Edizione n.4 di mercoledì 4 febbraio 2026
Gioco d’azzardo, un’idrovora anche per minorenni
Nel 2024 in Lombardia il gioco d’azzardo tra i giovani dai 15 ai 19 anni ha interessato il 54% della popolazione studentesca contro il 57,4% a livello nazionale. Tradotto in numeri, coinvolti 840mila studenti giocatori minorenni.
Sempre nello stesso anno, secondo uno studio del Laboratorio epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di Fisiologia Clinica-Consiglio nazionale delle ricerche, la raccolta del gioco totale (fisico e online) è stata pari a 24,84 miliardi di euro, pari al 15,9% del totale nazionale (157 miliardi di euro). In soldoni, la Lombardia si colloca al terzo posto, dopo Abruzzo e Campania, per raccolta pro capite del giocato (con 1.243 euro). E non è tutto: in 171 comuni lombardi la raccolta da gioco è stata pari a zero. È quanto emerge dalla relazione sulle sette audizioni in materia di gioco d’azzardo e ludopatie svolte dalla Commissione speciale antimafia dell’assemblea regionale nel periodo 2024-2025. Il documento è stato illustrato il 27 gennaio 2026 dalla presidente Paola Pollini (M5Stelle).
EFFETTI LIBERALIZZAZIONE
La liberalizzazione del settore non ha portato maggiore sicurezza. Moltiplicando le opportunità per gli operatori onesti, ha parallelamente offerto maggiore spazio alla criminalità organizzata.
Le mafie - ha spiegato la presidente Paola Pollini - hanno saputo adattarsi. «Non solo organizzano il gioco illegale, ma si infiltrano anche in quello legale, soprattutto online, utilizzandolo come canale privilegiato per il riciclaggio di denaro, sfruttando server e circuiti esteri fuori dal controllo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli».
QUESTIONE SOCIALE
Il gioco può diventare la porta d’ingresso alla marginalità e alla criminalità. «La criminalità – ha aggiunto la presidente Pollini - approfitta della vulnerabilità di chi sviluppa una dipendenza, concedendo prestiti usurari, chiedendo in cambio prestazioni illecite».
La relazione segnala la necessità di integrare le politiche sanitarie, sociali e di legalità, perché la lotta alle ludopatie diventi parte integrante delle strategie di prevenzione e tutela delle comunità. In particolare, la Commissione antimafia lombarda ha individuato alcune linee di indirizzo prioritarie.
In cima viene posto il rafforzamento della regolazione locale, evitando che il riordino nazionale riduca la capacità d’intervento dei Comuni e sostenendo le reti territoriali con strumenti di premialità e incentivi per gli esercenti che scelgono di dismettere gli apparecchi. Altra sollecitazione, inoltre, è un maggior coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni nel contrasto al gioco illegale e al riciclaggio, potenziando i controlli interforze e le tecniche di rilevamento delle anomalie (anomaly detection).
Nella scheda (Cnr-Adm): la raccolta pro capite nelle province lombarde espressa in miliardi di euro.


