Edizione n.25 di mercoledì 15 luglio 2026
La conquista normanna dell’Inghilterra
È la prima volta in quasi mille anni che lascia la Francia e viene esposto pubblicamente in territorio britannico. Il Tappeto di Bayeux – tecnicamente un ricamo, realizzato negli anni Settanta dell’XI secolo e custodito nel Museo di Bayeux in Normandia – sarà esposto al British Museum di Londra dal 10 settembre 2026 all’11 luglio 2027. Noto anche come l’arazzo della regina Matilde, questo straordinario manufatto descrive per immagini l’impresa di Guglielmo il Conquistatore culminata nella battaglia di Hastings del 1066.
La vendita dei biglietti per il periodo settembre-dicembre è partita il 1° luglio 2026 e il giorno successivo i biglietti erano già esauriti. Chi non è riuscito ad acquistarli però, come precisa l’agenzia ArtsLife News, potrà riprovare in ottobre e gennaio, quando verranno rilasciati nuovi ingressi con nuove aperture.
L’annuncio del prestito ha suscitato preoccupazioni tra i gruppi francesi per la conservazione dell’arazzo, che temono danni durante il suo spostamento da Francia a Inghilterra. Il trasporto - aggiunge ArtsLife News - prevede un viaggio su strada fino all’Eurotunnel, dove il ricamo occuperà un treno riservato esclusivamente a conservatori e guardie con scorta della polizia su entrambe le sponde della Manica.
Nella foto (ArtsLife News): L'arazzo di Bayeux.
Progetto Mimosa, in Lombardia le farmacie sentinella della violenza di genere
Protezione diffusa e attiva nei luoghi della quotidianità. È quella svolta dalle farmacie, con cui abbiamo confidenza e cui ricorriamo per trovare soluzione a problemi. Ora questa protezione basata su fiducia e prossimità sta facendo un passo ulteriore con il progetto pilota "Mimosa Lombardia" promosso dall'associazione Farmaciste Insieme. L'innovativa iniziativa evolve l'esperienza quindicennale delle farmacie italiane nel contrasto alla violenza di genere e la trasforma in un modello integrato di collaborazione che unisce istituzioni, professioni sanitarie, associazioni civiche, mondo dello sport e realtà del terzo settore.
Presentato a fine giugno a Milano Palazzo Pirelli, il progetto si inserisce nel solco del protocollo d'intesa sottoscritto alla Camera dei deputati dal ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella insieme a Fofi, Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite e Associazione Farmaciste Insieme. Si vuole così rafforzare il contributo delle farmacie nelle attività di prevenzione sfruttando la loro diffusione, qualcosa che le rende un primo presidio sociosanitario aperto alle persone. «Come Regione siamo assolutamente attenti alle potenzialità del sistema farmaceutico territoriale, con il quale portiamo avanti un rapporto reciprocamente costruttivo, ha ricordato il consigliere Luigi Zocchi. Le farmacie garantiscono da sempre un apporto di collaborazione costante e indispensabile per la salute pubblica».
Angela Margiotta, presidente di Farmaciste Insieme, ha definito questo sviluppo particolarmente significativo. «Il progetto rappresenta l'evoluzione di un percorso lungo oltre quindici anni a sostegno delle donne vittime di violenza, a cui vengono messi a disposizione ascolto, informazione e accompagnamento verso i servizi del territorio. Il contrasto alla violenza di genere richiede una responsabilità condivisa e alleanze stabili tra istituzioni, sanità e cittadinanza».
Lombardia, spunta il Geriatra di comunità
Di fronte a un inverno demografico sempre più largo e a una popolazione sempre più anziana, ormai arrivano scontate notizie non di nuovi asili o strutture giovanili, ma di servizi calibrati sulla prevenzione e presa in carico di anziani. L’ultima in ordine di tempo in Lombardia è quella della figura del Geriatra di comunità, introdotta il 7 l luglio 2026 da risoluzione votata all’unanimità dal Consiglio regionale.
Il provvedimento vuole superare il tradizionale modello ospedaliero e rafforzare l'integrazione tra ospedale e territorio, costruendo percorsi assistenziali sempre più efficaci. L'obiettivo è ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso, garantire una presa in carico più adeguata delle persone anziane e offrire un sostegno concreto anche alle loro famiglie, contribuendo così a migliorarne la qualità della vita.
EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
L'evoluzione demografica in corso non dà scampo. In Lombardia si contano oggi centosettantasette persone over 65 ogni cento under 15 e il dato è destinato a crescere nei prossimi decenni. Entro dieci anni gli over 80 cresceranno nientemeno che del 41%. La trasformazione richiede strumenti innovativi per garantire continuità assistenziale, prevenzione e qualità delle cure e nuovi modelli organizzativi per la presa in carico delle persone anziane fragili.
Al governo regionale è stato conferito il mandato di avviare percorsi sperimentali nelle Case di Comunità e nelle reti territoriali delle Asst, introducendo la figura del Geriatra di comunità come specialista di riferimento per la valutazione precoce della fragilità, il supporto ai medici di assistenza primaria e la costruzione di percorsi personalizzati di cura.
Tra le misure previste figurano, inoltre, lo screening proattivo della fragilità, il potenziamento delle Frailty Unit nei Pronto Soccorso, la creazione di una rete dedicata alla fragilità e l’istituzione di percorsi di aggiornamento per favorire una maggiore integrazione tra i diversi professionisti coinvolti nella presa in carico della popolazione anziana.
Nella foto (LNews): geriatra di comunità.
Luino, ultimo saluto a Vittorio Minelli
Nella chiesa di San Pietro e Paolo di Luino è avvenuto martedì 14 luglio 2026 l'ultimo saluto a Vittorio Minelli, mancato la mattina di domenica 12.
Grande ai funerali la partecipazione di istituzioni e autorità ma soprattutto di persone al lungo il percorso di Minelli nella realtà politica e sociale. Docente, preside, sindaco di Luino e presidente della Provincia di Varese ha portato in tutti i mondi in cui ha operato idee e ideali, una ferma identità e una convinta dedizione.
La sua figura è così stata ricordata dall'attuale sindaco di Luino, il deputato Andrea Pellicini.
Con Vittorio Minelli se ne va un uomo di enorme valore. Il Professor Minelli è stato in primo luogo un uomo di cultura, un docente preparato e stimato dai suoi allievi. È stato poi un grande Sindaco di Luino, governando la Città con autorevolezza per un decennio dal 1980 al 1990, a capo di amministrazioni a salda guida democristiana. Venne poi eletto Presidente della Provincia di Varese, a dimostrazione del suo indiscusso carisma. Da questa carica dovette dimettersi a causa di un arresto talmente ingiusto che lo costrinse ad un calvario di ben undici anni sino all’assoluzione del 2004. Mi venne raccontato a Roma da un noto giornalista di come la Procura di allora lo fece rimanere oltre un’ora negli uffici della Provincia, già ammanettato, in attesa che arrivassero le telecamere. Erano i tempi di tangentopoli e si voleva la gogna mediatica.
Da quella vicenda non si riprese più.
Io l’ho sempre considerato un maestro. Lo incontravo qualche volta sul lungolago durante le sue lunghe passeggiate e, in ogni occasione, mi dedicava un saluto e un sorriso. Era certamente un suo modo gentile di sostenermi in un ruolo che lui stesso aveva ricoperto.
Oggi per Luino è un giorno davvero triste. A nome di tutta l’amministrazione comunale e della città intera porgo le condoglianze alla signora Raffaella e ai cari Luca e Matteo
Onorevole Andrea Pellicini
Sindaco di Luino
Ispra, passeggiata alla scoperta delle storiche fornaci
L’Anello delle Fornaci di Ispra - lunghezza 5.3 chilometri, durata circa due ore e difficoltà medio-facile - tornerà, dopo l’appuntamento del 13 luglio 2026, a offrire al mattino una passeggiata, organizzata da Archeologistics, che gestisce l’infopoint di Ispra.
Il percorso alla scoperta dei punti panoramici più significativi a livello paesaggistico, naturalistico e storico, presenta ripide salite nel bosco e conduce alle antiche fornaci, rilevanti testimonianze della storia produttiva del territorio. Si inizia dall’Infopoint e poi lungo la Passeggiata dell'Amore e l'Anello delle Fornaci si rientra sul lungolago.
FORNACI DELL’ ‘800
Le fornaci risalgono alla costruzione dei forni a ciclo continuo, dalla metà dell’Ottocento in avanti. I grandi investimenti fatti dai proprietari e dai concessionari diedero dimensioni di rilievo alle imprese. Il paese si qualificò per un’alta concentrazione di impianti moderni, produttori di ottimo materiale, e diede lavoro ad una nuova classe di abili operai.
«A cavallo tra i due secoli, - ricorda l’organizzazione Archeologistics - le ditte che lavoravano la calce erano una decina. I forni erano accesi, in generale, a pochi passi dalla riva del lago e dai moli ai quali attraccavano i barconi che assicuravano il trasporto più facile lungo le vie d’acqua fino a Milano. Lo sfruttamento più intenso durò alcuni decenni e poi il progresso portò a soffocare questa attività. L’ultima fornace chiuse verso il 1960. Oggi restano squarci biancheggianti che si scorgono da lontano, tracce evidenti dell’estrazione sui fianchi della collina, che mostreranno sempre i segni delle dure lotte dei minatori contro il sasso».
Non pochi dei vecchi forni che circondavano i due colli di Ispra sono crollati sotto il peso degli anni o per l’azione demolitrice dell’uomo. Pochi sopravvivono, in diverse condizioni, e si pongono come interessanti memorie di archeologia industriale.
Prossime passeggiate: lunedì 17 agosto e sabato 5 settembre (sempre ore 7.30). Quota di partecipazione singola: euro 6. Prenotazione obbligatoria.
Info e prenotazioni: Infopoint Ispra, Via Verbano 208; email infopoint@comune.ispra.va.it, tel. 328.8377206
Nelle foto (@Eo Ipso): immagini di passeggiate a Ispra.
Brezzo di Bedero, musica di Mozart alla Canonica
Nella Collegiata di San Vittore di Brezzo di Bedero, sabato 18 luglio 2026, alle ore 21, il Quartetto della Veneranda Fabbrica di Milano, formato da: Andrea Pecolo, violino, Stefano Lo Re, violino, Matteo Amadasi, viola, Alfredo Persichilli, violoncello, e il violista Luca Ranieri saranno impegnati nell’esecuzione di due capolavori della produzione cameristica di Mozart.
Per la Stagione Musicale della Canonica, affidata alla direzione artistica del maestro Fabio Bagatin, eseguiranno il Quintetto n. 6 in mi bemolle maggiore K. 614 e il Quintetto n. 2 in do maggiore K. 515. Il programma è dedicato alla particolare formazione del quintetto d’archi con due violini, due viole e violoncello. La presenza della seconda viola amplia il registro centrale dell’ensemble, conferendo alla scrittura una sonorità calda e profonda e permettendo a Mozart di creare un dialogo estremamente ricco tra i cinque strumenti.
L’appuntamento del 18 luglio si inserisce nel cartellone 2026 della rassegna “Segno Spazio Armonia” di concerti cameristici, orchestrali, organistici e percorsi musicali trasversali, in programma tra luglio e settembre nella Collegiata di San Vittore, a Casa Paolo e nel Santuario di Santa Maria Bambina di Pianezza, sostenuto dal Comune di Brezzo di Bedero.
Ingresso libero. Info: www.musicaincanonica.it.
Nella foto (Rassegna Canonica): Quartetto Veneranda Fabbrica.
Intra, viaggio attraverso le opere di Puccini
Un viaggio nel mondo musicale di Giacomo Puccini attraverso le sue tredici opere, dalla giovanile Le Villi fino alla monumentale e incompiuta Turandot, sabato 18 luglio 2026, alle ore 21, nella Chiesa di Santa Marta a Intra (Verbania). Sul palco tre interpreti molto legati al territorio: il tenore verbanese Damiano Colombo, il soprano Katia Lippolis e il pianista Roberto Olzer.
Il concerto “A tutto Puccini”. introdotto e presentato dalla giornalista Beatrice Archesso, è a offerta libera. L’intero ricavato sarà devoluto per i complessi lavori di recupero e salvaguardia della Chiesa di Santa Marta curati dal Comitato. Info:Sito web ufficiale: www.santamartaintra.it
Nella foto, manifesto del concerto.
Mercati contadini, ingresso negli ospedali anche in Lombardia
Riportare al centro dell’attenzione i principi della dieta mediterranea, modello alimentare riconosciuto dalla scienza come uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Questa la bandiera dei mercati contadini, entrati, per la prima volta in Lombardia, negli ospedali per lanciare il patto tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini.
A Milano, il 10 luglio 2026, davanti all’Ospedale Niguarda il direttore generale della struttura Alberto Zoli e il presidente di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli, hanno inaugurato il mercato e firmato l’intesa che sancisce la collaborazione tra agricoltori e medici.
COINVOLTI 70 OSPEDALI
L’iniziativa, di carattere nazionale, nello stesso giorno coinvolge contemporaneamente settanta ospedali italiani. Obiettivo, promuovere sane abitudini alimentari per prevenire le malattie e migliorare la qualità della vita, contrastando la diffusione dei comportamenti alimentari nocivi che aumentano il rischio di ammalarsi.
L’alleanza tra agricoltori e medici è un progetto, unico nel suo genere, promosso da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che nasce per difendere i cittadini e promuovere corretti modelli di consumo incentrati su cibi sani come primo fronte della prevenzione, rispetto ai rischi legati ai cibi nocivi. Il messaggio è semplice: la salute si difende anche, e soprattutto, a tavola. Ormai dilaga e non ha confini il fenomeno degli energy drink, i prodotti pieni di additivi chimici e tutti quei cibi di cui non si conosce l'origine o che subiscono manipolazioni. Si passa dall'olio miscelato per farlo diventare extravergine al grano trattato con il glifosate in preraccolta (pratica consentita in altri Paesi extra-Ue e vietata in Italia) fino ad arrivare ai cibi ultraprocessati, su cui sempre più studi mostrano un effetto avverso su alcune malattie cronico-degenerative e sull’obesità. Un’alimentazione che aiuta a vivere meglio e più a lungo esiste, riducendo il rischio di malattie croniche.
Nella foto (Coldiretti): Milano, Mercato contadino Ospedale Niguarda.
Castiglione Olona, canzoni e ricordi tra Genova e l’Emilia
Dopo l'attrice e cantante Violante Placido e la storica violinista di Bob Dylan Scarlet Rivera, a Castiglione Olona il festival "Storie di Cortile" ospiterà, lunedì 20 luglio 2026, una band capitanata da Ellade Bandini, batterista di Francesco Guccini e Fabrizio De Andrè, e Juan Carlos Flaco Biondini, chitarrista argentino e compagno di una vita di Guccini.
Lo spettacolo di storie, aneddoti e ricordi “De Andre' e Guccini: Genova, l'Emilia, l’America”, dedicato a tutti gli amanti della musica cantautorale italiana, avrà inizio alle ore 21 nel Castello di Monteruzzo. Ingresso libero, senza prenotazione e fino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni: Comune di Castiglione Olona, Ufficio Cultura tel. 0331.858301/email: cultura@comune.castiglione-olona.va.its
Programma completo del Festival su: www.storiedicortile.it In mmagine, la locandina
Donazione e trapianto in trasferta
All'Ospedale di Saronno un paziente in attesa di trapianto ha ricevuto sul posto un fegato trapiantatogli dall’équipe Ecmo (Extra Corporeal Membrane Oxygenation) di Varese. È la prima volta nell’Asst Sette Laghi che questo tipo di operazione venga effettuata fuori sede.
L’intervento è stato realizzato nell'ambito di un progetto regionale, che vuole garantire la possibilità di effettuare questo tipo di donazione anche negli ospedali che non dispongono di un programma Ecmo dedicato.
L'équipe multidisciplinare era composta dai professionisti della Cardiorianimazione, diretta dal professor Paolo Severgnini, della Cardiochirurgia, diretta dal dottor Andrea Musazzi, e dai Tecnici della Perfusione cardiovascolare della Direzione aziendale delle professioni sanitarie e sociosanitarie diretta dal dottor Antonio Staffa. La loro attività ha reso possibile tutte le procedure necessarie alla donazione a cuore fermo controllata in una struttura non sede di Ecmo, una tecnica salvavita di supporto vitale.
Nella foto (Asst Sette Laghi): Équipe Ecco Varese.
Coldiretti, «Portare l’agricoltura nelle scuole» per promuovere salute
Anche un progetto di educazione alimentare promosso da Donne Impresa Coldiretti Varese ha raggiunto il convegno regionale “Oltre il raccolto – Il valore delle imprenditrici agricole per le comunità e i territori”. Il meeting è stato ospitato il 7 luglio al Castello Visconteo di Pandino (Cremona) nell’ambito dell’Anno internazionale delle donne agricoltrici proclamato dalle Nazioni Unite. L’iniziativa varesina, che nell’ultimo anno scolastico ha coinvolto oltre tremilaseicento studenti di diciotto istituti (si aggiungono poi altri quattrocento bambini incontrati durante attività organizzate in fiere e mercati), è stata presentata come esempio di collaborazione tra agricoltura, scuola e sanità.
A rappresentare il territorio, Daniela Galvalisi, responsabile di Donne Impresa Coldiretti Varese, insieme alla direttrice del Sian, Stistema informativo agricolo nazionale, di ATS Insubria Maria Antonietta Bianchi. È emerso dall'incontro tutto il valore sociale e civico del progetto che ha messo in evidenza e dimostrato le ricadute positive complessive e il contributo che l’educazione alimentare può offrire nella promozione di sani stili di vita tra le nuove generazioni. Sono loro quelle particolarmente esposte, sono loro che affronteranno i lontani anni a venire.
«Portare l’agricoltura nelle scuole significa investire sul futuro, aiutando bambini e ragazzi a conoscere il valore del cibo, della stagionalità, della sostenibilità e del lavoro degli agricoltori» ribadisce il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo. «Il fatto che il progetto varesino sia stato scelto tra le esperienze presentate a livello regionale rappresenta un riconoscimento importante per l’impegno delle nostre imprenditrici agricole e per la qualità del percorso costruito insieme alle scuole e alle istituzioni del territorio».
Il convegno di Pandino ha riunito le rappresentanti di Donne Coldiretti di tutta la Lombardia e ha dato spazio a progetti che spaziano dall’innovazione aziendale all’educazione alimentare, dal welfare rurale all’inclusione sociale. Obiettivo, valorizzare il ruolo sempre più centrale delle imprenditrici agricole nello sviluppo delle comunità locali.
In immagine, Daniela Galvalisi al centro, al convegno di Pandino, foto Coldiretti Varese.
Arco alpino piemontese, la Festa delle Alpi
Un altro tassello si aggiunge al rafforzamento delle relazioni tra i territori dell’arco alpino piemontese e il confinante Dipartimento francese della Savoia. Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, la Festa delle Alpi-Fête des Alpes quest’anno approda ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un'area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.
Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale, nel cuore della Valle Varaita in provincia di Cuneo, celebrerà lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes con una nuova vetrina sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al confronto tra amministratori, cittadini e territori su idee, esperienze e progetti si intrecceranno appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.
Il dibattito ruoterà su fondi strutturali europei e programmi di cooperazione con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.
Informazioni e programma aggiornato sul link:https://www.visitpiemonte.com/festa-delle-alpi-fête-des-alpes-2026.
Nella foto: Pontechianale (© Ph. R. Croci - Archivio ATL del Cuneese).
Principati Romeni e Stati preunitari italiani nella cartografia del ‘600 e ‘700
Un viaggio tra carte geografiche originali, incisioni su rame e le grandi scuole cartografiche olandese, italiana, francese, tedesca e austriaca è il particolare percorso, promosso dall’Istituto centrale per la grafica e dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con l’Istituto culturale romeno, l’Istituto romeno di cultura e ricerca umanistica di Venezia e l’Accademia di Romania in Roma.
A Roma, dall’8 luglio al 13 settembre 2026, la mostra “I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento” mette in dialogo i Principati di Valacchia, Moldavia e Transilvania e gli antichi Stati preunitari italiani attraverso la cartografia europea del XVII e XVIII secolo.
Accanto alle mappe dei Principati Romeni e dell’Italia sono esposte opere significative come la Veduta di Roma tratta dal Liber Chronicarum del 1493, la Guida d’Italia di Franz Schott, il Mercurio Geografico dei De Rossi e il Nuovo Atlante Geografico Universale di Giovanni Maria Cassini.
Le carte geografiche esposte «sono una straordinaria forma di racconto visivo della storia europea» dichiara Fabio De Chirico, direttore dell’Istituto centrale per la grafica. Non documentano soltanto territori, confini, fiumi, città e rotte. Restituiscono anche il modo in cui l’Europa moderna guardava sé stessa, le sue aree di frontiera, i suoi equilibri politici, le sue relazioni diplomatiche e culturali. I Principati Romeni, crocevia tra Impero Ottomano, mondo asburgico, area danubiana ed Europa occidentale, emergono così come spazi strategici e culturali pienamente inseriti nella storia europea.
Informazioni: apertura dall’8 luglio al 13 settembre 2026. Sede: Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, via Poli, 54 - Roma. Ingresso: euro 6, ridotto euro 2.
Nella foto (Icg): locandina mostra.
Ogni anno 160 miliardi nelle ‘macchinette', 140 nel Fondo Sanitario Nazionale
In Italia la ludopatia è un fenomeno in trasformazione e in crescita, Allarmanti i numeri. Nelle ‘macchinette' dei giochi pubblici ogni anno si spendono 160 miliardi di euro, una cifra enorme, che supera addirittura i circa 140 miliardi destinati al Fondo Sanitario Nazionale.
Il gioco d’azzardo non solo esplode, negli ultimi anni si è catapultato anche verso le piattaforme digitali. A livello nazionale, nel 2025 la raccolta di gioco online e scommesse ha toccato 109,3 miliardi di euro (+20,9% nel triennio), trainata da 17,1 milioni di conti attivi, concentrati soprattutto tra i giovani adulti (25-34 anni).
SCOMMESSE ONLINE
Questi dati sono emersi il 6 luglio 2026 a Palazzo Lombardia di Milano nella conferenza 'Tutti in gioco’, in attuazione della legge regionale del 2013 sulla prevenzione delle dipendenze da gioco.Il confronto tra l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e il direttore generale Mario Melazzini, da una parte, e le istituzioni, gli esperti sanitari e i rappresentanti del terzo settore, dall'altra, ha fotografato un fenomeno, che, negli ultimi anni, sul web si è spostato massicciamente e alla metamorfosi ha visto accompagnarsi il boom delle scommesse online.
SCENARIO
Notevoli - nei termini e nei fatti - i cambiamenti della rete telematica. Alle slot machine tradizionali sono subentrate le Video Lottery Terminal (Vlt), gli apparecchi da intrattenimento e svago automatici, semiautomatici ed elettronici con vincita in denaro. Sono, a differenza delle Amusement With Prices (Awp), veri e propri terminali connessi ad un sistema di gioco centrale e privi di "scheda di gioco" al loro interno.
La Lombardia si attesta come la seconda regione in Italia per conti online aperti (oltre 2,2 milioni, il 13% del totale nazionale), pur mantenendo, insieme a Campania, Lazio, Piemonte e Puglia, il primato per concentrazione di sale Vlt fisiche. Al contrario, il gioco sui territori tramite i tradizionali apparecchi nei locali pubblici (Awp) registra, a livello nazionale, una contrazione del 35% rispetto al 2019.
«I numeri confermano una crescita immensa di questa attività, che, se non controllata, rischia di creare problemi alla persona, alla famiglia e alla società» ha ribadito Bertolaso. «È necessario - ha aggiunto - un grande lavoro di prevenzione e informazione, facendo gioco di squadra tra scuole, welfare e strutture di sicurezza».
PREVENZIONE E CURE
In risposta all’evoluzione del fenomeno, è stato potenziato il piano d’azione, già aggiornato nel 2024. Attraverso le otto Ats (agenzia di tutela della salute) del territorio si mira a prevenzione, verifica e cure d’avanguardia lungo quattro direttrici fondamentali: Controlli e legalità; Prevenzione e informazione; Prossimità della cura; Modelli terapeutici innovativi.
Piante e frutta Extra Ue, il turismo pericoloso
Migrano forzatamente e, in più, sono alieni da qualsiasi integrazione. Piante, semi, fiori, frutta o verdura acquistati durante i viaggi in Paesi extraeuropei possono trasportare organismi nocivi e malattie in grado di mettere a repentaglio il patrimonio agricolo, forestale e ambientale di un territorio.
Sotto il bel cielo italiano gli effetti delle specie aliene invasive sono, purtroppo, noti. La Xylella fastidiosa ha provocato la distruzione di milioni di ulivi nel Mezzogiorno e insetti come la Popillia japonica, la cimice asiatica e la mosca orientale della frutta hanno creato robusti danni a numerose colture agricole.
Con l’estate e l’aumento delle partenze verso destinazioni extraeuropee aumenta il rischio di introdurre inconsapevolmente parassiti o malattie devastanti con un semplice frutto, una pianta ornamentale, un piccolo seme trasportato nel bagagli.
PREVENZIONE
Decisiva, secondo Coldiretti Varese, rimane la prevenzione, specialmente in territori come la provincia di Varese, crocevia di mobilità internazionale, turismo, frontalierato e scambi con l’estero.
«Vivai, frutteti, coltivazioni orticole, produzioni florovivaistiche, castagneti, prati stabili, boschi e aree agricole, che contribuiscono all’identità del paesaggio prealpino, sono un patrimonio agricolo e ambientale fragile e prezioso» afferma Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. «Il rischio - aggiunge- non riguarda soltanto le grandi colture: semi, talee, bulbi, piante ornamentali, fiori recisi, frutta e verdura fresca possono diventare vettori inconsapevoli di organismi nocivi».
Di qui il suo invito a chi rientra da Paesi extra UE a controllare accuratamente valigie e bagagli, evitando di introdurre piante vive, semi, talee, bulbi, fiori recisi, frutta o verdura fresca. Un gesto semplice che contribuisce in concreto a salvaguardare l’agricoltura, gli ecosistemi e il patrimonio naturale della provincia.
Alleanza europea per l'edilizia abitativa, l'Ue vuole semplificare le norme
La Commissione europea ha avviato in questi primi giorni di luglio 2026 una nuova raccolta di contributi tra gli Stati membri. Obiettivo acquisire pareri sulle norme che incidono su offerta e accessibilità economica degli alloggi. Il materiale confluirà nella predisposizione di un pacchetto che semplifichi il settore dell'edilizia abitativa. L'invito è stato rivolto alle autorità nazionali, regionali e locali, ma anche alle molteplici parti interessate che direttamente conoscono i problemi, compresi gli ambiti dell'edilizia abitativa, delle costruzioni, della finanza e della società civile in genere. Insomma, ciascuno può avere buone valutazioni e aiuto alle soluzioni.
Tutta l'Unione europea, per motivi plurimi, sta affrontando una crisi dell'accessibilità economica degli alloggi e il quadro normativo frammentato negli Stati membri trascina complessità. Questo elemento aumenta inutilmente gli oneri amministrativi, i costi e anche i ritardi.
«La Commissione - spiega una nota - ha fatto della semplificazione una priorità del proprio operato e ha già proposto oltre dodici ampi pacchetti di semplificazione, che consentiranno risparmi sui costi amministrativi pari a circa 18 miliardi di euro all'anno. Il futuro pacchetto di semplificazione per l'edilizia abitativa rientra in questo impegno. Prevista per il 2027 nell'ambito del piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, l'iniziativa esaminerà in che modo la legislazione dell'UE influisce sull'offerta di alloggi e sulla loro accessibilità economica, con l'obiettivo di contribuire alla realizzazione di abitazioni più accessibili e sostenibili».
Chi desideri presentare dei contributi ha tempo fino al 30 settembre 2026. Si dovrà indicare come le norme dell'Unione incidano sull'offerta di alloggi, proporre suggerimenti pratici di semplificazione e portare esempi di “buone pratiche”. Richiesto inoltre di distinguere, per quanto possibile, tra gli effetti derivanti dalla legislazione dell'UE e quelli dovuti all'attuazione o alla regolamentazione a livello nazionale. Questo esercizio – viene specificato – sarà utile all'UE per individuare, valutare e affrontare le cause della complessità normativa, dei ritardi e degli elevati costi. Fine ultimo, migliorare l'offerta di alloggi.
Nell'ambito del processo di consultazione, la Commissione organizzerà workshop e incontri con gli Stati membri e le autorità locali, valorizzando il potenziale della nuova "Alleanza europea per l'edilizia abitativa".
Pedemontana piemontese, al via la costruzione della tratta Masserano-Ghemme
Partita la costruzione del nuovo tracciato della Pedemontana Piemontese tra Masserano, in provincia di Biella, e Ghemme, in provincia di Novara. Sarà lungo circa 15 chilometri e collegherà la statale 758 a Masserano e l’Autostrada A26 a Ghemme. I lavori, per un investimento complessivo di circa 384,5 milioni di euro, saranno eseguiti dall’impresa Webuild con la controllata Cossi Costruzioni.
La cerimonia si è svolta al campo base allestito a Ghislarengo, in provincia di Vercelli, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei ministri dei trasporti Matteo Salvini e dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, oltre l’assessore regionale Infrastrutture del Piemonte Enrico Bussalino e l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme.
L’arteria stradale attraverserà i territori delle province di Biella, Vercelli e Novara, interessando sette comuni: Masserano, Brusnengo, Roasio, Lozzolo, Gattinara, Romagnano Sesia e Ghemme. Il nuovo tracciato presenterà una sezione composta da due carreggiate separate dallo spartitraffico centrale, ciascuna con due corsie per senso di marcia per una larghezza complessiva di ventidue metri.
La tratta Masserano-Ghemme si inserisce nel progetto più ampio di collegamento stradale tra la A4 Torino-Milano a Santhià e la A26 Genova–Gravellona Toce a Ghemme.Sono previsti quattro svincoli per il collegamento della viabilità con le località Masserano, Roasio, Gattinara e con la A26 nel comune di Ghemme e la realizzazione di sei cavalcavia di scavalco della viabilità esistente, sei sottopassi e sei viadotti sui corsi d’acqua, uno dei quali, sul fiume Sesia, lungo 820 metri. Gli interventi cominceranno dal ponte sul fiume Sesia e il loro completamento è fissato in quattro anni e sei mesi di lavoro.
Strade e ferrovie, finanziate cinque opere in Lombardia
Stabilizzata la realizzazione di cinque attese opere strategiche in Lombardia. Dal ministero dei trasporti, 13 giugno 2026, è arrivato lo stanziamento di 591,6 milioni di euro per il completamento di otto opere stradali e ferroviarie, cinque delle quali in Lombardia.
Si tratta della linea ferroviaria Milano-Tirano con la soppressione dei passaggi a livello lungo la statale 38, la galleria artificiale di Ponte di Legno, la variante di Trescore Entratico, la variante di Vercurago-San Gerolamo e la riqualificazione dell'asse Busto Arsizio-Gallarate-Cardano.
Nella foto (Ibis): Tirano.
Alberi monumentali, cresce la famiglia
Con ventotto nuovi arrivi tra cedri, faggi, aceri, gelsi è cresciuta ancora la famiglia degli alberi monumentali della Lombardia. L’elenco regionale si è arricchito con il censimento annuale del 2026, che ha portato a quattrocentonovantasette gli esemplari riconosciuti.
La ventotto nuove piante “certificate” sono distribuite nelle province di Bergamo (4), Brescia (3), Como (2), Lecco (2), Lodi (2), Mantova (7), Milano (1), Monza e Brianza (5) e Pavia (2).
Il censimento annuale viene effettuato a partire dalle segnalazioni dei comuni, che vengono esaminate da Regione Lombardia con il supporto dei carabinieri forestali. Una volta accertati i requisiti, gli alberi entrano a far parte dell’elenco regionale. Il documento è poi trasmesso al Ministero dell’Agricoltura per l’inserimento nell’elenco nazionale degli alberi monumentali d’Italia.
Nelle foto (LNews): Abbadia Lariana (Lecco), Gelso Vecchia Filanda; Cavenago d’Adda (Lodi), quercia dai 100 nidi.
Canottieri Luino, stellare a Ravenna
In gara dal 3 al 5 luglio 2026 nel Bacino della Standiana di Ravenna tra oltre millecinquecento atleti di centotranta società remiere, la Canottieri Luino conquista al Festival dei giovani sedici medaglie con cinque oro, il settimo posto nella classifica nazionale e il terzo tra le società lombarde dietro Varese e Gavirate, una storica affermazione nell’otto cadetti femminile.
Ben quarantasette atleti/gara, alcuni dei quali giovanissimi, hanno dato vita a regate appassionanti. Altri sette sono stati selezionati per la rappresentativa lombarda e hanno conquistato un ulteriore oro e un bronzo nelle regate riservate alle rappresentative regionali.
REGATE DI VENERDÌ
Nelle regate di venerdì medaglie d’oro ai più grandi della squadra giovanile. Carmine Melone conquista l’oro nella specialità del singolo Cadetti. L’ammiraglia rosa formata da Nicol Boni, Vanessa Bianchi, Alessandra Camboni, Gea Luca, Laila Funaro, Elena Fantinato, Giulia Gomiero ed Helena Nordiali della Canottieri Porto Ceresio, timoniere Leonardo Mechelli, per la prima volta nella recente storia della Canottieri Luino, vince la specialità dell’otto Cadette sulla Canottieri Aniene di Roma leader di questa specialità. Oro in volata anche per il doppio Cadetti di Mechelli e Tommaso Seminatore.
Argento per la coppia di Mattia Melone e Andrea Putignano nel doppio Allievi B1. È medaglia di bronzo per Stefano Staiano e Sami Alicajic entrambi nella specialità del 7,20 Allievi B2. Ad un soffio dal podio il quattro di coppia Allievi C di Enea Casnedi Marco Ghilardi misto con Sport Club Renese e Porto Ceresio, Edoardo Rinaldi nel 7,20 Allievi B1 e Saul Funaro nel quattro di coppia Allievi B2 misto con la Canottieri Gavirate.
Taglia il traguardo in quinta posizione Ettore Rossi nella specialità del 7,20 Allievi B1, mentre sono sesti Edoardo Leva e Diego Bassi D’Alessio nel doppio Cadetti e Giada Cassano nel 7,20 Allieve C. Settimo posto per Francesco Loguercio con il quattro di coppia Allievi C misto con il Circolo Nautico Posillipo.
Al palmares di giornata si aggiungono un oro per Vanessa Bianchi e Nicole Boni e un sesto posto per Fantinato rispettivamente a bordo dell’ammiraglia femminile e mix del Comitato Lombardia per le sfide riservate alle rappresentative regionali.
SUCCESSI DI SABATO
Nella giornata di sabato vittorie di Laila Funaro e Nicole Boni nel due senza Cadette e di Andrea Putignano nel 7,20 Allievi B1. È argento al fotofinish per Giada Cassano nel quattro di coppia Allieve C insieme a Canottieri Porto Ceresio e Renese e per Mattia Melone nel 7,20 Allievi B1. Argento anche per Carmine Melone e Tommaso Seminatore con la Canottieri Tremezzina nel quattro di coppia Cadetti e per il doppio Cadette di Giulia Gomiero e Vanessa Bianchi.
Bronzo, per pochissimi centimetri dal secondo posto, per la coppia Enea Casnedi-Marco Ghilardi, per Saul Funaro nel 7,20 Allievi B2, per Ettore Rossi nel 7,20 Allievi B1 e per la coppia Sami Alicajic – Stefano Staiano nel doppio Allievi B2.
Quarto posto per il doppio Cadette di Elena Fantinato-Alessandra Camboni e per Edoardo Rinaldi nel 7,20 Allievi B1, mentre giunge quinto al traguardo Leonardo Mechelli nel 7,20 Cadetti. Sono sesti al traguardo Gea Luca nel singolo Cadette, Diego Bassi D’Alessio nel 7,20 Cadetti mentre chiude in ottava posizione Francesco Loguercio nel 7,20 Allievi C.
Per le prove riservate alle rappresentative regionali si aggiungono un bronzo per Laila Funaro nel quattro senza Cadette e un quarto posto per Carmine Melone a bordo dell’ammiraglia Cadetti con la maglia della Lombardia. Le convocazioni nella squadra regionale della Lombardia sono ora ben sette: ai già citati si aggiungono Alessandra Camboni e Giulia Gomiero, riserve della squadra cadette.
Anche i più piccoli della squadra, Nimue Funaro e, al suo esordio Ines Alicajic, hanno dato dimostrazione di grande impegno nell’esibizione dedicata agli Allievi A, di venerdì e sabato, sulla distanza dei 250 metri.
GARE DI DOMENICA
Nella giornata di domenica atleti gialloblù impegnati nelle gare miste a sorteggio. Questa modalità è stata introdotta dalla Federazione Italiana Canottaggio già nella precedente edizione del Festival. Nell’ottica aggregazione e socializzazione gli atleti di diverse società remiere gareggiavano insieme sulla stessa barca in formazioni di quattro di coppia e otto.
Oltre a nuove amicizie gli atleti giallo-blu conseguono altre dieci medaglie di cui due oro, due argento e sei di bronzo. Oltre chi scende in acqua non va dimenticato il lavoro dello straordinario staff tecnico, formato da Arianna Arioli, Aurora Taietti, Alessandro Del Ferraro, Romeo Rota, Rocco Bevilacqua, Gabriele Guardo, Marco Lissoni, Lorenzo Lissoni, con il supporto indispensabile di Grazia Vaglio.
Nelle immagni, foto Canottieri Luino: FdG 8+CDF e FdG 4xCDM
Treni a idrogeno, prima sperimentazione italiana
Al via in Valcamonica la prima sperimentazione italiana dei treni a idrogeno su una linea ferroviaria e la realizzazione della prima Hydrogen Valley d'Italia lungo la tratta Brescia-Iseo-Edolo. A Iseo ed Edolo, nel Bresciano, è stata completata la costruzione degli impianti di produzione e distribuzione di idrogeno realizzati da Ferrovienord nell'ambito del progetto H2iseO. All'inizio del 2027, al completamento dei collaudi e dei test dinamici dei nuovi treni a idrogeno, sarà avviata la messa in esercizio degli impianti.
Gli impianti sono un tassello del progetto H2iseO, che comprende anche gli interventi per oltre quattrocento milioni di euro sulla ferrovia Brescia-Iseo-Edolo e il rinnovo dell'armamento sulla rete e dei sistemi di segnalamento ferroviario, il rifacimento della trazione elettrica e le opere di protezione rispetto ai dissesti idrogeologici.
PROGETTO H2ISEO
Il progetto H2iseO nasce per decarbonizzare il trasporto pubblico locale evitando l'elettrificazione della linea e i conseguenti interventi infrastrutturali invasivi. L’obiettivo è realizzare in Valcamonica la prima Hydrogen Valley italiana applicata al trasporto ferroviario, sviluppando una filiera economica e industriale dell'idrogeno.
L'iniziativa interessa la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo e prevede, con la sua completa realizzazione, la sostituzione dell'intera flotta diesel con quattordici nuovi treni a idrogeno, la realizzazione di tre impianti di produzione (Iseo, Edolo e Brescia), quattro impianti di rifornimento (Rovato, Iseo, Edolo e Brescia), del nuovo deposito e centro di manutenzione di Rovato e l'adeguamento delle infrastrutture ferroviarie.
IMPIANTO DI ISEO
Realizzato nelle immediate vicinanze del deposito Trenord di Iseo, l'impianto produrrà idrogeno a partire dal biometano con recupero della CO2 generata dal processo. La struttura dispone di una capacità produttiva nominale di 1.150 chilogrammi di idrogeno al giorno, pari a circa 420 tonnellate annue, e di sistemi di stoccaggio per 1.450 chilogrammi di idrogeno.
Il rifornimento dei convogli avverrà tramite due erogatori in grado di alimentare contemporaneamente due treni su binari differenti.
IMPIANTO DI EDOLO
L'impianto di Edolo, che sorge su un’area in concessione a Ferrovienord e su aree industriali in dismissione, produrrà invece idrogeno attraverso un processo di elettrolisi alimentato da energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.
La capacità produttiva nominale sarà di 1.644 chilogrammi al giorno, pari a 600 tonnellate annue, con una capacità di stoccaggio complessiva di 2.489 chilogrammi. Anche in questo caso il rifornimento avverrà mediante due erogatori, nel pieno rispetto delle più recenti normative nazionali in materia di sicurezza.
Nelle foto (LNews): Impianto idrogeno Edolo e Impianto Idrogeno Iseo.


























