Edizione n. 28 di mercoledì 5 agosto 2020

Varese

Varese, faccia a faccia tra sindaci e società sui disservizi postali

L’incontro, sollecitato dalla Provincia, si è tenuto al Pirellino

«I problemi verificatisi nei mesi di luglio e agosto sono dovuti a temporanee difficoltà legate all'individuazione del personale nel periodo estivo. Attualmente la situazione si sta normalizzando. Poste Italiane continuerà a monitorare la situazione in modo da poter intervenire tempestivamente». Così Gabriele Marocchi, responsabile regionale del Recapito di Poste Italiane, al tavolo provinciale sui disservizi postali, riunitosi il 19 settembre 2017 al Pirellino (Ufficio territoriale regionale) di Varese.
All'incontro, oltre Marocchi e la neoresponsabile del Recapito di Poste Italiane per la provincia di Varese Alessandra Laghi, erano presenti una ventina di sindaci, i referenti dell'Utr Augusto Conti e Ferruccio Maruca e un rappresentante dell'amministrazione provinciale.
SEGNALAZIONI DA 25 COMUNI
Villa Recalcati e amministrazioni comunali hanno portato al tavolo le segnalazioni raccolte da venticinque località nelle precedenti settimane. La maggior parte dei disservizi riguardava mancata consegna o ritardi, uffici aperti a giorni alterni, eccessive code agli sportelli e si è registrata nei periodi delle ferie estive. «Questo è un dato che ci preoccupa, ha dichiarato il consigliere provinciale Paolo Bertocchi, perché anche durante le ultime festività natalizie si era verificato il medesimo problema. Per i nostri cittadini sarebbe inaccettabile dover subire gli stessi disagi dal prossimo dicembre».
A Poste Italiane i pubblici amministratori hanno chiesto «un intervento puntuale e tempestivo per riportare la situazione alla normalità e, inoltre, la disponibilità alla nuova responsabile del Recapito provinciale di avere una linea diretta con i sindaci per affrontare in maniera concreta e rapida le criticità». Dal canto suo, Regione Lombardia ha ribadito che continuerà il costante monitoraggio e l'azione propositiva, in sinergia con Poste Italiane e in raccordo con la Provincia di Varese e i Comuni, «per dare risposte ai cittadini che lamentano difficoltà nei servizi di consegna della corrispondenza». 

Velate di Varese, restaurata la pensilina del tram

L’intervento sostenuto da FAI di Varese e Centro Culturale di Velate
dalla locandina del Fondo Ambiente Italiano
Pensilina del Tram di Velate Foto Laura Rampoldi  2016

A Velate di Varese, in via Adige 29, taglio del nastro sabato 5 novembre per la Pensilina del vecchio tram che portava alla Prima Cappella del Sacro Monte. La Delegazione FAI di Varese con la collaborazione del Centro Culturale di Velate ha curato il consolidamento conservativo e la messa in sicurezza della struttura insieme al recupero di una suggestiva traccia di un’epoca a rischio di oblio.
Il manufatto riparava dalle intemperie e dal sole i viaggiatori della rete tranviaria d’avanguardia che collegava Varese con i centri limitrofi Luino, Viggiù, Angera, Valcuvia, Ponte Tresa. L’esercizio della tramvia fu chiuso il 31 agosto 1953 e da allora la pensilina fu abbandonata.
Il manufatto di Velate è entrato di recente a far parte delle proprietà del FAI. Nel 2004 era risultato il bene più votato in provincia di Varese al secondo censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore”.
LAVORI
È stato rifatto completamente il tetto riutilizzando le tegole nere marsigliesi. Le perline sono state risistemate esattamente come erano un tempo, con i riquadri originari e con estrema cura filologica, senza intervenire sui graffiti d’epoca che l’adornano e che ci restituiscono il sapore di storie passate.
Il pavimento a boccette bianche e rosa che era in buona parte crollato è stato totalmente ricostruito recuperando le boccette originali. Sono state inoltre ripristinate le vecchie panchine ed è stata inserita una fontanella per l'acqua. 

Varese, contro l’anemia alimenti fortificati con nanoparticelle

La frontiera aperta da una ricerca di studiosi dell’Università degli Studi dell’Insubria e dell’Università di Cambridge
Uninsubria, Bossi e Gornati

Forse non è così lontano un supercibo contro l’anemia. In campo potrebbero arrivare alimenti fortificati con nanoparticelle di ferro. Una ricerca firmata da studiosi dell’Università dell’Insubria e di Cambridge, pubblicata il 12 settembre 2017 sulla rivista inglese Scientific Reports del gruppo Nature, rivela il possibile sviluppo di alimenti, integratori e farmaci fortificati con nanoparticelle di ferro per correggere diverse forme di anemia.
Lo studio è stato condotto nel Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita di Uninsubria e ha visto coinvolte due professoresse, Elena Bossi e Rosalba Gornati (nella foto da sinistra), responsabili dei laboratori di Fisiologia Cellulare e molecolare e di Biologia Cellulare, il direttore del Dipartimento, professor Giovanni Bernardini, e un dottorando in Medicina sperimentale e transazionale, Daniele Zanella.
I due gruppi Insubri hanno collaborato alla scoperta con il supporto di un gruppo di chimici dell’Università di Cambridge. Il sostegno finanziario è venuto dal Fondo di Ateneo per la Ricerca dell’Università dell’Insubria e dalla Fondazione Cariplo nell’ambito del bando di ricerca “Nanoparticles, nanotechnologies and ultrafine particles”.
«APPROCCIO PERCORRIBILE»
«Ancora oggi – spiega la professoressa Bossi - le forme di anemia da mancanza di ferro sono ampiamente diffuse per cause sia nutrizionali sia patologiche. La cura prevede nella maggior parte dei casi la somministrazione di ferro in forma ionica accompagnato da acido ascorbico per evitarne l’ossidazione e migliorarne l’assorbimento. Purtroppo spesso questa formulazione non può essere utilizzata come additivo fortificante aggiunto agli alimenti, in quanto ne altera considerevolmente le proprietà organolettiche.
«Utilizzando nanoparticelle di ferro, questa problematica – prosegue la professoressa Bossi - può essere risolta e la scoperta che le nanoparticelle sono in grado di attraversare direttamente la membrana plasmatica, senza incorrere nel sequestro da parte del comparto lisosomiale che ne ridurrebbe la disponibilità, apre nuove prospettive nella fortificazione dei cibi. Lo studio – conclude la scienziata - ha mostrato come questo nuovo approccio sia effettivamente percorribile e ne spiega la fattibilità grazie anche alla caratterizzazione chimico-fisica delle nanoparticelle fornita dai colleghi di Cambridge». 

Varese, oltre 2.8 milioni per viadotti e cavalcavia

Finanziamento regionale di 54 milioni per la manutenzione straordinaria di ponti su strade provinciali

Assegnati alla Provincia di Varese 2.826.500 euro per la sistemazione di viadotti e cavalcavia. Il finanziamento fa parte dei 54 milioni stanziati il 15 luglio 2020 dalla giunta regionale per la manutenzione straordinaria dei ponti che insistono sulle strade provinciali. Il provvedimento si aggiunge ai 3,7 milioni stanziati in precedenza per il monitoraggio dei ponti stessi e ai 50 milioni messi in campo per la sistemazione delle strade provinciali.
La delibera include un elenco di 92 interventi sui ponti di prossima attuazione (programmazione 2021/2023) indicati dalle Province e finanziati con una prima tranche di 24 milioni di euro sui 54 complessivi. I restanti 30 milioni di euro saranno utilizzati per il programma di interventi 2024/2026. L'elenco include 92 interventi sui ponti di prossima attuazione (programmazione 2021/2023) indicati dalle Province e finanziati con una prima tranche di 24 milioni di euro sui 54 complessivi. I restanti 30 milioni di euro saranno utilizzati per il programma di interventi 2024/2026.

PONTI VARESE
Lo stanziamento regionale complessivo a favore della Provincia di Varese per la manutenzione straordinaria dei ponti ammonta a 2.826.500 euro (2021-2026).
Di seguito i primi 15 interventi sui ponti cofinanziati da Regione (triennio 2021-2023) per un totale di 807.500 euro, in provincia di Varese. Con indicazione della città, della strada di riferimento, il costo complessivo dell'intervento e l'importo stanziato da Regione Lombardia (2021-2023). Nel triennio 2021-2023 le opere di messa in sicurezza dei manufatti provinciali ammontano a 1.300.000 euro, di cui 807.500 euro di finanziamento regionale.
- ALBIZZATE, Sp 26 'Albizzate-Gallarate dei Castelli dell'Arno', 60.000 euro, 30.000 euro;
- AZZATE, Sp 36 'Ispra-Varese della Val Bossa', 60.000 euro, 30.000 euro;
- BODIO LOMNAGO, Sp 36 'Ispra-Varese della Val Bossa', 60.000 euro, 30.000 euro;
- BUGUGGIATE, Sp 1 'Cocquio Trevisago-Buguggiate', 100.000 euro, 75.000 euro;
- BUGUGGIATE, Sp 1 'Cocquio Trevisago-Buguggiate', 100.000 euro,75.000 euro;
- CANTELLO, Sp 3 'Ponte di Vedano-Valico Ligornetto', 50.000 euro, 37.500 euro;
- CANTELLO, Sp 3 'Ponte di Vedano-Valico Ligornetto', 50.000 euro, 37.500 euro;
- CANTELLO, Sp 3 'Ponte di Vedano-Valico Ligornetto', 80.000 euro, 60.000 euro;
- CANTELLO, Sp 3 U1 'Ponte di Vedano-Valico Ligornetto' valico commerciale, 150.000 euro, 112.500 euro;
- CANTELLO, Sp 3U2 'Ponte di Vedano-Valico Ligornetto' valico turistico, 100.000 euro, 75.000 euro;
- CAZZAGO, Sp 36 'Ispra-Varese della Val Bossa', 60.000 euro, 30.000 euro;
- CUASSO AL MONTE, Sp 29 'dell'Alpe tedesco', 150.000 euro,75.000 euro;
- SOMMA LOMBARDO, Sp 27 'della civiltà di Golasecca', 150.000 euro, 75.000 euro;
- TRADATE, Sp 19 'Castelnuovo Bozzente-Castellanza della Cerrina', 70.000 euro, 35.000 euro;
- VERGIATE, Sp 17 'del buon cammino', 60.000 euro, 30.000 euro. 

Varese, tornano le castagne sotto il Sacro Monte

Il parassita cinipide sconfitto dall’insetto antagonista torimide
castagno Campo dei Fiori

Un altro successo della lotta biologica nel campo dell’agricoltura. A Varese il cinipide, parassita asiatico flagello dei castagneti, è stato debellato dal torimide, un insetto antagonista e, sotto il Sacro Monte, «i castanicoltori sono ritornati a vedere la luce dopo circa un lustro di buio». A rivelarlo è il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori.
Sotto il Sacro Monte gli ettari dedicati alle castagne sono venticinque e il cinipide ha infestato i boschi «con particolare ferocia». «Per colpa del parassita asiatico nei boschi del nord della nostra provincia, ha precisato Fiori, di castagne se ne sono raccolte ben poche. Oggi, invece, il problema sembra in via di risoluzione, grazie anche ai risultati della lotta biologica che abbiamo saputo mettere in atto».

Il torimide è un insetto, anche lui orientale, antagonista del cinipide. Distrugge le uova del cinipide e poi si autoestingue quando non ci sono più gli imenotteri di cui si nutre. «A causa del cinipide, erano sette anni che praticamente raccoglievamo poco o nulla — racconta Giacomo Piccinelli, giovane agricoltore ventitreenne con un castagneto di due ettari a Brinzio — Quest’anno, invece, le castagne nel Brinzio sembrano essere ufficialmente tornate». Dati incoraggianti arrivano anche dall’aumento dell’estensione dei boschi, che, sottolinea Coldiretti, in Lombardia negli ultimi dieci anni sono passati dai 385 ettari del 2006 ai quasi 900 attuali.
La castagna, “il pane dei poveri” d’un tempo, è per la montagna, come ricorda la Coldiretti, quello che la zucca è per la pianura: un frutto della terra che può essere usato in mille modi: dagli gnocchi ai dolci, dalla polenta alle confetture. Il miele di castagno è indicato per le infiammazioni della bocca e della gola. Dal punto di vista nutrizionale, la castagna, oltre a essere una riserva naturale di energia in vista dei freddi invernali, possiede anche sali minerali, ferro, vitamina B, fosforo e acido folico. I prezzi al dettaglio nella grande distribuzione per adesso oscillano, secondo la varietà, fra i 5 e gli 8 euro al chilo. 

Varese, da 16 Paesi mille ricercatori-atleti in gara all’Atomiade

A giugno 2018 gli impianti provinciali ospiteranno le Olimpiadi dei Centri di Ricerca Europei

Dall’8 al 10 giugno del 2018 Varese e la sua provincia saranno il campo di gara ideale per un migliaio di ricercatori-atleti provenienti da 16 paesi del Vecchio Continente. Nella Terra dei Laghi approderà, per la prima volta, l’Atomiade 2018, Olimpiadi delle Strutture di Ricerca Europee organizzata dal JRC di Ispra in collaborazione con la Camera di Commercio e Comune di Varese.
In una ventina di discipline sportive si confronteranno gli appartenenti all’Associazione delle comunità sportive degli istituti europei di ricerca (Asceri), che comprende circa quaranta istituti di ricerca di sedici Stati europei, non solo appartenenti all’Unione Europea. Dal 1973, ogni tre anni, manifestazioni invernali ed estive, di valenza non solo agonistica ma anche culturale e di convivialità, riuniscono all’insegna dello sport scienziati provenienti dalla Spagna alla Russia, dalla Svezia alla Svizzera. 

Varese, scoperta sui meccanismi biochimici delle emozioni

Una ricerca condotta da Harvard Medical School (Usa) e Università dell’Insubria ha individuato il funzionamento del cervello nella trasmissione delle emozioni e, in particolare, della paura
Via Dunant

C'è anche profumo prealpino in una scoperta sul cervello condotta sotto il cielo "yankee". L’Università dell’Insubria di Varese ha contribuito alla individuazione del meccanismo biochimico alla base della neurotrasmissione in una specifica regione del cervello, quella che gestisce le emozioni e in particolare la paura.
In una ricerca nata dalla collaborazione con la Harvard Medical School di Belmont (Boston) il Laboratorio di Post-genomica funzionale e ingegneria proteica del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita ha approfondito i meccanismi biochimici che regolano il funzionamento del cervello. Lo studio, pubblicato il 23 aprile dalla rivista statunitense Nature Communication, ha chiarito l’importanza e il ruolo di due molecole, la D-serina e la glicina, che sono implicate nell’attivazione dei recettori NMDA e quindi in una serie di funzioni fondamentali del cervello, tra le quali l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria.
I risultati indicano il grado di eccellenza dei ricercatori dell’Università dell’Insubria nel settore delle biotecnologie applicate alle neuroscienze e, più in generale, alla salute umana. Gli scienziati si sono concentrati sull’amigdala, una zona del cervello importante per gestire le emozioni e specialmente la paura. Hanno scoperto che in condizioni “normali” il ruolo principale di modulatore del recettore NMDA lo svolge la D-serina, mentre, all’aumentare dello stato di eccitazione delle sinapsi, la stessa funzione è svolta dalla glicina.
Le ricerche sono state possibili grazie alla messa a punto di specifici sistemi analitici. La dottoressa Silvia Sacchi e il professor Loredano Pollegioni del Centro di ricerca interuniversitario “The Protein Factory” hanno sviluppato, mediante tecniche di ingegneria proteica, enzimi in grado di riconoscere efficientemente e selettivamente i diversi neuromodulatori.
«Definire i meccanismi che concorrono alla regolazione dell’attività di questi recettori è fondamentale per comprendere il funzionamento del cervello e per studiare malattie neurologiche e psichiatriche» spiega il professor Pollegioni. «La capacità di memorizzare, i sentimenti che proviamo, il perché un certo evento susciti in ciascuno di noi una determinata emozione sono processi regolati da precisi fenomeni biochimici. Chiarire il ruolo dei neuromodulatori, ossia le molecole che agiscono su diverse regioni del cervello rendendoci quello che siamo, ci aiuterà a capire questo organo e a trovare nuove terapie per pazienti affetti da importanti patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il dolore neuropatico». 

Tourist Angels, da aprile a ottobre duecento studenti a fianco dei turisti

Nel progetto di Camera di Commercio, Ufficio scolastico e Regione Lombardia impegnati anche ragazzi degli istituti luinesi

Ci saranno anche ragazzi delle scuole luinesi tra i duecento studenti che, dal 1° aprile al 1° ottobre, collaboreranno a informare e assistere i turisti negli infopoint della rete provinciale, sviluppare i contenuti sui canali social, affiancare le guide durante visite e attività all’aria aperta.
Sono i Tourist Angels, nati da un progetto sostenuto da Camera di commercio e Ufficio scolastico territoriale di Varese e Regione Lombardia. Lo hanno presentato il 6 marzo a Varese il presidente della Camera di commercio Giuseppe Albertini, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Claudio Merletti e il governatore Roberto Maroni insieme con il suo assessore allo sviluppo economico Mauro Parolini.
DISTRIBUZIONE SUL TERRITORIO
Nell'infopoint di Varese saranno impegnati i ragazzi del locale Liceo Manzoni, mentre al Sacro Monte opereranno gli allievi dell'Isis Daverio-Casula varesino e degli istituti Geymonat e Marie Curiei di Tradate.
A Laveno Mombello, nel punto informativo comunale gestito dalla Strada dei Sapori delle Valli Varesine, ci saranno gli studenti dell'Istituto Stein di Gavirate e del Liceo Sereni di Luino.
A Luino le ragazze e i ragazzi dell'Isis Volonté saranno presenti sia nell'infopoint comunale sia in quello diffuso dove è attiva la collaborazione della Canottieri Luino.
A Sesto Calende ci saranno gli allievi dell'Istituto Gadda-Rosselli di Gallarate e quelli del Della Chiesa proprio di Sesto Calende.
A Porto Ceresio saranno impegnati alcuni studenti dell'Isis Valceresio di Bisuschio con altri loro compagni che opereranno nell'infopoint di Lavena Ponte Tresa.
Per il Basso Varesotto, infine, nel progetto è coinvolta Volandia, dove le informazioni saranno fornite dagli allievi dell'Istituto Tosi di Busto Arsizio e del Gadda-Rosselli di Gallarate.
FORMAZIONE
Prima di entrare in azione i Tourist Angels - con le loro magliette e i loro cappellini marchiati #DoYopuLake?e InLombardia - riceveranno una formazione incentrata su due temi: l'inquadramento turistico territoriale, con indicazioni anche in inglese fornite da guide locali, e lo sviluppo e la gestione della multicanalità sui social network, con il coinvolgimento di Explora, la Destination management organization di Regione Lombardia. 

Varese, diventa virtuale la mostra «Mario Luzi e la letteratura latinoamericana»

La presentazione animata curata da Rosanna Pozzi
Mario Luzi, foto Uninsubria

Pannello dopo pannello, sulle orme del saggio «Cronache dell’altro mondo» di Stefano Verdino scorrono alcune tra le più significative recensioni di Mario Luzi ai romanzi di Varga Llosa, Josè Maria Arguedas, Sábato, nonché a Borges, narratore e poeta. È la presentazione animata digitale della mostra «Mario Luzi e la letteratura latinoamericana» creata da Rosanna Pozzi, insegnante di liceo e cultrice della materia nel corso di Scienze della comunicazione dell’Università dell'Insubria.
La mostra era stata anticipata nel maggio 2018 alla Galleria Boragno di Busto Arsizio e sarebbe dovuta approdare nell’agosto 2020 in Perù, all’Istituto Italiano di Lima, con la collaborazione dell’ufficio Relazioni internazionali dell’Universidad Católica Sedes Sapientiae. L’evento è stato rimandato per la pandemia e ora la rassegna è diventata virtuale con il patrocinio dell’Università dell’Insubria e del suo International research center for local histories and cultural diversities, diretto da Gianmarco Gaspari.

Nel 1967 Luzi recensiva, primo in Italia, il capolavoro del futuro Nobel Gabriel García Marquez «Cent’anni di solitudine», oggi pietra miliare della letteratura universale, e le sue parole «la cultura crea ponti, elimina distanze, avvicina l’ignoto, rende noto il lontano» aiutano a cogliere lo spirito della iniziativa, che si può vedere sul sito del centro Storie locali dell’Insubria (https://www.cslinsubria.it/index.php/iniziative/mostre.html). «Questa mostra - osserva Gianmarco Gaspari - rende omaggio alla grandezza di una letteratura che ha rivitalizzato la narrativa e valorizza un tema di grande attualità: il dialogo interculturale tra popoli e tradizioni diverse, a partire dall’interesse e dalla conoscenza di una cultura e letteratura altra rispetto a quella di appartenenza».
•Nella foto Uninsubria: Mario Luzi

Varese, scoperta sui tumori da virus

Premio internazionale a una ricerca condotta dall’équipe del professor Roberto Accolla nell’Università dell’Insubria

L’argomento è molto tecnico, ma di portata, per tutti, immediatamente percepibile. Nel campo della lotta ai tumori la scienza progredisce a passi da gigante e una recente scoperta di studiosi varesini aggiunge un altro mattone alla costruzione di un futuro pieno di risultati. A Varese l’Università dell’Insubria ha effettuato una ricerca che a Tokio, il 10 marzo 2017, ha riscosso il riconoscimento del 18° Congresso mondiale della International Retrovirology Association per il professor Roberto Accolla, ordinario di Patologia generale.
Il gruppo diretto da Accolla - e in particolare il dottorando di Medicina sperimentale e traslazionale Marco Baratella e la ricercatrice del laboratorio di Patologia generale e Immunologia Greta Forlani - ha dimostrato che la proteina virale HBZ è espressa specificamente nel citoplasma delle cellule dei pazienti con Paraparesi Spastica Tropicale, mentre non è espressa o si localizza in altre sedi in tutti gli altri soggetti infettati dal virus, inclusi i pazienti leucemici.
SCOPERTA
<Il riconoscimento - spiega Accolla - è stato attribuito per la nostra recente scoperta, pubblicata nella rivista scientifica PLoS NTD, riguardante l’espressione differenziale e la localizzazione subcellulare della proteina oncogenica HBZ del virus HTLV-1 in pazienti infetti. Il virus HTLV-1, il primo retrovirus oncogeno umano scoperto agli inizi degli anni ’80, ha infettato attualmente più di 20 milioni di persone al mondo ed è l’agente causale, nel 5-7% dei soggetti infettati, di una leucemia delle cellule linfocitarie T umane nell’adulto allo stato ancora intrattabile da un punto di vista clinico e letale in pochi mesi>.
Secondo il professor Accolla, <gli effetti dell’infezione da parte del retrovirus HTLV-1 si fanno sentire anche sul sistema nervoso producendo nel 4-5% dei soggetti infettati una sindrome infiammatoria cronica altamente debilitante, anch’essa dall’esito infausto, che prende il nome di Paraparesi Spastica Tropicale o TSP perché molto diffusa nelle regioni tropicali e nella regione subsahariana>.
RILEVANZA
Quale la portata della ricerca? <La scoperta – ha precisato Accolla - rappresenta la prima dimostrazione dell’esistenza di un marcatore a localizzazione definita nella malattia neurologica e permette quindi di formulare la diagnosi di Paraparesi Spastica Tropicale indotta da virus in maniera precisa e specifica>.
Non è tutto. <Il fatto di avere a disposizione questo criterio diagnostico molecolare e cellulare - continua la spiegazione - ci permetterà di comprendere meglio la patogenesi della malattia e di definire molto più precocemente l’evoluzione dell’infezione verso la sindrome neurologica invalidante, dandoci quindi la possibilità di approntare in un futuro prossimo mezzi terapeutici più appropriati per interrompere o ritardare in maniera significativa la malattia stessa>.

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