Edizione n.34 di mercoledì 4 novembre 2026
Piemonte, «Chilometro quadrato della Carità» candidato a patrimonio Unesco
Comprende la Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo, il Santuario della Consolata, il Palazzo e il Distretto Sociale Barolo, il Collegio Artigianelli, la Basilica e il complesso salesiano di Maria Ausiliatrice. È Il “Chilometro quadrato della Carità”, un’area di Torino dove, nel corso del XIX secolo e nel primo quarto del Novecento, religiosi e laici operarono concretamente per aiutare coloro che erano in difficoltà economica, sociale, eccetera.
L’8 ottobre 2026 nel capoluogo piemontese Arcidiocesi di Torino, Regione Piemonte, Città di Torino, Città metropolitana di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT hanno assunto l’impegno di promuovere e accompagnare la candidatura di quell’area a Patrimonio Unesco.
Nel “Chilometro quadrato della Carità” agirono dai santi Giovanni Bosco, Giuseppe Cafasso, Giuseppe Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo e Giuseppe Allamano ai venerabili marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo. «La memoria di quanto realizzato, trasmessa di generazione in generazione, è un patrimonio universale - questa la motivazione - oggi vivo in tante opere e attività a Torino, in Italia e in diversi Paesi del mondo, e che ha contribuito a costruire la visione e la sensibilità dei moderni sistemi di welfare, arricchendoli di una profonda dimensione spirituale».
Nella foto (Piemonte Informa): firma protocollo Chilometro quadrato carità.


