Edizione n.7 di mercoledì 25 febbraio 2026

Varese, il corpo umano dall’abisso allo spazio

Prospettiva clinica deli’anestesista-rianimatore Silvio Zerbi
Varese, dottor Silvio Zerbi (foto Asst Sette Laghi)

Nelle missioni in ambienti estremi la sostenibilità delle operazioni non dipende esclusivamente dall’ingegneria dei sistemi, ma dalla capacità del corpo umano di adattarsi a condizioni al limite della sopravvivenza. Sia nelle immersioni profonde (ambienti iperbarici) sia nelle attività extraveicolari spaziali (ambienti ipobarici) i limiti biologici sono i due estremi di uno stesso problema biologico.
L’adattamento dell’organismo umano a variazioni critiche di pressione, gravità e composizione atmosferica rappresenta un vincolo progettuale tanto quanto quelli tecnologici.
VINCOLO ADATTAMENTO
“Dall’abisso allo spazio: quando il limite non è la tecnologia, ma il corpo umano” è il titolo e messaggio centrale di un articolo del dottor Silvio Zerbi, specialista in anestesia e rianimazione in servizio all'Ospedale di Circolo di Varese, pubblicato sulla rivista Space&Blue Magazine, considerata uno dei principali punti di riferimento in Italia per i temi legati alla space economy e alla blue economy.
Attraverso il parallelismo tra immersione subacquea e missioni spaziali lo studio approfondisce gli effetti sull’apparato respiratorio, le modificazioni cardiovascolari, le implicazioni neurocognitive e le ricadute operative in termini di sicurezza.
La rivista si inserisce nel progetto strategico “Space&Blue–Made in Italy”, piattaforma editoriale che riunisce contributi di istituzioni, industria, decisori pubblici e mondo tecnologico. L’integrazione tra Economia dello Spazio ed Economia del Mare rappresenta una delle nuove frontiere economiche per il Paese con l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’Italia come leader globale nei settori ad alta innovazione tecnologica e sostenibile.
Nella foto (Asst Sette Laghi): il dottor Silvio Zerbi.