Edizione n. 28 di mercoledì 5 agosto 2020

Varese

Varese, stangata del clima sul miele

Tra gelate primaverili e siccità estiva gli apicoltori dicono addio al 70% del miele
il marchio dop del miele varesino

Situazione produttiva «disastrosa» per i 517 apicoltori del Varesotto. Tutta colpa del gelo prima e del caldo africano poi. Per alveari bollenti e fiori secchi dovranno dire addio - secondo un monitoraggio della Coldiretti provinciale sui più di 21mila alveari - al 70% del miele di quest’anno.
Non diversa la prospettiva per l’intera Lombardia. Con i suoi 5mila apicoltori e le sue 143mila arnie, rischia di avere quest’anno 500 tonnellate in meno di miele e di prodotti dell’alveare rispetto alle 1.700 tonnellate delle annate normali.
L’andamento climatico è stato inclemente. «In primavera - ha spiegato il direttore di Coldiretti Varese Raffaello Betti - il ritorno di freddo mentre la robinia pseudoacacia fioriva ne ha ridotto le produzioni dell’80%. Successivamente è arrivato il maltempo, che ha costretto le api a rimanere nelle arnie. Infine il caldo africano ha mandato in sofferenza le piante con effetti sulla produzione dei nettari». Per il Miele Varesino, che rappresenta una delle cinque varietà miele dop italiane, il danno sarà «enorme».
DAL BASSO ALL’ALTO VARESOTTO
Da un capo all’altro del territorio le segnalazioni sono simili.
Nel sud della provincia le gelate primaverili hanno fatto cadere i fiori dalle piante, causando una perdita dell’80% del dop d’acacia. «Né migliore è la situazione dei mieli estivi» racconta Luigi Soldavini, titolare di un’azienda che produce miele dal 1923. «Colpa della siccità e del forte calore: siamo riusciti a fare un po’ di castagno, ma non il millefiori».
Nella zona di Viggiù l’acacia è stata rovinata da vento, gelo e acqua. Inoltre, come aggiunge l’apicoltore Guglielmo Avellini, «la produzione del millefiori è andata in sofferenza a causa del poco ciliegio e poco tarassaco, ma stanno andando nella media, invece, le produzioni di castagno e tiglio».
Qualche filo di speranza viene dalla zona del lago e dell’alto Varesotto, dove la produzione dei mieli estivi ha invece retto. «Abbiamo perso - spiega l’apicoltore Andrea Carera di Oltrona al Lago - il 70% del miele d'acacia dop per colpa delle gelate primaverili. Regge invece la produzione delle varietà estive, nonostante il caldo influisca sulle covate delle regine e quindi sulle popolazioni degli alveari». 

Varese e Como, per studenti e neolaureati consulenza gratis sul mondo del lavoro

Il servizio sarà offerto da Uninsubria e Ordine dei consulenti del lavoro da settembre 2017
Varese, Stigliano e rettore
Como, Frigerio e rettore

A Varese e Como studenti e laureati da non oltre dodici mesi dell’Università dell’Insubria potranno avere consulenza gratis su contratti o proposte di lavoro o collaborazione. Il servizio sarà gratuito e sarà attivo a partire dal prossimo settembre.
Con due distinte convenzioni sottoscritte il 1° agosto 2017 Uninsubria, da una parte, e Ordini dei consulenti del lavoro di Varese e di Como, dall’altra, hanno dato il via allo Sportello contrattualistica. Studenti e neolaureati potranno prendere appuntamento con gli esperti via e-mail a un apposito indirizzo e chiarire clausole, mansioni, busta paga, diritti e doveri tra collaboratore e datore di lavoro.
L’ateneo, inoltre, ha anche rinnovato con l’Ordine dei consulenti del lavoro di Varese l’accordo che prevede - per i laureandi del corso di laurea triennale in Economia e Management e del corso di Laurea magistrale in Economia diritto e finanza d’impresa - la possibilità di svolgere dei mesi dei diciotto complessivi di praticantato durante il corso di studi, abbreviando così il periodo di tirocinio necessario per accedere all’Esame di stato.
Nelle due foto: 1) Per Varese: il rettore Alberto Coen Porisini e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Varese, Vera Stigliano; 2) Per Como: il rettore e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Como, Paolo Frigerio.

In Vespa da Varese a Rovaniemi con 100 letterine per Babbo Natale

È lo speciale “portalettere” dei bambini ricoverati all’Ospedale Del Ponte
partenza
la vespa

Nel pomeriggio di lunedì 7 agosto 2017 è partito con la sua Vespa “Rudolph” da Varese e conta di arrivare per tempo nella casa di Babbo Natale a Rovaniemi. Deve consegnare le quasi 100 letterine che gli sono state affidate direttamente in sala giochi dai bambini ricoverati nell’ospedale Del Ponte. È Alessandro, lo speciale “portalettere” dei desideri e dei segreti dei bambini.
Decine e decine di moto lo hanno scortato fino al confine svizzero, da dove poi ha cominciato il suo viaggio solitario di 7000 chilometri attraverso l’Europa. A Rovaniemi troverà ad aspettarlo il sindaco della città, Esko Lotoven, insieme al vero Babbo Natale. Recapiterà la posta e a sindaco e Babbo Natale offrirà un piccolo regalo della fondazione Il Ponte del Sorriso.
«I bambini – racconta Emanuale Crivellaro, anima e motore della fondazione Il Ponte del Sorriso - hanno scritto letterine simpatiche e tenere, come chi ha chiesto una bicicletta da usare una volta guarito, chi un cagnolino con cui giocare quando ritornerà a casa, chi candidamente la guarigione del proprio fratellino o sorellina. Ma non mancano anche letterine originali e bizzarre, c’è chi vorrebbe un drago vero, rigorosamente nero, chi un cavallo, chi una tigre ma, non sapendo se si può tenere in casa, ha chiesto prima il permesso».
Molte letterine sono colorate e con varie forme, come topolini, coccodrilli, pagliacci, cappelli di Natale. «Non contengono - rivela Crivellaro - richieste, ma messaggi di saluto o di vissuti di malattia». Come Sofia «Ciao sono felice perché guarisco Babbo Natale ti mando un bacio». Oppure la speranza di «diventare un bambino come tutti gli altri». Oltre i bambini, hanno scritto letterine anche i genitori con le loro emozioni, i timori di una malattia e le speranze della guarigione.
L’impresa è patrocinata dalla Regione Lombardia ed è stata voluta da Alessandro per raccogliere fondi per Il Ponte del Sorriso. A tutti egli rivolge l’invito a sostenerlo, dando un contributo per i bambini in ospedale (IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus).

METAMORFOSI DI UNA VESPA PER SOLIDARIETÀ
DA SIDECAR VNA2T DEL 1959 A “RENNA” RUDOLPH
La Vespa di Alessandro è un modello VNA2T del 1959 nata sidecar da casa madre Piaggio. Ha la vernice dell'epoca e, qua e là, qualche segno di ruggine e usura, testimoni del vissuto e dell’originalità. Notoriamente mezzo di spostamento, non è adatta per lunghi viaggi. Per consentirle di affrontare il percorso, è stato necessario staccarle la navicella sidecar.
Il nome Rudolph fu scelto da un piccolo bambino. «Era il periodo di Natale – spiega Crivellaro - e la moto era in esposizione in un negozio con un bel fiocco rosso sul manubrio. Al piccolo venne chiesto cosa gli sembrava la Vespa col fiocco rosso. Rispose “La renna Rudolph”, interpretando il manubrio come le due corna e la carrozzeria della Vespa come il corpo della renna. Rudolph, infatti, è la renna dal naso rosso di Babbo Natale».
Il tempo di percorrenza previsto è dai 500 ai 600 chilometri per circa 7/8 ore al giorno, sempre che le condizioni meteorologiche e fisiche lo permettano. La casa di Babbo Natale dovrebbe essere raggiunta nel giro di in 6/7 giorni. 
Il rientro dovrà essere più breve. I giorni di vacanza saranno scaduti e Alessandro dovrà ripartirà da Rovaniemi in direzione Helsinki (circa 500 km), dove prenderà un traghetto che in circa trenta ore lo porterà a Lubecca. Sbarcherà e attraverserà la Germania, tutta la Svizzera, per poi rientrare a Varese.
Finito il viaggio, Rudolph ritornerà, come all'origine, un sidecar. E riprenderà a fare i raduni, giri turistici e feste, con 7000 chilometri di storia. 

Difficoltà auditive e disturbi all’equilibrio, sofisticati strumenti all’Audiovestibologia del Circolo

Le apparecchiature, particolarmente preziose per i bambini, sono state donate insieme da Il Ponte del Sorriso e Uisp
Donazione apparecchio Video Head Impulse a Audiovestibologia

All’Ospedale di Circolo di Varese sono già state collocate e sono pienamente operative nel reparto di Audiovestibologia le apparecchiature consegnate il 21 luglio 2020 da Ileana Maccari, vicepresidente del Comitato di Varese dell’Uisp (Unione italiana sport per tutti), e da Emanuela Crivellaro, presidente della Fondazione Il Ponte del Sorriso. Sono un Video Head Impulse, due vibratori mastoidei, una microtelecamera a uso chirurgico e un set di ferri per operazioni all’orecchio medio (valore complessivo 48.000 euro), strumenti preziosi per i bambini con difficoltà auditive e disturbi all’equilibrio.
Presenti alla consegna i dottori Eliana Cristofari, responsabile del Reparto di Audiovestibologia, e Lorenzo Maffioli, direttore sanitario dell’Asst Sette Laghi, e anche Elisa Corsi e Marilena Caldarone, due dei tre garanti della fondazione che hanno il compito di vigilare sulla corretta destinazione dei fondi.
STRUMENTI E CARATTERISTICHE
Il Video Head Impulse, donato da Uisp e del valore commerciale di 19mila euro, è un sistema per valutare la funzione vestibolare, che non prevede l’uso di maschere o caschetti ed è quindi adatto anche per bambini piccoli, intorno all’anno di età. L’apparecchio viene utilizzato in particolare per le diagnosi dei disturbi all’equilibrio e delle vertigini. «Con questa donazione, realizzata attraverso Il Ponte del Sorriso, vogliamo essere vicini e presenti al nostro territorio e a tutti coloro, nessuno escluso, che nei prossimi anni potranno beneficiare di cure mirate anche grazie all’utilizzo di questo macchinario» ha dichiarato Ileana Maccari
La generosità di aziende e cittadini ha permesso a Il Ponte del Sorriso di donare anche due vibratori mastoidei, per eseguire test fondamentali sempre per la valutazione vestibolare e una telecamera digitale ad alta definizione per effettuare riprese dettagliate durante le operazioni di impianto cocleare, utili anche come materiale didattico e scientifico. «Grazie di cuore a Uisp - ha affermato Emanuela Crivellaro - per aver condiviso il nostro obiettivo. Alla Casa del Sorriso, dove ospitiamo a volte anche per lunghi periodi i piccoli pazienti che vengono da lontano e le loro famiglie, è una gioia quando un bimbo nato completamente sordo  pronuncia le prime sillabe grazie ai miracoli compiuti dall’Audiovestibologia di Varese. Speriamo con questa donazione di restituire l'udito a qualche bambino in più!».
Infine è stato donato un kit di 83 ferri chirurgici per la chirurgia dell’orecchio medio che sarà usato per gli interventi di impianto cocleare dei bambini all’ospedale Del Ponte e per la gestione ambulatoriale delle orecchie dei piccoli pazienti. «Apparecchiature e strumenti dedicati ai bambini – ha sottolineato la dottoressa Cristofari - consentiranno diagnosi raffinate e consentiranno di affinare la ricerca clinica in campo pediatrico sia per quanto riguarda la sordità che le vertigini». 

Siccità, laghi varesini sotto zero idrometrico

Allarme della Coldiretti provinciale - Il lago Maggiore pieno solo al 25%

Lago di Varese in discesa costante nelle ultime settimane, Lago Maggiore pieno solo al 25% della sua capacità. I laghi varesini hanno sete. A lanciare l’allarme è la Coldiretti di Varese, i cui tecnici sono stati impegnati tra lunedì 28 e martedì 29 agosto 2017 nel monitoraggio del livello delle acque dei più grandi bacini della provincia.
Il lago di Varese è arrivato a -19 centimetri sotto lo zero idrometrico, mentre il Lago Maggiore è ad un’altezza idrometrica di -1,2 centimetri contro i +53,2 centimetri della media. «L’allarme, ovviamente, è diffuso su tutto il territorio italiano, dove temperature massime sono risultate superiori di 3,9 gradi la media, mentre le precipitazioni sono risultate in calo del 62,3% con una crisi idrica di portata storica a livello nazionale». Questo il commento del presidente di Coldiretti Varese, Fernando Fiori.

CROLLO A LUGLIO E AGOSTO
Tutta colpa della scarsità di precipitazioni. A luglio, come rileva l’associazione degli agricoltori, le piogge nel Varesotto hanno fatto segnare un -45% rispetto alla media climatica, mentre a giugno un -39,4%.
La situazione del mese di agosto non è di certo migliore, visto che la prima e la seconda decade del mese hanno fatto registrare, rispettivamente, il 75,6% e 45,7% di precipitazioni in meno rispetto alla media.
«Le bolle di caldo africano e la rarefazione delle piogge sono state il marchio di fabbrica dell’estate 2017. Un’estate, e più in generale un anno, che ha portato non pochi problemi ai raccolti e alle produzioni dei prodotti locali, come miele, latte, ortaggi, verdure e mais.
«Gli agricoltori - aggiunge Fiori - sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l'uso razionale dell'acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l'innovazione con colture meno idro-esigenti. Ma non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare». 

Varese, alla scoperta di virus che possono causare diabete, malattie del cuore e altre patologie

Ricerca dell’Università dell’Insubria mette in luce la presenza di agenti infettivi mutati capaci di produrre infezioni croniche progressive

In casi di diabete, miocardiopatia cronica e sindrome post-poliomielite ci possono essere enterovirus mutati capaci di produrre infezioni croniche progressive. La loro presenza è stata messa in luce dai microbiologi dell’Università dell’Insubria di Varese.
Lo studio, pubblicato il 10 luglio 2017 sulla rivista inglese Scientific Reports, è stato condotto su casi clinici dei reparti di pediatria, cardiologia e neurologia dell’Ospedale di Circolo con la collaborazione di un virologo della Food and Drug Administration americana e di un diabetologo dell’Università di Miami. La ricerca prosegue a Varese con il sostegno del ministero della Salute italiano e con un finanziamento americano.
CHE COSA SONO GLI ENTEROVIRUS
Gli enterovirus sono tra gli agenti infettivi più diffusi in tutto il mondo, comprendono almeno 110 tipi diversi di virus e si trasmettono nella popolazione per via fecale-orale, ma anche per via respiratoria. Se si aggiunge che alla loro vastità s’abbina anche una notevole variabilità genetica, si capisce subito perché la loro identificazione sia particolarmente complessa.
Il virologo Konstantin Chumakov della Food and Drug Administration americana ha confermato i risultati ottenuti a Varese sequenziando i genomi virali con metodi sviluppati ad hoc ed ha anche effettuato un’analisi filogenetica utilizzando un database dei genomi degli enterovirus che lui stesso ha prodotto.
NUOVE PROCEDURE DIAGNOSTICHE
«Per questa ricerca - ha spiegato il professor Antonio Toniolo, ordinario di Microbiologia medica nell’ateneo varesino - sono state messe a punto nuove procedure diagnostiche che si basano sull’integrazione di metodi per isolare i virus in colture di cellule, per sequenziare i genomi virali, per evidenziare le proteine dei virus nei campioni biologici. Questo approccio particolare ha dimostrato che infezioni croniche da enterovirus possono rappresentare un’importante causa di disturbi endocrini, cardiaci e neurologici a lenta evoluzione» 
SOGGETTI COLPITI E PERSISTENZA
I risultati ottenuti a Varese sono stati confermati dal virologo Konstantin Chumakov della Food and Drug Administration americana. Oltre a sequenziare i genomi virali con metodi sviluppati ad hoc, ha anche effettuato un’analisi filogenetica, utilizzando un database dei genomi degli enterovirus che lui stesso ha prodotto.
Nel loro insieme i risultati indicano che i poliovirus (enterovirus della specie C) possono persistere per almeno 80 anni nei soggetti colpiti da poliomielite. Altri tipi di enterovirus (delle specie A e B) sono presenti in soggetti con diabete o con miocardiopatie croniche.
Lo studio segue recenti pubblicazioni dell’équipe del professor Toniolo riguardanti il ruolo eziologico delle infezioni virali nel diabete e in altre patologie croniche. Questi lavori sono apparsi su Pediatric Diabetes, Diabetologia, Scientific Reports e sul volume di Springer “Diabetes and Viruses”.
RISULTATI CLINICI E PROSPETTIVE ANTIVIRALI
I risultati mettono a disposizione dei clinici un nuovo metodo per identificare precocemente gli individui cronicamente infettati con tipi diversi di enterovirus. «Gli individui infetti – ha aggiunto il professor Toniolo - potranno essere tenuti in osservazione per diagnosticare eventuali forme di diabete, di miocardiopatie, di patologie neurologiche e curarle il più precocemente possibile. In secondo luogo, è oggi possibile pensare all’uso di farmaci antivirali per ridurre il danno conseguente alle infezioni virali già in atto. In terzo luogo - nell’ambito di collaborazioni internazionali che l’Università dell’Insubria mantiene da tempo – si potranno identificare tipi di enterovirus con tendenza particolare a produrre danni del pancreas endocrino, del miocardio, oppure dei motoneuroni. Questi studi potranno aprire una via per la formulazione di vaccini antivirali specifici». 

Varesotto, «Fattorie ostaggio dei piccioni»

L’allarme lanciato dalla Coldiretti: «Emergenza anche di carattere sanitario»

In città sporcano piazze e rovinano monumenti con il loro guano acido, ma disseminano danni in lungo e in largo planando anche su campi e stalle. A lanciare l’allarme contro i piccioni è la Coldiretti Varese.
«I piccioni puntano alle mangiatoie degli animali e ai raccolti di cereali, danneggiando le colture di riso, mais, frumento, orzo, soia e girasole» spiega il presidente Fernando Fiori. I danni da piccione, nel nostro territorio, supererebbero il 10% del totale da fauna selvatica, nonostante l’escalation numerica registrata negli ultimi anni delle devastazioni dei cinghiali.
DAL 2004 A OGGI DANNI PER 6 MILIONI
In tutta la Lombardia — secondo Coldiretti — i danni a campi e stalle, provocati dai piccioni, sono arrivati a quota 6 milioni di euro dal 2004 a oggi, e non sembrano diminuire.
«I piccioni tengono in ostaggio la mia fattoria», racconta un imprenditore agricolo di Carnago. «La stalla è lunga una cinquantina di metri e, quando metto giù il mangime per le 110 mucche che ho, arriva l’orda. Nell’ultimo periodo quattro dei nostri capi hanno avuto un aborto perché si erano ammalati, e i principali indiziati sono proprio i colombi».
A fargli eco un allevatore di Lonate Ceppino: «I piccioni ogni giorno arrivano puntuali in corsia quando diamo la miscelata agli animali, e rubano il cibo. Inoltre, assieme ai corvi, volano sui campi di mais e cereali per nutrirsi, dandoci non pochi grattacapi».
«L’emergenza – commenta Fiori - è anche di carattere sanitario, visto che il guano di tali volatili non solo è responsabile di danni da corrosione, ma i luoghi dove trovano riparo popolano di agenti patogeni e parassiti derivanti dai detriti organici. I batteri si espandono nell'aria e giungono nei luoghi pubblici e nelle aziende, contaminando oggetti e persino il cibo».  

Varese e Como, incarichi e mobilità all'ATS Insubria

Pubblicati bandi per educatore professionale, infermiere, assistente sanitario e sociale, psicologo e medico

L'ATS Insubria - Agenzia di tutela della salute di Varese e Como - ha pubblicato avvisi per il conferimento di incarichi a tempo determinato, indeterminato e di lavoro autonomo per le seguenti qualifiche:
- 2 incarichi a tempo determinato di collaboratore professionale sanitario - educatore professionale (cat. D) per il contrasto al GAP. Scadenza 10/08/2020.
- incarichi a tempo determinato di collaboratore professionale sanitario - infermiere (cat. D). Scadenza 10/08/2020.
- incarichi a tempo determinato di collaboratore professionale sanitario - assistente sanitario (cat. D). Scadenza 10/08/2020.
- incarichi di lavoro autonomo a professionisti nel profilo di assistente sociale. Scadenza 10/08/2020.
- un incarico di prestazione d'opera professionale di psicologo per il contrasto al GAP. Scadenza 10/08/2020.
- avviso di mobilità volontaria ex art. 30 dlgs 165/2001 per la copertura di n. 1 posto di dirigente medico nella disciplina di medicina del lavoro. Scadenza 17/08/2020.
- avviso di mobilità volontaria ex art. 30 dlgs 165/2001 per la copertura di n. 1 posto di dirigente medico nella disciplina di igiene, epidemiologia e sanità pubblica. Scadenza 17/08/2020.
Avvisi e relative informazioni sono pubblicati nella sezione Bandi di Concorso sul sito di ATS Insubria.

Allarme siccità, innalzato il livello estivo del Lago Maggiore

Portato a +1,35 m sullo zero idrometrico contro i +1,25 metri già previsti in deroga – Preoccupazioni dal mondo agricolo varesino
Fioriture anticipate - Pruno, foto Coldiretti Varese

Nella provincia prealpina la primavera è partita con una carenza rispetto alla media di riserve idriche accumulate nei grandi laghi e sotto forma di neve. «Sono oltre 370 milioni i metri cubi d’acqua che mancano all’appello a livello regionale» ha dichiarato il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. «Nelle campagne lombarde cresce l’allerta degli agricoltori, a cominciare dai produttori di cereali: in molti casi c’è difficoltà. Non si riesce a lavorare la terra e in diversi hanno preferito rinviare qualche settimana le semine».
In allerta anche il Consorzio di bonifica ETVilloresi. Nella sua ETVFlash del 22 marzo 2019 ha reso noto che, «in relazione alla scarsità di precipitazioni registrata dall’inizio dell’anno e all’esiguità delle riserve nivali in montagna, uno dei primi provvedimenti assunti per contrastare la siccità, che si prepara a minacciare l’avvio della stagione irrigua soprattutto al Nord, è il recente innalzamento del livello estivo del Lago Maggiore a +1,35 metri sullo zero idrometrico - contro i +1,25 metri già previsti in deroga – che corrisponde ad oltre 20.000.000 di m/c d’acqua in più. I Consorzi di bonifica e i Parchi lombardi confidano che questa misura possa rappresentare un primo passo verso l’adozione del limite massimo di regolazione del Verbano ad +1,50 metri sopra lo zero idrometrico anche in estate».
La situazione, se non cambiano le condizioni meteo, suscita gravi preoccupazioni. «Sui nostri laghi - ha osservato il presidente del Consorzio Alessandro Folli - abbiamo una riduzione delle riserve idriche superiori al 50 per cento. Lo scarso innevamento delle Alpi è molto preoccupante, abbiamo almeno due metri in meno. E se aprile non sarà piovoso, avremo grosse difficoltà a giugno».
TIMORI IN AGRICOLTURA
La siccità non è per il mondo agricolo l'unico fattore di ansia. Per Coldiretti Varese, «c'è il timore che, dopo queste temperature elevate, possa tornare il freddo e a risentirne potrebbero essere, oltre le orticole, anche alcune produzioni floricole particolarmente caratteristiche per il territorio varesino come le acidofile, in particolare camelie e azalee».
L'inverno appena concluso, ha aggiunto Fiori, è stato anomalo e siccitoso. «Tra il mese di dicembre e la prima metà di marzo – ha rilevato - ha fatto registrare solo tre giornate di pioggia che hanno coinvolto tutto il territorio regionale. Sempre più in sofferenza i grandi laghi con le percentuali di riempimento che, nel caso del Lago Maggiore, sono scese al 28,5%».

Varese, si scrive Breast Unit, si legge Eccellenza

All’Unità del seno dell’Asst Sette Laghi donato da associazioni un ecografo di ultima tecnologia
ecografo

Anche nella cura delle donne colpite dal cancro al seno il territorio prealpino può vantare una sensibilità sociale e un’assistenza sanitaria di tutto rilievo. La Breast Unit (Unità del seno) dell’Azienda socio sanitaria territoriale Settelaghi di Varese è un modello di organizzazione e integrazione che, attraverso un approccio multidisciplinare e personalizzato, registra un’alta percentuale di guarigione, unitamente ad una miglior qualità di vita.
Questa malattia è la prima causa di morte per patologia neoplastica nella popolazione femminile e nella provincia di Varese l’Osservatorio Epidemiologico registra 750/800 nuovi casi annui con circa 200 decessi. Il 17 luglio 2017 l’ASST varesina ha dato pieno compimento alla definizione della SSD Breast Unit. Responsabile è la professoressa Francesca Rovera, mentre direttore del Dipartimento Chirurgico è il dottor Eugenio Cocozza.
Ebbene, per completezza del Percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale (PDTA) e per numero di casi trattati, la Breast Unit varesina è un Centro di Riferimento Nazionale dopo lstituto Europeo di Oncologia, Istituto Tumori di Milano e Humanitas. Parola della Regione Lombardia (delibera regionale sulle Breast Unit del 29/04/2016). Per la professoressa Rovera e il dottor Cocozza fondamentale è dare risposte in termini non solo di eccellenza tecnico-scientifica delle cure, ma anche di capacità di sviluppare una presa in carico finalizzata ai bisogni complessi e impellenti delle pazienti e dei familiari.
A questa punta di diamante sanitaria si aggiunge uno straordinario valore del volontariato sociale, da Andos Varese e Andos Insubria alla Lega Tumori, da Varese per l’Oncologia all’Associazione Volontari Ospedalieri, da Varese con Te a Sulle Ali e Caos.
La più recente testimonianza è la donazione di un ecografo particolare (modello MyLab Five di Esaote) alla Breast Unit. La macchina, tecnologicamente avanzata, è stata consegnata il 26 settembre 2017 da Associazione Caos, Fondazione per la Comunità di Malnate e Città delle Donne di Malnate. La donazione è stata possibile grazie alla costituzione, presso la Fondazione per la Comunità di Malnate, del Fondo intitolato a Pinuccia Spadotto, mancata il 31 luglio 2003 (era presente la figlia Tania). Donna di eccezionali doti e grande intelligenza, già nel 1994 organizzò un progetto pilota di screening mammografico presso la Città di Malnate e il 2 dicembre del 2002 donò all’Ospedale di Circolo di Varese il mammotest per le microbiopsie. 

Condividi contenuti