Edizione n.7 di mercoledì 25 febbraio 2026

Varese, il corpo umano dall’abisso allo spazio

Prospettiva clinica deli’anestesista-rianimatore Silvio Zerbi
Varese, dottor Silvio Zerbi (foto Asst Sette Laghi)

Nelle missioni in ambienti estremi la sostenibilità delle operazioni non dipende esclusivamente dall’ingegneria dei sistemi, ma dalla capacità del corpo umano di adattarsi a condizioni al limite della sopravvivenza. Sia nelle immersioni profonde (ambienti iperbarici) sia nelle attività extraveicolari spaziali (ambienti ipobarici) i limiti biologici sono i due estremi di uno stesso problema biologico.
L’adattamento dell’organismo umano a variazioni critiche di pressione, gravità e composizione atmosferica rappresenta un vincolo progettuale tanto quanto quelli tecnologici.
VINCOLO ADATTAMENTO
“Dall’abisso allo spazio: quando il limite non è la tecnologia, ma il corpo umano” è il titolo e messaggio centrale di un articolo del dottor Silvio Zerbi, specialista in anestesia e rianimazione in servizio all'Ospedale di Circolo di Varese, pubblicato sulla rivista Space&Blue Magazine, considerata uno dei principali punti di riferimento in Italia per i temi legati alla space economy e alla blue economy.
Attraverso il parallelismo tra immersione subacquea e missioni spaziali lo studio approfondisce gli effetti sull’apparato respiratorio, le modificazioni cardiovascolari, le implicazioni neurocognitive e le ricadute operative in termini di sicurezza.
La rivista si inserisce nel progetto strategico “Space&Blue–Made in Italy”, piattaforma editoriale che riunisce contributi di istituzioni, industria, decisori pubblici e mondo tecnologico. L’integrazione tra Economia dello Spazio ed Economia del Mare rappresenta una delle nuove frontiere economiche per il Paese con l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’Italia come leader globale nei settori ad alta innovazione tecnologica e sostenibile.
Nella foto (Asst Sette Laghi): il dottor Silvio Zerbi. 

Comunità Occitane in Italia, a lezione di lingua e cultura

Corso online gratuito - Iscrizioni entro 28 febbraio 2026
Corso di occitano, locandina

Nuova occasione di approccio alla lingua e alla cultura occitana alpina, parlata da circa 160mila-180mila persone, con un progetto sostenuto da Fondazione CRC e Regione Piemonte. L’associazione Espaci Occitan di Dronero, nel Cuneese, torna a proporre un corso online, gratuito e di primo livello, per studenti, insegnanti, operatori turistici, appassionati, anche se non occitanofoni o residenti in località occitano alpine.
La civiltà della lingua d’Oc è nata intorno all'anno 1000 e abbraccia un’area compresa tra la Val d’Aran in Spagna, il Midi di Francia e le valli alpine italiane di Piemonte (province di Cuneo e Torino) e Liguria, oltre la comunità di Guardia Piemontese, in Calabria, legata alle migrazioni valdesi.

LEZIONI E INCONTRI ONLINE
Il corso prevede sei lezioni di alfabetizzazione di base con elementi di letto-scrittura, grammatica, ortografia attraverso schede grammaticali, file audio, dizionario di base, esercizi e test di valutazione. I partecipanti saranno assistiti da un tutor e le lezioni si svolgeranno - e verranno caricate - su una apposita piattaforma, aperta ininterrottamente dal 5 marzo al 30 aprile 2026.
Sono inoltre previsti periodici incontri online, via Meet, tra il tutor e la classe, per conversare e approfondire particolari aspetti della grammatica. Gli incontri si svolgeranno i lunedì 9-16-23-30 marzo in orario 19-20, ma saranno registrati e fruibili anche da chi non potesse collegarsi in diretta.
Le iscrizioni devono essere effettuate entro il 28 febbraio 2026 inviando a segreteria@espaci-occitan.org una mail con i seguenti dati: nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, numero di telefono, e mail, professione. In autunno seguirà il tradizionale corso frontale di occitano di primo livello.
Informazioni: Espaci Occitan, tel. 0171.904075, www.espaci-occitan.org, segreteria@espaci-occitan.org.
Nella foto (Espaci Occitan): locandina del corso.

Bellinzona, Tre sguardi diversi sui confini della vita

La finitudine attraverso il racconto, la poesia e la ricerca scientifica
Bellinzona, "Vivere morire dire" (locandina Fondazione Sasso Corbaro)

I confini tra vivere, morire, dire attraversati con la forza delle parole, della poesia e del pensiero critico sono il filo conduttore di tre serate con gli autori di tre libri, che, ciascuno da una prospettiva distinta, affrontano il tema della finitudine.
A Bellinzona la Fondazione Sasso Corbaro ospita, nei mercoledì del 4, 11 e 25 marzo 2026 (ore 18,30), tre serate pubbliche gratuite su tre prospettive diverse per attraversare domande radicali su come raccontiamo la malattia, come pensiamo la morte, quale linguaggio scegliamo quando la vita si avvicina al suo limite. «Il ciclo - spiega Valentina Fontana, responsabile del programma di Eventi Pubblici - nasce dal desiderio di attraversare questi temi con linguaggi diversi e complementari, capaci di restituire complessità all’esperienza del limite e aprire uno spazio di confronto pubblico».
*Primo incontro, mercoledì 4 marzo, con Angelo Ferracuti, una delle voci più autorevoli della narrativa italiana contemporanea. Attraverso L’ultimo viaggio (Il Saggiatore, 2025), saggio narrativo dedicato ai contesti di cura e al fine vita, e La metà del cielo (Mondadori, 2019), memoir sul lutto e sulla ricostruzione di sé dopo la perdita della moglie, affronterà il tema della malattia, della perdita e della memoria. Moderatore, Nicolò S. Centemero, medico ed esperto di letteratura e malattia.
*Il successivo mercoledì 11 marzo Andrea Moser, autore ticinese, presenterà Luce muta (Manni, 2025), raccolta poetica che attraversa malattia, memoria e perdita. Dialogherà con con lui Giovanni Fontana, critico letterario e scrittore.
*Ultimo appuntamento, il 25 marzo, quando Michele Corengia, economista, ricercatore ed esperto in Medical Humanities, presenterà Marketing Palliative Care. Ethnography of Dying and the Emergence of Palliative Marketing (Routledge, 2026). Il saggio esplora il rapporto tra economia, cure palliative e fine vita. Dialogherà con lui Roberto Malacrida, medico ed eticista.
Entrata libera, iscrizione consigliata. Ciascun evento sarà seguito da un rinfresco.
Info: Fondazione Sasso Corbaro, Via Lugano 4a, 6500 Bellinzona; fondazione@sasso-corbaro.ch
Nella foto: locandina degli incontri.

Lugano, concerto Martha Argerich

Il 12 marzo 2026 al centro culturale LAC
Lugano, Martha Argerich (foto Osi)

Da febbraio l’Orchestra della Svizzera italiana è tornata al centro culturale Lugano Arte e Cultura per la seconda parte della stagione. Prossimo appuntamento, giovedì 12 marzo 2026 (ore 20), con il concerto di Martha Argerich e del direttore Charles Dutoit. Già in vendita i biglietti per la prova generale
In previsione del grande afflusso di pubblico per l’attesissima presenza della celebre pianista argentina naturalizzata svizzera, sono iniziate le vendite dei biglietti per la prova generale del mattino, in programma alle ore 12.30. Saranno aperte alle ore 10.30 e si potranno trovare al prezzo unico di trenta franchi.
Info: T +41 (0) 91 960 13 60; osi@osi.swiss 
Nella foto (OSI): locandina concerto Martha Argerich.

Ispra, ultimo saluto a Giuseppe Armocida

È mancato la sera del 18 febbraio
Giuseppe-Armocida (foto Uninsubria)

Il professore Giuseppe Armocida si è spento, a 79 anni, la sera del 18 febbraio 2026 nella sua casa di Ispra. Medico, psichiatra, accademico della medicina e dal 1995 presidente della Società Storica Varesina, all’Uninsubria ha avviato anche un percorso di antropologia e bioarcheologia sul territorio.
Nella foto (Uninsubria), Armocida all’inaugurazione di Villa Toeplitz nel 2003.

Genitori e figli, un accompagnamento su misura

Primi risultati di un progetto nel Novarese
Romentino, Logo Family+

Ha preso avvio nel settembre 2024 da Romentino nel Novarese, ad oggi, ha già coinvolto novantasei famiglie con figli minorenni in un intervento innovativo di inclusione sociale dei bambini e dei ragazzi attraverso la promozione della partecipazione ad attività educative, sportive e relazionali.
È il progetto “Family+”, promosso dal Consorzio intercomunale per la gestione dei servizi socio-assistenziali (Cisa) dell’Ovest Ticino nell’ambito del programma regionale sulla “Genitorialità positiva”.
Oltre a rafforzare le reti educative dei ventiquattro comuni territoriali, l’obiettivo si configura - spiega la presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio Carla Zucco - come «accompagnamento educativo personalizzato, attività di gruppo per genitori e figli, supporto scolastico, facilitazione dell’accesso alle opportunità territoriali e azioni di vicinanza solidale, orientate a contrastare l’isolamento sociale e a promuovere relazioni di supporto tra famiglie».
Testimoni sono centosessanta tra bambini, ragazzi e adolescenti - di famiglie per metà circa italiane e per l’altra parte di quindici diverse nazioni - che hanno superato, con largo anticipo, gli obiettivi inizialmente previsti e confermano la forte domanda di sostegno alla genitorialità presente nel territorio.
Cifra del progetto, aggiunge la direttrice del Cisa Valentina Bertone, sono «la formazione continua degli operatori e un approccio multidisciplinare che integra competenze educative, sociali e metodologie basate sui linguaggi espressivi e relazionali».
Nella foto: il logo di Family+ 

Violenza donne, nel 2024 in Lombardia sedici femminicidi

Oltre casa e autonomia, cardine del nuovo piano quadriennale è la cultura del rispetto
Messaggio antiviolenza, "Non sei da sola"

Sempre più la violenza contro le donne non conosce soste e anche il quadro regionale conferma l'urgenza di un impegno massiccio.
In Lombardia, nel solo 2024, si sono contate sedici vittime di femminicidio, un numero drammatico che si inserisce in un quadro nazionale di centodiciassette donne uccise (sessantadue da partner o ex partner). Parallelamente si è però registrata anche una maggiore capacità di reazione del sistema.
Nello stesso 2024 sono state oltre 6.300 le donne che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza lombardi. Il dato segna un incremento del 9% rispetto all'anno precedente e testimonia una miglior capacità di orientamento e crescente fiducia nelle istituzioni.
Sono, questi, alcuni dati del nuovo “Piano quadriennale regionale per le politiche di parità e di contrasto alla violenza 2026-2029”, illustrato il 19 febbraio 2026 nella Commissione sostenibilità sociale, casa e famiglia dell’assemblea regionale. Oltre il sostegno economico e il diritto all’abitare, cuore della strategia è la prevenzione primaria. Per il 2025 sono stati stanziati 16 milioni di euro, le Case Rifugio oggi garantiscono ottocentododici posti totali, ma nel prossimo quadriennio si punta anche a scardinare i soprusi, promuovendo una più dettagliata e approfondita cultura del rispetto nelle scuole e nelle università.
Nella foto (LNews): logo antiviolenza. 

Gianni Rodari, dal Vecchio al Nuovo Mondo in nome dei bambini

A Omegna corso di “gioco con le parole” per insegnanti
Locandina Parco Rodari

Un viaggio tra nonsense e immaginazione, a partire dal dialogo tra il piemontese Gianni Rodari (1920-1980) e l’argentina María Elena Walsh (1930-2011) con uno sguardo alle influenze degli inglesi Lewis Carroll (1832-1898) ed Edward Lear (1812-1888).
È il corso di formazione per insegnanti “Giocattoli di parole. Gradite un po’ di te?”, promosso dal Parco della Fantasia “Gianni Rodari” di Omegna in attesa dell’apertura del nuovo museo digitale sul gioco.
Questo momento di formazione dedicato alla scuola si terrà sabato 14 marzo 2026 nel Forum di Omegna. A guidare l’incontro sarà Laura Martín Osorio (Universidad Nacional de Cuyo – Alma Mater Studiorum Università di Bologna). Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria: tel. 0323 887233; e-mail: info@rodariparcofantasia.it.
Nella foto: locandina del corso.

Cannero Riviera, Festa degli agrumi tutta in rosso

Esposizioni, musica e spettacoli tra le fragranze del Neroli
Cannero Riviera, locandina mostra Gli Agrumi

Sulla sponda piemontese del lago Maggiore quest’anno è il colore rosso delle arance pigmentate il filo conduttore della Festa degli Agrumi, in programma dal 28 febbraio all’8 marzo 2026 a Cannero Riviera.
I visitatori potranno scoprirne le numerose varietà nei giardini privati aperti al pubblico, nelle vetrine della casa parrocchiale che espone una collezione di incarti storici coloratissimi, nelle fotografie esposte sotto i portici Hapimag e nelle opere realizzate dagli studenti del Liceo artistico Ferrini Franzosini.
PROFUMO D’ARANCIO
Da diciannove anni organizzata dal comune e da numerose associazioni locali, la festa incornicerà due momenti organizzati da Slow Food Verbano e Cusio: un incontro scientifico/divulgativo e una degustazione di amari artigianali a base di arance. Il profumo del Neroli, un olio essenziale prodotto per distillazione dei fiori di arancio amaro, accompagnerà invece la presentazione del romanzo “La signora del Neroli” e alcuni percorsi olfattivi organizzati in collaborazione con i profumieri.
Bambini e adulti potranno partecipare a laboratori sensoriali curati dalla Fondazione Hollman, a escursioni guidate nel territorio e, novità di quest’anno, a minicrociere sul lago narrate in rima. La musica e gli spettacoli, invece, collegandosi al rosso in tutte le sue gradazioni, renderanno un omaggio alle donne con artiste e temi al femminile. Per informazioni: www.cannero.it.
Nella foto: locandina della mostra. 

La Beidana, un’arma simbolo contro le persecuzioni

A Torre Pellice fino al 21 giugno 2026 mostra sull’attrezzo agricolo usato dai Valdesi tra il Seicento e il Settecento
Mostra Museo Valdese, locandina

Sono parenti alla lontana di forconi, scure, falci, rastrelli, ma nel Piemonte occidentale, oltre che attrezzo agricolo, le beidane sono anche un’arma e un simbolo. A Torre Pellice, nel Torinese, dal 14 febbraio una mostra temporanea, promossa dalla Fondazione Centro Culturale Valdese, ne ripercorre fino al 21 giugno 2026 la storia dalle origini fino alla loro trasformazione in simbolo identitario.
Nata e diffusa principalmente in Val Pellice per armare le comunità locali durante le persecuzioni tra il Seicento e il Settecento, la beidana fu concepita ispirandosi agli attrezzi agricoli di uso quotidiano di un popolo di montanari e contadini. A metà tra strumento di lavoro e arma, alla fine dell’Ottocento divenne emblema della tenace resistenza valdese e tale significato si è consolidato nel tempo fino a dare il nome, nel 1985, a una rivista tuttora pubblicata.
La mostra del Museo Valdese offre, per la prima volta, una lettura critica e documentata della beidana attraverso fonti storiche analizzate e affiancate da numerosi esemplari originali. L’orario di visita è: dal giovedì alla domenica, dalle ore 15 alle 18,30.
Info: Fondazione Centro Culturale Valdese, via Beckwith, 3 – 10066 Torre Pellice (Torino); tel. 0121 932179; https://museovaldese.org
Nella foto: locandina Mostra Museo Valdese. 

Varietà agricole della Lombardia a rischio estinzione

Altre otto varietà iscritte nell’Anagrafe nazionale della biodiversità
Mais-di-Suzzara (foto LNews)

Sono salite a trentasei le risorse vegetali e animali della Lombardia oggi tutelate a livello nazionale. Recentemente nell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, il registro istituito dal ministero dell’agricoltura per riconoscere il valore di varietà locali a rischio di estinzione o erosione genetica, sono state iscritte otto varietà a rischio estinzione.
Si tratta di otto vegetali delle province di Bergamo, Brescia, Mantova, Pavia e Sondrio.
In provincia di Brescia sono entrati il Fagiolo della Valvestino e il Carciofo di Malegno, nel Mantovano viene riconosciuto il Mais di Suzzara, mentre nel Pavese il Pisello Precoce di Miradolo Terme e il Mais di Torre d’Isola.
Sono poi della provincia di Bergamo il Mais Rostrato Rosso di Rovetta e il Castagno di Balestrera. Completa il quadro la Patata Bianca di Starleggia in provincia di Sondrio.
Nella foto (LNews): Mais di Suzzara. 

Varese, Canottieri Luino fa 13 alla prima regionale Montù e D’Aloja

La stagione lombarda è ufficialmente iniziata. La prima regata regionale, svoltasi nel weekend di sabato 21 e domenica 22 febbraio alla Schiranna di Varese, era valida rispettivamente per il Trofeo D’Aloja, riservata alle categorie giovanili e Master, e per la Coppa Montù, dedicata alle categorie agonistiche.
Nella giornata di sabato quasi seicento gli atleti in gara per il settore giovanile lombardo. Canottieri Luino ha fatto incetta di medaglie conquistando 2 ori, 5 argenti, 4 bronzi e la quarta piazza nel medagliere di giornata con 23 gare disputate. Successi d’oro firmati da Carmine Melone nella selettiva specialità del singolo Cadetti Maschile insieme al quattro di coppia Cadette di Nicol Boni, Laila Funaro, Giulia Gomiero e Gea Luca.
Medaglia d’argento per Diego Bassi D’Alessio nella specialità del 7,20 Cadetti, per il quattro senza Cadette di Vanessa Bianchi, Alessandra Camboni, Emma Donnarumma ed Elena Fantinato, per Alessandro Cicchillo nel 7,20 Allievi B2, per Melone e Tommaso Seminatore nel doppio Cadetti e per il due senza Cadette di Funaro-Boni. Bronzo per il doppio Allievi C di Enea Casnedi e Gioele De Witt, Mattia Melone nel 7,20 Allievi B1, Sami Alicajic e Stefano Staiano nel doppio Allievi B2 ed Elena Fantinato nel 7,20 Cadette.
Ai piedi del podio Seminatore nel singolo Cadetti, il 7,20 Allievi C di Marco Ghilardi, Bianchi nel singolo Cadette e Donnarumma nella specialità del 7,20 Cadette.
Tagliano il traguardo in quinta posizione il 7,20 di Leonardo Mechelli, Saul Funaro nel 7,20 Allievi B2, il doppio Cadetti di Mechelli e Bassi D’Alessio e il 7,20 Cadette di Camboni.
Al sesto posto i 7,20 Allievi C di Alexander Kerner e Francesco Loguercio; concludono in settima posizione Giada Cassano nel 7,20 Allieve C e Gea Luca nel 7,20 Cadette.
La domenica oltre 1030 gli atleti in gara per le Categorie Under 17, Under 19, 23 e Senior. La squadra gialloblù degli Under 17 ha conquistato 2 medaglie di bronzo con Cristian Bassi D’Alessio e Daniel Paganotto nella specialità del doppio ed Emanuele Fognini nella difficile specialità del singolo.
Ragguardevoli piazzamenti inoltre del quattro di coppia Under 17 di Paganotto, Bassi D’Alessio, Fognini con Emanuele Buzzi e del singolo Under 17 della new entry Giulia Catenazzi, giunti al traguardo rispettivamente a quinto e sesto posto.

Piemonte, rivive l’antica Lauda Drammatica

Dal 5 giugno al 26 settembre 2027 in scena la Passione di Sordevolo

Nel piccolo comune prealpino di Sordevolo (Biella), situato nella Valle Elvo, dal 5 giugno al 26 settembre 2027 ritornerà con oltre quaranta repliche la Passione di Cristo, uno spettacolo di Teatro Popolare tramandato ininterrottamente di generazione in generazione dal 1850. L’evento è stato preannunciato il 12 febbraio 2026 dall’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano.
In una Gerusalemme del 33 dopo Cristo, ricreata in un anfiteatro di quattromila metri quadri a cielo aperto, più di quattrocento figuranti offriranno a oltre ventimila spettatori da tutto il mondo una rappresentazione di grande valore storico, culturale e religioso.
SCENE E TESTO
Unica nel suo genere in Italia e seconda al mondo, per numero di spettatori, solo a quella di Oberammergau in Baviera, è considerata uno dei più grandi spettacoli d’Europa. Le scene ricreano fedelmente la realtà anche grazie all’impiego di cavalli e bighe romane. Sua particolarità è la gestione completamente autonoma: costumi, scene, regia, recitazione e organizzazione sono realizzate a partire da risorse locali.
Il testo è frutto della rielaborazione di una Passione in versi risalente alla fine del Quattrocento, legata alla tradizione della Compagnia del Gonfalone di Roma e, ancor prima, ai laudari del Trecento, fondamentali per la nascita della letteratura italiana. Il suo valore è non solo teatrale, ma anche storico e letterario. Dall’edizione 2027 della Passione il testo sarà rinnovato, ma pur sempre riconducibile alla sua precedente tradizione.
DA OLTRE DUECENTO ANNI
La Passione di Sordevolo è una forma rara di teatro corale popolare, che nel 2015 ha celebrato duecento anni dalla prima data documentata. Con ogni probabilità affonda le sue radici in un passato molto più remoto.
Non è noto l’anno della prima rappresentazione, ma sono attestate recite a partire dal 1816. Da allora lo spettacolo ha avuto luogo con frequenza sia quinquennale sia decennale, a eccezione degli anni delle due Guerre Mondiali. Dal secondo Dopoguerra in poi la sua frequenza è tornata a essere abbastanza regolare fino ai giorni nostri. Oltre la tradizione, risalente al 1816, unica è anche la doppia versione dello spettacolo: la Passione degli adulti e la Passione dei bambini.
Il ricavato delle rappresentazioni viene tradizionalmente devoluto a opere benefiche, a conferma del ruolo sociale ed economico dell’evento, che va oltre il momento teatrale per diventare patrimonio condiviso dell’intera comunità.
L’acquisto dei biglietti sarà possibile dal 1° gennaio 2027. Informazioni e prenotazioni: Associazione Teatro Popolare di Sordevolo, via E.Bona, 35 - 13817 Sordevolo (Biella); telefono +39 015/2562486 / passione@passionedisordevolo.com
Nelle foto (Associazione Teatro Popolare Sordevolo): Anfiteatro Sordevolo; Passione di Sordevolo; Via Crucis; locandina La Passione di Sordevolo.

Lombardia, cura dimagrante delle leggi

Ridotti da 2500 a 500 i testi prodotti in 55 anni di vita - Verso il traguardo un altro accorpamento

Unificare, semplificare e aggiornare il quadro normativo regionale fornendo a popolazione e operativi una normativa di immediata consultazione e chiarezza interpretativa. È l’intento del “Testo Unico in materia di simboli identitari della Regione Lombardia e onorificenze del Consiglio regionale", che in un unico testo compilativo racchiude le leggi regionali in materia di simboli identitari della Regione e onorificenze del Consiglio regionale.
Il progetto di legge è stato approvato l’11 febbraio 2026 in commissione affari istituzionali e il 24 febbraio approderà in Aula per l’approvazione finale. La Lombardia è la regione che conta circa cinquecento leggi vigenti. Nei suoi cinquantacinque anni l’assemblea regionale ha prodotto oltre duemilacinquecento leggi e ne ha abrogate quasi duemila lungo processi di semplificazione e accorpamento.
Alcune leggi, come quelle di bilancio, non si possono modificare né sono accorpabili in Testi Unici. Sulla scorta, però, dei criteri di una legge regionale di vent’anni fa, accorpamenti simili a quello avviato l’11 febbraio 2026 potrebbero coinvolgere anche altri settori del quadro normativo esistente. Interessati potrebbero essere artigianato, industria, energia, cave e miniere, acque minerali e termali, sviluppo della montagna, politiche sociali e contrasto all’inquinamento.
Nella foto (LNews): la sede dell’assemblea regionale. 

Luino, la sfida dell’educazione

Incontro con lo psicanalista Massimo Recalcati
Volantino incontro con Massimo Recalcati

Un appuntamento per educatori, genitori, studenti - e non solo - sulle dinamiche dell’educazione contemporanea è la proposta dalla Comunità pastorale “Madonna del Carmine” di Luino e dalla Pastorale giovanile del Decanato di Luino in collaborazione con gli istituti scolastici e le realtà educative e culturali del territorio.
Domenica 1 marzo 2026, alle ore 17.45, nel Teatro Sociale di Luino lo psicoanalista, saggista e accademico Massimo Recalcati terrà una conferenza su: “Il desiderio come legge di vita: La sfida dell’educazione a scuola e in famiglia”.
ISCRIZIONI
Per partecipare all’evento è prevista una modalità di iscrizione che servirà a coprire i costi organizzativi. Sono due i canali disponibili per assicurarsi un posto:
*via e-mail, scrivendo all’indirizzo sanluigiluino@gmail.com;
*di persona, presso la segreteria dell’oratorio di Luino, nei seguenti giorni e orari: venerdì: dalle 18 alle 19;
*domenica: dalle 10.30 alle 10.50 presso la Prepositurale.
Nella foto: locandina dell’evento.

Luino, l’Ospedale di Comunità quattro mesi dopo

Dall’apertura registrati cento ricoveri
Luino, ospedale di comunità

Quattro mesi dall’avvio dell’Ospedale di Comunità di Luino e già di questo breve periodo si può tracciare la mappa. Dal 15 ottobre 2025 al 13 febbraio 2026 sono stati cento i ricoveri, per lo più provenienti dai reparti di degenza ospedaliera (al 50%) e dal Pronto soccorso (40%) e per il resto (10%) dal territorio su segnalazione del medico di medicina generale. Ruolo strategico della struttura è favorire dimissioni protette, prevenire ricoveri impropri e sostenere il territorio nella gestione delle fragilità. 
«I numeri non raccontano solo l’attività svolta, ma soprattutto la qualità dei percorsi costruiti attorno alla persona» dichiara il dottor Claudio Chini, direttore del Distretto di Luino. «Il lavoro sinergico tra professionisti sanitari, servizi sociali e medicina territoriale ci consente di accompagnare il paziente in modo appropriato nel passaggio dall’ospedale al domicilio o verso altri collocamenti assistenziali, garantendo continuità e sicurezza delle cure».
ACCESSO E DIMISSIONE
L’età media dei pazienti accolti è di 74 anni, circostanza che conferma la vocazione della struttura verso la presa in carico di persone fragili e affette da cronicità. La durata media della degenza è di diciassette giorni, in linea con la funzione dell’Ospedale di Comunità quale collocamento intermedio tra il ricovero per acuti e il rientro al domicilio o l’inserimento in altre unità di offerta.
Al termine del percorso assistenziale, il 60% dei pazienti rientra al domicilio e il 40% viene inserito in altre Unità di offerta sociosanitarie (Udoss). Il dato sul rientro a casa dimostra l’efficacia dell'opera di stabilizzazione clinica, recupero funzionale e preparazione all’autoassistenza svolta dall’équipe multidisciplinare.
LAVORO DI SQUADRA
Determinante, in questi primi mesi, è stato il lavoro di integrazione tra l’Ospedale di Comunità, la Centrale operativa territoriale (Cot), il responsabile del caso (case manager) e i servizi sociali ospedalieri, che quotidianamente si interfacciano con i servizi sociali territoriali per garantire percorsi di continuità assistenziale sicuri e personalizzati. Fondamentale  si è mostrata la collaborazione con i medici della Fondazione Monsignor Comi.
Nella foto (Asst Sette Laghi): l'équipe dell'Ospedale di Comunità di Luino.

Premio Chiara, a Riccardo Muti il premio alla carriera

Da febbraio a marzo la trentottesima edizione:
Nell'immagine, foto dello scrittore Piero Chiara dal sito www.premiochiara.it

Il Premio Chiara quest'anno raggiunge i trentotto anni e la regia dell’Associazione Amici di Piero Chiara ha rivelato il programma. Anche nel 2026 sono stati coinvolti grandi nomi di narrativa, saggistica, storia, sport e musica. Gli eventi (a ingresso gratuito) si svolgeranno da febbraio a maggio con ospiti come Flavio Caroli, Piero Dorfles, Giulio Guidorizzi, Paolo De Chiesa, Andrea Vitali...
Molta attesa come sempre per il Premio Chiara alla carriera. Quest'anno verrà conferito a una personalità di prestigio mondiale, il direttore d’orchestra Riccardo Muti, Con lui, durante la cerimonia, dialogherà lo scrittore Andrea Kerbaker. L'appuntamento è per domenica 24 maggio, alle 17, in Teatro Sociale di Luino.
Nel 2026 ricorre inoltre il quarantennale della morte di Piero Chiara. A ricordarlo durante tutto l’anno più iniziative dal titolo #Chiara8626. Ripartono poi i bandi: il premio dedicato a raccolte di racconti edite nel corso dell’anno; il concorso per raccolte di racconti inedite e due novità, un premio di scrittura per ragazzi tra i 12 e i 14 anni e un concorso per la produzione di un podcast narrativo su Piero Chiara. Obiettivo, scrivono gli organizzatori «esplorare nuovi linguaggi del racconto e avvicinare le nuove generazioni all’universo chiariano. Più avanti nel corso dell’anno sarà anche bandito il premio per cortometraggi ispirati ai racconti di Piero Chiara».
Elenco eventi, dettagli, aggiornamenti su www.premiochiara.it
Nell'immagine, foto dello scrittore Piero Chiara dal sito www.premiochiara.it 

Alta Valle Seriana, nuovo ponte sul fiume Serio

A Ponte Nossa collegherà la statale 671 all’area produttiva
Bergamo, progetto ponte Nossa (foto LNews)

In primavera partirà la costruzione del nuovo ponte sul fiume Serio, che collegherà la statale 671 all’area produttiva di Ponte Nossa, nella Bergamasca. Durata dei lavori, circa un anno; finanziamento completo regionale, 3,5 milioni di euro. I fondi si aggiungono ai 980.000 euro già erogati dalla Regione al Comune per realizzare la rotatoria sulla statale 671, completata nel 2021. Il progetto esecutivo, frutto di una convenzione tra comune di Ponte Nossa, Provincia di Bergamo e Regione Lombardia, è stato ultimato a fine 2025 ed è pronto per essere dato in appalto.
PROGETTO
Il ponte costituisce il completamento di uno snodo viabilistico vitale per tutta l’Alta Valle Seriana con un traffico quotidiano di oltre ventunmila veicoli. Sarà a campata unica con due archi superiori e due corsie di marcia. Parallelamente alla carreggiata sono previste due piste ciclopedonali separate da una barriera guardrail per dare continuità alla ciclovia della Valle Seriana, offrendo un attraversamento sicuro del fiume Serio.
Per quanto riguarda l'intersezione del ponte con la viabilità esistente su via Ernesto de Angeli, si prevede la realizzazione di una rotatoria completamente sormontabile al fine di gestire in modo efficiente i flussi di traffico provenienti da nord e sud, in particolare quello diretto verso le aree produttive limitrofe, l’area feste e il parco Ramello del comune di Ponte Nossa.
Nella foto (LNews): progetto nuovo ponte sul fiume Serio. 

Rifiuti e discariche in Lombardia

Nel 2022 smaltite nei 25 impianti quasi 3 milioni di tonnellate
rterreni/discarica

I rifiuti sul territorio regionale vengono smaltiti in venticinque discariche distinte per rifiuti inerti (11), rifiuti non pericolosi (12) e rifiuti pericolosi (2). Nel 2022, secondo dati di Arpa Lombardia, l’operazione complessivamente ha interessato 2.737.553 tonnellate, trattate per la maggiore quantità nelle discariche di rifiuti inerti (1.456.653 tonnellate), seguite dalle discariche per rifiuti non pericolosi (778.319 tonnellate) e quelle dei rifiuti pericolosi (138.580 tonnellate). 
Dall’ultima relazione pubblicata emerge che nel 2024 le province con la più alta produzione di rifiuti urbani pro capite sono state Brescia (552,5 kg/ab*anno), Mantova (538,3 kg/ab*anno) e Pavia (509,7 kg/ab*anno), mentre quelle con la minor produzione sono state Monza Brianza (432,8 kg/ab*anno), Lodi (449,3 kg/ab*anno) e Milano (467,2 kg/ab*anno). Le altre province hanno presentato valori più in linea con la media regionale di 484,5 kg/ab anno.
Rispetto ai dati del 2023, nel 2024 si è osservato un aumento percentuale sia nella produzione totale di rifiuti urbani sia nella produzione pro capite. Tutte le province hanno avuto un aumento nei quantitativi: Cremona (6,1% produzione e 6,0% PC), Lodi (6,7% produzione e 6,3% PC) e Mantova (5,8% produzione e 5,8% PC) sono state caratterizzate dagli aumenti maggiori.
Il prossimo 24 febbraio 2026 l’assemblea regionale sarà chiamata a deliberare una proposta di legge al Parlamento sulla localizzazione delle discariche in aree di confine interregionale. L’obiettivo, al quale tende anche la Regione Veneto, è un miglior coordinamento tra amministrazioni nell’individuazione degli impianti.

Cittiglio, Sala Parto e Percorso Nascita

All’Ospedale open day Ostetricia e Ginecologia
Cittiglio, Open Day Ostetricia.

Alla scoperta della sala parto e del team del percorso nascita sabato 28 febbraio 2026 all’Ospedale di Cittiglio (Varese). L’iniziativa vuole offrire indicazioni semplici, favorire un primo contatto con l’ambiente ospedaliero e aiutare ad arrivare al giorno del parto con maggiore tranquillità.
Ostetriche, ginecologi, anestesisti e pediatri illustreranno a future mamme e futuri papà, ma anche a chi desideri approfondire i servizi ospedalieri della maternità, come è organizzata l’assistenza e risponderanno alle domande più frequenti su parto e degenza.
Accesso libero in due fasce orarie: dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17. Informazioni e contatti: Ostetricia e Ginecologia – 2° piano, Ospedale di Cittiglio; tel. 0332 607241 – 0332 607263.
Nella foto: la locandina dell’Open day.

Volontariato in Europa, come partire e cambiare il mondo

Incontro a Ferno nel Varesotto
città europee, foto Ibis

Un’occasione per giovani tra 18 e 30 anni che vogliano vivere un’esperienza di volontariato in Europa. È l’appuntamento del 25 febbraio 2026 (dalle 18 alle 19.30) nella sala civica del comune di Ferno, nel Varesotto, per scoprire il Corpo Europeo di Solidarietà (Esc), unendo crescita personale, incontro interculturale e impegno sociale.
Durante l’incontro si parlerà di volontariato europeo, opportunità, come candidarsi e scegliere il progetto giusto. A raccontare il “dietro le quinte” del volontariato europeo saranno Elena Calatti, operatrice del Centro di servizio per il Volontariato dell’Insubria Ets, e alcuni giovani attualmente impegnati in progetti in Europa. Ingresso gratuito.
Il Corpo Europeo di Solidarietà permette di partecipare a progetti gratuiti in diversi Paesi europei: vitto, alloggio, viaggio e formazione sono coperti.
Info: 0331.251493. Consigliata iscrizione: segreteria.adulti@cfpticinomapensa.it
Città europee, foto Ibis

Varese, Nuovo Centro linguistico

All’Università dell’Insubria dal 1° gennaio 2026 didattica di qualità per la formazione di docenti, studenti e personale

All’Università dell’Insubria dal 1° gennaio 2026 è operativo il Centro linguistico di ateneo (Cla), che offre servizi di supporto alla didattica e alla ricerca nelle lingue straniere e nella lingua italiana per stranieri e cura la formazione linguistica del personale docente e tecnico-amministrativo. Alla sua guida, la direttrice scientifica Alessandra Vicentini, affiancata dal vicedirettore Daniel Russo, entrambi docenti di lingua, linguistica e traduzione inglese, e da un consiglio scientifico.
Sono già stati avviati placement test gratuiti per la valutazione del livello linguistico iniziale (inglese, francese, spagnolo e italiano L2) e mock test di lingua inglese, simulazioni di certificazioni linguistiche ufficiali.
Il Centro linguistico di ateneo Insubria assiste inoltre gli studenti coinvolti in programmi di mobilità internazionale e accompagna studenti e personale nei percorsi di preparazione al conseguimento di certificazioni linguistiche riconosciute a livello nazionale e internazionale.
Accanto alle attività didattiche, il centro promuove la partecipazione a progetti nazionali e internazionali e sostiene la ricerca e la divulgazione in ambito linguistico e glottodidattico. Un obiettivo qualificante è infine l’apertura al territorio insubre attraverso servizi di formazione linguistica rivolti a scuole, istituzioni e aziende, in risposta alle esigenze di un contesto sociale e produttivo sempre più orientato al plurilinguismo.
Per informazioni e aggiornamenti sulle attività del Centro, è possibile consultare la pagina di Ateneo www.uninsubria.it/cla e seguire i canali social del Cla Insubria.
Nella foto (Uninsubria): Varese, Cla Insubria - Alessandra Vicentini.