Edizione n.39 di mercoledì 20 novembre 2019

Lombardia

Somma Lombardo, staffetta fra gru del MD-82 da Malpensa a Volandia

L’operazione effettuata la prima volta in Italia - 38 le tonnellate spostate
Volandia, aereo MD82

Imbragatura e sollevamento, “volo” di 50 metri tra i due terminal di Malpensa, “atterraggio” sul pratone del Museo dei Trasporti a Somma Lombardo (Varese), sistemazione finale accanto al DC 9 presidenziale. Queste, lunedì 25 settembre 2017, le ultime tappe del viaggio del McDonnell Douglas MD-82 tra Malpensa e Volandia.
Entrato in servizio nel 1984, l’aereo ha un’apertura alare di oltre 32 metri, una lunghezza di 45 e una capienza di 165 posti e ha totalizzato oltre 56mila ore di volo. Dopo quasi un anno è ora a pieno titolo nella famiglia del museo e sarà quanto prima visitabile.
La staffetta aerea delle 38 tonnellate fra due gru – effettuata per la prima volta in Italia - è iniziata con il rituale lavaggio di fine carriera del velivolo ed è continuata con le manovre di avvicinamento alla recinzione che divide la zona aeroportuale dalla strada di collegamento fra il Terminal 1 e il Terminal 2. Una volta terminate le fasi di imbragatura, è cominciato il sollevamento e, dopo circa dieci minuti, la staffetta fra le due gru.
In totale circa trenta i minuti necessari alle 38 tonnellate del McDonnell Douglas MD-82 per percorrere 50 metri in “volo”. Durante il passaggio una squadra di volontari del museo ha “timonato” il muso dell’MD-80 verso il Dc 9 “Pertini” attraverso una serie di corde. L’intera operazione ha potuto contare sul supporto di Sea  in aeroporto e sui sistemi di aggancio e supervisione dei lavori di American Airlines 
«Abbiamo realizzato il primo sollevamento di un aeromobile di queste dimensioni in Italia» ha commentato il presidente di Volandia Marco Reguzzoni. «La collezione del museo amplia la sua offerta nella sezione grandi aerei, dove già abbiamo il prestigioso Dc 9 presidenziale e il Fokker». 

Adozioni di bambini, record di richieste in Lombardia

Provenienze da vari continenti

In testa la Lombardia con 762 bambini e ragazzi senza casa, seguita da Toscana (469 minori), poi Lazio (397), Campania (393), Veneto (378). Emerge dal "Rapporto sui fascicoli dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015", diffuso dalla Commissione adozioni internazionali, redatto in collaborazione con l'Istituto degli Innocenti, che tiene conto anche dei dati elaborati dal Segretariato dell'Aja. I dati sono citati da una nota pubblicata dal sito www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it.
Le regioni italiane che hanno fatto registrare il maggiore incremento (dati 2015 rispetto ai dati 2014) di minori autorizzati all'ingresso sono la Campania (+ 25,9%), la Sardegna (+91,4%), la Toscana (+11,3%) e il Friuli-Venezia Giulia (+36,7%).
«A livello nazionale invece - rileva la nota - c'è stata una riduzione delle adozioni, anche se l'Italia, con 2.206 minori stranieri adottati nel 2014 e 2.216 nel 2015, si conferma primo Paese di accoglienza in Europa e secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti».
DALLA RUSSIA LA MAGGIOR PARTE DEI BIMBI ADOTTATI
Circa la provenienza «la maggior parte dei bambini arriva dalla Federazione Russa: 1.060 quelli autorizzati all'ingresso nel biennio 2014-2015 (599 nel 2014 e 461 nel 2015) pari al 24 per cento del totale».
Gli altri Paesi di provenienza sono Polonia, Repubblica Popolare Cinese, Colombia, Vietnam, Bulgaria, Brasile, Etiopia, India e Repubblica Democratica del Congo.
ETÀ MEDIA TRA 5 E 9 ANNI
I bambini adottati sono prevalentemente maschi, il 58,3 per cento, con un'età media di 5,9 anni, mentre un altro 25 per cento ha un'età compresa fra 1 e 4 anni e soltanto il 2,9 per cento ha meno di un anno.
I genitori adottivi hanno, invece, un'età media alta e un'istruzione elevata. «Ed è la Lombardia - conclude il testo - la regione con il maggior numero di coppie che hanno portato a termine l'iter adottivo (649), seguita dalla Toscana, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Campania».  

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit!

Stazione Luino

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit. E la scoperta provoca agitazione se non allarme. Ora tutti ne parlano, ad ogni livello amministrativo e politico, e tutti avanzano preoccupazioni, invocano interventi.
Eppure di nuovi tunnel svizzeri, di ricadute sulla linea ferroviaria luinese, di occasioni offerte dalle stesse FS politici e amministratori sapevano. Non solo ne ha continuato a parlare, per sua linea editoriale, questa testata giornalistica, ma a sollecitare, ammonire, proporre - nelle sedi istituzionali e su queste colonne - c’è stato continuamente un pubblico amministratore luinese – e tecnico sempre attento e aggiornato - Giovanni Mele.
A Luino Mele è stato capostazione e, dal 1975 al 2003, anche amministratore comunale, dapprima (1975-1982) come consigliere e successivamente come assessore, dai servizi sociali ai trasporti, al lavoro, al turismo, alla polizia municipale e al commercio. Nel 1982, su incarico della Comunità Montana Valli del Luinese, prese parte ad una commissione regionale sull’orario ferroviario Luino-Gallarate-Milano e nel 2001 collaborò con l’assessorato regionale ai trasporti della Lombardia per il riassetto dei treni viaggiatori dalla Svizzera per Milano via Luino.

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ALPTRANSIT, ULTIMO ATTO

Ipotizzata fin dal 1990, la nuova galleria di base, definita appunto AlpTransit, da costruirsi al disotto dell’antico tracciato ferroviario del Gottardo di metà ‘800, si rese indispensabile per dirottare sulla rotaia il gran numero di trasporti stradali che tanto preoccupavano la Svizzera.
Si imponeva la salvaguardia dell’ambiente, una maggiore potenzialità dei treni merci ad alta capacità (AC) unita all’alta velocità (AV) per il servizio sia merci sia passeggeri. E nacque l’idea di una gigantesca opera pubblica il cui proseguimento chiamava in causa anche il nostro Paese. Ma, nonostante le precise scadenze, l’Italia stava a guardare, quasi con sonnolenza, ravvivata con un prestito di vari milioni della Confederazione Svizzera.
FIBRILLAZIONI IN ZONA CESARINI
Ora, a tre mesi dalla totale chiusura della linea ferroviaria del Nord-Verbano per dare seguito all’attivazione di AlpTransit, emergono le fibrillazioni in zona Cesarini. Si vogliono garanzie su sicurezza, impatto ambientale, quantità dei treni e tipologie delle merci trasportate.
Tutta roba che sussiste da sempre e, da chi scrive, trattata ripetutamente su questo giornale. Quasi una scoperta dell’ultima ora. Adesso si aggiungono anche le preoccupazioni per la novantina di convogli merci che transiteranno da Luino. Decenni di assoluta distrazione mentre nel territorio elvetico si allestivano con precisione da orologiai tutti i tasselli di quel faraonico puzzle chiamato AlpTransit inserito nel “Corridoio merci Rotterdam-Genova”, passando da Luino.
FINANZIAMENTI RIFIUTATI E PRESÌDI TRASCURATI
Ora ci si preoccupa anche dei passaggi a livello in città. A tale proposito va ricordato che nel 2001 dalla giunta comunale di Luino, escluso qualche assessore poco ascoltato, fu rifiutato un cospicuo finanziamento da Fs per la creazione di un sottopasso che ora, per fortuna, viene riproposto da RFI, rimediando con quindici anni di ritardo a carenti lungimiranze. Idem per le barriere antirumore richieste da quasi vent’anni.
Di presìdi a favore di pronti interventi neppure a parlarne, mentre le Ferrovie Svizzere da un decennio hanno approntato treni speciali chiamati “Spegnimento e Soccorso” per intervenire in piena linea in caso di incendio, avarie e inconvenienti vari, dotati di ogni ben di dio in fatto di sicurezza e tutela dei viaggiatori. Da noi ci si affida ai “miracoli” dei vigili del fuoco, ignorando le necessità di una linea a binario unico che, oltretutto, scorre fra lunghe scarpate che pongono serie difficoltà agli interventi dei mezzi di soccorso.
TIMORI FERROVIARI E RISCHI STRADALI
Pubblico e, molto spesso, amministratori locali presentano il traffico merci su rotaia come il fumo negli occhi, muovendosi con stati d’animo alimentati da luoghi comuni ed errate conoscenze della materia ferroviaria.
Si guarda con preoccupazione ai treni che scorrono su tracciati quasi sempre fuori dai centri abitati, ma si tollerano allegramente numerosi tir, autocisterne di carburanti, materiale gassoso e prodotti chimici che circolano nelle strade interne o sulle autostrade, con incidenti di cui giornalmente si occupano le cronache. Si abbaia alla luna non conoscendo che le merci trasportate sui treni sono sottoposte a rigide norme internazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite.
IMPATTO AMBIENTALE IN ARIA, SU ROTAIA E SU STRADA
Ci si straccia le vesti per l’impatto ambientale dei treni, dimenticando che la rotaia inquina meno delle auto (-60%) e degli aerei (-70%) e che nel 2010 (studio condotto da Enea e Fs) con 47 milioni di tonnellate di merci trasportate su ferro si sono sottratte all’atmosfera un milione di tonnellate di CO2 rispetto al traffico su gomma. E allora, ben vengano i treni merci sulla linea di Luino, la cui esistenza garantisce la sopravvivenza del servizio passeggeri.
I sei mesi di interruzione costituiscono, certamente, un sacrificio per le comunità, ripagato, tuttavia, dalla certezza di infrastrutture più efficienti (sottopassaggi, deviatoi elettrici non più manovrati a mano, circuiti di binario che garantiscono la libertà del percorso dei rotabili, segnali più dettagliati, doppie linee aere per le emergenze) necessarie ad una circolazione adeguata a convogli più moderni, meno rumorosi (si pensi alla nuova tecnologia degli apparati frenanti), più lunghi e con maggiori altezze, il cui tonnellaggio trasportato riduce anche il numero dei convogli in circolazione.
STESURA DI UN PIANO DI TRASPORTO PASSEGGERI
E se consiglieri regionali, parlamentari e amministratori locali si vogliono davvero impegnare, cerchino di adoperarsi per tempo per la stesura di un piano di trasporto passeggeri da adottarsi con la chiusura della linea ferroviaria da giugno a dicembre 2017. Che sarà di pendolari, studenti e lavoratori? Senza trascurare altri viaggiatori che volessero affacciarsi sulle sponde del lago Maggiore.
Ed è auspicabile che Regione Lombardia, su richiesta di comuni e provincia, raccordi il servizio di linea da Luino a Varese, via Valganna, con treni Trenord da/per Milano (entrambi i servizi sono dotati di orari cadenzati), istituendo la possibilità di un biglietto unico (bus+treno) al fine di sopperire alla chiusura del servizio ferroviario.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com 

Alptransit, i pro e contro sulla tratta Cadenazzo-Luino-Gallarate

I futuri scenari del traffico merci discussi a Magadino dai sindaci di Gambarogno, Laveno, Maccagno e Luino
sindaci a Gambarogno

Dal 16 dicembre 2016 i treni cominceranno a circolare sulla nuova trasversale ferroviaria attraverso le Alpi e anche sulla linea Cadenazzo-Luino-Gallarate-Milano i contraccolpi si faranno sentire. Man mano, come da progetto sottoscritto tra Svizzera e Italia, l’infrastruttura sarà potenziata, le corse aumenteranno, il tonnellaggio di merci raddoppierà, i convogli saranno più lunghi e pesanti. E il maggior traffico renderà più acuto il tema del rumore e delle vibrazioni e, non ultimo, quello della sicurezza.
Di fronte a questo scenario, comprensibile appare la preoccupazione degli amministratori del territorio dalle due parti del confine.
A Magadino, comune svizzero a ridosso del valico di Zenna, martedì 16 giugno si sono riuniti i sindaci Ercole Ielmini di Laveno Mombello, Fabio Passera di Maccagno con Pino e Veddasca, Andrea Pellicini (insieme con l’assessora al territorio Alessandra Miglio) di Luino e Tiziano Ponti di Gambarogno (nella foto da sx). Obiettivo, definire «una strategia di gestione delle sfide date da Alptransit».
TRAFFICO MERCI…
A destare i maggiori timori delle popolazioni è, oltre a quello del rumore e delle vibrazioni, il tema della sicurezza. Sulla linea transitano principalmente convogli con merci pericolose e i sindaci ne vogliono un monitoraggio approfondito  mediante ogni mezzo tecnico e organizzativo oggi disponibile.
In territorio elvetico i sistemi di controllo sulla sicurezza dei treni nella nuova galleria di base già esistono e permettono di rilevare anomalie al materiale rotabile, come pure fughe di sostanze pericolose. Ma – si sono chiesti i sindaci - quali sono i controlli in Italia? Al riguardo, hanno espresso comune intenzione di conoscere i piani d’intervento in caso di gravi calamità e hanno sostenuto la richiesta del comune di Luino per un incontro con il prefetto.
…E TRAFFICO VIAGGIATORI
In cambio della buccia del previsto traffico merci, i sindaci hanno chiesto almeno il frutto di un migliore servizio viaggiatori tra il Canton Ticino e Malpensa. «Solo disponendo di un servizio efficace e attrattivo – hanno dichiarato - si potranno cogliere nella regione i potenziali dati dalla prossima apertura dalla nuova trasversale alpina. L’aumento della richiesta di trasporto merci, messo in relazione con le capacità limitate della linea, potrebbe addirittura entrare in concorrenza con il servizio di trasporto passeggeri, riducendone la capacità e trasformando la linea ferroviaria litoranea in un corridoio per il solo transito merci».
Una simile prospettiva è stata unanimemente scartata. I quattro comuni si batteranno per «trovare delle strategie che permettano di rendere più attrattivo e rafforzare il trasporto passeggeri» e chiederanno a breve un incontro con Roberto Tulipani, ceo della società ferroviaria mista TiLo. Ma non saranno i quattro moschettieri contro tutti. Per aumentare il peso politico dell’azione, solleciteranno la partecipazione anche degli altri sindaci della linea ferroviaria. 

Giornate Europee dei Mulini a Cunardo e Ganna, tra Molino Rigamonti e Maglio di Ghirla

Badia di Ganna, particolare
MAGLIO DI GHIRLA, ruota

Anche il Molino Rigamonti di Cunardo (Cunardo, via Varesina 40) e Il Maglio di Ghirla (via Montello, 5), nel Varesotto, partecipano, sabato 21 e domenica 22 maggio, alle Giornate Europee dei Mulini. L’evento è organizzato dalla Comunità Montana del Piambello di Arcisate nell’ambito al progetto “Acqua, fuoco…ferro e farina–Storia e futuro di una valle sulle ruote di Magli e Mulini” con il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, Provincia di Varese, Slow Food e altri enti.

Questo il programma:
SABATO 21
•MAGLIO DI GHIRLA: Efesto, il fabbro degli dei, dimostrazione a cura dei Forgiatori del Maglio (ore 16); nella sala polivalente: Uomini di mais, progetto per la valorizzazione di mais antichi per l’alimentazione umana. Antiche varietà per una nuova agricoltura. Recupero e coltivazione di mais antichi nel territorio varesotto (ore 18 a cura di Alberto Senaldi Slow Food Varese).
Seguirà (ore 19) intrattenimento folcloristico a cura dei Tencitt di Cunardo e poi (ore 19:30): Sapori in cena, a cura della Strada dei Sapori delle Valli Varesine (cena solo su prenotazione: tel. 340.5037208; e-mail: clodloca@gmail.com; euro 5 a persona, bevande escluse). Al termine (ore 21): Scintille notturne... si plasma il ferro.
DOMENICA 22
•MAGLIO DI GHIRLA: Dimostrazione forgiatura e Sapori in pranzo a cura della Strada dei Sapori delle Valli Varesine (ore 12; pranzo solo su prenotazione: tel. 340.5037208; e-mail: clodloca@gmail.com; euro 5 a persona, bevande escluse).
•DAL MAGLIO AL MOLINO RIGAMONTI (ore 14-19): Percorso di mais, installazioni che raccontano il ciclo del mais (a cura di Slow Food Varese).
*AL MOLINO RIGAMONTI: visite guidate per riscoprire l’antica arte molitoria e le atmosfere di un tempo; “L’appetito vien...leggendo: le nostre valli si raccontano” a cura della Biblioteca Comunale Valganna e della Biblioteca Comunale Cunardo.
•BADIA DI GANNA (ritrovo alle ore 14:30) e... “le ruote girano!”: tutti in bici lungo la Via Francisca del Lucomagno.
• MOLINO RIGAMONTI (ore 16): Dolci di mais, istruzioni per l’uso (a cura di Happy Kitchen e Slow Food Varese). Dimostrazione della preparazione dei dolci di mais: Amor polenta, dolce della tradizione varesina; paste di meliga. Al termine, Corrado Alberti, mastro fornaio (Forno Iris Margherita) parlerà del pane di mais e della sua preparazione. Seguirà (ore 18): Polente e dintorni (degustazione a cura della Proloco Valganna) con il gruppo musicale Quelli dell’Osteria. Solo su prenotazione (tel. 0332.716101 oppure e-mail: giornatemulini@gmail.com; posti limitati; euro 5 a persona).  

Lombardia, concorso sulla tragedia Giuliano-Dalmata-Istriana

Pubblicato il bando riservato alle scuole

Sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia del 27 settembre 2017 è stato pubblicato il concorso promosso dal Consiglio regionale dedicato all’esodo giuliano-dalmata-istriano e riservato agli istituti scolastici lombardi. È ammesso ogni tipo di elaborato realizzato nell’anno scolastico in corso in qualsiasi forma (tema, ricerca, spot, musica, canto, poesia, disegno, manifesto, striscione, sito web, musical, cortometraggio, ecc.) purché originale e pertinente al tema. Presentazione entro il 18 gennaio 2018.
La proclamazione dei vincitori sarà effettuata in Consiglio regionale in occasione della cerimonia del Giorno del Ricordo che si tiene il 10 febbraio di ogni anno. Per gli autori degli elaborati giudicati migliori sarà organizzato un viaggio di studio, nella primavera 2018, nelle zone teatro degli eventi, con un itinerario che comprende la visita al Sacrario di Redipuglia e alle foibe di Basovizza e Monrupino.
Per chiarimenti è possibile contattare l’Ufficio Relazioni con il pubblico del Consiglio regionale (dott. Andrea Ferrari) tel. 02-67482777, 02-67482817, e-mail urp@consiglio.regione.lombardia. 

Livelli lago Maggiore, «Nel 2017 niente innalzamento a 1,50 metri»

Per il Governo, è subordinato alla sperimentazione in atto da parte dell'Autorità di bacino del fiume Po

L'innalzamento dei livelli del Lago Maggiore nella stagione estiva a +1,50 metri, richiesto a gran voce dal Consorzio del Ticino  e da ambienti produttivi lombardi, al momento non è in discussione, ma ogni percorso è subordinato alla sperimentazione in atto da parte dell'Autorità di bacino del fiume Po che dovrà completare entro settembre 2017 il controllo delle portate e il monitoraggio del lago per avere un quadro aggiornato delle dinamiche lacustri.
DECISIONE NEL 2018
A fine 2017, sulla base della relazione dell'Autorità di bacino, si valuterà all'interno del Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino del Po se portare o meno il livello per la stagione estiva del 2018 a +1,30. Fino a quella data, in ogni caso, il lago nella stagione estiva che va dal 1° marzo al 15 settembre, va limitato alla soglia di regolazione di +1,25 senza ulteriori innalzamenti.
E' questa la novità scaturita dalla discussione tenutasi il 3 novembre alla Camera dei Deputati, in seno alla commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, dove la sottosegretaria all'ambiente Silvia Velo è intervenuta nel dibattito introdotto dalle relazioni dei deputati Francesco Prina (Pd) ed Enrico Borghi (Pd).
BILANCIARE INTERESSI IN GIOCO
Secondo quanto riferito in commissione, il governo ha invitato il Consorzio del Ticino a non anticipare la sperimentazione di innalzamento estivo a +1,50 metri senza che fossero state preliminarmente effettuate le necessarie valutazioni.
La sottosegretaria Velo ha definito «incauto procedere immediatamente ad elevare i livelli di mezzo metro, in assenza di dati sperimentali in relazione alla compatibilità dell'innalzamento dei livelli con le esigenze di sicurezza idraulica» e ha dichiarato che «l'operato del governo si è orientato verso una soluzione equilibrata delle problematiche, al fine di bilanciare le ragioni degli agricoltori con quelle dei Comuni rivieraschi e le ragioni dell'ambiente con quelle della tutela dai rischi idraulici e  da alluvione e le ragioni del nostro Paese con quelle di altri Paesi interessati».
«NO FUGHE IN AVANTI»
Al proposito, Enrico Borghi - capogruppo Pd in commissione ambiente a Montecitorio - ha osservato: «Le parole del governo fanno chiarezza, a fronte delle spinte provenienti dalla Lombardia che miravano a introdurre immediatamente l'innalzamento dei livelli estivi del Lago Maggiore. Il fatto che si proceda con la sperimentazione senza colpi di testa o fughe in avanti è la migliore garanzia per procedure corrette ed equilibrate, e ribadisco che a mio avviso nell'attività in corso da parte dell'Autorità di Bacino debbano essere coinvolti, da un lato, i Comuni rivieraschi e, dall'altro, il CNR-Istituto Idrobiologico di Pallanza, per valutare anche l'impatto ecologico-ambientale al fianco di quello idraulico nella proposta di innalzamento del Lago Maggiore». 

Servizio emergenza 112, copertura in tutta la Lombardia

Dopo quelle di Varese e Milano, dal 16 dicembre diventerà operativa anche la centrale di Brescia

La Lombardia è la prima regione ad aver assunto un modello europeo di gestione delle chiamate di emergenza, avviato nel giugno 2010 a Varese ed esteso nel maggio 2013 a Milano. Entro fine 2014 l’Azienda Regionale dell’Emergenza Urgenza (Areu) coprirà l’intero territorio lombardo: il 16 dicembre entrerà in funzione anche la centrale del 112 di Brescia.
Il numero unico di emergenza (NUE) 112 allerta una centrale di primo livello. Il numero assicura un'unica prima risposta a qualsiasi chiamata di soccorso, attivando le centrali di secondo livello competenti per la gestione dell'emergenza (polizia, carabinieri, vigili del fuoco, emergenza sanitaria).
Tutte le telefonate di emergenza confluiscono in un’unica centrale, dalla quale gli operatori smistano all’ente competente le chiamate dopo aver localizzato il chiamante e individuato l’esigenza, migliorando così la tempestività e l’efficacia degli interventi a carico di pompieri, strutture sanitarie, carabinieri e polizia di stato.
Il servizio attualmente è garantito per quasi 7 milioni di residenti nelle province di Milano, Varese, Lecco, Como, Bergamo e Monza Brianza. L’operatività della centrale bresciana coprirà anche le province di Brescia, Sondrio, Cremona, Lodi, Pavia e Mantova.

APP “Where ARE U” GRATUITA
Il ricorso al 112 è in forte crescita, come confermano le chiamate giunte nei primi sei mesi di quest’anno alle centrali operative di Milano (un milione e 294mila) e di Varese (968mila). Gli operatori rispondono in un tempo medio inferiore ai 6 secondi, il 98% delle chiamate da telefono mobile sono immediatamente localizzate.
Ora l’Areu punta a promuovere l’applicazione “Where ARE U”, che consente una localizzazione ancora più precisa e immediata in caso di chiamata per situazioni di emergenza. L’applicazione è gratuita e scaricabile da www.areu.lombardia.it, disponibile per IOS, Android e Windows Phone. 

È morto il professore Giovanni Reale

Giovanni Reale

Alle ore 7,15 di mercoledì 15 ottobre il professore Giovanni Reale si è spento nella sua casa di Luino. Aveva 83 anni.
Nato a Candia Lomellina il 15 aprile 1931, Reale è stato docente di Filosofia morale e di Storia della Filosofia all’Università di Parma prima di passare alla Cattolica di Milano, dove è stato Ordinario di Storia della Filosofia Antica e dove ha fondato il Centro di Ricerche di Metafisica. Dal 2005 era passato ad insegnare alla nuova facoltà di Filosofia del San Raffaele di Milano. Lungo l’elenco delle sue opere, che sono state tradotte in 13 lingue. Monumentale rimane la sua Storia della filosofia greca e romana.
I funerali saranno celebrati a Luino, giovedì 16 ottobre (ore 16), nella chiesa prepositurale. 

Varese, scoperta sui meccanismi biochimici delle emozioni

Una ricerca condotta da Harvard Medical School (Usa) e Università dell’Insubria ha individuato il funzionamento del cervello nella trasmissione delle emozioni e, in particolare, della paura
Via Dunant

C'è anche profumo prealpino in una scoperta sul cervello condotta sotto il cielo "yankee". L’Università dell’Insubria di Varese ha contribuito alla individuazione del meccanismo biochimico alla base della neurotrasmissione in una specifica regione del cervello, quella che gestisce le emozioni e in particolare la paura.
In una ricerca nata dalla collaborazione con la Harvard Medical School di Belmont (Boston) il Laboratorio di Post-genomica funzionale e ingegneria proteica del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita ha approfondito i meccanismi biochimici che regolano il funzionamento del cervello. Lo studio, pubblicato il 23 aprile dalla rivista statunitense Nature Communication, ha chiarito l’importanza e il ruolo di due molecole, la D-serina e la glicina, che sono implicate nell’attivazione dei recettori NMDA e quindi in una serie di funzioni fondamentali del cervello, tra le quali l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria.
I risultati indicano il grado di eccellenza dei ricercatori dell’Università dell’Insubria nel settore delle biotecnologie applicate alle neuroscienze e, più in generale, alla salute umana. Gli scienziati si sono concentrati sull’amigdala, una zona del cervello importante per gestire le emozioni e specialmente la paura. Hanno scoperto che in condizioni “normali” il ruolo principale di modulatore del recettore NMDA lo svolge la D-serina, mentre, all’aumentare dello stato di eccitazione delle sinapsi, la stessa funzione è svolta dalla glicina.
Le ricerche sono state possibili grazie alla messa a punto di specifici sistemi analitici. La dottoressa Silvia Sacchi e il professor Loredano Pollegioni del Centro di ricerca interuniversitario “The Protein Factory” hanno sviluppato, mediante tecniche di ingegneria proteica, enzimi in grado di riconoscere efficientemente e selettivamente i diversi neuromodulatori.
«Definire i meccanismi che concorrono alla regolazione dell’attività di questi recettori è fondamentale per comprendere il funzionamento del cervello e per studiare malattie neurologiche e psichiatriche» spiega il professor Pollegioni. «La capacità di memorizzare, i sentimenti che proviamo, il perché un certo evento susciti in ciascuno di noi una determinata emozione sono processi regolati da precisi fenomeni biochimici. Chiarire il ruolo dei neuromodulatori, ossia le molecole che agiscono su diverse regioni del cervello rendendoci quello che siamo, ci aiuterà a capire questo organo e a trovare nuove terapie per pazienti affetti da importanti patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il dolore neuropatico». 

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