Edizione n.19 di mercoledì 3 giugno 2026
Lazio
Tra Cori e Sesto Calende, un’“Ala” in nome di Alessandro Marchetti
Un nuovo spazio museale ricorda un pioniere dell’aviazione italiana del Novecento. All’ingegnere Alessandro Marchetti (Cori, 16 giugno 1884 – Sesto Calende, 5 dicembre 1966) la sua terra natale ha reso omaggio inaugurando, il 16 maggio 2026, il Museo Alessandro Marchetti “Ala”, che accoglie documenti storici, fotografie, materiali dedicati alla carriera di un progettista di velivoli entrati nella leggenda del volo mondiale.
Dagli idrovolanti Savoia-Marchetti S.55, protagonisti delle trasvolate atlantiche di Italo Balbo negli anni 1930, ai velivoli Siai-Marchetti SF-260, impiegati ancora oggi per l’addestramento dei piloti militari italiani, il nome Marchetti è strettamente legato allo sviluppo industriale e tecnologico della città sestese, cresciuta anche attorno alle attività della Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI-Marchetti) avviata il 12 agosto 1915.
L’iniziativa del comune laziale riveste un particolare interesse anche per il territorio di Sesto Calende e del Varesotto.
L’inaugurazione dell’Ala Marchetti non è stata solo un evento culturale dedicato a una figura di rilievo mondiale dell’ingegneria aeronautica, ma una occasione di valorizzazione della memoria storica condivisa tra Cori e Sesto Calende. A testimonianza del legame identitario tra i due territori, non a caso alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti del Gruppo Lavoratori Seniores Siai Marchetti e amministratori della cittadina sul Lago Maggiore,
Nella foto: locandina dell’inaugurazione dell’Ala.
Architettura e design, un’imprenditoria a trazione Lombardia
Milano e la Lombardia si confermano strategiche per architettura e design. Ragione? Una tra le tante, la vicinanza con la Brianza, dove hanno sede le produzioni delle aziende del mobile e del design fra le migliori a livello mondiale. È quanto si può scoprire nel documentatissimo e ricco Report 2015 on the Italian Architecture and Engineering Industry, curato da Aldo Norsa, docente presso l’Università IUAV di Venezia.
La pubblicazione è stata presentata, mercoledì 2 dicembre, a Roma nella sala Traini della società Italferr (gruppo Fs) e sarà allegata al settimanale Edilizia e Territorio n. 46 del Sole 24Ore. In più, sarà, a breve, acquistabile on line sul sito della casa editrice Guamari (www.guamari.it).
RADIOGRAFIA ANNUALE
Il Report è iniziato nel 2011, all’indomani della crisi, ed è una radiografia annuale delle maggiori società di ingegneria, architettura e imprese costruttrici. L’edizione 2015, sulla scorta di dati macroeconomici 2014, stila una classifica delle prime 100 nei relativi settori.
A una prima scorsa dei dati di quest’anno trova conferma la capacità dell’imprenditoria di progetto di riposizionarsi. In un 2015 in cui l’economia italiana cresce dell’1%, trainata dalle esportazioni ma anche da una minima ripresa dei consumi interni, le realtà nazionali stanno esplorando sempre più opportunità di espansione all’estero, prendendo con le pinze i mercati non più promettenti, BRICS in testa (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica).
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
Colpisce nel vasto repertorio di dati la distribuzione geografica riguardante la Lombardia. Prendendo le prime 25 società di ogni classifica, si scopre che hanno sede in Lombardia il 57% delle società di architettura, il 30% delle società di ingegneria e il 28% delle imprese di costruzione.
Nel settore architettura la distinzione principale è fra realtà che si occupano di costruzioni e quelle che offrono anche servizi di progettazione di interni e design. Queste ultime sono quelle più note al pubblico, viste le ricadute in ambito di marketing e comunicazione.
Le prime cinque in classifica risultano Citterio Viel & Partners, Studio Baciocchi, Lissoni Associati, Studio Urquiola, Liberskind Design, di cui solo Baciocchi non ha sede a Milano.
Altro fenomeno interessante è che alcune firme straniere hanno aperto in Italia una sede distaccata, solitamente in seguito a commesse. É il caso di David Chipperfield, Daniel Liberskind, Chapman Taylor. Va notato che queste poche importanti firme, una volta stabilitesi nella Penisola, espandono le proprie attività in altre nazioni nelle quali considerano valore aggiunto unire il “Made in Italy” ai propri già noti brand.
Carla Iurilli
Foto: Daniele Massimo Cazzaniga. Da sinistra: Michele Tomasin (Honeywell), Antonio Bianchi (Artelia Italia), Carlo Leone (Autodesk), Stefano Susani (MWH), il prof. Aldo Norsa (IUAV – Guamari) e Daniele Cazzaniga (BIMteam UK).
Diagrammi grafici per gentile concessione prof. Aldo Norsa






