Edizione n.24 di mercoledì 17 luglio 2019

ecologia

Impianti ferroviari, in Svizzera stop ecologico a erbe infestanti

Le FFS testano alternative all’uso del glifosato nella zona dei binari

In Svizzera niente più erbicida per la rimozione delle erbe infestanti lungo gli oltre 7.600 chilometri di binari. Entro il 2025 le Ferrovie Federali Svizzere intendono rinunciare all’uso del glifosato, il diserbante finora impiegato, e regolare la vegetazione nel modo più ecologico possibile.

Il glifosato è l’unica sostanza autorizzata in Svizzera e nella zona degli impianti ferroviari viene impiegato a piedi e con prudenza e moderazione. Attrezzi ottimizzati consentono di tenere la bocchetta di spruzzatura vicino al suolo ed eliminare le erbacce in modo mirato, contenere il consumo di glifosato ed evitare la sua dispersione nell’ambiente. Rispetto alle ferrovie di altri Paesi, le Ffs consumano circa il 50 percento in meno di glifosato per chilometro di binario. Inoltre, con una quota inferiore al 2 percento sul totale di glifosato venduto in Svizzera, le Ffs sono tra le minori consumatrici.
Per valutare le possibili alternative, ad inizio 2018 le FFS hanno avviato uno specifico programma in stretta collaborazione con altre ferrovie e con l’Ufficio Federale dei Trasporti. La varietà di condizioni naturali ed architettoniche lungo le tratte ferroviarie non consente un’unica soluzione. Di qui il ricorso a differenti metodi di test, che si protrarranno per alcuni anni.
POSSIBILE ALTERNATIVA L'ACQUA BOLLENTE
Uno dei metodi alternativi più promettenti consiste nell’impiego di un veicolo per la spruzzatura di acqua bollente. Un veicolo di prova, dotato di un sensore di riconoscimento delle piante, getta acqua bollente sulle erbe indesiderate.
Oltre il veicolo di spruzzatura, si vanno tuttavia valutando altri metodi, che saranno testati nei prossimi anni. La lista spazia dai materiali che inibiscono la crescita delle piante al tappeto verde (coperture vegetali contro piante dannose nella zona dei margini), dalla robotica (controllo autonomo della vegetazione mediante robot) agli erbicidi biologici.
Sono metodi, tutti, complessi e onerosi. L'uso dei robot infatti presenterebbe enormi sfide tecnologiche e incognite finanziarie, mentre l’impiego di sostanze alternative chimiche (di origine biologica o meno) richiede una comprovata sostenibilità. Le Ffs , in collaborazione con i competenti organi pubblici, stanno esaminando l’impatto ambientale di sostanze alternative dal punto di vista della protezione delle acque sotterranee. L’autorizzazione per il loro uso sarà richiesta unicamente se accertata l’assenza di conseguenze negative per le acque. 

Grotte della Valceresio, trent’anni di esplorazioni e studi

Scoperte dagli speleologi oltre 70 grotte e una quarantina di risorgenze
speleologia

Oltre un trentennio di ricerche, esplorazioni e studi condotti sulle principali aree carsiche della Valceresio, alle porte di Varese. La scoperta di oltre 70 grotte e una quarantina di risorgenze, patrimonio naturale di grande importanza per la conoscenza e gestione delle risorse idriche locali. Informazioni preziose ed esclusive raccolte dagli speleologi e donate alla collettività attraverso una pubblicazione di elevato spessore scientifico.
Sono, queste, le coordinate del volume scientifico “Le grotte e le sorgenti carsiche dei Monti Monarco, Rho, Minisfreddo e Useria (Valceresio–Va)-Meteorologia e idrologia ipogea Chimismo delle acque" recentemente realizzato da Gian Paolo Rivolta, Guglielmo Ronaghi ed Edoardo Raschellà con la collaborazione del Gruppo Speleologico Prealpino e il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto. L'opera è stata presentata il 28 settembre a Villa Recalcati a Varese e ha inaugurato la mostra "Speleologia: immagini dal mondo sotterraneo", aperta dal 29 settembre all'1 ottobre a cura di Provincia di Varese, Cersaiac (Centro Ricerche e Studi su Ambiente, Ipogei e Acque Carsiche), Gruppo speleologico prealpino, Gruppo Grotte Cai Carnago.

CATASTO DELLE GROTTE
Le grotte si formano prevalentemente sulle montagne calcaree, aree caratterizzate da roccia di colore grigiastro formatasi anticamente da fondali marini.
Un esempio di casa nostra è rappresentato dal monte Campo dei Fiori, dalla Valceresio e dalla Valganna, luoghi ove sono presenti alcune centinaia di cavità naturali scoperte dagli speleologi. La più profonda di esse si trova sul monte Campo dei Fiori. La grotta Schiaparelli, scoperta nella seconda metà degli anni ’80, è stata esplorata sino ad oltre 700 metri di profondità, superando pozzi, gallerie, sale, cunicoli e ambienti ostili e pericolosi che impegnano gli esperti per lunghe ore, a volte per giorni interi, durante le loro ispezioni sotterranee.
Grazie all’opera di questi specialisti del sottosuolo, si è potuto istituire il catasto delle grotte, importante ed esclusivo archivio dove sono riportate tutte le grotte scoperte, l’esatta ubicazione dell’ingresso, la loro lunghezza e profondità, nonché le caratteristiche idrologiche e meteorologiche della cavità.
Al coraggio e alla preparazione di questi ricercatori si deve l'esplorazione delle acque sotterranee e la conoscenza di forme di coleotteri e insetti che, in molti casi, vivono esclusivamente negli ambienti bui e umidi delle grotte, formazioni minerali spettacolari e rare, creazioni della natura che devono assolutamente essere preservate. 

Chiasso, più silenzio lungo la ferrovia

Entro maggio 2015 sarà installato oltre mezzo chilometro di pareti fonoisolanti – Spesa, 3 milioni di franchi

A Chiasso, nel Canton Ticino, il 23 giugno è iniziata la posa di pareti fonoisolanti lungo la linea ferroviaria. Entro maggio 2015 le Ferrovie federali svizzere installeranno, su mandato della Confederazione, 573 metri di pannelli antirumore su via Soldini, dal sottopasso di via Dunant fino al cavalcavia di via Interlenghi. Spesa, 3 milioni di franchi.
Le pareti permetteranno di ridurre sensibilmente il rumore causato dai convogli in transito a beneficio dei residenti. Per garantire la percorribilità della linea e la sicurezza del personale, una parte dei lavori sarà effettuata anche durante le ore notturne o in giorni festivi, in particolare nei mesi da dicembre 2014 a gennaio 2015.
Chiasso fa parte dei comuni ticinesi inseriti nel programma di risanamento fonico ferroviario nelle vicinanze dei centri abitati. In tutto il Ticino, a partire dal 2004, pareti fonoassorbenti, finestre fonoisolanti e risanamento del materiale rotabile garantiscono una ferrovia più silenziosa in molti comuni situati lungo le linee più esposte. 

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