Edizione n.19 di mercoledì 2 giugno 2020

Scuola di Milano

Varese, omaggio di Uninsubria ad Antonia Pozzi

Alla poeta milanese dedicate il 17 marzo musiche, sculture, visite guidate e documentari
Omaggio ad Antonia Pozzi

Componimenti al pianoforte del maestro Elliot Kingsley Kaye ispirati alle sue liriche. Calcografie, assemblages, sculture di Anny Ferrario raccolte nella mostra A cuore scalzo. Il film documentario Il cielo in me di Sabrina Bonaiti e Marco Ongania unitamente ad alcuni rarissimi filmati inediti della grande poeta. Visite guidate alla Biblioteca personale e all’Archivio cartaceo, fotografico e pittorico. Relazioni di Fabio Minazzi (Università degli Studi dell’Insubria), Ettore Brissa (già Università di Heidelberg), Stefania Barile, Marina Lazzari e Giulia Santi (Centro internazionale Insubrico).
Questa in breve, venerdì 17 marzo, la “Giornata studio dedicata alla poetessa Antonia Pozzi e la scuola di Milano alla luce del suo archivio”, organizzata dall’Università dell’Insubria a Varese con accesso libero e gratuito.
«La straordinaria figura di una donna, una grande poetessa, un’artista di vaglia e una grande fotografa come Antonia Pozzi consente non solo di penetrare nel cuore della “scuola di Milano” e la sua stessa funzione civile all’interno della storia italiana del Novecento, ma consente anche di avvicinare il mondo intellettuale, poetico, fotografico e filmico di una delle maggiori intellettuali del Novecento italiano» ha spiegato Minazzi.
FONDO POZZI
Il Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese ha in sette anni di attività raccolto diversi archivi concernenti la “scuola di Milano”, formatasi negli anni Trenta del Novecento attorno al magistero del filosofo Antonio Banfi (1886–1957). In considerazione di tale fatto, la Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue ha donato, nel 2015, manoscritti autografi, lettere, quaderni, fotografie e libri di Antonia Pozzi (Milano 1912-1938).
Il fondo Pozzi comprende tutti i manoscritti autografi, le lettere, i quaderni, la produzione fotografica, unitamente alla Biblioteca personale della poeta. Pozzi, infatti, non fu solo una grande poeta, ma anche una raffinata fotografa che intrecciò queste due passioni con l'amore per la montagna, la natura e gli uomini e i bambini colti nella quotidianità.
BIBLIOTECHE D’AUTORE E ARCHIVI
Il Centro Internazionale Insubrico dispone attualmente di 12 Biblioteche d’Autore (per un totale di circa 15.000 volumi) e di una ventina di Archivi, la maggior parte dei quali documentano proprio la storia della “scuola di Milano” nella quale si formarono studiosi, filosofi e poeti come Giulio Preti, Daria Menicanti, Vittorio Sereni e Aurelia Monti.
Oltre l’Archivio di Carlo Cattaneo (1801-1869), dall’esilio luganese alla sua morte, il Centro Insubrico conserva una serie di archivi concernenti la “scuola di Milano”. Vi sono riunite le carte dell’Archivio segreto di Antonio Banfi (dagli anni del soggiorno berlinese d’inizio secolo fino alla sua morte), unitamente al Fondo archivistico delle carte di un filosofo di levatura europea, il pavese Giulio Preti (1911-1972).
Presenti anche alcune carte inedite di altri allievi banfiani, come il poeta Vittorio Sereni (1913-1983), la poeta Daria Menicanti (1914-1995), Guido Morpurgo-Tagliabue (1907-1997), Giovanni Vailati (1863-1909). Inoltre vi è custodito anche l’archivio di filosofi viventi di fama internazionale come Evandro Agazzi, Carlo Sini e Fulvio Papi.
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Nella foto: da sinistra Minazzi, Lazzari, Ferrario, Kingsley Kaye, Barile e Santi e alle loro spalle l’Archivio di Antonia Pozzi. 

Varese, all’Ateneo dell’Insubria la memoria storica di Antonia Pozzi

Biblioteca personale e archivio con quaderni, libri fotografie, lettere raccolti nel Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”
Fabio Minazzi, Graziella Bernabò, suor Onorina Dino, Guido Agostoni
Pagine dall'Archivio

È sorto a Varese nella primavera del 2010 e ha già raccolto migliaia di volumi e una nutrita serie di archivi. Con l’arrivo del Fondo Pozzi, inaugurato il 29 gennaio, il Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell’ateneo dell'Insubria vanta ora un patrimonio archivistico e bibliotecario, che, secondo il suo direttore scientifico Fabio Minazzi, «assume un profilo di assoluta eccellenza ed unicità in ambito nazionale».
Manoscritti autografi, lettere, quaderni, fotografie e libri di Antonia Pozzi (Milano 1912-1938) sono stati donati dalla Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue di Monza e sistemati nella neonata sede del Centro, inaugurata a fine 2014 nel Collegio Cattaneo, posto dentro il cuore del nuovo Campus di Bizzozero.
Alla presentazione sono intervenuti il rettore dell’Insubria, Alberto Coen Porisini, il professore Fabio Minazzi, suor Onorina Dino della Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue e archivista storica della Pozzi, la studiosa della Pozzi Graziella Bernabò e il sindaco di Pasturo Guido Agostoni. Durante la cerimonia è stato illustrato il progetto culturale e civile “Adotta un Archivio”, che prevede anche donazioni libere.

POZZI E LA “SCUOLA DI MILANO”
Antonia Pozzi, come ha scritto Fulvio Papi, professore emerito dell’università di Pavia oltre che rinomato studioso della Pozzi, «dopo il ’34-’35, apparteneva, per studi e frequentazioni, a quel gruppo di giovani intelligenze filosofiche, poetiche e letterarie che oggi comunemente chiamiamo appunto Scuola di Milano». La sua origine risale agli anni Trenta del Novecento, quando intellettuali di varia attività si riunirono attorno al magistero del filosofo Antonio Banfi (1886–1957).
L’archivio di Antonia Pozzi comprende tutti i manoscritti autografi, le lettere, i quaderni, la produzione fotografica, unitamente alla sua biblioteca personale. «La Pozzi, ha dichiarato Minazzi, non fu solo una grande poetessa, ma anche una grande fotografa che ha intrecciato queste due sue passioni con il suo amore per la montagna, la natura e gli uomini colti nella quotidianità della loro vita».
La donazione del fondo al Centro Internazionale Insubrico ha una precisa ragione spiegata da Minazzi. «Il Centro, giunto al suo quinto anno di attività, dispone attualmente di circa diecimila volumi e di una quindicina di archivi, la maggior parte dei quali documentano proprio la storia della “scuola di Milano” nella quale si sono formati studiosi, filosofi e poeti come Giulio Preti, Daria Menicanti, Vittorio Sereni, Antonia Pozzi, Maria Corti, etc.».

ORIGINE DEL CENTRO INSUBRICO
Il Centro Internazionale Insubrico è nato grazie all’acquisizione di due straordinari fondi archivistici: il fondo delle carte autografe di Carlo Cattaneo dall’esilio luganese alla morte, donate dall’avvocato Guido Bersellini di Milano, e il fondo del filosofo pavese Giulio Preti, messo a disposizione da Fabio Minazzi.
Attorno a quest’asse si è aggiunta una serie di archivi concernenti la “Scuola di Milano”. Le acquisizioni spaziano dalle carte dell’Archivio segreto di Antonio Banfi (dal soggiorno berlinese d’inizio secolo fino alla morte) a tutto il Fondo archivistico di un filosofo di levatura europea come il pavese Giulio Preti (1911-1972). L’elenco comprende poi alcune carte inedite di altri eminenti allievi banfiani, come i poeti Vittorio Sereni (1913-1983) e Daria Menicanti (1914-1995), i filosofi Guido Morpurgo-Tagliabue (1907-1997) e Giovanni Vailati (1863-1909), e l’archivio del filosofo vivente Evandro Agazzi.

ARCHIVI E BIBLIOTECHE DEL CENTRO
Questi i principali fondi archivistici e bibliotecari finora pervenuti al Centro varesino:
*Archivio del filosofo e politico Carlo Cattaneo (1801-1869);
*Archivio del filosofo pavese Giulio Preti (1911-1972);
*Archivio segreto del filosofo Antonio Banfi (1886–1957);
*Archivio e Biblioteca della poetessa Antonia Pozzi (1912-1938);
*Biblioteca e Archivio della filosofa Aurelia Monti;
*Biblioteca e Archivio del filosofo Evandro Agazzi;
*Carte inedite del filosofo Giovanni Vailati (1863-1909);
*Carte inedite del poeta luinese Vittorio Sereni (1913-1983);
*Carte inedite del filosofo Guido Morpurgo-Tagliabue;
*Biblioteca ed Archivio del filosofo Bruno Widmar;
*Biblioteca ed Archivio della studiosa di estetica Clementina (Titti) Pozzi;
*Biblioteca del fisico Domenico Tullio Spinella;
*Archivio di cartolettere di vari esponenti della “scuola di Milano” banfiana;
*Biblioteca del filosofo Gabriele Scaramuzza;
*Archivio del filosofo Fulvio Papi;
*Archivio Storico del Territorio del Laghi Varesini.
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Nella foto (da sinistra): Fabio Minazzi, Graziella Bernabò, suor Onorina Dino, Guido Agostoni. 

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