Edizione n.30 di mercoledì 4 settembre 2019

Sacro Monte

Biella Oropa, ritorno dei piemontesi nel mondo

Dall’8 al 15 luglio 2016 appuntamento a racconti, memorie e speranze di ieri e di oggi

A Oropa Biella appuntamento nella seconda settimana di luglio per chi si trova lontano dalla terra natia, per chi non ha mai dimenticato le proprie radici e «per chi non ha mai dimenticato quel legame e quell’affetto reciproco per la Madonna Nera che si porta sempre nel cuore».
Il Santuario di Oropa invita tutti i piemontesi all'estero a fare, nell’anno del Giubileo, «un ritorno a casa». La manifestazione, patrocinata dalla Regione Piemonte e da molti altri enti istituzionali, vuole favorire incontro e scambio di racconti, sapori, aneddoti e far rivivere, con gli occhi del presente, luoghi e storie di un passato tramandato di generazione in generazione e appartenente a tutti i piemontesi, ovunque essi siano.
Si inizierà venerdì 8 luglio per poi proseguire con incontri, concerti, degustazioni e testimonianze che si svolgeranno a Oropa fino a domenica 10 luglio. Da lunedì 11 a venerdì 15 luglio saranno organizzate escursioni in località diverse del Piemonte, in particolare nei musei che si sono occupati di emigrazione.
MOSTRE E MUSEI
A testimonianza dei diversi cammini intrapresi dai milioni di emigrati piemontesi, a Oropa saranno allestite due mostre: la mostra fotografica “Verso terre lontane. Foto d’epoca sull’emigrazione dal Biellese”, a cura del Centro di Documentazione sull’Emigrazione di Donato, e la mostra documentaria “Un cammino verso il mondo: i Gianadda da Curino a Martigny”, a cura del Rotary Club di Valle Mosso, della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, dell’Istituto E. Bona, del Doc.BI e della Fondazione Gianadda.
Nella settimana successiva, dal 11 al 15 luglio, sarà possibile visitare il Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo a Frossasco e al Monumento "Ai Piemontesi nel mondo" a San Pietro Val Lemina (Torino), il Museo dello Spazzacamino–Museo Regionale dell’Emigrazione Vigezzina nel Mondo a Santa Maria Maggiore (VB), l’Ecomuseo dell’Alta Valle del Cervo, il Centro di Documentazione sull’emigrazione di Donato, il Museo dell’Emigrante di Roasio, la Fondazione Sella a Biella, la Fabbrica della Ruota (ex Lanificio F.lli Zignone) a Pray, il Ricetto di Candelo, la Città di Biella, altre realtà piemontesi nel Lago Maggiore e nelle Langhe e, chi desideri, potrà fare richiesta per visitare il proprio paese di origine.
ALBERO GENEALOGICO BIELLESE
L’evento di Oropa sarà non solo l’occasione per riscoprire i luoghi e i sapori di casa, ma anche per raccontare e per raccontarsi. Partecipanti e studiosi ricorderanno il tempo in cui il Piemonte era il punto di partenza di chi cercava fortuna altrove. Emigrati di ieri e di oggi potranno confrontarsi sulle diverse prospettive e necessità che li hanno portati a lasciare le proprie case per compiere una scelta di vita in grado di cambiare il proprio destino.
Per gli emigrati di origine biellese in particolare, si darà la possibilità di stabilire contatti per costruire l’albero genealogico della propria famiglia. Gli organizzatori stanno raccogliendo le manifestazioni di interesse per avviare progetti di ricerca e di sviluppo per agevolare la consultazione degli archivi.
Informazioni: Santuario di Oropa (tel. +39 015 25551200; email: linda.angeli@santuariodioropa.it; www.santuariodioropa.it). 

Sacro Monte di Varese, riapre la Casa Museo Pogliaghi, lo scultore del Portale del Duomo

La Casa Museo di Lodovico Pogliaghi, al Sacro Monte di Varese, dal 10 maggio torna alla collettività. Il pubblico potrà dopo 23 anni inoltrarsi nella splendida dimora, luogo d'arte e di pensiero, che Pogliaghi, affascinato dalla bellezza dei luoghi, predispose come propria abitazione. La colmò di sé stesso, di eclettica genialità artistica e di quella storia che prediligeva. Testimonianza di ciò sono, oltre la progettazione delle strutture, le collezioni che popolano la casa, dall'archeologia al Liberty, dal sacro al profano, dall'Oriente all'Occidente.
Il visitatore ammirerà reperti egizi, etruschi e di epoca greco-romana, opere del Rinascimento e di epoca barocca (anche statue lignee del XV e XVI secolo, una scultura del Giambologna e tele di Procaccini, Magnasco e Morazzone), una ricca collezione di tessuti antichi europei e asiatici, arredi... Una messe complessa ed evocativa.
Nato a Milano nel gennaio 1857 dall’ingegnere ferroviario Giuseppe Pogliaghi e da Luigia Merli, entrambi appartenenti a colte famiglie borghesi milanesi, Pogliaghi frequentò il Liceo Parini di Milano per poi iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu suo professore Giuseppe Bertini. Fantasia, facilità di esecuzione, ordine e dedizione caratterizzarono la sua opera. Ai dipinti giovanili a carattere religioso e storico – nonché al restauro e alla decorazione di nobili dimore – affiancò presto la produzione scultorea (suo capolavoro il Portale del Duomo di Milano), ambito che più gli riuscì congeniale. Si applicò con finezza ed eleganza anche alla grafica, alla glittica, all’oreficeria e all’arte vetraria. Fu insegnante d’ornato a Brera dal 1891 e fece parte dei più validi consessi artistici. Proprio i gessi della Porta del Duomo di Milano, a grandezza naturale, accolgono nella sala principale della Casa Museo al Sacro Monte. Con essi altri lavori realizzati fino al 1950, anno di morte.


La riapertura avviene per volontà della proprietà, la  Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Fondata nel 1607 dal cardinale Federico Borromeo l'istituzione comprende una Accademia di studi a livello mondiale diretta dal prefetto (mons. Franco Buzzi) e coordinata da un Collegio dei Dottori, una pinacoteca tra le più importanti al mondo (si pensi solo al Codice Atlantico di Leonardo), una straordinaria biblioteca. Il finanziamento per il restauro e la messa in sicurezza degli ambienti (100.000 euro ) si deve alla Regione Lombardia nell'ambito di una più ampia valorizzazione del Patrimonio Unesco dei Sacri Monti di Lombardia e Piemonte.


«Questo luogo incantevole – ha sottolineato lunedì 5 l'assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione durante l'inaugurazione - ha diversi importanti significati. Tra essi quello di valorizzazione dei luoghi spirituali presenti sul territorio lombardo. Stiamo portando avanti infatti anche una progettualità, in vista di Expo e del dopo Expo, in cui sono presenti, oltre i Sacri Monti, le Vie della Fede di Lecco, la Via Francigena, il Cammino di Sant'Agostino».
«La riapertura delle collezioni della Casa Museo Pogliaghi sostenuta dal costante e appassionato lavoro della Fondazione Pogliaghi - spiega la la Veneranda Biblioteca Ambrosiana nel presentare l'evento- contribuisce a valorizzare la storia e l’attrattività turistica del Sacro Monte di Varese, creando una più stretta connessione con la città di Milano in vista della prossima apertura di Expo 2015. La Casa Museo Lodovico Pogliaghi si aggiunge ad altri luoghi di grande rilevanza culturale nell’ambito della Provincia di Varese. Per questi si auspica la costituzione di una rete di percorribilità e fruibilità turistica, che già si disegna tra gli enti riferiti alla Diocesi di Milano».
La conclusione dell'iter che ha condotto alla riapertura segna così il punto di incontro con la intenzioni stesse di Pogliaghi. La Fondazione infatti fu da lui creata al momento della donazione alla Santa Sede della villa, in modo da coadiuvare la Biblioteca Ambrosiana nella conservazione della casa e delle raccolte.

APERTURA AL PUBBLICO - La Casa Museo Pogliaghi (Via Beata Giuliana 5, Santa Maria del Monte in Varese ) resterà aperta e visitabile dalle 9 alle 18 il sabato e la domenica e su appuntamento durante la settimana. Per l'accesso alle collezioni è previsto un biglietto d'ingresso di 4 euro (biglietto ridotto a 3 euro per studenti in visita di scolastica e gruppi, biglietto famiglia per due adulti e due bambini a 10 euro). È stato inoltre stipulato un accordo con il vicino Museo Baroffo, per permettere ai visitatori del Sacro Monte di accedere ad entrambi i musei usufruendo di un biglietto cumulativo di 5 euro.
INFO A partire dal 10 maggio 2014. info@casamuseopogliaghi.it 328.8377206 Twitter @CasaPogliaghi  

Varese, trent’anni fa Wojtyla al Sacro Monte

Il 2 novembre 1984 Karol Wojtyla salì in pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese e, dal 2 novembre 2014 fino al termine delle festività natalizie, un’esposizione ricorderà la sua visita. Lungo la Via Sacra e al centro espositivo “Paolo VI” oltre trenta grandi installazioni open air con le immagini del fotografo varesino Carlo Meazza ripercorrono i momenti più intensi di quel viaggio.
La mostra, promossa dalla Fondazione Paolo VI, intende accompagnare i visitatori nel ricordo e nella riscoperta di un percorso spirituale ancora nella mente di magliaia di varesini.

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