Edizione n.29 di mercoledì 16 settembre 2026

Lombardia

Tour remiero sul Lago Maggiore, bandiera federale alla Canottieri Luino

Consegnata al presidente Luigi Manzo durante un convegno del 23 giugno a Maccagno
girovogando, consegna del guidone (foto Canottaggio.org)
Maccagno, presentazione GiroVogando (foto Canottaggio.org)

Una bandiera nautica recante le storiche fattezze della prima bandiera federale con cucito sopra l’attuale logo della Federazione Italiana Canottaggio, il logo di GiroVogando e un trittico di colori simboleggiante l’alba e il tramonto sul mare. È il guidone ufficiale del primo circuito di GiroVogando, l’evento di remo-turismo della Federazione in programma dal 17 al 23 settembre 2023 lungo le sponde lombarda, piemontese e svizzera del Lago Maggiore.
I consiglieri federali Luciana Reale e Fabrizio Quaglino, il 23 giugno, lo hanno consegnato al presidente della Canottieri Luino Luigi Manzo durante la presentazione del tour di vogatori, svoltasi il 23 giugno a Maccagno con la partecipazione anche dei sindaci Fabio Passera di Maccagno e Enrico Bianchi di Luino e della delegata di Sport e Salute per la Provincia di Varese Donatella Bianchi. Durante il convegno sono stati inoltre illustrati i progetti FIC/Sport e Salute sul territorio e la tesi di laurea sul tema del remo-turismo sul lago Maggiore di Aurora Taietti, prima atleta e oggi membro dello staff tecnico della Canottieri Luino.

TAPPE E DISTANZE
La prima edizione di GiroVogando sarà organizzato dal Circolo Canottieri Luino e, attraverso i 120 chilometri di percorso previsto, toccherà alcune delle più splendide località affacciate sul lago Maggiore.
Si comincerà domenica 17 settembre 2023 con la cerimonia di apertura e la presentazione di tour e regole di sicurezza. Il percorso globale di 120 chilometri sarà scandito in cinque tappe secondo questo programma:
*Lunedì 18 settembre 2023, Maccagno-Luino-Caldè (sosta); Laveno-Cerro-Reno (Arolo), 24 km;
*Martedì 19 settembre, Reno (Arolo)–Ispra–Angera, 16 km;
*Mercoledì, 20 settembre, Angera-Stresa–Isole-Feriolo, 27 km;
*Giovedì, 21 settembre, Feriolo–Pallanza-Cannero, 23 km;
*Venerdì, 22 settembre, Cannero-Ascona–Maccagno, 30 km. Cerimonia chiusura e cena commiato.
*Sabato 23 settembre, visita di Luino e partenze.
Foto Canottaggio.org

Amianto, 1 milione per rimozione da edifici privati

Al fondo regionale della Lombardia ammessi solo interventi che si concluderanno entro il 15/10/2021

Un altro passo verso la completa rimozione dell'amianto dalle coperture degli edifici privati in Lombardia. A disposizione dei cittadini c'è un milione di euro, stanziato il 27 ottobre 2020 dalla giunta regionale. I finanziamenti saranno a fondo perduto fino alla concorrenza massima del 50% dell'importo della spesa ammissibile e, in ogni caso, con soglia massima del contributo pari a 15 mila euro per ogni intervento.
Sul territorio lombardo rimane ancora notevole, soprattutto negli edifici privati, la quantità di manufatti contenenti amianto e la loro eliminazione rimane un obiettivo prioritario. Al finanziamento saranno ammesse le spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti cemento-amianto, vinyl-amianto e amianto friabile, oggetto di denuncia all'Agenzia tutela della salute competente alla data di presentazione della domanda di finanziamento.
INTERVENTI AMMISSIBILI
Potranno essere finanziati unicamente: i progetti i cui lavori saranno iniziati e realizzati dal giorno successivo alla data di pubblicazione sul Burl del bando; i lavori per i quali non sia stato ottenuto altro finanziamento pubblico; gli interventi che saranno realizzati nei comuni lombardi e gli interventi che si concluderanno entro il 15/10/2021.
Tra le opere finanziabili, i lavori di rimozione dei manufatti, i costi di trasporto e di smaltimento dei rifiuti, oltre gli oneri della sicurezza ed amministrativi relativi all'esecuzione dei lavori di rimozione dei manufatti contenenti amianto come ad esempio i ponteggi, l'allestimento del cantiere, la predisposizione e la presentazione del piano di lavoro.

Montagna lombarda, marchio di qualità a 97 rifugi

Premiate strutture a Castelveccana (Varese) e nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio

C'è anche un rifugio di Castelveccana, nel Varesotto, tra le 97 strutture lombarde di accoglienza in alta montagna con il marchio "Q Ospitalità italiana". Su 104 impianti controllati il riconoscimento è stato assegnato a 65 rifugi alpinistici e 32 escursionistici.
Ispettori indipendenti ne hanno accertato qualità di accoglienza, cucina, camere, servizi e aree, con un approccio eco-compatibile, nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese. A Milano l'11 febbraio l'assessore regionale allo Sport e Giovani e rappresentanti di Unioncamere Lombardia e Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), che gestisce il marchio "Q Ospitalità italiana", hanno distribuito l'attestato e la targa che li identifica come strutture di qualità.
In montagna la Lombardia vanta un patrimonio di 2.600 chilometri di sentieri segnalati, 166 guide alpine, 59 bivacchi, 113 rifugi alpinistici e 57 escursionistici che richiama turisti da tutto il mondo. Il marchio di qualità consente a sportivi e famiglie di verificare, anche su iPad e sul sito internet www.10q.it, le caratteristiche del rifugio dove si stanno recando, prima di mettersi in viaggio.

ELENCO DEI 97 RIFUGI PREMIATI
BERGAMO (17 rifugi): Passo del Vivione (Schilpario), Nani Tagliaferri (Schilpario), Pian de la Palù (Rogno), Capanna 2000 (Oltre il Colle), Terre Rosse (Carona), Passo San Marco 2000 (Mezzoldo), Fratelli Longo (Carona), Alberto Grassi (Valtorta), La Valle del Drago (Roncobello), Angelo Gherardi (Taleggio), Cesare Benigni (Ornica), Laghi Gemelli (Branzi), Monte Poieto (Aviatico), Antonio Curò (Valbondione), Barbellino (Valbondione), Alpe Corte Bassa (Ardesio), Coca (Valbondione).

BRESCIA (19 rifugi): Valtrompia (Tavernole sul Mella), Cima Rest (Magasa), Medelet (Pisogne), Baita Adamè (Saviore dell'Adamello), Premassone (Sonico), Torsoleto (Paisco Loveno), Franco Tonolini (Sonico), Tita Secchi (Breno), Sandro Occhi all'Aviolo (Edolo), Giuseppe Garibaldi (Edolo), Baita Iseo (Ono San Pietro), Baitone (Sonico), Petit Pierre (Ponte di Legno), 'Carlo e Filippo Tassara' (Breno), Serafino Gnutti (Sonico), Paolo Prudenzini (Saviore dell'Adamello), Antonioli (Monno), Alpini di Campovecchio (Corteno Golgi), Angelino Bozzi (Ponte di Legno).

COMO (5 rifugi): Bugone (Moltrasio), Alpetto di Torno (Sormano), S.E.V. - Pianezzo (Valbrona), Croce di Campo (San Bartolomeo val Cavargna), Dalco (Montemezzo).

LECCO (22 rifugi): Shambalà (Casargo), Cazzaniga-Merlini (Barzio), Sassi Castelli (Moggio), Dino Tavecchia (Introbio), 'Antonietta' al Pialeral (Pasturo), Capanna Vittoria (Casargo), CAI Lecco (Barzio), Baita della Luna (Moggio), Nicola (Barzio), Monza Bogani (Esino Lario), Buzzoni (Introbio), Ratti (Barzio), F.A.L.C. (Introbio), Gran Baita (Barzio), Casera Vecchia (Introbio), Riva (Primaluna), Antonio Stoppani (Lecco), Soldanella (Ballabio), Carlo Porta (Abbadia Lariana), Rocca Locatelli (Abbadia Lariana), Rosalba (Mandello del Lario), Capanna alpinisti Monzesi (Lecco).

SONDRIO (33 rifugi): L. Pizzini e M. Frattola (Valfurva), C. Branca e G. Martinelli (Valfurva), Federico in Val Dosdè (Valdidentro), Rifugio alpino al Passo di Cassana (Livigno), G. Casati e A. Guasti (Valfurva), Ghiacciaio dei forni (Valfurva), Bonetta (Valfurva), Arnaldo Berni (Valfurva), La Baita (Sondalo), Garibaldi Dreisprachenspitz (Bormio), Mai tardi (Madesimo), Savogno (Piuro), Frasnedo (Verceia), Chiavenna (Campodolcino), G. Bertacchi (Madesimo), Luigi Brasca (Novate Mezzola), Omio (Val Masino), Rasega (Val Masino), Rifugio della corte (Cosio Valtellino), Bar Bianco (Rasura), Trona Soliva (Gerola Alta), Capanna Ventina (Chiesa in Valmalenco), Longoni Antonio ed Elia (Chiesa in Valmalenco), Capanna Carate (Lanzada), Cristina (Lanzada), Zoia (Lanzada), Alpe Ponte (Lanzada), Tartaglione - Crispo (Chiesa in Valmalenco), Mario Del Grande Remo Camerini (Chiesa in Valmalenco), Motta (Chiesa in Valmalenco), Ca' Runcasch (Lanzada), Malghera (Grosio), Alpe Schiazzera (Vervio).

VARESE (1 rifugio): Giulio De Grandi Adamoli 'Capanna' (Castelveccana). 

“Prati stabili” e paesaggio della pianura lombarda

Tutela dei territori di Mantova, Cremona, Lodi, Milano, Brescia e Bergamo
Lombardia, prato-stabile (Foto LNews)

Sono un contenitore di biodiversità fondamentale per la filiera agricola e una specificità del paesaggio della pianura lombarda. I “prati stabili” sono prati non dissodati per molto tempo, anche fino a un centinaio di anni, e rappresentano un ecosistema produttivo complesso tra Mantova e gli altri territori della Bassa, da Cremona a Lodi, Milano, Brescia e Bergamo.
Alla loro tutela e valorizzazione è dedicata una legge approvata a maggioranza il 25 luglio 2025 dall’assemblea regionale, che  introduce anche una Consulta e una “Giornata” regionale e per il 2025 finanzia con centomila euro le attività di comunicazione e sensibilizzazione.
CARATTERISTICHE E RETE
Il “prato stabile” si caratterizza per la presenza di diverse specie erbacee, che, secondo la stagione di sfalcio, possono caratterizzare il fieno con sfumature in grado di conferire al formaggio sapori e aromi anche molto diversi tra loro. È lasciato a coltivazione spontanea, di norma senza diserbanti e senza antiparassitari ma con grande cura e attenzione affinché non si diffondano specie vegetali indesiderate danneggiando le sue caratteristiche.
Le pratiche agricole a cui è sottoposto sono lo sfalcio, l’irrigazione e la concimazione, che nella maggior parte dei casi, in presenza di stalle, è organica. Cuore di questo sistema di biodiversità di trentamila ettari complessivi è Mantova con settemila ettari. La rete dei prati stabili mantovani, la maggior parte ricompresi nel Parco del Mincio, costituisce un esempio unico in Lombardia per estensione, qualità e impatto sulla filiera lattiero-casearia.
Nella foto (LNews): “prati stabili" della Lombardia. 

Apicoltura, ristoro ai danni delle gelate

Stanziamento nazionale di 5 milioni di euro – In Lombardia i produttori colpiti per oltre 15 milioni

Una buona notizia per il settore apistico nazionale. Il governo ha stanziato 5 milioni di euro come ristoro dei danni derivati dalle gelate di aprile 2021 e nella sola Lombardia stimati in 15 milioni di euro. La notizia è stata data dal sottosegretario alle politiche agricole Gian Marco Centinaio.
I cambiamenti climatici e i prezzi dei prodotti esteri stanno danneggiando pesantemente l'apicoltura lombarda e italiana. In Lombardia gli apicoltori sono 7.443 e gli alveari 176.442. «Le gelate di aprile - ha reso noto l'assessore regionale Fabio Rolfi - hanno causato danni al settore per 15.359.273 euro e solo nella nostra regione importiamo miele per 15 milioni di euro l'anno. Il 75% del cibo è frutto del lavoro di impollinazione e senza api non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore».

Di seguito il numero degli alveari e la stima dei danni per le gelate di aprile 2021 per singola provincia in Lombardia:
*VARESE 18.593; danni 2.983.416 euro;
*COMO 14.084; danni 2.083.550 euro;
*SONDRIO 13.437; danni 1.854.000 euro;
*MILANO 16.302; danni 1.379.779 euro;
*BERGAMO 22.625; danni 2.304.829 euro;
*BRESCIA 26.530; danni 2.233.090 euro;
*PAVIA 22.357;
*CREMONA 9.434; danni 123.322 euro;
*MANTOVA 10.871; danni 143.814 euro;
*LECCO 9.752; danni 1.712.975 euro;
*LODI 4.609;
*MONZA BRIANZA 7.848; danni 540.498 euro.
LOMBARDIA: alveari 176.442; danni. 15.359.273 euro. 

FATTI & OPINIONI - «Quattro studenti lombardi su dieci non conoscono bene matematica e italiano»

Per il consigliere regionale Pd Samuele Astuti, «nel Rapporto Invalsi 2022 quadro preoccupante del livello di scolarizzazione e delle differenze tra ceti sociali»

Come forma i giovani il sistema scolastico in Lombardia? È la domanda posta dal consigliere regionale del Pd Samuele Astuti alla luce del Rapporto Invalsi 2022, dal quale emerge un quadro poco gratificante del livello di scolarizzazione degli studenti lombardi e delle differenze tra ceti sociali. Queste le sue considerazioni in una nota del 22 settembre 2023.

«LA SCUOLA NON FUNGE PIÙ DA ASCENSORE SOCIALE»

Dal Rapporto Invalsi 2022 emerge un quadro preoccupante del livello di scolarizzazione degli studenti lombardi e delle differenze tra ceti sociali. Dall’analisi risulta che quattro ragazzi su dieci non hanno un adeguato livello di conoscenze in matematica e italiano, con le percentuali più preoccupanti tra gli studenti di istituti tecnici e professionali.
Oggi, la domanda che dobbiamo porci è: come forma i giovani il sistema scolastico in Lombardia? È sufficiente quello che offre? Regione può intervenire per gli istituti di sua competenza? E poi c’è l’altro grande aspetto, emerso solo dopo gli eventi degli ultimi tre anni: che incidenza ha avuto in tutto questo la pandemia da Covid? Basti pensare che i test non sono stati fatti per tutto il 2020, considerato che gli studenti erano in Dad.
Ma c’è un dato ancora più inaspettato che si evince da questo studio.
In base all’indicatore dello status sociale, economico e culturale delle famiglie gli studenti considerati eccellenti sono il 20,5 per cento tra coloro che provengono da famiglie con favore socio-economico, quindi di un certo livello di benessere, si scende all’8,4 per cento tra coloro che provengono da nuclei famigliari con svantaggio socio-economico. Percentuale del solo 2,7 per cento tra coloro di cui non si conosce il background di provenienza. Questo significa che la scuola non funge più da ascensore sociale. A questo punto torna la domanda: cosa si può fare e come possiamo aiutare studenti e studentesse?
Tra l’altro, si nota una ridotta presenza di studenti di istituti tecnici e professionali tra coloro considerati “eccellenti”, a fronte di larghissime quote di allievi che raggiungono risultati del tutto inadeguati rispetto ai traguardi attesi al termine del secondo ciclo d’istruzione. Nonostante le criticità presenti nel sistema lombardo, questa regione è in grado di sostenere le eccellenze; infatti vi è un cospicuo numero di studenti che raggiungono delle ottime performance. E le regioni con minore fragilità scolastica sono anche quelle con una maggiore capacità di sostenere le eccellenze, tra queste una delle più performanti è proprio la Lombardia.
PROPOSTE CONCRETE
Le scuole dovrebbero essere uno strumento capace di diminuire le diseguaglianze sociali e per questo serve un sostegno attivo alle famiglie che sono più in difficoltà e che può partire dalle risorse di Regione Lombardia.
Inoltre, bisogna ripensare la pausa estiva dei ragazzi, proponendo attività extrascolastiche a supporto del percorso educativo-sociale e culturale, una pausa estiva che troppo spesso per le famiglie diventa un malus comportando problematiche di organizzazione oltre che un’implicita perdita di competenze dello studente.
Infine, le scuole possono rimanere aperte anche al pomeriggio con attività che possano aiutare gli studenti, non solo quelli con fragilità.
Samuele Astuti
consigliere regionale Pd  

Chiesa di San Giuseppe, inaugurazione il 19 marzo

nel giugno 2013, durante i lavori

Mercoledì 19 marzo, solennità di san Giuseppe, inaugurazione della chiesa restaurata. Le messe saranno alle 9 e alle 18; alle 20.45 messa con i papà, nel giorno loro dedicato.
Scrive il prevosto don Piergiorgio Solbiati nel bollettino parrocchiale Camminiamo Insieme: «Nella festa di San Giuseppe, proprio il 19 marzo, riapriremo questo oratorio. Dal pavimento al tetto tutto è stato risistemato. Il Consisglio pastorale parrocchiale ha condiviso non solo il giorno ma anche ha voluto che la migliore inaugurazione non fosse occasione per discorsi, inviti, ma per la celebrazione della messa».

Federico Morlacchi, prima la cerimonia in Quirinale, poi domenica riceverà medaglia d'oro di Luino

Domenica 23 grande Festa dello sport, in campo le associazioni sportive

Giornata attraente e interessante si preannuncia a Luino per il 23 settembre. Dalle 10 alle 18 tornerà una grande festa, quella dello sport. Che quest'anno ha un motivo in più di richiamo perchè sarà dedicata alla splendida vittoria di Federico Morlacchi alle Paralimpiadi di Londra dove l'atleta luinese ha conquistato tre medaglie di bronzo nel nuoto. A lui, alle 17.30, il sindaco Andrea Pellicini consegnerà a nome di tutta la città una medaglia d’oro. «Luino esulta con Federico Morlacchi per i tre bronzi conquistati alle Paralimpiadi! – ha commentato Pellicini -. Vogliamo vivere una grande giornata di sport insieme alle tante associazioni e ai loro atleti dimostrando quanto crediamo all’importanza dei valori che vengono trasmessi da questo mondo fantastico».
La manifestazione (in caso di maltempo slitterà a domenica 30) sarà all’ex Campo Sportivo di via Lido. Per la sua organizzazione si è messo al lavoro un vero staff coordinato dallo stesso sindaco e dal consigliere comunale Vittorio Sarchi supportati da altri consiglieri, Mario Contini, Simona Ronchi, Alessandro Franzetti.
Coinvolto nelle varie fasi della giornata il vasto mondo dello sport con le sue associazioni sportive locali che daranno a tutti la possibilità di provare a praticare diverse discipline. Si andrà dagli sport acquatici (canottaggio, nuoto, vela) a calcio, volley, pallacanestro, ping pong, ring di boxe. La festa rappresenterà un’opportunità per sperimentare la pratica delle arti marziali, apprendendo qualche mossa di judo, apprezzando il thai-chi. E ancora: su un grande palco si potranno ammirare esibizioni di capoeira e di danza; l’Avis e il Cai presenzieranno con stand e mostreranno  i loro progetti; la Pro Loco allestirà uno stand gastronomico perchè si possa pranzare nel bello scenario tra fiume e lago. 
Morlacchi riceverà la medaglia della Città dopo aver affrontato, mercoledì 19, un'altra emozione non da poco. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rinnovato le felicitazioni agli atleti azzurri alle Paralimpiadi e alle Olimpiadi, e ha invitato al Quirinale tutti coloro che hanno conquistato medaglia.
La cerimonia con la consegna da parte dei portabandiera dei Giochi Olimpici e Paralimpici - rispettivamente Valentina Vezzali e Oscar De Pellegrin - al capo dello Stato del tricolore con le firme degli atleti, alle 17, nel Salone dei Corazzieri sarà trasmessa in diretta dalla Rai.  

Varese, le “matricole” di piazza Monte Grappa

Accordo per dieci anni tra Insubria e Camera di commercio
Varese, firma accordo Mauro Vitiello - Maria Pierro (foto Uninsubria)

I prossimi studenti di Giurisprudenza a Varese saranno matricole di un modello che è già sperimentato in diversi atenei e prevede l’insediamento delle attività didattiche giuridiche, economiche e umanistiche nei centri urbani.
Il 30 marzo 2026 la rettrice dell’Università dell’Insubria Maria Pierro e il presidente della Camera di commercio Mauro Vitiello hanno firmato un accordo quadro, che destina per dieci anni all’ateneo una porzione dell’edificio camerale nel cuore della città.
La nuova sede sarà riservata agli iscritti al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, attualmente erogato al Campus di Bizzozero, che oggi conta circa trecentocinquanta studenti complessivi con oltre centotrenta matricole.
L’immobile verrà adeguato, a carico della Camera di commercio, alla realizzazione di due aule da novanta/cento posti ciascuna, spazi comuni per gli studenti – sale studio e aree ristoro –, uffici per i docenti e un ufficio di segreteria. In attesa del completamento dei lavori, una parte dell’immobile già ritenuta idonea all’uso universitario, tra cui la Sala Campiotti, verrà ceduta in concessione transitoria. Le attività didattiche prenderanno avvio già da settembre con l’inizio dell’anno accademico 2026-2027.
L’accordo tra Università e Camera di commercio non si limita a questo. È prevista anche una collaborazione articolata su più fronti: promozione di tirocini curriculari ed extracurriculari; innovazione e sviluppo territoriale attraverso progetti di ricerca condivisi in ambito giuridico ed economico e iniziative comuni; rigenerazione urbana e attrattività con eventi, attività culturali e scientifiche nel centro cittadino, orientamento per gli studenti e collaborazioni con le istituzioni locali.
Nella foto (Uninsubria): accordo tra Uninsubria e Camera di Commercio Varese. 

Rho Fiera Milano, un Salone sempre più Mobile

Dal 16 al 21aprile 2024 battuti tutti gli indicatori
Fuorisalone_2024_Under Pressure solutions_ECAL Losanna. Foto Carla Iurilli

Lo si percepiva già tra i padiglioni e la conferma è arrivata dai numeri ufficiali, l’edizione numero 62 del Salone del Mobile, tenutasi a Rho Fiera Milano dal 16 al 21 aprile 2024, ha visto un aumento di tutti gli indicatori, dimostrando di essere la fiera di settore più importante a livello internazionale. 
Parlano le classifiche. Si sono registrate 370.824 presenze complessive, con un +20.2% rispetto al 2023. Aumento del +28,6% degli operatori, con un 65,6% che arrivano dall’estero: Cina al primo posto, seguita da Germania, Spagna, Brasile, Francia. Presenze incrementate anche per giornalisti (5.552 accreditati), pubblico (36.122) e studenti (14.683, +28.6%). Un ulteriore riconoscimento della preminenza internazionale del Salone e dell’intero settore è arrivato inoltre dallo scegliere Milano e la sua rassegna per celebrare la Prima Giornata Nazionale del Made in Italy.
Numeri a parte, la visita in prima persona a padiglioni e Fuorisalone - un caleidoscopio di prodotti di ultima generazionei, showroom, allestimenti in palazzi storici, performance, mostre, conferenze che coinvolge l’intera città - ha evidenziato sì la forza catalizzatrice a livello internazionale dell’evento, ma anche i rischi del sovraffollamento. 
Mercoledì 17 accedere ai padiglioni richiedeva una buona dose di pazienza: gli stand delle aziende più note avevano code e code all’ingresso - accade da qualche edizione - e una volta sbarcati all'interno la ressa era tale da far fatica a informarsi su nuove produzioni, specifiche e aspetti tecnici. Molti stand hanno puntato all’instagrammabilità piuttosto che al contatto con gli operatori, per la felicità dei presenti stranieri. 
Soluzioni e ideazioni interessanti ce n’erano? Eccome! In quantità e qualità, il Salone non delude. Proprio per questo, è un peccato che approcciare, vagliare e “fare propria” tale offerta, soprattutto da parte dei vari mondi professionali, fosse reso difficile dallo stesso successo della manifestazione.
Fuori dai padiglioni si respirava l’aria del Fuorisalone, e questa è una novità probabilmente collegata con il ridisegno del percorso di fruizione realizzato quest’anno. Lungo corso Italia si è moltiplicata l’offerta di champagne bar, dj-set, chioschi con tagliolini al tartufo e sandwich all’aragosta, forse per offrire agli operatori stranieri costretti a passare l’intera giornata in Fiera un anticipo dell’effetto party che si vive in città, e non far loro pensare che si stiano perdendo il meglio della festa. 
Musica simile anche per il Fuorisalone in città. Giorni perfetti per coltivare le relazioni pubbliche, partecipare a proposte e conferenze come si fosse a un festival e dare un’occhiata alle novità, ma solo se si esce di casa con un mirato programma delle opportunità. Per informazioni dettagliate, meglio anche in questo caso prendere il nominativo del referente, il QR code del prodotto e rimandare la diretta o l'approfondimento al dopo fiera, una volta che gli stranieri abbiano preso l’aereo del rientro, i dj-set allestiti dagli showroom siano smontati, i furgoncini per i cocktail partiti, insomma, quando Milano riprende il suo ritmo - andante con brio - consueto, e si possono rimettere in ordine i pensieri senza quel divertente, festaiolo, internazionale, cacofonico mix di stimoli. 
In attesa della prossima edizione.
Carla Iurilli

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