Edizione n.14 di mercoledì 22 aprile 2026

Cronaca di Luino

Chiesa di San Giuseppe, inaugurazione il 19 marzo

nel giugno 2013, durante i lavori

Mercoledì 19 marzo, solennità di san Giuseppe, inaugurazione della chiesa restaurata. Le messe saranno alle 9 e alle 18; alle 20.45 messa con i papà, nel giorno loro dedicato.
Scrive il prevosto don Piergiorgio Solbiati nel bollettino parrocchiale Camminiamo Insieme: «Nella festa di San Giuseppe, proprio il 19 marzo, riapriremo questo oratorio. Dal pavimento al tetto tutto è stato risistemato. Il Consisglio pastorale parrocchiale ha condiviso non solo il giorno ma anche ha voluto che la migliore inaugurazione non fosse occasione per discorsi, inviti, ma per la celebrazione della messa».

Federico Morlacchi, prima la cerimonia in Quirinale, poi domenica riceverà medaglia d'oro di Luino

Domenica 23 grande Festa dello sport, in campo le associazioni sportive

Giornata attraente e interessante si preannuncia a Luino per il 23 settembre. Dalle 10 alle 18 tornerà una grande festa, quella dello sport. Che quest'anno ha un motivo in più di richiamo perchè sarà dedicata alla splendida vittoria di Federico Morlacchi alle Paralimpiadi di Londra dove l'atleta luinese ha conquistato tre medaglie di bronzo nel nuoto. A lui, alle 17.30, il sindaco Andrea Pellicini consegnerà a nome di tutta la città una medaglia d’oro. «Luino esulta con Federico Morlacchi per i tre bronzi conquistati alle Paralimpiadi! – ha commentato Pellicini -. Vogliamo vivere una grande giornata di sport insieme alle tante associazioni e ai loro atleti dimostrando quanto crediamo all’importanza dei valori che vengono trasmessi da questo mondo fantastico».
La manifestazione (in caso di maltempo slitterà a domenica 30) sarà all’ex Campo Sportivo di via Lido. Per la sua organizzazione si è messo al lavoro un vero staff coordinato dallo stesso sindaco e dal consigliere comunale Vittorio Sarchi supportati da altri consiglieri, Mario Contini, Simona Ronchi, Alessandro Franzetti.
Coinvolto nelle varie fasi della giornata il vasto mondo dello sport con le sue associazioni sportive locali che daranno a tutti la possibilità di provare a praticare diverse discipline. Si andrà dagli sport acquatici (canottaggio, nuoto, vela) a calcio, volley, pallacanestro, ping pong, ring di boxe. La festa rappresenterà un’opportunità per sperimentare la pratica delle arti marziali, apprendendo qualche mossa di judo, apprezzando il thai-chi. E ancora: su un grande palco si potranno ammirare esibizioni di capoeira e di danza; l’Avis e il Cai presenzieranno con stand e mostreranno  i loro progetti; la Pro Loco allestirà uno stand gastronomico perchè si possa pranzare nel bello scenario tra fiume e lago. 
Morlacchi riceverà la medaglia della Città dopo aver affrontato, mercoledì 19, un'altra emozione non da poco. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rinnovato le felicitazioni agli atleti azzurri alle Paralimpiadi e alle Olimpiadi, e ha invitato al Quirinale tutti coloro che hanno conquistato medaglia.
La cerimonia con la consegna da parte dei portabandiera dei Giochi Olimpici e Paralimpici - rispettivamente Valentina Vezzali e Oscar De Pellegrin - al capo dello Stato del tricolore con le firme degli atleti, alle 17, nel Salone dei Corazzieri sarà trasmessa in diretta dalla Rai.  

Addio a Dario Fo, “cittadino onorario” di Luino

Anche a Luino profonda tristezza e vasta partecipazione ha suscitato la scomparsa di Dario Fo, morto a Milano giovedì 13 ottobre. Interprete dei sentimenti cittadini il sindaco Andrea Pellicini.
«Luino – ha dichiarato Pellicini non appena appresa la notizia - perde il più illustre dei suoi concittadini, insignito dal Comune della cittadinanza onoraria nell'ottobre del 1996, ancora prima di ricevere il Premio Nobel. Tutto il mondo conosce i suoi più grandi capolavori, ma noi amiamo ricordarlo per le sue straordinarie performance sulle carrozze dell'accelerato Luino-Gallarate, suo “palcoscenico, con platea sempre esaurita e festante!'”, come lo stesso Fo narra nel “Paese dei Mezaràt”, pubblicazione del 2002 a cura di Franca Rame.
Fantastica anche “Ma la Tresa ci divide” del 1948, commedia grottesca sulla storica rivalità tra Luino e Germignaga, che, proprio in quell'anno, riottenne l'agognata indipendenza territoriale dopo l'unificazione operata dal Duce nel 1928 e mai accettata dai germignaghesi. Oggi la Tresa ci unisce nel suo ricordo».
A Dario Fo fu conferita la cittadinanza onoraria all'inaugurazione del Teatro Sociale il 1° novembre 1996 (nella foto con il sindaco Tosi). La decisione era stata presa il 16 ottobre dal consiglio comunale al termine di un dibattito introdotto da una relazione dell’allora sindaco Piero Tosi. A favore avevano votato la maggioranza e la Lega; i consiglieri dei gruppi Polo e Viva Luino Viva si erano astenuti. 

Rifiorisce il giardino d'arte nell'ex masseria

Nel parco di via San Pietro sabato 8 e domenica 9 ottobre mostra di sculture, xilografia, pittura, installazioni e incontri musicali in ricordo di Nilla Six
Lasciare il segno

Un progetto artistico in progressione che nel succedersi delle edizioni si è incanalato, da Luino, anche verso i Grigioni Svizzeri e Milano. È “Lasciare il segno”, nato per ricordare Nilla Six, artista xilografa svizzera che del “lasciare segno” fece il filo conduttore per lo strumento che usava e per espressività. Quest'anno la manifestazione rientra a Luino l'8 e 9 ottobre, sempre per la conduzione della sua ideatrice Maria Montaina Filippi con Galleria spazio28 arte contemporanea di San Bernardino Grigioni.
Titolo dell'esposizione, in collaborazione per il 2016 con Clara Castaldo, è “Il giardino dischiuso”. Un parco infatti, quello della ex masseria di via San Pietro 43, sarà lo scenario dell'itinerario tra sculture, xilografia, pittura, installazioni e incontri musicali. «La masseria – spiega la curatrice – oggi conserva il torchio da stampa e i legni donati da Nilla Six come generoso lascito per il presente e il futuro, come attestazione di stima e di amicizia e come testimoni culturali della tradizione artistica».
In mostra saranno le opere di Italo Antico, Ettore Antonini, Anna Bernasconi, Paolo Blendinger, Renata Buttafava, Lorenzo Cambin, Francesco Ceriani, Francesco Cucci, Danila Denti, Umberto Faini, Mavi Ferrando, Anny Ferrario, Anna Filippi, Gianantonio Ossani, Ferdinando Pagani, Simone Patarini, Gigi Pedroli, Sara Pellegrini, Giancarlo Pozzi, Giorgio Robustelli, Valerio Righini, Tiziana Rosmini, Luigi Sandroni, Evelina Schatz, Penelope Soler, Giovanni Tamburelli, Edoardo toletti, Aurelio Troger, Armando Vanzini, Ivan Zanoni.

Il programma parte sabato 8, alle 15, con apertura al pubblico del percorso di scultura nel parco e visita alla mostra, presenta Clara Castaldo; alle 16 proiezione video delle edizioni 2008-2011 (a ciclo continuo); alle 16.30 concerto del trio P.RA.GA con Francesca Petrolo, Ciro Radice, Francesca Galante; alle 17:30 aperitivo:
domenica 9, alle 10, apertura al pubblico per la visita alla mostra e alla masseria. Possibilità di sperimentare l’antica tecnica di incisione nel legno: xilografia con Anna Ferrarini.
La mostra proseguirà fino al 15 ottobre, visitabile su appuntamento.
Info: spazio28 arte contemporanea spazio28@yahoo.it

Remo Passera, medaglia della Liberazione

Al presidente dell’Anpi luinese l’onorificenza del Ministero della Difesa sarà consegnata il 3 settembre dal prefetto di Varese Giorgio Zanzi
Remo Passera

Il Ministero della Difesa ha conferito al presidente dell’Anpi di Luino Remo Passera la medaglia della Liberazione. L’onorificenza sarà consegnata dal prefetto di Varese Giorgio Zanzi, sabato 3 settembre (ore 9.30), nell'aula magna dell'Università dell'Insubria.
Poi nel pomeriggio (ore 17), alla Schiranna, durante la festa di Anpi, la presidente Ester Maria De Tomasi gli assegnerà un riconoscimento del Comitato provinciale di Varese.

Diversamente credenti a Luino dal 1890 ad oggi

Compie 125 anni la Chiesa evangelica metodista valdese

A Luino, nel suo 125° compleanno, la Chiesa evangelica metodista valdese vuole fermarsi a riflettere pubblicamente sulla propria identità. Lo farà nella Biblioteca civica, piazza Risorgimento 2, venerdì 9 ottobre ore 18.
La proposta è quella di una conversazione con il professor Paolo Ricca, rivisitando la propria identità. Fermarsi e riguardare l’altro modo di vivere la fede cristiana, cioè di una chiesa laica composta da eguali, in cui non vi sono differenze fra uomo e donna e dove ad ogni credente può essere affidata la responsabilità della chiesa.
Scelte che, pur essendo normalità nelle nazioni del Nord Europa, possono essere realtà in Italia solo attraverso le chiese protestanti come nel caso di quella luinese. Vivere la fede in dialogo con la società e con le altre espressioni di fede, perché la ricchezza dell’Evangelo non si esaurisce in una tradizione di denominazione, ma se ne può cogliere le sue svariate ricchezze anche attraverso l’ecumenismo.
CHI È PAOLO RICCA
Paolo Ricca, professore emerito della Facoltà valdese di teologia a Roma, è fra le voci più autorevoli dell'evangelismo italiano odierno per la chiarezza delle esposizioni e la profondità del pensiero. Per conto dell'Alleanza riformata mondiale ha seguito il Concilio Vaticano II come giornalista accreditato, redigendone un commento teologico diffuso in diverse lingue.
Insegna tuttora, come professore ospite, presso il Pontificio Ateneo Sant'Anselmo di Roma. È stato per 15 anni membro della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese con sede a Ginevra. Ha da molti anni una collaborazione con il programma di RadioTre, "Uomini e profeti" condotto da Gabriella Caramore, ed è noto per molti suoi scritti di divulgazione teologica.
Da alcuni anni cura una rubrica su Riforma, settimanale delle chiese battiste, metodiste e valdesi rispondendo alle domande dei lettori. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni tra le quali il libro “Le Dieci parole di Dio” dedicato ai Dieci Comandamenti, fonte di ispirazione per il monologo di Roberto Benigni “I Dieci Comandamenti” andato in onda su RAI1.
Antonio Monteggia 

Colmegna, ragazzi della media “B.Luini” alla casa di Petter

Uscita didattica alla scoperta di figure e territorio luinese
Colmegna, Casa Petter

Omaggio della scuola media di Luino, giovedì 30 aprile, allo studioso Guido Petter nell’ambito del progetto di conoscenza degli uomini di cultura e del territorio luinese. Protagonisti, alunni della classe terza Btp accompagnati dai docenti Lara Tavani e Giovanni Petrotta con Gianni Schiroli e altre due guide del Cai di Luino. Petter, nato a Colmegna nel 1927 morto a Padova nel  2011, è stato partigiano combattente durante la Resistenza, scrittore, professore di Psicologia dello sviluppo all’università di Padova e ha ricevuto la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica “Benemeriti della Cultura e dell’arte”.

La comitiva è arrivata a Colmegna a piedi, via Carnella e per i boschi. All’altezza del “Bùrich”, nel bosco, Petrotta ha riletto un brano di Piero Chiara, scritto sull’Avvenire del Verbano il 30 novembre 1934. È una descrizione di Luino da quel luogo che recita: “Da quelle rocce scavate da frequenti caverne e crepacci profondi, antri da fiere o dell’uomo preistorico, seduti su un ronchione di roccia, si può vedere Luino… di profilo”.
PREPARAZIONE
Il giorno prima, in preparazione dell’uscita didattica, gli studenti avevano visto sulla lavagna multimediale della scuola alcune slide con l’itinerario e immagini di Colmegna del pittore Raffaele Casnedi. In quell’occasione, oltre al testo di Chiara, si era letto pure uno scritto di Franca Tessari, docente dell’Università di Padova,  sul campanile di Colmegna descritto da Petter. Di lui, come già comunicato ai lettori del Corriere del Verbano, i ragazzi avevano anche letto in classe l’ultimo libro “La prima stella–Valgrande ‘44”, ricevuto in dono dall’Anpi di Luino.
INCONTRO CON LE SORELLE
Dopo l’attraversamento del bosco impervio e fatta la ripida discesa, la classe è giunta a Colmegna, dove si è fermata davanti al campanile con orologio del paese. Al campanile Petter, raccontando una sua esperienza dell’età di 11-12 anni, ha dedicato nel libro “Ragione, fantasia, creatività nel bambino e nell’adolescente” (Giunti, 2010) alcune pagine per illustrare una situazione di transizione graduale dalla razionalità alla fantasia.
Gli alunni sono stati poi accolti da Emilio Rossi e da Remo Passera dell’Anpi di Luino, che li hanno accompagnati alla casa natale di Petter, sul lungolago. Una piccola delegazione ha incontrato le sorelle di Petter, Erminia e Piera, alle quali i ragazzi hanno comunicato quanto sta svolgendo la scuola media di Luino per ricordare il loro fratello. 

Creva, a pieno regime “l’autostrada dei pesci” nel fiume Tresa

Il corridoio ecologico, il più alto d’Italia, collega i laghi Maggiore e Ceresio

A Creva funziona la “scala” alla centrale idroelettrica sul fiume Tresa, ribattezzata “l’autostrada dei pesci più alta d’Italia”. Con la fine dei lavori è già possibile, in questi giorni, osservare i primi risultati e, soprattutto, il passaggio delle specie ittiche che popolano i laghi Maggiore e Ceresio e utilizzano questo corridoio ecologico per gli spostamenti.
L’opera per il passaggio dei pesci della diga di Creva è tecnicamente una “scala” di risalita a bacini successivi ed è la più alta d'Italia, visto che copre un salto di 24 metri, che permette la riconnessione ecologica dei laghi Ceresio e Verbano. Sostenuta dalla Provincia di Varese, è stata costruita con Enel, Canton Ticino e Regione Lombardia con un notevole contributo di Fondazione Cariplo. La sua entrata in azione a regime è stata lo spunto di un convegno tenutosi qualche giorno fa a Luino.
La presenza di una camera di monitoraggio, dotata di telecamere che si attivano automaticamente al passaggio dei pesci, ha consentito di verificare il transito, sino ad ora, di ben 11 specie ittiche, tutti migratori a corto raggio che si spostano in salita dal Verbano al Ceresio.
Si tratta di un risultato insperato, in quanto, dal momento della attivazione della scala di risalita, agosto 2014, non si è ancora giunti al momento di massima mobilità dei pesci, che coincide con la stagione primaverile. Barbi, trote, vaironi, anguille e cavedani stanno per così dire "scaldando i motori" e collaudando con successo questo piccolo, ma efficiente corridoio ecologico artificiale giunto ormai alla sua fase operativa.
Per il futuro sarà possibile visitare la camera di monitoraggio anche da parte delle scuole della zona, come già succede per l'analoga struttura collocata sulla traversa di Ponte Tresa. 

Francesco Carnisi, finalmente Luino rende omaggio al grande organaro

Sabato 21 marzo targa ricordo al rondò di Creva e poi concerto dell’organista Irene De Ruvo nel santuario del Carmine

«Dopo quarant'anni di insistenze e tentativi di sensibilizzazione sono riuscito a ricordare con un certo decoro la figura dell'organaro luinese Francesco Carnisi».
Così Mario Manzin, già responsabile della Commissione per la tutela degli organi artistici presso la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici, organizzatore delle Stagioni musicali nella Canonica di Brezzo di Bedero, pilastro della Rassegna della Provincia di Varese “Antichi organi-Un patrimonio da salvare”, autore di numerose pubblicazioni storico-musicali e instancabile promotore del restauro dei preziosi strumenti presenti anche nelle valli luinesi, commenta l’intitolazione del rondò di Creva (via Turati) alla memoria di “Francesco Carnisi - Fabbricatore d’organi (Luino 1803-1861)”.
La cerimonia, promossa da Comune di Luino e Lions Club, si svolgerà nel pomeriggio di sabato 21 marzo tra Creva e il santuario del Carmine. Si comincerà con l’incontro e lo scoprimento della targa-ricordo al rondò (ore 15,45) e poi (ore 17) si continuerà alla Madonna del Carmine con la celebrazione della messa prefestiva in suffragio dell’artista.
Al termine (ore 17,45), l’organista Irene De Ruvo eseguirà sull’organo del Carmine, realizzato da Francesco Carnisi nel 1857, brani di Georg Böhm, Dietrich Buxtehude, Johann Sebastian Bach, Domenico Zipoli e, in particolare, anche di Giosuè Tagliabue (Introduzione e Polonese composta e dedicata al signor Francesco Cornisio, egregio fabbricatore di organi’. Como, 25 agosto 1850). Nella circostanza sarà presentato e offerto ai presenti il saggio di Mario Manzin “Francesco Carnisi, Fabbricatore d’organi di bella rinomanza” (Luino 1803-1861) dopo l’introduzione di Pierangelo Frigerio “La Confraternita luinese del Carmine fra XVI e XX secolo”.

CHI ERA CARNISI
Francesco Carnisi nacque a Luino nel 1803 da Emanuele e Maria Caterina Primi e a Luino, oltre un secolo e mezzo fa, tenne bottega. Ancora non si sa da chi apprese l'arte di costruire organi, ma sta di fatto che la sua produzione fu assai abbondante e fu richiesta soprattutto nel Comasco, in Valtellina, nell'Alto Verbano e nelle chiese del lago di Lugano.
«Sono pochi gli organi intatti che gli sopravvivono. Ricordiamo quello di Ardena (santuario della Madonna del Campaccio, 1847), Germignaga (1852, il primo a essere restaurato e a fornire agli studiosi dati completi per un giudizio sulla sua tecnica costruttiva) e quello del Carmine, donato nel 1857 come omaggio al borgo natio». Così ammonì Manzin il 24 marzo 1993 sulle colonne del Corriere del Verbano, annunciando il restauro dello strumento, smontato dalla famiglia V. Mascioni di Cuvio, «grazie a un gesto generoso e sensibile, che vede questa volta protagonista la vedova di Piero Chiara (signora Mimma)».
Per anni, dalle pagine del Corriere del Verbano, Manzin ha fatto appello a Palazzo Serbelloni perché a Carnisi si rendesse il debito riconoscimento. «Carnisi è un grande organaro luinese, per troppo tempo dimenticato. Contribuì all'affermazione della tradizione organaria nel territorio varesino» continuava, senza fortuna, a ricordare. Ora la sua voce – e quella di un’intera e riconoscente comunità – è stata raccolta e la memoria dell’artista liberata dalla polvere del tempo.

LA CONCERTISTA IRENE DE RUVO
Irene De Ruvo, diplomata in organo, clavicembalo e pianoforte e specializzata a Basilea nel repertorio barocco, ha seguito corsi di direzione d’orchestra e tenuto concerti in Italia e all’estero. É organista titolare dell’organo meccanico Livio Tornaghi (1850) della chiesa di S. Maria in Carrobiolo di Monza. Nel 2011 ha pubblicato un cd con i Concerti Grossi di Georg Muffat eseguiti, in qualità di direttore al clavicembalo, insieme con l’ensemble strumentale La Concordanza da lei fondato.
Rinomata ricercatrice e musicologa, nel 2004 ha tratteggiato la figura di Carlo Donato Cossoni e la sua attività di maestro di cappella del Duomo di Milano in un convegno internazionale di studi sulla Milano Spagnola, organizzato dal Conservatorio di Como, e, nel 2009, ha partecipato al convegno di studi sull’arte organaria dei Lingiardi pavesi organizzato dall’Università di Pavia. Nel 2013 ha scritto a quattro mani con Mario Manzin il volume “La tradizione organaria nel territorio monzese. Studi e ricerche in occasione del restauro dell’organo Livio Tornaghi 1859 della chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo in Brugherio”.  

Cai Luino, risolto il “mistero” di una targa del 1953

Nei primi giorni dell’anno il CAI Luino aveva lanciato un appello per fornire informazioni su una targa donata dalla famiglia Ferrario-Crimi di Luino al CAI di Luino. La targa in rame riporta incisa la data 1953 e la dicitura: CAI Luino - Valimberti G. - Vecchietti F - CAI Germignaga - Bevilacqua L. Nei giorni scorsi attraverso le immagini di un vecchio album fotografico della famiglia Vecchietti e dai ricordi di Luciano Fumis il Cai Luino è riuscito a svelare il piccolo mistero.
In quegli anni andare in montagna era un “lusso”, il lavoro era scarso e mancavano i soldi e così i nostri alpinisti cercavano l’avventura sulle montagne vicine. La più impegnativa era la montagna che si ammira da Luino affiancata al monte Limidario, entrambi conosciuti come “le rocce del Gridone”.
Per arrivarci il viaggio non era così semplice in quanto soldi per il biglietto del battello non c’erano e allora si usava la barca del papà del socio Giancarlo Colla. Si partiva dalla Colonia Elioterapica di Germignaga per arrivare a Cannobio. Sulla barca si portavano anche le biciclette perché da Cannobio si doveva arrivare a Cavaglio percorrendo alcuni chilometri in salita sulla strada della Val Cannobina.
Lasciate le biciclette presso l’osteria del paese, si risaliva l’itinerario della Val Cavaglio fino agli alpeggi di Le Biuse, dove si pernottava dopo la cena rigorosamente portata da casa. Il giorno successivo c’era la salita al monte Limidario, passando sotto le Rocce del Gridone.
In un giorno del 1953 Valimberti, Vecchietti e Bevilacqua decidono di percorrere un nuovo itinerario. Dall’alpeggio Le Biuse raggiungono la bocchetta del Formale sul confine italo-svizzero e iniziano a scalare per cresta tutte le Rocce del Gridone. E’ una salita impegnativa, lunga, con passaggi alpinistici su rocce strapiombanti sulle Centovalli e Val Cannobina.
Dopo diverse ore raggiungono la vetta e, orgogliosi della loro impresa, la sera all’osteria raccontano la loro avventura al gestore il quale è stupito di questa salita che a sua memoria nessuno aveva mai percorso. A questo punto era necessario ricordare “la nuova via alpinistica dedicata al CAI Luino”.
Nei giorni successivi nell’officina della Ditta Ratti viene preparata una targa con i nomi degli alpinisti da posare all’inizio dell’itinerario delle Rocce del Gridone. Poi non si sa come siano andate le cose. La targa è rimasta in fondo ad un cassetto di un mobile collocato in soffitta e l’impresa dei nostri alpinisti è stata dimenticata. In futuro sarebbe un gesto significativo portare la targa dove l’avrebbero voluta i protagonisti di questa storia, che hanno frequentato la montagna con tanta passione e sacrificio. (Altre del Cai Luino cliccando Sport & non solo).

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