Edizione n.6 di mercoledì 18 febbraio 2026

Luino, l’Ospedale di Comunità quattro mesi dopo

Dall’apertura registrati cento ricoveri
Luino, ospedale di comunità

Quattro mesi dall’avvio dell’Ospedale di Comunità di Luino e già di questo breve periodo si può tracciare la mappa. Dal 15 ottobre 2025 al 13 febbraio 2026 sono stati cento i ricoveri, per lo più provenienti dai reparti di degenza ospedaliera (al 50%) e dal Pronto soccorso (40%) e per il resto (10%) dal territorio su segnalazione del medico di medicina generale. Ruolo strategico della struttura è favorire dimissioni protette, prevenire ricoveri impropri e sostenere il territorio nella gestione delle fragilità. 
«I numeri non raccontano solo l’attività svolta, ma soprattutto la qualità dei percorsi costruiti attorno alla persona» dichiara il dottor Claudio Chini, direttore del Distretto di Luino. «Il lavoro sinergico tra professionisti sanitari, servizi sociali e medicina territoriale ci consente di accompagnare il paziente in modo appropriato nel passaggio dall’ospedale al domicilio o verso altri collocamenti assistenziali, garantendo continuità e sicurezza delle cure».
ACCESSO E DIMISSIONE
L’età media dei pazienti accolti è di 74 anni, circostanza che conferma la vocazione della struttura verso la presa in carico di persone fragili e affette da cronicità. La durata media della degenza è di diciassette giorni, in linea con la funzione dell’Ospedale di Comunità quale collocamento intermedio tra il ricovero per acuti e il rientro al domicilio o l’inserimento in altre unità di offerta.
Al termine del percorso assistenziale, il 60% dei pazienti rientra al domicilio e il 40% viene inserito in altre Unità di offerta sociosanitarie (Udoss). Il dato sul rientro a casa dimostra l’efficacia dell'opera di stabilizzazione clinica, recupero funzionale e preparazione all’autoassistenza svolta dall’équipe multidisciplinare.
LAVORO DI SQUADRA
Determinante, in questi primi mesi, è stato il lavoro di integrazione tra l’Ospedale di Comunità, la Centrale operativa territoriale (Cot), il responsabile del caso (case manager) e i servizi sociali ospedalieri, che quotidianamente si interfacciano con i servizi sociali territoriali per garantire percorsi di continuità assistenziale sicuri e personalizzati. Fondamentale  si è mostrata la collaborazione con i medici della Fondazione Monsignor Comi.
Nella foto (Asst Sette Laghi): l'équipe dell'Ospedale di Comunità di Luino.