Edizione n.25 di mercoledì 15 luglio 2026
Ispra
Ispra, passeggiata alla scoperta delle storiche fornaci
L’Anello delle Fornaci di Ispra - lunghezza 5.3 chilometri, durata circa due ore e difficoltà medio-facile - tornerà, dopo l’appuntamento del 13 luglio 2026, a offrire al mattino una passeggiata, organizzata da Archeologistics, che gestisce l’infopoint di Ispra.
Il percorso alla scoperta dei punti panoramici più significativi a livello paesaggistico, naturalistico e storico, presenta ripide salite nel bosco e conduce alle antiche fornaci, rilevanti testimonianze della storia produttiva del territorio. Si inizia dall’Infopoint e poi lungo la Passeggiata dell'Amore e l'Anello delle Fornaci si rientra sul lungolago.
FORNACI DELL’ ‘800
Le fornaci risalgono alla costruzione dei forni a ciclo continuo, dalla metà dell’Ottocento in avanti. I grandi investimenti fatti dai proprietari e dai concessionari diedero dimensioni di rilievo alle imprese. Il paese si qualificò per un’alta concentrazione di impianti moderni, produttori di ottimo materiale, e diede lavoro ad una nuova classe di abili operai.
«A cavallo tra i due secoli, - ricorda l’organizzazione Archeologistics - le ditte che lavoravano la calce erano una decina. I forni erano accesi, in generale, a pochi passi dalla riva del lago e dai moli ai quali attraccavano i barconi che assicuravano il trasporto più facile lungo le vie d’acqua fino a Milano. Lo sfruttamento più intenso durò alcuni decenni e poi il progresso portò a soffocare questa attività. L’ultima fornace chiuse verso il 1960. Oggi restano squarci biancheggianti che si scorgono da lontano, tracce evidenti dell’estrazione sui fianchi della collina, che mostreranno sempre i segni delle dure lotte dei minatori contro il sasso».
Non pochi dei vecchi forni che circondavano i due colli di Ispra sono crollati sotto il peso degli anni o per l’azione demolitrice dell’uomo. Pochi sopravvivono, in diverse condizioni, e si pongono come interessanti memorie di archeologia industriale.
Prossime passeggiate: lunedì 17 agosto e sabato 5 settembre (sempre ore 7.30). Quota di partecipazione singola: euro 6. Prenotazione obbligatoria.
Info e prenotazioni: Infopoint Ispra, Via Verbano 208; email infopoint@comune.ispra.va.it, tel. 328.8377206
Nelle foto (@Eo Ipso): immagini di passeggiate a Ispra.
Ispra, inaugurato l’Osservatorio atmosferico europeo
A Ispra (Varese) il Joint Research Center ha inaugurato, il 10 luglio 2017, il nuovo Osservatorio atmosferico europeo. Alla cerimonia hanno preso parte il Commissario europeo all'educazione, cultura e giovani, l'ungherese Tibor Navracsics, e il governatore della Lombardia Roberto Maroni insieme con l'assessora regionale all'Istruzione Valentina Aprea.
La centralina - una torre alta 100 metri - è dotata di sensori per la misurazione della temperatura, dell'umidità, della pressione, dei raggi solari e delle precipitazioni. La torre, che certifica la qualità dell'aria, può rilevare gli inquinanti e sarà utilizzata anche da Arpa.
Ispra, sistema preallarme per tsunami nel Mediterraneo
Incrementare la sicurezza e la sensibilizzazione delle popolazioni rispetto al fenomeno dello tsunami e alle sue conseguenze. Questo l'obiettivo di un sistema di pre-allertamento in caso di tsunami nel Mediterraneo che Italia e Commissione Europea realizzeranno a Ispra.
Il 16 maggio il capo del Dipartimento della Protezione Civile (DPC), Franco Gabrielli, e il direttore dell’Istituto per la Protezione e Sicurezza dei Cittadini del Joint Research Centre, Stephan Lechner, hanno firmato un accordo di collaborazione della durata di quattro anni. Le parti si scambieranno non solo dati e conoscenze già disponibili ma anche quelli che deriveranno dai progressi di studio.
Condivisione dati
Il JRC metterà a disposizione i propri strumenti informatici per l’allerta e il monitoraggio in tempo reale degli tsunami. Vi sono inclusi il database globale, che nella zona del Mediterraneo contiene circa 8.000 scenari risultanti da calcoli in aree storicamente soggette a tale fenomeno, e il software di analisi degli tsunami per il calcolo del tempo di propagazione e dell’altezza dell’onda. Tali sistemi sperimentali possono fornire supporto agli operatori nel momento in cui si debbano prendere decisioni su un’eventuale evacuazione di alcune aree del Paese. Inoltre il JRC fornirà un dispositivo di allerta tsunami (Tsunami Alerting Device) che sarà collocato in prova dal Dipartimento della Protezione civile in una zona costiera potenzialmente esposta a tale fenomeno, in modo da verificarne il funzionamento e le sue potenzialità.
Dal canto suo, il DPC contribuirà alla definizione di ulteriori scenari potenziali e alla messa a disposizione di dati sismici e di livello del mare in tempo reale.
Scambio esperti e tecnologie
Per un migliore risultato sarà necessario rafforzare il coordinamento e la collaborazione tra il Dipartimento della Protezione civile e la Commissione Europea, promuovendo anche lo scambio reciproco di esperti, informazioni, tecnologie e assicurando la formazione degli analisti e degli operatori che saranno chiamati a lavorare su uno scenario condiviso. Il DPC si raccorderà con la comunità scientifica italiana, in particolare con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), oltre che con le altre componenti e strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione civile.






