Edizione n.6 di mercoledì 19 febbraio 2020

Prima pagina

Como-Bollate-Varese-Opera, “Cucinare al fresco” diventa anche un percorso di vita

Si allarga la raccolta di ricette realizzate dietro alle sbarre da quattro gruppi di reclusi
magazine "Cucinare al fresco"

È partita due anni fa dal “Mandato di cottura” nel carcere del Bassone di Como. Poi è entrata con il “Diario dei sapori” nelle carceri di Bollate, per approdare a Varese con “Assapori(amo) la libertà” fino alle “Mani in pasta” di Opera e nelle ultime settimane in tutti gli istituti penitenziari italiani. È la raccolta di ricette realizzate rigorosamente dietro alle sbarre da quattro gruppi di reclusi con i rispettivi laboratori accomunati dal progetto “Cucinare al fresco”.
Il suo successo ha portato, a inizio 2020, alla firma tra il Provveditorato regionale della Lombardia, il direttore del carcere di Como e l'ideatrice del progetto Arianna Augustoni di un protocollo per sviluppare l'iniziativa nel maggior numero di istituti della Penisola. La redazione del magazine rimarrà a Como, ma, attraverso il passaparola, da tutte le carceri italiane sarà possibile inviare alla redazione comasca il proprio contributo.
L’iniziativa è stata presentata il 4 febbraio 2020 a Milano, a Palazzo Pirelli, alla presenza, oltre ad Arianna Augustoni, del presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, del difensore regionale e garante dei detenuti Carlo Lio, del provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria Pietro Buffa e del direttore del carcere del Bassone di Como Fabrizio Rinaldi (nella foto).
«UN SORRISO DIETRO LE SBARRE»
Dagli ingredienti del carrello a quelli della spesa, passando da quanto entra in carcere dall'esterno, il ricettario e il magazine sono un percorso di vita e di speranza. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie al contributo della Eye Communication con Alessandro Tommasi e Giuseppe Bevilacqua, anch'essi impegnati, come Arianna Augustoni, a titolo di volontariato, «perché tutti quanti vogliamo portare un sorriso dietro alle sbarre».
Nelle ventiquattro pagine del magazine, giunto questo mese al suo terzo numero, si trovano suggerimenti interessanti, idee veloci e sfiziose da servire in tavola per ogni occasione. Non mancano ricette che appartengono alla cucina del Niger o delle Filippine, mentre il cous cous marocchino si confronta con quello tunisino. «I piatti e le pietanze contenute in queste pagine, pur cucinate in spazi ristretti e con fornelletti da campeggio, non hanno certo nulla da invidiare a quelli proposti dai master chef» è stato il commento del presidente Fermi. 

Lago Maggiore, «Con innalzamento a 1,50 metri effetti negativi bloccati»

Questa la valutazione del Consorzio del Ticino sulla posizione del ministero dell’Ambiente sulla regolazione del livello

E’ giunta ai primi di novembre la risposta ufficiale del ministero dell’Ambiente all’interrogazione presentata in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati dai parlamentari PD Francesco Prina ed Enrico Borghi. Alla richiesta d’innalzamento del livello del Verbano a +1,50 metri durante tutto l’anno, il Dicastero (vedi ilcorrieredelverbano.it del 9 novembre 2016) ha ribadito che qualsiasi modifica sarà subordinata all’esito della sperimentazione quinquennale di un nuovo livello di regolazione estiva del Lago Maggiore, approvata nel maggio 2015 dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po.

TRE FASI DI SPERIMENTAZIONE
La sperimentazione, come pubblica il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi, prevede tre fasi. Sino al 15 settembre 2017 il livello sarà mantenuto a +1,25 metri; alla fine dell’anno si valuterà la possibilità di innalzare il livello a +1,30 metri (dal marzo 2018) e solo in seguito sulla base dei rilievi effettuati si potrà procedere eventualmente, negli anni 2019-2020, ad un aumento sino a +1,50 metri.
RAPPORTO SEMESTRALE
Di inizio novembre è anche il rapporto semestrale trasmesso al ministero dal Consorzio del Ticino, che attesta quanto già l’innalzamento del livello a +1,25 metri della regolazione estiva abbia dato respiro alle utenze a fine estate.
L’Ente regolatore del Lago Maggiore ribadisce che l’ulteriore innalzamento del livello a +1,50 metri permetterebbe di limitare sensibilmente ogni effetto negativo. 

Milano, inaugurata la Tangenziale Est Esterna A58

A Vizzolo Predabissi (Milano), sabato 16 maggio, è stata ufficialmente aperta al traffico la Tangenziale est esterna di Milano (Teem A58). Alla cerimonia sono intervenuti i presidenti dell’assemblea, Raffaele Cattaneo, e della giunta della Regione Lombardia, Roberto Maroni.
La nuova tangenziale permette una connessione più rapida con l'A1 (Milano-Napoli) e l'A4 (Torino-Trieste) e attraverso il cosiddetto “Arco” si connette con l'Autostrada A35 Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi). L’intervento segna la realizzazione di tutte le grandi opere programmate dalla Regione Lombardia per Expo.
Dopo la Brebemi, inaugurata il 23 luglio 2014 (manca ancora il collegamento con Brescia), sono stati messi in esercizio il primo lotto della Zara-Expo e la Rho-Monza, la tratta A e la Tangenziale di Varese della Pedemontana Lombarda (gennaio 2015) e il Collegamento A8-Molino Dorino “Ponte Expo” (30 aprile 2015). Sabato 23 maggio sarà la volta della tangenziale di Como e, successivamente, della tratta B1 della Pedemontana.
Secondo l’assessore regionale Alessandro Sorte, la Teem dovrebbe decongestionare sensibilmente il traffico della vecchia Tangenziale Est di Milano, «una delle arterie più trafficate della Lombardia».
La vecchia Tangenziale Est di Milano ha una portata di 150.000 veicoli al giorno. L'arco Teem già in esercizio oggi fa marciare 20.000 veicoli al giorno, che sono quelli che entrano ed escono da Brebemi. Con il completamento della Teem si dovrebbe arrivare gradualmente a 60.000 veicoli in 3 anni. 

Giurisprudenza, nuovo motore di ricerca europeo

Con ECLI reperibili informazioni sulla giurisprudenza pubblicata dai tribunali nazionali e internazionali

Nel Vecchio Continente diventa più accessibile l’accesso alla giustizia. La Commissione Europea ha lanciato sul suo portale un nuovo motore di ricerca della giurisprudenza, che facilita il riferimento corretto e inequivocabile a sentenze in materia di diritto dell'Unione emesse da organi giurisdizionali europei e nazionali.
Dal 2010 il portale guida cittadini, imprese e professionisti del diritto attraverso le procedure giudiziarie a livello sia nazionale sia dell'UE, aiutandoli ad esempio a trovare un avvocato o a capire come adire i tribunali dei diversi Stati membri.
Il motore di ricerca ECLI (identificatore europeo della giurisprudenza) consente di reperire più facilmente informazioni sulla giurisprudenza pubblicata dai tribunali nazionali e internazionali. Grazie ad un facile accesso ai casi precedenti, diventa possibile vedere come sono state trattate situazioni simili in passato e usare queste informazioni nei casi attuali.
RINTRACCIABILI 4 MILIONI DI DECISIONI
Prima dell’introduzione dell’ECLI, trovare giurisprudenza pertinente era difficile e dispendioso in termini di tempo. Da oggi basta una sola ricerca attraverso un'unica interfaccia che utilizza un identificatore unico, per trovare tutte le occorrenze della pronuncia in tutte le banche dati nazionali e transnazionali che vi partecipano.
L'ECLI dà accesso a circa 4 milioni di decisioni giurisprudenziali della Corte di giustizia dell'Unione europea, dell'Ufficio europeo dei brevetti e di 7 Stati membri: Francia, Spagna, Paesi Bassi, Slovenia, Germania, Repubblica ceca e Finlandia. È disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE tranne l'irlandese e gli utilizzatori potranno effettuare ricerche, tra l'altro, per parole chiave, per Paese, per tribunale e per data della decisione.
Spetta a ciascuno Stato membro decidere se e in che misura utilizzare il sistema dell’ECLI, ad esempio se con o senza applicazione retroattiva ad archivi storici, o il numero delle istanze partecipanti (ad esempio solo a livello di organi di ultima istanza o tutti gli organi giurisdizionali, eccetera). 

Varese, a Villa Baragiola la ‘Palazzina delle emergenze’

Ospiterà il Centro studi e ricerche della protezione civile e il Centro Geofisico Prealpino
Galimberti (sx) e Foroni-targa

A Varese la Dacia di Villa Baragiola sarà ora «un luogo concreto di prevenzione, di mitigazione dei rischi, di organizzazione efficiente dei processi di salvaguardia e cura del territorio, sulla scorta dell'esempio dei due illustri cittadini Salvatore Furia e Giuseppe Zamberletti». Lo ha annunciato il 25 gennaio 2020 nell’aula magna dell’Università dell’Insubria il governatore della Lombardia Attilio Fontana in occasione della commemorazione dell’onorevole Giuseppe Zamberletti, il varesino ‘papà’ della protezione civile scomparso il 26 gennaio 2019.
Oltre il rettore Vincenzo Tagliabue e il sindaco di Varese Davide Galimberti, al convegno erano presenti, tra gli altri, il capo dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, e il presidente del Centro Geofisico Prealpino, Vanni Belli. A ricordo di Zamberletti l’assessore regionale Pietro Foroni ha inaugurato, nella stessa giornata, una lapide al Sacro Monte.
ACCORDO DEL 2006
La Dacia è un dono frutto dell'Accordo di programma del Sacro Monte siglato nel 2006 a Varese da Comune, allora a guida Attilio Fontana, Provincia, Regione Lombardia, Università dell’Insubria, Consorzio di gestione Parco regionale Campo dei Fiori, Fondazione Paolo VI e Fondazione Pogliaghi.
La struttura, restaurata e riqualificata in Palazzina delle emergenze con un costo complessivo di 8,5 milioni (2 a carico regionale), è uno chalet in legno di stile ungherese dalla superficie di oltre 550 metri quadri su tre livelli realizzata nel 1932. I suoi spazi saranno assegnati dal Comune al Centro studi e ricerche della Protezione civile e al Centro Geofisico Prealpino.
“2.140 ANGELI”
Oltre all'omaggio a Zamberletti, la Palazzina delle Emergenze è anche un riconoscimento, come ha sottolineato Fioroni, «a quelle donne e quegli uomini, sempre di più, che compongono la protezione civile a Varese».
In provincia di Varese Fioroni ha ricordato che «il volontariato di protezione civile rappresenta il 13% del numero dei volontari iscritti negli elenchi regionali della Lombardia. Tutto questo grazie a 117 organizzazioni, di cui 22 associazioni, 88 gruppi comunali e 7 gruppi intercomunali. Che contano su 2.140 volontari, 315 donne e 1.825 uomini. E tra questi anche molti giovani». La gestione operativa fa capo al Servizio di protezione civile della Provincia, che ha la delega da parte di Regione Lombardia.
Oltre il Comitato di coordinamento del volontariato, a Varese è attiva anche la Colonna mobile provinciale. «È una struttura – ha spiegato Fioroni - di pronto impiego, sempre allertata, formata da organizzazioni di volontariato di protezione civile e da personale della Provincia, in grado di mobilitarsi rapidamente con mezzi e uomini sulla base delle tipologie di rischio ricorrenti sia sul territorio provinciale che su quello nazionale». 

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