Edizione n.30 di mercoledì 23 settembre 2026

Lombardia, ai Comuni di frontiera indennità per 2,5 miliardi nei prossimi anni

Con le tasse versate in Italia dai “nuovi frontalieri”
Confine Italia-Svizzera, foto Ibis

Non andranno a Roma, ma rimarranno alla Regione Lombardia, le tasse versate in Italia dai “nuovi frontalieri”, cioè gli assunti dopo l’accordo fiscale del 2023. Con quelle risorse sarà creato un fondo, previsto dall’art. 11 della legge 83/2023, di circa 2,5 miliardi di euro, destinato a sostenere la competitività delle aree di confine con particolare attenzione al differenziale salariale e agli stipendi.
Un decreto firmato il 17 settembre 2026 dal ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha dato il via al procedimento. Ai comuni di frontiera, tra i quali Luino, saranno inoltre assegnati ristorni per 109 milioni di euro rispetto agli 89 stabiliti dalla legge 83/2023.
Il fondo servirà per retribuire meglio i lavoratori che rimarranno a lavorare in Italia nella fascia di confine e per realizzare opere infrastrutturali strategiche per il territorio. Si parla, sempre stando a quanto previsto dall’articolo 11 della legge, di circa 2,5 miliardi di euro in venti anni.
«Indennità di frontiera misura storica: 2,5 miliardi di euro nei prossimi anni» ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia - e sindaco di Luino - Andrea Pellicini. «Si tratta della prima vera legge federalista in Italia. Come avevamo assicurato in questi mesi, il Governo ha rispettato tutti gli impegni assunti in risposta ai nostri ordini del giorno parlamentari e alle istanze del Comuni di frontiera».
Nella foto (Ibis): confine Italia-Svizzera