il rumore causato dai convogli in transito a beneficio dei residenti. Per garantire la percorribilità della linea e la sicurezza del personale, una parte dei lavori sarà effettuata anche durante le ore notturne o in giorni festivi, in particolare nei mesi da dicembre 2014 a gennaio 2015.
Chiasso fa parte dei comuni ticinesi inseriti nel programma di risanamento fonico ferroviario nelle vicinanze dei centri abitati. In tutto il Ticino, a partire dal 2004, pareti fonoassorbenti, finestre fonoisolanti e risanamento del materiale rotabile garantiscono una ferrovia più silenziosa in molti comuni situati lungo le linee più esposte. 

Ginevra, "Ferite a morte", il dramma del femminicidio in diretta dalle Nazioni Unite su tvsvizzera.it

Oltre un terzo della popolazione femminile mondiale subisce violenza fisica o sessuale, molto spesso per mano di un partner. Lo dice un rapporto delle Nazioni Unite.
Dopo avere fatto tappa all’ONU di New York, a Washington, Londra e Bruxelles, il progetto teatrale sul femminicidio scritto da Serena Dandini in collaborazione con Maura Misiti sarà mercoledì 26, alle 19, al Palazzo dell’ONU di Ginevra in occasione della venticinquesima sessione del Consiglio dei Diritti umani.
I monologhi portati in scena attingono dalla cronaca e da indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, di un compagno, di un amante o di un ex. L’evento teatrale, in cui numerose figure femminili molto conosciute dal grande pubblico entrano attraverso un immaginario racconto postumo delle vittime, vuole essere un’occasione di riflessione, un tentativo di coinvolgere l’opinione pubblica, i media e le istituzioni.
Prodotto da Mismaonda, lo spettacolo sarà in francese, inglese e italiano. Sul palco, insieme alle autrici, ci saranno, tra le altre, Navi Pillay (alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani); Carla Del Ponte (ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia e ora membro della Commissione
internazionale indipendente d’inchiesta per la Siria); Cécile Kyenge (portavoce nazionale della Rete Primo Marzo); Mimma Viglezio (scrittrice e creative consultant); Maria Grazia Cucinotta (attrice e modella); Petula Clark (cantante e attrice); Ada Marra (consigliera nazionale); Lara Gut (campionessa di sci alpino).
La serata sarà ripresa e diffusa dalla RSI (a cura del Dipartimento cultura e in collaborazione tecnica con RTS), che manderà in onda lo spettacolo in video streaming live sul sito tvsvizzera.it e su feriteamorte.it oltre che sul sito dell'ONU.  

Valle Leventina, il totem Rsi racconta la memoria audiovisiva d'archivio

Sabato 21 dicembre è stato inaugurato al Museo etnografico di Leventina di Giornico il secondo totem multimediale interattivo della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Premiato dall’Organizzazione mondiale degli Archivi radiotelevisivi quale migliore progetto innovativo di valorizzazione d’archivio, già presente in Val Bregaglia, è stato ideato dal settore Valorizzazione Teche RSI, sviluppato in collaborazione con la SUPSI e il sostegno della CORSI. Il totem, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Accentus, si compone di uno schermo touch screen attraverso il quale raggiungere un’ampia selezione di contenuti audiovisivi d’archivio, dedicati in questo caso alla Valle Leventina.
Dal 1931 la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana osserva e racconta il suo territorio tramite la radio e, dal 1958, anche mediante le immagini. Gli archivi RSI sono quindi i custodi della memoria collettiva della Svizzera italiana. E Tosca Dusina, che ha curato i contenuti del totem, ha analizzato, in collaborazione con il team del Museo di Leventina diretto da Diana Tenconi, la storia della Leventina, scegliendo dal catalogo multimediale RSI i documenti più significativi.
Il Museo di Leventina, dopo una completa ristrutturazione, sarà inaugurato nella primavera prossima.
Alla cerimonia del 21 erano presenti il direttore RSI Dino Balestra, il presidente della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana Luigi Pedrazzini, il direttore della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Franco Gervasoni, il presidente dell’Ente Ticinese per il Turismo e membro del Consiglio della Fondazione Accentus Marco Solari, il presidente dell’Associazione Museo di Leventina Franco Celio.  

Morta la prima moglie di Piero Chiara

Nella serata di domenica 10 giugno è morta nella sua natale Zurigo Jula Scherb, prima moglie dello scrittore Piero Chiara. Nata nel 1916, era figlia di un primario medico. Giovanissima aveva incontrato il futuro marito a Luino, durante un viaggio con l'istitutrice. Nel 1936 il matrimonio e l'anno dopo la nascita del figlio Marco, mancato nel maggio 2011 a Milano.
L'unione aveva avuto breve durata e Jula Scherb aveva poi svolto la professione di farmacista, più tardi laureandosi anche in filosofia.
Le esequie si sono svolte mercoledì 13 a Zurigo, dove Scherb riposa nel cimitero ebraico.

San Bernardino Grigioni, anche le maschere di Baj nella mostra "Materia lignea"

In Galleria spazio28 - Inaugurazione 29 luglio

Con la mostra Materia lignea la Galleria spazio28 di San Bernardino Grigioni riprenderà dal 29 luglio il proprio dialogo con i materiali nell'arte, già affrontato nelle precedenti Segni di carta, Terrae, Legami metallici.
Protagonista, questa volta, il legno, antico e versatile che affianca l’uomo da sempre, fuori e dentro l'arte, e che trova naturale scenario nel paesaggio svizzero alpino, in cui ha sede la galleria. Qui sarà interpretato da dodici artisti secondo linguaggi tradizionali e contemporanei. Apriranno l'esposizione le maschere tribali di legno assemblato e dipinto di Enrico Baj, cui si affiancheranno gli artisti: Marco Balossi , Paolo Blendinger, Ivan Bonnecher, Francesco Ceriani, Mavi Ferrando, Nada Pivetta, Klaus Prior, Cristina Saez, Eduardo Toletti.Esposti inoltre le fotografie di Cristina Saez, interpretazioni dei legni di San Bernardino smaltati di Eva Winkler, i gioielli di Margherita Cassani.
Inaugurazione sabato 29 luglio alle 18.30, presenta Paolo Blendinger. Sempre sabato 29 luglio dalle 16.30 proiezione di “Sotto la pelle del castagno” e “Vincent’s dream”, animazione stopmotion di Cristina Saez con Giar Lunghi.
Orari: dal lunedì al venerdì 15 – 18, sabato e festivi  10 -13 e 15 – 18, dopo il 20 agosto solo nei weekend. In strada cantonale 28, San Bernardino Grigioni fino al 20 settembre.

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