Edizione n.25 di mercoledì 15 luglio 2026
Lazio
Principati Romeni e Stati preunitari italiani nella cartografia del ‘600 e ‘700
Un viaggio tra carte geografiche originali, incisioni su rame e le grandi scuole cartografiche olandese, italiana, francese, tedesca e austriaca è il particolare percorso, promosso dall’Istituto centrale per la grafica e dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con l’Istituto culturale romeno, l’Istituto romeno di cultura e ricerca umanistica di Venezia e l’Accademia di Romania in Roma.
A Roma, dall’8 luglio al 13 settembre 2026, la mostra “I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento” mette in dialogo i Principati di Valacchia, Moldavia e Transilvania e gli antichi Stati preunitari italiani attraverso la cartografia europea del XVII e XVIII secolo.
Accanto alle mappe dei Principati Romeni e dell’Italia sono esposte opere significative come la Veduta di Roma tratta dal Liber Chronicarum del 1493, la Guida d’Italia di Franz Schott, il Mercurio Geografico dei De Rossi e il Nuovo Atlante Geografico Universale di Giovanni Maria Cassini.
Le carte geografiche esposte «sono una straordinaria forma di racconto visivo della storia europea» dichiara Fabio De Chirico, direttore dell’Istituto centrale per la grafica. Non documentano soltanto territori, confini, fiumi, città e rotte. Restituiscono anche il modo in cui l’Europa moderna guardava sé stessa, le sue aree di frontiera, i suoi equilibri politici, le sue relazioni diplomatiche e culturali. I Principati Romeni, crocevia tra Impero Ottomano, mondo asburgico, area danubiana ed Europa occidentale, emergono così come spazi strategici e culturali pienamente inseriti nella storia europea.
Informazioni: apertura dall’8 luglio al 13 settembre 2026. Sede: Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, via Poli, 54 - Roma. Ingresso: euro 6, ridotto euro 2.
Nella foto (Icg): locandina mostra.
Architettura e design, un’imprenditoria a trazione Lombardia
Milano e la Lombardia si confermano strategiche per architettura e design. Ragione? Una tra le tante, la vicinanza con la Brianza, dove hanno sede le produzioni delle aziende del mobile e del design fra le migliori a livello mondiale. È quanto si può scoprire nel documentatissimo e ricco Report 2015 on the Italian Architecture and Engineering Industry, curato da Aldo Norsa, docente presso l’Università IUAV di Venezia.
La pubblicazione è stata presentata, mercoledì 2 dicembre, a Roma nella sala Traini della società Italferr (gruppo Fs) e sarà allegata al settimanale Edilizia e Territorio n. 46 del Sole 24Ore. In più, sarà, a breve, acquistabile on line sul sito della casa editrice Guamari (www.guamari.it).
RADIOGRAFIA ANNUALE
Il Report è iniziato nel 2011, all’indomani della crisi, ed è una radiografia annuale delle maggiori società di ingegneria, architettura e imprese costruttrici. L’edizione 2015, sulla scorta di dati macroeconomici 2014, stila una classifica delle prime 100 nei relativi settori.
A una prima scorsa dei dati di quest’anno trova conferma la capacità dell’imprenditoria di progetto di riposizionarsi. In un 2015 in cui l’economia italiana cresce dell’1%, trainata dalle esportazioni ma anche da una minima ripresa dei consumi interni, le realtà nazionali stanno esplorando sempre più opportunità di espansione all’estero, prendendo con le pinze i mercati non più promettenti, BRICS in testa (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica).
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
Colpisce nel vasto repertorio di dati la distribuzione geografica riguardante la Lombardia. Prendendo le prime 25 società di ogni classifica, si scopre che hanno sede in Lombardia il 57% delle società di architettura, il 30% delle società di ingegneria e il 28% delle imprese di costruzione.
Nel settore architettura la distinzione principale è fra realtà che si occupano di costruzioni e quelle che offrono anche servizi di progettazione di interni e design. Queste ultime sono quelle più note al pubblico, viste le ricadute in ambito di marketing e comunicazione.
Le prime cinque in classifica risultano Citterio Viel & Partners, Studio Baciocchi, Lissoni Associati, Studio Urquiola, Liberskind Design, di cui solo Baciocchi non ha sede a Milano.
Altro fenomeno interessante è che alcune firme straniere hanno aperto in Italia una sede distaccata, solitamente in seguito a commesse. É il caso di David Chipperfield, Daniel Liberskind, Chapman Taylor. Va notato che queste poche importanti firme, una volta stabilitesi nella Penisola, espandono le proprie attività in altre nazioni nelle quali considerano valore aggiunto unire il “Made in Italy” ai propri già noti brand.
Carla Iurilli
Foto: Daniele Massimo Cazzaniga. Da sinistra: Michele Tomasin (Honeywell), Antonio Bianchi (Artelia Italia), Carlo Leone (Autodesk), Stefano Susani (MWH), il prof. Aldo Norsa (IUAV – Guamari) e Daniele Cazzaniga (BIMteam UK).
Diagrammi grafici per gentile concessione prof. Aldo Norsa






