Edizione n.34 di mercoledì 21 ottobre 2020

Prima pagina

Autismo, sperimentazione regionale terminata

Boscagli: «La palla ora tocca ai Piani di zona»

La sperimentazione del progetto ORMA per il trattamento della sindrome autistica, avviata nel 2008 nella provincia di Cremona, non verrà prorogata, nè estesa territorialmente. Così il 22 maggio l’assessore Giulio Boscagli ha risposto in Consiglio regionale al consigliere Mario Barboni (PD) che chiedeva il rifinanziamento e la stabilizzazione del servizio.
La sperimentazione ha avuto successo - Boscagli non ha esitato ad ammetterlo - ma la sostenibilità del progetto e i fondi relativi sono adesso materia di competenza dei Distretti e dei piani di zona.
Del tutto insoddisfatto, Barboni ha espresso perplessità circa le sperimentazioni avviate dalla Giunta che rischiano di venire poi interrotte a causa della scarsità di fondi a disposizione degli Ambiti territoriali. «Spetta alla Giunta decidere gli interventi e trovare le risorse - ha dichiarato l’esponente PD - altrimenti si rischia di lasciare sempre sole le famiglie dei disabili, illudendole con interventi magari efficaci ma temporanei». 

Vetrata artistica di Alessandro Grassi e Gian Calloni in dono al papa

Anche un po' di Maccagno per la visita del pontefice nel Milanese

Ci sarà anche un poco di Maccagno tra i regali che papa Benedetto XVI riceverà a Milano il 2 e 3 giugno, in occasione dell'Incontro mondiale delle famiglie. Al pontefice verrà donata una vetrata artistica firmata dal maestro vetraio Alessandro Grassi e dal pittore Gian Calloni. L'opera raffigura S. Ambrogio e la sua Basilica. Il titolo, “Omnia nobis est Christus” (Cristo è tutto per noi), deriva da una frase di Sant’Ambrogio.
Nato a Maccagno nel 1937, Alessandro è nipote d’arte. Proprio dal nonno, oltre che il nome di battesimo, derivò la passione per l’arte del vetro, poi continuata da suo padre Florindo, detto Lindo. Accompagnando il padre, noto per aver dipinto quasi tutte le chiese del paese, Alessandro capì fin da giovanissimo che quel talento di famiglia sarebbe continuato con lui.
Oggi, le vetrate artistiche di Alessandro Grassi sono note ovunque. Le sue opere spaziano nei quattro continenti. Fra le maggiori realizzazioni spiccano le vetrate del Duomo di Milano, del Duomo di Como, di otto cattedrali a Singapore, del Seminario arcivescovile a Cuba, di dodici chiese in Giappone, della Cattedrale di Abidjan in Costa d’Avorio. Grassi è stato anche insignito dell’attestato di benemerenza civica del Comune di Milano. Maccagno continua a essere luogo di riposo e vacanze, dove dimenticare di essere artista di fama mondiale per trasformarsi in uno dei tanti figli di questa terra che ha trovato fortuna lontano da qui.
Gian Calloni, pittore e incisore, opera da tempo nell’arte sacra. E’ autore del ciclo completo di vetrate nella Chiesa di San Leonardo da Porto Maurizio in Milano e di Santo Stefano in Novate di Merate, di bronzi e gruppi scultorei a Buscate, Castano Primo. Della sua creatività hanno beneficiato l'Eremo San Carlo sopra Arona e l'Oratorio San Martino di Bovisio Masciago, pale d’altare in Italia, Messico, Eritrea e anche illustrazioni a corredo di agiografie, copertine di riviste e libri di testo. Di lui Gabriel Mandel ha scritto : «Essenzialità e fermezza: le due parole che affiorano per prime dalla miriade di sensazioni che provocano le opere di questo pittore e incisore. Teso di continuo alla ricerca di una espressività non formale, Calloni ha fatto proprie le angosce del divenire, individuandovi i valori formativi per una coscienza dilatata oltre i confini usuali».

Ispra, sistema preallarme per tsunami nel Mediterraneo

Alla sua realizzazione lavoreranno per quattro anni il Centro Comune di Ricerca e il Dipartimento Protezione Civile

Incrementare la sicurezza e la sensibilizzazione delle popolazioni rispetto al fenomeno dello tsunami e alle sue conseguenze. Questo l'obiettivo di un sistema di pre-allertamento in caso di tsunami nel Mediterraneo che Italia e Commissione Europea realizzeranno a Ispra.
Il 16 maggio il capo del Dipartimento della Protezione Civile (DPC), Franco Gabrielli, e il direttore dell’Istituto per la Protezione e Sicurezza dei Cittadini del Joint Research Centre, Stephan Lechner, hanno firmato un accordo di collaborazione della durata di quattro anni. Le parti si scambieranno non solo dati e conoscenze già disponibili ma anche quelli che deriveranno dai progressi di studio.
Condivisione dati
Il JRC metterà a disposizione i propri strumenti informatici per l’allerta e il monitoraggio in tempo reale degli tsunami. Vi sono inclusi il database globale, che nella zona del Mediterraneo contiene circa 8.000 scenari risultanti da calcoli in aree storicamente soggette a tale fenomeno, e il software di analisi degli tsunami per il calcolo del tempo di propagazione e dell’altezza dell’onda. Tali sistemi sperimentali possono fornire supporto agli operatori nel momento in cui si debbano prendere decisioni su un’eventuale evacuazione di alcune aree del Paese. Inoltre il JRC fornirà un dispositivo di allerta tsunami (Tsunami Alerting Device) che sarà collocato in prova dal Dipartimento della Protezione civile in una zona costiera potenzialmente esposta a tale fenomeno, in modo da verificarne il funzionamento e le sue potenzialità.
Dal canto suo, il DPC contribuirà alla definizione di ulteriori scenari potenziali e alla messa a disposizione di dati sismici e di livello del mare in tempo reale.
Scambio esperti e tecnologie
Per un migliore risultato sarà necessario rafforzare il coordinamento e la collaborazione tra il Dipartimento della Protezione civile e la Commissione Europea, promuovendo anche lo scambio reciproco di esperti, informazioni, tecnologie e assicurando la formazione degli analisti e degli operatori che saranno chiamati a lavorare su uno scenario condiviso. Il DPC si raccorderà con la comunità scientifica italiana, in particolare con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), oltre che con le altre componenti e strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione civile. 

Moriva 64 anni fa Don Piero Folli, prete di frontiera nell’ultimo conflitto mondiale

Favorì l’esodo di ebrei e perseguitati politici in Svizzera e fu imprigionato a San Vittore
Don Folli

«Ho il dolore di comunicare a V. E. Rev.ma che ieri sera è stato colpito da congestione cerebrale il m. rev. sig. Parroco di Voldomino, D. Piero Folli. E’ rimasto paralizzato alla parte sinistra, parla a stento confusamente, mantiene discreta la conoscenza. Gli furono praticati due salassi, ma con poco esito. E’ difficile che possa riprendersi». Con questa lettera, datata 28 febbraio 1948, il prevosto di Luino, don Enrico Longoni, preannunciava al card. Schuster la fine imminente del sacerdote che, infatti, spirava pochi giorni dopo, l’8 marzo.
Negli anni intercorsi tra la sua liberazione dal carcere dove era stato imprigionato per aver favorito l’esodo degli Ebrei e dei perseguitati politici in Svizzera, don Folli fu sollecitato a fornire utili informazioni su quel tormentato periodo della nostra storia recente. In un documento, stilato di sua mano, custodito presso l’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (Fondo Giuseppe Bacciagaluppi), don Piero redasse un elenco dei nominativi di coloro che avevano operato per il C.L.N., premettendo comunque di non essere in grado di stendere una relazione esaustiva a causa della sua assenza da Voldomino dopo il 1943.
La collaborazione di uomini coraggiosi e intrepidi a Voldomino…
Vengono comunque citati i nomi di Zeffirino Mongodi, residente a Mesenzana, e di Alberto Badi fu Francesco, abitante a Voldomino. Uomini coraggiosi ed intrepidi che erano stati al suo fianco «per il passaggio di 200 inglesi» e forse «anche qualcuno in più». Avevano ricevuto, per suo tramite, per conto del C.L.N., £ 100 per ogni inglese accompagnato. Don Folli sottolineava però l’aiuto disinteressato di Mario Baggiolini, allora residente in Isvizzera, che aveva alloggiato e mantenuto i prigionieri sempre gratuitamente, salvo qualche sovvenzione saltuaria per i viveri. Tullio Berzi e il fratello Domenico inoltre lo avevano coadiuvato «nel passaggio di 13 prigionieri a £ 100 e di altri 9 gratuitamente».
Anche dopo il suo arresto e il trasferimento nel carcere di S. Vittore, Zeffirino Mongodi e Alberto Badi avevano continuato la loro attività. Quest’ultimo, per conto suo, ne aveva fatti passare gratis altri 53. Fortunatamente, dopo la razzia nella casa Baggiolini–Garibaldi, non erano stati trovati i biglietti attestanti l’avvenuto espatrio. «Credo di non errare – conclude don Folli – che fra Mongodi e Badi ne abbiano fatti passare in totale più di trecento».
…e a Novara
Facendo riferimento ad una sua registrazione personale, don Piero afferma di aver speso per espatri £ 22.000, delle quali £ 20.000 gli erano state versate dal dottor Calini direttore della Banca di Luino. Si dichiarava in ogni caso consapevole di non essere stato l’unico a spendersi per questa nobile causa: «So che altri hanno prestato la loro opera attraverso gli amici di Novara che portavano a Voldomino i prigionieri, ma non posso dare di ciò sicura relazione. Gli amici di Novara sapranno essi dare notizia». Un’organizzazione capillare dunque che aveva però come fulcro propulsore Voldomino ed il suo coraggioso parroco.
Don Folli, prete di frontiera in ogni senso, non si sottrasse mai all’imperativo evangelico di aiutare coloro che si trovassero nel bisogno e di salvare preziose vite umane, indipendentemente dal loro credo politico o religioso.
Emilio Rossi  

Garibaldini delle valli luinesi

E l’Eroe dei Due Mondi venne a Luino per salutare un vecchio compagno d’arme - Nella galleria delle Camicie Rosse figurano Giuseppe Pugni e Attilio Eusebio di Luino, Daniele Giovanelli e il cavalier Pecchio di Porto Valtravaglia, Guglielmo Clerici di Maccagno Superiore

Prima che si concludano le celebrazioni per il 150° dell’unità d’Italia, penso sia doveroso rendere omaggio alla memoria di quanti furono artefici di questa controversa avventura, per la quale comunque combatterono valorosamente, credendo negli ideali di patria che avevano destato in loro slanci di inopinata generosità. Anche questa nostra terra di frontiera, come la definiva Vittorio Sereni, seppe partecipare, e non da gregaria, alle imprese di quell’epica stagione.
Nel maggio 1884 era deceduto Daniele Giovanelli di Porto Valtravaglia, classe 1835 che, come scriveva Il Corriere del Verbano «alla sua patria, all’Italia, consacrò il cuore ed il braccio nel 1859 seguendo le schiere che, duce Garibaldi, si prefissero ed eroicamente conseguirono l’indipendenza della patria, cacciandone gli usurpatori stranieri ed i tiranni». Nel dicembre 1888, a soli 46 anni, era scomparso Attilio Eusebio di Luino. Nel 1859, a soli 19 anni, si era arruolato nelle file garibaldine e dal 1861 aveva prestato servizio per ben cinque anni nell’esercito regio. Unica nota dissonante in tanta mestizia, il rifiuto del parroco di far entrare in chiesa la bandiera italiana. «Se la va di questo passo», commentava polemicamente il cronista, «un giorno proibiranno a tutti gli italiani di entrare in chiesa».
Non possiamo peraltro dimenticare un singolare personaggio, morto a Cadero nel 1901. Si chiamava Giuseppe Pugni, ma era soprannominato Brascin, per aver perso un braccio dopo esser stato colpito da una palla di cannone. Aveva, infatti, combattuto nell’America del Sud nella leggendaria e prode legione italiana capitanata da Garibaldi. Per questo motivo, come testimonia il fondatore e direttore del Corriere del Verbano, Francesco Branca, che fu presente all’incontro, quando l’eroe nel 1862, venne a Luino, volle vedere il Pugni per significargli ancora una volta la sua amicizia e la sua incondizionata ammirazione.
Un altro garibaldino, il cavalier Pecchio di Porto Valtravaglia, si era spento nel febbraio del 1906. Era cugino del deputato locale, on. Lucchini.
Nel 1907, all’età di 63 anni, era morto inoltre Guglielmo Clerici di Maccagno Superiore. Provetto orefice, era entrato nel rinomato stabilimento Calderoni di Milano e successivamente aveva aperto un suo studio, assicurandosi una rispettabile posizione. Nel 1866, «abbandonato il bullino», si era arruolato tra le file garibaldine, nel 4° Battaglione Volontari, combattendo valorosamente a Bezzecca.
Eroi di secondo piano, ma non per questo meno importanti. La storia non è fatta solo di teste coronate, ma da donne e uomini senza nome spesso spazzati via da una folata di fosca caligine e avvolti in una coltre di un impenetrabile silenzio.
Ognuno di loro tuttavia, a diverso titolo, ha dato il proprio prezioso contributo. Figure evanescenti quelle ricordate che sarebbero state inghiottite per sempre dall’oblio se qualcuno non avesse deciso di farne memoria.
Emilio Rossi

Pazienti cardiopatici, a Varese un ambulatorio collegiale

All'Ospedale di Circolo attiva una squadra dedicata a cardiopatici con patologie complesse – È l'Heart Team, guidato dalla dottoressa Battistina Castiglioni
dott Castiglioni

All'Ospedale di Circolo di Varese una “squadra del cuore” è pronta a prendersi cura dei pazienti con patologie cardiovascolari complesse candidati a strategie terapeutiche invasive. È l'Heart Team, un ambulatorio nato in seno al Dipartimento cardiovascolare dell'Asst dei Sette Laghi, guidato dalla dottoressa Battistina Castiglioni.
Per accedervi è necessaria l'impegnativa. Si può telefonare al numero 0332.278368 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 11) oppure inviare una mail all'indirizzo segreteria.heartunit@asst-settelaghi.it. I pazienti possono essere segnalati tramite questi canali all'Heart team dagli specialisti ambulatoriali, non solo cardiologi, sia dell'Asst dei Sette Laghi sia di altra azienda, dai medici di medicina generale, dai reparti ospedalieri e anche dai cardiologi in attività libero-professionale.

SPECIALISTI E VALUTAZIONE
La squadra comprende, oltre i cardiologi interventisti e clinici e i cardiochirurghi, anche anestesisti, ecocardiografisti, tecnici e, non certo ultimi, i medici di medicina generale. A coordinarla sono la stessa dottoressa Castiglioni insieme ai professori Cesare Beghi, direttore della Cardiochirurgia, e Roberto De Ponti, responsabile della Cardiologia 1 e 2 di Varese, in collaborazione con il responsabile dell'unità coronarica dell'Ospedale di Circolo, Alberto Limido, e la responsabile della Cardiologia pediatrica dell'Ospedale Del Ponte, Alessandra Stifani.
Il progetto si propone una valutazione multidisciplinare dei pazienti con patologie cardiovascolari complesse candidati a strategie terapeutiche invasive, quali le cardiopatie ischemiche con malattia coronarica complessa, le valvulopatie aortiche e mitraliche, la chiusura dell'auricola e tutti i casi che necessitino di correzioni Dia/Pfo o Leak paravalvolari.
LAVORO COLLEGIALE
L'ambulatorio rappresenta per la dottoressa Castiglioni un traguardo di cui va particolarmente orgogliosa. «Mettiamo a sistema – spiega - un metodo di lavoro collegiale che è già realtà nella discussione quotidiana dei casi in ospedale e che ora viene esteso a livello ambulatoriale a tal punto da assicurare a ciascun paziente cardiopatico il percorso di cura ottimale, indipendentemente dalla sede in cui viene formulata la diagnosi e dal professionista, medico di base o specialista di questa o altra azienda, che accoglie per primo il paziente. Mettiamo a disposizione dei pazienti le eccellenti professionalità del nostro dipartimento in grado di gestire anche le cardiopatie più complesse, sia in urgenza sia in elezione, lavorando in team che, come ha dimostrato con la massima evidenza l'emergenza covid, è la chiave per consentire a ciascun professionista di arricchirsi nel suo percorso professionale».
Nelle foto: la dottoressa Castiglioni con parte della sua équipe

Varese e provincia, cresce il turismo straniero, soprattutto yankee

Contro 530mila italiani gli stranieri sono 770mila, dei quali 11% statunitensi e 8,5% cinesi

Sono soprattutto stranieri, 770mila contro 530mila italiani, i turisti in terra dei laghi. E, in cima, gli statunitensi. Rappresentano l’11% degli arrivi dall'estero, seguiti da quelli dalla Cina (8,5%), da Svizzera e Liechtenstein (complessivamente 5,5%) e infine dal Giappone (2,6%)..Questa una stima della Coldiretti Varese.
A Varese i connazionali arrivano soprattutto dalla Lombardia, poi dal Piemonte, dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dal Lazio. Negli ultimi sei anni gli arrivi degli italiani sono aumentati del 15,5%, mentre quelli degli stranieri del 41,7%. «In un quadro di crescita c’è però ancora molto da fare» osserva Massimo Grignani, presidente degli agriturismi di Coldiretti Terranostra. «Il nostro territorio presenta bellezze ancora poco conosciute che andrebbero valorizzate, per permettere alle strutture di accoglienza di avere una maggiore propulsione economica».
Secondo Coldiretti Varese, alberghi, agriturismi, bed&breakfast, case vacanze e campeggi nelle due settimane centrali di agosto sono pieni, in media, solo per il 61% delle loro camere. La tendenza si evidenzierebbe sia nelle zone concentrate attorno ai laghi, e quindi più a vocazione turistica, sia in quelle più interne. In questo quadro il settore agrituristico reggerebbe grazie a un’offerta di alloggio e ristorazione qualificata con servizi innovativi, come equitazione, tiro con l'arco e trekking, o attività culturali, come visita di percorsi artistici o naturalistici e anche corsi di cucina e wellness.

Varese, quel ponte di immigrazione tra Italia e Argentina chiamato Tango

Da sabato 20 in corso fino a domenica 28 maggio la Settimana dedicata da Uninsubria al ballo e alla cultura sudamericana

Mostre, conferenze, musica e danze argentine, concerti e spettacoli, proiezioni all’insegna di quel ponte tra Mediterraneo e Atlantico, Sudamerica e Europa, Italia e Argentina chiamato tango. È il menù della “Settimana dedicata al Tango e alla cultura argentina”, organizzata tra il 20 e il 28 maggio a Varese e provincia dal Centro di Ricerca sui Fenomeni Linguistici e Culturali (CRiFLi) del’Università dell’Insubria e dall’associazione culturale El Hogar del Tango di Varese, in collaborazione con il Comune di Solbiate Arno e con l’Associazione ImmaginArte di Varese
A idearla e coordinarla è, anche quest’anno, lo scrittore e giornalista italo-argentino Sabatino Annecchiarico, che l’ha presentata insieme con la direttrice del CRiFLi Alessandra Vicentini e il presidente dell'associazione varesina Luigi Tufano. La manifestazione, come precisato dagli organizzatori, quest’anno intende «rendere un tributo alle nuove generazioni di musicisti, cantanti, ballerini, studiosi e appassionati amanti del Tango argentino, che, dopo Astor Piazzolla, artefice indiscusso dell’ultima rivoluzione del Tango, insuperata fino ad oggi, si pongono l’obiettivo di riscrivere la storia del “fenomeno più originale del Plata”, come lo definì Ernesto Sabato».
PRODOTTO DI UN INCONTRO
Aperta sabato 20 maggio a Varese con una “Gran Milonga” in piazza Monte Grappa, la Settimana del Tango e della cultura argentina è, come ha ricordato la professoressa Alessandra Vicentini, «un’occasione fondamentale per ricordare quanto il tango sia il prodotto di un incontro fra la comunità argentina e quella italiana, fra diverse lingue e popoli. Una storia di integrazione tramite un processo migratorio che dovrebbe far riflette tutti noi, e in primis i più giovani, una storia in cui il tango ha dato vita a uno dei canali espressivi del sentimento di un popolo, quello argentino, che è passato attraverso rivolgimenti storici e sociali del tutto particolari».
UNA BIBLIOTECA E UN CONCORSO
Tra i vari appuntamenti spiccano l’inaugurazione a Solbiate Arno di una biblioteca riservata al tango e alla cultura argentina e il concerto-spettacolo “Argentina sola andata… e poi Tango!”, affidato all’orchestra di giovani musicisti varesini “I Piccoli Musici del Tango” costituita ad hoc. Nell’arco del programma sarà lanciato un concorso per selezionare dieci coppie di giovani da “iniziare” alla cultura argentina e al ballo del tango, con appositi corsi e incontri a partire dall’autunno 2017. Per candidarsi mandare una e-mail a: elhogardeltango@gmail.com.
Foto da sinistra: Tufano, Vicentini, Annecchiarico.
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APPUNTAMENTI :
*SABATO 20, Varese, GRAN MILONGA SENTIMENTAL di benvenuto.
*LUNEDÌ 22, Università dell’Insubria (Varese), film “Tango” di Carlos Saura (1998).
*MARTEDÌ 23, Biblioteca comunale di Solbiate Arno, apertura mostra “Huellas en el mar” (Impronte nel mare) del pittore argentino Roly Arias.
*MERCOLEDÌ 24 (ore 14.30), Università dell’Insubria Varese, aula magna via Dunant 3, incontro “Tra Gardel e Borges. Tango e cultura argentina” con Diego Lemmi Moreno e Gianmarco Gaspari.
*MERCOLEDÌ 24 (ore 18.30), Biblioteca Comunale di Solbiate Arno, inaugurazione Biblioteca del Tango e della cultura argentina. Il pittore argentino Roly Arias dipingerà ispirato dal canto e dalla musica eseguita dal vivo da Diego Lemmi Moreno.
*GIOVEDÌ 25 (ore 10), Università dell’Insubria Varese, aula magna via Ravasi 2, concerto-spettacolo “Argentina sola andata… e poi Tango!”, con I Piccoli Musici del Tango, diretti da Carlo Taffuri dell’Associazione ImmaginArte di Varese, e con la partecipazione della cantante italo-argentina Paola Fernández dell’Erba e dei ballerini Pietro Ripoli e Marta Buccoliero.
*GIOVEDÌ 25 (ore 21), Varese (bar Cuba, via Francesco del Cairo 4), Tango Illegal.
*VENERDÌ 26 (ore 22), Sesto Calende (Varese), salone “La Marna”, Concerto e Milonga di Otros Aires, unica data italiana.
*SABATO 27 (ore 11), Varese, Galleria Ghiggini, presentazione del libro “Tango Tano, i migranti italiani nel tango argentino”, di Sabatino Annecchiarico.
*SABATO 27 (ore 21.30), Castellanza, Il Melograno, Gran Milonga.
*DOMENICA 28 (ore 12), Barasso, Casa del Sole, manifestazione conclusiva ‘Asado criollo pampeano (tradizionale grigliata argentina)’, musica e danze.
Per info e prenotazioni per gli eventi che richiedono l’iscrizione: elhogardeltango@gmail.com. 

Milano Rho, vetrina mondiale di arredo, luce e lavoro con oltre 2000 espositori

Al Salone del Mobile il gotha del design fino al 9 aprile
Presidente Mattarella, inaugurazione Salone del mobile

La cinquantaseiesima edizione del Salone del Mobile si è avviata. Nei padiglioni della Fiera di Milano Rho. è stata inaugurata in Auditorium Cantoni martedì 4 aprile, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra le autorità, il sindaco di Milano Beppe Sala e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo.
Per l’edizione di quest’anno si attendono oltre 300mila visitatori da più di 165 Paesi. Cinque le manifestazioni che si svolgeranno in contemporanea fino alla data di chiusura, domenica 9 aprile: Salone Internazionale del Mobile, Salone internazionale del complemento d'arredo, Euroluce (dedicata a quanto di meglio il mercato del mondo dell'illuminazione offre, dai prodotti decorativi a quelli illuminotecnici), Workplace3.0 (dedicata all'ambiente di lavoro) e Salone Satellite. Quest’ultimo, alla ventesima edizione, si connota in particolare come luogo di incontro tra i giovani selezionati dai cinque continenti e nel 2017 ha in campo 650 designer.
TRA CENTRO E PERIFERIA
L'esposizione occupa complessivamente oltre 200mila metri quadrati di superficie e vede partecipare più di duemila espositori. Un terzo proviene dall’estero. Ma l’intera Milano è coinvolta nell’enorme vetrina di artigianato, produzione industriale, inventività, innovazione, cultura e rappresentazione di forme varie e variabili di territorialità e impresa. Il Fuori Salone infatti gioca un ruolo fondamentale. Stendendosi tra centro e periferie, dà la stura a performance, mostre, forme d’arte in spazi interni ed esterni. «L’indotto generato dal Fuori Salone e dalle numerose iniziative collaterali – ha ricordato Cattaneo - conferma come questo sia uno degli appuntamenti più significativi in ambito europeo e internazionale tra quelli dedicati all’arredo e al design. In questo campo Milano e la Lombardia vedono un ruolo riconosciuto e confermato oggi anche dalla presenza del presidente della Repubblica».

PROGETTO ACCOGLIENZA
Il Salone del Mobile prosegue anche il progetto accoglienza, frutto della collaborazione con il Comune di Milano e l’assessorato alle Politiche per il lavoro, sviluppo economico, università e ricerca e le principali scuole di design di Milano, Domus Academy, IED, NABA e Politecnico di Milano/Scuola del Design.
lnsieme a Fiera Milano, SEA e Atm, ha predisposto alcune postazioni nei punti nevralgici della città (Malpensa, Linate, Stazione Centrale e nelle principali stazioni della metropolitana). In esse un centinaio di studenti forniscono al pubblico indicazioni sulla mobilità, sulla fiera stessa e sul palinsesto di eventi a Milano predisposto dall'assessorato.
Luogo, Quartiere Fiera Milano, Rho.
Ingresso, Porta Sud, Porta Est, Porta Ovest
Data e orari, 4-9 aprile ore
.30 - 18.30 continuato. Mostra riservata agli operatori di settore.

Apertura al pubblico, sabato 8 e domenica 9 aprile.

Lombardia, stop a case costruite vicino ai corsi d'acqua

Via libera del Consiglio regionale alla legge antifrane - Previsti il potenziamento della manutenzione e misure di salvaguardia del regime idraulico in caso di nuove costruzioni

Scappati i buoi, si chiudono le stalle; ma sempre meglio tardi che mai. In Lombardia nessuno potrà più costruire edifici in terreni prossimi ai corsi d'acqua. Nell’agrodolce dei due proverbi c’è un po’ il succo di una nuova legge varata l’8 marzo dall’assemblea regionale con 40 voti favorevoli e 21 contrari.
Il testo prevede una revisione organica della normativa in materia di difesa del suolo, di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e di gestione dei corsi d’acqua. Per le nuove costruzioni si dovrà tenere conto persino dell'acqua piovana che possa andare in fiumi e torrenti provocando aumenti considerevoli di volumi d'acqua, quindi introduce un esame preliminare dei rischi idrogeologici.

MANUTENZIONE E RISORSE
Ma c’è altro. Il legislatore regionale (e, speriamo, pure quello nazionale) ha acquisito «la consapevolezza» che mantenere in efficienza un’opera idraulica esistente ha un costo due volte inferiore rispetto alla sua ricostruzione o ripristino. Sarà, perciò, potenziata la manutenzione dei corsi d'acqua, delle opere esistenti e del territorio in genere.
Prevista anche la realizzazione progressiva di vasche volano, pozzi filtranti, tetti verdi e superfici semipermeabili per impedire il peggioramento del regime idraulico delle acque sotterranee e superficiali. A disposizione ci saranno circa 15 milioni di euro nel prossimo triennio, oltre a circa 11 milioni di euro per il sistema dei Navigli e delle idrovie collegate.
Altra novità è la governance sulla materia. Saranno rafforzate le funzioni di difesa del suolo attribuite agli enti del sistema regionale, in particolare quelle relative ai Consorzi di bonifica e all'Agenzia Interregionale per il fiume Po, alla quale viene affidata la gestione del sistema idroviario del fiume Po e delle idrovie collegate.

POSIZIONE DEL GRUPPI
Diverse le posizioni dei gruppi consiliari sul provvedimento.
Scontato il giudizio favorevole della maggioranza
, da Alessandro Sala e Lino Fossati (Lista Maroni) a Carlo Malvezzi (NCD), Massimiliano Romeo (Lega Nord) e Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia), per il quale la legge mette fine alle «costruzioni vicino agli alvei dei corsi d’acqua e consente una manutenzione più attenta delle sponde».
Via libera anche da parte del Movimento 5 Stelle. Favorevoli il capogruppo Stefano Buffagni («Si poteva fare di più ma le norme consentono comunque d'intervenire in maniera decente») e Buffagni, che ha però criticato l'ampia delega data alla giunta sui decreti attuativi e i regolamenti della legge.
No pieno, invece, dalle opposizioni. Contrari si sono dichiarati PD e Patto Civico (Laura Barzaghi, Agostino Alloni, Jacopo Scandella e Silvia Fossati). Per Enrico Brambilla (capogruppo Pd) presenta tre aspetti negativi: «Eccesso di deleghe in bianco alla giunta su regolamenti e decreti attuativi. Mancanza di correlazione tra il tema dell'invarianza idraulica e la tutela dal consumo del suolo, che rischia di rimanere solo un principio. Scarsità di finanziamenti, che rischia di mettere a rischio l'attuazione delle norme della legge stessa».
Per l’assessora al territorio, urbanistica e difesa del suolo Viviana Beccalossi, «il provvedimento - assieme alla legge sul consumo di suolo - rappresenta una scelta responsabile e innovativa per tutelare i cittadini e le attività economiche con iniziative capaci di mettere in sicurezza il territorio o quantomeno di intervenire sull'attenuazione del livello di rischio». 

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