Edizione n.38 di mercoledì 24 novembre 2021

Varese

Varese, Camera di commercio rimane autonoma

Sopravviverà all’accorpamento previsto dalla riforma insieme con quelle di Milano con Monza e Lodi; Como e Lecco; Mantova con Cremona e Pavia; Brescia; Bergamo; Sondrio
Camera commercio, piazza Monte Grappa

A Varese la Camera di commercio non solo sopravviverà all’accorpamento ma sarà sempre più autonoma. In Lombardia sarà una delle sette riconosciute. Le altre saranno: Milano con Monza e Lodi; Como e Lecco; Mantova con Cremona e Pavia; Brescia; Bergamo; Sondrio.
A Roma, il 31 maggio, l’assemblea di Unioncamere nazionale ha approvato la proposta di riordino da presentare al Ministero Sviluppo Economico e ha riconfermato l'autonomia della Camera di Commercio di Varese e della sua azienda speciale Promovarese.
Vari i fattori che hanno giocato a favore dell’autonomia. «Determinanti – ha spiegato il presidente Giuseppe Albertini - sono stati il numero delle imprese, la sostenibilità economica finanziaria, la densità di un tessuto economico produttivo articolato su 139 Comuni che necessita di specifici fattori di aggregazione. Di rilievo anche la presenza di un sistema turistico in crescita e ulteriormente da sviluppare e una realtà geografica tra confini nazionali, regionali e metropolitani del tutto peculiari».

Varese, pianta tattile nella hall del Monoblocco Ospedale

L’hanno realizzata ragazzi del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti
ospedale, monoblocco

A Varese anche i non vedenti possono ora capire una parte della struttura dell’Ospedale di Circolo ed essere quindi agevolati nella mobilità autonoma. Nella hall del Monoblocco troveranno una pianta tattile del piano terra realizzata dai ragazzi del  Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia).
Gli studenti l’hanno realizzata lavorando per nove mesi, ogni lunedì, insieme con i docenti al progetto “Varese da toccare”, sostenuto anche dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto. La pianta è stata consegnata lunedì 29 maggio al direttore generale dell'ASST dei Sette Laghi Callisto Bravi. 

Varese, omaggio di Uninsubria ad Antonia Pozzi

Alla poeta milanese dedicate il 17 marzo musiche, sculture, visite guidate e documentari
Omaggio ad Antonia Pozzi

Componimenti al pianoforte del maestro Elliot Kingsley Kaye ispirati alle sue liriche. Calcografie, assemblages, sculture di Anny Ferrario raccolte nella mostra A cuore scalzo. Il film documentario Il cielo in me di Sabrina Bonaiti e Marco Ongania unitamente ad alcuni rarissimi filmati inediti della grande poeta. Visite guidate alla Biblioteca personale e all’Archivio cartaceo, fotografico e pittorico. Relazioni di Fabio Minazzi (Università degli Studi dell’Insubria), Ettore Brissa (già Università di Heidelberg), Stefania Barile, Marina Lazzari e Giulia Santi (Centro internazionale Insubrico).
Questa in breve, venerdì 17 marzo, la “Giornata studio dedicata alla poetessa Antonia Pozzi e la scuola di Milano alla luce del suo archivio”, organizzata dall’Università dell’Insubria a Varese con accesso libero e gratuito.
«La straordinaria figura di una donna, una grande poetessa, un’artista di vaglia e una grande fotografa come Antonia Pozzi consente non solo di penetrare nel cuore della “scuola di Milano” e la sua stessa funzione civile all’interno della storia italiana del Novecento, ma consente anche di avvicinare il mondo intellettuale, poetico, fotografico e filmico di una delle maggiori intellettuali del Novecento italiano» ha spiegato Minazzi.
FONDO POZZI
Il Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese ha in sette anni di attività raccolto diversi archivi concernenti la “scuola di Milano”, formatasi negli anni Trenta del Novecento attorno al magistero del filosofo Antonio Banfi (1886–1957). In considerazione di tale fatto, la Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue ha donato, nel 2015, manoscritti autografi, lettere, quaderni, fotografie e libri di Antonia Pozzi (Milano 1912-1938).
Il fondo Pozzi comprende tutti i manoscritti autografi, le lettere, i quaderni, la produzione fotografica, unitamente alla Biblioteca personale della poeta. Pozzi, infatti, non fu solo una grande poeta, ma anche una raffinata fotografa che intrecciò queste due passioni con l'amore per la montagna, la natura e gli uomini e i bambini colti nella quotidianità.
BIBLIOTECHE D’AUTORE E ARCHIVI
Il Centro Internazionale Insubrico dispone attualmente di 12 Biblioteche d’Autore (per un totale di circa 15.000 volumi) e di una ventina di Archivi, la maggior parte dei quali documentano proprio la storia della “scuola di Milano” nella quale si formarono studiosi, filosofi e poeti come Giulio Preti, Daria Menicanti, Vittorio Sereni e Aurelia Monti.
Oltre l’Archivio di Carlo Cattaneo (1801-1869), dall’esilio luganese alla sua morte, il Centro Insubrico conserva una serie di archivi concernenti la “scuola di Milano”. Vi sono riunite le carte dell’Archivio segreto di Antonio Banfi (dagli anni del soggiorno berlinese d’inizio secolo fino alla sua morte), unitamente al Fondo archivistico delle carte di un filosofo di levatura europea, il pavese Giulio Preti (1911-1972).
Presenti anche alcune carte inedite di altri allievi banfiani, come il poeta Vittorio Sereni (1913-1983), la poeta Daria Menicanti (1914-1995), Guido Morpurgo-Tagliabue (1907-1997), Giovanni Vailati (1863-1909). Inoltre vi è custodito anche l’archivio di filosofi viventi di fama internazionale come Evandro Agazzi, Carlo Sini e Fulvio Papi.
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Nella foto: da sinistra Minazzi, Lazzari, Ferrario, Kingsley Kaye, Barile e Santi e alle loro spalle l’Archivio di Antonia Pozzi. 

«Parlamento come palcoscenico, fragilità sociale sacrificata ai forti»

È «l’amaro ritratto di una società allo specchio» fatto dall’Università dell’Insubria – Secondo l’indagine degli studenti del corso di Comunicazione Pubblica e Istituzionale, dilaga il dissenso verso l’operato di istituzioni, politici, sindacati e imprenditori
indagine Uninsubria

Parlamentari inadeguati al ruolo ed eccessivamente retribuiti. Sindacati lontani dalle nuove generazioni e ancora struttura ideologica e poco democratica. Europa, Stato e Regioni sfiorati a malapena dal consenso… E, dall’altro lato, una società normale e paziente, che respinge guerra e terrorismo e non soffre l’ebbrezza del cellulare e del web.
Questi, a grandi linee, il profilo e il rapporto dell’italiano – o più precisamente del lombardo - d’oggi con istituzioni e società secondo un’indagine sociale dell’Università degli Studi dell’Insubria. La ricerca è stata condotta da quaranta studenti del corso di studi di Comunicazione Pubblica e Istituzionale ed è stata coordinata dal professore Franz Foti in collaborazione con i dottori Mauro Carabelli e Gennaro Scarpato.
CAMPIONE E TEMI DELL’INDAGINE
A oltre 600 cittadini (55% donne, 45% uomini) provenienti dall’area varesotta (circa il 70%) e dalle città di Milano, Lodi, Cremona, Monza Brianza, Como (30%) è stato sottoposto un questionario su quattro temi: politica e istituzioni; crisi economica e sociale; cultura e società; preferenze e aspettative.
Il campione degli interpellati aveva un’età compresa tra: 18/24 anni 38%; 25/44, 32%; 45/64,26%; 65 e oltre 4%. Quanto a composizione professionale e sociale, gli studenti erano 31%, gli impiegati 34%, gli operai 12%, i liberi professionisti 11%, i disoccupati 8%, i pensionati 4%.
POLITICA E ISTITUZIONI
Impressionante ma non sorprendente il diffuso rifiuto di politica e istituzioni. «Quasi metà del campione non avverte la vicinanza di nessuna istituzione e per il 60% nemmeno alcuna figura istituzionale a parte il sindaco, che spunta un risicato 25%. Europa, Stato e Regioni sono ai minimi storici, ovvero intorno all’8% di consenso».
Così a Varese l’8 gennaio gli studenti Federico Moretti, Francesca Bianchi, Federica Carlomagno hanno introdotto la presentazione del sondaggio.
Sul comportamento dei parlamentari il giudizio è emerso ancora più tagliente. Solo l’1% del campione sostiene la sobrietà del loro comportamento e l’adeguatezza del loro ruolo in questa fase di crisi. La mano si fa più pesante quando si tratta delle loro retribuzioni: il 41% pensa che siano eccessive e nel 31% dei casi si sostiene che scambiano il parlamento per un palcoscenico.
SFIDUCIA IN IMPRENDITORI E SINDACATI
Delusione e sfiducia marcano le attese riguardo alla crisi economica e sociale. Sia il Parlamento sia le imprese medio grandi lavorano per aiutare i più deboli e per il bene comune solo – rispettivamente - per l’1% e il 2% dei cittadini interpellati.
«Tutto l’agire è orientato a favorire i forti a discapito della fragilità sociale» è la sintesi degli umori raccolti dall’indagine. E la scure del consenso si abbatte anche sui sindacati: non aiutano il governo a risolvere la crisi, non difendono tutti allo stesso modo, sono lontani dalle nuove generazioni e operano ancora come struttura ideologica e poco democratica.
PIEDI PER TERRA
Il barometro punta al bello solo quando gli interpellati rispondono su cultura e società. Emerge allora una società che concentra la sua esistenza su salute, affetti e lavoro come elemento di sicurezza sociale. Il profilo - secondo gli analisti – è quello di un popolo normale e paziente, attento all’umanitarismo sociale di Madre Teresa di Calcutta e al pacifismo e alla centralità dei diritti civili richiamati da Nelson Mandela, Martin Luther King e Gandhi.
Gli interpellati desiderano un’esistenza felice nell’ordinarietà del quotidiano, accettano un lavoro anche se poco retribuito, respingono guerra e terrorismo. Al cinema e nella lettura amano gli eroi popolari Batman e l’Uomo Ragno, preferiscono il giallo e l’immaginazione, senza disdegnare l’impegno sociale di Primo Levi e il fantasy di J.K. Rowling con Harry Potter. Si tratta insomma di un popolo con i piedi ben piantati per terra, che non soffre l’ebbrezza del cellulare e del web.
PRETI SPOSATI SÌ, SUORE NO
Un quadro contraddittorio di apertura e pregiudizi viene, invece, fuori da preferenze e aspettative.
Nelle relazioni interpersonali le scelte mettono al primo posto l’intelligenza, la spiccata personalità e la dolcezza, quasi a manifestare un bisogno di ripristinare il pensiero, punto di forza della nostra cultura italiana.
Orientamento non altrettanto coerente e omogeneo anima le aspettative sull’evoluzione che sta attraversando la Chiesa.
Il pensiero va alla figura di Papa Francesco nella sua dimensione rivoluzionaria tesa al cambiamento e al superamento del conservatorismo di taluni prelati. Nel questionario inoltre affiorano pronunciamenti a favore della possibilità che i preti possano sposarsi e della concessione della comunione ai divorziati. Verso le suore, circa la possibilità di sposarsi e poter diventare sacerdoti, emerge invece una netta avversione. «Solo il 6% del campione lo consentirebbe» annotano gli analisti.
«QUADRO PREOCCUPANTE»
Quale è, alla fine, la situazione che si può ricavare dall’indagine? Ecco la valutazione del professore Franz Foti:
«Dai risultati dell’indagine sembra emergere un quadro con seri elementi di preoccupazione per la tenuta democratica del Paese. Ma accanto a questo campanello d’allarme si possono leggere risultati che segnalano ancora un forte senso di civiltà, un bisogno disperato di cambiamento in tutti gli ambiti istituzionali e decisionali di rilievo, pur nella repulsione verso l’operato dei poteri che non contemplano i veri bisogni sociali, il bene comune.
«Emerge la necessità di offrire nuovi orizzonti alla società del presente e alle nuove generazioni all’insegna di un’etica trasparente e risoluta, senso della giustizia sociale e spinta solidale. Al di fuori di questi confini pressanti si ripropone la corruzione, il degrado morale e il disfacimento della nostra civiltà».
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Nella foto (da sinistra): Federica Carlomagno, Francesca Bianchi, Franz Foti e Federico Moretti. 

Varese, Tra memorie estensi e risorgimentali

Continuano le visite organizzate dall’Associazione Mazziniana
Lapide Giubiano, dedicata ai varesini che parteciparono alle guerre d’Indipendenza, foto Associazione Mazziniana Varese
Gervasini tomba Scuri, foto Associazione Mazziniana Varese

A Varese neppure l’acqua ha fermato, nella mattina di domenica 14 novembre 2021, la seconda visita guidata di carattere risorgimentale, organizzata dall’Associazione Mazziniana sezione “Giovanni Bertolè Viale”, lungo i viali del Cimitero monumentale di Giubiano. Il tutto si è svolto, dinanzi a un nutrito gruppo di partecipanti, iniziando dalla lapide dedicata ai varesini che parteciparono alle guerre d’Indipendenza e dal cippo che conserva i nomi dei garibaldini caduti nella battaglia di Biumo contro gli austriaci del 26 maggio 1859, posti sotto il porticato all’ingresso di via Maspero.
L’itinerario comprendeva una dozzina di tombe e di cappelle di varesini che hanno dato lustro alla città nell’Ottocento. Unica eccezione, il momento in cui ci si è soffermati dinanzi alla tomba di Francesco III d’Este, signore di Varese dal 1765 al 1780, che fece costruire intorno a Palazzo Estense quei meravigliosi giardini sul modello di quelli di Schðnbrunn.
I soci della Mazziniana Renata Castelli, Roberto Gervasini e Leonardo Tomassoni si sono alternati con una chiacchierata storico-artistica, parlando di Giuseppe Guerzoni, segretario di Garibaldi, che volle essere sepolto a Varese, forse perché qua si era innamorato di Ugo Scuri, avvocato repubblicano mazziniano, che fu il sindaco che fece costruire la linea tranviaria per la Prima Cappella, di Rinaldo Arconati, un altro avvocato repubblicano che partecipò all’impresa dei Mille e fu tra i fondatori della Socrem di Varese.
E poi si è parlato di Carlo Carcano, ultimo podestà e primo sindaco di Varese, che accolse Garibaldi sotto una pioggia torrenziale in vista della battaglia del 26 maggio 1859 e in anni successivi fece realizzare la linea ferroviaria tra Varese e Gallarate e la prima illuminazione a gas della città, e infine di quello che venne definito “l’Avvocato dei poveri” per il suo impegno per i diseredati, l’avvocato Giuseppe Bolchini, che fondò, nel 1863, il settimanale “La Libertà” di chiara impronta repubblicana.
Ma le vicende storiche si sono ampiamente intrecciate con le precise descrizioni delle caratteristiche architettoniche e scultoree di tombe e cappelle, in particolare dell’Edicola Jemoli, dell’Edicola Aletti, dell’Edicole Nasoni e dell’Edicola Macchi da parte di Renata Castelli. Insomma una mattinata che tra uno scroscio di pioggia e l’altro ha permesso di fare un tuffo in un passato ricco di storia che proprio non si deve dimenticare.
L.T. 

Varese, donazione “Rocco Magnoli” all’ospedale

L’associazione dedicata al celebre architetto varesino installerà un impianto di climatizzazione nella sala d’attesa di Oncologia
architetto Rocco Magnoli

A Varese sarà resa più confortevole, ai pazienti malati di tumore, l’attesa per le visite specialistiche e le relative terapie nel padiglione centrale dell’ospedale di Circolo. Nella sala d’attesa del reparto di Oncologia day hospital sarà installato un impianto di climatizzazione, che l’Associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus si è impegnata a donare.
L’annuncio è stato dato il 5 aprile dalla stessa associazione durante una conferenza stampa a Villa Tamagno. Sono intervenuti la presidente, Flavia Brogini Magnoli, e il segretario dell’associazione, Vittorio Meschini, il consulente progettista Luca Santarelli e il direttore sanitario dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) dei Sette Laghi, Gianluca Avanzi.

ASSOCIAZIONE E SCOPO
Il progetto “Sala Rocco Magnoli” è firmato dall’ingegnere Santarelli e prevede una spesa complessiva di circa 18mila euro, che verrà coperta dall’associazione. Le ditte STA Branca Idealair e Klimatech forniranno impianti e servizi a condizioni particolarmente favorevoli. L’iniziativa – e l’attività - dell’associazione può essere sostenuta da tutti con versamenti tramite bonifico bancario (Associazione Rocco Magnoli Onlus; Iban IT85Z0840410801000000001879; causale “Progetto Sala Rocco Magnoli”), assegno bancario o circolare non trasferibile (Associazione Rocco Magnoli Onlus) inviato alla sede sociale (via Adige 18 Varese) e 5 per mille (Associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus, codice fiscale 95071690127).
L’associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus è stata costituita nel dicembre 2010, a tre anni dalla morte dell’architetto avvenuta il 20 aprile 2007, per volere della moglie Flavia Brogini Magnoli e di alcuni amici. Scopo, onorare la memoria del professionista varesino Magnoli con opere di solidarietà sociale nell’ambito socio-sanitario.
CHI ERA ROCCO MAGNOLI
L’architetto Rocco Magnoli fonda nel 1978 a Milano lo studio di architettura Spatium insieme con l’interior designer Lorenzo Carmellini. Entrambi dal 1980 lavorano per Gianfranco Ferré e, da allora per oltre vent'anni, per Gianni Versace, del quale cureranno le mutazioni delle immagini di riferimento degli spazi in tutto il mondo, dai negozi agli uffici, alle show room e alle sfilate fino alle case di Milano, Moltrasio, New York.
Ma oltre la moda, nel portfolio professionale di Carmellini e Magnoli ci sono anche residenze, palazzi, alberghi, centri di spiritualità cristiana (chiesa di Nostra Signora del Rosario a Doha nel Qatar) e non solo, visto che non mancano neppure le moschee, come quella di Abu Dhabi.
Non si contano poi i restauri di edifici storici, come il Cristallo a Cortina d’Ampezzo o il Grande Bretagne a Bellagio, o di alberghi espressamente dedicati a un tema, come l’hotel Aria di Praga dedicato alla musica.
A Varese Magnoli, oltre il restauro del Centro di Spiritualità delle Romite Ambrosiane di Santa Maria al Monte, ha voluto lasciare una traccia precisa del suo lavoro, perché operando nei centri storici il rapporto con la città arricchisce anche i progetti di interni.
Il restauro del cinquecentesco Palazzo Biumi, che dà su piazza del Garibaldino, apre uno squarcio su un “accordo di programma” tra un nobile giureconsulto e l’Universitas Burgi Varisii per esigere un credito secolare al Ducato di Milano e usarlo per ampliare la Piazza del Borgo, in base a un progetto di nuova scena urbana su cui si affaccerà un Palazzo degno di ospitare la più grande nobiltà contemporanea.
Il restauro ha riportato alla luce le tracce di un antico viottolo tangente a una torre, quindi la dimensione della piazza del mercato prima del suo ampliamento e molti altri dettagli non solo materiali della storia della cittadina. 

Varese, conferenze su Mazzini

A Varese la Sezione “Giovanni Bertolè Viale” della Associazione Mazziniani d’Italia organizza due conferenze sulla figura del grande patriota del Risorgimento italiano.
Il 15 settembre 2017 (ore 17,30), nello Spazio Scopri Coop a Casbeno, Renata Castelli tratterà il tema “Giuseppe Mazzini, l’iconografia di un protagonista del Risorgimento”.
Seguirà, il 29 settembre 2017 (ore 17,30), al Caffè Zamberletti di corso Matteotti l’intervento di Bruno Belli su “La filosofia della musica di Giuseppe Mazzini”.
L’associazione ha sede a Varese (via Rainoldi 19; tel. 3358063266; email A.M.I.varese@libero.it). 

Varese, Trasporto di cortesia per pazienti oncologici ed ematologici

Gratis in auto da casa al luogo di cura i malati con difficoltà che si recano nelle strutture dell'ASST dei Sette Laghi – Il servizio viene sperimentato dalle associazioni Varese per l’oncologia, AIL Varese onlus e LILT Varese in collaborazione con Auser
servizio di trasporto dedicato ai pazienti oncologici ed ematologici

‘Passaggio’ in auto da casa al luogo di cura per i pazienti oncologici ed ematologici. Le associazioni AIL, LILT e Varese per l’oncologia offrono il trasporto cortesia a chi ha difficoltà nel percorso per visite, esami e terapie nelle strutture dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi.
Il progetto “accompagnamento” è un servizio nuovo e completamente gratuito nato dalla rete creata tra le tre associazioni in collaborazione con Auser Comprensorio di Varese.
ACCESSO AL SERVIZIO
Volontari e mezzi di Auser Varese garantiscono l’accompagnamento in auto, mentre AIL Varese Onlus, LILT e Varese per l’Oncologia coprono i costi vivi del carburante e in generale delle spese di viaggio.
Per accedere al servizio, è necessario chiamare il numero 0332-813262 di Auser Varese nei giorni di lunedì (dalle 15 alle ore 17), mercoledì e venerdì (dalle 9 alle 12).
I pazienti in cura nelle strutture di Ematologia e di Oncologia e negli ambulatori dei Presidi della ASST Sette Laghi troveranno le indicazioni nelle bacheche dei reparti e potranno richiedere informazioni direttamente al personale sanitario e alle loro Associazioni di riferimento AIL Varese Onlus, LILT e Varese per l’Oncologia.
«La realizzazione del servizio Accompagnamento – questo il commento delle associazioni - costituisce la prova che il dialogo e la collaborazione tra le associazioni è non solo possibile ma rappresenta la soluzione ideale per realizzare servizi utili, efficaci ed efficienti e rispondere così alle esigenze dei pazienti». 

Piambello e Valli del Verbano, quasi 700mila euro per nuove strade e sistemazioni idraulico-forestali

Sono i fondi regionali previsti dal piano di riparto di 13,5 milioni di euro tra le Comunità montane della Lombardia
Il Verbano da Agra (Va)

Le due comunità montane del Varesotto Piambello e Valli del Verbano avranno a disposizione 688mila euro per nuove strade agro-silvo-pastorali, manutenzione di quelle esistenti e sistemazioni idraulico-forestali. Le nuove risorse sono previste dal piano di riparto da 13,5 milioni di euro in tre anni per opere forestali negli enti montani della Lombardia, presentato il 12 novembre 2021 dall'assessore regionale all'agricoltura Fabio Rolfi.
Il 'Piano Lombardia' è stato voluto, come ha precisato Rolfi, dal presidente Attilio Fontana come sostegno alla ripresa economica. «Investire in opere che consentano la valorizzazione del bosco – ha aggiunto - è fondamentale per accrescere la gestione sostenibile e mantenere livelli occupazionali e di qualità della vita nelle aree montane».
La Lombardia, con 620.000 ettari, è la terza regione italiana per superficie forestale e il taglio della legna dà lavoro a circa 1.400 persone nelle imprese boschive e a 300 persone nei consorzi forestali e alle aziende agricole. «I boschi certificati, ossia curati secondo rigorosi standard ambientali, sono aumentati del 74% nell'ultimo anno» ha sottolineato Rolfi.
Questa la ripartizione delle risorse tra le comunità montane come prevista dal piano di riparto:
*VARESE: Piambello 259.938,81 euro; Valli del Verbano 428.129,30 euro.
*BERGAMO: Valle Brembana 803.105,45 euro; Di Scalve 244.282,09 euro; Laghi bergamaschi 475.584,99 euro; Valle Imagna 248.710,02 euro; Valle Seriana 726.479,33 euro.
*BRESCIA: Valle Camonica 1.738.700,33 euro; Parco alto Garda bresciano 525.770,92 euro; Sebino bresciano 253.931,38 euro; Valle Sabbia 838.553,09 euro; Valle Trompia 689.848,21 euro.
*COMO: Lario intelvese 357.170,99 euro; Triangolo lariano 456.753,23 euro; Valli del Lario e Ceresio 551.225,32 euro.
*LECCO: Lario orientale - valle San Martino 318.644,64 euro; Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera 504.119,08 euro.
*PAVIA: Oltrepò pavese 690.976,49 euro.
*SONDRIO: Valtellina di Sondrio 868.242,31 euro; Alta Valtellina 723.722,84 euro
Valchiavenna 487.863,32 euro; Valtellina di Morbegno 618.634,97 euro; Valtellina di Tirano 689.612,90 euro. 

Da settembre Premio Chiara – Il festival del racconto

Da settembre a novembre 2017 riparte il percorso del Premio Chiara “Il festival del racconto” con numerosi incontri e ospiti che affronteranno tematiche diverse. Il primo appuntamento è per mercoledì 27 settembre, alle 21, in Villa Recalcati di piazza Libertà 1 a Varese. La serata è dedicata allo sport. Occasione, l'uscita del libro del giornalista Gianni Spartà Dimmi perché parti, Edizioni dEste. Intervengono Ivan Basso, Giulio Clerici, Paola Ferrario Nava e Elia Luini, conduce Pier Bergonzi.
Giovedì 28, alle 18, in Triennale di Milano, viale Alemagna 6 ,Vincenzo Castella, fotografo, verrà intervistato da Francesco Zanot. Inoltre, per il Premio Riccardo Prina, concorso fotografico riservato a fotografi professionisti e no dai 18 ai 40 anni, inaugurazione della mostra “Un racconto fotografico” (visitabile fino a domenica 8 ottobre, da martedì a domenica, dalle 10.30 alle 20.30).
“Poeti del ‘900, Salvatore Quasimodo” è il tema dell'incontro di domenica 1° ottobre, alle 17.30, in Sala Triacca di via Volta 25 ad Azzate (Varese). Con Romano Oldrini. 

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