Edizione n.16 di mercoledì 12 maggio 2021

Prima pagina

Valle Camonica, biglietto unico per i parchi archeologici d’arte rupestre

È acquistabile online e valido fino al 31 dicembre 2021
Riserva-Inc.-Rup.-di-Ceto-Cimbergo-Paspardo-Foto-Distretto-Culturale-di-Valle-Camonica-

Sulle sue rocce sono fissati oltre 10.000 anni di civiltà dell’uomo, raccontati attraverso un’infinità di simboli, immagini e scene di vita quotidiana. È il territorio della Valle Camonica e dei suoi parchi archeologici d’arte rupestre che, dall'8 maggio, possono essere visitati con un biglietto unico, acquistabile online e valido fino al 31 dicembre 2021.
Il “Valle Camonica Pass Incisioni” è frutto di un accordo di valorizzazione siglato nel 2019 tra Regione Lombardia, Direzione regionale Musei Lombardia, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e Comunità Montana di Valle Camonica. Permette un solo ingresso per ciascuno dei siti, ma per chi desiderasse invece visitare uno solo dei parchi resta la possibilità di acquistare l’accesso in ogni singola biglietteria. Il tutto al prezzo di euro 11, comprensivo di diritti di prevendita. Sono confermate le gratuità di legge previste per l’ingresso nei parchi nazionali: under 18, studenti universitari, disabili e loro accompagnatore, guide turistiche.
Acquistando il biglietto unico sui siti web dei luoghi coinvolti e sul sito www.musement.com, grazie alla collaborazione con TUI Musement (partner tecnologico del progetto) sarà possibile visitare:
*CAPO DI PONTE: Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane; Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo; Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina (con all’interno la raccolta museale “Battista Maffessoli”); Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica.
*CETO, CIMBERGO E PASPARDO: Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; Museo didattico della Riserva.
*DARFO BOARIO TERME: Parco Archeologico Comunale di Luine.
Era il 1955 quando a Naquane, in comune di Capo di Ponte, venne istituito il primo Parco Archeologico d’Italia attorno ad alcune rocce ricoperte di incisioni risalenti in prevalenza al primo millennio avanti Cristo. Il progredire delle ricerche ha via via fatto emergere altre aree di grande interesse archeologico, situate in differenti comuni della Valle, poco alla volta organizzate in Parchi nazionali (dipendenti cioè dal Ministero della Cultura), comunali, sovracomunali e regionali.
Immagini: in alto, Riserva-Inc.-Rup.-di-Ceto-Cimbergo-Paspardo-Foto-Distretto-Culturale-di-Valle-Camonica;
in basso a sinistra, Riserva-Inc.-Rup.-di-Ceto-Cimbergo-Paspardo-Foto-Distretto-Culturale-di-Valle-Camonica;
in basso a destra, Museo preistorico della Valle Camonica_sala-1-completa_MIC_DRM-LOM
// Studio Esseci; Direzione regionale Musei Lombardia Ufficio comunicazione e grafica.

 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Stereotipi di genere, un fenomeno radicato nei secoli

Presentato all'Università Insubria di Varese un libro sulle credenze che ammettono l’esistenza di differenze tra maschi e femmine individuate sul piano delle connotazioni fisiche, delle abilità, dei tratti della personalità̀, delle attività e dei ruoli
presentazione

Sono un fenomeno umano complesso e ben documentato in ogni epoca. Nascono come insieme di credenze che ammettono l’esistenza di differenze tra maschi e femmine individuate sul piano delle connotazioni fisiche, delle abilità, dei tratti della personalità̀, delle attività e dei ruoli.
Sono gli stereotipi di genere, al centro del libro “Quaderni di Expressio -INFIRMITAS SEXUS-Ricerche sugli stereotipi di genere in prospettiva multidisciplinare” a cura della professoressa Paola Biavaschi, lo psicologo e psicoterapeuta Paolo Bozzato, il linguista Paolo Nitti, l'avvocata Anna Danesi e la ex consigliera alle pari opportunità Luisa Cortese, presentato l'11 maggio 2021 sui canali YouTube e Facebook di Alumni Insubria.
Il volume raccoglie gli studi scientifici sugli stereotipi di genere a partire dalla loro genesi e strutturazione nell’infanzia dell’individuo fino al loro emergere nel linguaggio quotidiano, nell’educazione, nei mezzi di comunicazione di massa e nelle scelte professionali seguendo anche un itinerario storico che parte dall’antichità̀ e si spinge fino all’attualità̀ del diritto.
I saggi possono offrire un prezioso contributo a coloro che operano nel settore sociale e nella comunicazione, ma anche ai non addetti ai lavori per aumentare la consapevolezza del fenomeno e delle sue conseguenze potenzialmente rischiose.
Margherita Giromini e Paolo Bozzato discutono i sogni dei bambini e delle bambine riguardo al futuro professionale. Giorgio Ghisolfi tratta gli stereotipi di genere nel cinema di animazione mentre Francesco Cansirro Cortorillo esamina il ruolo degli stereotipi di genere in merito alla professione del compositore. Luca Daris tratta la questione della figura femminile durante la Rivoluzione francese e Francesco Colombo discute le radici romanistiche della subalternità femminile nel mondo del diritto. Chiudono il volume il saggio di Mauro Alovisio nel quale si discute il ruolo dei Comitati Unici di Garanzia alla luce della Direttiva 2/2019 nel percorso di promozione delle pari opportunità e nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Lago di Varese, ombrelloni all'orizzonte

Avanzano il prelievo di fosforo e la riduzione degli scarichi fognari – Confermata la previsione di balneabilità nel 2023
Lago di Varese a Bodio Lomnago

Il risanamento del lago di Varese procede in linea con il cronoprogramma e all'orizzonte si profila la balneabilità nel 2023. Il monitoraggio regionale condotto insieme con l'Agenzia di tutela della salute sta dando riscontri positivi e conferma l'assenza di fattori che impediscano la prospettiva di una balneazione a breve.
Si può così riassumere la riunione in videoconferenza del comitato di coordinamento dell'Accordo quadro di sviluppo territoriale (Aqst), svoltasi il 7 maggio 2021 nel “Pirellino” di Varese e presieduta dall'assessore regionale Raffaele Cattaneo. Hanno partecipato Provincia, Comuni, atenei ed enti scientifico-sanitari oltre a tutti gli altri enti sottoscrittori nell'accordo.
È emerso che è stato censito oltre il 70% della rete fognaria che afferisce sul lago di Varese. «L'impianto di prelievo ipolimnico – ha precisato Cattaneo - ha permesso di asportare due tonnellate di fosforo, corrispondente al 60% del carico interno, che per il lago rappresenta un risultato molto positivo. Inoltre, l'impianto non ha prodotto impatti ambientali negativo sul Bardello e sul lago Maggiore. Grazie alla presenza delle boe limnologiche gestite da Arpa possiamo monitorare sistematicamente e in tempo reale la qualità delle acque del lago».

PROGETTO E LAVORI
Il progetto prevede sei macroaree di lavori, dalla rete fognaria al monitoraggio delle acque, dal prelievo ipolimnico alla biodiversità e navigazione, dalla comunicazione alla valorizzazione sponde lacustri. Alla sua realizzazione, dal 2018, sono stati assegnati finanziamenti regionali per circa 10 milioni di euro. Questo l'attuale stato dell'arte sull'avanzamento dei lavori.
RETE FOGNARIA - Nella ricognizione del sistema fognario la società Alfa ha censito 524 chilometri in diciannove comuni, pari a circa il 55% del totale dell'intera rete e al 70% delle reti relative all'agglomerato di Gavirate, su una lunghezza complessiva di 959 chilometri a copertura di ventidue comuni. La conclusione dei rilievi topografici prevista per la fine del 2021. È emerso che il 35% della rete fognaria è composto da reti di acque bianche, il 33% di acque nere e il 29% di fognatura miste.
MONITORAGGIO DELLE ACQUE - L'attività di monitoraggio delle acque del lago di Varese, del fiume Bardello e del lago Maggiore procede regolarmente. Il prelievo ipolimnico non ha avuto un impatto negativo dal punto di vista chimico e biologico sulla qualità delle acque del Bardello né sul Maggiore.
Per quanto riguarda il carico interno sono state rimosse due tonnellate di fosforo, oltre la metà di quello rilasciato dai sedimenti. Per quanto riguarda i tributari del lago, si registra migliorano qualità acque dal 2019 al 2020 e anche a inizio 2021 del Valleluna e del Brabbia.
PRELIEVO IPOLIMNICO - L'impianto di prelievo ipolimnico ha permesso di asportare due tonnellate di fosforo dal 10 giugno al 25 dicembre 2020 e, quest'anno, è stato riattivato il 29 aprile. Per migliorarne l'efficienza e diminuire gli impatti, è prevista l'installazione di un impianto fotovoltaico nei pressi del cimitero di Biandronno e di un sistema di eiettori venturi presso la stazione di pompaggio. Inoltre, dovrebbero essere installati due nuovi punti di scarico delle acque ipolimniche per incrementare l'efficienza dell'impianto, soprattutto nel periodo autunnale.
Sono state aggiunte due nuove stazioni di monitoraggio lungo il fiume Bardello per il controllo dell'ossigeno, a 1.500 e 2.000 metri di distanza dallo scarico.
AMBIENTE E NAVIGAZIONE - Controlli diretti a lago e sulle sponde in accordo con la guardia di finanza hanno scoperto natanti abbandonati e riscontrato delle difformità. È sulla rampa di lancio la gara per l'affidamento del servizio di sfalcio delle macrofite del lago di Varese e per interventi di manutenzione ordinaria delle aree di interesse pubblico e per il contenimento delle specie esotiche.
Per l'estate 2021 il Comune di Varese sta valutando con alcuni operatori la possibilità di attivare un servizio sperimentale di navigazione turistica elettrica. 

Malattie rare, quattro nuovi presìdi in Lombardia

Alla rete per la presa in carico dei pazienti sono stati aggiunti Humanitas 'San Pio X' Milano, Centro Irccs 'Santa Maria Nascente' Milano, Istituti clinici scientifici Maugeri-Irccs Pavia, Centro clinico Nemo Brescia

Si amplia in Lombardia la “Rete regionale delle malattie rare”, il sistema coordinato di centri specializzati che prendono in carico pazienti e familiari e offrono una più tempestiva prescrizione di cure e terapie. Il 10 maggio 2021 una delibera regionale, proposta dall'assessora Letizia Moratti, ha aggiornato la lista dei cinquantasei presìdi già attivi inserendovene altri quattro: l'Humanitas 'San Pio X' di Milano; il Centro Irccs 'Santa Maria Nascente'-Fondazione 'don Carlo Gnocchi' onlus di Milano; gli Istituti clinici scientifici Maugeri-Irccs di Pavia; il Centro clinico NeMO-Fondazione Serena onlus di Brescia.
I presìdi della Rete sono individuati tra i centri in possesso di documentata esperienza in attività diagnostica o terapeutica specifica per le malattie o per i gruppi di malattie rare. La scelta viene fatta tra quelli che abbiano idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari, oltre che tra le strutture dotati di servizi mirati, malattia per malattia, per l'emergenza e la diagnostica biochimica e genetico-molecolare.
RETE REGIONALE
La Rete regionale per le malattie rare della Lombardia è stata deliberata l'11 dicembre 2001 dalla giunta regionale - all'indomani della “Rete nazionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare”, istituita con decreto ministeriale del 18 maggio 2001 – e viene periodicamente aggiornata.
Le funzioni di coordinamento e di Centro di riferimento interregionale (Cir) tra i presìdi della rete sono svolte dal Centro di ricerche cliniche per le malattie rare 'Aldo e Cele Daccò' dell'Istituto di ricerche farmacologiche 'Mario Negri', che ha sede a Ranica, in provincia di Bergamo. Il Centro offre a pazienti, familiari e operatori sanitari un servizio informativo aggiornato in merito alle malattie rare e alla normativa vigente.

Impianti di cremazione, potenziamento da Mantova a Varese

Via libera regionale a otto nuovi progetti

In Lombardia da qui al 2024 si prevede una crescita di 18.000 cremazioni l’anno grazie al potenziamento di sette impianti esistenti e alla realizzazione di uno nuovo. Il 6 maggio 2021 la direzione regionale Welfare ha approvato l’evoluzione della rete degli impianti crematori in attuazione di quanto deliberato dalla giunta regionale nel 2020 circa ‘La cremazione in Lombardia e l’aggiornamento delle indicazioni per l’evoluzione delle reti degli impianti’.
Per otto comuni si sono concluse con esito positivo la verifica preventiva delle istanze presentate e l’assegnazione di una quota di cremazioni annuali. Si tratta di Albosaggia in provincia di Sondrio (potenziamento di 1.200 cremazioni/anno), Mantova (potenziamento impianto di 1.200 cremazioni/anno), Brescia (potenziamento impianto di 5.000 cremazioni/anno), Bergamo (potenziamento impianto di 2.500 cremazioni/anno), Varese (potenziamento di 2.500 cremazioni/anno), Como (potenziamento impianto di 1.200 cremazioni/anno), Pavia (potenziamento impianto di 2.500 cremazioni/anno). A Chiari (Brescia) verrà invece realizzato un nuovo impianto da 2.400 cremazioni/anno.
Complessivamente erano arrivate a Regione Lombardia ventisette manifestazioni di interesse, di cui diciannove per la realizzazione di nuovi impianti e otto per il potenziamento di impianti già esistenti. I comuni dovranno presentare i progetti entro dodici mesi per poi passare alla realizzazione degli interventi. «Nella previsione dell’evoluzione della rete – spiega la direzione Welfare – abbiamo fissato come prioritario il potenziamento degli impianti esistenti rispetto alla realizzazione di nuovi. Nella realizzazione dei progetti i comuni terranno in considerazione l’impatto sul territorio dal punto di vista paesistico e del decoro e individueranno le soluzioni più idonee alla mitigazione».

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

Condividi contenuti