Edizione n.38 di mercoledì 24 novembre 2021

Varese

Varese, faccia a faccia tra sindaci e società sui disservizi postali

L’incontro, sollecitato dalla Provincia, si è tenuto al Pirellino

«I problemi verificatisi nei mesi di luglio e agosto sono dovuti a temporanee difficoltà legate all'individuazione del personale nel periodo estivo. Attualmente la situazione si sta normalizzando. Poste Italiane continuerà a monitorare la situazione in modo da poter intervenire tempestivamente». Così Gabriele Marocchi, responsabile regionale del Recapito di Poste Italiane, al tavolo provinciale sui disservizi postali, riunitosi il 19 settembre 2017 al Pirellino (Ufficio territoriale regionale) di Varese.
All'incontro, oltre Marocchi e la neoresponsabile del Recapito di Poste Italiane per la provincia di Varese Alessandra Laghi, erano presenti una ventina di sindaci, i referenti dell'Utr Augusto Conti e Ferruccio Maruca e un rappresentante dell'amministrazione provinciale.
SEGNALAZIONI DA 25 COMUNI
Villa Recalcati e amministrazioni comunali hanno portato al tavolo le segnalazioni raccolte da venticinque località nelle precedenti settimane. La maggior parte dei disservizi riguardava mancata consegna o ritardi, uffici aperti a giorni alterni, eccessive code agli sportelli e si è registrata nei periodi delle ferie estive. «Questo è un dato che ci preoccupa, ha dichiarato il consigliere provinciale Paolo Bertocchi, perché anche durante le ultime festività natalizie si era verificato il medesimo problema. Per i nostri cittadini sarebbe inaccettabile dover subire gli stessi disagi dal prossimo dicembre».
A Poste Italiane i pubblici amministratori hanno chiesto «un intervento puntuale e tempestivo per riportare la situazione alla normalità e, inoltre, la disponibilità alla nuova responsabile del Recapito provinciale di avere una linea diretta con i sindaci per affrontare in maniera concreta e rapida le criticità». Dal canto suo, Regione Lombardia ha ribadito che continuerà il costante monitoraggio e l'azione propositiva, in sinergia con Poste Italiane e in raccordo con la Provincia di Varese e i Comuni, «per dare risposte ai cittadini che lamentano difficoltà nei servizi di consegna della corrispondenza». 

Velate di Varese, restaurata la pensilina del tram

L’intervento sostenuto da FAI di Varese e Centro Culturale di Velate
dalla locandina del Fondo Ambiente Italiano
Pensilina del Tram di Velate Foto Laura Rampoldi  2016

A Velate di Varese, in via Adige 29, taglio del nastro sabato 5 novembre per la Pensilina del vecchio tram che portava alla Prima Cappella del Sacro Monte. La Delegazione FAI di Varese con la collaborazione del Centro Culturale di Velate ha curato il consolidamento conservativo e la messa in sicurezza della struttura insieme al recupero di una suggestiva traccia di un’epoca a rischio di oblio.
Il manufatto riparava dalle intemperie e dal sole i viaggiatori della rete tranviaria d’avanguardia che collegava Varese con i centri limitrofi Luino, Viggiù, Angera, Valcuvia, Ponte Tresa. L’esercizio della tramvia fu chiuso il 31 agosto 1953 e da allora la pensilina fu abbandonata.
Il manufatto di Velate è entrato di recente a far parte delle proprietà del FAI. Nel 2004 era risultato il bene più votato in provincia di Varese al secondo censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore”.
LAVORI
È stato rifatto completamente il tetto riutilizzando le tegole nere marsigliesi. Le perline sono state risistemate esattamente come erano un tempo, con i riquadri originari e con estrema cura filologica, senza intervenire sui graffiti d’epoca che l’adornano e che ci restituiscono il sapore di storie passate.
Il pavimento a boccette bianche e rosa che era in buona parte crollato è stato totalmente ricostruito recuperando le boccette originali. Sono state inoltre ripristinate le vecchie panchine ed è stata inserita una fontanella per l'acqua. 

Varese, contro l’anemia alimenti fortificati con nanoparticelle

La frontiera aperta da una ricerca di studiosi dell’Università degli Studi dell’Insubria e dell’Università di Cambridge
Uninsubria, Bossi e Gornati

Forse non è così lontano un supercibo contro l’anemia. In campo potrebbero arrivare alimenti fortificati con nanoparticelle di ferro. Una ricerca firmata da studiosi dell’Università dell’Insubria e di Cambridge, pubblicata il 12 settembre 2017 sulla rivista inglese Scientific Reports del gruppo Nature, rivela il possibile sviluppo di alimenti, integratori e farmaci fortificati con nanoparticelle di ferro per correggere diverse forme di anemia.
Lo studio è stato condotto nel Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita di Uninsubria e ha visto coinvolte due professoresse, Elena Bossi e Rosalba Gornati (nella foto da sinistra), responsabili dei laboratori di Fisiologia Cellulare e molecolare e di Biologia Cellulare, il direttore del Dipartimento, professor Giovanni Bernardini, e un dottorando in Medicina sperimentale e transazionale, Daniele Zanella.
I due gruppi Insubri hanno collaborato alla scoperta con il supporto di un gruppo di chimici dell’Università di Cambridge. Il sostegno finanziario è venuto dal Fondo di Ateneo per la Ricerca dell’Università dell’Insubria e dalla Fondazione Cariplo nell’ambito del bando di ricerca “Nanoparticles, nanotechnologies and ultrafine particles”.
«APPROCCIO PERCORRIBILE»
«Ancora oggi – spiega la professoressa Bossi - le forme di anemia da mancanza di ferro sono ampiamente diffuse per cause sia nutrizionali sia patologiche. La cura prevede nella maggior parte dei casi la somministrazione di ferro in forma ionica accompagnato da acido ascorbico per evitarne l’ossidazione e migliorarne l’assorbimento. Purtroppo spesso questa formulazione non può essere utilizzata come additivo fortificante aggiunto agli alimenti, in quanto ne altera considerevolmente le proprietà organolettiche.
«Utilizzando nanoparticelle di ferro, questa problematica – prosegue la professoressa Bossi - può essere risolta e la scoperta che le nanoparticelle sono in grado di attraversare direttamente la membrana plasmatica, senza incorrere nel sequestro da parte del comparto lisosomiale che ne ridurrebbe la disponibilità, apre nuove prospettive nella fortificazione dei cibi. Lo studio – conclude la scienziata - ha mostrato come questo nuovo approccio sia effettivamente percorribile e ne spiega la fattibilità grazie anche alla caratterizzazione chimico-fisica delle nanoparticelle fornita dai colleghi di Cambridge». 

Varese, tornano le castagne sotto il Sacro Monte

Il parassita cinipide sconfitto dall’insetto antagonista torimide
castagno Campo dei Fiori

Un altro successo della lotta biologica nel campo dell’agricoltura. A Varese il cinipide, parassita asiatico flagello dei castagneti, è stato debellato dal torimide, un insetto antagonista e, sotto il Sacro Monte, «i castanicoltori sono ritornati a vedere la luce dopo circa un lustro di buio». A rivelarlo è il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori.
Sotto il Sacro Monte gli ettari dedicati alle castagne sono venticinque e il cinipide ha infestato i boschi «con particolare ferocia». «Per colpa del parassita asiatico nei boschi del nord della nostra provincia, ha precisato Fiori, di castagne se ne sono raccolte ben poche. Oggi, invece, il problema sembra in via di risoluzione, grazie anche ai risultati della lotta biologica che abbiamo saputo mettere in atto».

Il torimide è un insetto, anche lui orientale, antagonista del cinipide. Distrugge le uova del cinipide e poi si autoestingue quando non ci sono più gli imenotteri di cui si nutre. «A causa del cinipide, erano sette anni che praticamente raccoglievamo poco o nulla — racconta Giacomo Piccinelli, giovane agricoltore ventitreenne con un castagneto di due ettari a Brinzio — Quest’anno, invece, le castagne nel Brinzio sembrano essere ufficialmente tornate». Dati incoraggianti arrivano anche dall’aumento dell’estensione dei boschi, che, sottolinea Coldiretti, in Lombardia negli ultimi dieci anni sono passati dai 385 ettari del 2006 ai quasi 900 attuali.
La castagna, “il pane dei poveri” d’un tempo, è per la montagna, come ricorda la Coldiretti, quello che la zucca è per la pianura: un frutto della terra che può essere usato in mille modi: dagli gnocchi ai dolci, dalla polenta alle confetture. Il miele di castagno è indicato per le infiammazioni della bocca e della gola. Dal punto di vista nutrizionale, la castagna, oltre a essere una riserva naturale di energia in vista dei freddi invernali, possiede anche sali minerali, ferro, vitamina B, fosforo e acido folico. I prezzi al dettaglio nella grande distribuzione per adesso oscillano, secondo la varietà, fra i 5 e gli 8 euro al chilo. 

Varese, da 16 Paesi mille ricercatori-atleti in gara all’Atomiade

A giugno 2018 gli impianti provinciali ospiteranno le Olimpiadi dei Centri di Ricerca Europei

Dall’8 al 10 giugno del 2018 Varese e la sua provincia saranno il campo di gara ideale per un migliaio di ricercatori-atleti provenienti da 16 paesi del Vecchio Continente. Nella Terra dei Laghi approderà, per la prima volta, l’Atomiade 2018, Olimpiadi delle Strutture di Ricerca Europee organizzata dal JRC di Ispra in collaborazione con la Camera di Commercio e Comune di Varese.
In una ventina di discipline sportive si confronteranno gli appartenenti all’Associazione delle comunità sportive degli istituti europei di ricerca (Asceri), che comprende circa quaranta istituti di ricerca di sedici Stati europei, non solo appartenenti all’Unione Europea. Dal 1973, ogni tre anni, manifestazioni invernali ed estive, di valenza non solo agonistica ma anche culturale e di convivialità, riuniscono all’insegna dello sport scienziati provenienti dalla Spagna alla Russia, dalla Svezia alla Svizzera. 

Lago di Varese, altri 4 milioni per il reticolo fognario

Obiettivo del nuovo stanziamento regionale velocizzare il processo di risanamento

Arrivano altri 4 milioni di euro per migliorare il reticolo fognario del lago di Varese. Il 16 novembre 2021 la giunta regionale della Lombardia, su proposta dell'assessore all'ambiente Raffaele Cattaneo, ha aggiornato l'accordo di collaborazione del'11 novembre 2019 con l'Ufficio d'Ambito territoriale ottimale della Provincia di Varese.
Al contributo di 3.615.000 euro già assegnato dal 2019 al 2021 sono stati aggiunti ulteriori 4.050.000, di cui 3.030.000 sul 2022 e 1.020.000 sul 2023. A dicembre 2023 dovrà essere predisposto e consegnato il rapporto finale delle opere svolte.
«Puntiamo con decisione alla protezione, al risanamento e al miglioramento degli ecosistemi acquatici» ha dichiarato Cattaneo. «L'Ufficio Ambito, avvalendosi di Alfa, gestore unico del servizio idrico integrato per la provincia di Varese, porterà avanti i lavori di collettamento e fognatura in tutti i comuni presenti nel bacino del lago, favorendo e velocizzandone in questo modo il processo di risanamento». 

Morazzone e la Via Francisca del Lucomagno nelle Giornate Fai per le scuole

Casa Macchi, Morazzone (VA), Foto FAI
Casa Macchi, Morazzone (VA), Foto FAI

Decima edizione da lunedì 22 a sabato 27 novembre  delle Giornate Fai per le scuole. A organizzarle il Fondo per l’Ambiente Italiano secondo l'impostazione delle sue Giornate di primavera e di autunno, uno degli appuntamenti più radicati che il FAI destina alla promozione del patrimonio italiano.
In tutte le regioni le delegazioni dei volontari organizzeranno visite speciali riservate alle classi “Amiche FAI”. Saranno gestite da studenti appositamente formati, gli Apprendisti Ciceroni, che nei panni di narratori accompagneranno le classi alla scoperta di luoghi identitari e dal valore storico, artistico, naturalistico. 
Per l’occasione il borgo di Morazzone (Varese) proporrà un percorso alla scoperta della sua storia millenaria. Il luogo è di grande importanza. È collocato lungo la Via Francisca del Lucomagno, collegamento tra Nordeuropa e mondo mediterraneo. Il percorso partirà dalla chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio, che conserva rare lapidi romane di epoca imperiale, e condurrà, attraverso monumenti risorgimentali e di pregio, davanti a casa Macchi, una delle più recenti acquisizioni del FAI. Si procederà quindi fino al monumento a Garibaldi, si incrocerà la casa del pittore seicentesco Pier Francesco Mazzuchelli, Il Morazzone, quindi itinerario fino alla chiesa di Santa Maria le cui origini risalgono al XV secolo. La breve camminata si concluderà al cantiere di casa Macchi, affascinante palazzotto liberty. Per informazioni sui beni aperti e per le prenotazioni delle visite, sito internet www.giornatefaiperlescuole.it 

Varese, scoperta sui meccanismi biochimici delle emozioni

Una ricerca condotta da Harvard Medical School (Usa) e Università dell’Insubria ha individuato il funzionamento del cervello nella trasmissione delle emozioni e, in particolare, della paura
Via Dunant

C'è anche profumo prealpino in una scoperta sul cervello condotta sotto il cielo "yankee". L’Università dell’Insubria di Varese ha contribuito alla individuazione del meccanismo biochimico alla base della neurotrasmissione in una specifica regione del cervello, quella che gestisce le emozioni e in particolare la paura.
In una ricerca nata dalla collaborazione con la Harvard Medical School di Belmont (Boston) il Laboratorio di Post-genomica funzionale e ingegneria proteica del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita ha approfondito i meccanismi biochimici che regolano il funzionamento del cervello. Lo studio, pubblicato il 23 aprile dalla rivista statunitense Nature Communication, ha chiarito l’importanza e il ruolo di due molecole, la D-serina e la glicina, che sono implicate nell’attivazione dei recettori NMDA e quindi in una serie di funzioni fondamentali del cervello, tra le quali l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria.
I risultati indicano il grado di eccellenza dei ricercatori dell’Università dell’Insubria nel settore delle biotecnologie applicate alle neuroscienze e, più in generale, alla salute umana. Gli scienziati si sono concentrati sull’amigdala, una zona del cervello importante per gestire le emozioni e specialmente la paura. Hanno scoperto che in condizioni “normali” il ruolo principale di modulatore del recettore NMDA lo svolge la D-serina, mentre, all’aumentare dello stato di eccitazione delle sinapsi, la stessa funzione è svolta dalla glicina.
Le ricerche sono state possibili grazie alla messa a punto di specifici sistemi analitici. La dottoressa Silvia Sacchi e il professor Loredano Pollegioni del Centro di ricerca interuniversitario “The Protein Factory” hanno sviluppato, mediante tecniche di ingegneria proteica, enzimi in grado di riconoscere efficientemente e selettivamente i diversi neuromodulatori.
«Definire i meccanismi che concorrono alla regolazione dell’attività di questi recettori è fondamentale per comprendere il funzionamento del cervello e per studiare malattie neurologiche e psichiatriche» spiega il professor Pollegioni. «La capacità di memorizzare, i sentimenti che proviamo, il perché un certo evento susciti in ciascuno di noi una determinata emozione sono processi regolati da precisi fenomeni biochimici. Chiarire il ruolo dei neuromodulatori, ossia le molecole che agiscono su diverse regioni del cervello rendendoci quello che siamo, ci aiuterà a capire questo organo e a trovare nuove terapie per pazienti affetti da importanti patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il dolore neuropatico». 

Varese, pandemie tra storie e leggende

Ne parlerà Renzo Dionigi venerdì 19 novembre 2021
locandina Match it Now

Un viaggio estemporaneo di aneddoti storici sulle pandemie e testimonianze pittoriche. È la conferenza di Renzo Dionigi, già rettore dell'Università degli studi dell'Insubria, in programma venerdì 19 novembre 2021 (ore 18.30) al Grand Hotel Palace di Varese. Filo conduttore, il tema «Non è la prima volta-Epidemie e pandemie: storie, leggende e immagini».
L'incontro è organizzato da A. Bandirali e Y. Crutzen-Associazione Culturale Europea Ccr Ispra con la collaborazione di Circolo degli artisti di Varese, Fondazione del Varesotto per l'ambiente il territorio e la coesione sociale, Fondazione Minoprio. Sono obbligatorie la prenotazione tramite mail o whatsapp e la presentazione del green pass. Prenotazione: yves.crutzen@gmail.com; whatsapp: 333 5359987. Dopo la conferenza sarà possibile cenare al ristorante dell’Hotel Palace al prezzo convenzionato di euro 25.

Fondazione comunitaria del Varesotto, statue, dipinti e anche fossili del Triassico tra i “tesori nascosti” verso il restauro

Nell’autunno 2022 le opere saranno protagoniste di una mostra al Castello di Masnago
Nella foto Fondazione comunitaria del Varesotto, Gaudenzio Ferrari “L’Eterno Padre in gloria” 1546

Centomila euro di stanziamento e una dozzina di progetti legati ad arte sacra e altri manufatti. Sono il frutto del bando “Tesori nascosti” di Fondazione comunitaria del Varesotto, istituzione filantropica attiva dal 2002 che ogni anno finanzia con contributi a fondo perduto più di trecento progetti per un totale di oltre 1,6 milioni di euro. Obiettivo del bando – spiega il presidente Maurizio Ampollini – «non era solo quello di recuperare le opere attraverso il restauro, ma di favorirne la promozione e la fruizione attraverso una mostra e delle azioni specifiche che saranno messe in campo dai beneficiari dei contributi. In questo modo restituiamo alle comunità la possibilità di godere dei tesori presenti sul territorio. Un grazie particolare per quanto fatto lo dobbiamo ai Musei Civici di Varese, ma anche alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e all’Ufficio Beni Culturali della Diocesi. Tutti attori con i quali nei prossimi mesi proseguirà il nostro lavoro al fine di arrivare all’allestimento di una mostra al Castello di Masnago».
Per le opere (quadri, statue lignee, stendardi e anche fossili di più aree della provincia) si avviano dunque restauri di alta professionalità che saranno accompagnati da schedature e materiali di studio, in modo da favorirne la fruizione nel tempo. Una particolarità interessante e propositiva: per tutti i progetti è stata prevista la “clausola mecenate”, cioé la possibilità di ottenere il raddoppio del contributo da parte di Fcva nel caso in cui si riesca a raccogliere una consistente somma di donazioni scaturite dalla alleanza con uno o più mecenati.
Località e opere
Arsago Seprio. Crocefisso ligneo intagliato a tutto tondo, dorato e policromo conservato nella sacrestia della chiesa parrocchiale. Cassano Magnago. Stendardo processionale di San Giulio del 1898. Golasecca. Statua lignea del Cristo del Lazzaretto. Gorla Minore, Collegio Rotondi. Dipinto su tela raffigurante San Tommaso d'Aquino. Venegono, parrocchia S. Giacomo e Filippo. Statua lignea Madonna con Bambino della seconda metà del '700. Azzate. Due dipinti a olio su tavola del pittore Callisto Piazza (secolo XVI) conservati nella parrocchia Natività di S. Maria Vergine. Porto Valtravaglia. Crocifisso ligneo del XIX secolo e copertura, sempre lignea, del fonte battesimale. Castello Cabiaglio. Quattro reliquiari seicenteschi in legno, antropomorfi decorati e dorati. Gallarate. Arazzo settecentesco del patrono San Cristoforo e stendardo con la circoncisione di Gesù. Saronno. ”Eterno Padre in Gloria” di Gaudenzio Ferrari (1536). Varese. Santa Lucia, dipinto ospitato in chiesta di Santo Stefano a Velate. Tra i tesori nascosti anche tre reperti paleontologici - i fossili di due ittiosauri e di un pesce databili al Triassico Medio - conservati nel Museo civico dei Fossili di Besano.  

Nella foto Fondazione comunitaria del Varesotto, Gaudenzio Ferrari “L’Eterno Padre in gloria” 1546

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