Edizione n.29 di mercoledì 16 settembre 2026

Cai Luino: «Aiutiamo i ragazzi di Padre Claudio in Perù»

Il Cai Luino ha diffuso tra i soci una richiesta di aiuto e collaborazione arrivata dal Perù al presidente del CAI Lombardia Renato Aggio. Questo il testo della lettera inviata da Padre Claudio, che può diventare una occasione di più aperta partecipazione:
«Un saluto cordiale a tutti voi che, amanti della montagna, lavorate perché questo rapporto con la natura e con le cime possa essere una bellezza che tanti uomini e donne possano sperimentare e di cui possano gioirne.
Io sono P.Claudio e da 4 anni sono parroco in un paesino della Sierra Peruana. Il paese si chiama Cajatambo e si trova a 3400 metri di altitudine nella sierra centrale del Perù, proprio sotto la cordillera Huayuasch. Cordillera ancora bellissima e non ancora piena di turismo tra le cui cime svetta il Yerupaca (6700 mt).
I miei bambini e i miei ragazzi non hanno mai potuto vivere la bellezza delle loro montagne. Non avevano mai visto le loro montagne da vicino e non hanno mai potuto gustare della loro bellezza. Da quando sono arrivato in Cajatambo ho desiderato che potessero fare questa esperienza. Che potessero sperimentare e apprezzare tutta la bellezza e il fascino meraviglioso della loro terra per lo più appannaggio solo dei turisti.
E’ per questo che ogni anno ho proposto un’ “avventura Huayuasch”; un’avventura di 10 giorni in giro per le loro montagne con gli asini come appoggio. Un’esperienza che ogni hanno si è rivelata bellissima e arricchente.
Gli amici italiani mi hanno supportato e aiutato molto anche se le nostre attrezzature e equipaggiamenti non sempre sono risultati adeguati alle altezze raggiunte. Quest’anno con 28 ragazzi abbiamo raggiunto la cima del “Leon Dormino”, la più semplice della nostra cordillera.
Mi rivolgo a voi per chiedere un appoggio e un aiuto affinché questa esperienza possa essere sempre più bella e affascinante per i nostri ragazzi. Vi chiedo se potreste aiutarmi con scarpóncini (n. 35–43 usati) e zaini in buono stato e, se fosse possibile, con due tendoni grandi, uno come cucina e uno come luogo per mangiare. Vi allego la rivista che siamo riusciti a stampare anche quest’anno con l’aiuto di qualche persona benestante Cajatambina. Fiducioso vi saluto e vi benedico,

P.Claudio».