Edizione n.14 di mercoledì 8 maggio 2019

Remo Passera, una “staffetta” della libertà

Remo Passera

Usava dire, «Finché ci siamo noi, finché possiamo raccontarlo noi che l'abbiamo visto, che sappiamo come sono andate le cose, bisogna andare avanti, mai fermarsi. Il pericolo è sempre in agguato».
Era un antifascista lucido e appassionato Remo Passera, che della necessità di testimonianza ha fatto il filo conduttore dell'intera vita. Giovanissima staffetta partigiana - aveva quattordici anni quando entrò nella Resistenza - ha proseguito nell'impegno di divulgazione, approfondimento, avvicinamento - anche delle generazioni più giovani - alla conoscenza dei fatti che, qui e fuori, circondarono gli anni bui della storia italiana. Socio fondatore dell'Anpi, commendatore della Repubblica, insignito della Medaglia della Liberazione conferita dal Ministero della Difesa nel settembre 2016, mai si è risparmiato e, aiutato da un carattere gioviale, coinvolgente ma anche determinato, ha saputo farsi ascoltare.
È strano adesso parlare di lui al passato, proprio perché, per ottantasei anni e malgrado gli inevitabili acciacchi, che fossero il mondo degli Alpini o quello della Protezione civile, che fosse la Pro Loco di Brezzo di Bedero di cui è stato presidente o le associazioni di volontariato, la sua presenza è stata costante e sempre nella discrezione. Pareva cioè una di quelle personalità su cui il tempo non ha presa. Invece Remo Passera si è spento domenica 5 marzo, quasi sorprendendoci.
I funerali si svolgeranno mercoledì 8 marzo (alle 16,15) a Brezzo di Bedero, dov'era nato, nella Canonica.