Edizione n.30 di mercoledì 4 settembre 2019

ANA

A Luino Giorno della Memoria nel ricordo di Salvo D’acquisto e Enrico Sibona

Al Teatro Sociale saranno presenti alla celebrazione anche familiari dei due eroi

Sono passati duecento anni da quando Vittorio Emanuele I di Savoia fondò l’Arma dei Carabinieri, per fornire anche al Regno di Sardegna un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. I Carabinieri hanno vissuto da protagonisti tutti gli eventi storici che hanno caratterizzato la vita del regno sabaudo prima e del Regno d’Italia e della Repubblica Italiana successivamente.
L’Arma, durante i molteplici mutamenti del nostro Paese, si è sempre accreditata come insostituibile presidio della pubblica e privata sicurezza. In momenti particolarmente drammatici, come durante la lotta di liberazione nazionale, ha continuato a seguire percorsi di fedeltà e di servizio alla collettività, ispirati a valori quali l’onestà, l’impegno sociale e civile, il senso del dovere, la disciplina e la tenacia, il senso di giustizia. E sarà proprio in occasione della Giornata della Memoria, in programma a Luino nella mattinata di martedì 18 febbraio nel Teatro Sociale, che verrà ricordata una pagina gloriosa della sua storia: il sacrificio del giovane vice brigadiere Salvo D’Acquisto e la vicenda del maresciallo Enrico Sibona. 

IL SACRIFICIO DI SALVO D'ACQUISTO…
Come è noto, nel settembre 1943, Salvo, pur essendo totalmente estraneo ai fatti, si autoaccusò come responsabile di un presunto attentato per il quale era stata minacciata una rappresaglia da parte dei tedeschi, contro ventidue cittadini inermi, scelti a caso tra la popolazione di Torrimpietra. Gli ostaggi, che erano stati costretti a scavarsi una fossa comune, alcuni con le pale, altri a mani nude, furono immediatamente liberati e Salvo fu barbaramente ucciso.
…e di ENRICO SIBONA
Il maresciallo Enrico Sibona fu comandante della Stazione dei Carabinieri di Maccagno dal 1939 al 1946. Durante la sua permanenza in paese, si adoperò per salvare la vita ad alcuni ebrei dalla persecuzione nazifascista e, tra loro, a Guido Lopez e Bianca Lopez Nunes.
Entrambi, giovani poco più che ventenni, erano sfollati da Milano, sulle rive del Lago Maggiore, per sottrarsi ad una ormai prevedibile cattura a seguito di un inasprimento delle leggi razziali, promulgate dal regime fin dal 1938.  Il maresciallo Sibona, obbedendo alla sua coscienza, anziché a leggi ingiuste e criminali, permise loro di mettersi in salvo. Scoperto dalle milizie fasciste, fu arrestato e deportato nei campi di concentramento in Germania e Cecoslovacchia. Lo Stato di Israele riconobbe la figura eroica di Enrico Sibona che, con provvedimento del 4 ottobre 1992, fu insignito da Yad Vashem del titolo di “Giusto tra le Nazioni”.
CELEBRAZIONE
Durante la mattinata, alla quale parteciperanno gli studenti delle scuole luinesi, saranno presenti Alessandro D’Acquisto, fratello di Salvo, i figli del maresciallo Sibona e il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Alessandro De Angelis. Al termine il prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, affiancato dal sindaco Andrea Pellicini, consegnerà le medaglie d’onore agli ex deportati o alle loro famiglie.
La manifestazione è organizzata dal Comune di Luino con la collaborazione della locale stazione dei Carabinieri, dell’ANPI e dell’Associazione Alpini.
Emilio Rossi 

Ritrovato in Ucraina il piastrino di un soldato disperso, apparteneva al germignaghese Luigi Simonetto

Nemmeno lui, come il fratello Ferruccio, ritornò dalla Campagna di Russia – Lo ha recuperato un alpino di Abbiategrasso

Acquista un senso particolare, quest'anno, la celebrazione a Germignaga (Varese) della Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Nel programma della manifestazione, organizzata in collaborazione con il Gruppo Germignaga della Sezione Associazione Nazionale Alpini di Luino, è stata infatti inserita una cerimonia di particolare rilievo.
Il motivo è stato spiegato dall’assessore all’Istruzione Marco Fazio. «Negli scorsi mesi è giunta in Comune la segnalazione del ritrovamento, da parte dell’alpino Antonio Respighi della Sezione ANA di Abbiategrasso, del piastrino di riconoscimento del soldato Luigi Simonetto, nato il 15 febbraio 1921, disperso dal 1943». Il piastrino, in condizioni di conservazioni non perfette, ma comunque leggibile, è stato recuperato nel corso di un viaggio tra l'Ucraina e la Russia, nei pressi della città di Miciurinsk.
Fatti gli accertamenti del caso, e dopo aver informato i fratelli del soldato Stella, Armando e Attilio residenti a Germignaga e Nico a Cremenaga, l'amministrazione comunale si è attivata per celebrare degnamente il "ritorno a casa" di questo soldato. «Confidiamo, aggiunge Fazio, in una larga partecipazione della popolazione e, per questo, abbiamo pensato di effettuare in modo ufficiale, nella casa di tutti i germignaghesi, la riconsegna del piastrino».
Domenica 4 novembre, alle ore 9.30, nella sala consiliare del municipio, si terrà una breve commemorazione e la riconsegna ai familiari di questa "reliquia" insieme con una pergamena. Alle ore 10.15 il corteo si recherà al cimitero per l'omaggio ai caduti. La cerimonia si concluderà alle ore 11 con la messa celebrata dal parroco di Germignaga.
La famiglia Simonetto è molto stimata e benvoluta nella comunità germignaghese. Tutti originari di Annone Veneto, sono arrivati il 7 dicembre 1937 a Montegrino Valtravaglia e successivamente, il 25 marzo 1943, si sono trasferiti a Germignaga. La guerra li ha travolti con un doppio dolore. «Oltre Luigi, ricorda il sindaco Prato, non è più tornato dalla Russia nemmeno il fratello Ferruccio». 

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