Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Estero

Discariche svizzere al confine, insorgono Cantello e Bizzarone

Le amministrazioni comunali e provinciali del Comasco e del Varesotto hanno chiesto sostegno al Consiglio regionale della Lombardia

A ridosso di Bizzarone (Como) il progetto svizzero è ancora in una fase arretrata, ma al confine con il Varesotto, a Cantello, la realizzazione di una discarica di materiali inerti è ai nastri di partenza e i rispettivi amministratori comunali e provinciali hanno chiesto sostegno al Consiglio regionale della Lombardia. Le due questioni, il 5 dicembre, sono state affrontate a Palazzo Pirelli in una seduta congiunta delle commissioni regionali Ambiente e Rapporti tra Lombardia e Confederazione Elvetica.
La Svizzera intende realizzare una discarica di materiali inerti in prossimità di Bizzarone e una nuova area di smistamento con annesso frantoio a poche decine di metri di distanza dalle abitazioni di Cantello. Scontato e comprensibile l'allarme delle popolazioni locali, minacciate da forme di inquinamento acustico e ambientale.
Il sindaco di Cantello Gunnar Vincenzi ha scritto a tutte le istituzioni italiane e svizzere, chiedendo di esprimere contrarietà a quest’opera. «Capiamo le esigenze industriali ma non a scapito – ha detto – della salute delle famiglie che da anni vivono in queste zone. Chiediamo l’aiuto della Commissione affinché intervenga laddove sia ancora possibile almeno evitando l’ubicazione del frantoio». I presidenti delle due commissioni, Luca Marsico e Francesca Brianza, hanno garantito massimo impegno. 

Campagna svizzera contro i frontalieri, Roma assicura

Il viceministro Staffan de Mistura ha risposto a un'interrogazione del parlamentare Enrico Borghi
Valico di Zenna

«Il governo continuerà a seguire le vicende degli Italiani in Svizzera con la massima attenzione». Così il vice ministro degli Affari Esteri del governo Letta, Staffan de Mistura, ha risposto in forma scritta all'interrogazione avanzata nei giorni scorsi dal deputato Enrico Borghi (Pd) che, all'indomani della campagna mediatica contro i lavoratori italiani in Canton Ticino, si era rivolto alla Farnesina chiedendo un intervento.
Per Borghi, la risposta del viceministro conferma «l'esigenza di mantenere una grande attenzione sulla vicenda, da un lato, e di riprendere un'iniziativa diplomatica nei confronti della Confederazione Elvetica, dall'altro». Bisogna, a suo avviso, «assicurare che nei negoziati attualmente in corso tra Svizzera e UE si segnino passi in avanti e non regressioni. L'attenzione mostrata dalla Farnesina è sicuramente un segnale positivo in tal senso».
Ecco di seguito la risposta integrale fornita dal rappresentante del Governo italiano al parlamentare democratico.

UN POSTO DI LAVORO SU QUATTRO
«Con riferimento alle iniziative del Governo tese a interrompere una retorica discriminatoria ed offensiva nei confronti dei lavoratori italiani occupati in Canton Ticino, si premette che la questione investirebbe, secondo dati del 2012 dell'Ufficio Federale di statistica svizzero, 55.554 connazionali (ovvero un posto di lavoro su quattro in Ticino). Ai frontalieri, poi, si aggiungono gli artigiani che in virtù degli accordi bilaterali di libera circolazione varcano la frontiera e lavorano a fattura insieme ai propri dipendenti a costi più competitivi di quelli presenti sul mercato ticinese.

CAMPAGNE ELETTORALI
La campagna contro i frontalieri è da inquadrare nel contesto pre-elettorale delle elezioni comunali del 14 aprile a Lugano, Mendrisio e Terre di Pedemonte. L'Unione Democratica di Centro del Ticino, che ha posto il tema dell'afflusso in Ticino di lavoratori frontalieri provenienti dall'Italia al centro della propria campagna politica, ha inteso cavalcare sia il disagio percepito dalla popolazione ticinese per il numero crescente di questa categoria di lavoratori (in aumento nel 2012 del 5,9% rispetto al 2011) e per i loro presunti effetti distorsivi sui salari e sull'economia locale, sia l'ondata di cordoglio provocata dalla recente scomparsa, il 7 marzo 2013., di Giuliano Bignasca, leader e fondatore della Lega dei Ticinesi. Un'analoga campagna, aggressiva e discriminatoria, se possibile di livello ancora più aspro, era stata condotta nel 2010-2011.
Nell'informare che non sono giunte né all'Ambasciata d'Italia a Berna, né al Consolato Generale d'Italia a Lugano - che da sempre mantengono un'elevata vigilanza sulla questione - comunicazioni da parte della collettività residente o da associazioni o patronati, giova sottolineare che il tema si riallaccia a una questione più ampia che riguarda tutti i cittadini della UE.

CONTINGENTAMENTO PERMESSI
Lo scorso 1° maggio, il Consiglio Federale ha infatti reintrodotto il contingentamento dei permessi di soggiorno nei confronti dei cittadini di otto Stati della UE (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria), ricorrendo alla "clausola di salvaguardia" prevista dall'Accordo CE-Svizzera sulla libera circolazione di persone. Stando a una recente intervista rilasciata dallo stesso Consigliere Federale Svizzero Burkhalter, è attualmente in corso di valutazione l'ipotesi di estendere la "clausola di salvaguardia", fino al limite massimo del 31 maggio 2014, ai cittadini di tutti i Paesi della UE, per far cadere le rimostranze mosse da Bruxelles circa la discriminazione tra i Paesi membri.

REFERENDUM CONTRO IMMIGRAZIONE
Nel giugno 2014 sarà inoltre sottoposta a referendum l'iniziativa popolare "Contro l'immigrazione di massa", promossa dall'UDC, che punta ad un ritorno sic et simpliciter al contingentamento dei permessi di soggiorno. Un anno più tardi, l'elettorato svizzero sarà chiamato alle urne per decidere dell'estensione della libera circolazione delle persone, alla Croazia, prossimo membro della UE. Tali temi sono al centro di negoziati attualmente in corso tra la Confederazione Svizzera e l'Unione Europea.
Il Ministero degli Affari Esteri continuerà a seguire, tramite l'Autorità diplomatica e consolare in Svizzera, le suddette questioni con la massima attenzione. Nel quadro della sua complessiva azione volta a tutelare, anche nel più ampio contesto europeo, i diritti e le aspirazioni dei lavoratori frontalieri e degli altri cittadini italiani residenti in Svizzera, la Farnesina manterrà uno stretto contatto con le Autorità svizzere, acquisendo ogni ulteriore utile informazione. Parallelamente, sarà anche cura delle nostre Autorità diplomatiche e consolari continuare a mantenere al corrente le competenti istanze italiane.
Staffan de Mistura - Vice Ministro degli Affari Esteri »

"Invia il tuo corto", piattaforma e trampolino di lancio con RSI

Corto sta per cortometraggio e “A qualcuno piace corto” è un programma che da due anni si propone con successo sui palinsesti della Televisione della Svizzera Italiana. Ogni estate offre al pubblico la possibilità di avvicinarsi a questa realtà piacevole e di qualità. Le puntate, presentate dal regista cinematografico ticinese Erik Bernasconi, propongono il meglio di quella che viene scherzosamente definita la cinematografia bonsai.
Prima dell’inizio della terza edizione televisiva però il sito internet della trasmissione si veste a nuovo, continuando ad ospitare la maggior parte dei cortometraggi di fiction, documentario e animazione andati in onda negli anni passati. Il materiale disponibile online è pensato per tutti coloro che vogliono restare aggiornati sulle produzioni dei nuovi talenti cinematografici svizzeri.
Ma soprattutto, anche quest’anno il sito diventa la piattaforma privilegiata per gli appassionati videoamatori e un potenziale trampolino di lancio: torna infatti “Invia il tuo corto”, concorso aperto a chiunque e senza limitazioni di genere o tema. In bianco e nero o a colori, realizzato con la videocamera o con il telefonino, che sia fiction, documentario o animazione, una giuria professionista prenderà indistintamente in considerazione tutti i partecipanti.
Uniche condizioni che il corto deve rispettare: non durare più di 10 minuti, essere autoprodotto, originale e in lingua italiana o sottotitolato in italiano. Sono ammessi al massimo tre cortometraggi per partecipante che dovranno essere caricati entro il 1° aprile 2013 sul sito RSI.ch/aqualcunopiacecorto previa compilazione del formulario di iscrizione.
Il miglior cortometraggio, oltre a vincere CHF 1000, verrà diffuso nella prima puntata della terza edizione di "A qualcuno piace corto".  

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

Tempi di Olimpiadi - 1912 Nino Cazzaniga, il luinese che correva come il vento

Era la fine della primavera del 1912 quando sulle pagine della Gazzetta dello Sport e di parecchi giornali sportivi inglesi salì agli onori delle cronache il luinese Nino Cazzaniga, emigrato nel Regno Unito per motivi di lavoro e grande appassionato di podismo.
L’occasione fu la corsa detta “delle 10 miglia” (Km 16 e 90 metri), tenutasi il 27 maggio 1912 a Londra, dove egli sfiorò la vittoria nonostante fossero presenti i migliori corridori mondiali del momento. Una lettera inviata al padre e arrivata ai cronisti dell’epoca descriveva con entusiasmo l’incredibile giornata di un luinese in terra straniera: prima della partenza gli amici di Nino erano increduli e si domandavano cosa sarebbe riuscito a fare in mezzo a tanti campioni.
In corsa c’erano Green, Brooks, Tucher, Stevan, Brown e altri altisonanti corridori dell’epoca, ma subito dopo lo start, avvenuto alle 4 del pomeriggio e sotto un sole caldissimo, Cazzaniga prese la testa del plotone e con un ritmo forsennato staccò tutti. Le prime tre miglia le percorse in 15 minuti e 35 secondi. Al quinto miglio era sempre alla testa della corsa, accompagnato dai calorosi e scroscianti applausi dei numerosi spettatori presenti lungo il percorso. Verso il sesto miglio venne seppur di poco superato, ma riuscì a mantenere la seconda piazza fino all’arrivo, dove i corridori erano attesi da più di 5000 entusiasti spettatori. Uno splendido servizio da the fu il premio per Nino Cazzaniga che però poche settimane dopo compì un’altra memorabile impresa: il 21 giugno 1912 sulla pista di Stamford Bridge realizzò il primato italiano di corsa sull’ora portando a 17 Km e 739 metri il nuovo limite detenuto da un altro storico podista varesino, il bustocco Carlo Speroni della Società Pro Patria.
L’importante risultato venne immediatamente trasmesso al consiglio direttivo della Federazione Italiana richiedendo di provvedere d’ufficio all’iscrizione del nostro Cazzaniga al novero dei partecipanti dell’imminente quinta edizione dei giochi olimpici, che si sarebbero tenuti a Stoccolma dal 29 giugno al 22 luglio 1912. Immediatamente anche lo Sport Club Italia di Milano, la società sportiva di Nino Cazzaniga, si attivò per aiutarlo a partecipare a questo importantissimo evento.
“Caso Pietri” e Olimpiadi di Stoccolma
Nell’Official Report of Olympic Games Stockholm 1912 troviamo il nominativo di Cazzaniga nella squadra italiana iscritta alla maratona insieme a Carlo Speroni, Francesco Ruggero e Orlando Cesaroni. Tuttavia, quest’ultimo e il nostro Cazzaniga non risultano fra i corridori partecipanti, mentre sia Speroni sia Ruggero furono costretti al ritiro in una delle maratone più drammatiche della storia dei giochi olimpici a seguito delle polemiche avvenute quattro anni prima a Londra. Con straziante arrivo l’italiano Dorando Pietri aveva tagliato il traguardo solo grazie all’aiuto di alcuni giudici che lo avevano sorretto negli ultimi metri, determinandone però la squalifica. La maratona del 1912 si dovette correre senza assistenza e con il divieto assoluto per massaggiatori, medici e accompagnatori di essere presenti lungo il percorso.
Dal dramma alla farsa
Una insolita e inusuale torrida giornata contribuì a stremare ulteriormente i partecipanti che in soli 35 su 68 partenti riuscirono a tagliare il traguardo. Il giorno successivo, il portoghese Francisco Làzaro, crollato al suolo durante la corsa per disidratamento e insolazione, morirà in ospedale, mentre passerà alla storia di questa edizione anche il caso di Shizo Kanaguri, atleta giapponese mai arrivato al traguardo e dato per disperso. In realtà ritiratosi in sordina, dopo aver trovato ospitalità presso una famiglia svedese, tornò in patria con una nave. Nel 1962 un giornalista svedese riuscì a rintracciarlo e lo invitò a ritornare in Svezia, dove simbolicamente tagliò il traguardo della maratona cinquant’anni dopo.
Renzo Fazio Germignaga

Dal Ticino in Lombardia, più treni e tutti i giorni

Le Ferrovie Federali Svizzere hanno intensificato il trasporto con Milano Centrale
Dal Ticino in Lombardia, più treni e tutti i giorni

In Canton Ticino collegamenti raddoppiati per e da Milano Centrale con i comodi Flirt e, la mattina, più posti a sedere sulla tratta Mendrisio-Lugano-Bellinzona. Sono le principali novità dell’orario Tilo in vigore sulle linee delle Ferrovie Federali Svizzere da domenica 9 dicembre.
Undici collegamenti
Mai così facile raggiungere “la Madonnina” dal Ticino, anche la domenica. Verso Milano si sono aggiunte due corse giornaliere, l’una completa l’orario del mattino, l’altra si inserisce nel pomeriggio. Da Milano invece si può raggiungere il Ticino tutti i giorni con un comodo Flirt Tilo anche il mattino, sul mezzogiorno e in serata. In totale vi sono 11 collegamenti Ticino-Milano Centrale, cinque andate e sei ritorni, che viaggiano sette giorni su sette, domeniche e festivi compresi.
Stazione FFS di Mendrisio
Alla stazione di Mendrisio è aperto il nuovo marciapiede di accesso ai treni regionali Tilo S10 e sulla tratta Mendrisio-Lugano-Bellinzona sono disponibili più posti a sedere grazie ad una fermata supplementare di un ICN. L’ICN per Zurigo, che parte alle 7.45 da Chiasso, ferma anche a Mendrisio alle 7.52. L’arrivo a Lugano è previsto alle 8.07, mentre nella capitale alle 8.32.
Il nuovo marciapiede (lungo 250 metri e largo 6.82 metri) è parte integrante della futura linea FMV Mendrisio–Stabio–Varese (-Malpensa) e sostituisce temporaneamente l’attuale marciapiede intermedio, che da gennaio sarà a sua volta sottoposto a un profondo rinnovo che si protrarrà sino al prossimo cambio orario, quello di dicembre 2013. In attesa dell’apertura al pubblico il 1° marzo 2013 del sottopasso pedonale centrale dotato di rampa conforme alla legge sui disabili, l’accesso al nuovo marciapiede può avvenire unicamente dal sottopasso nord. 

Piemonte, lavori sulla tratta Briga–Domodossola

Il traffico ferroviario sarà interrotto dal 28 luglio al 22 agosto

Sul versante italiano della rampa sud del Sempione, tra Iselle di Trasquera e Domodossola sono ammodernate le teste degli scambi. A causa dei lavori di costruzione eseguiti da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), dal 28 luglio al 22 agosto la tratta Briga–Domodossola sarà sbarrata al traffico ferroviario per diversi giorni e notti e in differenti orari.
Sulle tratte Iselle–Domodossola e Iselle–Briga circoleranno bus sostitutivi e pertanto il tempo di viaggio aumenterà di circa 30-60 minuti. La fermata dell’autobus di Iselle di Trasquera è situata a dieci minuti a piedi dalla stazione. Negli autobus sostitutivi non è possibile caricare biciclette e sedie a rotelle.
LUNGA PERCORRENZA
I viaggiatori dei treni del traffico a lunga percorrenza sono interessati unicamente durante cinque giorni tra le 10.30 e le 16.30.
Tutti i treni in partenza dalla Svizzera circoleranno secondo l’orario, fino a Iselle di Trasquera. Da Iselle sono previsti dei bus sostitutivi fino a Domodossola. Da Domodossola i collegamenti in coincidenza con il traffico a lunga percorrenza circoleranno in ritardo; in direzione opposta, i treni EuroCity da Milano Centrale a Domodossola circolano secondo l’orario. Da Domodossola in direzione della Svizzera circoleranno di nuovo bus sostitutivi fino a Iselle e da qui i treni in coincidenza circoleranno pure in ritardo. I viaggiatori diretti a Basilea cambieranno a Briga o a Berna e prenderanno i collegamenti ferroviari regolari.
Nel traffico regionale alcuni treni saranno soppressi e sostituiti da autobus e altri treni circoleranno in orari diversi. (si veda www.ffs.ch/trenoauto <http://www.ffs.ch/stazione-servizi/auto-bici/autoverlad/treno-auto.html>). Tale restrizione dell’esercizio rimarrà in vigore fino al 26 settembre 2014. 

Criminalità informatica, l’Unione Europea si coalizza

Una buona notizia da Bruxelles sul fronte di frodi online, abusi su minori online e altri reati informatici, che ogni giorno colpiscono un milione di persone nel mondo con danni per circa 290 miliardi di euro l’anno.
All’Aia, in Olanda, l’11 gennaio è stato inaugurato nell’Ufficio europeo di polizia (Europol) il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3). Sua missione saranno la fusione e il sostegno operativo, investigativo e forense alle indagini sugli attacchi all’e-banking e altre attività finanziarie online, allo sfruttamento sessuale dei minori online e ai reati contro i sistemi di informazione e delle infrastrutture critiche dell’Unione Europea.
Il contrasto a una criminalità intelligente e veloce nell’utilizzare le nuove tecnologie non può più limitarsi esclusivamente alle forze di polizia nazionali. Il nuovo ufficio segna una svolta nel modo dell’UE di affrontare la lotta. L’approccio alle operazioni tenderà a riunire competenze e informazioni, fornire sostegno alle indagini penali e promuovere soluzioni a livello dell’UE. 

Tv svizzera, in quattro lingue la Festa nazionale nelle Alpi

Venerdì 1° agosto su RSI LA 1 in diretta da Zernez i 100 anni del Parco nazionale svizzero

Una serata speciale, in un luogo altrettanto speciale e carico di storia. E' in programma alla tv svizzera su LA 1 per i festeggiamenti di due ricorrenze particolarmente care alla popolazione svizzera, il Natale della patria e il primo secolo di vita del Parco nazionale. Quest’anno sarà proprio la più famosa riserva botanica e faunistica del Paese ad ospitare il tradizionale appuntamento televisivo che SRG SSR dedica ai festeggiamenti del 1° agosto.
Trasmesso in diretta da Zernez a partire dalle 21 sulle tre reti televisive e prodotto quest’anno dalla Radiotelevisione Svizzera Romancia RTR, il programma si avvale di una conduzione nelle quattro lingue nazionali. Per la RSI il compito sarà affidato a Clarissa Tami con in cabina di commento Davide Gagliardi. Ad affiancarla i colleghi Jean Marc Richard (RTS), Sven Epiney (SRF) e Otmar Seiler (RTR).
Saranno cento minuti di immagini, musica, riflessioni e spettacolo con la consigliera federale Doris Leuthard ospite d’onore in qualità di ministro dell’ambiente. Quanto all’intrattenimento e alla musica, saranno assicurati da numerosi cantanti e musicisti grigionesi, dal cabarettista Flurin Caviezel e dal performer Joseph Stenz, protagonista di danze con il fuoco.
Poco prima della diretta nazionale - alle 20.40, sempre su LA 1 - anche Cash, il gioco on the road della RSI, andrà in onda dai Grigioni. Protagonisti alcuni dei parlamentari del Moesano eletti per la prossima legislatura.

Tv Svizzera, a Falò edifici da salvare tra antiche dimore e nuove ruspe

Stanno cadendo come birilli, o rischiano di farlo. Da Lugano a Bellinzona, da Locarno a Chiasso, ville storiche e antichi edifici finiscono sempre più spesso sotto i denti delle ruspe, di solito azionate dalla speculazione immobiliare. E se vi dicessero che già nell’800 i castelli di Bellinzona stavano per essere rasi al suolo e su ordine del Consiglio di Stato?
È dunque da tempo che il patrimonio culturale e architettonico cantonale continua a impoverirsi. Dopo i casi più recenti di alcune “demolizioni eccellenti”, come Villa Galli e Villa Branca a Melide o il Villino Salvioni a Bellinzona, cresce in Ticino la preoccupazione attorno a un fenomeno che pare inarrestabile.
La protesta popolare si fa sempre più sentire. Per esempio attraverso cittadini indignati che realizzano siti web di denuncia, oppure ambientalisti e associazioni per la salvaguardia dell’arte e della natura come la STAN, o ancora partiti politici, di destra e di sinistra, che promuovono petizioni tra la popolazione lanciando appelli per una maggiore tutela di quel che resta della storia architettonica e urbanistica ticinese. Quali sono le altre costruzioni “a rischio abbattimento”? Chi sono i proprietari e perché vogliono demolirle? È possibile e come evitare la distruzione? Le risposte, i protagonisti, le testimonianze nel reportage di Falò “Giù le ville, su le modine”, di Valerio Selle,in onda giovedì 22 maggio alle 21.05 su RSI LA 1.
In studio ne discuteranno Mario Branda, sindaco di Bellinzona; Ronnie David, capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale a Bellinzona, Renata Galfetti, segretaria cantonale CATEF.
Legato ancora all'edilizia anche il documentario di Harry Haener “Una sentenza antiruspe” che ci dice come in Svizzera ci siano ben 1.284 insediamenti d’importanza nazionale di cui 137 si trovano in Ticino.
Come proteggerli dalla crescente pressione edilizia che domina nel Paese? La risposta arriva da Rüti, un comune di 11mila abitanti nel Canton Zurigo dove, in un posteggio, doveva sorgere un edificio di sette piani. Il progetto non è piaciuto però a un semplice cittadino che, facendo leva sull’ISOS, l’Inventario federale dei beni
da proteggere, si è rivolto ai tribunali chiedendo di non modificare l’integrità del quartiere. Il primo aprile 2009 la sentenza del Tribunale federale: il nuovo edificio non verrà costruito, in ossequio alle norme di protezione elencate dall’Inventario. Si tratta di una sentenza storica che, facendo giurisprudenza, offrirebbe di fatto ai comuni uno strumento importante per la tutela degli edifici e per una pianficazione conservativa. Una domanda però resta aperta: perché il caso Rüti non ha fatto scuola? Perché, insomma, molte amministrazioni comunali non fanno fermare le ruspe?
Per domande e considerazioni è a disposizione il forum di Falò all'indirizzo email rsi.ch/falo e per sms al numero 955 con parola chiave Falò.
Repliche: LA 1 venerdì 23 maggio, a partire dalle 1.10; LA 2 venerdì 23 maggio, ore 12; LA 2 sabato 24 maggio, ore 1.35. 

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