Edizione n. 30 di mercoledì 23 settembre 2020

operazione Guardia di finanza

Gaggiolo, sequestrati alimenti in cattivo stato di conservazione

Oltre 360 chili di merce viaggiavano da Torino al varesotto su furgoni non refrigerati
valico Gaggiolo

Sequestrati al valico del Gaggiolo (Varese) oltre 360 chili di alimenti in cattivo stato di conservazione. Sarebbero stati venduti a una manifestazione gastronomica in programma in una vicina località. La guardia di finanza ha scoperto la merce a bordo di due furgoni condotti da due romeni.
La carne e gli altri alimenti erano stati caricati a Torino su furgoni non refrigerati e avevano viaggiato per oltre quattro ore. A confermare Il cattivo stato di conservazione sono stati i tecnici dell’Agenzia di Tutela della Salute dell’Insubria. Su cinque persone (tre romeni e due italiani) pendono ora le ipotesi di violazione della disciplina igienica della produzione e trasporto delle sostanze alimentari e per la vendita di sostanze non genuine.
Le Fiamme Gialle hanno individuato i titolari effettivi delle imprese a cui facevano capo gli autisti dei mezzi fermati e le altre persone che avrebbero dovuto preparare i prodotti in occasione della manifestazione gastronomica. Ulteriori accertamenti puntano a verificare il grado di pericolosità della merce per la salute del consumatore, considerato, peraltro, che i documenti di trasporto esibiti dagli autisti sono risultati falsi. Inoltre si indagherà sulle connesse violazioni fiscali in capo alle imprese interessate, anche in ragione dell’ipotesi di impiego del personale non in regola.

Varese, maxievasione di due società cooperative

Non avevano dichiarato ricavi per oltre 12 milioni di euro e avevano evaso iva per circa 2.400.000
GdF Varese

Si conferma sempre più ramificata e profonda la grande evasione fiscale in terra dei Laghi. L’ultimo colpo inferto dalle Fiamme gialle di Varese alle attività illecite riguarda due società cooperative del varesotto, entrambe riconducibili allo stesso amministratore. Non avevano dichiarato ricavi per oltre 12.000.000 euro, evadendo l’Ires per più di 3.300.000 euro e con un debito iva di circa 2.400.000.
I finanzieri hanno accertato che una delle cooperative era intestata ad un prestanome, ma era di fatto gestita dal medesimo rappresentante, gravato, tra l’altro, da numerosi precedenti fiscali. È saltato inoltre fuori, al fine di costituire fondi occulti e aggirare le disposizioni in tema di contrasto al riciclaggio, che venivano ogni mese disposti numerosi bonifici bancari dai conti correnti aziendali. Il “pagamento stipendi” avveniva su carte prepagate intestate a falsi dipendenti, estranei alle società ma, di fatto, nella piena disponibilità del titolare delle carte.
Il riscontro dei dati e degli elementi informativi, incrociati con la documentazione acquisita, ha portato alla denuncia dei due responsabili per autoriciclaggio, omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Inoltre sono state proposte misure cautelari in materia fiscale alla Agenzia delle entrate e sequestro per equivalente finalizzato alla confisca alla locale autorità giudiziaria.

Piste ciclabili del varesotto, 18 indagati e danno erariale per oltre 1.380.000 euro

La guardia di finanza di Luino ha segnalato il comportamento illecito di tre enti locali e alcune società di capitali in tre appalti da 2,3 milioni complessivi
operazione guardia di finanza

Un anno di indagini. In ballo oltre 1.380.000 euro di contributi regionali illecitamente ricevuti. Sotto inchiesta 18 tra amministratori, funzionari, pubblici impiegati, professionisti, imprenditori. Accuse: falso ideologico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato.
È l’approdo dell’operazione Bike Shadow condotta dalla guardia di finanza di Luino nell’ambito della lotta agli sprechi degli enti locali. Coinvolti tre enti locali dell’alto (2) e basso varesotto (1), quali affidatari dei lavori, e alcune società di capitali, quali aggiudicatarie degli appalti.
Le fiamme gialle luinesi hanno verificato la destinazione di 6.800.000 euro assegnati a 19 enti locali della Lombardia nell’ambito di un bando regionale sullo sviluppo della mobilità ciclistica e hanno individuato alcune falle. Gli amministratori di tre enti locali del varesotto non avrebbero rispettato in parte una condizione fondamentale del bando. Era la realizzazione di piste ciclopedonali che collegassero le stazioni ferroviarie ai punti di approdo della navigazione e altro mediante sistemi bike sharing, parcheggi per biciclette, velostazioni, sovrappassi ciclabili, cartellonistica.
Le tre amministrazioni varesotte avrebbero, insomma, ottenuto punteggi che avevano fatto la differenza e si sarebbero aggiudicate i finanziamenti a scapito di altri enti locali. In cifre, oltre 1.380.000 euro il contributo di Regione Lombardia (soggetto danneggiato) ricevuto illecitamente.
Nei tre appalti esaminati - valore complessivo 2.300.000 euro - molte opere non sarebbero state realizzate o comunque non sarebbero state funzionanti, nonostante il termine dei lavori fosse ormai scaduto da tempo. Ciò nonostante, pubblici funzionari, progettisti, direttori dei lavori e imprese avrebbero, secondo i finanzieri luinesi, mirato a percepire ugualmente i contributi regionali. Avrebbero attestato falsamente come regolari i lavori eseguiti e le forniture ricevute e in tal modo causato un danno erariale di rilevante gravità.
Sul comportamento illecito di pubblici amministratori e impiegati si dovrà ora pronunciare l’autorità giudiziaria varesina. Il fatto però è stato segnalato anche alla procura regionale presso la Corte dei Conti per le valutazioni di competenza.

Varese, scoperta truffa per 1,2 milioni di euro

Denunciato sub-agente assicurativo - Sottratti al fisco redditi per oltre 550.000 euro
gdf

Confezionava polizze fasulle, si metteva in tasca i premi e agli ignari clienti dava un pezzo di carta privo di ogni forma di copertura. Così un infedele sub-agente di una compagnia di assicurazione ha raggirato almeno quindici persone e truffato circa 1,2 milioni di euro.
La magagna è venuta a galla a seguito di un’indagine dei finanzieri della Compagnia di Saronno, innescata da diverse denunce sporte da alcuni cittadini.
Perquisizioni e indagini disposte dall’autorità giudiziaria hanno consentito ai militari di raccogliere una vasta documentazione e di identificare la maggior parte dei clienti truffati. Le investigazioni bancarie hanno permesso di individuare i movimenti di denaro sui conti correnti e di ricostruire il percorso delle somme ricevute per il pagamento dei premi assicurativi. Alla fine è stato accertato che solo in minima parte le somme sono state restituite ai malcapitati nel corso delle investigazioni, mentre per la maggior parte sono state sperperate dal truffatore. Sul suo capo pendono ora l’accusa di truffa aggravata e continuata e una pendenza con il fisco. Sul denaro sottratto e non restituito ai clienti negli anni dal 2012 al 2015 e quantificato in oltre 550.000 euro non sono state pagate le imposte. In campo pertanto entra ora anche l’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione delle imposte evase e la definizione delle relative sanzioni.

Malpensa, droga in noci di cocco

Scoperto un corriere con 3 chilogrammi di cocaina
le noci di cocco individuate

All'aeroporto di Malpensa la guardia di finanza ha scoperto 3 chili di cocaina purissima occultati all'interno di due noci di cocco. Arrestato il corriere, un passeggero di nazionalità marocchina proveniente dalla Colombia in transito da Francoforte.
I frutti tropicali erano stati nascosti nei bagagli tra gli effetti personali ed erano stati sigillati in modo tale da sfuggire ad un eventuale controllo delle speciali unità cinofile antidroga. I finanzieri non li hanno tralasciati e hanno scovato droga per un valore al dettaglio di circa 600 mila euro.

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