Edizione n. 15 di mercoledì 5 maggio 2021

Violenza contro le donne, autore principale sempre il (convivente o ex) partner

Durante la pandemia anche in Lombardia maltrattamenti esplosi con la forzata convivenza – Stanziati 4,4 milioni di euro per centri antiviolenza e case rifugio

Con la pandemia è aumentato l'isolamento domiciliare, la convivenza forzata è esplosa, sono cresciute criticità e richieste di aiuto. Nel corso del 2020 in Lombardia i Centri antiviolenza hanno continuato a garantire reperibilità telefonica e attività di contrasto anche nei mesi più duri e hanno preso in carico 6.527 donne.
Sono, questi, alcuni elementi emergenti dall'integrazione e dall'aggiornamento dell'Osservatorio regionale antiviolenza deliberati il 27 aprile 2021 dalla giunta regionale lombarda.
Circa i nuovi percorsi, dall'inizio del 2020 si sono registrati complessivamente 4.168 contatti, 3.118 accoglienze e 1.913 prese in carico. «L'autore principale del maltrattamento delle donne prese in carico nei centri – ha osservato l'assessora regionale Alessandra Locatelli – è nell'81,1% l'attuale partner o ex partner. Più in dettaglio, nel 55,8% dei casi il coniuge o il convivente, nel 15,4% l'ex coniuge o ex convivente e nel 9,9% il fidanzato o ex fidanzato».

PIANO E RISORSE
Alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne la Lombardia ha dedicato un ancora maggiore sostegno, varando un Piano quadriennale regionale 2020-2023. «Si tratta – ha spiegato l'assessora Locatelli - di un pacchetto di azioni concrete e sperimentali senza precedenti, per contrastare il fenomeno, con novità rilevanti quali la presa in carico degli orfani delle vittime di femminicidio e dei minori vittime di violenza assistita, oltre a un programma di interventi per il sostegno abitativo, l'inserimento abitativo e l'accompagnamento alla fuoruscita dalla violenza».
Per il riconoscimento delle spese sostenute dalle reti antiviolenza nel periodo di emergenza Covid-19, il sostegno regionale ha destinato nei mesi scorsi 200.000 euro nell'ambito degli interventi sia di prevenzione sia di contrasto alla violenza.
Inoltre, il 3 maggio 2021, la giunta regionale ha stabilito le modalità di impiego e i criteri di riparto delle risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per il contrasto alla violenza sulle donne. «Si tratta – ha spiegato Locatelli - di 4,4 milioni di euro assegnati alla Lombardia per sostenere le attività dei centri antiviolenza e delle case rifugio esistenti sul territorio regionale per donne vittime di violenza, garantendo la continuità degli interventi in corsi. Alle case rifugio pubbliche e private presenti sul territorio regionale, che hanno dovuto affrontare un lavoro grandissimo nel corso di questo ultimo anno, andranno 489.000 euro». 

Valle Vigezzo, lavori sulla statale 337

Termine entro giugno 2021

L'Anas Piemonte avvia i cantieri per la messa in sicurezza della strada statale 337 della Valle Vigezzo. Nelle prossime settimane sarà ricostruito il muro che fiancheggia la statale all’altezza di Villette con il contestuale allargamento della carreggiata. Il termine dell'intervento è previsto per meta giugno 2021.
«Questo primo intervento del valore di circa 800.000 euro – precisa il deputato Enrico Borghi nel dare la notizia del cantiere - è il primo lotto di un intervento complessivo di circa 10 milioni di euro sull’intera asta viaria della Valle Vigezzo». Questi lavori sono, a suo avviso, di fondamentale importanza e giungono alla fase realizzativa dopo l’intenso lavoro condotto negli anni scorsi con Anas per inserirli all’interno del piano di investimenti per la messa in sicurezza della viabilità del nostro territorio.
La messa in sicurezza dei versanti della 337 tra Re e Ponte Ribellasca è, a giudizio di Borghi, una priorità del territorio. «Ora - aggiunge - Anas acceleri anche sugli altri interventi programmati e che sono in fase di progettazione definitiva per un importo lavoro stimato di circa 100 milioni di euro, che incrementano la dotazione originaria dell’intervento. La 337 per il suo collegamento con la Confederazione Elvetica e il suo delicato stato conservativo è una infrastruttura strategica non solamente per il territorio del Verbano Cusio Ossola ma per l’intero Nord Italia». 

Alpini, l'adunata nazionale di Rimini-San Marino spostata a maggio 2022

Foto repertorio Associazione nazionale Alpini
Foto repertorio Associazione nazionale Alpini

Buon senso, rispetto e prudenza. La condotta che da sempre accompagna le scelte degli Alpini e che ancora una volta – ce ne fosse stato bisogno – trova conferma. Il consiglio direttivo nazionale dell’Ana, riunito lunedì 3 maggio 2021 in videoconferenza, ha deciso lo spostamento della novantatreesima adunata nazionale di Rimini-San Marino a maggio 2022.

L’appuntamento era già stato fatto slittare al settembre 2021, ma il direttivo «visto che la situazione pandemica pur in miglioramento non si è certo esaurita, dopo aver incontrato e sentito le autorità di Rimini e San Marino, ha valutato che per quel mese non sarà ancora possibile garantire le indispensabili condizioni di sicurezza sanitaria; condizioni difficili da ottenere in una manifestazione che in pochi giorni concentra in una località centinaia di migliaia di persone».
 Di conseguenza, l’intera programmazione delle adunate, a cominciare dalla novantaquattresima, già assegnata ad Udine, si sposterà avanti di un anno.
 «Una scelta – ha commentato il presidente nazionale Sebastiano Favero - che aggiunge un’ulteriore nota di tristezza al difficile periodo che stiamo vivendo, ma che non può prescindere dal grande senso di responsabilità che l’Ana ha sempre dimostrato e continua a dimostrare ogni giorno, con migliaia di volontari impegnati nelle strutture che combattono per uscire da questa emergenza».

Somma Lombardo, compie 137 anni la Diga di Panperduto

ETV Flash 30/4/2021, il cigno Arturo

A Somma Lombardo (Varese) il tempo aggiunge sempre più fascino alla diga di Panperduto sul fiume Ticino. Dopo la forzata sosta invernale e pandemica, la ripresa delle attività è avvenuta in concomitanza con un anniversario di tutto rispetto: l’inaugurazione della diga tenutasi il 28 aprile 1884.
L'evento naturalmente non poteva passare sotto silenzio da parte del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, che nella sua newsletter con foto del 30 aprile 2021 lo ricorda insieme con tutti i suoi supporter, compreso il cigno Arturo. «Sono trascorsi 137 anni – ha ricordato nella sua newsletter del 30 aprile 2021 - e in questo lasso di tempo il sito è profondamente mutato, rinnovandosi, senza perdere la sua qualificante identità».  

Cani guida, in cantiere altre 156 consegne

A Limbiate è ripreso l'addestramento al Servizio cani guida dei Lions
l'assessora Locatelli durante la visita (foto Lombardia Notizie)

Ha negli anni addestrato e consegnato gratuitamente 2200 cani guida ad altrettante persone non vedenti, sia in Italia sia all'estero. La pandemia ha rallentato la sua attività, ma da poco l'addestramento degli amici a quattro zampe è ripreso e l'obiettivo rimane la loro consegna alle 156 persone non vedenti.
Il Servizio Cani Guida dei Lions di Limbiate (Monza e Brianza) è una delle più importanti realtà europee e nel 1986 è stata riconosciuta come ente morale con decreto del presidente della Repubblica italiana. Il 29 aprile 2021 è stato visitato dall'assessora regionale Alessandra Locatelli, che ha annunziato un contributo della giunta lombarda di 318.000 euro per il finanziamento dell'addestramento di cani guida da concedere gratuitamente a persone non vedenti.
L'assessora ha precisato che la prima tranche di contributi, per un valore di 118.000 euro, è stata stanziata nel 2020. Altri 100.000 euro verranno assegnati nel 2021 e i restanti 100.000 nel 2022. «Con queste risorse – ha spiegato - sarà possibile allevare, crescere e addestrare cani guida da fornire a titolo gratuito ai cittadini non vedenti residenti in Lombardia, al fine di favorire l'inclusione sociale e migliorare la loro qualità di vita».
Il lavoro da fare è notevole e le energie non bastano mai. Il centro è alla ricerca di famiglie Puppy Walker, famiglie affidatarie, cioè, che per un anno si occupino della prima educazione e socializzazione del cucciolo, di volontari e anche di risorse economiche.

Omegna (Vco), al via il ripristino della Galleria Verta

Entro aprile 2022 prevista riapertura a senso unico
avvio lavori galleria Verta Omegna, foto Regione Piemonte.jpg

A Omegna (Verbania Cusio Ossola) disco verde al ripristino della Galleria Verta chiusa da tre anni. Il 28 aprile 2021 è stato ufficialmente avviato il cantiere: un anno di lavori e 6 milioni di investimento per una iniziale riapertura a senso unico entro aprile 2022.
Presenti alla cerimonia il presidente Alberto Cirio e l'assessore regionale ai trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi, che hanno confermato il cronoprogramma dei lavori con l’obiettivo del ripristino completo nel più breve tempo possibile. Al loro fianco, il responsabile Anas Piemonte Angelo Gemelli, il consigliere regionale del territorio Alberto Preioni, il presidente della Provincia del Vco Arturo Lincio con il suo vice Rino Porini, il sindaco di Omegna Paolo Marchioni.
Il cronoprogramma prevede ora circa un anno di lavori, al termine dei quali la galleria potrà essere riaperta a senso unico. Cirio e Gabusi hanno dato appuntamento al 25 aprile 2022 e annunziato che, parallelamente, Anas ha preso l’impegno di progettare i lavori, che saranno ancora più corposi, per la riapertura completa della galleria, che rimane l’obiettivo della Regione Piemonte e degli enti locali. «Il Vco – hanno dichiarato - non è quella provincia lontana che per molto tempo ha ricevuto troppa poca attenzione dalle amministrazioni regionali; per noi è un territorio prezioso di raccordo con la Svizzera e la Lombardia, alle quali il Piemonte guarda da sempre con estremo interesse per le opportunità di sviluppo che offrono». 

Varese, scoperto il virus Covid19 nella pelle

All'Ospedale di Circolo da anni introdotte nuove terapie “intelligenti” per i melanomi della pelle
virus covid, foto Asst Sette Laghi
dottor Maurizio Lombardo, foto Asst Sette Laghi

Erano trentotto solo dieci anni fa e, da allora, sono circa cento i melanomi della pelle che ogni anno vengono curati nel reparto di Dermatologia dell'Ospedale di Circolo di Varese. Un'incidenza di ben ventidue casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di solo tredici casi sempre ogni 100mila abitanti. «Da noi sono quasi il doppio – osserva il direttore facente funzione del reparto, dottor Maurizio Lombardo – e per gestirli al meglio abbiamo articolato un percorso diagnostico terapeutico che coinvolge decine di professionisti delle varie specialità dell’ospedale diventando una struttura di riferimento in collegamento con molti centri italiani».

OLTRE MILLE PAZIENTI, «SUCCESSO IN TUTTI I CASI GRAVI»
A Varese vengono trattati, in totale, più di mille pazienti oncologici con una percentuale di remissione totale del melanoma elevatissima. «Per chi invece sta ancora combattendo - precisa il dottor Lombardo - abbiamo introdotto da alcuni anni nuove terapie “intelligenti” che riducono l'impatto complessivo sul paziente e hanno una elevata efficacia curando anche definitivamente la malattia avanzata nel 50% dei casi, invece che nel 4% come fino a pochi anni orsono».
Il Covid non ha determinato una diminuzione dei casi, ma il reparto varesino è comunque riuscito a curare con successo tutti i casi gravi. «Questo – chiarisce Lombardo - vuol dire che i pazienti possono stare tranquilli: a Varese pur tra mille difficoltà anche nella tragedia Covid la loro malattia viene seguita normalmente».
VIRUS COVID NELLA PELLE, SCOPERTA SPAGNOLA E VARESINA
L’infezione da Covid19 si manifesta spesso con delle eruzioni cutanee che sembrano comuni malattie della pelle ma che talvolta assumono una morfologia anomala e del tutto peculiare. Il gruppo di dermatologia varesina, in stretta collaborazione con i patologi, ha scoperto, tra i primi al mondo insieme ad un gruppo di scienziati spagnoli, il virus annidato nella pelle. Addirittura due virus di specie diverse nella stessa cellula (vedi foto allegata). La scoperta è stata pubblicata sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology.
Per una moderna dermatologia molte sono le esigenze da affrontare. «La sintonia tra dermatologia e altre specialità dell’ospedale, gli avanzamenti scientifici e, non da ultimo, l'assunzione di nuovi giovani dermatologi ci permettono tuttavia – sottolinea Lombardo - di essere più vicini alla gente».
TRADATE, LUINO, ANGERA E ARCISATE
Quest'anno i dermatologi hanno iniziato ad operare e visitare nei presidi di Tradate, Luino, Angera e Arcisate, offrendo così, soprattutto alle persone anziane, la possibilità di avere vicino a casa lo stesso livello di cura che avrebbe venendo a Varese. «Molto gradita dagli utenti - aggiunge Lombardo - è anche l'esperienza dell'ambulatorio di dermatologia pediatrica all'Ospedale Del Ponte, che ogni giovedì vede sempre pieni i suoi slot».
E' in corso anche un progetto di teledermatologia basato sulle nuove tecnologie e sulla diagnosi a distanza in raccordo tra il medico di medicina generale vicino al paziente e lo specialista collegato in remoto. Sono ormai di uso comune i nuovi farmaci biologici per le malattie della pelle introdotti da alcuni anni così come alcune terapie non invasive per i tumori che permettono di curare senza intervenire chirurgicamente.
Nelle foto: immagine al microscopio elettronico del virus Sars Cov 2 sulla pelle; il dottor Maurizio Lombardo, direttore FF SC Dermatologia. 

Apicoltura, in Lombardia porte aperte anche in parchi regionali e riserve naturali

Al via gli accordi con 7.443 produttori che contano 176.442 alveari

In Lombardia l'apicoltura è riconosciuta per legge come attività essenziale per l'ambiente e ora si punta a promuoverla anche in parchi regionali e riserve naturali. A tutti gli enti gestori l'assessore regionale Fabio Rolfi ha rivolto, il 28 aprile 2021, l'invito a creare le condizioni affinché le associazioni e le singole aziende possano incrementarvi le aree di produzione e specializzazione qualitativa. «I parchi e le riserve hanno a disposizione aree agricole e forestali che possono essere valorizzate anche includendo un'azione per favorire il nomadismo e la selezione mirata delle api» ha notato Rolfi
I produttori apistici lombardi sono 7.443 e contano un totale di 176.442 alveari. A loro disposizione l'ente gestore di aree protette deve mettere, in base agli accordi, specifiche aree di proprietà pubblica chiaramente individuate, con opportune vie d'accesso e personale dedicato. Dal canto loro, le associazioni dovranno fornire gli alveari e gestirli con i propri tecnici, anche con l'elaborazione di attività innovative e gestite sul campo, promuovendo tra gli associati l'uso delle aree protette a fini produttivi.
Distribuzione dei 176.442 alveari per singola provincia: Bergamo 22.625; Brescia 26.530; Como 14.084; Cremona 9.434; Lecco 9.752; Lodi 4.609; Mantova 10.871; Milano 16.302; Monza Brianza 7.848;Pavia 22.357; Sondrio 13.437; Varese 18.593.

PRIMATO MIELI FLOREALI
Come ha evidenziato il presidente dell'associazione apicoltori lombardi Claudio Vertuan, «il 75% del cibo è frutto del lavoro di impollinazione delle api e senza loro non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore. Bisogna contribuire a sensibilizzare la popolazione sull'importanza di questa attività».
Notoriamente le api rappresentano l'anello di congiunzione tra biodiversità e produzione agroalimentare, due aspetti custoditi anche all'interno delle aree protette. «È grazie alla grande biodiversità presente nelle aree naturali che il nostro Paese detiene il primato mondiale per la più grande varietà di mieli monoflorali» ha dichiarato il coordinatore di Federparchi Lombardia Marzio Marzorati. «Molti parchi ospitano già il lavoro degli apicoltori perché è qui che si trova la maggiore fonte di cibo per gli insetti impollinatori. Questa iniziativa ci permetterà anche di conoscere e valutare lo stato ambientale di un territorio visto che le api sono ottimi indicatori di qualità ambientale».
La valorizzazione dell'apicoltura e della biodiversità resta un punto fermo anche di Apilombardia. «Restiamo in attesa di poter confrontarci con gli enti parchi per firmare e attuare la convenzione» ha dichiarato la presidente Larissa Meani. 

Tumori all'ovaio, avanza la ricerca genetica

Studio finanziato tra l'Università dell'Insubria e la multinazionale Astra Zeneca su 90 pazienti ricoverate negli ultimi anni all'Ospedale di Varese

Fino ad oggi si riteneva che solo una certa categoria di donne affette da tumori all'ovaio potesse accedere a una proteina che combatte le cellule cancerogene senza intaccare quelle sane. Ora la genetica annunzia una speranza in più anche per loro. Uno studio - condotto su un gruppo di novanta pazienti ricoverate negli ultimi anni all'Ospedale di Circolo di Varese e finanziato grazie a un accordo tra l'Università dell'Insubria e la multinazionale Astra Zeneca – ha concluso che potevano beneficiare di una terapia a base di Parp-inibitori, una proteina che combatte le cellule cancerogene senza intaccare quelle sane.
Il progetto "Profilo genetico dei carcinomi dell'ovaio in pazienti senza mutazione genetica" vede impegnato da ormai due anni un gruppo di lavoro supervisionato dal professor Fausto Sessa, direttore del Dipartimento di anatomia patologica di Asst Sette Laghi e docente all'Università dell'Insubria, e coordinato dalla genetista Maria Grazia Tibiletti. I risultati del lavoro sono stati ampiamente approfonditi da prestigiose riviste scientifiche internazionali, dapprima l'International journal of molecular sciences e ora anche la rivista Popular Science, che nell'edizione italiana ha intervistato la dottoressa Tibiletti.
La terapia avanza con successo. Le prove sul campo effettuate dall'equipe di Sessa e Tibiletti hanno portato a concludere che anche un 20% delle pazienti non affette da mutazione possono guarire grazie a farmaci Parp inibitori. Se confermato, questo risultato apre ovviamente scenari nuovi e insperati per tante donne affette da una malattia che tutt'oggi è ritenuta inguaribile nella prospettiva di un significativo incremento delle loro aspettative di sopravvivenza. «La ricerca – conclude una nota dell' ASST Sette Laghi -prosegue allo scopo di consolidare l'analisi della metilazione dei geni BRCA 1 e BRCA2 e di renderla così utilizzabile da tutti i laboratori che si occupano di genetica oncologica». 

Consiglio comunale Luino, bilancio, convenzioni, mozioni

In discussione anche procedura di reclamo-mediazione tributaria e costituzione Seav

Nuova seduta del consiglio comunale in videoconferenza lunedì 10 maggio 2021 (ore 19,30). In discussione e approvazione una fitta serie di provvedimenti.
Si parte con il documento unico di programmazione e il bilancio di previsione finanziario 2021/23, una modifica al regolamento comunale delle entrate tributarie (procedura di reclamo-mediazione prevista dal decreto legislativo 546/1992) e un “addendum” alla convenzione tra Comune e Aler per la gestione degli immobili di proprietà comunale.
Continua ancora l'annoso cammino per la realizzazione del distaccamento dei vigili del fuoco con una modifica della convenzione tra ministero dell'interno, agenzia del demanio e Comune, mentre all'orizzonte si profila il progetto Lombardia Europa 2020 (convenzione per la costituzione del Servizio Europa d'Area Vasta della provincia di Varese-Seav). In chiusura di seduta previste tre mozioni e una interrogazione del consigliere Furio Artoni (degrado per mancato rispetto della raccolta differenziata nei contenitori; tutela ospedale; realizzazione parcheggio nell'area ex Diana; ordinanza dirigenziale n.44/ del 10/3/2021).

Con "Dante", "Fellini", Giancarlo Menotti Teatro Blu torna al suo pubblico

"Oz", immagine di scena
"Fellini", immagine di scena

«Con vigore e energia». Sono le parole di Teatro Blu- Centro di ricerca teatrale per annunciare la ripresa dei propri spettacoli. Per mesi ferme le rappresentazioni in presenza, non i progetti e la cura artistica, come mostra il cartellone che si avvierà a fine mese.
La prima data in calendario è per il 30 maggio, a Cassinetta de Lugagnano (Milano), dove andrà in scena nell'ambito del festival Le Strade del teatro, in Parco De Andrè, “Oz. La magia”. Testo e regia, Roberto Gerbolés.
Con Roberto Gerbolés, Nicolò Pinton, Arianna Rolandi, Fabrizio Cadonà.
Seguiranno:
2 giugno, Belvedere, piazza Antonio Ghiringhelli 13, 
Azzate (Varese) “Almas”. In collaborazione con Cesar Brie. Di e con Silvia Priori, Roberto Gerbolés.
Cantante, Francesca Galante.
Musicisti, Ciro Radice, Nicola Zuccalà, Stefano Risso, Norberto Cutillo.
Direzione musicale e arrangiamenti, Ciro Radice.
4 giugno, Giardini Estensi, via Luigi Sacco 5, 
Varese, “Dante”, un viaggio con Dante attraverso il sacro e il profano. Con Silvia Priori, Roberto Gerbolés.
Cantante, Francesca Galante.
Pianoforte e arrangiamenti musicali, Ciro Radice.
Regia, Silvia Priori e Roberto Gerbolés.
11 giugno, piazza Europa,
Oltrona di San Mamette (Como), “Oz. La magia”.
13 giugno, Castello Spittal Ander Dru, Austria, “Dante”.
17 giugno, Centro Tilane, piazza Divina Commedia, 
Paderno Dugnano (Milano), “Dante”.
18 giugno, piazza Silvio Pelico, Cassina Rizzardi (Como), “Il Piccolo Principe”. Con Arianna Rolandi e Fabrizio Cadonà. Testo e regia, Silvia Priori. Musiche, Carlo Ferrari.
19 giugno, piazza del Municipio, Cadegliano (Varese), “Una vita per Due mondi”. Di Silvia Priori e Roberto Gerbolés. Con Silvia Priori. Lo spettacolo nasce per commemorare la nascita di Giancarlo Menotti, compositore e creatore del Festival dei Due Mondi di Spoleto.
25 giugno, Cortile Aler Loreto, Bergamo, “La bella e la bestia”. Con Arianna Rolandi. Testo e regia, Silvia Priori.
26 giugno, Giardini Villa Terzoli, via della Chiesa,
Brebbia (Varese), “Fellini”. Con Silvia Priori e Roberto Gerbolés (attori); Kataklò acrobatic performers,
Luis Colombo, Giorgia Magro, Erika Ravot, Francesco Tomasi, Luca Zanni. Coreografie, Giulia Staccioli. Collaborazione artistica, Vito Cassano. Assistente coreografia, Irene Saltarelli. Voce, Francesca Galante. Orchestra, Ciro Radice (fisarmonica), Giuseppe Cima (tromba), Gianni Virone (saxofono), Stefano Risso (contrabbasso), Norberto Cutillo (percusioni). Direzione musicale e arrangiamenti, Ciro Radice. Testo e regia, Silvia Priori e Roberto Gerbolés .
Sempre alle 21.
Teatro Blu si trova in via Monico 16 a Cadegliano (Varese).

Tel / Fax +39 0332 590592
,
info@teatroblu.it 

Teatro alla Scala, prima pietra nuovo edificio

Termine lavori per dicembre 2022 - Costo 17 milioni di euro
Stele Scala

Prima pietra del nuovo edificio che amplia la sede storica del Teatro alla Scala di Milano. Il 26 aprile 2021 l'architetto ticinese Mario Botta ha illustrato il suo secondo progetto sul Piermarini. Alla inaugurazione del cantiere hanno partecipato, il sindaco Giuseppe Sala, l'assessore regionale Stefano Bruno Galli, il sovrintendente Dominique Meyer,  il direttore generale del teatro Maria Di Freda, il vicario episcopale Carlo Azzimonti.
Il costo complessivo dell'opera ammonta a 17 milioni di euro, cui ha contribuito anche Regione Lombardia. Il termine dei lavori è previsto per dicembre 2022. La cerimonia, come ha osservato l'assessore regionale, assume un forte significato simbolico. «Avviene nella giornata di riapertura di teatri, cinema e musei e diventa l'emblema della rinascita della cultura lombarda».

Illuminazione pubblica, meno inquinamento e più resa energetica

Finanziamento triennale di 15 milioni di euro ai comuni della Lombardia sotto 5.000 abitanti

Nel triennio 2021-23 tutti i comuni lombardi sotto 5.000 abitanti avranno a disposizione complessivamente 15 milioni di euro per aumentare l'efficienza energetica e ridurre l'inquinamento luminoso degli impianti di illuminazione pubblica, migliorando le caratteristiche illuminotecniche e di rendimento energetico nonché la sicurezza della circolazione e degli impianti. È quanto prevede il progetto 'Bando illumina', approvato il 26 aprile 2021 dalla giunta regionale della Lombardia su proposta dell'assessore Massimo Sertori.
Le piccole comunità in Lombardia sono oltre trecento e potranno contare su 4 milioni nel 2021 (già stanziati), 5 milioni nel 2022 e 6 milioni nel 2023. «Vogliamo introdurre la possibilità di utilizzo delle tecnologie per l'illuminazione adattiva per consentire una diminuzione dell'inquinamento luminoso e un uso razionale dell'energia limitato alle effettive necessità di utilizzo» ha precisato Sertori.
INTERVENTI AMMISSIBILI
Ogni intervento ammesso deve essere realizzato, collaudato e rendicontato entro il 30 novembre 2023. I progetti potranno comprendere dalla riqualificazione energetica con nuovi impianti al rifacimento di linee e quadri di alimentazione, dai sistemi di illuminazione adattiva e di attraversamento pedonale luminoso alla separazione di linee di alimentazione e ai servizi integrativi per la rigenerazione urbana connessi con i sistemi di illuminazione pubblica (non generatori di entrate o destinati a servizio di attività commerciali).
Non sono finanziabili gli interventi, o parte di essi, riguardanti illuminazione artistica e di monumenti, illuminazione di impianti sportivi e interventi beneficiari di precedenti finanziamenti, 

Gioco patologico, sportello telefonico d'ascolto

Servizio “Informazzardo” per i ventiquattro comuni del Piano sociale di zona di Luino

È gestito da psicologi, assistenti sociali ed educatori professionali ed è rivolto a chi, nei ventiquattro comuni dell'Ambito del Piano sociale di zona di Luino, vive il disturbo patologico da gioco d'azzardo. È lo sportello telefonico d’ascolto, aperto da Asst Sette Laghi su sollecitazione del comune di Luino e battezzato Informazzardo.
Il servizio fornisce informazioni, ascolto e supporto per i giocatori, i loro familiari e per chiunque voglia avere chiarimenti o aiuto per un problema legato al gioco d’azzardo compulsivo, ai rischi connessi e alla loro possibile prevenzione e gestione. Completamente gratuito e in grado di tutelare adeguatamente la privacy del chiamante, offre: prima accoglienza e ascolto; analisi della domanda; individuazione precoce dei segnali di dipendenza patologica; suggerimento utili e supporto psicologico all'interessato e ai familiari; consulenza per inoltro dell'utente ai servizi territoriali più appropriati per articolare una terapia efficace.
ACCESSO, ORARI, COMUNI
Allo sportello Informazzardo si accede: telefonicamente (numero 0331.811524 negli orari di apertura dello sportello) oppure via e-mail (“informazzardo@asst-settelaghi.it”). Orari: lunedì dalle 9 alle 14; mercoledì dalle 13 alle 16,30; giovedì dalle 9 alle 14.
I ventiquattro comuni compresi nell'Ambito di Luino interessati al servizio sono: Agra, Bedero Valcuvia, Brezzo di Bedero, Brissago Valtravaglia, Cadegliano Viconago, Castelveccana, Cremenaga, Cugliate Fabiasco, Cunardo, Curiglia con Monteviasco, Dumenza, Ferrera di Varese, Germignaga, Grantola, Lavena Ponte Tresa, Luino, Maccagno con Pino e Veddasca, Marchirolo, Marzio, Mesenzana, Montegrino Valtravaglia, Porto Valtravaglia, Tronzano Lago Maggiore, Valganna. 

Canottieri Luino, argento a Corgeno di Vergiate

La squadra nel medagliere giovanile della regata regionale

L’esordio di sei atleti e la visita della campionessa e consigliera federale Sara Bertolasi hanno distinto la seconda regata regionale in programma nel fine settimana 23-25 aprile 2021 a Corgeno di Vergiate (Varese). La globale prestazione della squadra ha festeggiato il compleanno del direttore tecnico Renato Gaeta con il secondo posto nel medagliere giovanile del sabato.
Quattro i successi del team gialloblù, tre dei quali nel 7,20 Allievi B2 firmati da Marco Ronzoni, Andrea Piazza e Laura Vaglio. A segno anche il 2 senza Cadette con Emma e Arianna Tosi. Piazza d’onore per Aurora Morandi e Giorgia Melis, rispettivamente nel singolo e nel 7,20 Cadette.
Podio sfiorato, tra i Master, per il singolista Alessandro Del Ferraro. Quinti, tra i Cadetti, Kilian Buttarelli ed Edoardo Meregnani, così come i doppi Cadetti (Ambra Gorni e Giorgia Melis, Filippo Bruschi e Manuel Arnese, Kilian Buttarelli e Davide Bonalumi), Luigi Benevelli (7,20 Allievi C) all’esordio.
Bruschi e Arnese sono sesti nel 7,20 Cadetti, così come Matteo Massarenti (all’esordio) nel 7,20 Allievi C, Nicolò Ioannoni nel 7,20 Allievi B1, Gorni nel 7,20 Cadette, il doppio Ragazzi di Mattia Zanzi e Alex Dellea e Matteo Monico nella qualificazione del singolo Junior. Settimi Bonalumi, gli Allievi B2 Darius Grigore e Alice Garofalo, tutti all’esordio così come il cadetto Samuele Sacchetti e l’allieva B2 Susanna Barozzi, che terminano la loro prova all’ottavo posto. 

Conversione dei rifiuti organici, in campo la mosca soldato

Il lavoro dell'insetto Hermetia illucens in un nuovo progetto finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato da Gianluca Tettamanti del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell'Insubria
Laboratorio Insubria di Biologia degli invertebrati
Gianluca Tettamanti

Convertire i rifiuti organici di basso valore in biomolecole, proteine e lipidi, utilizzabili per generare prodotti innovativi, facendo leva sulla mosca soldato Hermetia illucens. È una delle sfide più attuali della sostenibilità ambientale al centro di un nuovo progetto del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell’Università dell’Insubria.
Lo studio, intitolato Rich («Turning Rubbish Into biobased materials: a sustainable CHain for the full valorization of organic waste»), è stato avviato con una riunione il 7 aprile 2021 e coinvolge un gruppo di ricerca con competenze multidisciplinari, con la collaborazione di Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano e Deutsches Institut für Kautschuktechnologie. Nel team Insubria, oltre al coordinatore Gianluca Tettamanti e a Gianluca Molla del Dipartimento di Biotecnologie e scienze per la vita, ci sono Vincenzo Torretta del Dipartimento di Scienze teoriche e applicate, Andrea Vezzulli, Raffaello Seri ed Elena Maggi del Dipartimento di Economia.
Il finanziamento è assicurato da Fondazione Cariplo con trecentomila euro per tre anni nell’ambito del bando 2020 «Economia Circolare: ricerca per un futuro sostenibile». Si tratta del secondo progetto sostenuto da Cariplo per lo studio insubrico dell’Hermetia come risorsa, dopo «InBioProFeed» concluso nel 2019 e incentrato sulla trasformazione delle larve, allevate su scarti di frutta e verdura, in mangime per pesci.
RICERCA E OBIETTIVO
La nuova ricerca è condotta nel laboratorio varesino di Biologia degli invertebrati dell’Insubria e viene così spiegata dal coordinatore Gianluca Tettamanti. «La mosca soldato fornisce le uova da cui schiudono le larve che vengono poste sul substrato da smaltire, ovvero la frazione organica del rifiuto solido urbano (la cosiddetta “Forsu”). L’allevamento delle larve sul substrato, che rappresenta la loro fonte di nutrimento, porta da un lato alla riduzione dello scarto e dall’altro all’ingrasso delle larve, producendo biomassa. Dalle larve vengono successivamente estratte e purificate le proteine per produrre i biomateriali».
L’obiettivo ultimo del progetto è creare una filiera innovativa e integrata di economia circolare per la gestione dei rifiuti. A questo scopo, un efficace trattamento della Forsu, che rappresenta il 30% delle 30 milioni di tonnellate di scarti prodotti in Italia, potrebbe portare a un significativo miglioramento dell’intero sistema, contribuendo alla riduzione degli effetti negativi sull’ambiente e sulla salute pubblica generati da pratiche di smaltimento inappropriate.
Nelle due foto: il professor Gianluca Tettamanti e il team dell’Insubria nel laboratorio di Biologia degli invertebrati (da sinistra: Gianluca Tettamanti, Annalisa Grimaldi, Deborah Muraca, Daniele Bruno, Nicolò Baranzini, Laura Pulze e Aurora Montali).

Coregone, trota fario e iridea, salmerino, «elemento fondante della pesca»

La Lombardia contraria allo stop ministeriale sulla loro immissione nelle acque regionali

Il coregone lavarello, la trota fario e iridea e il salmerino alpino sono presenti da oltre un secolo in Lombardia e rappresentano un elemento fondante della pesca locale. Di qui una deroga, sollecitata il 13 aprile 2021 dall'assessore regionale Fabio Rolfi al ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, alla direttiva ministeriale che prevede lo stop all'immissione nelle acque lombarde di diverse specie considerate alloctone.
La pesca professionale lombarda conta circa centocinquenta imprese e genera un indotto di alcuni milioni di euro. Il prelievo di coregone lavarello rappresenta la quota maggiore del pescato professionale dei laghi lombardi e l'interruzione delle immissioni causerebbe, secondo Rolfi, danni irreparabili a un comparto già in difficoltà e a tutto l'indotto del commercio e della ristorazione. «La riproduzione naturale non è in grado di soddisfare le esigenze di mercato e per questo la Regione da anni sostiene il settore con consistenti immissioni di questa specie attraverso incubatoi di proprietà e gestione pubblica».
Da oltre un secolo - ricorda Rolfi - la pesca dilettantistica nelle acque dei torrenti montani lombardi, che coinvolge decine di migliaia di appassionati, si alimenta di immissioni di trota fario, che avvengono in quasi tutti gli innumerevoli torrenti alpini di Lombardia, con esemplari prodotti in oltre venti impianti ittiogenici di proprietà e gestione pubblica e privata. «Per questo – spiega - sono necessarie deroghe alla direttiva per le specie già da lungo tempo presenti nelle nostre acque. Il coregone lavarello è in Lombardia da oltre un secolo e la trota fario che è di ceppo mediterraneo dovrebbe addirittura essere ritenuta autoctona. È necessario inoltre, in attesa di valutazione di queste richieste, prevedere anche un periodo di transizione adeguato all'applicazione della norma, altrimenti il sistema gestionale della pesca lombarda si troverebbe in condizioni di illegittimità senza aver avuto il tempo necessario per adeguarsi».

Varese, esame oculare con speciale Ecocolor Doppler

Da maggio 2021 all'Ospedale di Circolo prestazione offerta solo in pochissimi centri in Italia
Varese, Ecocolor doppler

Nella radiologia dell'Ospedale di Varese da maggio sarà possibile prenotare una prestazione offerta solo in pochissimi centri in Italia. In un ambulatorio dedicato si potrà fare l'esame di Ecocolor doppler oculare-orbitario, un esame non invasivo e non doloroso in grado di fornire informazioni emodinamiche non solo qualitative ma, a differenza della fluorangiografia, anche quantitative, sui principali vasi oftalmici a livello retrobulbare.
L'esecuzione di questo esame richiede non solo un'apparecchiatura radiologica top level, che non sempre gli oculisti hanno a disposizione, ma anche una formazione specifica da parte del radiologo, considerata la difficoltà di esecuzione dovuta alle ridotte dimensioni dei vasi da indagare.
NOTEVOLE UTILITÀ
Notevole l'utilità dell'Ecocolor doppler oculare, e non solo nell'ambito oculistico. «Questo esame – spiega il direttore della radiologia di Varese Massimo Venturini - consente innanzitutto una più accurata diagnosi e monitoraggio di diverse patologie oftalmologiche con interessamento vascolare, come l’occlusione di vena o arteria centrale della retina, la neuropatia ottica ischemica, il glaucoma, le maculopatie, i tumori uveali e le patologie neuroftalmologiche come le fistole artero-venose intracraniche».
Ma non è tutto. «L'esame – prosegue il professor Venturini - è molto utile anche nella diagnosi di patologie sistemiche che interessano anche gli occhi, come l'ipertiroidismo con esoftalmo, il diabete con retinopatia, l'aterosclerosi con angiosclerosi. Inoltre, l’Ecocolor doppler oculare consente anche un'accurata valutazione dell'efficacia della terapia grazie all'acquisizione di dati quantitativi relativi al flusso sanguigno che irrora i tessuti colpiti dalla patologia».
ESAME SU ENTRAMBI GLI OCCHI
L'esame, eseguito su entrambi gli occhi, dura circa 15-20 minuti e non richiede alcuna preparazione. Viene eseguito sul paziente in posizione supina con sonda ecografica delicatamente appoggiata sulle sue palpebre chiuse, utilizzando il tradizionale gel ecografico. Al termine, il paziente può immediatamente tornare a casa o al lavoro anche con mezzi propri.
L’Ecocolor doppler oculare consente di campionare e confrontare a livello di entrambi gli occhi il flusso di arterie oftalmiche, vene oftalmiche superiori, arterie e vene centrali della retina, arterie ciliari posteriori brevi e lunghe, vene vorticose. Proprio per queste ragioni, il professor Venturini, che esegue questo esame da più di venticinque anni e ha al suo attivo numerose pubblicazioni sul tema, ha già avviato l'attività di Ecocolor doppler oculare in collaborazione con l'Oculistica diretta dal dottor Paolo Radice, e in particolare con la collaborazione del professor Simone Donati, e con l'Endocrinologia, guidata dalla professoressa Maria Laura Tanda e ora è pronto per aprirla alle prenotazioni dall'esterno. 

Varese e Como, pazienti covid e continuità assistenziale

Nei primi tre mesi del 2021 le Unità speciali dell'Ats Insubria hanno svolto 20.400 interventi tra visite e monitoraggi telefonici, di cui 2.800 domiciliari

Le loro funzioni sono principalmente rivolte alle cure al domicilio per pazienti covid (dimessi dalle strutture ospedaliere o mai ricoverati) con bisogni di assistenza compatibili con la permanenza al domicilio e per la cura al domicilio di pazienti con sintomatologia simil influenzale, di cui non è nota l’eventuale positività. Il loro intervento è, di norma, attivato dal medico di medicina generale o pediatra di libera scelta.
Sono le Unità speciali di continuità assistenziale (correntemente dette Usca), istituite il 23 marzo 2020 dalla giunta regionale della Lombardia e progressivamente incrementate sulla base della popolazione afferente, di criteri dei prevalenza di casi covid positivi nelle diverse aree territoriali e tra i medici di prima assistenza, con la conseguente quarantena e necessità di riorganizzazione per la continuità dell’attività assistenziale. 

USCA INSUBRIA
Oltre le Usca territoriali, è stata istituita l’Usca Insubria, una struttura sovra territoriale che fornisce sostegno alle Usca territoriali in base all’andamento della pandemia. «La presenza dell’Usca Insubria – spiega una nota aziendale - ha favorito la gestione dinamica delle risorse in base alle esigenze del territorio, andando a potenziare le zone in cui era preponderante la richiesta territoriale, fornendo supporto alle attività diagnostiche (ecografia toracica), ai tamponi su pazienti positivi e contatti, al progetto di telemedicina ed alle campagne di screening».
Al 19 aprile 2021 i medici operanti nelle Usca dell'Ats Insubria di Varese e Como sono 98 per un numero di 28 punti erogazione/medico. Da gennaio a marzo compreso il bilancio della loro attività registra più di 20.400 interventi tra visite e monitoraggi telefonici, di cui 2.800 domiciliari, per un totale di oltre 53.000 ore lavorate. Nell’Ats Insubria è attiva una Usca Sociale, composta da assistenti sociali che affiancano le Usca per le attività di propria competenza. 

Impresa e scuola, progetto green verso la fase nazionale

La squadra “Tecno-water” dell'Isis Città di Luino–Carlo Volonté il 3 maggio a confronto con altri 18 gruppi
squadra Isis Luino

Anche quest’anno si avvia a conclusione il progetto del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese, giunto alla sua undicesima edizione. Oltre che volano per la diffusione della cultura dell’imprenditorialità tra i giovani, rappresenta un particolare osservatorio sugli scenari futuri del tessuto economico del Paese e un termometro delle sensibilità delle nuove generazioni verso tematiche sempre più protagoniste nella quotidianità.
Come ogni anno, l’Isis Città di Luino–Carlo Volonté ha partecipato al progetto, schierando tre team di studenti appartenenti alla classe 4AAS: Mentalità emergente, T.T.S., Tecno-water. Tutti hanno prodotto un business plan, un videospot pubblicitario e una sintetica presentazione dell’idea.
La squadra Tecno-water (Xheta Sofia, Zhang Angela, Grassadonia Salvatore, Avelar Giovana, Meneghini Laura, De Santis Alessandro, Gerosa Stefano, Giroldi Dunia) si è classificata terza con un progetto molto green. «Si tratta - spiega Salvatore, portavoce della squadra - di un dispositivo domestico a basso costo, che è stato pensato per tenere sotto controllo il consumo di acqua e contenerne il più possibile eventuali sprechi». I suoi lavori, molto apprezzati dalla giuria provinciale, hanno consentito l’approdo alla fase nazionale che avrà conclusione il 3 maggio. In quell'occasione la squadra si confronterà con altri diciotto gruppi provenienti da tutta Italia con l’ambizione di conquistare il podio nazionale o un premio speciale. 

Nella fase iniziale del progetto, in cui occorre confrontarsi per definire un’idea tanto ambiziosa quanto fattibile, bisogna raccogliere le proposte di ciascuno e cercare di trovare una convergenza verso una tematica condivisa che possa poi tradursi in un’attività d’impresa vincente. «Sicuramente si tratta di una delle fasi più delicate dell’intero percorso – affermano i docenti referenti dell’Istituto per l’iniziativa – poiché entrano in gioco una pluralità di fattori determinanti: innovazione, domanda del mercato, fattibilità e redditività. Inoltre il confronto tra ragazzi, sebbene supportato dall’intervento di giovani imprenditori, è avvenuto quasi completamente a distanza attraverso le note piattaforme online. Ciò nonostante, i lavori sono stati tutti apprezzabili e ciò che colpisce maggiormente è la grande attenzione delle nuove generazioni verso la sostenibilità ambientale, la razionalizzazione dei consumi e la conseguente riduzione degli sprechi. Un’indicazione chiarissima per quel che riguarda il prossimo futuro delle imprese».
I lavori sono proseguiti, all’interno dei singoli gruppi, attraverso l’apporto di ciascuno studente: «E’ stato un vero lavoro di squadra – afferma Sofia, membro della squadra - in cui nessuno ha prevalso ma tutti hanno partecipato attivamente. Ci siamo organizzati ripartendo compiti e confrontandoci continuamente sulle decisioni importanti». «Pensavamo sarebbe stato difficile trovare un’idea convincente – interviene Angela – e invece ci siamo trovati subito d’accordo e in armonia».
L’importanza di questo progetto è anche quella di sviluppare competenze spendibili nel futuro da parte degli studenti. «Il saper lavorare in gruppo e collaborare proficuamente - sostengono i docenti Bianchi, Binda e Di Paolantonio referenti dell’attività - rappresentano capacità indispensabili per lavorare in un’impresa». 

Carlo Alessandro Pisoni, un umanista 4.0 del “suo” Lago Maggiore

Si è spento lunedì 26 aprile a Varese - Aveva 58 anni
settembre 2013, inaugurazione lungolago, Pisoni con il sindaco Pellicini

Il Corriere del Verbano ha perso un caro amico, Carlo Alessandro Pisoni, e anche solo dirlo ci sembra irreale. Scriverne, laddove per tanti anni sono apparsi suoi rubriche e interventi, ci sembra fuori dal tempo.
L'abbiamo conosciuto che era ancora quasi ragazzo. Fin da allora vulcanico, la testa piena di idee e progetti e una visione articolata del fare ricerca storica. Una passione smisurata quella per la storia (e per le genti), in particolare dei territori del lago Maggiore. Nasceva dentro la formazione specifica e speciale offerta da un padre, Pier Giacomo Pisoni, cui nello stesso ambito si devono studi e un lascito di analisi di eccellenza.
Alessandro quel percorso l'ha prediletto e rafforzato, raggiungendo traguardi di raffinatezza culturale che dalla “sua” Germignaga e dalle contrade varesine lo hanno portatato a guadagnarsi fama internazionale. Accanto alla laurea in Ingegneria è coesistita in lui una pluralità di talenti e studi scientificamente condotti che spaziavano dalle Lingue moderne alle antiche, dalla filologia alla glottologia (tedesca, spagnola, francese...), dalla geografia alla geologia, dalla bibliografia all'aneddotica, dall'archeologia al viaggio, dalla letteratura provenzale alla poesia popolare, dai codici miniati al web.
Che avesse appuntamento col campanaro per conoscere lo stato di grazia della campana del paesino sperduto delle nostre valli o con il rettore d'una università nordeuropea per un confronto su un lemma germanico del Sedicesimo secolo l'entusiasmo, la determinazione di Alessandro non mutavano.
Tutto ciò che è conoscenza, “approdo”, per lui avevano significato, anzi valore. Un approccio che lo ha portato ad essere archivista conservatore dell'Archivio Borromeo dell'Isola Bella, consigliere del Museo del Paesaggio di Verbania, componente del comitato scientifico del Fondo Sereni, tra i fondatori della Società dei Verbanisti, socio fondatore del Magazzeno Storico Verbanese, a promuovere importanti iniziative per la salvaguardia di siti, monumenti, restauri, anche in piccole realtà locali, a pubblicare saggi, guide, atti di convegni con una abnegazione all'idealità e una vivezza d'intelletto rari da incontrare.
Carlo Alessandro Pisoni si è spento a 58 anni a Varese lunedì 26 aprile 2021. Lascia molto alla comunità e, come spesso succede con personalità così eclettiche e così fuori dai precostituiti schemi, quanto sia stata preziosa (e utile) la sua opera lo diranno gli anni a venire.

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Su Carlo Alessandro Pisoni riportiamo i ricordi di Andrea Pellicini e Alessandro Franzetti, che ebbero modo di conoscerlo durante la loro attività di amministratori comunali di Luino

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«APPASSIONATO, AFFABILE, DISPONIBILE»

Con Alessandro Pisoni se ne va un uomo di grande cultura, uno studioso appassionato e una persona perbene. Lascia una bellissima famiglia e un grande vuoto in chi lo ha conosciuto e ha avuto la fortuna di frequentarlo. Alessandro, tra le tante e importanti cose in cui era impegnato, faceva anche parte del comitato scientifico del fondo Sereni, indicato dall’assessorato alla Cultura di Regione Lombardia, a dimostrazione che la sua fama di uomo di cultura travalicava i confini locali.
Lo ricordo anche come persona affabile e disponibile. Qualche anno fa accompagnò me e la mia famiglia a visitare il palazzo e i giardini dell’Isola Bella, luoghi che conosceva meglio di chiunque altro per la sua lunga attività di archivista e conservatore delle carte dei Borromeo. Per me fu davvero un privilegio e quel pomeriggio di ottobre, sul lago che Alessandro amava intensamente, rimarrà sempre un ricordo carissimo.
Andrea Pellicini

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«VERSATO IN ENTRAMBI I CAMPI DEL SAPERE»

Caro Carlo Alessandro,
non mi pare vero tu te ne sia andato così prematuramente, e in un modo così terribile.
La mia amicizia con te ha significato molto, e sei stato per me un maestro del sapere.
Ti conobbi nel 2005, allora ero un giovane universitario, e fin da subito apprezzai la tua capacità nel portare a termine quella grande avventura editoriale che fu il volume “Quarantaventi”, in cui alcuni ex alunni come me del Liceo “Vittorio Sereni” scrissero articoli per commemorare i quarant’anni della scuola e i venti dell’Associazione “Amici del Liceo”.
Quando nel 2010 fui eletto consigliere comunale e il sindaco Andrea Pellicini mi delegò a occuparmi dei rapporti con le associazioni culturali, potei sempre contare sul tuo valido contributo di idee, progetti ma soprattutto condivisione di valori. Eri versato in entrambi i campi del sapere: quello scientifico (eri infatti ingegnere) e quello umanistico, e questo ti permetteva di spaziare agilmente tra diverse discipline.
Il Magazzeno Storico Verbanese da te fondato era una miniera di dati, informazioni preziose per chiunque volesse immergersi nelle terre del nostro lago. Il tuo spessore culturale era pari soltanto al tuo stile, al tuo garbo e alla tua grande finezza: non ti ho mai sentito pronunciare un giudizio fuori posto.
Ricordo quando mi regalasti il tuo bel libro “Ab oblivione vindicanda”, che parlava delle epigrafi cimiteriali lombarde: mi dicesti che ogni cultura, ogni singolo paese, vengono descritti come meglio non si può dai propri cimiteri, che raccolgono la storia delle persone; mi ha talmente appassionato questo argomento che da allora, seguendo il tuo consiglio, ogni volta che mi reco in una nuova città vado a visitare il camposanto.
Nel maggio del 2015, da presidente del Consiglio, ti invitai quale oratore ufficiale a Voldomino a celebrare il centenario del passaggio del Piave: fu una giornata radiosa. Davi molta importanza a valori come quelli della famiglia, della patria (senza tuttavia essere nazionalista) e di Dio, e queste tue posizioni non sempre ti hanno fatto comprendere da certa intellighenzia.
Nel suo secondo mandato, il sindaco Pellicini ebbe gran merito a nominarti nel comitato scientifico dell’archivio Sereni: chi meglio di te avrebbe potuto ricoprire tale incarico.
La tua passione per la storia (che non amo definire locale, aggettivo quasi sminuente, la storia è storia) era nel Dna della tua famiglia e infatti il tuo caro papà Piergiacomo fu uno storico di ottimo livello e contribuì con l’ing. Pierangelo Frigerio (anche lui, come te, versato tanto nella scienza quanto nell’umanesimo) a scrivere pagine lucenti del nostro “genius loci (che è anche genius laci) ”.
Grazie Carlo Alessandro.
Personalmente non ti dimenticherò mai, e cercherò di tenere viva la fiammella dell’amore per la storia che ci hai insegnato. Le tue opere non saranno dimenticate, e nemmeno la tua saggezza.
Mi unisco al dolore della moglie e delle figlie per questa gravissima perdita. Tuttavia ho una certezza: non so tra quanto, caro Carlo Alessandro, ma di sicuro ci ritroveremo a guardare il nostro lago dall’alto, e potremo discutere di storia all’infinito.
Riposa in pace, amico mio carissimo.
Alessandro Franzetti 

Luino diventa Lunapark diffuso

Per la festa del Carmine, dal 9 luglio al 1° agosto 2021 manifestazioni dal parcheggio Porto Lido a piazza Chirola, piazza Libertà, parco Ferrini, piazza Stazione e parcheggio V Locale

C'è chi parla di bulimia di folla, suoni e colori dopo l'anoressia pubblica imposta dalla pandemia e chi invece la mette in politica e sospetta di un assist a un mondo commerciale stremato dalle restrizioni. E, proprio come si conviene ad ogni brusco cambio di rotta, c'è chi plaude all'assembramento festaiolo e chi invece non vi intravede altro che il “Facite ammuina” del notoriamente falso storico Regolamento Real Marina delle Due Sicilie (1841).
È appena partito con l'annunzio che potrà essere attivo dal 9 luglio al 1° agosto 2021, ma “l'Avviso pubblico per la presentazione di istanze per manifestazioni di spettacolo viaggiante singole e/o coordinate in Lunapark Diffuso per la Festa del Carmine, per l’anno 2021”, deliberato il 19 aprile 2021 dalla giunta comunale di Luino, ha già suscitato opposte schiere di tifosi.
L'amministrazione Enrico Bianchi, come premette nella delibera, «ha individuato le aree idonee per l’installazione delle attrazioni dello spettacolo viaggiante per il solo 2021 in relazione alla situazione di emergenza sanitaria e nelle more di una riorganizzazione di spazi e procedure da definire per mezzo di un apposito regolamento». Così, per il periodo dal 1° maggio al 31 dicembre 2021, «ha individuato per l'anno 2021 per lo svolgimento del Luna Park Festa del Carmine una modalità diffusa a partire da una concentrazione nel Parcheggio Porto Lido e nelle localizzazioni aggiuntive di Piazza Chirola, Piazza Libertà, Parco Ferrini, Piazza Stazione, Parcheggio V Locale (tranne mercoledì in cui sono presenti bancarelle del mercato settimanale)».
Ora si aspettano le “manifestazioni d'interesse” dei soggetti interessati alla partecipazione all'istallazione del Luna Park 2021 per poi procedere alla definizione di regolamento e organizzazione.