Edizione n.1 di mercoledì 16 gennaio 2019

Carolina De Vittori

Montegrino, riaprono Presepe di radici e Natività di Fermo Formentini

Nella chiesa di Bosco visite dal 25 dicembre al 6 gennaio
Natività con Magi

A Montegrino (Varese) riaprono il 24 dicembre, nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione a Bosco Valtravaglia, le due sale che ospitano il Presepe di radici e le Natività di Fermo Formentini, l’artista scomparso lo scorso mese di luglio, che resterà sempre presente nella comunità di Bosco attraverso la bellezza e unicità delle sue opere. Il presepe sarà benedetto dal nuovo parroco don Cristian nel corso della cerimonia che si svolgerà a partire dalle ore 17.15 prima della messa di Natale (ore 18) con la partecipazione dei bambini e del Gruppo Musicale Boschese.
I “Sostenitori del presepe” e le “Piccole guide” delle scuole primarie continueranno, come negli scorsi anni, a garantire l’apertura delle sale durante tutto il periodo natalizio, dal 25 dicembre al 6 gennaio, per illustrare ai visitatori il racconto di Fermo, che ha saputo dare nuova vita alle radici raccolte nei boschi, trasformandole in personaggi che animano la notte della Natività. Scriveva Formentini nel suo diario del presepe: «Le radici di carpino, nodose e tormentate, hanno dato vita a personaggi e animali affaticati; quelle di robinia, di castagno, di faggio, di betulla, di abete, meno contorte, a figure più lineari; quelle di edera lisce e di un bel colore chiaro a ponticelli e staccionate, il sambuco svuotato, si è trasformato in pozzi per l’acqua».

NEL 1987 IL PRIMO PICCOLO PRESEPE
Dal 1987, anno della realizzazione di un primo piccolo presepe in radici, Fermo Formentini ha fatto emozionare, con l’originalità dei pezzi da lui individuati e raccolti, migliaia di visitatori, raccontando, in forme uniche e diverse, la storia più bella del mondo.
Nel 1997 il Presepe di radici trovò stabile collocazione nel locale sottostante la sagrestia della chiesa, dove l’artista realizzò, su una superficie di circa sedici metri quadrati, il nuovo allestimento «una accurata scenografia raffigurante un angolo di Palestina di duemila anni fa, popolata da oltre centocinquanta radici simboleggianti personaggi impegnati nei quotidiani lavori di agricoltura e pastorizia o in cammino verso un maestoso ceppo, la capanna della Natività. Radici-statuine che non denotano staticità, ma hanno forme tali da sembrare in movimento o in dialogo tra loro».

LE NATIVITÀ
Nella sala adiacente al presepe sono in mostra anche le “Natività”, donate da Formentini nel 2014 alla parrocchia di Bosco. Ogni pezzo è una piccola opera d’arte creata dalla natura e valorizzata da Fermo, che racchiude nelle sporgenze di un vecchio ceppo, tutti i personaggi fondamentali del presepe tradizionale.
Un tocco di colore aggiunto dall’artista fa emergere le rugosità, che perdono l’aspetto anonimo del legno raccolto nel bosco per trasformarsi, quasi magicamente, nel bue, nell’asino, nella figura di San Giuseppe, in una Madonna seduta o con le braccia aperte verso il cielo, nel piccolo giaciglio che sorregge Gesù Bambino.
Durante il periodo di apertura, sarà proiettato un filmato che racconta per immagini e con le parole di Fermo Formentini la storia della sua “creatura”, dalla raccolta delle radici nei boschi, alla realizzazione dei primi pezzi fino alle attuali composizioni.
Sarà inoltre possibile visitare, nella bella chiesa settecentesca di Bosco, il “Museo d’arte sacra” recentemente realizzato grazie all’intervento dell’associazione culturale Amici di G. Carnovali detto il Piccio. Le tre sale espositive sono aperte dal 25 dicembre al 6 gennaio, dalle 14.30 alle 17.30 . Per visite di gruppi rivolgersi al tel. 0332 508203 - www.ilpiccio.it
Carolina De Vittori  

(altre immagini in Sezione Valli Monti Laghi)

Bosco di Montegrino Valtravaglia, primo Museo d’arte sacra nell'alto Varesotto

Altra tappa del progetto di recupero e valorizzazione grazie al volontariato di alcuni parrocchiani
museo, foto Achille Locatelli

In Bosco di Montegrino Valtravaglia (Varese) un nuovo progetto sta per essere realizzato nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione, grazie alla collaborazione fra l’associazione culturale Amici di G. Carnovali detto il Piccio e il parroco, don Giovanni Giudici: l’apertura del primo nucleo di un Museo d’arte sacra, unico nel nord della provincia di Varese.
Il lungo lavoro, iniziato nel 2010 per recuperare alcune tele della quadreria della chiesa, ha permesso di realizzare il restauro di tre opere seicentesche, di notevole pregio artistico, che saranno esposte in sede stabile, nella rinnovata sala adiacente alla sacrestia. Il locale è stato totalmente ristrutturato negli intonaci, nella pavimentazione, negli impianti elettrici e di protezione, grazie all’impegno di alcuni parrocchiani, che hanno offerto gratuitamente le loro competenze e tante ore di lavoro per allestire un ambiente adeguato alla custodia delle tele.

OPERE DAL '600 AL '900
Sulle pareti del nuovo Museo si possono ora ammirare le tre tele seicentesche “Il sacrificio di Isacco” della scuola del Vermiglio, il “Battesimo di Cristo” di scuola lombarda e una raffinata copia da Perugino “Madonna in trono con Bambino fra i Santi Giovanni Evangelista e Agostino”.
Anche il prezioso Manto della Madonna, piviale settecentesco donato alla chiesa di Bosco da una sposa della famiglia dei Visconti, restaurato nel 2013, ha trovato posto nella sala museale, all’interno di una grande bacheca appositamente realizzata con il contributo di una coppia di coniugi boschesi.
Nel museo sono esposti anche due quadri significativi per la storia della parrocchia, che ritraggono don Ambrogio Parietti, il sacerdote che nel 1708 posò la prima pietra per edificare l’attuale chiesa, e don Augusto Dell’Acqua, parroco dal 1916 al 1965, che resse la parrocchia per cinquant’anni e fece costruire la nuova torre campanaria, la grotta di Lourdes e promosse numerosi altri interventi.
Completano l’esposizione due opere del pittore Massimo Antime Parietti - nato a Bosco cento anni fa - il Ritratto di don Nivo Formentini, sacerdote boschese di nascita, e un “Panorama del paese di Bosco” dominato dalla sua grande chiesa, dipinto donato dall’autore nel 1989 in occasione del quarto centenario della parrocchia.

CONTRIBUTI E PROGETTO
Il Museo d’arte sacra di Bosco ha potuto essere realizzato grazie al prezioso sostegno finanziario di vari privati e istituzioni bancarie o fondazioni. Sono alcuni affezionati parrocchiani, la ditta SIPI, la Banca Popolare di Milano, la Fondazione Comunitaria del Varesotto e la Fondazione Unione Banche Italiane per Varese. La ricerca dei finanziamenti e dei permessi di Curia e Soprintendenza è stata condotta da Carolina De Vittori, mentre Achille Locatelli ha coordinato tutti i lavori di recupero della sala museale.
Il Museo di Bosco va pertanto ad aggiungersi, all’interno degli spazi parrocchiali, ad un’altra esposizione diventata ormai famosa a livello internazionale: il “Presepe di radici di Fermo Formentini” anch’esso allestito in modo permanente nella chiesa di Bosco, luogo da non trascurare per chi ama l’arte nascosta, ma non secondaria, dei piccoli borghi.
L’auspicio è quello di concludere il progetto museale con la ristrutturazione della grande sacrestia e con il restauro delle altre tele che attendono qualche generoso finanziatore.

INAUGURAZIONE CON VICARIO EPISCOPALE
Il Museo d’arte sacra di Bosco sarà inaugurato sabato 3 maggio 2014 a partire dalle ore 20.30 con un concerto d’organo eseguito da Ivan Pedrocca, alla presenza del vicario episcopale di Varese, monsignor Franco Agnesi.
La visita al museo resterà aperta nel pomeriggio di domenica 4 maggio, festa patronale di Bosco, e tutti i giorni festivi, al termine della messa delle ore 9.
Si possono prenotare visite guidate per gruppi contattando gli “Amici del Piccio” (tel. 0332-508203).
Carolina De Vittori 

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