Edizione n.14 di mercoledì 22 aprile 2026
Malpensa, quando volano le banconote
Banconote per 18.500 euro nascoste nei pennarelli dei figli di un passeggero cinese. Buste con 205.000 euro - in parte anche falsi - occultate nei fustini di detersivi di un imprenditore nigeriano. Un fiume di denaro “in volo” (e non solo aereo) nel cielo di Malpensa…
Sono solo alcuni casi dell’operazione “Cash in the clouds” contro il traffico illegale transfrontaliero di valuta, condotta dalle Fiamme gialle con il contributo delle unità cinofile specializzate (cash dog). All’aeroporto varesino non arrivano o partono solo droga o altre merci scottanti.
Negli ultimi mesi i militari della guardia di finanza dello scalo, in collaborazione con i funzionari dell’agenzia delle dogane, hanno setacciato quasi 4.000 passeggeri in partenza e in arrivo, dalle nazionalità più disparate, e scovato ingenti quantitativi di valuta contante clandestina. Quasi 40 milioni di euro non dichiarati in dogana da circa 1.900 persone trovate con somme superiori a 10.000 euro. Tirate le somme, ai passeggeri verbalizzati sono state inflitte sanzioni amministrative per un totale di circa 600.000 euro e sequestrate somme per 400.000 euro.
Va tenuto presente che l’obbligo della dichiarazione, oltre a consentire un costante monitoraggio dei flussi monetari, punta ad arginare il riciclaggio dei proventi criminali e il finanziamento del terrorismo. In molti casi, inoltre, la verbalizzazione rappresenta solo il primo gradino di un ben più ampio ciclo investigativo contro evasione fiscale e riciclaggio di denaro sporco.
Un altro aspetto di questo tipo di attività è, come si può immaginare, l’inesauribile confronto tra “guardie e ladri”, tra operatori di polizia e corrieri di valuta. L’occultamento di banconote usa tecniche sempre più elaborate e simili a quelle del narcotraffico internazionale.



