Edizione n.34 di mercoledì 21 ottobre 2020

Lombardia

Milano Expo, l'Europa e il “mondo più giusto” possibile con Mogherini e Schulz

Schulz e Mogherini con la giornalista Maggioni
pubblico a incontro Schulz e Mogherini

Sabato 9 maggio, nel giorno in cui si celebra la Giornata dell'Europa e la nascita della UE e in cui si ricorda la fine della Seconda guerra mondiale, Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, e Federica Mogherini, alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione, sono stati i protagonisti a Expo Milano dell'inaugurazione del Padiglione Europa. Suo tema, "Coltivare insieme il futuro dell’Europa per un mondo migliore"; obiettivi principali, la lotta alla fame nel mondo e lo sviluppo di modelli sostenibili per sfamare le popolazioni.
Tra le molte personalità, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il commissario unico di Expo Giuseppe Sala, il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, europarlamentari. Dopo la cerimonia dell'alzabandiera accompagnata dall'inno dell'Unione, l'Auditorium ha accolto uno specifico incontro con mille studenti per conoscerne le opinioni sull'UE e per parlare di futuro, sostenibilità e ruolo europeo nello scenario globale. Conduttrice del dialogo con Schulz e Mogherini la giornalista Monica Maggioni, direttore di RaiNews 24.

Il pane, patrimonio culturale immateriale per l'Unesco, con la sua simbolicità è stato il fil rouge degli incontri "Bread and civilization: dialoghi intorno a 'La civiltà del pane'". Vi hanno partecipato Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del consiglio per gli Affari europei, Giancarlo Caratti di Lanzacco, presidente della EU task force per la partecipazione a Expo Milano, Matteo Pederzoli, curatore della visitor experience del Padiglione Ue, Gabriele Archetti, Università Cattolica, presidente Centro studi longobardi, e Iginio Massari, maestro pasticcere.
Nell'occasione è stato presentato il primo concorso europeo “La spiga d’oro”. Si concluderà il 16 ottobre, Giornata mondiale dell'alimentazione, e sceglierà il Pane dell'Europa.
Non solo “cerimonia”, non solo spirito-festa sabato 9.
Mogherini ha messo dall'inizio il dito nella piaga e ripercorso nel suo discorso questo periodo storico, con le sue disuguaglienze, migrazioni, fame, guerre... Ma «l'Unione europea è pronta – ha detto - perché sappiamo che il nostro interesse storico di europei, così come 65 anni fa era costruire la pace e l'Europa unita, oggi è costruire un mondo più giusto, equo e capace di nutrire tutti i suoi cittadini». In sintonia le parole di Schulz: «Cibo e acqua per tutti, sicurezza alimentare e salute sono indispensabili per la pace nel mondo».
Alle parole si stanno affiancando impegni precisi. Il Parlamento europeo ha adottato, il 30 aprile, una risoluzione sui temi di Expo Milano con una serie di azioni che l'UE e gli stati membri devono impegnarsi a intraprendere per combattere la sottonutrizione e salvaguardare il diritto all'alimentazione per tutti. 

Curiglia, una lapide e un tuffo nel Rinascimento

Nella chiesa di S. Vittore un’antica iscrizione richiama personaggi e vicende della storia nazionale
Curiglia, lapide Chiesa S. Vittore.jpg

Curiglia ha da poco celebrato la festa patronale di S. Vittore con una tradizionale cerimonia in cui si mescola la devozione al martire africano con quella della Madonna, trasportata processionalmente per le vie del paese dopo la messa solenne del mattino. Fu il vescovo di Laudicea, Francesco Ladino, suffraganeo dell’arcivescovo di Milano, a consacrare, il 25 aprile 1526, la chiesa parrocchiale di S. Vittore di Curiglia. Lo attesta un’antica lapide murata all’interno della chiesa stessa.
VESCOVI SUFFRAGANEI…
Come in tutto l’Occidente cristiano, anche nelle diocesi di Milano e di Como si verificò il fenomeno dei vescovi suffraganei, cioè titolari di una delle tante diocesi rimaste solo sulla carta ed elevati alla dignità episcopale in soprannumero. Nessun vescovo suffraganeo aveva incarichi di governo. Riceveva deleghe di volta in volta per la consacrazione di chiese o per altre funzioni dal vicario generale, che di solito era un esperto giurista ed amministratore, cui spesso non erano stati neppure conferiti gli ordini maggiori.
Solo con l’avvento di S. Carlo la situazione mutò radicalmente. Nel caso specifico l’arcivescovo era Ippolito d’Este, figlio del duca  Alfonso I e di Lucrezia Borgia, nipote del cardinale Ippolito I d'Este. Suo nonno materno era il papa Alessandro VI.
…E ARCIVESCOVI MONDANI
Ippolito era però in tutt’altre faccende affaccendato. E ne aveva ben donde.
A soli dieci anni, in fretta e furia, infatti, fu cresimato e gli vennero conferiti gli ordini minori, perché lo zio, cardinale Ippolito d'Este, da cui aveva ripreso il nome, aveva deciso di cedergli l'arcivescovato di Milano. Un vestito che gli andava stretto, ma che non gli impedì sin da giovane di condurre una vita gaudente e licenziosa. Ebbe, infatti, relazioni amorose con donne dalla non brillante reputazione e si diede a feste di ogni tipo, senza badare allo sfarzo e alle spese. Assetato di potere qual era, si cimentò in difficili missioni diplomatiche, per ottenere il cardinalato, ricchi appannaggi di diocesi e abbazie e, in prospettiva, l’elezione al soglio pontificio.
A onor del vero però Ippolito fu anche un mecenate, amante dell'arte e, in particolare, dell'archeologia. Nel 1537 ospitò alla sua corte Benvenuto Cellini, che avrebbe goduto della sua protezione per diversi anni. Giovanni Pierluigi da Palestrina inoltre entrò al suo servizio dal 1567 al 1571, per organizzare le esecuzioni musicali estive a villa d'Este.
Durante la sua vita si impegnò indefessamente nella costruzione, nel rinnovo e nel restauro di molte bellezze della città d'origine e di quella d'elezione, Roma. E non è poco. Il suo nome è legato soprattutto alla costruzione della meravigliosa Villa d'Este di Tivoli.
MORALE PUBBLICA E VITA PRIVATA
Un personaggio che, al di là della corruzione e della mancanza di scrupoli, fu costantemente percorso da un anelito verso il bello e il sublime, dalla ricerca di qualcosa che potesse appagarlo più profondamente. Una vita al di fuori degli schemi tradizionali, nel contesto di una società che imponeva ai deboli e agli sprovveduti una morale ipocrita e formalmente perbenista, sistematicamente disattesa dai potenti.
Per fortuna c’era il lavacro delle sante indulgenze ad evitare un’interminabile espiazione tra le fiamme del purgatorio e il nostro buon Ladino, in quel lontano 1526, bontà sua, ne concesse parecchie anche ai curigliesi, gente laboriosa ed onesta che forse non ne aveva neppure tanto bisogno.
INDULGENZE PER I CURIGLIESI
A coloro che, genuflessi davanti all’altare, avessero recitato un Pater e un’Ave Maria ogni domenica o nelle festività di precetto, quali il Natale, la Circoncisione, l’Epifania, la Resurrezione, la Pentecoste e il Corpus Domini, nonché in tutte le feste dedicate alla Santissima Beata Vergine Maria, ai Santi Apostoli Evangelisti, ai quattro dottori della Chiesa, Agostino, Ambrogio, Gregorio e Gerolamo, a S. Giovanni Battista e a Santa Maria Maddalena, a S. Stefano, S. Lorenzo, S. Martino, S. Nicolao, e in ogni giorno di Quaresima, ottanta giorni.
Quindici giorni di indulgenza inoltre a coloro che, in occasione dell’annuale festa della dedicazione, avessero visitato gli altari dei S. Rocco e Vittore. Altri ottanta giorni erano infine accordati ai benefattori che avessero provveduto ai bisogni della chiesa e del sacerdote. Il riferimento ai santi Rocco e Vittore sembra forse voler alludere ad una doppia dedicazione, attualmente scomparsa?
Emilio Rossi 

Montagna lombarda, marchio di qualità a 97 rifugi

Premiate strutture a Castelveccana (Varese) e nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio

C'è anche un rifugio di Castelveccana, nel Varesotto, tra le 97 strutture lombarde di accoglienza in alta montagna con il marchio "Q Ospitalità italiana". Su 104 impianti controllati il riconoscimento è stato assegnato a 65 rifugi alpinistici e 32 escursionistici.
Ispettori indipendenti ne hanno accertato qualità di accoglienza, cucina, camere, servizi e aree, con un approccio eco-compatibile, nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese. A Milano l'11 febbraio l'assessore regionale allo Sport e Giovani e rappresentanti di Unioncamere Lombardia e Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), che gestisce il marchio "Q Ospitalità italiana", hanno distribuito l'attestato e la targa che li identifica come strutture di qualità.
In montagna la Lombardia vanta un patrimonio di 2.600 chilometri di sentieri segnalati, 166 guide alpine, 59 bivacchi, 113 rifugi alpinistici e 57 escursionistici che richiama turisti da tutto il mondo. Il marchio di qualità consente a sportivi e famiglie di verificare, anche su iPad e sul sito internet www.10q.it, le caratteristiche del rifugio dove si stanno recando, prima di mettersi in viaggio.

ELENCO DEI 97 RIFUGI PREMIATI
BERGAMO (17 rifugi): Passo del Vivione (Schilpario), Nani Tagliaferri (Schilpario), Pian de la Palù (Rogno), Capanna 2000 (Oltre il Colle), Terre Rosse (Carona), Passo San Marco 2000 (Mezzoldo), Fratelli Longo (Carona), Alberto Grassi (Valtorta), La Valle del Drago (Roncobello), Angelo Gherardi (Taleggio), Cesare Benigni (Ornica), Laghi Gemelli (Branzi), Monte Poieto (Aviatico), Antonio Curò (Valbondione), Barbellino (Valbondione), Alpe Corte Bassa (Ardesio), Coca (Valbondione).

BRESCIA (19 rifugi): Valtrompia (Tavernole sul Mella), Cima Rest (Magasa), Medelet (Pisogne), Baita Adamè (Saviore dell'Adamello), Premassone (Sonico), Torsoleto (Paisco Loveno), Franco Tonolini (Sonico), Tita Secchi (Breno), Sandro Occhi all'Aviolo (Edolo), Giuseppe Garibaldi (Edolo), Baita Iseo (Ono San Pietro), Baitone (Sonico), Petit Pierre (Ponte di Legno), 'Carlo e Filippo Tassara' (Breno), Serafino Gnutti (Sonico), Paolo Prudenzini (Saviore dell'Adamello), Antonioli (Monno), Alpini di Campovecchio (Corteno Golgi), Angelino Bozzi (Ponte di Legno).

COMO (5 rifugi): Bugone (Moltrasio), Alpetto di Torno (Sormano), S.E.V. - Pianezzo (Valbrona), Croce di Campo (San Bartolomeo val Cavargna), Dalco (Montemezzo).

LECCO (22 rifugi): Shambalà (Casargo), Cazzaniga-Merlini (Barzio), Sassi Castelli (Moggio), Dino Tavecchia (Introbio), 'Antonietta' al Pialeral (Pasturo), Capanna Vittoria (Casargo), CAI Lecco (Barzio), Baita della Luna (Moggio), Nicola (Barzio), Monza Bogani (Esino Lario), Buzzoni (Introbio), Ratti (Barzio), F.A.L.C. (Introbio), Gran Baita (Barzio), Casera Vecchia (Introbio), Riva (Primaluna), Antonio Stoppani (Lecco), Soldanella (Ballabio), Carlo Porta (Abbadia Lariana), Rocca Locatelli (Abbadia Lariana), Rosalba (Mandello del Lario), Capanna alpinisti Monzesi (Lecco).

SONDRIO (33 rifugi): L. Pizzini e M. Frattola (Valfurva), C. Branca e G. Martinelli (Valfurva), Federico in Val Dosdè (Valdidentro), Rifugio alpino al Passo di Cassana (Livigno), G. Casati e A. Guasti (Valfurva), Ghiacciaio dei forni (Valfurva), Bonetta (Valfurva), Arnaldo Berni (Valfurva), La Baita (Sondalo), Garibaldi Dreisprachenspitz (Bormio), Mai tardi (Madesimo), Savogno (Piuro), Frasnedo (Verceia), Chiavenna (Campodolcino), G. Bertacchi (Madesimo), Luigi Brasca (Novate Mezzola), Omio (Val Masino), Rasega (Val Masino), Rifugio della corte (Cosio Valtellino), Bar Bianco (Rasura), Trona Soliva (Gerola Alta), Capanna Ventina (Chiesa in Valmalenco), Longoni Antonio ed Elia (Chiesa in Valmalenco), Capanna Carate (Lanzada), Cristina (Lanzada), Zoia (Lanzada), Alpe Ponte (Lanzada), Tartaglione - Crispo (Chiesa in Valmalenco), Mario Del Grande Remo Camerini (Chiesa in Valmalenco), Motta (Chiesa in Valmalenco), Ca' Runcasch (Lanzada), Malghera (Grosio), Alpe Schiazzera (Vervio).

VARESE (1 rifugio): Giulio De Grandi Adamoli 'Capanna' (Castelveccana). 

Sostegno a genitori separati, «notevole avanzo di risorse disponibili»

I benefici della legge lombarda sarebbero ancora poco noti alle persone in stato di bisogno

In stragrande maggioranza sono donne (72%), per lo più tra i 36 e i 50 anni, con uno o due figli minori, anche adottivi; ma in Lombardia, a richiedere sostegno al disagio e all'emergenza abitativa e interventi di mediazione familiare, sono anche - e sempre più - i padri. È quanto emerge dalla relazione sull’applicazione della legge regionale 18/2014 “Norme a tutela dei genitori separati o divorziati, in condizione di disagio” e successive delibere, illustrata il 30 settembre 2020 da Franco Lucente (FdI) durante la seduta della commissione consiliare sanità, presieduta da Emanuele Monti (Lega).

FINORA SOLO 1500 DOMANDE
Da giugno 2018 a febbraio 2020 le domande di sussidio sono state oltre 1500, un numero non confortante a giudizio del vicepresidente del Consiglio regionale e componente del Comitato paritetico di controllo e valutazione Carlo Borghetti (PD).
«Il notevole avanzo di risorse – ha dichiarato - dimostra che molte persone in stato di bisogno non sono state raggiunte. Auspichiamo dunque che la giunta svolga un attento monitoraggio della situazione attuale dei bisogni e aggiorni le misure per estendere a tutti i possibili destinatari le forme di sostegno, compresi i genitori single».
Per quanto riguarda i bisogni intercettati, il sostegno regionale è passato dal riconoscimento di contributi una tantum generalizzati, come i contributi per il pagamento di bollette, spese condominiali, affitto o rata mutuo, estinzione di morosità, a contributi finalizzati ad affrontare un bisogno specifico, quale il sostegno di tipo abitativo. In particolare, come è stato sottolineato, si è cercato di favorire misure per la prossimità dei genitori alla dimora dei figli. 

Francesco Branca, spirito "parigino" in riva al Verbano

Conferenza di Alessadro Franzetti sull'editore e imprenditore luinese
Francesco Branca

(s.f.) Un incontro con la storia delle nostre valli molto importante per chi voglia meglio conoscere le nostre radici si terrà giovedì 2 maggio nel salone dell’Ubi Banca a Luino. Il consigliere comunale Alessandro Franzetti alle ore 14.30 presenterà un estratto della sua tesi di laurea Francesco Branca e “Il Corriere del Verbano” tra l’ottocento e il novecento.
«Lo scopo del mio lavoro di tesi è stato quello di valorizzare e di far conoscere un personaggio eclettico e dalla operosità tipicamente lombarda che è stato Francesco Branca» commenta Franzetti. «Egli ha avuto il merito, oltre che di essere un imprenditore generoso, di fondare nel 1879 Il Corriere del Verbano, testata pluricentenaria che permane tuttora».
Imprenditore illuminato, Francesco Branca riuscì con il suo impegno costante e la sua geniale quotidianità a potenziare e concertare l’attività delle vallate luinesi, mettendo azioni forti che favorirono l’economia e l’editoria locale. Branca, grazie anche ad un’esperienza a Le Figaro di Parigi, ritenne necessario fondare un settimanale che promuovesse «gli interessi di questa parte d’Italia Superiore, priva finora dei beneficii di comunicazione ferroviaria, e pressoché fuori del Consorzio del Regno, ed a provvedere alle molte necessità locali» (Corriere del Verbano, 8 gennaio 1879-primo numero). Nacque così Il Corriere del Verbano, dove Branca concesse grande spazio anche alla cultura, in particolare pubblicando novelle a puntate nell’”Appendice del Corriere”, una serie di romanzi molto in voga in quegli anni.
ALBERGHI, STRADE, FERROVIE
Tra le imprese più eclatanti, Francesco Branca aveva attivato una cordata di imprenditori e di professionisti per la costruzione di un albergo alpino al Lago Delio, aperto nei mesi estivi per gli amanti della montagna, sull’esempio di analoghe strutture funzionanti nella vicina Confederazione Elvetica (da cui la famiglia proveniva). Un’ambiziosa iniziativa per valorizzare uno degli angoli più pittoreschi di tutta la valle. E questo anche in vista dell’apertura della ferrovia del Gottardo che avrebbe facilitato le comunicazioni con i principali centri della Lombardia e del Piemonte.
Il vero problema per promuovere un turismo di montagna era ed è costituito dalla inaccessibilità del luogo. Si era pertanto presa in considerazione l’ipotesi della costruzione di una funicolare per accedervi e l’acquisto di terreni incolti per costruirvi uno stabilimento balneare. Era stata individuata anche l’impresa disposta ad accollarsi l’onere della costruzione di «un impianto di una ferrovia funicolare tra la riva del Lago Maggiore ed il Lago Delio». Tale investimento non fu mai realizzato.
Oltre ad aver favorito la nascita della strada che collega Luino a Maccagno, l’imprenditore si impegnò nello sviluppo della rete ferroviaria ed elettrica per collegare Luino ad altre realtà italiane e straniere importanti, confidando nella posizione strategica della cittadina nel cuore dell’Europa. 

Viale Dante, illuminazione ultimata

Viale Dante

Una spesa di oltre 100mila euro per trenta nuovi punti luminosi su un chilometro di strada. Questa la scheda della nuova dell'illuminazione in viale Dante ultimata nei giorni scorsi grazie anche a temperature più miti.
Alla posa dei cavidotti ha lavorato la ditta Bianchi srl, mentre è stata la società Enel Sole srl a fornire e installare i trenta pali. Il progetto è stato predisposto dal personale comunale del Servizio Infrastrutture. 

Chiesa di San Giuseppe, inaugurazione il 19 marzo

nel giugno 2013, durante i lavori

Mercoledì 19 marzo, solennità di san Giuseppe, inaugurazione della chiesa restaurata. Le messe saranno alle 9 e alle 18; alle 20.45 messa con i papà, nel giorno loro dedicato.
Scrive il prevosto don Piergiorgio Solbiati nel bollettino parrocchiale Camminiamo Insieme: «Nella festa di San Giuseppe, proprio il 19 marzo, riapriremo questo oratorio. Dal pavimento al tetto tutto è stato risistemato. Il Consisglio pastorale parrocchiale ha condiviso non solo il giorno ma anche ha voluto che la migliore inaugurazione non fosse occasione per discorsi, inviti, ma per la celebrazione della messa».

Federico Morlacchi, prima la cerimonia in Quirinale, poi domenica riceverà medaglia d'oro di Luino

Domenica 23 grande Festa dello sport, in campo le associazioni sportive

Giornata attraente e interessante si preannuncia a Luino per il 23 settembre. Dalle 10 alle 18 tornerà una grande festa, quella dello sport. Che quest'anno ha un motivo in più di richiamo perchè sarà dedicata alla splendida vittoria di Federico Morlacchi alle Paralimpiadi di Londra dove l'atleta luinese ha conquistato tre medaglie di bronzo nel nuoto. A lui, alle 17.30, il sindaco Andrea Pellicini consegnerà a nome di tutta la città una medaglia d’oro. «Luino esulta con Federico Morlacchi per i tre bronzi conquistati alle Paralimpiadi! – ha commentato Pellicini -. Vogliamo vivere una grande giornata di sport insieme alle tante associazioni e ai loro atleti dimostrando quanto crediamo all’importanza dei valori che vengono trasmessi da questo mondo fantastico».
La manifestazione (in caso di maltempo slitterà a domenica 30) sarà all’ex Campo Sportivo di via Lido. Per la sua organizzazione si è messo al lavoro un vero staff coordinato dallo stesso sindaco e dal consigliere comunale Vittorio Sarchi supportati da altri consiglieri, Mario Contini, Simona Ronchi, Alessandro Franzetti.
Coinvolto nelle varie fasi della giornata il vasto mondo dello sport con le sue associazioni sportive locali che daranno a tutti la possibilità di provare a praticare diverse discipline. Si andrà dagli sport acquatici (canottaggio, nuoto, vela) a calcio, volley, pallacanestro, ping pong, ring di boxe. La festa rappresenterà un’opportunità per sperimentare la pratica delle arti marziali, apprendendo qualche mossa di judo, apprezzando il thai-chi. E ancora: su un grande palco si potranno ammirare esibizioni di capoeira e di danza; l’Avis e il Cai presenzieranno con stand e mostreranno  i loro progetti; la Pro Loco allestirà uno stand gastronomico perchè si possa pranzare nel bello scenario tra fiume e lago. 
Morlacchi riceverà la medaglia della Città dopo aver affrontato, mercoledì 19, un'altra emozione non da poco. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rinnovato le felicitazioni agli atleti azzurri alle Paralimpiadi e alle Olimpiadi, e ha invitato al Quirinale tutti coloro che hanno conquistato medaglia.
La cerimonia con la consegna da parte dei portabandiera dei Giochi Olimpici e Paralimpici - rispettivamente Valentina Vezzali e Oscar De Pellegrin - al capo dello Stato del tricolore con le firme degli atleti, alle 17, nel Salone dei Corazzieri sarà trasmessa in diretta dalla Rai.  

Diritto allo studio, misure eguali tra scuole statali e paritarie

La sentenza del Consiglio di Stato è per Flc Cgil Milano «un importante riconoscimento dei principi costituzionali»

Il Consiglio di Stato ha imposto a Regione Lombardia di riconoscere il diritto ad un contributo di sostegno al reddito, così come indica la Costituzione, agli studenti lombardi qualunque tipo di scuola frequentino, in particolare a quelli delle scuole pubbliche. Sulla sentenza è intervenuta la FLC di Milano, il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori della conoscenza della Cgil, con un commento che di seguito riportiamo.

«AIUTO ECONOMICO EGUALE IN SCUOLE PARITARIE E SCUOLE STATALI»
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 04100/2017 decisa in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) in data 29 agosto 2017, ha accolto il ricorso contro Regione Lombardia, iscritto in appello da tre genitori di studenti frequentanti scuole pubbliche e patrocinato anche dalla Flc Cgil di Milano.
Con la sentenza n. 2635 del 14 dicembre 2015, il TAR della Lombardia aveva dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso proposto da alcuni genitori di studenti frequentanti scuole pubbliche in Lombardia e relativo all’accertamento del loro diritto e interesse all’attribuzione dell’integrazione del “Sostegno al reddito” nella misura necessaria a renderlo eguale al contributo elargito, a parità di reddito familiare, agli studenti delle scuole paritarie.
Tre genitori hanno presentato ricorso in appello a questa decisione e chiesto la riforma della sentenza insistendo per la corresponsione di un contributo equivalente a quello previsto per gli alunni delle scuole paritarie. A tal fine l’appello ha rilevato che lo stesso TAR Lombardia aveva ritenuto illegittima la maggiore entità in favore degli alunni delle scuole paritarie in violazione degli articoli della Costituzione.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto, per gran parte, infondate le ragioni sostenute da Regione Lombardia e considerato l’appello fondato nel merito: l’aiuto economico in favore delle famiglie degli studenti frequentanti le scuole statali (che si trovino nelle condizioni reddituali previste dalla legge) deve essere riconosciuto nella stessa misura di quello riconosciuto in favore degli studenti che frequentano le scuole paritarie.
Trattandosi di beneficio, va erogato in dipendenza del reddito riferibile al parametro Isee e fa parte del sistema che mira a rimuovere gli ostacoli di ordine economico che impedirebbero l’accesso e la libera scelta dei percorsi educativi, non può essere limitato solo agli studenti che frequentando scuole paritarie pagano una retta poiché avendo come scopo quello di finanziare l’acquisto di testi e strumenti scolastici, la sua corresponsione ai soli studenti delle scuole paritarie creerebbe una evidente disparità di trattamento.
Su queste motivazioni l’appello è stato accolto e Regione Lombardia è stata condannata al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio con ordine, all’autorità amministrativa, di dare esecuzione alla sentenza.
La Flc Cgil manifesta piena soddisfazione nel veder riconosciute le ragioni sostenute nel primo grado di giudizio. Invita le autorità regionali ad eliminare ogni forma di discriminazione e si impegna a continuare la sua azione sino al ripristino dei diritti sanciti dalla Costituzione».
FLC CGIL Milano

Tumore collo dell'utero, nuovo screening in Lombardia

Stanziati 5 milioni – Il programma contro il papilloma virus sarà gestito dalle Agenzie tutela salute

Un paptest ogni tre anni per le donne dai 25 ai 33 anni e un HPVdna test ogni cinque anni per quelle dai 34 ai 64 anni. È l’offerta della Regione Lombardia approvata, il 16 agosto 2017, dalla giunta regionale su proposta dell'assessore al welfare Giulio Gallera.
A copertura del nuovo screening contro il papilloma virus saranno messi a disposizione fino a 5 milioni di euro.
Il tumore al collo dell'utero è, dopo quello alla mammella, il secondo tipo di cancro più diffuso tra le donne. Di qui la decisione regionale di estendere a tutto il territorio il programma di screening organizzato del tumore della cervice uterina, con contestuale introduzione del test di ricerca del Dna del papilloma virus, secondo criteri raccomandati dalle principali evidenze scientifiche.
Il programma prevede una mirata campagna di comunicazione e un invito alle donne. «La prevenzione – ha dichiarato Gallera - è un'assoluta priorità. Per questo abbiamo deciso di ampliare il programma di screening, che sarà gestito dai Centri screening delle Agenzie tutela salute».  

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