Edizione n.30 di mercoledì 4 settembre 2019

S.C.

Armando Chirola, una giovinezza spezzata dalla guerra

Intitolata al tenente trucidato nel 1943 a Cefalonia la piazza del Parco a lago

(SC) Una mattinata intensa, con momenti di profonda emozione che ha coinvolto tutti i presenti, quella che a Luino si è svolta domenica 22 settembre sulla piazza in legno del Parco a Lago per intitolare questo spazio alla memoria di Armando Chirola. Il giovane tenente luinese fece parte della Divisione Acqui massacrata dai tedeschi  durante l'Eccidio di Cefalonia il 22 settembre 1943. Il suo ricordo ha radici ben profonde a Luino: ne parlò anche l'avvocato Trento Salvi nel 2001 su "Il Corriere del Verbano" in un articolo ripubblicato l'anno scorso.
Il sindaco Andrea Pellicini ha ricordato Chirola con grande affetto, pensando «ad un giovane che nutriva grandi speranze per il futuro e che amava così tanto il suo lago da descriverne la bellezza in versi. Ne è testimone la sua raccolta di poesie. Che Armando Chirola diventi esempio per i giovani: la guerra stermina intere generazioni, ammutolendole, solo la pace permette agli uomini di 'parlare', di esprimersi secondo i propri talenti».
Una celebrazione importante, con i ritmi scanditi da brani proposti dalla Musica Cittadina, dal momento religioso della benedizione dello spazio ad opera di don Marco Longoni, dalla lettura della poesia incisa sulla stele in cor-ten letta da Edoardo Maria Castelli. Alla cerimonia hanno presenziato la giunta comunale, alcuni consiglieri e dirigenti della città, le rappresentanze dei corpi d'arma e dell'associazionismo locale, l'intera famiglia Chirola, l'architetto Enrico Marforio, progettista del Parco a Lago, e Giorgio Gaspari in rappresentanza della Fondazione Cariplo.
Lo storico Carlo Alessandro Pisoni ha così celebrato un uomo dalla grande passione per la vela:
La vicenda umana di Armando Chirola, giovane caduto a Cefalonia con fierezza di uomo adulto e coraggio di militare tutto d’un pezzo, nonostante i suoi soli 23 anni d’età sarebbe forse una delle tante storie tragiche di guerra.
Ma la figura di Armando Chirola, per quanti amino il lago Maggiore e le sue dolci brume settembrine, porta con sé un’ulteriore memoria: non a tutti capita di poter cantare – come occorse al ragazzo nella propria ultima verde giovinezza - le terre in cui si è vissuto e le acque solcate in barca a vela. Ad Armando Chirola successe (vogliamo credere per tenacia ed entusiasmo tutto giovanile) di scrivere e pubblicare un libro di poesie, a proprie spese stampato a Palo Del Colle presso Bari dalla tipografia Andriola, giusto alla vigilia della partenza per il fronte greco.

Con ottimismo e scrittura lineare Chirola cantò, nel proprio “Eco della Selva”, i tramonti di Luino, i castelli di Cannero, e soprattutto le speranze per un futuro che non immaginava gli sarebbe stato brutalmente negato di lì a poco dalla storia e dagli uomini.
Oggi, a distanza di settant’anni, ricordando Cefalonia, si ricorda Armando Chirola non come giovane militare che con coraggio e statura di vero uomo non si sottrasse alla morte in guerra; piuttosto, dedicandogli un luogo di pace e serenità in riva al suo lago, in mezzo alle sue barche, si lega il ricordo di Armando Chirola, in un’Eco gentile, che per sempre risuona alla riva verbanese, nella sua Luino. 

Condividi contenuti