Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Tradate

Tradate, donazione nuziale alla pediatria dell’ospedale

Una coppia di giovani sposi ha offerto un dermatoscopio portatile per i piccoli degenti
donazione dermatoscopio

Un dermatoscopio portatile per i piccoli degenti della Pediatria di Tradate. È il dono offerto al presidio ospedaliero dagli sposi Ferioli per completare i festeggiamenti di matrimonio. La giovane coppia l’ha consegnato al direttore della Pediatria, Marco Sala, e alla direttrice medica, Brunella Mazzei.
Il dispositivo serve a visualizzare nel dettaglio le lesioni dermatologiche. Oltre ad analizzare la configurazione morfologica dell'affezione, ne individua le strutture interne e favorisce così la diagnosi differenziale tra forme difficilmente distinguibili ad occhio nudo. In particolare, il dermatoscopio analizza la lesione cutanea tramite una lente illuminata, che irradia la parte con un raggio incidente a luce led polarizzata, realizzando contemporaneamente un ingrandimento di 10 volte della porzione di cute esaminata.
Lo strumento aiuta a dirimere più facilmente i dubbi diagnostici circa la natura delle anomalie della cute, che sono di frequente riscontro nella pratica pediatrica. Ora sarà possibile indirizzare allo specialista dermatologo solo i piccoli pazienti che presentino particolari difficoltà interpretative. 

Lavoratori stranieri in terra varesina

Luino in testa, Tradate in coda

É Luino l’area a più elevata quota di lavoratori stranieri e Tradate quella al suo opposto. Ogni giorno quasi 19.300 frontalieri vanno a lavorare in Canton Ticino e si incrociano con circa 1500 operatori svizzeri - dipendenti e imprenditori - diretti in territorio prealpino.

Nel 2008 è stato il mattone ad assorbire la maggiore presenza di stranieri (27 per cento di tutti i dipendenti e 15 per cento degli imprenditori) e il commercio invece la minore quota (5,5 per cento).

É questo uno schizzo dell’economia varesina ricavabile da uno studio della Camera di commercio condotto sulla base del sistema di monitoraggio annuale delle imprese e del lavoro (Smail). Con un dipendente straniero su dieci il mondo delle imprese in Terra dei Laghi è sempre più arcobaleno e tra il 2005 e il 2008 la percentuale sul totale è cresciuta dall’8,5 al 10,3 per cento.

Tra il 2005 e il 2008 gli occupati stranieri sono passati da poco meno di 17.000 a circa 21.600. Le donne sono il 30,1 per cento del totale contro il 69,1 dei maschi, mentre l’età è concentrata nella fascia 35-54 anni (50,7 per cento) e 25-34 anni (33,9 per cento).

Il continente di provenienza non è solo l’ex Europa dell’Est o l’Africa ma anche la UE. I più numerosi sono gli albanesi (2.900), i marocchini (2.700) e i rumeni (2.040), che dopo l’ingresso il 1° gennaio 2007 del loro Paese nell’Unione Europea sono più che raddoppiati. Al quarto posto vengono gli svizzeri (circa un migliaio), seguiti dai tedeschi (700), tunisini (700), senegalesi (600) e francesi (550).

Altro particolare interessante. La terra varesina non attira solo prestatori d’opera ma anche datori di lavoro. Gli imprenditori stranieri sono aumentati da 3.800 nel 2005 a 5.200 nel 2008 e in testa alla graduatoria compaiono ancora albanesi (800), marocchini (circa 600), rumeni (500) e svizzeri (poco meno di 500), seguiti però dai cinesi (350).

I dipendenti albanesi prevalgono nelle costruzioni (47,7 per cento) insieme a tunisini ed egiziani rispettivamente 39 e 48,5 per cento. A loro volta i cinesi predominano in alberghi e ristoranti (41 per cento) e tessile (24,2) e gli africani (ghanesi 33,3 per cento e senegalesi 23,7) e gli asiatici (pakistani 27,6 e indiani 18,2 per cento) nella meccanica. Infine i sudamericani (Perù 25,6 per cento, Ecuador 15,9, Colombia 19,7) sono maggiormente presenti nei servizi alle famiglie e nella sanità privata.

Tra le otto aree dei Centri per l’Impiego, Luino presenta la più elevata quota di dipendenti stranieri con circa il 16 per cento del totale e Tradate quella minore con l’8,7 per cento. La differenza rispetto al resto della provincia viene attribuita soprattutto alla maggior quota di persone provenienti da altri paesi Ue e dalla Romania, questi ultimi prevalentemente occupati nell’edilizia. 

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