Edizione n.41 di mercoledì 4 dicembre 2019

ospedale di Circolo

Varese, alla scoperta di virus che possono causare diabete, malattie del cuore e altre patologie

Ricerca dell’Università dell’Insubria mette in luce la presenza di agenti infettivi mutati capaci di produrre infezioni croniche progressive

In casi di diabete, miocardiopatia cronica e sindrome post-poliomielite ci possono essere enterovirus mutati capaci di produrre infezioni croniche progressive. La loro presenza è stata messa in luce dai microbiologi dell’Università dell’Insubria di Varese.
Lo studio, pubblicato il 10 luglio 2017 sulla rivista inglese Scientific Reports, è stato condotto su casi clinici dei reparti di pediatria, cardiologia e neurologia dell’Ospedale di Circolo con la collaborazione di un virologo della Food and Drug Administration americana e di un diabetologo dell’Università di Miami. La ricerca prosegue a Varese con il sostegno del ministero della Salute italiano e con un finanziamento americano.
CHE COSA SONO GLI ENTEROVIRUS
Gli enterovirus sono tra gli agenti infettivi più diffusi in tutto il mondo, comprendono almeno 110 tipi diversi di virus e si trasmettono nella popolazione per via fecale-orale, ma anche per via respiratoria. Se si aggiunge che alla loro vastità s’abbina anche una notevole variabilità genetica, si capisce subito perché la loro identificazione sia particolarmente complessa.
Il virologo Konstantin Chumakov della Food and Drug Administration americana ha confermato i risultati ottenuti a Varese sequenziando i genomi virali con metodi sviluppati ad hoc ed ha anche effettuato un’analisi filogenetica utilizzando un database dei genomi degli enterovirus che lui stesso ha prodotto.
NUOVE PROCEDURE DIAGNOSTICHE
«Per questa ricerca - ha spiegato il professor Antonio Toniolo, ordinario di Microbiologia medica nell’ateneo varesino - sono state messe a punto nuove procedure diagnostiche che si basano sull’integrazione di metodi per isolare i virus in colture di cellule, per sequenziare i genomi virali, per evidenziare le proteine dei virus nei campioni biologici. Questo approccio particolare ha dimostrato che infezioni croniche da enterovirus possono rappresentare un’importante causa di disturbi endocrini, cardiaci e neurologici a lenta evoluzione» 
SOGGETTI COLPITI E PERSISTENZA
I risultati ottenuti a Varese sono stati confermati dal virologo Konstantin Chumakov della Food and Drug Administration americana. Oltre a sequenziare i genomi virali con metodi sviluppati ad hoc, ha anche effettuato un’analisi filogenetica, utilizzando un database dei genomi degli enterovirus che lui stesso ha prodotto.
Nel loro insieme i risultati indicano che i poliovirus (enterovirus della specie C) possono persistere per almeno 80 anni nei soggetti colpiti da poliomielite. Altri tipi di enterovirus (delle specie A e B) sono presenti in soggetti con diabete o con miocardiopatie croniche.
Lo studio segue recenti pubblicazioni dell’équipe del professor Toniolo riguardanti il ruolo eziologico delle infezioni virali nel diabete e in altre patologie croniche. Questi lavori sono apparsi su Pediatric Diabetes, Diabetologia, Scientific Reports e sul volume di Springer “Diabetes and Viruses”.
RISULTATI CLINICI E PROSPETTIVE ANTIVIRALI
I risultati mettono a disposizione dei clinici un nuovo metodo per identificare precocemente gli individui cronicamente infettati con tipi diversi di enterovirus. «Gli individui infetti – ha aggiunto il professor Toniolo - potranno essere tenuti in osservazione per diagnosticare eventuali forme di diabete, di miocardiopatie, di patologie neurologiche e curarle il più precocemente possibile. In secondo luogo, è oggi possibile pensare all’uso di farmaci antivirali per ridurre il danno conseguente alle infezioni virali già in atto. In terzo luogo - nell’ambito di collaborazioni internazionali che l’Università dell’Insubria mantiene da tempo – si potranno identificare tipi di enterovirus con tendenza particolare a produrre danni del pancreas endocrino, del miocardio, oppure dei motoneuroni. Questi studi potranno aprire una via per la formulazione di vaccini antivirali specifici». 

Varese, cabina di regia in pronto soccorso

Pazienti in entrata e in uscita seguiti da una Centrale Operativa multiprofessionale
Bonelli,Gallera,Monti

Accelerare le procedure interne, favorire il ricovero e la dimissione protetta, ridurre i tempi di permanenza dei pazienti in pronto soccorso. Questi gli obiettivi primari del Quick Door Point dell'Ospedale di Circolo di Varese, presentato l'8 novembre 2019 dal direttore generale dell'Asst Sette laghi Gianni Bonelli, alla presenza dell'assessore regionale al welfare Giulio Gallera e del presidente della commissione regionale sanità Emanuele Monti.
Il Quick Door Point è una centrale operativa di natura multiprofessionale, dedicata al governo dei percorsi dei pazienti in entrata e in uscita mediante interventi di medici e infermieri in stretta collaborazione con la direzione medica. Ispirandosi al Chronic Care Model, avvia un contatto con il paziente potenzialmente cronico già in fase di triage, favorendone il percorso più appropriato. Ne fanno parte: i medici dell’ambulatorio Codici minori; i Casemanager (seguono l’utente fino alla dimissione); i Caremanager (seguono l’utente dopo la dimissione); il Nucleo di Bed Management; infermieri professional; assistenti sociali; la Centrale dei trasporti secondari.
PROCEDURE
La cabina di regia opera innanzitutto in pronto soccorso. Tutti i pazienti a cui viene assegnato un codice minore in triage vengono indirizzati all’ambulatorio specifico, dove, accanto al medico, è possibile attivare un infermiere professional in grado di gestire con ampia autonomia problematiche legate, ad esempio, a lesioni difficili, stomie, cateteri ed accessi venosi...
Il QDP interviene anche nella fase di uscita dal pronto soccorso, sia che il paziente debba essere ricoverato nelle degenze dell’Azienda socio sanitaria territoriale, sia che debba essere dimesso dall’ospedale.
Per i pazienti individuati come possibili cronici, avviene un primo contatto con il case manager, finalizzato all’inserimento all’interno del percorso dedicato alla gestione delle cronicità e personalizzato in base alle esigenze specifiche. «In questo modo – precisa l'Asst Sette Laghi - il paziente cronico può decidere di stipulare il patto di cura con la Asst e iniziare un percorso personalizzato, nel quale non dovrà più preoccuparsi di fissare appuntamenti e visite previste per la sua patologia cronica: tutto avverrà sotto la supervisione dei medici e degli infermieri che seguiranno passo passo il percorso, condividendo l’esito degli esami e intervenendo laddove dovessero emergere necessità, riducendo così il numero di ulteriori accessi in pronto soccorso».
OPERATORI
Bed Management: Il Nucleo di Bed Management è una equipe infermieristica che dispone di un cruscotto costantemente aggiornato dei posti letto dell'Asst. Gestisce il ricovero di ogni singolo paziente di pronto soccorso sulla base delle indicazioni del medico, ottimizzando l'utilizzo dei posti letto aziendali.
Case Management: Il case manager è l'infermiere che assiste persone con complessità assistenziale e ha il ruolo di massimizzare il miglioramento e stabilizzarne la salute. L'equipe composta da case manager e assistenti sociali garantisce ai paziente in dimissione da pronto soccorso o da reparto di degenza ordinaria, la soddisfazione di bisogni sociosanitari attraverso la messa in rete dei servizi e l’educazione sanitaria.
Nelle foto: presentazione di Bonelli, Gallera e Monti (da sx a dx); Quick Door Point. 

Varese, nuova Tac all'Ospedale di Circolo

Offre in pronto soccorso velocità di acquisizione e ricostruzione di immagini
Varese, nuova Tac

All'Ospedale di Circolo di Varese, dal 4 novembre 2019, è entrata in funzione a pieno regime la nuova Tac del pronto soccorso, acquistata con finanziamento regionale di circa 400.000 euro. Sua caratteristica, la velocità di acquisizione e ricostruzione, che rappresenta un vantaggio per i pazienti e per gli operatori in quanto le immagini saranno acquisite e rese disponibili per la refertazione in tempi brevi.
L’apparecchiatura dispone di un corredo di software maggiore rispetto alla precedente Tac, in particolare con riferimento agli esami cardiologici, neurologici e a quelli relativi al distretto addominale, scelti anche in virtù dell’esperienza degli ultimi anni che ha consentito di massimizzare l’utilizzo della macchina installata in pronto soccorso per far fronte anche alle necessità urgenti dei pazienti ricoverati nei reparti e in terapia intensiva. «Questo – puntualizza l'Asst Sette Laghi - porterà certamente vantaggi ad esempio nei casi tempo-dipendenti, quali i politraumi e le patologie vascolari».
Altra caratteristica non meno importante, la nuova Tac è dotata di un sistema di riduzione della dose di ultima generazione. «Un elemento, questo, non secondario verso pazienti e operatori e in linea, inoltre, con norme di prossima entrata in vigore». 

Varese, urgenza ospedaliera per pazienti con gravi disabilità

Aperto all’Ospedale di Circolo un ambulatorio per accogliere situazioni complesse

A Varese, nell’Ospedale di Circolo, da dicembre le persone con gravi disabilità intellettive, comunicative e neuromotorie troveranno una speciale équipe (medico, infermieri e volontari) pronta a offrire accoglienza e assistenza medica e diagnostica.
È l’ambulatorio “Dama” (Disabled advanced medical assistance), situato al pianoterra del nuovo Monoblocco e allestito in un locale proprio accanto alla Hall di ingresso e al Pronto Soccorso. Al progetto, che sarà inaugurato domenica 16 dicembre, hanno collaborato Azienda ospedaliera, Asl, Anffas e Fondazione Il Circolo della Bontà.
Come accedere al servizio
Per accedere al DAMA, basta chiamare il numero verde 800.520.051 (ore 9–12 dal lunedì al venerdì) e parlare direttamente con un operatore qualificato. Negli altri giorni e orari sarà attiva una segreteria telefonica: lasciando nominativo, recapito telefonico e motivo della chiamata si sarà ricontattati quanto prima.
Il colloquio telefonico serve per conoscere la situazione generale e programmare gli interventi. Se il problema appare di particolare rilevanza, si potrà accedere direttamente al Pronto Soccorso. Non va dimenticato che il servizio è dedicato alle urgenze ed emergenze e pertanto è indispensabile usarlo bene per farlo funzionare al meglio. La chiamata del numero verde mira a valutare la gravità della situazione e l’opportunità di ricorrere al Pronto Soccorso. Spesso è sufficiente a ridimensionare l’allarme. 

Condividi contenuti