Edizione n.17 di mercoledì 20 maggio 2026
I Borghi di Varano, quel ramo della borghesia lombarda…
Varano e i Borghi. O, se si vuole, i Borghi e Varano. Per secoli, non solo per decenni, uniti in simbiotico scambio, per secoli compartecipi in un ingranaggio da cui nessuno dei due sistemi poteva prescindere.
I Borghi forse non sarebbero stati, divenuti, i Borghi così come la storia e l'economia ce li hanno consegnati se non ci fossero stati le terre, i laghi, le torbe di Varano; Varano non avrebbe captato e fatto proprio quell'alone, non avrebbe ottenuto tanta notorietà ma soprattutto risorse e progresso se non ci fossero stati l'acume e la coscienza imprenditoriale dei Borghi. Impiantarono in un territorio di acquitrini, malsano, oggetto di bonifiche, un'attività tessile divenuta nel tempo modello e vanto che si sarebbe stabilizzata ed espansa. Impiantarono lì anche la propria esistenza, accolta dalla sontuosa settecentesca villa con sessantacinque stanze sul lago di Comabbio. Fabbrica e famiglia, i Borghi, ma anche socialità, impegno civile, in alcuni esponenti impegno politico, in una combinazione che tutte le generazioni, ciascuna con specifiche peculiarità, gestì.
«… L'avventura industriale sul nostro e su altri territori di quella fascia prealpina è stata un grande fenomeno collettivo che ha coinvolto mente, braccia e cuori». Non si può che condividere questa definizione di Giovanni Brugnoli, presidente dell' dell’Unione Industriali di Varese che così enuclea una filosofia di vita nella prefazione al saggio di Sergio Redaelli La stoffa dei Borghi. Il libro esce per la conclusione dei restauri nella residenza storica della famiglia d’industriali acquistata nel 2007 dall’imprenditore Guido Colombo di Induno Olona e trasformata in hotel 4 stelle.
Dunque menti, braccia, cuore. A supportarsi, come in altre realtà del territorio che hanno avuto la fortuna di interagire con industriali lungimiranti, abili a calare nella creatura che avevano ideato o ereditato tutti i propri talenti in nome di un'idea di eccellenza.
L'autore, meticoloso, sonda i giorni di una stirpe dall'origine al declino, costruisce una mappa fatta di nascite, matrimoni, orizzonti politici, attitudini artistiche, inclinazioni. Ma non si pensi a una celebrazione. Ad agire e a essere protagonista è un coro - la comunità varanese - capace di accettare e adeguarsi, pronta a trattenere a sé il lavoro e a trovare l'energia per aderire a un progetto di alto profilo che avrà anche marca internazionale.
Redaelli non è nuovo a scrivere di storia. Al di là dell'attività giornalistica (Avvenire, La Notte, Il Giorno, Verbanus, Varese Focus…) ha dato alle stampe opere tra cui Laura Mantegazza, la garibaldina senza fucile (con Rosa Teruzzi), Quando a Varese c'era il vino, Storia d'Italia in 40 Cantine (con Guido Montando), Pio IV, un pirata a San Pietro. Anche in questo saggio, edito dalla Pro Loco di Varano Borghi, porta il suo stile lineare e comunicativo, attento al particolare, all'ambientazione, alla notazione inconsueta. C'è tutto un mondo in questo libro come svela già il sottotitolo (Patrioti e imprenditori della dinastia del cotone). I quattro vocaboli patrioti, imprenditori, dinastia, cotone lasciano intendere lo spazio su cui le pagine via via si apriranno. Che a quelle dedicate allo spirito manifatturiero ne affiancano altre sulla quotidianità delle famiglie contadine, su vicende e vicissitudini politiche, sulle ragioni contingenti del passaggio dai setifici ai cotonifici, sulle modificazioni urbanistiche, facendo scoprire i segreti dell'allevamento dei bachi e quelli della tessitura e filatura del cotone e raccontandoci financo i libri custoditi in libreria o quelli autoprodotti in occasione di eventi familiari.
Come ricorda lo storico Pierangelo Frigerio in prefazione «Sergio Redaelli ha tratto spunto dal postumo esito della saga d'una stirpe per ripercorrere la storia, approfondendo molti aspetti ignorati o poco noti. La disamina attenta dell'iniziativa attuale nei riguardi imprenditoriali e culturali (i caratteri d'un restauro scrupoloso e dell'innesto creativo di nuove forme) dimostra la continuità, se non nelle dimensioni certo nello spirito dell'industriosità varesina. La precisa collocazione nel contesto temporale, dal '700 sino ai nostri giorni, e nell'ambito geografico insubre, conferiscono allo studio un interesse storico non episodico».
E.C.
Sergio Redaelli, La stoffa dei Borghi. Patrioti e imprenditori della dinastia del cotone, Pro Loco – Varano Borghi.
Con le prefazioni del presidente dell’Unione Industriali di Varese Giovanni Brugnoli e dello storico luinese Pierangelo Frigerio, spiega come il recupero, la nuova destinazione e la valorizzazione delle vestigia industriali possano integrarsi nel rilancio turistico del Varesotto.
-120 pagine, 29 foto. In vendita a 10 euro presso la Pro Loco di Varano Borghi, via Vittorio Veneto 7, tel. 334-9597486.

