Edizione n. 15 di mercoledì 5 maggio 2021

Varese, in cinque anni persi 15mila posti di lavoro

Tra il 2007 e il 2012 la crisi ha penalizzato soprattutto industria, costruzioni e artigianato - Il 2013 iniziato con un nuovo peggioramento

Persi in cinque anni nel Varesotto quasi 15mila posti di lavoro. Le sofferenze di industria, costruzioni e artigianato sono state compensate solo parzialmente dai risultati dei servizi. I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio sulla base del Sistema Monitoraggio Annuale Imprese Lavoro (SMAIL).
La crisi iniziata nel 2008 ha colpito duramente l’economia e l’occupazione varesine e, dopo il timido miglioramento nel 2010, il riaffacciarsi della recessione ha peggiorato il bilancio complessivo 2007-2012. In questo periodo, sul territorio provinciale, gli addetti sono passati da 280.757 a 265.979 con una perdita di quasi 15mila posti di lavoro (-5,3%).
Particolarmente negativo il saldo del settore industriale, passato da 111.629 a poco più di 97mila addetti (-13,1%). Le perdite più consistenti sono state registrate nei comparti maggiormente rappresentativi dell'economia locale, dal tessile, abbigliamento, cuoio-calzature (-25,3%) alle macchine e apparecchiature elettriche ed elettroniche (-15%), alla metallurgia e prodotti in metallo (-13,1%).
POSITIVI I SERVIZI
Male anche il bilancio delle costruzioni. Il settore è passato da 28.790 a 24.854 addetti (-13,7%), mentre è rimasto positivo il comparto delle public utilities (+2,7%).
Nel quinquennio il settore dei servizi ha creato oltre 3mila e 600 posti di lavoro (+2,7%), bilanciando però solo parzialmente il dato negativo dell’industria. Opportunità di lavoro si sono aperte nella sanità, assistenza sociale e istruzione private (+17,4%), nei servizi di ristorazione (+16,8%) e alloggio (+8,7%), nelle attività di consulenza e professionali (+12,1%).
Infine, il confronto tra fine dicembre 2012 e marzo 2013 (ultimo dato disponibile nella banca dati SMAIL della Camera di Commercio di Varese) indica un nuovo peggioramento, -2.500 addetti. Il valore, sebbene andrebbe depurato da effetti di stagionalità, lascia comunque presagire una situazione di crisi che non trova soluzione, generando ricadute sul fronte occupazionale ancora molto pesanti.
ARTIGIANATO IL PIÙ COLPITO
Le principali perdite di addetti si registrano nel comparto artigiano. Qui il -13,6% tra il 2007 e il 2012 è pari a 8.000 unità sulle 15.000 perdite in totale, dato ancor più preoccupante se si pensa che questo ambito rappresenta il 20% degli addetti totali. Nel quinquennio, inoltre, la diminuzione del numero delle imprese si concentra soprattutto nei primi loro due anni di vita (-22%), mentre aziende con una struttura più consolidata (oltre i 10 anni di attività) sono riuscite in questo lasso di tempo a mantenere i livelli occupazionali.