Edizione n.13 di mercoledì 15 aprile 2026
Colmata: un decennio (di salvaguardia)/3
Se nell’ambito dell’azione di valorizazione dei beni culturali è compresa – come sancito per legge – l’attività di sensibilizzazione, allora è vero che il risultato migliore ottenuto da questa, da altre rubriche e numerosi interventi apparsi sul Corriere nell’ultimo decennio è stato quello di veder crescere l’interesse – soprattutto dei privati – per la storia, la qualità e la salvaguardia del paesaggio naturale e antropizzato.
Al di fuori di questo quadro idilliaco è stato necessario, però, prendere carta e penna, per segnalare e salvare il frontespizio dell’ex albergo Sempione (CdV, 24/4/2002), recante la scritta oggi ripristinata (intervento della Soprintendenza), e proporre correttivi al piano per villa Maria (via S. Pietro), impostato inizialmente con qualche leggerezza: l’intervento della Soprintendenza ha garantito l’originario ritmo degli interpiani (ai quali si è accordato il ripristinato, ricco apparato decorativo pittorico) e imposto un vincolo sul ricostruendo muro “in pietra a spacco a vista” rivolto all’allargata via don Bosco (la segnalazione in CdV, 7/11 e 28/11/2001 è stata rilanciata da “Il Giorno”, “la Prealpina” e “Bell’Italia”).
Già avevo agito con una relazione storica necessaria all’apposizione del vincolo di “bene culturale di interesse nazionale” (ex “monumento nazionale”) per casa Zanella (le “due Scale”, 1999); ancora al di fuori di questo giornale, recentemente, ho stilato un dettagliato resoconto per ragguagliare i competenti organismi di tutela in ordine all’importanza, alla storia e al valore di exemplum tipologico degli edifici che costituiscono il complesso ex-Acli in p.zza S. Francesco. Ne è scaturito un vincolo integrale (21/5/2009) esteso a comprendere il cinema Pellegrini. Un’area che sarà determinante, se affrontata con il dovuto criterio, non solo per la riqualificazione complessiva del centro storico (che attendo da decenni), ma anche per arricchire il novero di un offerta della città rivolta agli “ospiti”.
Di fatto, sia consentito dire, si è sopperito – grazie alla disponibilità offerta da questo giornale – ad una notevole incertezza in materia di valorizzazione, tutela e promozione del patrimonio storico-architettonico di Luino. Una “politica dei luoghi e per i luoghi” per la quale un decennio di assenza di programmazione è stato, in tutti i campi, purtroppo determinante.

