Edizione n.18 di mercoledì 27 maggio 2026

Riccardo Muti, la quotidianità della bellezza

A Luino storica giornata con la consegna del Premio Chiara alla carriera
Conferimento Premio Chiara alla carriera a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina)
Premio Chiara alla carriera - L'intervista di Andrea Kerbaker a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina)

Il Teatro Sociale Fo-Rame di Luino ha vissuto una storica giornata con la consegna a Riccardo Muti, tra i più celebri e amati direttori d'orchestra di ogni epoca, del Premio Chiara alla carriera. Il riconoscimento, promosso dall’Associazione Amici di Piero Chiara, viene conferito dal 1997 a una personalità di prima grandezza del mondo della cultura italiana e internazionale.

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Ci sono situazioni in cui una semplicissima percezione aggancia: Ecco, qui oggi sarebbe stato il giorno perfetto per riempire la sala di ragazzi, di bambini, lasciandoli assaporare un momento unico. Quello in cui conoscere, ascoltare, raccogliere il significato di una parola luminosa ma raggiungibile, netta, che li calerà nello spazio del potersi ossigenare, crescere con fiducia.
Riccardo Muti ha permesso alle tante sfaccettature della sua personalità e ai suoi diversificati talenti di rivelarsi in pienezza, con generosità. Domenica 24 maggio 2026 era in Teatro Sociale Fo-Rame di Luino per ricevere il Premio Chiara alla carriera assegnatogli dall'Assiciazione Amici di Piero Chiara. In un discorrere a un tempo affettuoso/rigoroso/esuberante col pubblico, tra risvolti anche inattesi, sorprendenti, che coabitano con scelte limpide, fondate sul rispetto per sè e per gli altri, si sono stemperate mirabile cultura, vastità di arti (al plurale) ed esperienza.
Una bellezza ascoltare attraverso la "traduzione" offerta dal Maestro i riferimenti a Beethoven, Mozart, Sant'Agostino, Dante, Eduardo e accedere insieme al varco del quotidiano, dei sentimenti familiari, del reale con i suoi contemporanei accadimenti belli e no.
I passi più intensi del dialogo sul valore educativo dell’arte hanno espresso un cammino individuale e artistico che è poetica: «Il nostro lavoro – ha ricordato Muti - non è una professione, è una missione. Noi siamo sul palco per mandare messaggi culturali e spirituali di arricchimento per il pubblico»; «Il ruolo della musica, sinfonia, dal greco suonare insieme, è l'unirsi degli uni con gli altri, non il combattere: io completo te, tu completi me». Unione, come con il viaggio nella coralità, ideato e diretto dal Maestro, “Cantare Amantis est”, che vede giungere a Ravenna da ogni regione d'Italia cori popolari in nome della musica (ben tremilacinquecento persone che si muovono a proprie spese) o il progetto “Vie dell'Amicizia”, che ha portato concerti a Sarajevo, in Medio Oriente, Paesi Arabi, luoghi feriti dalle guerre.

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A intervistare il Maestro Muti Andrea Kerbaker, scrittore, critico letterario, docente di Istituzioni e politiche culturali all’Università Cattolica di Milano. Ha introdotto il pomeriggio l'attrice Claudia Donadoni, dedicando un pensiero speciale a Bambi Lazzati, storica direttrice del Premio Chiara mancata nel dicembre 2025.
Al termine della cerimonia è stata letta la motivazione ufficiale del premio che dice: «Per aver saputo, con talento straordinario e impegno instancabile, col valore aggiunto della simpatia, elevare la musica a linguaggio universale, ispirando generazioni e lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale».
Sul palco, per il conferimento, con il Maestro Muti c'erano il vicepresidente dell’associazione Amici di Piero Chiara Salvatore Consolo, i consiglieri Cesare Chiericati e Valentino Piccinelli e il viceprefetto di Varese Michele Giacomino.

Nelle immagini: Luino, conferimento del Premio Chiara alla carriera 2026 a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina); Premio Chiara alla carriera - L'intervista di Andrea Kerbaker a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina).

Avanza il Terzo Valico ferroviario fra Genova e Tortona

Abbattuto il diaframma nella tratta Castagnola-Vallemme
Terzo Valico Voltaggio (foto Piemonte Informa)

Altra tappa decisiva per la realizzazione del Terzo Valico ferroviario fra Genova e Tortona, uno dei passaggi più significativi e complessi dell’intera opera ferroviaria strategica che collegherà il sistema portuale ligure con il Nord Italia e l’Europa centrale.
A Voltaggio, nell’Alessandrino, il 21 maggio 2026 è stato abbattuto il diaframma sul secondo binario, direzione nord, della tratta Castagnola (comune di Fraconalto) - Vallemme (nel comune di Voltaggio). Alla cerimonia hanno partecipato il ministro delle infrastrutture e dei traporti Matteo Salvini, il commissario straordinario Calogero Mauceri e l’assessore regionale del Piemonte Enrico Bussalino.
L’intervento, realizzato dal General Contractor guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana, segna il completamento di un tratto di circa 2,8 chilometri per ciascun binario scavato in condizioni geologiche particolarmente difficili, anche per la presenza di gas naturale, affrontate con soluzioni tecnologiche avanzate e rigorose misure di sicurezza.
Il Terzo Valico dei Giovi è una nuova linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità in costruzione in direzione sud-nord fra Genova e Tortona. Inserito nel Corridoio europeo Reno-Alpi della rete TEN-T, rivoluziona il trasporto ferroviario merci e passeggeri, riducendo fino a circa un’ora i tempi di percorrenza tra Genova e Milano e aumentando capacità e affidabilità del trasporto ferroviario, in particolare per il traffico merci.
Quando entrerà in funzione, il Terzo Valico consentirà sia di potenziare i collegamenti merci tra la Liguria, il Nord Italia e l’Europa, sia di rendere più veloci i collegamenti passeggeri fra Genova, Torino e Milano. Ad oggi gli scavi hanno superato gli 83 chilometri di gallerie realizzate su circa 86,9 complessivi, raggiungendo circa il 96% degli scavi in galleria lungo il tracciato complessivo dell’opera. Il costo ad oggi finanziato è di 8,498 miliardi di euro.
Nella foto (Piemonte Informa): abbattimento del diaframma Castagnola-Vallemme.

Emergenze e futuro delle telecomunicazioni

Il lungo cammino della Rete alternativa “Zamberletti”
I2RGV G. Romeo durante una prova di sintonia dalla Prefettura di Varese
Giannino Romeo e il prefetto di Varese Salvatore Rosario Pasquariello

Fu pensata dal deputato varesino Giuseppe Zamberletti dopo il terremoto dell’Irpinia e della Basilicata. Si basa su radiofrequenze senza internet. Viene testata mensilmente con una specifica esercitazione.
Dal 1981 le comunicazioni di emergenza fanno capo alla "Rete alternativa di emergenza delle prefetture italiane”, un dispositivo voluto inizialmente dal ministero dell’interno per coprire le eventuali interruzioni di quelle ordinarie o integrare quelle della protezione e della difesa civile.
TRE CAPOMAGLIA
Il sistema è articolato in tre capomaglia: Varese per il Nord Italia, Siena per il Centro Italia, Reggio Calabria per il Sud Italia e poggia su apparecchiature ricetrasmittenti HF amatoriali e di antenne per le bande interessate, acquistate dalle prefetture stesse. A farlo funzionare sono oltre seicento operatori, che si avvicendano tra prefetture, enti e organizzazioni, enti pubblici e Centri radio mobili.
Le attività della Rete Alternativa “Zamberletti” vengono gestite dall’Associazione Radioamatori Italiani a mezzo dei propri soci ed in particolare dalle sezioni dei capoluoghi di provincia dove hanno sede le prefetture. Alle chiamate della rete radio HF italiana partecipa da circa vent'anni anche una stazione della Repubblica di San Marino; nel 2009 vi fu una breve apertura sperimentale alla Grecia.
ORIGINI E VERIFICHE
Le origini di un collegamento alternativo di radiocomunicazioni di emergenza risalgono al 1981, quando un gruppo, composto da Giovanni Romeo, Franco Campanelli, Settimio Sordi e Bruno Surace si propose di presentare a tutte le prefetture del territorio Italiano un progetto denominato "Rete Radiocomunicazioni Alternative di emergenza", operativa su frequenze Hf e sviluppata sulle potenzialità e le capacità dei radioamatori aderenti all’Associazione Radioamatori Italiani (Ari).
Nel 1985 si concretizzò ufficialmente la fase di sperimentazione e venne istituita con decreto Zamberletti la "Rete radiocomunicazioni alternative di emergenza delle prefetture". Da quella data ad oggi sono state effettuate quattrocentonovantanove prove di collegamenti tra prefetture e altri enti e associazioni.
Proprio in occasione della cinquecentesima esercitazione per la verifica delle apparecchiature radio, la prefettura di Varese e l’Associazione Radioamatori Italiani hanno organizzato a Villa Recalcati, il 26 maggio 2026, un convegno su "Il futuro delle telecomunicazioni di emergenza e il suo impiego in contesti emergenziali”.
Nelle foto (Prefettura Varese): I2RGV Giovanni Romeo durante una prova di sintonia dalla Prefettura di Varese; Giannino Romeo e il prefetto Salvatore Rosario Pasquariello. 

Rifugi alpini lombardi, 5,2 milioni per completamento lavori

Destinatari soggetti pubblici, associazioni e gestori di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese
Un rifugio alpino (foto LNews)

Ci sono anche il Club Alpino italiano di Besozzo e il comune di Dumenza, nel Varesotto, tra i cinquanta beneficiari del bando regionale “Rifugi 2024”, che il 22 maggio 2026 è stato finanziato con 5,2 milioni per l'esaurimento della graduatoria.
Queste ulteriori risorse consentiranno di completare e rendere pienamente operativi i rifugi alpinistici e rifugi escursionistici ubicati in comuni montani o parzialmente montani nelle province di Bergamo (9), Brescia (11), Como (3), Lecco (9), Sondrio (16) e Varese (2).
I finanziamenti sono diretti a realizzazione, ampliamento, manutenzione straordinaria, innovazione tecnologica, riqualificazione, sicurezza, accessibilità, efficientamento energetico e mitigazione dei fenomeni naturali.
Per la provincia di Varese sono state accolte due domande per un importo complessivo di 178mila euro. Al Club Alpino Italiano di Besozzo sono stati assegnati 88.598 euro per lavori al Rifugio "Capanna Giulio de Grandi Adamoli” e al comune di Dumenza 89.473 euro per il Rifugio "Dumenza-Alpe Bovis”.
Nella foto (LNews): rifugio alpino.

Porto Valtravaglia, lavori e scoperte nel Centro religioso di Domo

Rimesso in luce l’antico impianto del monumento carolingio
Vasca originale (foto M.I.)

Le significative caratteristiche del centro religioso di Domo sono state più volte analizzate anche in contesti di studi e approfondimenti storici mettendo in evidenza le peculiarità dei singoli monumenti ivi presenti. Il complesso è caratterizzato da ben quattro edifici storici: la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (chiesa iemale di impostazione medievale ma ampliata a fine ‘700), la Chiesa si Santo Stefano (chiesa estiva anch’essa di origine medievale e con un significativo insieme di affreschi cinquecenteschi), il Battistero Carolingio e l’ex Oratorio di San Filippo, teatro parrocchiale di cui ricorre proprio quest’anno il centenario della costruzione.
Un primo progetto per il recupero del Centro religioso di Domo, a firma dell’architetto Carolina Sangermani con la collaborazione del geometra Maurizio Isabella, è stato presentato nel 2021 e approvato l’anno successivo dalla Curia (prat. 1070/2021) e dalla Soprintendenza di Milano (prot. 27084 del 25/10/2022). Il progetto prevedeva il rifacimento della copertura e della soletta (con altri interventi minori) all’ex Oratorio di San Filippo e un restauro integrale del battistero di Domo con il rifacimento delle coperture, il consolidamento della volta, l’eliminazione di tutte le superfetazioni, il ripristino di tutte le aperture originali (tre finestre e la porta a sud), il restauro delle facciate.
LAVORI E SCOPERTE
I lavori hanno permesso di mettere in sicurezza l’importante monumento carolingio (databile tra la fine del IX secolo e l’inizio del successivo) e gli interventi interni hanno evidenziato significative caratteristiche originali. Le tre finestre erano state interrotte da una cornice ottocentesca mentre un improvvido tavolato aveva occultato la porta originale. L’eliminazione degli intonaci interni ha rimesso in luce l’antico impianto a pianta ottagonale, seppure con qualche imprecisione esecutiva.
La rimozione degli intonaci di fine ottocento ha rimesso in vista vaste porzioni di intonaco originale e altri dettagli costruttivi indispensabili per una più approfondita conoscenza del manufatto (tessitura e malta originale delle murature, inserimenti medievali, intonaci carolingi). È riemersa, inoltre, una porzione di affresco quattro/cinquecentesco raffigurante San Giovanni Battista. Di quest’opera non era nota la presenza neppure attraverso le visite pastorali, pertanto è stata una importante scoperta del tutto inattesa.
Nel corso dei vari interventi è stata anche tentata una prospezione archeologica al di sotto della parte centrale dell’attuale pavimento (realizzato attorno al 1960). Dalle notizie pervenuteci dai parroci precedenti (in particolare da don Carlo Agazzi Rota) non sembrava essersi conservato nulla delle antiche strutture legate al battistero.
L’intervento condotto dalla ditta Archeostudi di Bergamo, sotto la direzione del suo responsabile Roberto Mella Pariani e la supervisione della funzionaria di zona della Soprintendenza Archeologica Daniela Locatelli, ha portato alla rimozione di una serie di macerie depositate nel corso dell’esecuzione dell’attuale pavimento (1960).
RIEMERSA LA VASCA BATTESIMALE ORIGINALE
Nel corso degli scavi sono stati reperiti molti lacerti di almeno due pavimentazioni antiche con impasti a base calce e, alla profondità di circa 80 centimetri, è riemersa la vasca battesimale originale carolingia.
La vasca, ad immersione, a base ottagonale con orientamento pari a quello del battistero, presenta un intonaco di finitura in cocciopesto come parte della malta di allettamento delle pietre. Il fondo della vasca è stato demolito in epoca imprecisata e scavi precedenti avevano raggiunto quote inferiori. Rimangono alcune tracce su alcuni lati della vasca della quota del fondo, posto a circa un metro al di sotto dell’attuale pavimento. Una porzione della vasca, probabilmente in corrispondenza dello scarico originale, è stata demolita in epoca imprecisata.
Nelle murature attorno rimangono tracce di un piano per la presenza, in origine, di uno o due gradini per poter raggiungere il fondo della vasca. Sono ora in corso rilievi e analisi per meglio comprendere questo del tutto inedito manufatto, la cui scoperta ha decisamente aggiunto nuove informazioni a tutto il monumento originale.
LAVORI E FINANZIAMENTI
I lavori, preventivati in circa 300.000 euro, sono stati finanziati per 190.000 euro dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso l’otto per mille (prot. 1759/2023 del 2/3/2023) e con altri 80.000 euro mediante il Bando Cariplo “SOS Patrimonio” del 2023 (rif. 2023-3546).
Un particolare ringraziamento va alla CEI e alla Fondazione Cariplo per aver dato alla parrocchia di Domo la possibilità di un intervento così rilevante. Un ringraziamento anche a don Luca Ciotti, parroco di Domo e di altre cinque parrocchie, per aver sempre creduto, seguito e collaborato all’impegnativa impresa e a tutte le ditte intervenute sui due monumenti.
È possibile effettuare una donazione pro restauri mediante bonifico bancario utilizzando l’IBAN:
IT72D0306909606100000197432 su Banca Intesa intestato a Parrocchia Santa Maria Assunta Domo.
Essendo opere di restauro autorizzate dalla Curia e dalla Soprintendenza, le offerte sono deducibili dalle tasse. Inviando copia del bonifico (o strumenti tracciabili) a parrocchievaltravaglia@gmail.com verrà prodotta la certificazione da allegare alla dichiarazione dei redditi.
Maurizio Isabella 
Nelle immagini (foto M.I.): Interno ed esterno del Battistero e la Vasca originale. 

Laveno, riapertura biblioteca Antonia Pozzi

Conclusi i lavori per la sicurezza dell’intero immobile
Nuove sale studio biblioteca (foto Comune Laveno)

I lavori per la sicurezza dell’intero palazzo sono finiti e a Laveno Mombello, dal 21 maggio 2026, la biblioteca comunale Antonia Pozzi ha ripreso, dopo due anni, la piena operatività con l'accesso diretto agli scaffali e la riapertura delle aule studio.
Ora a Villa FruaIl ritorna lo “scaffale aperto” e aumentano le sale studio con spazi dotati di arredi più moderni e funzionali a un ambiente accogliente. Una terza sala, affacciata direttamente sulla nuova piazza della Villa e richiesta dal Consiglio comunale dei giovani, sarà accessibile ininterrottamente tutta la settimana e ospiterà anche un servizio bar.
Resteranno inoltre regolarmente aperti gli spazi della sede di Piazza Italia, che continua a operare secondo le proprie modalità.
Nella foto (Comune Laveno): Nuove sale studio biblioteca. 

Lago d’Orta, Fabbriche del Gioco nel Parco della Fantasia

Terzo museo nel Forum di Omegna
Omegna, Le Fabbriche del gioco (foto Parco fantasia)

Si arricchisce nel Forum di Omegna, sul lago d’Orta, il percorso di intrattenimento educativo composto dal Museo Rodari e dal Moca–Museo omegnese del casalingo. Il Parco della Fantasia Gianni Rodari ha recentemente Inaugurato Le Fabbriche del Gioco, un terzo museo dedicato al mondo del giocattolo, della creatività manifatturiera e dell’immaginario legato all’infanzia.
L’iter museale, curato da Pino Boero, esperto di didattica rodariana, e realizzato con la creatività di Aurora Meccanica, si sviluppa come un grande viaggio ispirato all’universo del pedagogista e scrittore Gianni Rodari (Omegna 1920 - Roma 1980). I visitatori attraversano ambienti tematici, installazioni ludiche, giochi analogici e digitali, esperienze immersive e attività interattive pensate per famiglie, scuole e turisti.
“Le Fabbriche del Gioco” nasce con l’obiettivo di valorizzare la tradizione industriale e produttiva del territorio omegnese, storicamente legata al design, alla creatività e alla produzione di oggetti e giocattoli. A riconoscimento del suo progetto culturale ha concesso il suo patrocinio l’Assogiocattoli, associazione nazionale delle imprese del settore giocattolo, della prima infanzia, del carnevale, delle festività e dell’intrattenimento.
Nella foto (Parco Rodari): Omegna, Le fabbriche del gioco.

Tradate, introdotto l’elettroencefalografo dinamico

Consente in casi selezionati la registrazione continuativa dell’attività elettrica cerebrale
Tradate, Neurologia Galmarini (foto Asst Settelaghi)

Continua l’integrazione tra le strutture dell’Azienda socio sanitaria territoriale Sette Laghi di Varese per garantire un’assistenza omogenea e accessibile su tutto il territorio. Una nuova tecnologia consente la registrazione continuativa dell’attività elettrica cerebrale per ventiquattro ore.
Lo strumento diagnostico è un elettroencefalografo dinamico, introdotto per la prima volta alla Neurologia dell’Ospedale Galmarini di Tradate. L’apparecchio tecnologico rende possibile individuare quelle eventuali anomalie brevi e intermittenti che durante un esame elettroencefalografico tradizionale potrebbero non emergere.
L’indagine viene prescritta dallo specialista neurologo in casi selezionati, in particolare per il monitoraggio di pazienti affetti da forme complesse di epilessia. L’interpretazione e la refertazione degli esami saranno poi effettuate dagli specialisti dell’Ospedale di Circolo di Varese attraverso un collegamento telematico per il trasferimento dei dati tra i due presidi aziendali.
Contestualmente, è stata inoltre potenziata l’offerta neurofisiologica con l’attivazione di due sedute aggiuntive mensili dedicate agli esami elettromiografici.
Nella foto (Asst Sette Laghi): Tradate, Neurologia Galmarini. 

Luino, Nativi Americani e antichi valori

Incontro con i delegati della Nazione Lakota
Locandina Festival della poesia

Storia, spiritualità e ruolo della donna tra i popoli indigeni del Nord America scandiranno a Luino, sabato 30 maggio 2026 (ore 16), un incontro (preferibile prenotazione: 3357639915 - 393356301142) a Palazzo Verbania con Alessandro Martire, ambasciatore in Italia del popolo dei Lakota presso l'Onu, la vicepresidente dell’associazione culturale Wambli Gleska Luigina Cossu e il maestro Ivan Ceci, consigliere dell’associazione. Organizza Aisu Insieme verso Itaca.
I delegati della Nazione Lakota saranno gli ospiti del Festival della poesia, che proclamerà le opere vincitrici del concorso,
L’evento consentirà - dichiarano gli organizzatori - «di avvicinarsi alla verità storica e spirituale di un popolo, la cui cultura, nonostante le continue sfide e vessazioni a cui è stata sottoposta, sopravvive e oggi continua a insegnare il rispetto per la Terra e per il Sacro».
CHI SONO GLI OSPITI
Alessandro Martire – Oyatenakicijipi -, membro onorario e ambasciatore in Italia presso l’Onu del popolo dei Lakota Sicangu di Rosebud, è l'ultimo discendente vivente di Pietro Martire d’Anghiera (Arona 1457 - Granada 1526), primo storico a denunciare gli eccidi perpetrati dagli Spagnoli verso i popoli amerindi. La pluriennale esperienza di vita e il legame profondo con il popolo Lakota saranno la filigrana della sua esplorazione sulla "Spiritualità e resilienza nei Nativi Americani”.
L’intervento di Luigina Cossu su "Il ruolo femminile nei Nativi Americani ieri e oggi" farà riscoprire la figura della donna nelle società tribali, pilastro centrale e chiave per la trasmissione della cultura e della coesione comunitaria mentre Ivan Ceci si esibirà con il tradizionale e tipico flauto dei Nativi Americani, capace di evocare i silenzi e le voci delle grandi praterie.
In immagine, locandna della manifestazione 

Penne Nere, a raccolta i gruppi dei Sette Laghi

A Laveno Mombello, il 13 e 14 giugno 2026, raduno sezionale del Varesotto
Poster Raduno Alpini Laveno

Il 13 e 14 giugno 2026 Laveno Mombello sarà animata da due giorni di festa e di solidarietà con i settantasette Gruppi delle Penne Nere sparsi sul territorio del Varesotto, dai confini con la provincia di Milano e Como alle sponde del Ceresio fino alle rive del Lago Maggiore.
Il terzo Raduno sezionale alpini, organizzato dalla Sezione Ana di Varese, offrirà una dimostrazione pratica di tutte le attività svolte, da quelle più ludiche ed educative dedicate a famiglie e bambini a quelle più tecniche e specialistiche legate all'Antincendio boschivo e alla gestione delle emergenze. Agli alpini, artiglieri da montagna, amici ed aggregati si uniranno anche rappresentanti di numerose sezioni lombarde, piemontesi ed emiliano-romagnole.
Faranno da cornice l'intitolazione di un belvedere al Parco delle Torrazze, lo "sfilamento" per le vie del borgo e la messa in Chiesa nuova (S. Ambrogio), l’omaggio ai Caduti e la festa con l'immancabile stand gastronomico in area Gaggetto.
Nella foto: il poster del raduno alpini a Laveno. 

Carabinieri, concorso per ufficiali

Procedure per diciassette posti nel ruolo tecnico
foto concorso RT (Arma carabinieri)

È aperto fino al 17 giugno 2026 il concorso per ufficiali del ruolo tecnico dell’Arma dei carabinieri. Sono iniziate le procedure per la selezione e l’arruolamento di diciassette ufficiali nelle specialità di medicina (due posti), investigazioni scientifiche-fisica (uno), investigazioni scientifiche-chimica (due), telematica (quattro), genio (due), amministrazione e commissariato (tre). Altri tre posti sono riservati a carabinieri già in servizio in telematica (uno), genio (uno) e amministrazione e commissariato (uno).
Al concorso possono partecipare, per una sola specialità, i cittadini italiani in possesso di laurea magistrale dell’indirizzo di interesse che, alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande, non abbiano superato il trentaduesimo anno di età. I vincitori del concorso saranno nominati tenenti in servizio permanente nel ruolo tecnico dell'Arma dei carabinieri e frequenteranno un corso della durata di un anno presso la Scuola Ufficiali Carabinieri, incentrato principalmente sullo studio di materie tecnico-professionali.
Nella foto (Arma dei carabinieri): concorso. 

Lombardia, Piemonte e Liguria, un triangolo sempre più aerospaziale

Nuovo passo strategico della filiera nazionale
Aerospazio (foto LNews)

Altro passo avanti tra I tre distretti dell’aerospazio nazionale con oltre il 60% del fatturato del settore. A Torino, il 15 maggio 2026, i presidenti Paolo Cerabolini del Lombardia Aerospace Cluster (Lac), Maurizio De Mitri del Distretto Aerospaziale Piemonte (Dap) e Remo Giuseppe Pertica del Distretto ligure Sistemi intelligenti integrati (Siit) hanno siglato un’Intesa che consolida e promuove lo sviluppo dell’ecosistema industriale Aerospazio e Difesa.
Obiettivo dell’accordo, accompagnare l’integrazione tra i rispettivi ecosistemi aerospaziali, valorizzando il ruolo dei distretti quali strumenti di innovazione, trasferimento tecnologico e internazionalizzazione delle imprese.
Per tratteggiare il colosso economico e tecnologico, bastano poche cifre.
Il Piemonte, con un fatturato di 8 miliardi euro e 35mila addetti, è il cuore della produzione di motoristica e infrastrutture spaziali. La Lombardia, con 6,3 miliardi di fatturato, quasi 3 miliardi di export e 22mila addetti, vanta l’eccellenza mondiale in ala fissa (aeromobili), ala rotante (elicotteri) e spazio (satelliti). La Liguria, con oltre 1 miliardo di fatturato e 5mila addetti, è la punta di diamante per elettronica, cybersecurity e sistemi integrati.
L’iniziativa si inserisce nel percorso della Cabina economica del Nord-Ovest, il tavolo tra Lombardia, Piemonte e Liguria che negli ultimi anni ha promosso momenti di confronto e progettazione condivisa sui principali settori industriali, dall’automotive alla microelettronica, dall’energia alla logistica, fino all’aerospazio.
I TRE DISTRETTI AEROSPAZIALI
*Distretto Aerospaziale Piemonte (DAP) è un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2019. Accanto alle istituzioni integra i principali attori della ricerca e della formazione, dal Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino all’ITS Aerospazio/Meccatronica, oltre a Leonardo, GE Avio Aero, Thales Alenia Space Italia, Mecaer e Microtecnica–Collins. La base associativa comprende inoltre un ampio sistema di imprese specializzate nei settori aeronautico e spaziale.
*Lombardia Cluster Aerospace è un’associazione nata nel 2009 dall’iniziativa di otto imprese del settore e da Confindustria Varese e riconosciuta nel 2014 da Regione Lombardia. Più di duecento imprese per circa 22mila addetti generano circa 6,3 miliardi di fatturato annuo e un export dal valore di circa 3 miliardi.
Oltre ad aziende come Leonardo con le sue Divisioni elicotteri, aeronautica e spazio, Thales Alenia Space Italia e Thales Italia, conta piccole e medie imprese subfornitrici altamente specializzate, quattro Università (Politecnico di Milano, Università Liuc, Università degli Studi di Milano Bicocca e Università degli Studi di Pavia) e due centri di ricerca (Cnr Irea e Inaf Osservatorio Astronomico di Brera) con specializzazioni nel settore.
*Distretto ligure Sistemi Intelligenti Integrati (SIIT Scpa)  è stata costituita nel 2005 per accrescere competenze e competitività nel settore dell’innovazione tecnologica. Fornisce sistemi e piattaforme per la sicurezza e la difesa; piattaforme navali; piattaforme aeree, soluzioni per mobilità, trasporto e logistica, sistemi energetici, di segnalamento ferroviario, di automazione e altro.
Comprende tra i propri aderenti Filse, Camera di Commercio, Confindustria, 12 grandi industrie, circa 300 Pmi, UniGe, Cnr e altri Enti di ricerca. Negli ultimi anni ha svolto specifiche azioni nel contesto in stretto coordinamento con Regione Liguria.
Nella foto (LNews): settore aerospazio. 

Galleria del San Gottardo, in funzione i rilevatori di deragliamento

Manutenzione dei carri merci e responsabilità civile
Galleria Gottardo, rilevatori di deragliamento (foto Ffs)

Nella galleria di base del San Gottardo la rottura di una ruota causò, nell’agosto 2023, il deragliamento di un treno merci. Per prevenire eventi di questo tipo e ridurre l’impatto in caso di incidente, le Ferrovie Federali Svizzere hanno avviato una serie di misure per incrementare la sicurezza del traffico merci internazionale su rotaia.
RILEVATORI AI PORTALI
In una decina di punti della linea che conduce alla galleria di base del San Gottardo, nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2026, le Ffs hanno messo in servizio rilevatori di deragliamento, installati su una sezione particolarmente sensibile, in particolare prima del cambio di binario ai portali della galleria di base del San Gottardo. Su questa tratta, infatti, sia i treni viaggiatori sia i treni merci circolano a velocità elevata e, per cambiare binario, devono percorrere i cosiddetti scambi ad alta velocità.
Questi rilevatori sono l’unica tecnologia infrastrutturale comprovata per rilevare un deragliamento. Nel caso, ritenuto improbabile, di un nuovo incidente, il loro obiettivo è evitare la collisione tra due treni.
I rilevatori non sono tuttavia in grado di evitare i deragliamenti. Indispensabile è pertanto una migliore manutenzione dei carri merci e un adeguamento delle norme in materia di responsabilità civile per il traffico merci su rotaia.
MANUTENZIONE CARRI MERCI
Cuore del problema è un miglioramento drastico della manutenzione dei carri merci.
Oggi, in caso di incidente per un difetto del carro, la responsabilità ricade sull’impresa di trasporto ferroviario e non sul detentore del carro, che conseguentemente rimane poco incentivato a investire più del minimo indispensabile nella sicurezza.
Senza la modifica del diritto in materia di responsabilità civile anche la più avanzata tecnologia non basta. Per le Ffs le disposizioni emanate dall’Ufficio federale dei trasporti vanno nella giusta direzione e concorrono a un’equa ripartizione dei rischi nel traffico merci su rotaia.
Nella foto (Ffs): Galleria Gottardo, rilevatori di deragliamento. 

Unione europea, nuove norme per gli animali da compagnia in viaggio

Pet in viaggio

Da fine aprile 2026 rinnovate disposizioni accompagnano nell'Unione europea i viaggi non commerciali degli animali da compagnia. Per loro è stato curato un aggiornamento che ne rafforza sicurezza e salute e si integra col quadro della normativa sulla sanità animale.
Secondo le norme attuali, cani, gatti e furetti possono viaggiare con i loro proprietari verso un altro Stato membro dell’UE o entrare nell’UE da un Paese terzo, se soddisfano determinati requisiti. Ad esempio, gli animali devono essere vaccinati contro la rabbia e, quando provengano da un Paese terzo, devono aver effettuato un test degli anticorpi contro la rabbia. I proprietari devono inoltre assicurarsi che i loro amici pelosi dispongano di un passaporto europeo valido quando viaggiano da un Paese dell’UE o dall’Irlanda del Nord verso un altro Paese dell’UE o l’Irlanda del Nord; se invece provengono da un Paese terzo, devono avere un certificato sanitario dell’UE valido.
Le norme aggiornate chiariscono che è consentito un massimo di cinque animali da compagnia per veicolo, spiegano le condizioni da rispettare per il transito di animali attraverso l’UE da un Paese terzo a un altro e descrivono le procedure da seguire nel caso in cui un animale sia respinto da un Paese terzo e rimandato nell’UE.
Le nuove norme rafforzano anche i requisiti relativi all’identificazione degli animali. In particolare, specificano quali informazioni debbano contenere i documenti identificativi, come il codice del Paese di origine dell’animale. Sebbene la maggior parte delle nuove disposizioni si applichi già, alcune modifiche saranno introdotte gradualmente. Ad esempio, i nuovi certificati sanitari dovranno essere utilizzati a partire dal 1º ottobre 2026, mentre i nuovi requisiti di identificazione e i passaporti aggiornati diventeranno obbligatori solo dal 1° gennaio 2028. 

Verbania, Tullio Pericoli e i paesaggi dei nostri tempi

Al Museo del Paesaggio mostra personale di cinquanta opere
Verbania, locandina mostra Tullio Pericoli

La figura e l'opera di Tullio Pericoli attraverso i paesaggi dei nostri tempi è il tema della personale “Terre inquiete”, allestita dal 30 maggio al 1° novembre 2026 al Museo del Paesaggio di Verbania a cura di Elena Pontiggia, Un percorso di cinquanta opere, metà delle quali inedite, offre uno sguardo ampio sulla ricerca dell’artista, da sempre attenta al dialogo tra paesaggio, memoria e identità e coerente con l’evoluzione del suo linguaggio.
Per Tullio Pericoli, nato nel 1936 a Colli del Tronto e dal 1961 residente a Milano, «la pittura non deve raccontare in modo troppo dichiarato ma filtrare il racconto con la complessità e molteplicità di significato delle immagini».
Informazioni: Museo del Paesaggio di Verbania, mostra Terre Inquiete di Tullio Pericoli, 30 maggio–1 novembre 2026. Visite guidate (ore 15.30): 6 giugno, 11 luglio, 8 agosto, 19 settembre, 17 ottobre. Biglietto (comprensivo anche di visita a Gipsoteca Troubetzkoy, Pinacoteca, collezione Arturo Martini): 8 euro intero; 5 ridotto. Biglietto unico con Giardini Botanici di Villa Taranto 18 euro intero, 13 euro ridotto. Info: segreteria@museodelpaesaggio.it - www.museodelpaesaggio.it
Nelle foto (Museo del Paesaggio): locandina mostra Tullio Pericoli; Verbania, Pericoli, Racconti della terra; Verbania, Pericoli, Verticale; Verbania, Pericoli, Luoghi caldi.

Tra Cori e Sesto Calende, un’“Ala” in nome di Alessandro Marchetti

Inaugurato nel comune laziale il Museo dedicato a una leggenda del volo mondiale
Locandina inaugurazione ala Marchetti

Un nuovo spazio museale ricorda un pioniere dell’aviazione italiana del Novecento. All’ingegnere Alessandro Marchetti (Cori, 16 giugno 1884 – Sesto Calende, 5 dicembre 1966) la sua terra natale ha reso omaggio inaugurando, il 16 maggio 2026, il Museo Alessandro Marchetti “Ala”, che accoglie documenti storici, fotografie, materiali dedicati alla carriera di un progettista di velivoli entrati nella leggenda del volo mondiale.
Dagli idrovolanti Savoia-Marchetti S.55, protagonisti delle trasvolate atlantiche di Italo Balbo negli anni 1930, ai velivoli Siai-Marchetti SF-260, impiegati ancora oggi per l’addestramento dei piloti militari italiani, il nome Marchetti è strettamente legato allo sviluppo industriale e tecnologico della città sestese, cresciuta anche attorno alle attività della Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI-Marchetti) avviata il 12 agosto 1915.
L’iniziativa del comune laziale riveste un particolare interesse anche per il territorio di Sesto Calende e del Varesotto.
L’inaugurazione dell’Ala Marchetti non è stata solo un evento culturale dedicato a una figura di rilievo mondiale dell’ingegneria aeronautica, ma una occasione di valorizzazione della memoria storica condivisa tra Cori e Sesto Calende. A testimonianza del legame identitario tra i due territori, non a caso alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti del Gruppo Lavoratori Seniores Siai Marchetti e amministratori della cittadina sul Lago Maggiore,
Nella foto: locandina dell’inaugurazione dell’Ala. 

Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, bando “Ospitalità italiana” per i campeggi

Qualificare l’offerta delle imprese turistiche e supportarle rispetto alle esigenze dei visitatori restando in sintonia con il proprio territorio. È l’obiettivo della certificazione “Ospitalità Italiana”, promossa da Unioncamere ed enti camerali. L’iniziativa, avviata nel 1997, vede anche la partecipazione della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte che, in collaborazione con l'Istituto nazionale ricerche turistiche, ha aperto un bando dedicato ai campeggi. Le strutture ricettive delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli che esercitino tale attività possono candidarsi per richiedere il marchio di qualità.
Le domande, a cui seguiranno verifiche circa il possesso dei requisiti e sopralluoghi nelle imprese, verranno analizzate in base a quattro indicatori: qualità del servizio, promozione del territorio, identità, notorietà.
Sul sito www.pno.camcom.it è disponibile apposito modulo da inviare via pec a promozione@pec.pno.camcom.it entro venerdì 29 maggio 2026. Dettagli, Servizio promozione Camera di Commercio (promozione@pno.camcom.it – telefono 0323.912.834/856/803).

Cassano Valcuvia, teatro, arte collettiva, laboratori per superare le barriere sociali

locandina della manifestazione laivinplus

A Cassano Valcuvia (Varese) imminente una rassegna non solo teatrale. Dal 26 al 28 maggio 2026 si svolgerà il Festival LAIVin Plus (progetto a cura di Alchemilla con i partner territoriali Teatro Magro e Teatro Periferico che cura la direzione artistica). La compagnia teatrale unisce ricerca artistica e inclusione sociale attraverso percorsi formativi aperti a ogni fragilità e generazione. In programma spettacoli di teatro e musica, che renderanno protagoniste le scuole secondarie di secondo grado della Lombardia, esperienze di arte inclusiva, laboratori artistici, teatro immersivo. La tappa a Cassano segue l'appuntamento precedente a Mantova; coinvolte undici scuole che provengono dalle province di Varese, Como, Lecco, Monza Brianza, Novara e Verbano Cusio Ossola.
«Il festival nasce dall’impegno di costruire uno spazio in cui le vulnerabilità - siano esse fisiche, economiche o sociopsicologiche - non siano ostacoli, ma punti di partenza per generare espressioni artistiche autentiche - sottolinea l'organizzazione -. In queste tre giornate, il teatro diventa lo strumento d’elezione per decostruire pregiudizi e favorire la relazione umana». Info e dettagli: https://www.laivinplus.it/
In immagine la locandina della manifestazione

Cantello, Fiera dell’asparago

Appuntamenti con mercatini, cucina e musica
Locandina Pro Logo Cantello

Nel Palatenda di Cantello, nel Varesotto, ha preso avvio la Fiera dell’asparago, che nel doppio weekend del 15-17 e del 22-24 maggio 2026 rinnova l’appuntamento con mercatino, musica e cucina all’insegna di una produzione agricola d’eccellenza locale.
Dalla prima edizione di domenica 28 maggio 1939 in poi, la manifestazione, come ha dichiarato il presidente provinciale di Coldiretti Varese, Pietro Luca Colombo, «permette di valorizzare il lavoro dei produttori agricoli e di far conoscere ai cittadini il valore reale di una filiera locale, fatta di qualità, stagionalità e legame diretto con il territorio».
Le prime notizie ufficiali sulla coltivazione degli asparagi a Cantello risalgono al 1831, quando alcuni documenti degli archivi parrocchiali testimoniano la presenza del prodotto, messo all’asta dal parroco per far fronte alle spese ecclesiastiche. Nel 1863 alcuni abitanti di Cantello portarono mazzi di asparagi in dono al Papa durante un viaggio a Roma. «L’episodio - aggiunge il presidente Colombo - conferma come questa coltivazione fosse già allora non solo una fonte di reddito, ma anche un simbolo identitario della comunità».
Nella foto (Pro Loco Cantello): la locandina della Fiera dell’asparago.

Varese, nuove apparecchiature pediatriche

Donate dalla Fondazione Il Ponte del. Sorriso
Varese, donazione Il Ponte del sorriso (foto Asst Settelaghi

Non conosce sosta l’impegno dell'associazione Il Ponte del Sorriso di Varese nel garantire ai piccoli pazienti cure sempre più efficaci e tecnologie all’avanguardia. Due lettini di rianimazione neonatale destinati alle sale parto, un ecografo oculare per l’Oculistica pediatrica, una sonda per la Radiologia pediatrica, che consentirà di effettuare indagini diagnostiche anche sui pazienti più piccoli, sono la sua ultima donazione all’Ospedale Filippo Del Ponte.
Il 15 maggio 2026 le nuove apparecchiature sanitarie, del valore complessivo di circa 60mila euro, sono state formalmente consegnate ai vertici amministrativi e sanitari dell’Asst Sette Laghi dalla presidente della fondazione Emanuela Crivellaro.
A rendere possibile quest’altro risultato non è stata soltanto la raccolta fondi natalizia promossa dall’associazione, ma anche la generosità di tante persone che, negli ultimi mesi, hanno scelto di sostenere concretamente i progetti dedicati ai bambini ricoverati.
Dai privati alle aziende, fino ai sempre presenti Alpini di Agra, gli Arditi Curva Nord Pallacanestro di Varese, l’Associazione Aspide e il Club Bridge, ancora una volta la sollecita mobilitazione e la generosa risposta hanno reso possibile un gesto di solidarietà a favore della salute dei bambini.
Nella foto (Asst Sette. Laghi): ls consegna delle nuove apparecchiature pediatriche all’Ospedale Del Ponte. 

Riparte il Giro d’Italia in Idrovolante

Da Sesto Calende a Gallipoli in due fasi stagionali - Idrovolanti anfibi ultraleggeri e aerei di aviazione generale in tredici tappe complessive
in immagine, Giro d’Italia in Idrovolante (foto Gidro)
in immagine, Giro d’Italia in Idrovolante (foto Gidro)

Dal Lago Maggiore, sabato 23 e domenica 24 maggio 2026, tappa inaugurale alla Marina di Verbella a Sesto Calende della seconda edizione del Giro d’Italia in idrovolante 2026, promossa dall’Aviazione Marittima Italiana. Circa dodici velivoli tra idrovolanti anfibi ultraleggeri e aerei di aviazione generale provenienti anche dall’estero saranno impegnati in tredici tappe complessive, articolate in due fasi stagionali.
La prima parte del tour (23–30 maggio) vedrà la partenza da Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino, uno scalo sul Lago di Como, una tappa a Desenzano del Garda e l’arrivo a Trieste. La seconda tratta (5–13 settembre) porterà, invece, gli equipaggi dal Lago Trasimeno fino a Gallipoli, attraversando l’Italia centrale e meridionale.
Obiettivo, raccontare e valorizzare la cultura dell’idrovolo, il patrimonio degli idroscali storici e le nuove prospettive del volo anfibio.
RIEVOCAZIONE STORICA E NON SOLO
Tutt’altro che casuale la partenza da Sesto Calende. L’idrovolante appartiene alla memoria aeronautica italiana e proprio a Sesto Calende il territorio varesino conserva uno dei luoghi simbolo della storia dell’idroaviazione nazionale.
L’area dell’idroscalo di Sant’Anna è legata alla tradizione della Siai Marchetti, all’Aeronautica Militare e a una stagione industriale, tecnologica e sportiva, che ha contribuito a portare il nome dell’Italia nel mondo. «il volo torna a casa» è il messaggio che accompagna l’iniziativa, ma non solo.
Il Gidro 2026 si propone anche come occasione per guardare al futuro. Chiara la sua motivazione. «L’idrovolante, mezzo che appartiene alla memoria aeronautica italiana, può tornare oggi a essere uno strumento moderno per il turismo, la mobilità sostenibile, la valorizzazione dei territori lacuali e la connessione tra aree spesso lontane dalle infrastrutture aeroportuali tradizionali».
in immagine, Giro d’Italia in Idrovolante (foto Gidro) 

Volo al femminile, giornata nazionale

Anche l’Aero Club di Varese tra i dieci aeroporti aderenti al Fiorenza Day
Locaadina Fiorenza Day

Provare l’emozione del volo in aliante è una delle tante iniziative speciali in programma, il 23 maggio 2026, nella giornata nazionale dedicata interamente alla promozione del volo al femminile. L’iniziativa, ideata e coordinata dall'Associazione Donne dell’Aria, vedrà il coinvolgimento di dieci aeroporti in tutta Italia, compreso l’Aero Club Adele Orsi di Varese.
Da nord a sud, la prima edizione del Fiorenza Day segnerà una data storica per l’aviazione italiana e mobiliterà contemporaneamente i dieci Club per abbattere i pregiudizi di genere e invitare le donne di ogni età a scoprire il mondo del pilotaggio.
La giornata è intitolata alla memoria di Fiorenza de Bernardi, la prima donna pilota di linea in Italia, che ha aperto la rotta alle future generazioni di aviatrici. Ideale passaggio di testimone tra la pioniera dei cieli e Samantha Cristoforetti, la prima donna europea al comando della International Space Station, sarà un videomessaggio esclusivo dell’astronauta trasmesso in tutte le sedi coinvolte.
PROGRAMMA E PARTECIPAZIONE
Il programma prevede l’apertura simultanea delle sedi a tutte le donne aspiranti pilote (ore 10), il video ricordo di Fiorenza de Bernardi e il videomessaggio di Samantha Cristoforetti (ore 11), un collegamento video in diretta tra tutte le sedi per un saluto corale tra professioniste, allieve e appassionate (ore 13).
La registrazione è obbligatoria e può essere effettuata sul sito ufficiale dell'ADA o tramite il modulo dedicato:
•Sito web: www.donnedellaria.it
•Link iscrizioni: https://forms.gle/57LnS2HWdvSzcnNYA
Nelle foto (Aero Club Adele Orsi): locandina Fiorenza Day