Edizione n.21 di mercoledì 16 giugno 2021

Prima pagina

Donatori del sangue, il pianeta del Varesotto

Un esercito di oltre 24.000 volontari disseminati in tutto il territorio
Luca Basile, foto Avis

Anche nel Varesotto sono migliaia e sono riuniti in quarantatré associazioni distribuite ai quattro angoli della Terra dei Laghi. Sono i donatori di sangue, che dal 12 al 14 giugno 2021 hanno celebrato la loro Giornata Mondiale con iniziative organizzate dalle associazioni di Cantello, Origgio, Saronno, Luino, Malnate, Varese e, domenica 20 giugno, l'Avis Provinciale Varese sigillerà la ricorrenza con la presenza a Monate alla tappa dell’Open Water Tour con il trofeo “Open Water, Open Mind”, messo in palio ad ogni tappa di questo appuntamento per i donatori Avis.

NUMERI TARGATI VARESE
La Giornata Mondiale è stata, come sempre, anche un momento per fare il bilancio delle attività e lanciare un appello a continuare a donare in considerazione dell’importanza fondamentale di questo gesto per molte persone malate.
I numeri sono stati messi in fila solo poche settimane fa nell'assemblea annuale di Avis provinciale Varese, l'organizzazione di coordinamento delle quarantatré Avis Comunali, autentiche colonne della promozione del dono e della solidarietà e della tenuta del sistema di donazione del sangue.
DONATORI E IDENTIKIT
Nel 2020 il numero di donatori attivi ha subito un incremento – 345 donatori - rispetto all’anno precedente, passando da 23.932 del 2019 a 24.277 del 2020. Un dato positivo, in un anno di pandemia e confinamento, che ha visto molte persone mettersi a disposizione anche sull’onda emozionale dell’emergenza, ma che ha scontato anche tempi più lunghi per l’avvio di esami e controlli al fine di inserire i nuovi donatori nel percorso donazionale.
Le donazioni totali sono scese di oltre 4mila unità. «Il dato – precisa una nota dell'Avis Provinciale - non desta preoccupazione ed è stato determinato dal rallentamento delle esigenze ospedaliere che, nei mesi della pandemia, hanno subito una contrazione. Non va dimenticato che la raccolta di sangue, sul nostro territorio, si basa sul reintegro di scorte per cui viene modulata in base alle effettive esigenze in modo da evitare sprechi».
Nonostante le difficoltà si sono mantenute a buon livello le donazioni in aferesi, mentre sono state 59 le donazioni di plasma iperimmune. L’identikit del donatore sul nostro territorio? Dai numeri emerge che i donatori uomini sono più numerosi (14.888) delle donne (9.389), ma queste ultime sono più attive e numerose se si guarda alle fasce di età più giovani; i donatori stranieri sono in aumento (1088 a fine 2020) soprattutto nella loro componente extra Ue.
RINNOVO CARICHE
L’assemblea ha portato alla nomina del nuovo Consiglio direttivo in carica per il prossimo quadriennio. Lo compongono: Giampiero Badanai, Luca Basile, Liana Bonfanti, Aldo Cardani, Matteo Carugati, Davide Casiraghi, Paola Cozzi, Marco Garbin, Giacomo Malpeli, Sonia Marantelli, Marzio Mariani, Roberto Noseda, Alessio Pappini, Franco Politi, Angelo Olgiati, Vincenzo Saturni, Marta Visentin, Ivan Zingaro. Successivamente, il nuovo consiglio, nella seduta di insediamento, ha designato alla presidenza di Avis provinciale Luca Basile (nella foto), donatore dal 1996, in Avis Cassano come consigliere dal 2001 e poi dal 2017 come presidente; dal 2015 fa parte del Consiglio direttivo di Avis Provinciale Varese.  

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Varese, Superlampada per curare l'ittero neonatale

È stata donata alla Neonatologia dell'Ospedale Del Ponte
Donazione Associazione Tincontro

A Varese una nuova apparecchiatura renderà possibile trattare efficacemente i piccoli colpiti da ittero neonatale abbassando il valore della bilirubina senza allontanarli fisicamente dai genitori e quindi in una situazione di minore stress sia per i piccoli pazienti sia per i familiari. Si tratta di una macchina per fototerapia di ultima generazione (valore di circa 13.000 mila euro), donata alla Neonatologia dell'Ospedale Filippo Del Ponte dalle due mamme coraggio, Emily e Manuela, nel ricordo del loro piccolo Lyam, nato gravemente prematuro e perso dopo quasi sei mesi di battaglia.
La superlampada è stata consegnata il 12 giugno 2021 dall'Associazione Tincontro-Genitori per la neonatologia e terapia intensiva di Varese al direttore del Dipartimento della donna e del bambino di Asst Sette Laghi Massimo Agosti. «Con questa donazione – ha spiegato Agosti - potremo trattare l'ittero, una patologia che può coinvolgere i neonati, anche molto prematuri, con un'apparecchiatura all'avanguardia, che permette di allontanare il meno possibile il piccolo dai suoi genitori».

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Livigno, parcheggio interrato e gallerie paravalanghe per 33 milioni

Le opere previste da due convenzioni tra Comune e Regione Lombardia
Livigno (SO) Località Mottolino - Tramonto, foto Daniele Cazzaniga
Livigno, foto Ibis

Un parcheggio interrato in prossimità dell'impianto di risalita 'Mottolino' e messa in sicurezza del Passo della Forcola mediante tre tratti di gallerie paravalanghe lungo la strada comunale. Sono due opere da complessivi 33 milioni di euro, funzionali alle Olimpiadi Milano-Cortina e Valtellina 2026.
Saranno realizzate in territorio di Livigno (Sondrio) secondo due convenzioni sottoscritte il 7 giugno 2021 da Regione Lombardia e Comune di Livigno. Presenti alla cerimonia gli assessori regionali Massimo Sertori (enti locali e montagna) e Claudia Maria Terzi (trasporti e mobilità), il sottosegretario regionale Antonio Rossi (sport e olimpiadi 2026) e il vicesindaco di Livigno, Remo Galli.
PARCHEGGIO MOTTOLINO
In prossimità dell'impianto di risalita 'Mottolino' verrà realizzata un'autorimessa interrata con l'adeguamento della viabilità e dei collegamenti, oltre la sistemazione ambientale, interventi del verde e l'adeguamento delle piste da sci e dei corsi d'acqua. La progettazione e la realizzazione saranno a carico regionale (19.090.000 euro) e la consegna dei lavori all'azienda appaltatrice è prevista ad agosto 2022 e l'ultimazione dell'intervento entro la fine del 2024. Il parcheggio permetterà di eliminare le auto dalla piana verde di Livigno.
Con un altro finanziamento regionale di 910.000 euro si procederà alla sistemazione ambientale e all'adeguamento dei corsi d'acqua per il miglioramento della sicurezza dell'autorimessa e per il completamento strutturale delle aree necessarie allo svolgimento delle gare olimpiche 2026. Il cronoprogramma prevede la consegna dei lavori per giugno 2022 e il termine il 31 dicembre 2024.
PASSO FORCOLA
Lungo la strada comunale per il Passo Forcola saranno costruiti tre tratti di gallerie paravalanghe per una lunghezza complessiva di 780 metri. Progettazione e realizzazione sempre a carico regionale (13 milioni di euro complessivi). Consegna dei lavori di tutti e tre i tratti di galleria a metà giugno 2023 e ultimazione dei lavori a fine ottobre 2024. 

Como, nuova stazione unica di Camerlata

Aperta da domenica 13 giugno 2021

A Como, da domenica 13 giugno 2021, è iniziato il servizio commerciale nella nuova stazione unica di Camerlata sulla linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso in diretta connessione con la linea Milano-Saronno-Como di Ferrovienord. La nuova fermata è stata realizzata da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) con un investimento economico di 6 milioni di euro cofinanziato da Regione Lombardia. «In un unico punto – ha commentato l'assessora regionale Claudia Maria Terzi - sarà possibile proseguire verso tutte le destinazioni servite dalle linee ferroviarie del Comasco, lasciando la propria auto nel nuovo parcheggio, non appena sarà terminato, o arrivando in autobus nel nuovo terminal appositamente realizzato. La nuova stazione unificata consente inoltre l'integrazione funzionale tra i servizi che circolano su entrambe le reti (FerrovieNord e RFI)».
PROGETTO E LAVORI
Un breve percorso pedonale consente ora ai viaggiatori di spostarsi facilmente tra l'attuale stazione di Camerlata delle Ferrovie Nord, sulla linea Como-Saronno-Milano, e la stazione di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), sulla linea Milano-Como-Chiasso. Contestualmente è stato definitivamente sospeso il servizio commerciale nella stazione di Albate Camerlata e i treni effettuano la fermata d'orario nella nuova stazione di Como Camerlata. Per i viaggiatori provenienti dalla linea Milano-Saronno-Como è possibile proseguire verso le destinazioni svizzere o verso Cantù e Lecco, interscambiando nel nuovo impianto.
Per la prima fase gli accessi avverranno da via Scalabrini attraverso la stazione di Como Camerlata delle Ferrovie Nord. Successivamente, dopo l'apertura del parcheggio, in corso di realizzazione a cura del Comune di Como e finanziato da Regione Lombardia con ulteriori 3 milioni di euro, sarà possibile accedere da via San Bernardino da Siena. «La linea ferroviaria Como-Camerlata sarà un ulteriore strumento che permetterà ai pendolari e frontalieri di avere maggiori agevolazioni per recarsi nei rispettivi luoghi di lavoro» ha dichiarato il sottosegretario regionale Fabrizio Turba.
La stazione è progettata secondo gli standard europei previsti per i servizi ferroviari metropolitani e rispetta le norme per l'accessibilità: due marciapiedi lunghi 250 metri e alti 55 centimetri per facilitare l'entrata e l'uscita dai treni; pensilina d'attesa lunga circa 70 metri. Il collegamento tra i marciapiedi è garantito da un sovrappasso lungo 14 metri e largo tre, raggiungibile attraverso scale e ascensori. La pavimentazione dei marciapiedi è dotata di percorsi pedotattili per ciechi e ipovedenti ed è presente un sistema di informazioni ai viaggiatori con monitor e annunci sonori lungo i marciapiedi e il collegamento con la stazione di Ferrovie Nord.

Pazienti in dialisi, verso una terapia personalizzata e uniforme sul confine svizzero/italiano

Progetto di Università e Ospedali di Milano, Como, Varese, Canton Ticino e Cantone dei Grigioni per una robusta e condivisa piattaforma tecnologica

Migliorare la qualità della vita dei pazienti in dialisi che vivono sul confine svizzero/italiano e rendere uniforme il trattamento sul territorio. Questo l'obiettivo del progetto InterACTIVE-HD 2.0, finanziato dal programma Interreg Italia Svizzera, che vede tra i partner Politecnico di Milano–Polo di Lecco (capofila italiano) e Fondazione Politecnico di Milano, Azienda sociosanitaria lariana, Azienda sociosanitaria Sette Laghi, Azienda sociosanitaria Alto Lario, Ente Ospedaliero Cantonale (capofila svizzero) e Kantonsspital Graubunden (Cantone dei Grigioni).
Università e ospedali svilupperanno protocolli per la gestione specifica del trattamento emodialitico attraverso la creazione di una robusta piattaforma tecnologica. Punti cruciali del progetto sono lo sviluppo di metodi per l’automazione dell’acquisizione e della memorizzazione dei dati registrati da diversi dispositivi durante il trattamento dialitico e la definizione di modelli e algoritmi predittivi paziente-specifici, che possano supportare il medico nelle scelte terapeutiche.
«Il progetto nasce per migliorare la qualità della vita dei pazienti e renderne possibile l’uniforme trattamento anche in centri diversi da quello di riferimento abituale» spiega Maria Laura Costantino, docente del Politecnico di Milano. «Lo studio mira a offrire una terapia personalizzata al paziente, sfruttando le competenze tecnologiche degli ingegneri, fornendo al medico uno strumento di supporto per ottimizzare il trattamento del paziente. I risultati dello studio potranno anche favorire la mobilità dei pazienti. Infatti, attraverso la piattaforma che verrà sviluppata durante il progetto, grazie all’utilizzo intelligente e integrato delle informazioni rilevabili dai dispositivi utilizzati in reparto, i pazienti potranno usufruire ovunque di un trattamento omogeneo con quello del centro di riferimento usuale».
NEFROPATIE E TRATTAMENTI IN LOMBARDIA E SVIZZERA
Oggi, come osserva il direttore della Nefrologia e dialisi dell'Asst Sette Laghi Giuseppe Rombolà, molti pazienti si spostano difficilmente dal loro centro proprio per la paura di non trovare risposte cliniche coerenti con eventuali bisogni emergenti. «Lo sviluppo e la condivisione di questa piattaforma – aggiunge - metterà i centri partecipanti in condizione di creare non solo una rete professionale “omogenea” ma soprattutto di dare risposte omogenee ai pazienti».
In Italia si stima che circa il 7% della popolazione generale sia affetto da qualche problema renale, nella fascia di età superiore ai 65 anni oltre il 15% ha un grado significativo di insufficienza renale. La prevalenza dei pazienti in trattamento dialitico è di circa 780 pazienti per milione di popolazione, cioè circa 46.000 pazienti in Italia. In Lombardia, in particolare, ci sono circa 8.000 pazienti in trattamento dialitico con un incremento del 2% l’anno.
Questi i numeri dei trattamenti annui suddivisi per territorio: Ente Ospedaliero Cantonale Ticino, circa 14.000; Kantonspital Graubunden, circa 8.000; Como e Varese, più di 50.000; Sondrio, circa 20.000.
La cooperazione tra centri clinici italo-svizzeri e l’uso di nuove tecnologie permetterà una gestione più uniforme dei pazienti nei centri di confine, un aumento della qualità e dell’accessibilità dei servizi sanitari per i dializzati e la valutazione della possibilità di domiciliazione, soluzione ottimale in contesti transfrontalieri, in particolare montani. La condivisione di linee guida, protocolli e best practice potrà altresì garantire la continuità territoriale della cura, assicurando nel contempo al paziente una terapia personalizzata e di alta qualità. 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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