Edizione n.15 di mercoledì 6 maggio 2026
Mulini della Lombardia, dal censimento al rilancio
Nuova vita per gli oltre settecento mulini storici presenti da un capo all’altro della Lombardia, dai territori montani dell’alto Varesotto alla pianura di Monza Brianza e soprattutto alle province di Bergamo e Brescia. Alla loro sopravvivenza fisica e al rilancio del potenziale culturale, turistico ed energetico è dedicata una legge regionale del 21 aprile 2026 con uno stanziamento iniziale di 200mila euro l’anno per il triennio 2026-28.
Dal nord al sud regionale, dai mulini varesini di Piero di Curiglia, Cunardo, Cadegliano, Cugliate e Valganna al Parco dei Mulini sul Fiume Olona nel Milanese, si tratta di un patrimonio, che conserva e racconta il territorio e la sua gente e come la Lombardia abbia sempre saputo trasformare tradizione e lavoro in sviluppo e futuro.
Il provvedimento prevede una prima fase di censimento dei mulini, molti dei quali concentrati lungo fiumi e canali navigabili, in particolare nel Milanese e nelle province di Lecco e Monza-Brianza. Successivamente, saranno attuate una serie di azioni in linea con una visione integrata di storia, ambiente e innovazione.
Tra le novità, l’istituzione della Settimana regionale dei mulini storici che si terrà nella terza settimana di maggio in concomitanza con le Giornate europee dei mulini.
Tra gli interventi per la valorizzazione, il testo di legge prevede l’integrazione dei mulini negli itinerari storici e turistici e la creazione di una rete regionale con l’adozione di un marchio identificativo e anche, in alcuni casi, l’inclusione nelle comunità energetiche rinnovabili.
Nella foto (Ibis): il mulino di Cunardo, lo storico mulino ad acqua lungo il fiume Margorabbia, funzionante dal 1787.


