Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

Maccagno, Toh, la presidente svizzera al supermercato!

Maccagno, Toh, la presidente svizzera al supermercato!

Sì o no? Colpo di sole di un'estate torrida?
La notizia non è stata smentita e quindi c'è da propendere per il sì. Doris Leuthard, consigliera federale e quest’anno presidente della Confederazione elvetica, è stata a Maccagno, centro del Varesotto con poco più di duemila anime, una decina di giorni fa e vi avrebbe fatto spesa nel supermercato Unes.
A rivelarlo con uno scoop fotografico Il giornale del Ticino, quotidiano del Cantone italiano, seguito poi da altri media svizzeri (Aargauer Zeitung, Le Matin in primis) e anche italiani.
Benissimo, diciamo noi da questa parte della frontiera, che il capo dello stato di una nazione amica e vicina come la Svizzera lasci per qualche ora la residenza estiva grigionese, valichi il confine e, come una qualsiasi persona in libertà, desideri curiosare e fare acquisti in uno dei territori piacevoli delle Prealpi varesine. Buona occasione per noi se, visitando, scopre la delicatezza della Formaggella del Luinese, magari il Violino di capra, le verdure a chilometro zero.
Tutt’altra musica, invece, in terra elvetica, dove l'escursione della presidente ha provocato l’orticaria e causato musi lunghi. Come mai?
Secondo la stampa d'oltre confine, Leuthard non doveva favorire un supermercato italiano, bensì rivolgersi ai negozi ticinesi. Da tempo in Svizzera – e in particolare nel Canton Ticino - infuriano campagne di stampo leghista contro il Bel Paese. L’ultimo bersaglio è il cosiddetto turismo estero degli acquisti, che penalizzerebbe il commercio rossocrociato. Una polemica, che agli occhi degli italiani fa addirittura tenerezza, considerata la gravità dei “peccati” di certi loro politici e amministratori.
Per fortuna (nostra e del buon senso), la presidente Leuthard anche in simile frangente sorride e va avanti. Ha troppa classe e talento per lasciarsi invischiare da beghe di cortile o di bottega.