Edizione n.26 di mercoledì 22 luglio 2026

Piste ciclabili del varesotto, 18 indagati e danno erariale per oltre 1.380.000 euro

La guardia di finanza di Luino ha segnalato il comportamento illecito di tre enti locali e alcune società di capitali in tre appalti da 2,3 milioni complessivi
operazione guardia di finanza

Un anno di indagini. In ballo oltre 1.380.000 euro di contributi regionali illecitamente ricevuti. Sotto inchiesta 18 tra amministratori, funzionari, pubblici impiegati, professionisti, imprenditori. Accuse: falso ideologico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato.
È l’approdo dell’operazione Bike Shadow condotta dalla guardia di finanza di Luino nell’ambito della lotta agli sprechi degli enti locali. Coinvolti tre enti locali dell’alto (2) e basso varesotto (1), quali affidatari dei lavori, e alcune società di capitali, quali aggiudicatarie degli appalti.
Le fiamme gialle luinesi hanno verificato la destinazione di 6.800.000 euro assegnati a 19 enti locali della Lombardia nell’ambito di un bando regionale sullo sviluppo della mobilità ciclistica e hanno individuato alcune falle. Gli amministratori di tre enti locali del varesotto non avrebbero rispettato in parte una condizione fondamentale del bando. Era la realizzazione di piste ciclopedonali che collegassero le stazioni ferroviarie ai punti di approdo della navigazione e altro mediante sistemi bike sharing, parcheggi per biciclette, velostazioni, sovrappassi ciclabili, cartellonistica.
Le tre amministrazioni varesotte avrebbero, insomma, ottenuto punteggi che avevano fatto la differenza e si sarebbero aggiudicate i finanziamenti a scapito di altri enti locali. In cifre, oltre 1.380.000 euro il contributo di Regione Lombardia (soggetto danneggiato) ricevuto illecitamente.
Nei tre appalti esaminati - valore complessivo 2.300.000 euro - molte opere non sarebbero state realizzate o comunque non sarebbero state funzionanti, nonostante il termine dei lavori fosse ormai scaduto da tempo. Ciò nonostante, pubblici funzionari, progettisti, direttori dei lavori e imprese avrebbero, secondo i finanzieri luinesi, mirato a percepire ugualmente i contributi regionali. Avrebbero attestato falsamente come regolari i lavori eseguiti e le forniture ricevute e in tal modo causato un danno erariale di rilevante gravità.
Sul comportamento illecito di pubblici amministratori e impiegati si dovrà ora pronunciare l’autorità giudiziaria varesina. Il fatto però è stato segnalato anche alla procura regionale presso la Corte dei Conti per le valutazioni di competenza.