Edizione n.1 di mercoledì 14 gennaio 2026
Lombardia
Cittiglio, a fianco dei pazienti nel Giardino di Elisa
Promuovere la cura dello spazio verde e mettere in risalto che i pazienti psichiatrici non presentano solo problemi, ma sono anche una risorsa umana. Queste le coordinate di una iniziativa congiunta del reparto di Psichiatria di Cittiglio e di Maria Grazia Colombo, direttore amministrativo Asl di Varese e “giardiniera” volontaria a Cittiglio.
Sabato 8 novembre la dirigente sanitaria è arrivata nell’ospedale insieme con i figli, un nipote e due amiche e tutti, armati di rastrelli, secchi, ramazze e soprattutto olio di gomito, si sono dati a pulire dalle erbacce il Giardino di Elisa, prospiciente all’entrata del reparto di Psichiatria. Al loro fianco c’erano i dipendenti dell’ospedale Tiziano Monteggia e Maurizio Pisano e il gruppo riabilitativo giardinaggio, composto attualmente da un operatore della psichiatria e da sei pazienti.
VERDE E TERAPIA
Negli scorsi mesi l’alternarsi di sole e pioggia aveva favorito la crescita intensa di erbacce fra la convallaria, le camelie e gli altri arbusti pregiati e, successivamente, l’incessante maltempo ne aveva impedito l’estirpazione. «É noto - ha spiegato il direttore della Psichiatria del Verbano Isidoro Cioffi - che avere la possibilità di frequentare, o anche solo vedere, uno spazio verde curato e armonioso dona pace e serenità: componenti fondamentali per la salute mentale, una terapia parallela vera e propria. La pulizia di sabato 8 novembre farà sì che i pazienti psichiatrici e i loro visitatori possano riusufruire di un giardino ripensato al fine di favorire il contatto con la natura».
CULTURA DELL’ACCOGLIENZA
Non è la prima volta che la dirigente Colombo partecipi a iniziative di solidarietà e vicinanza agli utenti della psichiatria. Nel giugno 2013 aveva partecipato, insieme con oltre 400 runner alla “Folle Corsa” di Gavirate, che si proponeva di proiettare la questione psichiatrica nel territorio, all’interno del paese, negli spazi e luoghi di vita dei suoi abitanti.
«Riteniamo necessario promuovere e sostenere una cultura dell'accoglienza del disagio mentale» afferma Cioffi. «L'accettazione solidale del disagio da parte della società è il primo passo verso la guarigione. Si rafforza così la capacità dei sofferenti psichici di avere un ruolo sociale attivo e soddisfacente all'interno della comunità».
Varese, mostra sui predatori del microcosmo
Non capita tutti i giorni di assistere al pranzo di mantidi che sembrano orchidee, scorpioni fosforescenti, rane pacman. A Varese, dall’8 novembre, i Musei Civici di Villa Mirabello (Piazza della Motta 4) espongono un vero e proprio viaggio tra prede e predatori – piccoli animali e insetti - che hanno sviluppato una capacità mimetica straordinaria.
È la mostra di animali vivi e storie fotografiche “I predatori del Microcosmo. Zanne, corazze e veleni: le strategie di sopravvivenza degli animali”, promossa dall'Università degli Studi dell'Insubria e dal Comune di Varese. In terrari che riproducono l'ambiente naturale di ciascuna specie si possono vedere ragni grossi come una mano, mantidi-fiore, piccoli sauri e altri insoliti animali, nati e cresciuti in cattività.
Con l’itinerario guidato “Indovina chi viene a cena” (a pagamento e su prenotazione), il sabato pomeriggio dalle 17 alle 18, si può assistere alle fasi di alimentazione di alcuni degli animali, osservando direttamente le diverse tecniche di predazione. Posti limitati (max 25 persone). Oltre la prenotazione, sono richiesti l’acquisto del biglietto speciale (2 euro) e del titolo d’ingresso al Museo.
Per la prenotazione obbligatoria è necessario contattare i responsabili dell’organizzazione delle visite (0332-421448; mostramicrocosmo@uninsubria.it). Valutata la disponibilità di posti per la data prescelta, si dovrà compilare il modulo scaricabile online e inviarlo via e-mail all'indirizzo: mostramicrocosmo@uninsubria.it.
Combustioni vegetali, nuove regole per agricoltori di montagna
In Lombardia sono in vigore nuove regole per la combustione dei piccoli cumuli di residui vegetali agricoli e forestali. La combustione è vietata dal 15 ottobre al 15 aprile di ogni anno con deroga di due giornate per gli agricoltori di montagna.
La disposizione della giunta regionale tiene conto della normativa nazionale (d.lgs. 152/06 e legge n.116/14) e viene incontro ai possessori di terreni posti in zone impervie e non raggiungibili dalla viabilità ordinaria. I cittadini che intendano avvalersi di tale facoltà dovranno fare comunicazione preventiva al Comune, il quale, a sua volta, inoltrerà la comunicazione ai soggetti competenti ad effettuare i controlli e al settore Monitoraggi Ambientali di Arpa Lombardia.
La pratica, come ha precisato l’assessora regionale Claudia Maria Terzi, rimane vincolata sempre ad alcune norme. «I residui vegetali agricoli o forestali devono derivare da terreni situati in zone impervie o non raggiungibili dalla viabilità ordinaria. Non ci dovranno essere impatti diretti di fumi e di emissioni sulla popolazione e sulle abitazioni circostanti. Ci dovranno essere condizioni meteorologiche favorevoli alla dispersione degli inquinanti in atmosfera rilevabili dal sito ufficiale di Arpa. Ci si dovrà trovare in assenza di massimo rischio per gli incendi boschivi dichiarato dalla Regione».
Scalinata a lago intitolata a Guido Fontebuoni
Sarà dedicata al sommergibilista Guido Fontebuoni la scalinata a lago posta tra il complesso dell’Imbarcadero e il Porto vecchio di Luino. La cerimonia ufficiale avrà luogo domenica 30 novembre alle ore 11.15.
La giunta comunale ha accolto la richiesta dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Luino e ha deliberato l’intitolazione al giovane marinaio luinese, che perse la vita a soli 23 anni. Era a bordo del Regio Sommergibile Scirè, che il 10 agosto 1942 fu affondato nelle acque prospicienti Haifa ad opera delle forze navali inglesi. Solo nel 1984 furono recuperate le salme di 42 marinai morti nell'affondamento.
La più celebre azione militare dello Scirè e del suo equipaggio, alla quale il fuochista Fontebuoni partecipò, è senza dubbio l’impresa di Alessandria d’Egitto del 19 dicembre 1941, conclusasi con la messa fuori combattimento di due navi da battaglia inglesi, la Valiant e la Queen Elizabeth, e con il danneggiamento di altre due navi per mano degli incursori Luigi Durand de la Penne, Antonio Marceglia, Vincenzo Martellotta, Emilio Bianchi, Mario Marino e Spartaco Schergat.
«Dopo l’intitolazione della piazzetta in legno del Parco a Lago ad Armando Chirola, martire di Cefalonia, ha spiegato il sindaco Andrea Pellicini, abbiamo voluto ricordare un altro giovane luinese caduto per la patria. Fontebuoni, con l'impresa di Alessandria, contribuì a salvare l'onore italiano in guerra, offeso da tante sconfitte, causate da scelte sbagliate sul piano politico e militare».
Varese, trent’anni fa Wojtyla al Sacro Monte
Il 2 novembre 1984 Karol Wojtyla salì in pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese e, dal 2 novembre 2014 fino al termine delle festività natalizie, un’esposizione ricorderà la sua visita. Lungo la Via Sacra e al centro espositivo “Paolo VI” oltre trenta grandi installazioni open air con le immagini del fotografo varesino Carlo Meazza ripercorrono i momenti più intensi di quel viaggio.
La mostra, promossa dalla Fondazione Paolo VI, intende accompagnare i visitatori nel ricordo e nella riscoperta di un percorso spirituale ancora nella mente di magliaia di varesini.
Malpensa, droga in noci di cocco
All'aeroporto di Malpensa la guardia di finanza ha scoperto 3 chili di cocaina purissima occultati all'interno di due noci di cocco. Arrestato il corriere, un passeggero di nazionalità marocchina proveniente dalla Colombia in transito da Francoforte.
I frutti tropicali erano stati nascosti nei bagagli tra gli effetti personali ed erano stati sigillati in modo tale da sfuggire ad un eventuale controllo delle speciali unità cinofile antidroga. I finanzieri non li hanno tralasciati e hanno scovato droga per un valore al dettaglio di circa 600 mila euro.
“Affari di famiglia: Bernardino Luini riletto nella sua terra natale”
Che si trattasse di un affare di famiglia lo si era già detto ( http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/mostra-di-bernardino-luini-milano... ) a proposito della grande mostra milanese “Bernardino Luini e i suoi figli”, della (complicata) eredità affidata dal Luini padre ai figli, del legame tra il pittore e il nostro territorio. Questa ne è un’ulteriore conferma oltre che una possibile ipotesi ed esperienza di lettura: un gruppo di giovani studenti, coinvolti nell’anno scolastico appena concluso in un progetto didattico interdisciplinare dedicato al patrimonio culturale, si sono avvicinati, nella fase finale, alla vita e all’opera del Luini attraversando, curiosi e attenti (curiosità, attenzione e impegno hanno caratterizzato la partecipazione dei ragazzi durante l’intero percorso progettuale), le sale di Palazzo Reale e, poco più in là, i luoghi della Milano del Cinquecento, alla ricerca delle tracce utili per ricostruire l’ambiente culturale, politico e religioso che incaricò l’artista della realizzazione di opere sacre e profane (che, neanche a dirlo, suona subito come citazione della mostra luinese del 1975).
Sul progetto e sul Luini diamo la parola agli studenti che lo sentono ora più vicino, verrebbe quasi da dire, per restare in tema, più familiare. Non dimenticando che se si allarga il compasso del tempo, includendo il futuro, l’eredità culturale - Luini compreso, anzi per certi aspetti in testa - spetterà a loro gestirla: e per farlo in maniera seria dovranno, innanzitutto, conoscerne la consistenza e la qualità, consapevoli del fatto che servirà «qualcosa di più specifico di una strada o di un monumento» (per valorizzare un artista locale e, più in generale, il patrimonio culturale), scomodando Piero Chiara a proposito delle ragioni dell’evento luinese del 1975.
Tiziana Zanetti
Federico Crimi
DA UN PROGETTO SUI “FURTI D’ARTE”
ALLO STUDIO DI BERNARDINO LUINI
Il progetto “I furti d’arte”, che ci ha visto impegnati nell’ultima parte del secondo quadrimestre, per contenuti e attività si inserisce coerentemente nell’itinerario didattico del nostro corso di studi, il Turismo, e mira all’acquisizione di strumenti utili a comprendere e contestualizzare le opere più significative della tradizione culturale del nostro Paese.
Il progetto, curato dagli esperti esterni Tiziana Zanetti e Federico Crimi, è stato accolto con entusiasmo e curiosità da parte di noi studenti della classe 2 A. Attraverso lezioni frontali abbiamo potuto riflettere sul significato, sul valore e sulla fragilità del nostro “patrimonio culturale”. Ci siamo soffermati sul concetto di “bene culturale” e sulle attività di tutela, valorizzazione e fruizione che caratterizzano il settore e che il Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina (senza dimenticare ovviamente la legge al grado più alto: la Costituzione e l’art. 9 in particolare); abbiamo potuto riflettere sui numerosi rischi che rendono i beni culturali tanto fragili e in particolare sui pericoli legati all’attività dell’uomo: le guerre, l’incuria, gli scavi clandestini, i furti.
Proprio nell’ambito dei furti d’arte ci siamo avvicinati allo studio e alla conoscenza diretta del nostro territorio, con particolare riferimento al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza. A Dumenza (si sa dal 1993) è nato anche il celebre pittore Bernardino Luini: sulla sua opera e sul legame con i suoi luoghi (non solo quello natale) ci siamo soffermati nella seconda fase del percorso progettuale.
“Da Dumenza a Milano… sulle orme di Bernardino Luini” è il titolo dell’itinerario da noi realizzato e presentato in occasione della conferenza del 6 giugno 2014 dal titolo “Affari di famiglia: Luini riletto nella sua terra natale”, curata da Tiziana e Federico, presso il Punto d’incontro dell’Auditorium di Maccagno. Il lavoro presentato è il risultato di lezioni in aula in cui sono state analizzate le fasi che caratterizzano la costruzione di un (grande) evento culturale espositivo e dell’uscita didattica a Milano del 21 maggio 2014. A Milano abbiamo visitato la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli” nelle sale di Palazzo Reale e altri luoghi della città con testimonianze dell’epoca del Luini per avere un quadro più chiaro della Milano cinquecentesca.
L’esperienza vissuta ci rende sicuramente più “istruiti” e ci spinge ad invitare i lettori, che non lo avessero ancora fatto, a visitare la mostra del nostro illustre conterraneo: una mostra di grande importanza sul piano storico-artistico, con 200 opere esposte, allestita in un luogo di grande pregio quale Palazzo Reale, che racconta l’intero percorso del Luini, “dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei, dall’altro, alla traiettoria dei suoi figli, e in particolare del più piccolo Aurelio”.
La mostra resterà aperta fino al 13 luglio 2014 ed è tutta da scoprire e da vivere in prima persona per poter assaporare emozioni e sentimenti che i dipinti proposti possono suscitare con sfumature ed intensità diverse in ciascuno di noi.
Gli studenti della II A Turistico, ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè” con la prof.ssa Filomena Parente, responsabile e coordinatrice del progetto.
Varese, l’archivio segreto del filosofo Banfi e il convegno sul Razionalismo critico europeo
Nella settimana in cui veniva dedicato tra Milano e Luino un convegno a Vittorio Sereni nel centenario della nascita, l’Università degli Studi dell’Insubria ha portato il 25 e 26 ottobre nella sua sede varesina di via Ravasi un altro convegno a Sereni molto vicino poichè al centro è stato il filosofo Antonio Banfi, di cui il poeta luinese seguì i corsi durante l'università. Argomento dei due giorni, «Sul razionalismo critico di Antonio Banfi alla luce degli inediti del suo “archivio segreto”. La ragione quale meta-riflessione?».
L’evento è stato un’occasione di approfondimento della storia del Razionalismo critico europeo, con particolare attenzione alla lezione del fondatore della “Scuola di Milano” e, al tempo stesso, ha rappresenta un momento di apertura e confronto Varese e le sue scuole da un lato e l’Università dell’Insubria e il Centro Internazionale Insubrico dall’altro. L’iniziativa infatti si colloca all’interno degli approfondimenti filosofici della quinta edizione del “Progetto Giovani Pensatori" destinato agli studenti varesini, dalle primarie alle superiori.
Il Centro Internazionale Insubrico è depositario del cosiddetto “archivio segreto banfiano”, complesso di circa cinquemila lettere inedite che consentono di ricostruire – e ridefinire – la biografia intellettuale di Banfi.
L’organizzazione del convegno ha preso le mosse non soltanto dalla considerazione che il filosofo milanese sia uno dei maggiori pensatori della filosofia europea del Novecento, ma anche dalla volontà di far conoscere alla città e alle sue scuole il lavoro di ricerca che l’università sta conducendo su questi preziosi materiali inediti. «Proprio lo studio, la catalogazione e la piena valorizzazione di queste nuove carte inedite consentono di aprire nuove piste di ricerca, nuovi scenari per meglio comprendere l’opera e il pensiero di Banfi» spiega il professor Fabio Minazzi, direttore del Centro e presidente del convegno.
Venerdì 25 ottobre, in serata, anche uno speciale momento di intrattenimento con la prima assoluta dell’“Omaggio alla Scuola Banfiana. Luigi Rognoni interprete musicale di Vittorio Sereni”, interpretazione della poesia “Una donna” di Vittorio Sereni, musicata da Luigi Rognoni, con l’attrice Elisabetta Vergani, il soprano Alessandra Molinari e Kingsley Eliot Kaye, compositore e pianista. Minazzi ha anche presentato il volume “Nel sorriso banfiano”, che raccoglie cartolettere e foto di allievi banfiani.
E poi anche un'iniziativa che parla di attesa e futuro. Sabato, dopo la seconda sessione di lavori, nell’area di Bizzozero adiacente al Collegio Cattaneo si è svolta “Seminare alberi e cultura”, mettendo a dimora alcune piante, in collaborazione diretta con il progetto dei Giovani Pensatori, con studenti e docenti dell’Università degli Studi dell’Insubria e delle scuole varesine.
Perché mettere a dimora delle piante in occasione di un convegno di filosofia? «Per diverse ed articolate ragioni – spiega Minazzi, ma soprattutto perché mettere a dimora una pianta costituisce un gesto educativo che concerne la nostra intera società civile. Né possiamo dimenticare come tutti noi viviamo in una città come Varese denominata “Città giardino» .
Francesco Branca, spirito "parigino" in riva al Verbano
(s.f.) Un incontro con la storia delle nostre valli molto importante per chi voglia meglio conoscere le nostre radici si terrà giovedì 2 maggio nel salone dell’Ubi Banca a Luino. Il consigliere comunale Alessandro Franzetti alle ore 14.30 presenterà un estratto della sua tesi di laurea Francesco Branca e “Il Corriere del Verbano” tra l’ottocento e il novecento.
«Lo scopo del mio lavoro di tesi è stato quello di valorizzare e di far conoscere un personaggio eclettico e dalla operosità tipicamente lombarda che è stato Francesco Branca» commenta Franzetti. «Egli ha avuto il merito, oltre che di essere un imprenditore generoso, di fondare nel 1879 Il Corriere del Verbano, testata pluricentenaria che permane tuttora».
Imprenditore illuminato, Francesco Branca riuscì con il suo impegno costante e la sua geniale quotidianità a potenziare e concertare l’attività delle vallate luinesi, mettendo azioni forti che favorirono l’economia e l’editoria locale. Branca, grazie anche ad un’esperienza a Le Figaro di Parigi, ritenne necessario fondare un settimanale che promuovesse «gli interessi di questa parte d’Italia Superiore, priva finora dei beneficii di comunicazione ferroviaria, e pressoché fuori del Consorzio del Regno, ed a provvedere alle molte necessità locali» (Corriere del Verbano, 8 gennaio 1879-primo numero). Nacque così Il Corriere del Verbano, dove Branca concesse grande spazio anche alla cultura, in particolare pubblicando novelle a puntate nell’”Appendice del Corriere”, una serie di romanzi molto in voga in quegli anni.
ALBERGHI, STRADE, FERROVIE
Tra le imprese più eclatanti, Francesco Branca aveva attivato una cordata di imprenditori e di professionisti per la costruzione di un albergo alpino al Lago Delio, aperto nei mesi estivi per gli amanti della montagna, sull’esempio di analoghe strutture funzionanti nella vicina Confederazione Elvetica (da cui la famiglia proveniva). Un’ambiziosa iniziativa per valorizzare uno degli angoli più pittoreschi di tutta la valle. E questo anche in vista dell’apertura della ferrovia del Gottardo che avrebbe facilitato le comunicazioni con i principali centri della Lombardia e del Piemonte.
Il vero problema per promuovere un turismo di montagna era ed è costituito dalla inaccessibilità del luogo. Si era pertanto presa in considerazione l’ipotesi della costruzione di una funicolare per accedervi e l’acquisto di terreni incolti per costruirvi uno stabilimento balneare. Era stata individuata anche l’impresa disposta ad accollarsi l’onere della costruzione di «un impianto di una ferrovia funicolare tra la riva del Lago Maggiore ed il Lago Delio». Tale investimento non fu mai realizzato.
Oltre ad aver favorito la nascita della strada che collega Luino a Maccagno, l’imprenditore si impegnò nello sviluppo della rete ferroviaria ed elettrica per collegare Luino ad altre realtà italiane e straniere importanti, confidando nella posizione strategica della cittadina nel cuore dell’Europa.
Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa
(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.







