Edizione n.29 di mercoledì 15 settembre 2021

Scuola

Tutela salute, indagine su droga e alcol nelle scuole milanesi

Nelle scuole superiori di Milano il 40% degli studenti entrerebbe in contatto con sostanze stupefacenti e abusa di alcolici. Nelle scuole medie inferiori il dato si attesta attorno al 4%. Sono alcuni dati dell'Agenzia Tutela Salute Milano emersi il 4 luglio in assemblea regionale con un’interrogazione su test antidroga/alcool del capello su studenti di scuole medie superiori e inferiori.
Il gruppo Lista Maroni ha chiesto di realizzare un progetto sperimentale in collaborazione con ATS e Ufficio scolastico regionale e con la compartecipazione dei genitori. La sollecitazione è stata recapita dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera.
La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per la riduzione del rischio e tra questi il progetto LifeSkills Training introdotto in Lombardia attualmente coinvolge oltre 200 istituti secondari di primo grado, circa 400 insegnanti e 40.000 studenti. Il test del capello permette di rilevare il consumo di droghe, alcool e medicine complementari anche a distanza di un anno.

Lago Maggiore, Giovani ricercatori crescono

Chi semina passione, raccoglie entusiasmo. Ma l'impresa - nobile sempre - raddoppia persino di caratura, se condotta in quell'orticello delle ricerche storiche poco - ahimè oggi -ammirato sotto l'italico cielo.
Il Magazzeno Storico Verbanese, frutto degli studi e dell'amore alle natie sponde dello studioso Carlo Alessandro Pisoni, partecipa nella Newsletter di febbraio ai suoi "followers" una notizia profumata per materia e per paternità.
Dieci studenti del Liceo Sereni di Luino (vedi ilcorrieredelverbano.It del 5 marzo 2014) si sono cimentati in ricerche d'archivio sotto la guida del "tutor" Pisoni. Il premio non è mancato. Le loro fatiche sono state rinfrancate, oltre al piacere della conoscenza, anche da una simpatica scoperta.

IL PROFUMO DI TABACCO…

Non è un mistero che una nobile casata come quella dei Borromeo vivesse, nel Settecento, in modo raffinato e attento ai dettami della moda. Le spese di rappresentanza, minuziosamente elencate nei libri di cassa, testimoniano di ori e gioielli, tessuti e abiti, quadri e altri oggetti d’arte, libri e carte geografiche, strumenti musicali, derrate alimentari (tra cui il cioccolato) e vini di particolare pregio, e molto altro. Non poteva mancare il tabacco; che veniva donato talvolta insieme a tabacchiere fatte confezionare appositamente presso rinomati gioiellieri milanesi. Ma il tabacco… quello sì che era una concia tutta particolare!
Perché il conte Carlo IV Borromeo Arese, a inizio Settecento, non poteva non lasciarsi tentare dal profumo degli agrumi prodotti all’Isola Madre e Isola Bella: e ordinava quindi al proprio agente isolano, Carlo Lamberti, di inviargli periodicamente a Milano alcuni di quei soavi e pregiati frutti, perché con quelli intendeva far profumare convenientemente le foglie di tabacco custodite nei depositi delle derrate di Palazzo Borromeo; cosa curiosa, il tabacco veniva probabilmente ben impacchettato nella carta prodotta a Intra dalla cartiera fatta costruire dal conte e gestita da un ramo della numerosa famiglia Pirinoli, da sempre impegnata nella produzione della carta tra Omegna e lago Maggiore; insomma, una produzione quasi completamente “self contained” (piacerebbe sospettare che pure il tabacco fosse raccolto nelle “dolci aure” isolane…) con evidenti segni di prodotto “doc” ante litteram: «Si è ricevuto la carta, e agrumi, e di questi mandatene tre, o quattro ogni settimana per mettere nel tabacco», così ordinava il conte al Lamberti.
Ma quel che ci fa doppiamente piacere, in questa segnalazione di curiosità magazzinesca, è constatare che essa giunge sul sito del MSV grazie all’impegno profuso da un gruppo di ragazzi della 3A del Liceo Scientifico “Vittorio Sereni” di Luino (in ordine alfabetico per cognome: Giulia Dellea, Marco De Vita, Federica Fontana, Cristi Gjergji, Primiano Papa, Paolo Siano, Giorgia Sica, Alessandro Sommaruga, Edoardo Stefani, Davide Terraneo) nell’ambito di un’attività progettuale della durata di alcuni giorni, che mira a illustrare agli studenti bellezze e difficoltà del lavoro d’archivio, coinvolgendoli nell’uso dei metodi moderni di ricerca e pubblicazione di dati come quelli sviluppati nel nostro sito sociale.
I primi risultati sono già disponibili nelle pagine virtuali di www.verbanensia.org, ma quel che più importa è la soddisfazione per aver fatto comprendere a qualcuno tra i nostri giovani che gli archivi non sono luoghi polverosi per vecchi studiosi di altre epoche, ma sono un punto di osservazione privilegiato sul futuro di una Nazione.
Foto, Luino: il viale del Carmine, primo semplice lungolago, in una cartolina del 1910 

“Affari di famiglia: Bernardino Luini riletto nella sua terra natale”

Esercizi di lettura a cura degli studenti della II A Turismo dell’ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè”

Che si trattasse di un affare di famiglia lo si era già detto ( http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/mostra-di-bernardino-luini-milano... ) a proposito della grande mostra milanese “Bernardino Luini e i suoi figli”, della (complicata) eredità affidata dal Luini padre ai figli, del legame tra il pittore e il nostro territorio. Questa ne è un’ulteriore conferma oltre che una possibile ipotesi ed esperienza di lettura: un gruppo di giovani studenti, coinvolti nell’anno scolastico appena concluso in un progetto didattico interdisciplinare dedicato al patrimonio culturale, si sono avvicinati, nella fase finale, alla vita e all’opera del Luini attraversando, curiosi e attenti (curiosità, attenzione e impegno hanno caratterizzato la partecipazione dei ragazzi durante l’intero percorso progettuale), le sale di Palazzo Reale e, poco più in là, i luoghi della Milano del Cinquecento, alla ricerca delle tracce utili per ricostruire l’ambiente culturale, politico e religioso che incaricò l’artista della realizzazione di opere sacre e profane (che, neanche a dirlo, suona subito come citazione della mostra luinese del 1975).
Sul progetto e sul Luini diamo la parola agli studenti che lo sentono ora più vicino, verrebbe quasi da dire, per restare in tema, più familiare. Non dimenticando che se si allarga il compasso del tempo, includendo il futuro, l’eredità culturale - Luini compreso, anzi per certi aspetti in testa - spetterà a loro gestirla: e per farlo in maniera seria dovranno, innanzitutto, conoscerne la consistenza e la qualità, consapevoli del fatto che servirà «qualcosa di più specifico di una strada o di un monumento» (per valorizzare un artista locale e, più in generale, il patrimonio culturale), scomodando Piero Chiara a proposito delle ragioni dell’evento luinese del 1975.
Tiziana Zanetti
Federico Crimi

DA UN PROGETTO SUI “FURTI D’ARTE”
ALLO STUDIO DI BERNARDINO LUINI

Il progetto “I furti d’arte”, che ci ha visto impegnati nell’ultima parte del secondo quadrimestre, per contenuti e attività si inserisce coerentemente nell’itinerario didattico del nostro corso di studi, il Turismo, e mira all’acquisizione di strumenti utili a comprendere e contestualizzare le opere più significative della tradizione culturale del nostro Paese.
Il progetto, curato dagli esperti esterni Tiziana Zanetti e Federico Crimi, è stato accolto con entusiasmo e curiosità da parte di noi studenti della classe 2 A. Attraverso lezioni frontali abbiamo potuto riflettere sul significato, sul valore e sulla fragilità del nostro “patrimonio culturale”. Ci siamo soffermati sul concetto di “bene culturale” e sulle attività di tutela, valorizzazione e fruizione che caratterizzano il settore e che il Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina (senza dimenticare ovviamente la legge al grado più alto: la Costituzione e l’art. 9 in particolare); abbiamo potuto riflettere sui numerosi rischi che rendono i beni culturali tanto fragili e in particolare sui pericoli legati all’attività dell’uomo: le guerre, l’incuria, gli scavi clandestini, i furti.
Proprio nell’ambito dei furti d’arte ci siamo avvicinati allo studio e alla conoscenza diretta del nostro territorio, con particolare riferimento al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza. A Dumenza (si sa dal 1993) è nato anche il celebre pittore Bernardino Luini: sulla sua opera e sul legame con i suoi luoghi (non solo quello natale) ci siamo soffermati nella seconda fase del percorso progettuale.
“Da Dumenza a Milano… sulle orme di Bernardino Luini” è il titolo dell’itinerario da noi realizzato e presentato in occasione della conferenza del 6 giugno 2014 dal titolo “Affari di famiglia: Luini riletto nella sua terra natale”, curata da Tiziana e Federico, presso il Punto d’incontro dell’Auditorium di Maccagno. Il lavoro presentato è il risultato di lezioni in aula in cui sono state analizzate le fasi che caratterizzano la costruzione di un (grande) evento culturale espositivo e dell’uscita didattica a Milano del 21 maggio 2014. A Milano abbiamo visitato la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli” nelle sale di Palazzo Reale e altri luoghi della città con testimonianze dell’epoca del Luini per avere un quadro più chiaro della Milano cinquecentesca.
L’esperienza vissuta ci rende sicuramente più “istruiti” e ci spinge ad invitare i lettori, che non lo avessero ancora fatto, a visitare la mostra del nostro illustre conterraneo: una mostra di grande importanza sul piano storico-artistico, con 200 opere esposte, allestita in un luogo di grande pregio quale Palazzo Reale, che racconta l’intero percorso del Luini, “dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei, dall’altro, alla traiettoria dei suoi figli, e in particolare del più piccolo Aurelio”.
La mostra resterà aperta fino al 13 luglio 2014 ed è tutta da scoprire e da vivere in prima persona per poter assaporare emozioni e sentimenti che i dipinti proposti possono suscitare con sfumature ed intensità diverse in ciascuno di noi.
Gli studenti della II A Turistico, ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè” con la prof.ssa Filomena Parente, responsabile e coordinatrice del progetto.  

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