Edizione n.14 di mercoledì 22 aprile 2026
Svizzera
Galleria di base del Gottardo, un’ora di viaggio in meno tra il Ticino e la Svizzera tedesca
In Svizzera, dal cambiamento d’orario del 10 dicembre 2023 fino a prima di Pasqua 2024, ogni weekend trentun treni veloci attraverseranno la galleria di base del San Gottardo con gli stessi tempi di percorrenza precedenti al deragliamento.
Il venerdì sera e il sabato mattina circoleranno da nord a sud un totale di diciassette treni, mentre da domenica pomeriggio ci saranno quattordici treni da sud a nord. Questi ultimi circoleranno anche nei giorni festivi. Inoltre, saranno aumentate le capacità per il traffico merci nei giorni feriali.
Con i suoi cinquantasette chilometri la galleria di base del San Gottardo non è solo il tunnel ferroviario più lungo del mondo, ma anche un importante collegamento tra nord e sud per la Svizzera e l’Europa, sia per il traffico merci sia per il traffico viaggiatori.
Nel trasporto merci le capacità necessarie per il traffico di transito e per quello interno sono garantite su entrambi gli assi (San Gottardo e Lötschberg). Dal lunedì al giovedì, tutte le tracce che attraversano la galleria di base del San Gottardo saranno a disposizione del traffico merci, mentre dal venerdì sera alla domenica sera circoleranno nella galleria sia i treni merci che quelli viaggiatori.
COLLEGAMENTI
Da nord a sud circolano sette treni il venerdì sera e dieci treni il sabato mattina. La maggior parte di questi parte da Zurigo, ma alcuni anche da Basilea/Lucerna. Tutti i treni arrivano a Lugano, mentre alcuni proseguono per l’Italia.
A partire da domenica pomeriggio e nei giorni festivi del 25 e 26 dicembre 2023 così come del 1° e 2 gennaio 2024, quattordici treni viaggiano da sud a nord in partenza dall’Italia, da Chiasso o da Lugano verso Zurigo e Basilea/Lucerna. Inoltre, è nuovamente disponibile il treno diretto da Bellinzona (in partenza alle 19.20) a Losanna, particolarmente apprezzato dagli studenti.
Zurigo, foto Ibis
Mendrisiotto, la difficile vita delle api raccontata dal Museo della civiltà contadina
Al Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto di Stabio (Svizzera) è in corso una esposizione tematica particolarmente attraente ed educativa, "Una Apis, nulla apis – cenni di apicoltura". All'inaugurazione dell'1 marzo è stata anche presentata la pubblicazione che l'accompagna, che entra nei dettagli di una conoscenza utile da approfondire.
La mostra è nata da una chiacchierata informale e si è poi trasformata in un sostanzioso lavoro sul mondo delle api. «Per affrontarlo – spiegano i responsabili del Museo - abbiamo chiesto la collaborazione della Società Ticinese di Apicoltura, rappresentata dal suo presidente Davide Conconi; dopo aver visto alcune sue foto non abbiamo potuto non coinvolgere Monica Rusconi, ci siamo lasciati dare qualche consiglio da Marco Bosia e infine anche Luca Menghini ci ha dato una mano».
Il percorso dell’esposizione è quasi un gioco “domanda e risposta” che intende soddisfare i tanti interrogativi sull’apicoltura e, pur senza allarmismi, sensibilizzare su ambito delicato.
I problemi sono noti infatti. Gli apicoltori negli ultimi anni incontrano molte difficoltà, in gran parte colpevoli gli insetticidi, i diserbanti, i pesticidi, l’inquinamento in generale, la mancanza di fiori. Basti pensare a quanti prati nei giardini e nelle aree pubbliche vengono tagliati troppo frequentemente per soddisfare canoni estetici che penalizzano proprio le api.
Come si sa le api non sono solo produttrici di ottimo miele e anche di cera. Sono indispensabili per l’impollinazione degli alberi, soprattutto quelli da frutto. La loro sparizione significherebbe il mancato percorso nella produzione di frutta e verdura necessaria all’uomo. Oltre a far conoscere lo splendido insetto impollinatore e la sua organizzazione sociale la mostra porta all'evidenza l’importanza della presenza delle api nella vita, nel paesaggio.
La mostra rimarrà aperta fino al 16 giugno 2016. Info, tel: +41 (0)91 641 69 90 – fax +41 (0)91 641 69 93, e-mail museo: museo@stabio.ch - marta.solinas@stabio.ch - web: www.stabio.ch
Orari d'apertura: martedì, giovedì, sabato, domenica e giorni festivi 14-17. Aperture fuori orario sono possibili previo accordo
Chiasso, più silenzio lungo la ferrovia
A Chiasso, nel Canton Ticino, il 23 giugno è iniziata la posa di pareti fonoisolanti lungo la linea ferroviaria. Entro maggio 2015 le Ferrovie federali svizzere installeranno, su mandato della Confederazione, 573 metri di pannelli antirumore su via Soldini, dal sottopasso di via Dunant fino al cavalcavia di via Interlenghi. Spesa, 3 milioni di franchi.
Le pareti permetteranno di ridurre sensibilmente il rumore causato dai convogli in transito a beneficio dei residenti. Per garantire la percorribilità della linea e la sicurezza del personale, una parte dei lavori sarà effettuata anche durante le ore notturne o in giorni festivi, in particolare nei mesi da dicembre 2014 a gennaio 2015.
Chiasso fa parte dei comuni ticinesi inseriti nel programma di risanamento fonico ferroviario nelle vicinanze dei centri abitati. In tutto il Ticino, a partire dal 2004, pareti fonoassorbenti, finestre fonoisolanti e risanamento del materiale rotabile garantiscono una ferrovia più silenziosa in molti comuni situati lungo le linee più esposte.
Ginevra, "Ferite a morte", il dramma del femminicidio in diretta dalle Nazioni Unite su tvsvizzera.it
Oltre un terzo della popolazione femminile mondiale subisce violenza fisica o sessuale, molto spesso per mano di un partner. Lo dice un rapporto delle Nazioni Unite.
Dopo avere fatto tappa all’ONU di New York, a Washington, Londra e Bruxelles, il progetto teatrale sul femminicidio scritto da Serena Dandini in collaborazione con Maura Misiti sarà mercoledì 26, alle 19, al Palazzo dell’ONU di Ginevra in occasione della venticinquesima sessione del Consiglio dei Diritti umani.
I monologhi portati in scena attingono dalla cronaca e da indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, di un compagno, di un amante o di un ex. L’evento teatrale, in cui numerose figure femminili molto conosciute dal grande pubblico entrano attraverso un immaginario racconto postumo delle vittime, vuole essere un’occasione di riflessione, un tentativo di coinvolgere l’opinione pubblica, i media e le istituzioni.
Prodotto da Mismaonda, lo spettacolo sarà in francese, inglese e italiano. Sul palco, insieme alle autrici, ci saranno, tra le altre, Navi Pillay (alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani); Carla Del Ponte (ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia e ora membro della Commissione
internazionale indipendente d’inchiesta per la Siria); Cécile Kyenge (portavoce nazionale della Rete Primo Marzo); Mimma Viglezio (scrittrice e creative consultant); Maria Grazia Cucinotta (attrice e modella); Petula Clark (cantante e attrice); Ada Marra (consigliera nazionale); Lara Gut (campionessa di sci alpino).
La serata sarà ripresa e diffusa dalla RSI (a cura del Dipartimento cultura e in collaborazione tecnica con RTS), che manderà in onda lo spettacolo in video streaming live sul sito tvsvizzera.it e su feriteamorte.it oltre che sul sito dell'ONU.
Valle Leventina, il totem Rsi racconta la memoria audiovisiva d'archivio
Sabato 21 dicembre è stato inaugurato al Museo etnografico di Leventina di Giornico il secondo totem multimediale interattivo della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Premiato dall’Organizzazione mondiale degli Archivi radiotelevisivi quale migliore progetto innovativo di valorizzazione d’archivio, già presente in Val Bregaglia, è stato ideato dal settore Valorizzazione Teche RSI, sviluppato in collaborazione con la SUPSI e il sostegno della CORSI. Il totem, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Accentus, si compone di uno schermo touch screen attraverso il quale raggiungere un’ampia selezione di contenuti audiovisivi d’archivio, dedicati in questo caso alla Valle Leventina.
Dal 1931 la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana osserva e racconta il suo territorio tramite la radio e, dal 1958, anche mediante le immagini. Gli archivi RSI sono quindi i custodi della memoria collettiva della Svizzera italiana. E Tosca Dusina, che ha curato i contenuti del totem, ha analizzato, in collaborazione con il team del Museo di Leventina diretto da Diana Tenconi, la storia della Leventina, scegliendo dal catalogo multimediale RSI i documenti più significativi.
Il Museo di Leventina, dopo una completa ristrutturazione, sarà inaugurato nella primavera prossima.
Alla cerimonia del 21 erano presenti il direttore RSI Dino Balestra, il presidente della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana Luigi Pedrazzini, il direttore della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Franco Gervasoni, il presidente dell’Ente Ticinese per il Turismo e membro del Consiglio della Fondazione Accentus Marco Solari, il presidente dell’Associazione Museo di Leventina Franco Celio.
Morta la prima moglie di Piero Chiara
Nella serata di domenica 10 giugno è morta nella sua natale Zurigo Jula Scherb, prima moglie dello scrittore Piero Chiara. Nata nel 1916, era figlia di un primario medico. Giovanissima aveva incontrato il futuro marito a Luino, durante un viaggio con l'istitutrice. Nel 1936 il matrimonio e l'anno dopo la nascita del figlio Marco, mancato nel maggio 2011 a Milano.
L'unione aveva avuto breve durata e Jula Scherb aveva poi svolto la professione di farmacista, più tardi laureandosi anche in filosofia.
Le esequie si sono svolte mercoledì 13 a Zurigo, dove Scherb riposa nel cimitero ebraico.
San Bernardino Grigioni, anche le maschere di Baj nella mostra "Materia lignea"
Con la mostra Materia lignea la Galleria spazio28 di San Bernardino Grigioni riprenderà dal 29 luglio il proprio dialogo con i materiali nell'arte, già affrontato nelle precedenti Segni di carta, Terrae, Legami metallici.
Protagonista, questa volta, il legno, antico e versatile che affianca l’uomo da sempre, fuori e dentro l'arte, e che trova naturale scenario nel paesaggio svizzero alpino, in cui ha sede la galleria. Qui sarà interpretato da dodici artisti secondo linguaggi tradizionali e contemporanei. Apriranno l'esposizione le maschere tribali di legno assemblato e dipinto di Enrico Baj, cui si affiancheranno gli artisti: Marco Balossi , Paolo Blendinger, Ivan Bonnecher, Francesco Ceriani, Mavi Ferrando, Nada Pivetta, Klaus Prior, Cristina Saez, Eduardo Toletti.Esposti inoltre le fotografie di Cristina Saez, interpretazioni dei legni di San Bernardino smaltati di Eva Winkler, i gioielli di Margherita Cassani.
Inaugurazione sabato 29 luglio alle 18.30, presenta Paolo Blendinger. Sempre sabato 29 luglio dalle 16.30 proiezione di “Sotto la pelle del castagno” e “Vincent’s dream”, animazione stopmotion di Cristina Saez con Giar Lunghi.
Orari: dal lunedì al venerdì 15 – 18, sabato e festivi 10 -13 e 15 – 18, dopo il 20 agosto solo nei weekend. In strada cantonale 28, San Bernardino Grigioni fino al 20 settembre.
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