Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Luoghi + Lago Maggiore e dintorni + Italia + Estero

Unione Europea, 100 milioni per la cooperazione alla frontiera italo-svizzera

La Commissione europea ha adottato il programma Interreg 2014-2020 per l'Italia e la Svizzera del valore di circa 118 milioni di euro - Più di 100 milioni di euro provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale
Bruxelles

Da Bruxelles, il 24 novembre, è partito un Babbo Natale diretto alla frontiera tra Italia e Svizzera. La slitta è diretta, in Italia, verso le province di Vercelli, Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Valle d’Aosta, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Provincia autonoma di Bolzano (livello NUTS 3) e, in Svizzera, verso i cantoni Vallese, Grigioni, Ticino.
Nel sacco il Babbo Natale comunitario porta un contributo totale di 100.221.466 euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) su un bilancio complessivo di 117.907.611 del programma di cooperazione transfrontaliera tra i due Paesi.
Il programma è imperniato sull'incentivazione dell'economia locale nelle regioni frontaliere, sul miglioramento della connettività attraverso investimenti nel trasporto verde e la promozione dell'inclusione sociale. Inoltre, sosterrà l'attuazione della strategia dell'UE per la Regione alpina (Eusalp), che verrà avviata ufficialmente nel gennaio 2016.
PRIORITÀ
Il programma è articolato nelle seguenti cinque priorità
1. Competitività economica. Il programma mira a migliorare la cooperazione transfrontaliera tra le imprese.
2. Promozione del patrimonio naturale e culturale. Sarà incoraggiato l'uso e lo sviluppo integrati delle risorse naturali e culturali e si cercherà un modo sostenibile per valorizzare la ricchezza dello spazio alpino.
3. Mobilità integrata e sostenibile. Il programma intende identificare soluzioni di trasporto nuove e più efficienti, nonché reti multimodali per migliorare la qualità della connettività transfrontaliera.
4. Inclusione sociale. Miglioramento della qualità dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione e dei servizi sociali.
5. Rafforzamento della governance transfrontaliera. 

Dissesti del novembre 2014 e difesa del suolo, convegno a Luino

Venerdì 13 marzo al teatro Sociale confronto tra liberi professionisti e funzionari pubblici
PARCO LAGO DIC,2014
VOLDOMINO-ponte vecchio nov.2014, gjr

A Luino i dissesti del novembre 2014 sono ancora visibili al Parco a lago - dove la piattaforma-attracco e il sovrastante ponte-belvedere sono inaccessibili a causa dell’esondazione del lago - e in un edificio reso inagibile dal maltempo. Ferite anche peggiori - dalla frana del Belvedere a Somma Lombardo fino ai danni nel Canton Ticino - lamentano i territori posti a nord e a sud della nostra zona, per non parlare di quel che è avvenuto nel resto della Penisola.
Queste situazioni saranno, venerdì 13 marzo, alla base di riflessioni sulla sicurezza del territorio e sull’importanza della componente geologica, idrogeologica e sismica dei Pgt (piani di governo del territorio) comunali durante un convegno promosso dall’Ordine dei geologi della Lombardia e dal Collegio Geometri di Varese. Nel Cinema Teatro Sociale liberi professionisti e funzionari della pubblica amministrazione si confronteranno per un’intera giornata sull’uso dei  Pgt comunali  come strumento di prevenzione e su un maggiore dialogo interdisciplinare nell’approccio al progetto.
Partendo da alcuni esempi dei dissesti del novembre 2014, liberi esperti e tecnici pubblici italiani approfondiranno ruoli e responsabilità in capo alle diverse figure professionali relative alla progettazione o alla modifica del territorio, coinvolgendo anche competenze della vicina Confederazione Elvetica. Interverranno i funzionari S. De Andrea e M. Credali della Regione Lombardia e L. Re del Canton Ticino, l’urbanista M. Mastromarino, il geologo L. Griffini, l’ingegnere F. Mola, il tecnico comunale C. Pienazzi, il ricercatore F.Luino (CNR IRPI Torino), i geologi Amedeo Dordi e G. Zaro, gli agronomi e forestali F. Raddrizzani e L.Riva. Presentazione e moderazione saranno affidate alla giornalista Claudia Apostolo (“Ambiente Italia” Rai 3).

Lago Maggiore, passata (per ora) è la tempesta

Lavena Ponte Tresa, piena del 12 novembre, gjr

Per ora, sotto il cielo delle Alpi e Prealpi è calma meteo. L’altalena di piogge e schiarite, allarmi e interventi, esondazioni e blocchi stradali cominciata l’11 novembre sembra – per quel che valgono, dove e quanto - rallentare e cedere campo a più sereni dì.
Da Milano a Cremona, dal lago Maggiore al Po si cominciano a fare i primi bilanci di una settimana quale, in questa stagione, non si vedeva da anni.
VITTIME E DANNI
Il maltempo ha ucciso 4 persone (una a Ispra per annegamento nel lago Maggiore; una a Crema per annegamento in roggia; due a Cerro di Laveno Mombello per frana su abitazione) e costretto 650 a evacuare dalle abitazioni. Su 314 comuni si sono abbattuti danni, secondo le prime stime, per circa 88 milioni di euro. Le situazioni più critiche sono state registrate nel Cremonese e nelle province di Milano (in gran parte nelle comunità di Parco Lambro) e di Mantova (aree golenali).
Da inizio novembre le piogge si sono ripetutamente riversate sull'intero lombardo. I valori più alti si sono registrati nell'area del lago Maggiore con cumuli di 600-700 millimetri.
A NOVEMBRE PIOGGE MAI VISTE IN MEZZO SECOLO
Eloquente il quadro delle precipitazioni fornito il 18 novembre in Consiglio regionale dall’assessora alla Sicurezza e Protezione Civile Simona Bordonali:
*Pianura Occidentale, 200-300 mm;
*Pianura Orientale, 100-200 mm;
*Fascia prealpina, 300-400 mm con picchi oltre 500 mm sulle Prealpi centro-occidentali;
*Valtellina e Valchiavenna, 200-400 mm.
"Nella giornata di sabato 15 novembre, quella più critica dell'intero evento, sulla pianura e sulla fascia prealpina centro-occidentale sono stati registrati valori tra 80-120 mm, con picchi locali superiori ai 150 mm in 24 ore” ha rilevato Bordonali. “Per avere un raffronto - ha continuato - si segnala che la media mensile del mese di novembre, considerato un periodo di circa 50 anni, è pari a 150 mm/mese".
SITUAZIONE DEI LAGHI E DEI FIUMI
Nell'intera settimana 11-16 novembre i laghi e i fiumi hanno registrato un progressivo e deciso incremento dei livelli idrometrici. Da martedì 18 è lentamente iniziata la loro discesa con valori tuttavia sempre elevati. (Altre sull'argomento in questa pagina).

SITUAZIONE VIABILISTICA NEL VARESOTTO
Fin dai primi giorni di maltempo la Provincia di Varese ha avviato una serie di interventi di somma urgenza sulle tre provinciali dove si sono verificate le situazioni più critiche: le Sp 11 dir, 43 e 61.
*SP 11 DIR (del Colmignone): è stata chiusa al traffico e sono stati effettuati un rilievo dell’intera zona e la pulizia dai detriti terrosi franati.
*SP 43 (tratto tra Brezzo di Bedero e Roggiano chiuso al traffico): disposte le prime opere provvisorie e effettuato il rilievo per la posa dei micropali utili al consolidamento della sede stradale;
*SP 61 Valle della Tresa: nel comune di Cremenaga, dopo i primi interventi di rimozione e pulizia dell’intera sede stradale, è stato attivato il monitoraggio del versante che evidenziava alcune criticità.
*SP 69 del Verbano (tratto tra Laveno e Luino): sede stradale allagata dall’esondazione del Lago Maggiore in diversi punti nei comuni di Laveno, Porto Valtravaglia e Germignaga. Situazione analoga, seppur di minor entità, riscontrata sulla SP 4 Rocca d’Angera, sul lungolago di Angera.

SOPRALLUOGO DA MACCAGNO A CREMENAGA FINO A CASSANO VALCUVIA
Nella mattinata di martedì 18 novembre il presidente della Provincia Gunnar Vincenzi e i consiglieri Paolo Bertocchi e Marco Magrini hanno effettuato un sopralluogo nelle zone colpite dal maltempo insieme con il dirigente della Protezione civile Angelo Gorla.
Sono state visitate le zone di Maccagno, Luino (spiaggia delle Serenelle), Germignaga (ex Colonia Elioterapica e parco del Boschetto, Brezzo di Bedero (frana avvenuta prima della galleria e dove insieme a carabinieri e vigili del fuoco è stata presa la decisione di chiudere la Sp 69 in via precauzionale), Cassano Valcuvia (smottamento di parte di un versante montagnoso), Porto Valtravaglia, Cremenaga (due frane) e sulla sp 61, a Lavena Ponte Tresa e Porto Ceresio. 

Eremo S. Caterina del Sasso, servizio ristoro con giovani di una Summer School

Fino al 15 ottobre docenti e tutor dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese seguiranno lo studio-lavoro di 18 allievi
S. Caterina del Sasso

Niente vacanze ma un’estate di studio-lavoro per 18 giovani nell’incantevole Eremo di S. Caterina del Sasso, il gioiello architettonico della sponda varesina del lago Maggiore. Fino al 15 ottobre potranno seguire la prima Summer School dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese sotto la guida di docenti e tutor e, considerata la presenza di turisti stranieri, anche di un insegnante inglese.
Il progetto formativo è frutto di un accordo tra Provincia di Varese, proprietaria delle Cascine del Quiquio e attualmente guidata dal commissario straordinario Dario Galli, e l’Agenzia Formativa, timonata dal presidente Giuseppe Zingale insieme con la direttrice Sonia Prevedello.
Il team di giovani baristi non si limiterà a servire ai tavoli una colazione, un pasto o una merenda, ma sarà impegnato anche in corsi di preparazione di cocktail, presentazione di piatti e organizzazione di eventi. A tutti sarà riconosciuta una borsa di studio e, al termine della speciale scuola estiva, consegnato un attestato che certificherà le nuove competenza acquisite. 

Creva, inaugurato il corridoio ittico tra i laghi Ceresio e Verbano

Il passaggio artificiale sul fiume Tresa permette ai pesci di superare lo sbarramento della diga idroelettrica
diga

(gi) A Luino, lunedì 5 maggio, sulla diga di Creva è stato inaugurato il passaggio artificiale per la rotta migratoria dei pesci più in alto d'Europa. Accolti dal sindaco Andrea Pellicini, alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Lombardia Roberto Maroni con l'assessore Gianni Fava e il consigliere Fabio Rizzi, il consigliere di Stato del Canton Ticino Tiziano Putelli, il commissario straordinario della Provincia di Varese Dario Galli, il direttore Enel Ambrogio Piatti, la referente della Fondazione Cariplo Sonia Cantoni.
È seguita a Palazzo Verbania una tavola rotonda sul tema "Dal Ceresio all'Oceano senza barriere" moderata da Alberto Lugoboni (Direzione generale agricoltura della Lombardia).
SETTE PARTNER
Il corridoio ittico, alto 23 metri, iniziato il 27 febbraio 2012 e concluso nel dicembre 2013, è operativo dal 13 marzo 2014. Costruito come sistema di risalita a bacini successivi, dovrebbe consentire la risalita e la discesa verso valle e ripristinare la naturale percorribilità del fiume Tresa, assicurando libero movimento, conservazione e riproduzione dei pesci migratori.
É composto da 71 bacini e si sviluppa per 210 metri con un pendenza media del 10 per cento. Il suo costo complessivo ammonta a 1,2 milioni di euro. Il progetto ha visto la collaborazione tecnica e finanziaria di sette operatori pubblici e privati: Fondazione Cariplo (37 per cento), Provincia di Varese (13 per cento), UE Fondo Europeo Pesca (13 per cento), Canton Ticino (12 per cento), Enel Produzione Spa (12 per cento), Stato (10 per cento), Regione Lombardia (3 per cento).
CORRIDOIO FLUVIALE TRA LAGO DI LUGANO E OCEANO ATLANTICO
La realizzazione del passaggio per la fauna ittica, oltre ad aprire un vitale corridoio tra il lago di Lugano e il lago Maggiore attraverso il fiume Tresa, si inserisce nel più ampio progetto Life.Con.Flu.Po, che riaprirà definitivamente il corridoio fluviale Ceresio-Tresa-Verbano-Ticino-Po-mare Adriatico-Oceano Atlantico. É dotato di una cabina di monitoraggio, fondamentale per verificare il successo dell'opera e ottenere dati da mettere in rete con quelli delle altre cabine poste sul corridoio ecologico (rispettivamente sul Tresa, sul Ticino e sul Po).
Il corridoio aveva subito una doppia interruzione negli anni '60 con la costruzione delle dighe di Creva in Italia e Ponte Tresa in Svizzera.
La sua riapertura consente la connessione del lago di Lugano con il lago Maggiore, il Ticino e il Po fino all'Isola Serafini (Piacenza). Qui sarà realizzato un passaggio per pesci adatto anche allo storione italiano in attuazione del progetto Life Con.Flu.Po (www.life-conflupo.eu), che riaprirà il corridoio fluviale Ceresio-Tresa-Verbano-Ticino-Po e mare Adriatico, ripristinando - questo almeno è l'obiettivo - la naturale percorribilità che per milioni di anni ha assicurato la presenza dei pesci nei fiumi e nei laghi.
Nella foto in alto: da sx: Andrea Pellicini, Roberto Maroni, Tiziano Putelli, Sonia Cantoni, Dario Galli, Fabio Rizzi e Ambrogio Piatti 

(Immagini della diga e del corridoio cliccando Sezione Prima pagina

Fisco, papaveri e paperi del Varesotto

Nel 2012 è stato di 14 miliardi il reddito complessivo dei 613mila contribuenti - In cima alla classifica Luvinate, in fondo dieci comuni del Profondo Nord della provincia

In media 22.161 euro contro 19.750 a livello nazionale. È il reddito dei 613mila contribuenti della provincia di Varese, che nel 2012 hanno dichiarato, complessivamente, 13 miliardi e 587 milioni di euro. La cifra netta, è vero, si riduce a 16.835 euro, equivalenti a 1.403 euro al mese; tuttavia, raffrontata alla media nazionale, rimane sempre sostanziosa.
I dati figurano sul portale statistico www.osserva-varese.it della Camera di Commercio di Varese e sono stati elaborati dall’Ufficio Studi sulla base delle informazioni rese note dal Dipartimento delle Finanze.
PICCHI NAZIONALI E CONTRASTI TERRITORIALI
Dall'analisi dell'ente camerale emergono ancora sorprese. Per reddito medio netto nazionale, Varese si classifica all’ottavo posto su 110 province italiane, preceduta da altre tre lombarde: Milano, che guida la classifica nazionale, Monza Brianza e Lecco.
Ancor più interessante il confronto tra i comuni del territorio varesotto (141 fino al dicembre 2013, quando c'è stata la fusione tra Maccano, Veddasca e Pino Lago Maggiore). Al primo posto in provincia (e al decimo in Italia) troviamo con 23.015 euro Luvinate, seguita a ruota da Galliate Lombardo, Comerio, Bodio Lomnago, Barasso e Casciago. A grande distanza, troviamo al 114° posto Maccagno (reddito medio annuo di 13.659 euro per i suoi 1.245 contribuenti), al 115° Luino (13.515 euro annui; 8.945 contribuenti) e al 116° posto Germignaga (13.442 euro annui; 2.371 contribuenti).
PROFONDO NORD
In fondo alla classifica si piazzano - con circa 10mila euro di reddito medio - dieci comuni, tutti del Profondo Nord provinciale. Si va da Duno (132°posto con 10.951 euro l'anno per ognuno dei 100 contribuenti), a Curiglia con Monteviasco (133° posto con 10.949 euro e 106 contribuenti), Cugliate Fabiasco (134° con 10.789 euro e 1458 contribuenti), Clivio (135° posto con 10.496 euro e 990 contribuenti), Cadegliano Viconago (136° posto con 10.267 euro e 963 contribuenti), Lavena Ponte Tresa (137° posto con 10.069 euro e 2.780 contribuenti), Veddasca (138° posto con 9.215 euro e 208 contribuenti), Tronzano Lago Maggiore (139° posto con 8.912 euro e 113 contribuenti), Pino Lago Maggiore (140° posto con 8.422 euro e 117 contribuenti), Cremenaga (141° posto con 8.040 euro e 358 contribuenti).
Nella valutazione c'è forse da considerare anche un fattore molto incisivo, il frontalierato. I pendolari dell'occupazione sono tassati in Svizzera e sono pertanto esentati dalla dichiarazione del reddito in Italia.
DISLIVELLI SOCIALI
Altro elemento particolare è la distribuzione dei redditi. I contribuenti varesini che guadagnano oltre 55mila euro l’anno sono solo 30mila - 5 su 100 del totale - ma assommano il 21% del reddito complessivo. Al polo opposto, invece, sono 38 su 100 coloro che dichiarano meno di 15mila euro l’anno. In media, 8mila euro.
Interessante, infine, anche il profilo sociale del contribuente prealpino. I lavoratori autonomi sono quelli che dichiarano il reddito medio più elevato con 40.934 euro; i dipendenti ricevono in media 23.172 euro, mentre i pensionati si attestano a 16.604 euro. Precisa la responsabile dell’Ufficio Studi e Statistica Elena Provenzano: «I dati da dichiarazione Irpef ricomprendono redditi diversi: da fabbricati, da lavoro dipendente, da quello autonomo, da pensione, da partecipazione e da spettanze a imprenditori. Non appena il Ministero renderà disponibili i dati relativi a Iva, Irap e Ires, li analizzeremo in relazione a Varese e il suo territorio». 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Ritardi ferroviari, rimborsi obbligatori anche per “cause di forza maggiore”

L'obbligo è indicato dalla Corte di Giustizia Europea - In Lombardia il Consiglio regionale chiede, all'unanimità, a Trenord di garantire i rimborsi
Ritardi ferroviari, rimborsi obbligatori anche per “cause di forza maggiore”

La Corte di Giustizia Europea ha reso obbligatorio il rimborso per il ritardo del treno, anche se dovuto alle cosiddette cause di forza maggiore. Pertanto, ogni impresa ferroviaria non può essere esonerata dall’obbligo di indennizzo del prezzo del biglietto. L’indennizzo deve corrispondere al 25% del prezzo pagato in caso di ritardo compreso tra i 60 e i 119 minuti e sale al 50% qualora il ritardo sia superiore alle due ore.
In Italia le società ferroviarie Trenitalia e NTV-Italo si sono adeguate, ma in Lombardia Trenord non ancora e, allo stato attuale, non rimborsa ritardi dovuti a cause di forza maggiore. Da qui, il 1° aprile, la presa di posizione del Consiglio regionale della Lombardia, che, all'unanimità, ha approvato una mozione presentata da esponenti del Movimento 5 Stelle.
L'assemblea ha chiesto alla giunta di intervenire presso Trenord, per provvedere all’“immediato adeguamento delle condizioni generali di contratto di trasporto secondo quanto previsto dalla Corte di Giustizia Europea in materia di rimborsi e indennità per i disservizi dovuti a cause di forza maggiore. La giunta regionale dovrà anche, come proposto dal Partito Democratico, verificare l’eventuale necessità di apportare modifiche al contratto con Trenord. In più, secondo un'integrazione della Lega Nord, dovrà adoperarsi affinché nel contratto con Trenord sia prevista espressamente la possibilità di usufruire dei rimborsi anche per i titolari della tessera “io viaggio”.

Varese, accordo a tre per piazza Repubblica

Sì di Palazzo Lombardia, Villa Recalcati e Palazzo Estense al recupero del centro urbano
Caserma Garibaldi

A Varese sembra mettersi in discesa il recupero di piazza Repubblica e la realizzazione del teatro nell'ex caserma Garibaldi. Dopo il di massima della Soprintendenza ai Beni architettonici alla ristrutturazione dell'edificio militare, lunedì 31 marzo è arrivato l'accordo di programma tra Regione, Provincia e Comune di Varese ad opera, rispettivamente, del presidente Roberto Maroni, del commissario straordinario Dario Galli e del sindaco Attilio Fontana.
Palazzo Lombardia mette a disposizione 15 milioni di euro, mentre Comune e Provincia destinano rispettivamente 2 milioni e 1 milione. Il resto dell'intervento sarà coperto dal contributo dai privati in un'azione di partenariato tra pubblico e privato. Palazzo Estense e Villa Recalcati conferiranno anche le rispettive proprietà, da una parte, dell'ex caserma e dell'area dove attualmente sorge il teatro mobile Apollonio e, dall'altra, dell'ex collegio S. Ambrogio (sede del rettorato universitario) con relativi edifici vincolati.
«La riqualificazione di piazza Repubblica, la realizzazione del nuovo teatro e la risistemazione dell'area dell'ex collegio Sant'Ambrogio rappresentano un'opera attesa a Varese da circa quarant'anni» ha commentato Maroni. «Siamo riusciti a reperire le risorse necessarie e a superare gli intoppi burocratici. I tempi che ci siamo dati sono molto stretti».
Il progetto della riqualificazione complessiva della piazza prevede anche, ha aggiunto Maroni, la realizzazione di una struttura al posto del teatro Apollonio, in cui sarà trasferita la polizia locale. «In tale modo sarà garantito un presidio costante e la piazza diventerà ancora più sicura per chi vorrà viverla». 

Referendum svizzero sull'immigrazione, lo schiaffo ticinese a lombardi e piemontesi

(gi) In Svizzera è - sempre - bene accolta l'immigrazione clandestina di capitali (mondiali), non - altrettanto - quella legale di lavoratori (europei). In Italia si alzano barricate contro gli extracomunitari, ma poi si chiede agli altri Paesi - Svizzera in testa - di accettare e tutelare i nostri frontalieri. Così va il mondo alle latitudini dei paladini di campanili e botteghe.
Domenica 9 febbraio la Confederazione ha respinto per poco (50,3% dei sì) uno dei cardini degli accordi con l'Unione Europea, la libera circolazione di uomini e merci. Il referendum, sostenuto dall'Udc e suoi alleati, ha toccato nel Canton Ticino addirittura il picco del 68,17 per cento dei consensi. Il messaggio ai "confratelli" di Piemonte e Lombardia non poteva, ancora una volta, essere più chiaro.
Al di qua del confine, fa meraviglia la meraviglia dei sostenitori dell'"Ognuno padrone in casa sua" davanti al responso delle urne elvetiche.
Fin quando si tratta di difendere il sacro suolo regionale e la purezza delle sorgenti del Monviso dall'inquinamento di lingua e costumi di altre regioni italiote, tutti pronti a impugnare il brando. Se invece sono i Ticinesi a lanciare una campagna contro i "ratti italiani", inclusi cioè piemontesi e lombardi, come accaduto anche ora oltre frontiera, allora si invoca rispetto e rivendica dignità.
«L'immigrazione clandestina va assolutamente bloccata e impedita, ma la libera circolazione tra persone è un principio di civiltà acquisito e da cui non si può tornare indietro» è stato il commento del governatore della Lombardia Roberto Maroni (Lega).
«Occorre rispetto, anche perché si sta parlando di onesti e regolari lavoratori. Insieme al governatore Maroni chiederemo al più presto un incontro sul tema col presidente Letta». Così gli ha fatto eco il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota (Lega). «A fronte dell’attuale imposizione fiscale, fare impresa da noi è diventato praticamente impossibile. Una soluzione immediata potrebbe essere l’istituzione di una "zona franca" che comprenda i territori di confine».

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